mercoledì 15 luglio 2009

MA PERCHE' GLI ARCHITETTI ODIANO SAN PIO?


di Francesco Colafemmina

Questo ennesimo abominio architettonico, questo blob strutturale che vagamente imita la conchiglia (o forse sarebbe meglio definirla "mitile") di Renzo Piano a San Giovanni Rotondo è la futura chiesa dedicata a San Pio che sorgerà presso il quartiere di Malafede (nomina sunt consequentia rerum) a Roma.

L'opera è progettata dallo Studio Anselmi. Leggiamo da una descrizione del progetto:
"Diverso invece il carattere espressivo dell'Aula, la quale, pur costruendosi in rapporto con il resto dell'edificato, presenta un’immagine dal forte carattere identitario dovuto soprattutto alla morfologia della grande superficie di copertura. Essa si disegna nello spazio come raccordo tra un unico arco parabolico ed una sommatoria di tre curve poste a circa trenta metri di distanza. Si crea così una superficie complessa, ricca di variazioni spaziali ed adatta a molteplici modellazioni della luce intesa come materiale principale nella configurazione dell'interno.
Un grande cielo o, se si vuole, un manto, dalla geometria che ricorda l'antico schema basilicale, (sic) ricoprono e proteggono tutti gli spazi della liturgia ed i loro accessi.
In questo modo la sala dell’assemblea sviluppa liberamente tutte le sue articolazioni convogliando senza forzature la dinamica dello spazio e la sua simbologia verso il centro dell’azione liturgica costituito dal presbiterio. Esso é progettato ad un livello superiore rispetto alla quota della sale ed accoglie al suo interno sia l'altare, vero punto focale di tutta l'Aula, sia l'ambone con accanto il grande candelabro per il cero pasquale, nonché la sede del presidente ed alcuni posti per i concelebranti.
Accanto al presbiterio, in una posizione distinta ma comunicante ed adiacente al cuore dello spazio ecclesiale, la cappella feriale costruisce un luogo intimo adatto alla preghiera personale e alla custodia del santissimo sacramento.
Lo spazio della comunità celebrante circonda la pedana presbiteriale e le sue sedute sono tutte orientate verso il punto simbolico dell'altare.
Sotto la porzione di curva che raggiunge la massima altezza del manufatto é collocato in posizione più alta (circa tre metri) lo spazio del coro. Questa scelta é dovuta a ragioni sia di natura tecnica, in quanto la forma che la volta assume in quel punto dovrebbe risultare un buon amplificatore sonoro, sia come memoria degli antichi luoghi dai quali si cantavano le lodi al Signore.
Infine l'atrio, anch’esso posto sotto la grande copertura é concepito come luogo dell'accoglienza, ed é preparatorio al passaggio dalla grande luce esterna a quella simbolicamente orientata dell'interno, in esso la porta si situa nella direzione del presbiterio in rapporto diretto visivo con l'altare.
Per concludere, prendendo in considerazione la vasta superficie del sagrato, essa può essere considerata ad un tempo piazza urbana (come già descritto) ed in momenti particolari anche luogo di attività liturgiche a simboleggiare in modo ancor più evidente la presenza del mistero rituale nello spazio vivo della comunità."
In una intervista del 2007, l'architetto Anselmi affermava: «Dovendo progettare una chiesa ho pensato a un’aula sovrastata da una superficie morbida, con tre curve che terminano in un’unica arcata. Tutta la struttura vuole rispecchiare il movimento che dalla molteplicità del mondo giunge all’unità. Questo progetto ricorda le basiliche classiche, con le tre navate che convergono sull’altare. Allo stesso modo questa struttura tripartita si unisce nell’arco».
Mentre il parroco don Roberto Zannerini, interpretava liberamente l'opera: «le tre curve richiamano la Trinità e il manto morbido della copertura, l’Arca dell’Alleanza, protetta da Mosè sotto una tenda. Guardando il frontale, infine, si possono anche interpretare queste curve come il cappuccio di un saio». Mah! Non aggiungo commenti, soltanto aprirei una colletta per regalare un catechismo all'architetto e magari anche un manuale di storia dell'arte, mentre al parroco andrebbero regalati degli occhiali nuovi. Il cantiere è aperto da qualche mese. La CEI come sempre approva. Anzi, a quanto pare a San Giovanni Rotondo preparano già le reliquie di San Pio da trasferire a Malafede o in Malafede, chissà!

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Il titolo di questo post non poteva essere più esplicativo.

b.T.

Orsobruno ha detto...

S.Pio X ha condannato il modernismo e adesso la paga con usura; o meglio, ahimé: la pagano i fedeli.
Più guardo le immagini da voi proposte più trovo difetti, e non sono affatto un esperto.
In pochi minuti ho notato un altare maggiore che va bene a mala pena per un campeggio, una Croce senza Crocifisso, delle sedie e degli inginocchiatoi perfetti a condizione di non superare i 36 kg di peso e spalle proporzionate; centinaia di metri quadrati di cemento senza neanche dipinto un pesciolino che possa richiamare l'identità cristiana, un Tabernacolo che è un atto di fede, ma non si capisce perchè debba essere coperto tipo, scusate l'irriverenza, una sala fumatori.
Dall'esterno, se fossi del quartiere, penserei: "Oh, finalmente una nuova officina..."
A parte questo sono entusiasta ;-)

Eremitica ha detto...

Semplice...Renzo Piano non è credente, e come può un non credente, uno che non crede, non vede, non comprende perchè cieco il mistero della Santa Messa...concepire una vera Chiesa che esalti il Mistero nella consacrazione del Pace e Vino?

Si sta scendendo sempre più verso lo stile delle chiese protestanti ed evangeliche...grossi stanzoni vuoti di ogni cosa...anche di Dio.

Come francescana l'ho promesso di non mettere mai piede a San Giovanni Rotondo...e manterrò la promessa per tutta la mia vita, nonostante mi nutri spiritualmente di ogni parola che San Pio scrisse nella sua vita.

Anonimo ha detto...

Sono troppo devoto di San Pio da Pietrelcina per poter andare a San Giovanni Rotondo dopo quello che stanno facendo i Cappuccini , ultimo orrore la cripta !
Ora debbo vedere, con tristezza infinita, la nuova chiesa in onore del Santo a Roma !
A differenza dell'ottimo Redattore di questo sito io non ho più parole ma pianto!
Che il Signore si affretti a punirci tutti per i nostri peccati che hanno permesso l'abominio nel Tempio Santo di Dio !
A causa delle nostre infedeltà alla suprema Legge di Dio , e mancanza di carità, il Signore ci punisce togliendo ai Pastori del suo gregge la sapienza del cuore !
Miserere nostri Domine !
Andrea Carradori