di Francesco ColafemminaOggi appare su alcuni giornali italiani la notizia che il primo caso di febbre suina sarebbe quello di una signora di Oxaca, in Messico. Niente di più falso.
I primi due casi sono quelli di due bambini di 9 e 10 anni delle contee di Imperial e San Diego, in California, ammalatisi il 28 e 30 Marzo. I quotidiani messicani non sapevano neanche cosa fosse la "gripe porcina" prima del 21 Aprile, quando danno la notizia di due casi di contagio negli Stati Uniti. Oltretutto è di oggi la news diramata dal Los Angeles Times, secondo il quale la febbre sarebbe nata in Messico dove un bimbo è stato infettato il 2 Aprile. Ma se i primi casi sono del 28 e 30 marzo negli Stati Uniti?
I mezzi di informazione, quindi, informano o disinformano?
Andiamo avanti. Il New York Times riportava il 24 Aprile i due casi dei bambini californiani e specificava:
"An unusual strain of swine flu is circulating among people in the Southwest but is not known to have caused any deaths, the Centers for Disease Control and Prevention said Thursday."
Dunque, il martedì 21 Aprile il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie statunitense aveva allertato l'Organizzazione Mondiale della Sanità e le nazioni confinanti (Messico e Canada) della scoperta di due casi di febbre suina. I bambini erano stati colpiti da questo virus a fine marzo. E comunque si riteneva (solo una settimana fa) che la febbre fosse non mortale. Aggiunge il quotidiano:
"The A (H1N1) flu strain they had was quite unusual, said Dr. Nancy Cox, the chief of the agency’s flu division. It contained gene segments from North American swine, bird and human flu strains as well as one from Eurasian swine."
Dunque il ceppo della aviaria suina è inusuale: composto da segmenti genetici di maiale nordamericano, maiale euroasiatico, ceppi influenzali aviari e umani. Un bel guazzabuglio virale!
Il quotidiano Messicano El Universo nel dare notizia dei due casi di contagio non parlava affatto di casi ipotetici in Messico. Ciò non accadeva neppure il 23 Aprile. Invece il 24 scoppia il caso Messico. Pare che ci siano già state una settantina di morti da virus suino, di cui 20 certe. E come mai la cosa si è scoperta solo il 24, ovvero dopo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva avuto contezza dei casi statunitensi?
Ma lasciamo stare questi interrogativi. Veniamo alla nostra Italia:
MILANO - L'Italia dispone di antivirali a sufficienza per prevenire, associati con altri tipi di prevenzione, la propagazione del virus dell'influenza suina. A dirlo, interpellata dall'agenzia Agr, Stefania Salmaso, responsabile del dipartimento di Epidemiologia dell'Istituto superiore di sanita'. "Gli antivirali servono per circoscrivere l'infezione intorno ai casi confermati - spiega Stefania Salmaso - in Italia ci sono antivirali a sufficienza per dimezzare il numero di casi che possiamo prevedere, in base ai modelli che abbiamo fatto. Si tratta di 10-15 milioni di persone al massimo". "Gli antivirali - continua - non sono la soluzione unica: in contemporanea devono essere usate anche altre misure di prevenzione, come le norme igieniche individuali. Di fatto la prevenzione serve a rallentare l'ingresso della pandemia in un Paese, nell'attesa che nel frattempo venga messo a punto un vaccino". (Agr)
Dunque da noi l'Istituto Superiore di Sanità prevede dai 10 ai 15 milioni di contagiati (quasi fossero noccioline!). Inoltre circola sulla rete un video del 30 Marzo scorso in cui si può ascoltare la telefonata di una donna ad una trasmissione radiofonica statunitense, in cui si annuncia la notizia di un piano per lo smistamento di virus aviario letale organizzato dal Department of Homeland Security.
Sarà complottismo di bassa lega, saranno illazioni, eppure tutto questo sa di operazione già preparata. L'allarmismo mondiale è in crescita. Si sfruttano i timori della gente, quando in realtà i casi di contagio sono molto limitati. Le frontiere non sono state ancora bloccate fra i paesi a rischio e quelli non ancora contaminati. Si preparano intanto gli antivirali e le quotazioni delle società farmaceutiche salgono sempre più. E si scopre che la Sanofi Aventis ha acquisito una importante società farmaceutica messicana nei giorni scorsi, mentre la Baxter ha già chiesto al Messico di avere il virus, per studiare un vaccino (magari infetto come quello inviato in Repubblica Ceca, Slovenia, etc. a febbraio).
Chissà come sarà contento Pannella, il profeta del dimezzamento della popolazione mondiale, ed i suoi amici (guardate l'inquietante sito dell'Associazione Rientro Dolce) che sperano in una riduzione rapida della popolazione umana per ovviare ai problemi del sovrappopolamento e della crisi economica. Che il Signore ci protegga!


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