martedì 30 giugno 2009

Il "BREVE ESAME CRITICO" DEI CARDINALI BACCI E OTTAVIANI

Il Cardinal Ottaviani incorona Papa Paolo VI

Visto l'interesse suscitato in questi ultimi giorni dalla diatriba sul Messale Antico ed il suo uso da parte di San Pio da Pietralcina, riteniamo opportuno offrire ai lettori uno strumento ben noto, ma sempre utile e capace di suscitare nuove riflessioni. Ci riferiamo al "Breve esame critico sul Novus Ordo" presentata sottoforma di supplica dai Cardinali Bacci e Ottaviani a Sua Santità Papa Paolo VI. Queste note ancor oggi di fondamentale importanza, chiariscono insperatamente le ragioni al centro del dibattito emerso nella distinzione fra il Carattere Sacrificale dell'Eucaristia preservato dal Rito Antico e l'accentuazione dell'aspetto "comunitario" del Novus Ordo.

Chiaramente come afferma l'art.1 del "Summorum Pontificum": "Il Messale Romano promulgato da Paolo VI è la espressione ordinaria della “lex orandi” (“legge della preghiera”) della Chiesa cattolica di rito latino. Tuttavia il Messale Romano promulgato da S. Pio V e nuovamente edito dal B. Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinaria della stessa “lex orandi” e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico. Queste due espressioni della “lex orandi” della Chiesa non porteranno in alcun modo a una divisione nella “lex credendi” (“legge della fede”) della Chiesa; sono infatti due usi dell’unico rito romano."

Nondimeno essendo le differenze a dar senso alle cose è fondamentale soffermarsi su alcuni aspetti liturgici propri di entrambi i "due usi dell'unico rito romano" le cui risonanze non mancano di incidere anche sull'arte sacra, sull'organizzazione degli spazi sacri, sul ruolo del sacerdote, su quello dell'assemblea, e sulla stessa radice teologica dell'atto rituale.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Colafemmina, non si agiti. Il BEC è un solenne tarocco che Lei riesuma.

Francesco Colafemmina ha detto...

Anonimo, non si agiti:

Il Breve esame critico del "Novus ordo missae", stilato, su impulso di Cristina Campo, da un gruppo di teologi e liturgisti, firmato dai Cardinali Ottaviani (tutore dell'ortodossia cattolica) e Bacci (latinista) e presentato a Paolo VI il 25 settembre 1969, ebbe come risultato la correzione della definizione della messa come sacrificio, definizione che si ritrova anche nell'Institutio generalis Missalis Romani III del 2000 (n. 7).