venerdì 31 luglio 2009

LETTERA APERTA A PADRE AUGE'


Carissimo Padre,

le scrivo da un internet point di un'isola greca, un po' frastornato dal polverone levatosi per un'intervista di don Nicola Bux da lei fortemente e vivacemente contestata sul suo blog.
Sono consapevole infatti di essere indirettamente una delle cause della sua poco caritatevole indignazione. Alcuni miei articoli su questo blog le saranno infatti parsi degli attacchi scomodi al Novus Ordo ed ai suoi artefici, ma piu' in generale ad un modello "pneumatico" di Chiesa che lei probabilmente condivide ed ama. Cosi' lei ha pensato bene di sfogare l'indignazione per i miei articoli su Bugnini ed altre questioni sull'intervista di don Bux.
Sta bene, pero' ammettera' che questo atteggiamento e' poco cristiano e soprattutto poco diretto. Quanto affermato dal teologo e liturgista (mi perdoni ma le virgolette non servono a mettere in discussione dei dati di fatto!) Bux, per quanto trasmesso in maniera poco consona dal giornalista Volpe, non ha alcunche' di scandaloso. Perche' infatti ci si dovrebbe scandalizzare di prassi eucaristiche condivise e riproposte con grande enfasi dal Santo Padre, come appunto la Comunione in bocca, il velo per le donne, il segno della croce, e soprattutto la proskynesis dinanzi al Corpo del Signore?
Cosa c'e' di assurdo nell'affermare che oggi in un contesto ecclesiale sempre piu' pervaso dal pressapochismo e dall'assoluta indifferenza per i gesti ed i segni del rispetto per il Sacro, e' opportuno ripristinare pratiche che mettono in evidenza non solo l'atto spontaneo e positivo del fedele che incontra Cristo, ma anche l'atto di sottomissione e di rispetto sacrale per il Corpo di Cristo che entra in noi?
Anche la recente disposizione del Card. Caffarra che vieta in alcune chiese di Bologna la comunione in mano, va nel senso del ripristino di una fondamentale prassi eucaristica. E soprattutto vale la pena citare quanto affermato qualche mese fa dal Card. Canizares in una intervista al quotidiano La Razon:

La Razón: Comunque, Benedetto XVI has ripristinato in alcuni casi il decoro di ricevere la comunione in bocca e in ginocchio. E’ qualcosa di importante o è solo questionedi forma?

Cañizares: No, non è solo questione di forma. Che cosa vuol dire ricevere la comunione in bocca? Che cosa vuol dire inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento? Che cosa significa inginocchiarsi durante la consacrazione, nella Messa? Significa adorazione, significa riconoscere la presenza reale di Gesù Cristo nell’Eucaristia; significa rispetto e atteggiamento di fede di chi si prostra davanti a Dio perché sa che ogni cosa viene da Lui, e resta senza parole, stupito, di fronte alla meraviglia, alla sua bontà e alla sua pietà. Ecco perché non è la stessa cosa porgere la mano e ricevere la comunione in un modo qualunque e farlo in modo rispettoso; non è lo stesso ricevere la comunione in piedi o in ginocchio, perché questi segni hanno un forte significato. Quello che dobbiamo comprendere è l’atteggiamento profondo dell’uomo che si prostra davanti a Dio, ed è ciò che vuole il Papa.

Riguardo poi ai casi prospettati di fedeli che personalmente intingono l'Ostia nel calice e si comunicano da soli, mi vengono in mente le pratiche "creative" dei neocatecumeni, gia' vituperate dal famoso decreto Arinze e recentemente da quello di Mons. Benigno Papa a Taranto. E comunque questa difesa "aggressiva" di un metodo di comunicarsi contro un altro e' francamente un po' patetica. Questa accusa onomasti' (ad personam), colpendo il Reverendo Professor Bux e' anche sotto un certo profilo ipocrita. Perche' se lei vuol esprimere il suo personale rammarico per la reintroduzione di pratiche di comunicarsi "riesumate" dal passato, dovrebbe farlo lamentandosene direttamente con il Santo Padre e gli Eminenti Cardinali che tali pratiche reintroducono e caldeggiano, e non attaccando un noto teologo e liturgista che non avendo alcun ruolo gerarchico e' semplicemente piu' facile da bersagliare rispetto ad altri.

E poi, mi consenta di aggiungerle una nota di colore. Qui in Grecia ed in tutta l'Ortodossia la comunione viene data in bocca secondo un metodo tutto particolare che a lei sara' sicuramente noto. Ebbene qual e' la sensazione di chi si comunica qui in Grecia? Avanzare verso l'iconostasi dove il sacerdote impartisce la comuione in entrambe le specie con un unico cucchiaino, puo' sembrare a noi devoti cattolici adulti igienisti un metodo "primitivo". Donne, uomini, vecchi e bambini, malati e sani, ricchi e poveri, si nutrono del Signore dallo stesso cucchiaino. Tutti si avvicinano al sacerdote, prendono il fazzoletto rosso e lo pongono vicino alle loro labbra, perche' neppure una goccia vada persa (sarebbe un sacrilegio!), e tutti chiudono gli occhi, prendono quel lembo di salvezza e si fanno cospicui segni di croce (almeno tre secondo tradizione). Cosa significa tutto cio'? Credo che chiunque lo comprenda perfettamente ed intuitivamente: l'Eucaristia e' salvezza per tutti gli uomini e tutti gli uomini si avvicinano a Cristo resi uguali ed indistinti dal desiderio di salvezza e dall'amore per il Signore.
Chiaramente questo amore e questo desiderio implicano la piccolezza dell'uomo dinanzi alla grandezza di Dio, implicano una distanza evidente tra Creatore e creatura. Se questa distanza non esistesse la salvezza non avrebbe senso. Dunque tutti si umiliano dinanzi a Dio che si e' sacrificato per la salvezza degli uomini.

Il resto credo siano dispute causidiche e filologiche di scarsa importanza e fa specie che un sacerdote possa concentrarsi soltanto sugli archeologismi liturgici invece che sul senso della fede.

Tornando tuttavia all'incipit di questa mia lettera aperta mi permetto di chiarirle che quanto espresso in questo blog e' esplicita espressione del mio autonomo pensiero, allorche' appare il mio nome a firma degli articoli. Nasce dalla mia testa e dal mio cuore, e se suscita la sua indignazione o il sospetto di trame occulte non esiti a contattarmi cosi' potro' chiarirle direttamente che i miei articoli sono espressione della mia spesso polemica, ma sicuramente sincera attivita' noetica. Cosi' mi auguro non solo di averla tranquillizzata riguardo alla sicuramente da lei paventata "avanzata restauratrice" organizzata. Ma soprattutto spero che i suoi toni (essendo almeno lei un sacerdote) possano placarsi in futuro, senza tributare evidenti "complimenti" a suoi fratelli nel sacerdozio.
Quanto a me, perdoni l'impudenza, ma vista la decadenza evidente della fede cattolica, gli abusi ed i soprusi continui, e l'insolenza evidente e reiterata di laici e chierici che si credono ministri di una "nuova religione cattolica", mi concedera' se i miei toni potranno restare ancora un po' savonaroliani ed inquisitori. D'altra parte pur essendo giovane sono consapevole che la causa primaria della crisi onnipervasiva del cattolicesimo e' da imputarsi a chi ha preceduto la nostra generazione, e l'ha condannata a pensare e vivere la fede in un modo nuovo rispetto ai nostri padri ed i nostri nonni. E questa e' forse la principale ragione dei miei toni spesso forti ed incisivi. E' come se qualcuno avesse voluto rompere definitivamente il legame con il passato di chi ci ha preceduto. E per passato non va inteso l'archeologismo filologico e raffinato, ma il passato vivo nel quale si estende il Corpo Mistico di Cristo. E questa rottura sebbene sopportabile e' in qualche modo ancora imperdonabile.

Francesco Colafemmina

55 commenti:

Orsobruno ha detto...

Plaudo con entusiasmo al ripristino della ricezione in bocca dell'Ostia Santa, preceduta da un inchino o, meglio ancora, dall'atto di inginocchiarsi; e seguita da un ringraziamento prolungato anche ben oltre l'"Andiamo in pace".

Anonimo ha detto...

..forse a padre Augè farebbe bene (ri?)leggere la "Mediator Dei" dio Pio XII..così, giusto per conoscere cosa il Magistero insegna a proposito dell'innovazione liturgica, e, soprattutto, dell'archeologismo, argomento sul quale il Padre mi sembra molto ferrato..

Nicola ha detto...

Continua così caro Francesco, il Signore te ne renderà merito.
Vandeano

gianluca cruccas ha detto...

Nel blog messaleinlatino avevo chiesto a codesto sacerdote di rispondere a queste domande, ma non ha mai risposto...

MATIAS AUGE’ ha detto...
Sono stato anche membro della Commissione che nella Congregazione per il culto divino che ha dialogato con i dirigenti dei neocatecumenali e li ha chiamati all'osservanza delle norme liturgiche

Questa e' una notizia molto interessante … pare che il reverendo Padre abbia fatto parte della commissione che ha dialogato con l'evidente setta dei CN per l'osservanza delle norme liturgiche (e questo dopo la pubblicazione della "Redemptionis sacramentum", nella quale c’è la descrizione dettagliata di tutti gli abusi liturgici e sacramentali tranquillamente perpetrati nelle liturgie neocatecumenali, da oltre quarant’anni).
La domanda sorge spontanea: quella commissione e nella fattispecie il nostro reverendo hanno mai letto la dottrina eretica di Kiko Arguello in particolare sull’Eucarestia, che riduce il Sacrificio Divino Eucaristico ad una ridicola caricatura del Seder pasquale ebraico, declassando le santissime Specie eucaristiche a meri simboli del pane dell’afflizione (il Corpo) e del vino dell’esultanza dell’entrata nella Terra promessa (il Sangue)? Per non parlare dell’aberrante dottrina sul Sacramento della Penitenza, assolutamente di matrice protestante, che conduce nel tempo alla perdita del senso della gravità del peccato e perciò porta al più turpe traviamento …
Se tali catechesi non sono state lette, concedendo quella liturgia senza vera cognizione di causa, ciò è grave.
Se invece furono lette ed incredibilmente considerate ortodosse, non prendendo posizione contro l'aberrante celebrazione assolutamente non cattolica del CN, tutto ciò è offensivo verso la Santità di Dio e la Verità rivelata.
Sarebbe anche da chiedere al Padre se ha mai assistito o presieduto ad un celebrazione dei CN, per rendersi conto in prima persona delle storture liturgiche e teologiche ivi contenute, oppure stando in quella commissione ha solo ascoltato ciò che gli è stato raccontato dai servi di Kiko ...

La stessa "Redemptionis sacramentum", emanata dal Santo Padre PRIMA DELLA RIUNIONE DI TALE COMMISSIONE LITURGICA, ( assieme a molti altri documenti della vera dottrina Cattolica) inchioda al muro la setta dei CN.

Infine: ha mai letto il reverendo Padre le tantissime testimonianze mandate nelle sedi competenti riguardo ai crimini commessi contro l'Eucaristia dai CN.

Caro don MATIAS AUGE’ , quali compromessi furono accettati in quella commissione pur di mandare avanti un movimento completamente eretico?

Gianluca Cruccas

21 luglio 2009 0.14


Sono ancora in attesa...

gianluca cruccas ha detto...

Nel blog messaleinlatino avevo chiesto a codesto sacerdote di rispondere a queste domande, ma non ha mai risposto...

MATIAS AUGE’ ha detto...
Sono stato anche membro della Commissione che nella Congregazione per il culto divino che ha dialogato con i dirigenti dei neocatecumenali e li ha chiamati all'osservanza delle norme liturgiche

Questa e' una notizia molto interessante … pare che il reverendo Padre abbia fatto parte della commissione che ha dialogato con l'evidente setta dei CN per l'osservanza delle norme liturgiche (e questo dopo la pubblicazione della "Redemptionis sacramentum", nella quale c’è la descrizione dettagliata di tutti gli abusi liturgici e sacramentali tranquillamente perpetrati nelle liturgie neocatecumenali, da oltre quarant’anni).
La domanda sorge spontanea: quella commissione e nella fattispecie il nostro reverendo hanno mai letto la dottrina eretica di Kiko Arguello in particolare sull’Eucarestia, che riduce il Sacrificio Divino Eucaristico ad una ridicola caricatura del Seder pasquale ebraico, declassando le santissime Specie eucaristiche a meri simboli del pane dell’afflizione (il Corpo) e del vino dell’esultanza dell’entrata nella Terra promessa (il Sangue)? Per non parlare dell’aberrante dottrina sul Sacramento della Penitenza, assolutamente di matrice protestante, che conduce nel tempo alla perdita del senso della gravità del peccato e perciò porta al più turpe traviamento …
Se tali catechesi non sono state lette, concedendo quella liturgia senza vera cognizione di causa, ciò è grave.
Se invece furono lette ed incredibilmente considerate ortodosse, non prendendo posizione contro l'aberrante celebrazione assolutamente non cattolica del CN, tutto ciò è offensivo verso la Santità di Dio e la Verità rivelata.
Sarebbe anche da chiedere al Padre se ha mai assistito o presieduto ad un celebrazione dei CN, per rendersi conto in prima persona delle storture liturgiche e teologiche ivi contenute, oppure stando in quella commissione ha solo ascoltato ciò che gli è stato raccontato dai servi di Kiko ...

La stessa "Redemptionis sacramentum", emanata dal Santo Padre PRIMA DELLA RIUNIONE DI TALE COMMISSIONE LITURGICA, ( assieme a molti altri documenti della vera dottrina Cattolica) inchioda al muro la setta dei CN.

Infine: ha mai letto il reverendo Padre le tantissime testimonianze mandate nelle sedi competenti riguardo ai crimini commessi contro l'Eucaristia dai CN.

Caro don MATIAS AUGE’ , quali compromessi furono accettati in quella commissione pur di mandare avanti un movimento completamente eretico?

Gianluca Cruccas

21 luglio 2009 0.14


Sono ancora in attesa...

Anonimo ha detto...

Al Signor Colafemmina ricordo che la mia critica all'intervista di Don Bux riguardava dati di storia, che egli stesso poi, in parte, ha riconosciuti essere veri.

Anonimo ha detto...

A Cruccas rispondo che nella comissione in cui abbiamo parlato con i neocatecumenali dopo la pubblicazione del documento sugli abusi liturgici, non c'è stato nessun compromesso, ma semplicemente la richiesta che essi osservassero le norme liturgiche. Aggiungo però che l'attuale Pontefice ha concesso ad essi alcune particolarità nel modo di celebrare, come, ad esempio, comunicarsi in piedi nel loro posto.
Caro Cruccas, so che a Lei i neocatecumenali li sono indigesti, ma si astenga di chiamarli eretici. L'Inquisizione non c'è più.

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa, mi sono dimenticato di firmare: i due interventi anteriori sono miei.
Matias Augé

Anonimo ha detto...

Rilegendo la lunga lettera aperta indirizzatami dal Signor Colafemmina, mi sento in dovere di intervenire a più riprese per chiarire alcuni punti. Ripeto, nella mia critica all'intervista di Bux (8 giorni dopo la pubblicazione il Bux ha precisato meglio le sue parole)io non critico il comunicarsi in ginocchio e sulla lingua. Semplicemente preciso con documenti che l'uso della comunione in mano è stato il modo ordinario di comunicarsi durante gli otto/nove primi secoli sia in Oriente che in Occidente.
D'altra parte, se Lei ha la bontà di leggere l'ultimo mio post su questo argomento, inserito ieri, riconosco che i due modi di comunicarsi: in piedi e sulla mano o in ginocchio e sulla lingua sono permessi e che ogni fedeli è libero di scegliere secondo la sua sensibilità spirituale. Ho aggiunto anche che lo spazio celebrativo dovrebbe essere adeguato affinché questo doppio modo di comunicarsi si possa realizzare in modo dignitoso.
Matias Augé

Anonimo ha detto...

Questa mattina ho cercato brevemente di rispondere alla Lettera aperta di Colafemmina. Vedo che i miei interventi non sono stati ancora pubblicati (dopo ore). Spero non siano stati censurati dal responsabile del blog... Insisto di nuovo, sperando che almeno lo legga l'Autore della Lettera.
Si afferma che io mi avrei scandalizzato di prassi eucaristiche condivise e riproposte dal Santo Padre. Si dice poi che il mio testo è una difesa aggressiva di un metodo di comunicarsi contro un altro, ecc. Prego all'autore della lettera, per onestà di informazione, di rendere pubblici i testi in cui io mi sarei espresso in questo modo.
Dico e ripeto che il mio intervento era esclusivamente indirizzato a ribadire dati storici che lo stesso Bux ha poi ha riconosciuti in gran parte veri, aggiungendo che il giornalista che l'aveva intervistato aveva stravolto il suo pensiero.Le precisazioni del Bux sono state riprese dal mio blog. Non trovo in tutto questo nulla di anticristiano o poco caritatevole come dice la Lettera.
Matias Augé

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Padre,

semplicemente dato che sono in vacanza sono costretto a moderare i commenti una volta al giorno.

Quanto al suo articolo, beh, che dire! Le faccio solo notare che lei ha messo tra virgolette le parole teologo e liturgista, volendo in qualche modo mettere in discussione l'aderenza di don Bux a tali definizioni. Inoltre ha apertamente definito opinioni personali e discutibili, anche la "riesumazione del velo per le donne" e il segno della croce e l'inchino. O sbaglio? Non ha sottolineato proprio quel passaggio?
E poi il titolo "don Bux dixit" non era volutamente e sprezzantemente ironico?
Suvvia, ammetta che le e' venuto un accesso di bile nel leggere affermazioni che non condivideva.

Comunque grazie per le sue precisazioni.

Luisa ha detto...

"nella mia critica all'intervista di Bux (8 giorni dopo la pubblicazione il Bux ha precisato meglio le sue parole)"

Sarà, ma quando io leggo..." il Bux", aggiungendo poi le virgolette già citate da Francesco, io vedo una mancanza di rispetto, con un sentimento di superiorità mal celato e molto poco simpatico.

Anonimo ha detto...

Caro Colafemmina, l'ironia mia a confronto col suo modo di esprimersi "sopra le righe", è acqua bendetta. Senza rancore!
Matias Augé

Anonimo ha detto...

"nella mia critica all'intervista di Bux (8 giorni dopo la pubblicazione il Bux ha precisato meglio le sue parole)"

Sarà, ma quando io leggo..." il Bux", aggiungendo poi le virgolette già citate da Francesco, vedo una mancanza di rispetto, con un sentimento di superiorità mal celato e molto poco simpatico.

gianluca cruccas ha detto...

...A Cruccas rispondo che nella comissione in cui abbiamo parlato con i neocatecumenali dopo la pubblicazione del documento sugli abusi liturgici, non c'è stato nessun compromesso, ma semplicemente la richiesta che essi osservassero le norme liturgiche...

Il fatto che codesti eretici, CN, siano stati convocati per osservare le norme liturgiche significa che voi della cpmmissione sapevate dei loro abusi denuciati svariate volte in questi anni...

A questa domanda, non mi ha risposto:
La domanda sorge spontanea: quella commissione e nella fattispecie il nostro reverendo hanno mai letto la dottrina eretica di Kiko Arguello in particolare sull’Eucarestia, che riduce il Sacrificio Divino Eucaristico ad una ridicola caricatura del Seder pasquale ebraico, declassando le santissime Specie eucaristiche a meri simboli del pane dell’afflizione (il Corpo) e del vino dell’esultanza dell’entrata nella Terra promessa (il Sangue)?...

Neanche a questa, non mi ha risposto:
Sarebbe anche da chiedere al Padre se ha mai assistito o presieduto ad un celebrazione dei CN, per rendersi conto in prima persona delle storture liturgiche e teologiche ivi contenute, oppure stando in quella commissione ha solo ascoltato ciò che gli è stato raccontato dai servi di Kiko ...

Infine: ha mai letto il reverendo Padre le tantissime testimonianze mandate nelle sedi competenti riguardo ai crimini commessi contro l'Eucaristia dai CN.

Neanche a questa ultima domanda mi ha risposto...

Per quanto riguarda al mio essere inquisitore le rispondo semplicemente che dal punto di vista storico e umano l'inquisizio ne non ce' più ma quella di Gesù cristo SI, e tutti ci passeremo compreso lei, e chiunque è a conoscienza di tutte le abberrazioni e non si è adoperato per fermare queste certissime abberrazioni della setta eretica del CN fondata dall'eretico Kiko Arguello, passerà dall'inquisizione del Signiore e chi sarà trovato reprobo verra gettato nello stagno di fuoco eternamente...

Cruccas Gianluca

gianluca cruccas ha detto...

…Aggiungo però che l'attuale Pontefice ha concesso ad essi alcune particolarità nel modo di celebrare, come, ad esempio, comunicarsi in piedi nel loro posto…

Questo non corrisponde alla verità quindi è una menzogna, il Santo padre, nel 2006, mandò, per mano del Cardinale Arinze, la famosa lettera di correzione per la liturgia assolutamente non Cattolica del CN, e tutti conoscono benissimo questo evento storico, secondo: il cosiddetto permesso, ridicolo, di comunicarsi in piedi al e al proprio posto, in realtà è inserito nello statuto, Art 13, del falso statuto del CN pensato da Kiko Arguello e la sua cerchia fidata e poi consegnato dallo sconcertante e compiacente Cardinale Rylko…

Se non conosce questi fatti si informi…

Cruccas Gianluca.

Ps, mi scuso per gli errori ortografici.

Anonimo ha detto...

commento inserito sul blog di Auge:


Caro padre Matias Augé,

un programmatore di computer, quando si rende conto di aver implementato male qualcosa, deve tornare indietro all'ultima versione funzionante, ripartendo da quella: è prassi comune, la si chiama - a seconda degli ambienti - rollback, downgrading, revert... Quando una soluzione di ingegneria mostra più problemi della soluzione precedente, si torna indietro senza remore e si riparte da lì, alla luce dell'esperienza acquisita nel riconoscere e valutare l'errore. Quando un autista si accorge di aver sbagliato strada, torna all'ultimo bivio dove era certo di essere sul giusto percorso, e imbocca lo svincolo giusto. Quando un farmaco si dimostra pericoloso per la salute delle persone, si ritorna alla cura precedente, senza smettere di cercarne di migliori. Da quando l'amianto è stato verificato come pericoloso, si procede a sostituirlo anche nelle costruzioni esistenti (edifici, treni...) senza smettere di implementare soluzioni isolanti ed antincendio.

Mi domando perciò se ci sia davvero da avere tanto scrupolo sul fare la stessa cosa in campo liturgico. Quale autista insisterebbe su una strada sconosciuta, nella infondata speranza di raggiungere magicamente la destinazione? Quale ingegnere insisterebbe a coibentare la casa dei propri cari con l'amianto, senza che cio' ne sminuisca le indubbie qualità sulla resistenza al calore? Eppure vedo che persone intelligenti provano terrore all'idea di "tornare indietro a quarant'anni fa", come se tale ritorno implicasse un ineludibile ed assoluto divieto di riprendere ad andare avanti ripartendo da quel punto certo.

Mi consenta di ricordarle un fatto che contraddice quanto lei ha affermato. Coloro che quel passo indietro hanno voluto osare, stanno facendo incetta di vocazioni: quella liturgia evidentemente "parla" di più, nonostante tutti i limiti di cui la si vuole accusare. Perché non ripartire da lì? Perché si teme tanto il "revert" ("in parte o in tutto") verso un punto inequivocabilmente più fruttifero? Di quanto dovrà ridursi il già esiguo parco parroci di un vescovo qualsiasi, prima che questi abbia l'umiltà di ammettere che con l'antica e mai abolita liturgia si risolve il problema più doloroso della crisi attuale?

A beneficio di chi sente percorrersi la schiena da brividi di liturgistico terrore, mi permetto di insistere che tutto questo non è un volersi acriticamente fissare al 1962 (ciò che viene deprecato da questo stesso Papa), tutto questo non vuole essere una condanna della liturgia approvata da Paolo VI, ma solo un "rollback", un riprendere a camminare da un punto sicuro. Certamente lei saprà che la Sacrosanctum Concilium aveva dato delle direttive abbastanza chiare, che avevano dato luogo a quel messale pubblicato nella primavera del 1965: chi ha avuto modo di conoscerlo ha potuto verificare come era stato fatto davvero un passo avanti... che però la nuova liturgia ha de facto immediatamente vanificato e - come lei non avrà mancato di notare - senza alcun vantaggio, tant'è che dopo quarant'anni non si sa da dove cominciare a leccarsi le ferite.

Ripartire dunque dal rito straordinario, senza ingessarvisi sopra, non è un'idea peregrina, ma pare presentarsi addirittura come una necess

Anonimo ha detto...

Ripartire dunque dal rito straordinario, senza ingessarvisi sopra, non è un'idea peregrina, ma pare presentarsi addirittura come una necessità: di questi tempi, con questa crisi, di fronte all'evidenza delle vocazioni cosiddette "identitarie", c'è ancora tempo e tranquillità per avviare un ennesimo tentativo di studiarla, discuterla, ravvivarla e farla comprendere? Non è forse più ragionevole un "downgrading" ad un punto sicuro e proseguire da lì, scoprendovi anche ciò che arricchirà e migliorerà la nuova liturgia? Ho idea che sia esattamente questo che desidera il Papa quando afferma che il rito ordinario e quello straordinario si arricchiranno a vicenda.

Tutto il resto è ostinazione ideologica: ostinazione di qualche esigua minoranza che vorrebbe bloccare il calendario al 1962, e ostinazione di una maggioranza assoluta che vede come fumo negli occhi (piuttosto che come soluzione concreta ad un problema concreto) la lenta rinascita del rito straordinario che ha tanto, troppo, da insegnare.

Gabriella ha detto...

Caro Padre Matias,
Lei dovrebbe essere molto felice che ci sono ancora delle persone che credono nella presenza di Nostro Signore nell'Ostia consacrata così tanto da non osarla toccare con la mano, da inginocchiarsi davanti a questo Mistero grandioso e da coprirsi il capo in segno di rispetto.
Come prete, dovrebbe toccare il cielo con un dito dalla felicità!!!

Anonimo ha detto...

Effettivamente sia il titolo del post di padre Augé che le virgolettature dei termini teologo e liturgista non fanno onore all'Autire per via di quel tono ironicamente sprezzante e velatamente offensivo che lasciano trasparire; andando oltre questo fatto specifico però questa velata ironia ci rivela molto dei sentimenti dei progressisti: non sono più graniticamente sicuri dell' irreversibilità della riforma liturgica, negli anni scorsi ossessivamente riaffermata.
Basta guardare il blog dell'Augé: pateticamente improntato alla difesa dei meravigliosi frutti prodotti dalla riforma liturgica.

Segno che tra i progressisti si sta sgretolando oltre al dogma dell'irreversibilità anche quello dei frutti prodotti dalla riforma.

Per loro che oggi, dopo 40 anni di inculturazione forzata della riforma, ci siano tanti teenagers che trovano più nutriente gustosa e saporita la liturgia preconciliare è come uno shok anafilattico. Questa "RESURREZIONE" del rito antico li spiazza quanto quella di Cristo spiazzò il Sinedrio. Ecco il motivo di tanto affannarsi a circoscrivere, limitare, impedire, minimizzare, ghettizzare, irridere, deridere e tentare ancora una volta di assassinare in qualunque modo l'odiato ma immortale rito; e in ultima analisi negare a se stessi financo l'evidenza.

Del rito antico si può dire: "illum oportet crescere"; mentre di quello nuovo: " me autem minui" (Jo. 3,30)

Anonimo diocesano

Francesco Colafemmina ha detto...

cari amici ho disattivato la moderazione dèi commenti dopo aver trovato uma vicina postazione wireless. Grazie per la pazienza avuta sinora e mi raccomando. Credo che la discussione nata grazie all' iniziativa di padre Auge sia molto interessante e mostra come nella nostra Chiesa ci siano ancora dèi contrasti degni del turbolento periodo del terzo quarto secolo dopo Cristo. Vi racconto intanto un aneddoto che avro modo di esplicitare meglio nei prossimi giorni. Ieri ho visitato un antico monastero abitato ormai da un povero pope con la sua famiglia. Chiacchierando con la moglie del pope donna di vivissima intelligenza le esponevo la confusione che alberga nella nostra chiesa. E lei mi ha detto: vedi, cosa fecero i padri della Chiesa? Presero il meglio dell'antichita presero i pensieri più profondi dèi filosofi le basiliche e i templi più belli e li crostianizzarono buttando via il resto , così anche voi dovete prendere il meglio della tradizione e buttar via il resto. Un pensiero molto interessante non vi pare?

Anonimo ha detto...

a Cruccas:
Statuto del cammino neocatecumenale,
art.13, § 3
Nella celebrazione dell’Eucaristia nelle piccole comunità si seguono i libri liturgici
approvati del Rito Romano, fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa
Sede49. Per quanto concerne la distribuzione della Santa Comunione sotto le due specie,
i neocatecumeni la ricevono in piedi, restando al proprio posto.


Purtroppo è così.

Luisa ha detto...

P. Augé dixit:
"Aggiungo però che l'attuale Pontefice ha concesso ad essi alcune particolarità nel modo di celebrare, come, ad esempio, comunicarsi in piedi nel loro posto.
Caro Cruccas, so che a Lei i neocatecumenali li sono indigesti, ma si astenga di chiamarli eretici. L'Inquisizione non c'è più."

Effettivamente l`Inquisizione sembra sussitere solo per chi ha la cattiva idea di restare legato alla Tradizione , di dirlo e di cercare di ottenere un diritto concesso loro dal Papa!

Per quel che riguarda i necoatecumenali, mi piacerebbe sapere come si è potuti passare dalla volontà espressa e più volte da Benedetto XVI che il cammino adotti il modo in uso nella Chiesa cattolica per comunicarsi, all`articolo 13 dello statuto noecat.
Mistero ! Due anni di disobbedienza, o meglio di obbedienza a Kiko Arguello,la cui volontà prevale su quella del Papa e si arriva a quell`anomalia!
Per quel che riguarda il carattere eretico dei testi del cammino.
Penso che anche una persona di media formazione cattolica e dunque ancor più uno specialista ,se ha letto i testi non corretti di Arguello, e cioè quelli che ancora oggi sono alla base della formazione nel cammino neocat, non può non constatare la loro non conformità con la dottrina cattolica.
Una cosa è certa:
Il cammino neocatecumenale prima del Concilio Vaticano II non solo non sarebbe mai stato approvato ma sarebbe stato considerato eretico.
Che cosa è cambiato?

Anonimo ha detto...

avevo inserito un commento, credo nel momento in cui è stata disattivata la moderazione; s'è perso nei meandri della rete o è stato eliminato?


Anonimo diocesano

mic ha detto...

Caro Cruccas, so che a Lei i neocatecumenali li sono indigesti, ma si astenga di chiamarli eretici.

i neocatecumenali possono essere "indigesti" come pure i modernisti ideologizzati della cultura egemone, ma in quel che testimonia Gianluca Cruccas insieme a molti altri non c'è avversione o antipatia, ma 'estraneità' spirituale, avuto riguardo alla "entità" che il Cammino NC incarna, che - per chi lo conosce dall'interno e non so come si ponga il p. Augé a questo riguardo - non ha nulla a che vedere con la Chiesa cattolica.

Forse su molti insegnamenti e prassi non conformi all'identità cattolica autentica riescono a 'glissare' solo progressisti o protestanti o conciliodipendenti pedissequi

Anonimo ha detto...

Io credo che si debba distinguere tra ciò che il P.Augé scrive riguardo ai dati storici, su cui non si può che convenire, dai piccoli segnali di ironia certo forse un po’ sprezzante delle virgolettature e del titolo dato al suo post; il P. Augé poteva risparmiarsi certe ironie, è vero, ma anche noi possiamo e dobbiamo risparmiarci i toni troppo duri: in omnia charitas.

Detto questo aggiungo una breve considerazione:
mi sembra che nell’ironia del P. Augé si possa intravedere una sorta di paura che sembra oggi pervadere i novatores, i quali non hanno più la granitica certezza della irreversibilità delle riforme, pure infinite volte da essi ribadita; e mi pare che abbia già iniziato lentamente a sgretolarsi anche il dogma dei frutti meravigliosi prodotti; la risurrezione del vetus ordo è per loro una sorta di choc anafilattico; vedere poi come questo vetus attrae così tanti teenagers molti di loro lo trovano incomprensibile, perché quasi per decreto avevano stabilito che la liturgia preconciliare doveva interessare solo zittelle rimbambite ultracentenarie.
Cerchiamo pertanto di capire anche i timori di chi ha vissuto gli anni “esaltanti” (o esaltati?) in cui si preparò una riforma degenerata in rivoluzione.

Dei Neocat non parlo perché de hoc satis.

Di quanto detto dalla moglie del pope greco dico: è quello che accadrà anche per la riforma liturgica in questione; se non sarà buttata via si sgonfierà da sola. Il Novus Ordo ha nel suo stesso DNA il batterio dell’autodistruzione: essere frutto di un lavoro specialistico realizzato a tavolino ed imposto dall’alto; è una sorta di corpo estraneo: non preoccupiamoci più di tanto, ci sarà un rigetto naturale.

g. nicola lentini

gianluca cruccas ha detto...

Don Auge' nel suo blog risponde ad un suo interlocutore...

....Il mio interlocutore afferma che coloro che hanno osato (tornare indietro), stanno facendo incetta di vocazioni. Mi sembra discutibile questa analisi. Ci sono Istituti di vita consacrata e gruppi ecclesiali che hanno vocazioni abbondanti pur avendo sempre celebrato fino ad oggi secondo il Messale di Paolo VI: i neocatecumenali hanno seminari floridi e dalle loro file provengono numerose vocazioni religiose, maschili e femminili...

Sembra che Auge' non sappia che i Neocatecumenali non celebrano L'Eucaristia inventata da Kiko Arguello...

Ma quale messale di Paolo VI, ma che ci stava afare nella cosidetta commissione pre fer rispettare i libri litutrgici agli NC se non sapeva e non sa come celebrano codesti personaggi?

Intanto non ha ancora risposto alle mie domande.

O forse fa finta di niente?

L'invito ancora una volta a rispondere a ciò che gli ho chiesto.

Cruccas Gianluca

mic ha detto...

i neocatecumenali hanno seminari floridi e dalle loro file provengono numerose vocazioni religiose, maschili e femminili...

Augé non dice come e a che prezzo, tenendo poi anche conto che i presbiteri neocatecumenali obbediscono a Kiko anziché al Papa e sono 'formati' secondo l'iter del Cammino e restano assoggettati al potere dei catechisti, anziché esercitare il loro Ruolo di Pastori

Chi volesse approfondire può leggere qui

mic ha detto...

o anche, per saperne di più, qui

Luisa ha detto...

Quello che evita anche di dire, caro Gianluca, padre Augé, è che i seminaristi dei Redemptoris Mater fanno il cammino, sono sottoposti al potere dei catechisti che a loro volta obbediscono a Kiko Arguello, che dunque sono "formati" con i testi di Kiko Arguello, quelli non corretti dalla CDF, quelli che sappiamo difformi ...perchè quelli corretti dalla CDF e rifiutati da Arguello, quelli che il Papa vuole siano pubblicati, NON LO SONO tuttora!
Questa è la triste realtà, incomprensibile realtà.
I seminaristi neocat obbediscono ai catechisti, che assicurano anche la loro "formazione permanente", cosiccome i presbiteri neocat hanno obbedito a Kiko Arguello e disobbedito al Santo Padre quando Benedetto XVI aveva prescritto loro di comunicarsi come è d`uso nella Chiesa cattolica!
Hanno obbedito a Arguello che diceva loro di aspettare.
Così va la Chiesa oggi, una Chiesa dove la parola di un laico ha più importanza di quella del Sommo Pontefice.
Una Chiesa dove un laico può inventare un rito, una "pseudodottrina" difforme, un cammino con dei metodi discutibili, senza che nessuno intervenga.
Silenzio, come se nulla fosse.

i

Observer ha detto...

"Sembra che Auge' non sappia che i Neocatecumenali celebrano L'Eucaristia inventata da Kiko Arguello..."

un po' inquietante che siano difesi da uno che li doveva giudicare e dicepolo di colui che ha aperto loro la strada nel 1974 con una "Nota Laudatoria" sugli Aacta Apostolicae Sedis

Observer ha detto...

"disobbedito al Santo Padre quando Benedetto XVI aveva prescritto loro di comunicarsi come è d`uso nella Chiesa cattolica!"

non sono soltanto le modalità della comunione a fare problema, quanto tutti gli altri aspetti del rito e i significati dati dall'Arguello ai simboli del pane e del vino

Observer ha detto...

Scusate non so inserire i link, ma
leggete
http://www.internetica.it/neocatecumenali/kikointervista13-6.htm

Anonimo ha detto...

Egregio Signor Colafemmina, trovo spregevole il modo con cui si è permesso di scrivere la lettera aperta al Padre Augè. Non c'è che dire: di fronte ai ragionamenti sensati, al dialogo costruttivo, alla verità ricostruita con dovizie di particolari, voi siete capaci di rispondere solo con l'insulto, con disprezzo. E' la carita' cristiana che vi condanna, e' l'amore per l'occultamento della verità che vi guida. Caro Malafemmina, mi associo alla tua poca carità: sei la vergogna della Chiesa , tu e quelli che la pensano come te.

Francesco Colafemmina ha detto...

Anonimo, grazie delle tue approfondite riflessioni, davvero degne di profonda intelligenza applicata alla ricerca della Verità!

Comunque ti ricordo che "Malafemmina" è solo un bella e patetica canzone di Totò. Forse volendo far l'arrabbiato hai finito per scadere nel comico?
Chissa! Pregherò per te questa sera, con la tua delicatezza ti sei aggiudicato un Santo Rosario.

Luisa ha detto...

Però da che pulpito arrivano certe prediche!!
Penso sia inutile spendere tempo e energia per replicare a dei deliri simili.
Il culto della personalità degli uni, l`egotismo, il narcisismo degli altri, fanno veramente sorridere.
Apparentemente c`è ancora chi crede che la libertà d`espressione nella Chiesa esiste solo e unicamentee per chi condivide il pensiero dominante e fino a poco tempo fa unico,ma le cose sono cambiate!
Fatevene una ragione!

Luisa ha detto...

E le prediche anonime sono le più spassose!

raffaele T. ha detto...

al Signor Colafemmina vorrei solo ricordare che il Rosario non è un premio che si aggiudica ad una fiera, è preghiera: se vuol pregare per me grazie, ma non sappia la sua destra ciò che fa la sua sinistra. Capisco che lei ami la spettacolarità e l'avanspettacolo , ma lasciamo le cose sacre dove devono stare senza utilizzarle con falso pietismo.
indefettibile Luisa , sono risultato anonimo per errore, non certo per paura di dirle che un pò di calzetta a casa, non le farebbe male. non sono arrabbiato, uso solo i vostri sistemi: infangare, demolire, distruggere, dividere...per farvi capire com'è bella la Chiesa con gente che crede di agire in nome della fede e che invece lavorano, voi sì, per il male,perfetti e santi come vi credete di essere.

mic ha detto...

infangare, demolire, distruggere, dividere...

e pensare che si era partiti proprio da una 'lettera aperta' in relazione ad una tanto poco caritatevole quanto ingiustificata indignazione nei confronti di mons Bux, cercando di precisare la realtà dei fatti.

Ne è seguita una discussione che riporta altri "fatti" e il tutto non giustifica né l'uso dei termini quotati né l'atteggiamento di Raffaele T.

Luisa ha detto...

Grazie raffaele...lei non adopera nessun sistema, lei insulta e basta, niente di più semplice e facile per chi non ha altri argomenti.
La ringrazio per il suo suggerimento molto maschilista e rispettuoso per chi ama *tricoter"...e a lei, per restare nel tono delle banalità, che cosa posso suggerire? Una piccola partita di calcio o di poker o di ramino fra amici?

Se per lei dare informazioni che non le aggradono, porre domande anche scomode, contestare ciò che fino a qualche tempo fa era "verità" assoluta, testimoniare la propria esperienza, rifiutare di considerare "du pain béni" ogni parola che esce dalla bocca dei vari profeti postconciliari spiritodelconciliovaticanosecondoconformi, difendere ciò che è stato santo, sacro, essenziale, vitale, per più di 1500 anni nella Chiesa, significa demolire, distruggere, dividere, infangare...
le consiglio di fare un piccolo esame di coscienza, si interroghi:
Chi ha creato divisione?
Chi ha seminato confusione?
Chi ha demolito, distrutto anche concretamente?
Chi ha gettato fango sulla fede che è stata la vita, la forza, di così tante generazioni di cattolici?
La crisi che vive oggi la Chiesa cattolica dopo più di 40 anni di dominazione, di egemonia dell`ideologia postconciliare a chi è dovuta?
Chi ne è responsabile?
Chi ha lavorato per questo "male", per riprendere la sua espressione?
Chi era condannato al silenzio o chi ha agito indisturbato, portando la Chiesa allo stato di confusione e divisione che abbiamo sotto gli occhi oggi e che è inutile cercare di negare?
E lei pensa che basta insultare per zittire chi si interroga, chi finalmente esce dal silenzio imposto durante tutti questi anni?

raffaele T. ha detto...

Parli pure Cara Luisa...dica tutta la sua rabbia accumulata in questi 40 anni. Ma questo serve? Se crediamo, sia io che lei, di fare il bene della Chiesa, con il nostro modo di fare, sarebbe bene che lei, faccia davvero la calzetta ed io giocare a calcetto...faremmo meno danni.

Areki ha detto...

Carissimo Francesco sono completamente daccordo con Te, non dobbiamo avere più paura di gridare la Verità. L'uomo ha bisogno di sacro, di Dio, di inchinarsi, inginocchiarsi, del senso del Mistero....Prego perchè i liturgisti modernisti come Padre Augè aprano gli occhi dinanzi alla situazione caotica e dissacrante in cui oggi sta la liturgia cattolica.
Sono un sacerdote da oltre 20 anni e ringrazio Papa Benedetto per il Summorum Pontificum e per quello che ha detto sulla liturgia, in tempi difficili quando nei seminari venivamo indottrinati a ritenere superata la liturgia di sempre.
don Bernardo

Luisa ha detto...

".dica tutta la sua rabbia accumulata in questi 40 anni."

Grazie a Dio non ho accumulato la rabbia durante 40 anni... sarei scoppiata!
La rabbia la sentirei piuttosto oggi nel constatare lo stato in cui si trova la Chiesa, lo stato in cui l`ho ritrovata dopo tanti anni di assenza.
Ma è sopratutto incomprensione, sgomento, sconcerto, con tanti "perchè"che restano senza risposta.
Ma, ancora grazie a Dio, non mi lascio invadere da sentimenti negativi, dico ciò che credo giusto dire quando reputo il momento e il luogo di farlo, dò la mia testimononaza se penso possa essere utile, mi informo .
I danni purtroppo non posso che constatarli, sono reali e profondi, creati da chi ha imposto la sua egemonia.
Far finta di niente, fare come se tutto andasse bene,
stare zitti, continuare a subire in silenzio, essere indifferenti, può essere una scelta, non è la mia.

Anonimo ha detto...

caro don Bernardo, nei seminari si veniva (e si viene) indottrinati a considerare "solo" superata la liturgia di sempre? Lei è stato fortunato allora. Nel mio seminario si viene tuttora indottrinati a considerare la liturgia antica come un qualcosa di riprovevole, quasi di errato e diabolico.

Ma sia io che altri seminaristi non ci siamo lasciati indottrinare: più ci parlano male del rito antico e più nascostamente lo studiamo. E un mio amico cosa ha fatto?.....Ha celebrato la sua prima messa in rito antico, tra l'orrore e le ire dei superiori (vescovo compreso)

Un diacono anonimo che, una volta prete, celebrerà spesso anche il rito antico: costi quel che costi.

Areki ha detto...

Caro diacono anonimo, mi dispiace che la situazione nei seminari sia peggiorata... io ho studiato in seminario nei primi anni 80, quando ancora forse non c'era consapevolezza dei limiti della riforma liturgica.
Sono contento del fatto che insieme ad altri seminaristi e giovani sacerdoti apprezzate la messa antica e in genere la liturgia antica. Che Gesù sommo ed eterno sacerdote faccia crescere sempre più il numero di quanti si sentono legati alla Santa Messa di sempre.
don Bernardo

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Raffaele,

ma lei i blog li legge o viene solo a commentarli? Credo che di argomentazioni - non solo mie - su questo blog ve ne siano in abbondanza! Altro che avanspettacolo! Piuttosto uno che mi da del "Malafemmina" come lo definirebbe se non proprio un semplicissimo guitto?
Parliamo di cose serie, per carita'!

raffaele ha detto...

Signor Colafemmina
cosa sarebbe serio? Lei?
MA MI FACCIA IL PIACERE...

Luisa ha detto...

Francesco, non si preoccupi, ma sorrida, perchè a questo punto resta solo il sorriso, anche se è amaro.... Raffaele, ama vedere la pagliuzza negli occhi altrui, per riprendere ciò che ha scritto su Rinascimento Sacro...ma non vede l`enorme e pesante e ingombrante trave che lo rende cieco e anche irrispettuoso e maleducato...ma su questo sorridiamo!

raffaele ha detto...

luisa sorridente ...il sorriso abbonda sulle labbra degli stolti....troppo difficile capire, per lei e per i suoi compagni di merende, che la divisione e la mancanza di carità provengono da chi continua a gettare discredito sulla Chiesa di Paolo VI°,come se fosse stata una Chiesa distruttrice della tradizione. E' un gravissimo falso storico è un atto contro lo spirito. Discutere pacatamente, a casa mia, significa capire la posizione dell'altro non partire dal presupposto che l'altro ha sicuramente sbagliato. Voi invece fate così. Ieri da soli, oggi con un Papa che, giustamente vuol sistemare abusi, ma con disposizioni discutibili, che accettiamo, perchè Egli è il Papa.

Luisa ha detto...

Senza dubbio, senza dubbio, caro raffaele, continui a restare in apnea, ma cerchi ogni tanto di respirare, altrimenti rischia di soffocare!
E poi sa, lei che parlava a me di rabbia, la sua è talmente palapabile che passa attraverso il computer.
Insultare, compresa l`intelligenza altrui non cambierà la realtà.
Continui a rifiutare di vedere lo stato della Chiesa oggi, continui a non vedere i risultati dell`ideologia postconciliare.
Continui a rifiuate l`ideologia dell`ermeneutica della rottura e i danni da lei provocati.
Non esiste una "Chiesa di Paolo VI", scrivendo questo lei ha perfettamente descritto la sua ideologia .
Spiacente ma Paolo VI non ha creato nessuna nuova Chiesa!
Che lei e con lei altri lo abbiano creduto e abbiano agito in funzione di questa credenza, ha portato la Chiesa nello stato di confusione e divisione che è sotto i nostri occhi.
No, non esite una Chiesa preconciliare, una Chiesa conciliare, una Chiesa postconciliare.
È anche questo che Papa Benedetto ci insegna.
Lo ascolti e mediti le sue parole.

max ha detto...

Il fatto che i neocatecumenali, abbiano molte vocazioni non significa niente, perchè le sette hanno tutte molti seguaci. Personalmente, paragonerei i neocatecumenali a Scientology, la setta fondata da Ron Hubbard, che grazie alle sue tecniche di manipolazione mentale, riesce a ridurre una persona ad uno schiavo. Anche i neocatecumenali, a quanto ho potuto sentire, utilizzano più o meno le stesse tecniche, cioè fanno credere a una persona, che soltanto nel Cammino c'è la salvezza, convincendoli ad abbandonare tutto e tutti, anche gli stessi famigliari, se non accettano di entrare nella setta. Queste tecniche di condizionamento e del lavaggio del cervello, hanno dimostrato di essere molto efficaci, quindi non c'è da stupirsi se hanno molti seguaci, i quali, privati della loro volontà, obbediscono ciecamente al loro fondatore, Kiko Arguello, il quale, ha dimostrato di essere un vero demonio, visto l'enorme potere e influenza, che riesce ad avere perfino in Vaticano. Preghiamo il Signore, che liberi presto la Chiesa, da questa setta malefica, che opera per la rovina eterna delle anime.

raffaele ha detto...

vorrei evitare di risponderle...le dico solo che per me il termine Chiesa di Paolo VI°, non aveva i significati, che lei, con la sua saccenza, le ha conferito. Siete proprio dei poveri sordastri, incupiti dietro il livore e conti da regolare. Le assicuro che non è il mio stato d'animo. Buona calzetta..e se non la vuol fare... faccia quello che le pare. Fraternamente suo Raffaele.

mic ha detto...

Intanto il "fraternamente suo" (!?)Raffaele continua ad insultare invece di cercar di confutare quel che viene affermato e motivato.
E questo, dà sempre da pensare...

Caterina63 ha detto...

....rientro ieri dalle ferie e sono nuovamente in partenza fra due giorni....il tempo di aggiornarmi e trovo che padre Augè si è dato da fare anche su Rinascimento Sacro ^__^

Concordo su molte cose difese da padre Augè come la necessità di approfondire ed insegnare o meglio RINSEGNARE la Santa Messa come appunto se ne parlava qui:
http://www.oriensforum.com/index.php?topic=1560.0;topicseen

ma proprio per questo trovai già a suo tempo eccessiva la sua reprimenda a don N. Bux, libro per altro apprezzato dal nuovo Cardinale Prefetto per il Culto Divino il quale ha fatto la prefazione per la versione in spagnolo...ebbè!

e trovo ancora più assurdo che egli difenda il magistero kikiano quando appunto vuole difendere la vera riforma del Concilio che mai ha permesso una devastazione e distruzione liturgica di tal portata nelle catechesi liturgiche sui riti e sulla Messa di questo laico, neppure teologo, neppure inviato dalla Chiesa a questo scopo, che si chiama Kiko...

Non comprende caro padre Augè che è proprio grazie a queste INVENZIONI lo stesso don N. Bux ha dovuto spesse volte calcare la mano per condannare non solo gli abusi ma anche l'andamento devastante di certe catechesi sulla Liturgia?

Non comprende che è proprio la confusione causata e generata da tanti PERMESSI concessi nell'ignoranza delle cose all'origine di una apatia verso il NOM? Ma cosa crede che abbia fatto Kiko? una riforma nella riforma a modo suo....ha usato il NOM per inventarsi una messa che VOI avete appoggiato e sostenuto...al contrario il Pontefice con la Lettera del card. Arinze del dicembre 2005 invita il CN a ritornare a celebrare "NEL MODO COMUNE A TUTTA LA CHIESA" usando il medesimo altare, cosa che NON avviene...
Non è un prblema di posti a sedere o in piedi, anche i fedeli in piazza san Pietro ricevono la comunione sul posto e in piedi, ma non è insegnato come catechesi a parte, comprende la differenza?

Una commissione che NON conosce dove si annida il problema e deve dare il placet è davvero segno che Paolo VI aveva ragione: il fumo di Satana (che è divisione e confusione) è entrato fin dentro al Vaticano...

Buona Festa per l'Assunta...che ci salvi Lei con san Padre Pio e il Santo Curato d'Ars...il Papa ha scelto come modelli due sacerdoti che hanno vissuto con la Messa VOM...
Amen!

Ethos ha detto...

Porgo la mano e m'inchino. Non so se è tecnicamente errato: vorrei lumi da chi è più rispettoso di me del mistero Eucaristico.