sabato 29 agosto 2009

BREVE DIALOGO SUI NEMICI DELLA CHIESA

Il Cavallo di Troia dal MS Vaticano Latino 3867

di Francesco Colafemmina

Certe discussioni fra amici illuminate magari dalla presenza del Signore che presiede ad ogni riunione di uomini nel Suo nome, spesso possono rivelarsi illuminanti preludi ad eventi d'attualità. Sono passati pochi giorni da quando ho discusso piacevolmente con un caro amico riguardo ai nemici esterni ed interni alla Chiesa. Mentre degustavamo un sobrio gelato seduti in un'antica piazza di un paese del sud, sotto la luce arancione di qualche annoiato lampione e lo sguardo severo di una cattedrale tardoromanica, è stato il mio amico ad introdurre il tema, riferendosi a quanto scrivo su questo blog.
"Sai, Francesco, quando si scrive della Chiesa bisogna sempre stare attenti a non offrire delle armi affilate ai nostri nemici, ai nemici della Chiesa. Tanto più che sono tutti pronti a non lasciarsi sfuggire l'occasione che potremmo offrirgli..."
Ed io: "ma ti pare che siano più pericolosi i nemici esterni alla Chiesa o quelli interni?"
"Sicuramente - risponde - sono entrambi pericolosi."
"Invece io credo che gli ultimi siano di gran lunga più pericolosi dei primi. E te lo dimostro con un esempio: se in casa tua avessi un domestico che speculasse di derubarti a tua insaputa, costui non sarebbe molto più agevolato di un eventuale ladro che dall'esterno dovesse introdursi in casa? O per fare un paragone storico, sappiamo entrambi perfettamente che le più grandi guerre dell'antichità non sono state perdute a causa della semplice supremazia dell'avversario, ma piuttosto per via di qualche traditore, di un agente che ha passato informazioni al nemico o lo ha aiutato nei suoi piani restando all'interno della città attaccata."
"Beh - fa lui - su questo aspetto non posso che darti ragione, ma mi spieghi quale vantaggio può trarre la Chiesa dallo smascheramento dei suoi nemici interni. Credo infatti come prima che sia soltanto un metodo per offrire armi al nemico."
"I vantaggi - rispondo - sono essenzialmente due, a ben vedere. Anzitutto c'è quello della preghiera: se i cristiani, anche un piccolissimo numero di fedeli, vengono messi a conoscenza di magagne interne alla Chiesa fonte di scandalo per essa, la loro reazione principale sarà quella di pregare..."
"Ma dimentichi che molti potrebbero disamorarsi, perdere la fede, allontanarsi a causa di questi scandali..."
"E perchè mai? Questi scandali riguardano essenzialmente una Chiesa intesa come gerarchia, riguardano il mondo clericale. Ora, non era proprio San Josemaria Escriva de Balaguer ad affermare che la Chiesa siamo noi tutti messi insieme, e che anche un laico è a suo modo un sacerdote dato che in casi estremi può anche battezzare?"
"Certo."
"Allora, allo stesso modo, fidandoci di questa regola, come potremmo pensare che dei fedeli retti nella fede possano disamorarsi di Cristo solo perchè hanno scoperto che altri uomini fragili e intaccati dal peccato come loro hanno tradito la fiducia del Signore e si sono fatti schiavi del Demonio?"
"Effettivamente mi sembra difficile, a ben rifletterci. Tuttavia il rischio permane per quanto riguarda il nemico."
"Ma, perdonami, caro Michele, vorrei passare al secondo vantaggio, proprio traendo spunto da quanto dici: infatti, come per le malattie che intaccano il nostro corpo, tanto più per la salute del Corpo Mistico di Cristo, certi virus o batteri che gli si insinuano all'interno devono essere combattuti e distrutti con viepiù energia e tenacia. I nemici esterni quanto meno riusciamo a vederli, sappiamo dove sono, si fanno sentire, stridono dinanzi ai portali delle nostre chiese; ma quelli interni si nascondono, si camuffano, sono il più delle volte irriconoscibili. E, cosa ancor più grave non sono neppure tutti uguali."
"Cosa vorresti dire?"
"Voglio dire che i nemici interni alla Chiesa sono essenzialmente di due categorie: quelli consapevoli e quelli inconsapevoli. I primi lavorano per il nemico - o, se preferisci, per il Nemico - dopo essersi esplicitamente a lui votati. Vengono magari reclutati a partire dai loro difetti, dalle loro debolezze, da qualche aspetto della loro vita che li rende più fragili e ricattabili. Così, stretti nella morsa del ricatto o della dipendenza da qualche vizio infamante, decidono di dedicarsi a minare la Chiesa dall'interno. Questi sono sì temibili, perchè astuti e perfidi, ma se sgominati sono per sempre annientati. Gli altri invece sono ancor più perniciosi. Si tratta di uomini che coltivano il nemico in una sfera più privata, che occasionalmente scendono a patti con esso. Hanno le stesse debolezze forti dei primi, ma nella loro coscienza credono di riuscire a convivere con Cristo, senza votarsi a Satana. Costoro vengono spesso tollerati all'interno della Chiesa. Li si lascia stare fidando della loro buona fede; pure, quando taluni loro difetti vengono esposti, emergono pubblicamente, il danno compiuto è duplice: non solo trascinano se stessi nella vergogna, ma coinvolgono tutti coloro che li hanno tollerati ed aiutati, rendendoli complici delle loro colpe."
"Concordo con te sul fatto che questi ultimi siano i più pericolosi. Ma non credi che bisogna cercare di mantenere il riserbo su tanti aspetti negativi, per evitare lo scandalo dei 'piccoli'? In fondo tanti di questi nemici della seconda specie offrono grandi energie alla Chiesa e sarebbe un peccato privarsene solo per fare una sbrigativa e censoria pulizia."
"Vedi, caro amico mio, il punto è: chi scandalizza? Chi ha compiuto un atto scandaloso o chi lo rivela al mondo?"
"Il primo chiaramente, sebbene il secondo sia in qualche modo complice dello scandalo."
"Per nulla affatto. Seguimi! Se uno compie un atto scandaloso e questo evento viene coperto, occultato, taciuto, saranno suoi complici gli omertosi occultatori. Come è possibile infatti tradire Cristo e restargli al contempo devoti? Ma se, invece, un uomo che decide di impegnare le sue energie ad informare i suoi fratelli nella fede, viene a conoscenza di fatti scandalosi compiuti da uomini di Chiesa taciuti e occultati, si renderebbe complice degli scandalizzatori soltanto se permanesse nel silenzio."
"Effettivamente hai ragione".
"A questo punto veniamo alla seconda parte della tua domanda. Quando affermi il tuo scetticismo riguardo ad operazioni di 'pulizia' ecclesiale forse sembri dimenticare la grave situazione che vive la nostra Chiesa oggi."
"A cosa ti riferisci?"
"Mi riferisco al fatto che la Chiesa da ormai molti anni, se non da sempre, corre il rischio di essere omologata al mondo. Dunque di sposarne i suoi difetti peggiori che sono l'ipocrisia e l'immoralità."
"Ma tu dimentichi lo Spirito Santo che la anima?"
"Non mi sembra. Anzi, per fare una battuta mi verrebbe da dire che è proprio la Chiesa che, nonostante Lo nomini costantemente, sembra essersi dimenticata della Sua presenza. Ormai Lo invocano soltanto i deliranti carismatici. Vescovi e sacerdoti, ma anche qualche Cardinale, sembrano invece intenti esclusivamente ai fatti materiali e dobbiamo ringraziare proprio lo Spirito Santo per essere intervenuto in maniera decisiva almeno nel caso dell'elezione dell'attuale Pontefice. Tornando quindi a quanto ti dicevo prima se la Chiesa sposasse ipocrisia ed immoralità - e a dire il vero buona parte di essa sembra già farne dei baluardi - sarebbe sancita la sua dissoluzione."
"Ma la Chiesa non può dissolversi!"
"Allora dimentichi Luca 18.9: πλὴν ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου ἐλθὼν ἆρα εὑρήσει τὴν πίστιν ἐπὶ τῆς γῆς;"
"Mi sa che faremmo meglio a pregare a questo punto."
"Concordo perfettamente con te. La preghiera è un formidabile antidoto."
Così, confortati nello spirito dalla fiducia che nonostante tutto non bisogna nè scoraggiarsi, nè perdere la fede, ma sorridere al Signore che ha vinto la morte, ci alzammo mentre il fresco vento della mezzanotte cominciava a spirare nella piazza ormai deserta.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono inorridito da quanto leggo e sento in questi giorni.
Concordo pienamente con il "senso" del tuo racconto.
Preghiamo!

cinzia ha detto...

Purtroppo la verità è in grave pericolo, poichè i nemici della Chiesa si sono fatti passare per amici; le cariche influenti all'interno del Vaticano sono gestite dalla massoneria, la quale è il potere per eccellenza.
Ma, il Signore precede ogni tempo e ci rinfranca quando annuncia che
"le porte degli inferi non prevarranno mai" poichè Lui solo è il "vincitore del mondo".
Non temiamo dunque poichè la verità è una sola ed è questa che avrà l'ultima parola!

Anonimo ha detto...

luisa ha detto
consiglio di leggere ''Il Nemico''
di Michael D. O'Brien.
molto istruttivo.
ciao
luisa

lycopodium ha detto...

In questo documento
http://www.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_cei/2001-06/20-27/14notizsorci.doc
sono contenute le idee forza per la traduzione (?) e l’adattamento della terza edizione del Messale Romano. In realtà non si tratta di “traduzione”, ma di vero e proprio” tradimento” e l’unico adattamento che è condotto è verso una sorta di gnosi politicamente corretta.
Anche questa è iconoclastia.

montmirail ha detto...

La concezione prevalente in buona parte della gerarchia continua ad essere quella hegeliana (tesi, antitesi, sintesi). Si preferisce volare alti rimproverando la scarsa fede nella promessa divina. Ma non è la scarsa fiducia circa l'appoggio divino che anima le osservazioni di tanti semplici fedeli, quanto la constatazione di operazioni culturali macroscopiche che vengono attuate a discapito dei piccoli, che a volte non si ritrovano in certi schemi e si domandano da dove vengano. Queste operazioni sono casuali o hanno fondamenti e riferimenti precisi?
Se fossero casuali allora il tuo amico potrebbe avere qualche carta in più nell'intenzione pia di non pubblicizzare lo scandalo.
Ma se viceversa casuali non sono, chi o che cosa ci consentirebbe di ignorarli? Non certo la fede cristiana, ma il tronfio sincretismo che viene spacciato come tale in tanti appuntamenti religiosi.
Dall'altro lato quanti si ammantano di un vago tradizionalismo su quali basi tendono a rifiutare l'opera di ricostruzione messa in atto con pazienza da Benedetto XVI?
Anche quanto sta accadendo in questi giorni (come del resto nel caso della revoca della scomunica) non si capisce bene considerando la Chiesa un tutt'uno.

Joseph Gemma ha detto...

A difficult argument seems to be going here.
However, the learned and the clever, how do you think about this?
http://gokyo.tuzikaze.com/SinisterArt/p-07.html