sabato 20 giugno 2009

PADRE GUMPEL E QUELLE PRESSIONI CONTRO LA BEATIFICAZIONE DI PIO XII


di Francesco Colafemmina

Ancora una volta, - e fortunatamente - Padre Gumpel, il gesuita postulatore della causa di Beatificazione di Papa Pio XII, ha ripetuto l'unica verità su questa vicenda triste ed annosa. Ieri, durante un incontro tenutosi nella libreria internazionale Paolo VI, presso il palazzo di Propaganda Fide, Gumpel ha affermato nettamente che Benedetto XVI non ha ancora firmato il decreto sulle eroiche virtù di Papa Pacelli perchè "è impressionato da diversi incontri che ha avuto con membri di alcune organizzazioni ebraiche che gli dicono chiaro e tondo che se fa una minima cosa a favore della causa di Papa Pacelli i rapporti tra la Chiesa e gli ebrei sarebbero definitivamente e permanentemente compromessi".

Questa dichiarazione lungi dal voler accusare il Papa di alcunchè, sta a testimoniare piuttosto il grande affetto filiale del Santo Padre per la sua Chiesa e la profonda saggezza con cui compie i suoi gesti. Magari qualcuno vuole leggere in queste dichiarazioni un tentativo da parte di Gumpel di forzare la mano al Papa, ma personalmente credo che il postulatore della causa di beatificazione sia soltanto esasperato dalla costante diffusione di menzogne e ricatti sulla questione Pio XII.

Fioccano intanto le smentite da parte di Padre Lombardi, ma - al di là del giusto accento posto sull'indipendenza delle decisioni papali - è innegabile che le cose stiano in questi termini. La maggiorparte del rabbinato non avrebbe alcun problema a gettare fango sulla Chiesa Cattolica appena il Papa volesse procedere con la causa di beatificazione di Pio XII. Questa ingerenza pesante e drammatica negli affari interni e spirituali della Chiesa non ha paragoni nella storia.

Sappiamo perfettamente che Papa Pacelli era stimato dalle principali cariche dell'allora neonato Stato di Israele (quello che oggi Netanyahu ha definito con toni piuttosto razzisti "Stato ebraico"). Sappiamo che addirittura il rabbino capo di Roma Israel Anton Zoller si convertì al cattolicesimo e dovette attendere il 1945 per farsi battezzare, evitando le accuse di essersi convertito per paura. E cambiò il suo nome in quello di Eugenio Pio Zolli!

La verità è che le comunità ebraiche di mezzo mondo non nutrono un rispetto sincero per la Chiesa Cattolica, ma un rispetto strumentale, utilitaristico. Così, la minaccia al mito persecutorio rappresentata dalle testimonianze di aiuto, protezione e salvezza offerti da Pio XII diventa un'insostenibile offesa. Questa unicità della persecuzione che talune potenti (soprattutto finanziariamente) comunità ebraiche rivendicano costantemente è altrettanto strumentale, perchè consente loro di lamentarsi sempre, anche quando a Gaza muoiono donne vecchi e bambini sotto il fosforo bianco. Anche quando l'Iran cerca di sviluppare un piano di produzione di energia nucleare per scopi civili, mentre lo Stato di Israele possiede almeno 400 testate nucleari in grado di distruggere l'intero pianeta. Questa ipocrisia si rispecchia anche nella questione relativa alle proprietà della Chiesa in Terra Santa. Possiamo star certi che finchè non saranno sicuri che l'attuale Papa non firmerà quel decreto, gli accordi con la Chiesa Cattolica non saranno mai firmati.

La politica del ricatto e della minaccia è sotto gli occhi di tutti. Prendiamo ad esempio il comportamento del Rabbino Rosen. Basta andare sul suo sito o su quello dell'American Jewish Commitee per rendersi conto di quanti appelli, note, dichiarazioni vi sono su ogni aspetto del pontificato (dal Motu Proprio, all'affaire Pio XII, a quello dei Lefebvriani). E pensare che questo rabbino ortodosso è stato addirittura nominato Cavaliere Comandante dell'Ordine Pontificio di San Gregorio Magno nel 2005!

Leggete ad esempio l'arroganza di un articolo come questo, intitolato "Papal Fallibiliy" e dedicato all'udienza concessa dal Santo Padre per spiegare la questione Williamson e Lefebvriani.

Per fortuna non mancano i singoli rabbini o storici di fede ebraica che sono sinceramente a favore della causa di beatificazione di Pio XII. Vedi ad esempio quanto affermato recentemente dal rabbino Erich Silver. Purtroppo si tratta sempre di singole persone, mai di comunità ebraiche. Perchè questa è una questione definitivamente politica. Pio XII rappresenta infatti una idea di Chiesa Cattolica che si vuole obliterare e cancellare dalla memoria. La Chiesa Cattolica parte dal "Beato" Giovanni XXIII. Il resto deve essere demonizzato e messo nel dimenticatoio perchè sic convenit!

E' chiaro d'altra parte che se si criticano le ingerenze costanti e pesanti del mondo ebraico negli affari interni alla religione cattolica (cosa che ha già detto chiaramente il Cardinal Montezemolo qualche mese fa), non per questo si deve incorrere nell'accusa di "antisemitismo", che a quanto pare non si nega a nessuno. Piuttosto dinanzi alle pressioni ed alla potenza mediatica sembra che l'unica possibilità che ci viene concessa sia quella del silenzio. Grazie dunque a Padre Gumpel per averlo violato!

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido che P. Gumpel non voglia attaccare il Papa ma egli (Gumpel)non può perdere la testa: perchè è quello che ha fatto.
Condivido pienamente l'articolo ma P. Gumpel ha oggettivamente sbagliato: non è Lui che deve parlare!
Un pò di saper fare non guasta: non manca certo a P.Gumpel trovare il modo!
Ma quanto dichiarato è fondamentalmente un errore al di là delle intenzioni: un errore non nel contenuto delle affermazioni ma per il fatto che quelle affermazioni provengono dal postulatore.
Piero

mic ha detto...

Condivido la tua interpretazione delle dichiarazioni di Gumpel, Francesco e condivido anche il resto della tua articolata e documentata e lucida analisi.
Puoi trovare qui documentazioni sugli accordi tra Israele e Vaticano

Caterina63 ha detto...

Condivido le formulazioni espresse da padre Gumpel (così come faccio mie le riflessioni di Francesco che non c'entrano con la mia risposta), ma l'intervento di p. Gumpel l'ho trovato fuori luogo in questi giorni di apertura dell'Anno Sacerdotale...

Inoltre questo pressare, pubblicamente, sulle decisioni del santo Padre, non fanno bene a nessuno...
lo stesso dicasi quando dalla Polonia si fa pressione sul Papa per la canonizzazione del suo predecessore...lo trovo di pessimo gusto...

tanto lo so che avrò tempo di rattristarmi quando si beatificherà GPII (per scelte più opportunistiche che altro) e si continuerà ad ignorare Pio XII....

^__^

Francesco Colafemmina ha detto...

Padre Gumpel è stato invitato a parlare su questo tema. Era logico che dicesse quanto pensa:

Venerdì 19 giugno alle ore 18 presso la Libreria Internazionale Paolo VI in via di Propaganda, 4 a Roma si conclude la prima serie de “I Venerdì di Propaganda”. Il tema dell’incontro sarà “Come nascono i Santi”, conversazione con P. Peter Gumpel, SJ, Postulatore per la Causa di Beatificazione di Pio XII. Durante questo appuntamento verranno spiegate le procedure e le norme generali che portano alla beatificazione e alla canonizzazione ed il relatore, P. Peter Gumpel, S.J., potrà aggiornare i presenti sulla situazione della Causa di Beatificazione di Pio XII, da lui stesso seguita con passione e competenza da molti anni. Coordinerà come al solito la dott.ssa Neria De Giovanni, Presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari. Ufficio Stampa Lev: ufficiostampa@lev.va; 06 698 81204. (S.L.) (Agenzia Fides 16/6/2009; righe 9, parole 133)

Caterina63 ha detto...

Ah!...
Caro Francesco ti ringrazio....questa notiziola mi era sfuggita.....:-(
Non avevo capito così l'uscita di padre Gumpel...la quale a questo punto è giustificatissima: interpellato da un incontro già programmato egli non poteva fare altro che rispondere...

ad ogni modo credo sia sempre meglio NON sollecitare direttamente il Santo Padre in pubblico e davanti ai rilettori ben sapendo che i Media, quando si tratta di temi su Pio XII, ci sguazzano e le strumentalizzano e a farne le spese è poi il Santo Padre...

Grazie per questo aggiornamento!

Fraternamente CaterinaLD
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gianni ha detto...

gli ebrei ci hanno convinto che e' politicamente scorretto ed "antisemita" contraddirli..
si sentono in diritto di ocmandare a casa degli altri, vorrei vedere se il papa dicesse loro come si devono comportare nelle lor decisioni in merito al loro modo di organizzarsi.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Bravo Francesco e bravo p. Gumpel.
Noto soltanto che la Chiesa si serve e difende nella Verità.
E se il Papa è convinto della santità del predecessore non difende la causa della Chiesa rinviando quella beatificazione, ma serve piuttosto l'arroganza di una parte consistente del potere ebraico.
La Chiesa è fondata sui martiri. E qui, francamente, di martirii non ce ne sarebbero, solo rapporti diplomatici che non son è detto sian necessari alla vita della Chiesa.

mic ha detto...

rapporti diplomatici che non son è detto sian necessari alla vita della Chiesa.

non tanto alla vita della Chiesa quanto alle sue proprietà e ai 'visti' per i religiosi cattolici in Terra Santa

comunque è uno spettacolo indegno la sudditanza psicologica 'mostrata' da parte della Chiesa nei confronti degli ebrei. Anche tutti i recenti accenti sull'unicum della schoà estorti dopo la "montatura" del caso Williamson mi sono parsi eccessivi e rischiano di fare della dell'olocausto quasi una religione un dogma intoccabile, mentre si tratta di un fatto storico, doloroso ed esecrabile, ma che per la Chiesa non può correre il rischio di diventare più importante del Sacrificio di Cristo... diciamocela tutta, oggi del Sacrifico del Signore non si parla più purtroppo in molti contesti che si definiscono cattolici, ma guai a chi tocca la shoà: diventa automaticamente antisemita!
Per me sono atteggiamenti eccessivi, inadeguati, inopportuni, fuori luogo

Anche questo continuare a consentire agli ebrei, senza adeguata garbate ma ferme dichiarazioni, reprimende e osservazioni di ogni genere (pensiamo anche alla preghiera del venerdì Santo e a tutte le altre manifestazioni di lesa maestà), mi sembra un atteggiamento, ripeto, inqualche modo di vera e propria 'sudditanza' fondato su cosa è incomprensibile se poi si tiene conto delle maledizioni di cui siamo fatti oggetto noi cristiani nelle loro preghiere quotidiane immaginando inoltre quali effetti potrebbe scaternare una analoga ingerenza della Santa Sede in questioni ebraiche

del resto abbiamo visto il recente sequesto di fondi in Terra Santa (prontamente rientrato, ma intanto è un segnale) che credo sia da mettere in relazione all'accenno - giusto e sacrosanto - del Santo Padre alla soluzione dei 'due Stati'

Meno sudditanza e più garbata fermezza non guasterebbero

mic ha detto...

ma serve piuttosto l'arroganza di una parte consistente del potere ebraico.

esattissimo parlare di arroganza di una parte consistente del potere ebraico, perché anche da parte ebraica su Pio XII non mancano le voci fuori dal coro più fedeli alla storia che ai 'rumori' dei fabbricanti di menzogne, ai documenti che ora non mancano che ai pamfhlet di turno!

Rutilio Namaziano ha detto...

Volevo ricordare che in ogni tempo ragioni storiche o politico-diplomatiche hanno, se non impedito, almeno ritardato beatificazioni o canonizzazioni. I tempi della Chiesa possono essere lunghi...