Riceviamo e pubblichiamo:
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Egregio Sig.Colafemmina,
mi chiamo Lara Cambiaghi sono del Cammino Neocatecumenale. Ho letto il suo articolo circa la chiesa costruita a Roma e decorata dalle icone di Kiko Arguello.Lei si sbilancia dando un giudizio estetico abbastanza drastico.Le dispiacerebbe dirmi il suo grado di competenza su questa materia?E' un architetto,un pittore,si intende di arte?Le dispiace dirmi quale è il suo mestiere?Le chiedo questo perchè ritengo che per parlare di certi argomenti,specie sui mass media,si dovrebbe possedere una competenza.In caso contrario si corre il rischio di dire delle inesattezze spacciandole per verità.Ha una prova di quello che dice sul suo giornale?E' proprio sicuro che il volto delle icone di Cristo è quello di Kiko?E' una sua supposizione o ne ha le prove?Se anche fosse così comunque dove è il problema?Tanti artisti si sono raffigurati nei loro quadri.Se anche Kiko quindi dipingesse il volto di Cristo ispirandosi al proprio cosa cambiererebbe?A meno che lei non presta fede alla storiella,diffusa dal blog"La Verità sul Cammino Neocatecumenale" del condizionamento attragerso le immaggini etc.Lei crede a questa favoletta?Parla di panteismo settarismo ma su quale base?Cosa conoce del Cammino Neocatecumenale?E' al corrente che il Cammino è riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa?Sa che il Cammino ,oltre allo Statuto approvato definitivamente ,è stato dotato(dalla Chiesa) anche di personalità giurica pubblica.Le faccio notare che,secondo il professore e Vescovo: Mons. Juan Arrieta, noto professore di Diritto Canonico nella Pontificia Università della Santa Croce(Roma) nonchè Consultore di vari Dicasteri Vaticani e Giudice del Tribunale ecclesiatico dello Stato della Città del Vaticano,il Cammino parla e agisce con l'autorità e a nome della Chiesa.Pertanto attaccandolo lei attacca la Chiesa e questo mi sembra grave.Mediti!!
Lara Cambiaghi
Carissima Lara,
per risponderLe in maniera diffusa e articolata riporto la Sua lettera integralmente. Veniamo alla risposta. Il mio articolo prendeva spunto da una segnalazione – peraltro entusiastica – della nuova chiesa di Prato Fiorito, per muovere alcuni rilievi in merito agli standard estetici ed architettonici della stessa.
Preciso che sono un filologo classico, laureato in letteratura latina, studioso di storia bizantina, parlo greco moderno a livello di madrelingua, da anni studio con passione le icone della Grecia continentale, della scuola cretese, di quella cipriota, etc. Ciò detto non credo di dover “reddere rationem” delle mie competenze e della mia cultura a lei né tantomeno ai suoi confratelli. Piuttosto quali sarebbero le competenze accademiche e teologiche del signor Kiko Arguello nonché le sue e quelle di tutti i commentatori furenti che hanno lasciato flebili tracce su questo blog?
Passiamo quindi all’analisi di quanto da me affermato. Anzitutto ho voluto confutare la bellezza presunta della chiesa di Prato Fiorito. Mi è bastato vedere che l’architetto è tra gli architetti preferiti del Cammino, tanto da aver contribuito alla realizzazione della orripilante (parere personale) Domus Galileae, per comprendere che c’è sempre la solita operazione. Si prendono i soliti architetti ben pagati e militanti e gli si fa realizzare opere in replica, standardizzate e sempre simili negli aspetti formali. Mentre vi sono numerosissimi architetti che “fanno la fame” senza riuscire a trovare una committenza disponibile ad accettare un lavoro da persone “neutre” e prive di appartenenza.
Questo dato di fatto è inconfutabile. O si scelgono i grandi nomi, o i soliti noti. Le chiese intanto sono sempre più brutte.
Ciò detto sono passato ad analizzare il tema delle icone. Cercando immagini di Kiko Arguello (nome che francamente non avevo mai sentito nominare finora, perché sono più abituato ad approfondire le vite dei Santi che quelle degli uomini), mi sono reso conto di una stranezza immediatamente evidente a chi, sia pur minimamente, si intende di icone. Il volto di Cristo da lui disegnato è infatti evidentemente storpiato rispetto all’agiografia classica. E ciò che colpisce è che mentre tutto il contesto, le scene, i Santi, le immagini della Vergine, tutto è ortodosso agiograficamente parlando, il solo volto di Cristo è realizzato con pennellate non omogenee, non c’è un colore di fondo disteso e modellato in base alla luce che si vuol riflettere dal volto. E’ come se fossero dotate di una tridimensionalità sfumata che si stacca evidentemente dalla bidimensionalità.
Inoltre analizzando i singoli tratti del volto sono evidenti gli occhi molto grandi, le occhiaie profonde, le ombre ai lati del naso, e la caratteristica piega dell’arcata sopraccigliare. Ancora la barbetta sulle gote scavate. Il volto è più corto e gli zigomi marcati. Ciò detto e vedendo il volto di Kiko spicca la sua somiglianza con le icone da lui stesso dipinte.
Sarà forse vera la storia del modello del Cristo della Cappella Sistina cui si sarebbe ispirato Michelangelo per quel volto, fatto sta che personalmente ritengo un tantino presuntuoso per un artista che Michelangelo non è, mettere il proprio volto al posto di quello del Signore. Per me il Signore non ha affatto il volto di Kiko e sinceramente mi fa anche un po’ senso questa sovrapposizione. Poi il signor Arguello sarà pure un sant’uomo, non spetta a me giudicarlo. Forse Lei ne sarà una devota ammiratrice e la rispetto in questa Sua devozione. Non credo però di aver parlato di soggezione psicologica, per quanto in verità la cosa mi sia passata in testa facendomi sovvenire l’espressione di Epicuro: “fai tutto come se Epicuro ti stesse osservando!”. Però non l’ho scritto né l’ho suggerito nel mio articolo.
Quanto alle prove ho semplicemente fatto un confronto di immagini e le ho messe sul blog: quale prova migliore? Se ritiene che la mia sia una panzana, me lo dimostri.
Riguardo al “panteismo” è un fatto che le chiese a forma circolare sono ispirate certo alla visualizzazione dell’altare e del presidente quale centro dell’attenzione dei fedeli, ma nella storia dell’umanità i templi circolari sono stati dedicati prevalentemente alle divinità della fertilità e della terra. Se Kiko costruisce e fa costruire chiese dall’architettura esplicitamente ginecomorfica (come peraltro confermato da un vaticanista di spessore: Sandro Magister), ciò significa che evidentemente mette in pratica questa tradizione primordiale dell’umanità. Che poi la chiesa in questione abbia pianta ottagonale e che la pianta ottagonale è riconducibile all’octava dies di ambrosiana memoria è un fatto totalmente diverso dal ginecomorfismo architettonico.
Quanto alle Sue ultime e conclusive riflessioni, mi permetto un sorriso democriteo. Possibile che proprio a me, cui si dà dell’inquisitore, si debba ricordare con tono minaccioso che qualsiasi affermazione critica nei riguardi del Cammino Neocatecumenale e della sua estetica, sia una sorta di eresia o di critica alla Chiesa Universale? Possibile che Lei sentendosi attaccata (e Le assicuro che non era il mio intento per quanto sono polemico un po’ per natura) non ha altro mezzo articolato di risposta se non quello dell’indice puntato, del minaccioso “mediti!”?
Allora tutti i Cardinali ed i Vescovi che hanno criticato il signor Arguello e i metodi del Cammino sono forse per questo automaticamente esclusi dalla Chiesa?
Ripeto dunque quanto già detto ad un suo collega nella fede: credete voi in una Chiesa Santa Cattolica ed Apostolica o credete soltanto nella vostra Chiesa?
I carismi cattolici sono diversi ed è logico che in mezzo a noi ci siano sensibilità ed approcci alla Fede differenti. Ma perché invece di meditare sulle storture possibili (perché siamo uomini e non ancora santi) dell’estetica applicata ai luoghi sacri, dobbiamo perdere tempo a “morderci come lupi”?
La storia della Chiesa è ricolma di capolavori, di exempla unici e straordinari sia in architettura che nelle arti figurative, che in musica. La mia domanda è: possibile che dopo 2000 anni di tale ricchezza travolgente ci siamo ridotti a fare le chiese tonde come degli UFO e a dipingere icone con il volto di Kiko? Stiamo vivendo forse in un romanzo di Isaac Asimov?
mi chiamo Lara Cambiaghi sono del Cammino Neocatecumenale. Ho letto il suo articolo circa la chiesa costruita a Roma e decorata dalle icone di Kiko Arguello.Lei si sbilancia dando un giudizio estetico abbastanza drastico.Le dispiacerebbe dirmi il suo grado di competenza su questa materia?E' un architetto,un pittore,si intende di arte?Le dispiace dirmi quale è il suo mestiere?Le chiedo questo perchè ritengo che per parlare di certi argomenti,specie sui mass media,si dovrebbe possedere una competenza.In caso contrario si corre il rischio di dire delle inesattezze spacciandole per verità.Ha una prova di quello che dice sul suo giornale?E' proprio sicuro che il volto delle icone di Cristo è quello di Kiko?E' una sua supposizione o ne ha le prove?Se anche fosse così comunque dove è il problema?Tanti artisti si sono raffigurati nei loro quadri.Se anche Kiko quindi dipingesse il volto di Cristo ispirandosi al proprio cosa cambiererebbe?A meno che lei non presta fede alla storiella,diffusa dal blog"La Verità sul Cammino Neocatecumenale" del condizionamento attragerso le immaggini etc.Lei crede a questa favoletta?Parla di panteismo settarismo ma su quale base?Cosa conoce del Cammino Neocatecumenale?E' al corrente che il Cammino è riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa?Sa che il Cammino ,oltre allo Statuto approvato definitivamente ,è stato dotato(dalla Chiesa) anche di personalità giurica pubblica.Le faccio notare che,secondo il professore e Vescovo: Mons. Juan Arrieta, noto professore di Diritto Canonico nella Pontificia Università della Santa Croce(Roma) nonchè Consultore di vari Dicasteri Vaticani e Giudice del Tribunale ecclesiatico dello Stato della Città del Vaticano,il Cammino parla e agisce con l'autorità e a nome della Chiesa.Pertanto attaccandolo lei attacca la Chiesa e questo mi sembra grave.Mediti!!
Lara Cambiaghi
Carissima Lara,
per risponderLe in maniera diffusa e articolata riporto la Sua lettera integralmente. Veniamo alla risposta. Il mio articolo prendeva spunto da una segnalazione – peraltro entusiastica – della nuova chiesa di Prato Fiorito, per muovere alcuni rilievi in merito agli standard estetici ed architettonici della stessa.
Preciso che sono un filologo classico, laureato in letteratura latina, studioso di storia bizantina, parlo greco moderno a livello di madrelingua, da anni studio con passione le icone della Grecia continentale, della scuola cretese, di quella cipriota, etc. Ciò detto non credo di dover “reddere rationem” delle mie competenze e della mia cultura a lei né tantomeno ai suoi confratelli. Piuttosto quali sarebbero le competenze accademiche e teologiche del signor Kiko Arguello nonché le sue e quelle di tutti i commentatori furenti che hanno lasciato flebili tracce su questo blog?
Passiamo quindi all’analisi di quanto da me affermato. Anzitutto ho voluto confutare la bellezza presunta della chiesa di Prato Fiorito. Mi è bastato vedere che l’architetto è tra gli architetti preferiti del Cammino, tanto da aver contribuito alla realizzazione della orripilante (parere personale) Domus Galileae, per comprendere che c’è sempre la solita operazione. Si prendono i soliti architetti ben pagati e militanti e gli si fa realizzare opere in replica, standardizzate e sempre simili negli aspetti formali. Mentre vi sono numerosissimi architetti che “fanno la fame” senza riuscire a trovare una committenza disponibile ad accettare un lavoro da persone “neutre” e prive di appartenenza.
Questo dato di fatto è inconfutabile. O si scelgono i grandi nomi, o i soliti noti. Le chiese intanto sono sempre più brutte.
Ciò detto sono passato ad analizzare il tema delle icone. Cercando immagini di Kiko Arguello (nome che francamente non avevo mai sentito nominare finora, perché sono più abituato ad approfondire le vite dei Santi che quelle degli uomini), mi sono reso conto di una stranezza immediatamente evidente a chi, sia pur minimamente, si intende di icone. Il volto di Cristo da lui disegnato è infatti evidentemente storpiato rispetto all’agiografia classica. E ciò che colpisce è che mentre tutto il contesto, le scene, i Santi, le immagini della Vergine, tutto è ortodosso agiograficamente parlando, il solo volto di Cristo è realizzato con pennellate non omogenee, non c’è un colore di fondo disteso e modellato in base alla luce che si vuol riflettere dal volto. E’ come se fossero dotate di una tridimensionalità sfumata che si stacca evidentemente dalla bidimensionalità.
Inoltre analizzando i singoli tratti del volto sono evidenti gli occhi molto grandi, le occhiaie profonde, le ombre ai lati del naso, e la caratteristica piega dell’arcata sopraccigliare. Ancora la barbetta sulle gote scavate. Il volto è più corto e gli zigomi marcati. Ciò detto e vedendo il volto di Kiko spicca la sua somiglianza con le icone da lui stesso dipinte.
Sarà forse vera la storia del modello del Cristo della Cappella Sistina cui si sarebbe ispirato Michelangelo per quel volto, fatto sta che personalmente ritengo un tantino presuntuoso per un artista che Michelangelo non è, mettere il proprio volto al posto di quello del Signore. Per me il Signore non ha affatto il volto di Kiko e sinceramente mi fa anche un po’ senso questa sovrapposizione. Poi il signor Arguello sarà pure un sant’uomo, non spetta a me giudicarlo. Forse Lei ne sarà una devota ammiratrice e la rispetto in questa Sua devozione. Non credo però di aver parlato di soggezione psicologica, per quanto in verità la cosa mi sia passata in testa facendomi sovvenire l’espressione di Epicuro: “fai tutto come se Epicuro ti stesse osservando!”. Però non l’ho scritto né l’ho suggerito nel mio articolo.
Quanto alle prove ho semplicemente fatto un confronto di immagini e le ho messe sul blog: quale prova migliore? Se ritiene che la mia sia una panzana, me lo dimostri.
Riguardo al “panteismo” è un fatto che le chiese a forma circolare sono ispirate certo alla visualizzazione dell’altare e del presidente quale centro dell’attenzione dei fedeli, ma nella storia dell’umanità i templi circolari sono stati dedicati prevalentemente alle divinità della fertilità e della terra. Se Kiko costruisce e fa costruire chiese dall’architettura esplicitamente ginecomorfica (come peraltro confermato da un vaticanista di spessore: Sandro Magister), ciò significa che evidentemente mette in pratica questa tradizione primordiale dell’umanità. Che poi la chiesa in questione abbia pianta ottagonale e che la pianta ottagonale è riconducibile all’octava dies di ambrosiana memoria è un fatto totalmente diverso dal ginecomorfismo architettonico.
Quanto alle Sue ultime e conclusive riflessioni, mi permetto un sorriso democriteo. Possibile che proprio a me, cui si dà dell’inquisitore, si debba ricordare con tono minaccioso che qualsiasi affermazione critica nei riguardi del Cammino Neocatecumenale e della sua estetica, sia una sorta di eresia o di critica alla Chiesa Universale? Possibile che Lei sentendosi attaccata (e Le assicuro che non era il mio intento per quanto sono polemico un po’ per natura) non ha altro mezzo articolato di risposta se non quello dell’indice puntato, del minaccioso “mediti!”?
Allora tutti i Cardinali ed i Vescovi che hanno criticato il signor Arguello e i metodi del Cammino sono forse per questo automaticamente esclusi dalla Chiesa?
Ripeto dunque quanto già detto ad un suo collega nella fede: credete voi in una Chiesa Santa Cattolica ed Apostolica o credete soltanto nella vostra Chiesa?
I carismi cattolici sono diversi ed è logico che in mezzo a noi ci siano sensibilità ed approcci alla Fede differenti. Ma perché invece di meditare sulle storture possibili (perché siamo uomini e non ancora santi) dell’estetica applicata ai luoghi sacri, dobbiamo perdere tempo a “morderci come lupi”?
La storia della Chiesa è ricolma di capolavori, di exempla unici e straordinari sia in architettura che nelle arti figurative, che in musica. La mia domanda è: possibile che dopo 2000 anni di tale ricchezza travolgente ci siamo ridotti a fare le chiese tonde come degli UFO e a dipingere icone con il volto di Kiko? Stiamo vivendo forse in un romanzo di Isaac Asimov?
f
P.s. Non vorrei sembrarle un po' spocchioso ma la prossima volta mi chiami dottore. Grazie
P.s. Non vorrei sembrarle un po' spocchioso ma la prossima volta mi chiami dottore. Grazie
f
Francesco Colafemmina
Francesco Colafemmina


12 commenti:
Gentile signora Lara,
è davvero necessario avere dei titoli accademici per dire che le brutture disegnate dal Fondatore del Cammino Neocatecumenale sono brutture?
Se ne può accorgere qualsiasi cristiano che non sia obbligato da particolari circostanze.Un adepto kikiano è infatti obbligato ad affermare, anche se non lo pensa, che quelle brutture sarebbero belle e che addirittura aiuterebbero a pregare.
Tra i tanti che ho conosciuto della vostra setta, infatti, nessuno ha mai avuto il coraggio di descriverle per quello che sono.
Una domanda retorica: come mai lei non era intervenuta con altrettanta asprezza polemica su questo blog nel momento in cui si parlava del Cubo di Fuksas?
Forse perché Fuksas ha avuto almeno il buon gusto di non proporre la sua faccia all'adorazione dei fedeli?
La invito a tranquillizzarsi, poiché le brutture di Kiko le avrei considerate tali anche se fossero state opera di un artista serio.
Altra domanda retorica: in quale articolo degli Statuti del Cammino c'è scritto l'obbligo di considerare belle quelle brutture?
g.a.
Per Lei è così importante essere chiamato dottore?
Umiltà, un pò di umiltà!!!!
Scusi umile anonimo, ma se mi si chiedono i titoli allora io invito a rispettarli!
E poi Anonimo, ma lei è per caso la reincarnazione di Savonarola?
Le invio i miei umilissimi saluti! La prossima volta si firmi o per lei scrivere anche solo il nome e cognome è simbolo di superbia?
Rispondo alla signora Lara.
Sono una Cristiana della Chiesa Cattolica Apostolica; devo specificare l'appartenenza affinchè la definizione di Cristiana non possa generare ulteriori equivoci a quelli che anche il vostro movimento a contribuito a generare.
Come fedele sono stata cacciata dalla realtà parrocchiale perchè non ho voluto aderire al cammino e alle sue regole e come me, tanti altri hanno subito la stessa sorte.
Si inizia con l'emarginazione per poi entrare nella conflittualità vera e propria a causa di una libertà che viene a mancare a motivo di un'adesione tacitamente imposta. Tale libertà dovrebbe essere consentita e preservata come diritto primario all'interno della Chiesa, mentre invece ci viene sottratta e non solo, si impongono in modo illecito e lesivo
lo stile "murales" dei dipinti,
che il sig. Kiko chiama "immagini per la contemplazione evangelica.
Mediti lei, signora Lara, quale grave torto ci state facendo.
Non ci sono più parrocchie che mostrano lo stile degli antichi Padri della Chiesa,anche gli altari, sono delle grandi tavole quadrate agghindate di fiori, per altro vietati dal "diritto Canonico".
Non esistono più confessionali, perchè anche questo sacramento è stato svilito e profanato dalle vostre "risonanze".
Mi perdoni, ma io personalmente preferisco seguire il carisma dei Grandi Santi riconosciuti dalla Chiesa, veri pilastri, umili servi di Dio, che hanno lavorato per l'unità dei Cristiani, non come il vostro pseudo Maestro, che stà cercando di dividere non solo il popolo di Dio, ma la stessa Chiesa.
Mediti cara Lara, e preghi per avere la vera luce, quella che illumina senza accecare.
Gentile dottorino, Lei è un CAFONE!!
Rispetti anche gli anonimi.
Non sono neocatecumenale nè propendo per la cateoria ma le sue argomentazioni non reggono.
La fisionomizzazione dei soggetti sacri è antica come il mondo. Nel rinascimento i committenti pretendevano essere sempre presenti nel quadro e spesso immedesimavano tutta la famiglia nei personaggi sacri. Caravaggio lo faceva di sponte sua, ma con poco successo, perchè metteva al posto della Vergine o di una Santa la nota meretrice del quartiere. I bigotti deplorarono, gli intelligenti acquistarono. Ma comunque era prassi diffusa.
Riguardo al “panteismo” è un fatto che le chiese a forma circolare sono ispirate certo alla visualizzazione dell’altare e del presidente quale centro dell’attenzione dei fedeli, ma nella storia dell’umanità i templi circolari sono stati dedicati prevalentemente alle divinità della fertilità e della terra. Se Kiko costruisce e fa costruire chiese dall’architettura esplicitamente ginecomorfica (come peraltro confermato da un vaticanista di spessore: Sandro Magister), ciò significa che evidentemente mette in pratica questa tradizione primordiale dell’umanità. Che poi la chiesa in questione abbia pianta ottagonale e che la pianta ottagonale è riconducibile all’octava dies di ambrosiana memoria è un fatto totalmente diverso dal ginecomorfismo architettonico.
In alcune Diocesi perfino la cattedrale è a pianta circolare. Nel 600/700 ne compaiono a pianta ellittica. Dov'è il problema? Molte chiese poi son state costruite su templi pagani legati alla dea Madre o a Mitra. Ergo? Il ginemorfismo che teme è presente ampiamente e serenamente in molta simbologia cristiana come per esempio nella mandorla di luce del Pantocrator, simbolo proprio di ri-nascita dall'alto. Dottore.
Certo che quanto a cafonaggine siamo messi proprio bene!
Rispetto all'ultimo commento. Guardi, anonimo dottore, che Caravaggio non era il fondatore carismatico di un percorso di catechesi ed educazione cattolica, era un artista e che artista!
Ciò che spaventa è l'arbitrarietà dei dettami estetici del Cammino. Sicuramente il Cammino può offrire buoni frutti e ci sono uomini e donne speciali al suo interno, ciononostante il ginecomorfismo architettonico non è una impostazione teologicamente e cattolicamente corretta.
Quanto alla "mandorla" o "nimbo" non so dove abbia letto che rappresenta una immagine ginecomorfica. Da quanto ne so i testi classici dell'iconologia russa e orientale in genere la descrivono come una "apertura verso l'eternità". Immagine della Gloria di Cristo e della sua preesistenza al mondo. Tanto è vero che la mandorla può contornare anche le icone che rappresentano la Vergine nella sua dimensione ultraterrena.
E poi che vuol dire che si costruivano chiese su vecchi mitrei? Allora c'era il riuso, oggi invece si costruiscono nuove chiese che costano milioni di euro e non è ammissibile che siano simili ad aule di culti pagani.
E' vero che nell' arte Occidentale molti pittori rinomati attingevano all' esperienza comune; proprio per questo l' arte occidentale si è allontanata dal patrimonio tradizionale delle Icone. Il patrimonio che ci ha conservato e che in Occidente è rimasto con Giotto e Cimabue e anche col Beato Angelico (come il riporta questo Blog) riguarda i lineamenti del volto di Cristo impressi nel Sacro lino. Non c'è forma di devozione paragonabile, per questo alterare i contorni delle icone è un atto arbitrario teso a sostituire l' oggetto di devozione. L' icona suscita devozione spontanea e anche se in ogni movimento si tende (tendenza spesso pericolosa) a santificare il capostipite, il processo quì è manifesto.
Purtroppo è dificile mantenere la neutralità su questo argomento per gli appartenenti al Cammino e lo capisco, tuttavia ogni critica può servire a crescere insieme.
La tendenza alle Chiese circolari moderne per me in effetti non è così scandalosa a livello simbolico, (le cupole rotonde, le cipolle ortodosse, anche le moschee), anche se come bellezza non po ssono essere associate a quelle antiche. Infatti anche se il cerchio è simbolo del cielo (nove cori angelici del Paradiso) è l' interno delle Chiese che cambia, però.
Manca quella direzione che avevano tutte le chiese (verso oriente al sole nascente) e che oggi si è persa, inoltre in una Chiesa rotonda è veramente difficile nascondere il tabernacolo che invece spesso si occulta e questo insime alla mancanza di un altare come altare sacrificale sono i punti più oscuri.
"Rispetto all'ultimo commento. Guardi, anonimo dottore, che Caravaggio non era il fondatore carismatico di un percorso di catechesi ed educazione cattolica, era un artista e che artista!"
Condivido!
Che la gerarchia ecclesiastica abbia tollerato le "creazioni" di un ego surdimensionato non è di per sè soprendente.
Lo diventa però quandi si sa che che queste "creazioni" esprimono la pseudoteologia kikiana.
E diventa incomprensibile quando si conosce il contenuto di questa pseudoteologia farcita di gravi errori, di strafalcioni teologici.
Quanto al post di Lara è un compendio di argomenti coi quali i neocatecumenali credono di potere con arroganza chiudere la bocca a tutti coloro che si permetterebbero di criticare il cammino.
Mediti, signorina Lara, il cammino non è ancora stato eretto in dogma di fede !
Gentile Sig.Francesco,sò che cercava di contattarmi ed eccomi.
Vorrei informarla che la sig.ra Lara, mi ha già risposto privatamente, e anche per Lei.
Poichè non mi sembra che il vostro pensiero segua la stessa frequenza d'onda, mi chiedo come abbia potuto parlare per Lei.
Attendo una risposta di chiarimento.
Cinzia
Cara Cinzia,
ho appena visto la sua email e mi premurerò di contattarla a breve. Le rispondo pubblicamente per dirle che non mi stupisce che ci siano persone eccentriche che pretendono di spacciarsi per me. Mi rendo conto di aver scatenato un putiferio senza volerlo e ammiro la combattiva grinta neocatecumenale. Ma se magari fosse diretta verso la correzione delle storture e degli errori sarei più felice e sereno.
Invece noto uno sciovinismo inopportuno all'interno della Chiesa, come se ciascuno intendesse rivendicare la propria idea di Chiesa come l'unica e sola. Tanto più quando si oblitera la tradizione della Chiesa cattolica! Chissà...forse sono solo segni dei tempi!
Dopo pochi commenti, mi sembra che la discussione già rischi di decollare verso il pindarico.
Alcuni punti fermi:
1) il Fondatore del Cammino Neocatecumenale dipinge in modo orrendo ed autocelebrativo: cfr. le foto pubblicate su questo blog
2) quei dipinti sono imposti alle comuniutà dei suoi adepti (ogni suppellettile deve essere disegnata da Kiko, i canti composti da Kiko, ecc.)
3) e perciò diventano obbligatori anche nelle parrocchie di cui riescono ad impossessarsi: cfr. le foto pubblicate in questo blog
4) i seguaci di Kiko si sentono obbligati a reagire furenti quando qualcuno fa notare queste cose (cfr. intervento della signora Lara) anche quando in cuor loro ne sono altrettanto convinti
5) l'orrenda pseudoestetica kikiana testimonia l'orrenda teologia kikiana
6) anche le bislacche liturgie del Cammino testimoniano l'orrenda teologia kikiana
7) l'approvazione degli Statuti indica al Cammino Neocatecmenale un percorso e delle regole ,mentre gli adepti di Kiko lo sbandierano come se fosse la certificazione pontificia della bontà di ogni loro errore passato, presente e futuro (cfr. lettera della signora Lara)
g.a.
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