giovedì 27 agosto 2009

ICONOCLASTIA POSTCONCILIARE A ORISTANO


di Francesco Colafemmina

Ne aveva parlato Magister nel 2006. Oggi la furia iconoclasta e postconciliare dell'Arcivescovo di Oristano si sta attuando grazie ai lavori di "adeguamento liturgico" del presbiterio della Cattedrale che procedono speditamente. La questione è di grande rilievo, soprattutto dopo le recenti polemiche sollevate dallo splendido lavoro di inchiesta degli amici di Messainlatino.it riguardo alla situazione dell'applicazione del Motu Proprio in Sardegna ed al comportamento dei vescovi sardi.

Nel 2006, come correttamente ricostruiva il prof. Gianluca Arca: "L’arcivescovo di Oristano, coadiuvato, si immagina, dal Capitolo metropolitano, si è reso promotore di una decisione importante, interprete acuta della ricerca di spiritualità e frutto di una riflessione profonda: ha voluto levato dal presbiterio della Cattedrale l’altare provvisorio coram populo, frutto di una tendenza successiva al Concilio Vaticano II e non legata alle maturazioni di esso. La scelta di un altare aggiunto volto al popolo, che si è imposta per anni, dopo la riforma liturgica, la quale pure non la rende un obbligo, è da sempre poco espressiva del senso più pieno della celebrazione eucaristica, perché impedisce la percezione della grande forza dinamica della liturgia, rinserrando in un circolo che si autocelebra le tensioni ascendenti significate dal volgersi ad Oriente, simbolicamente il Cielo ed evangelicamente la direzione da cui il Figlio dell’uomo tornerà a manifestarsi a quanti lo attendono.Ora tutte le liturgie si celebrano verso oriente, sull’antico altare marmoreo nel quale sono inserite le reliquie di santi.
Tralasciate le motivazioni di carattere storico-artistico, che devono aver pure avuto parte nella decisione, si vuole riflettere sui risvolti liturgici della novità. Chi entra nella cattedrale di Oristano si sente pervadere da un senso potente di sacralità, perché nel centro focale del presbiterio il Cristo crocifisso, per troppo tempo decentrato da un lato, è tornato a dominare l’altare."

In realtà la decisione fu presa da Mons. Costantino Usai, parroco della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Oristano. E fu poi motivata dinanzi al capitolo arborense da Mons. Tiddia (ex Arcivescovo) il 9 marzo 2006. Addirittura Mons. Sanna (attuale Arcivescovo) fu costretto a celebrare la sua ordinazione con l'altare ad Orientem, una magnifica cerimonia officiata dal Card. Ruini e da Mons. Fisichella.
Ma, a quanto pare, la misura era colma per Sanna già da allora, tanto che dichiarò senza mezzi termini trattarsi di: "Un esperimento non riuscito, che riporta la celebrazione in una dimensione preconciliare e che, come ho avuto modo di rendermi conto, non risponde alla sensibilità del popolo di Dio”.

Detto-fatto: ottenuto un finanziamento regionale di ben 870.000 euro (alla faccia della crisi), l'Arcivescovo si è dato al restauro della Cattedrale con lo smontaggio pezzo per pezzo dell'altare. Ma non solo. In una intervista all'Unione Sarda ha specificato: "Sarà smontato e rifatto il pavimento del presbiterio e si sta pensando anche agli altri arredi liturgici. In particolare, nel presbiterio, davanti all'altare, sarà montata una “mensa” e sulla destra un nuovo “ambone” per la proclamazione della parola di Dio. Per queste due opere è stato bandito un concorso di idee tra architetti e altri professionisti. Ma poiché entro la scadenza di luglio è pervenuta una sola proposta sono stati prorogati i termini e aspettiamo che ne arrivino altre. Naturalmente mensa e ambone dovranno inserirsi armonicamente nel contesto dell'ambiente esistente».
Nel frattempo la misera mensa di legno, rimossa nel 2006 ha preso il posto dell'altare marmoreo.
Così sarebbe opportuno non solo riempire la diocesi di Oristano di proposte progettuali degne, ma soprattutto di lettere di protesta, perchè o c'è l'altare postconciliare o quello che è nato con l'ideazione della chiesa stessa: l'altare di sempre.
Aggiungo che dal sito della Diocesi di Oristano si apprende che non solo verrà "ricollocato" l'altare ed il pavimento, ma anche una fantomatica "sede lignea rivolta al popolo". Molto probabilmente si intende con ciò una sorta di trono ligneo che solitamente va a coprire l'altare maggiore, sicchè l'altare perde il suo significato e si trasforma in scenografia del prete-attore intronizzato.
Deve infatti finire una volta per tutte questa moda dell' "adeguamento liturgico" che non solo distrugge gioielli del passato ma snatura il senso dello spazio sacro ed inquina le meravigliose chiese della tradizione cattolica con elementi pseudoartistici allogeni e patogeni che andrebbero sì distrutti a picconate da chi ha ancora un briciolo di sale in zucca.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

870.000 euro?

e i radicali e i catto/comunisti non hanno aperto bocca per questo ennesimo "regalo" alla chiesa?

e se altri 870.000 euro venissero regalati dalla regione per la creazione di un altare tridentino ? resterebbero ugualmente in silenzio?

Anonimo ha detto...

E' curioso osservare che, mentre da un lato in una stessa Chiesa c'è chi ricupera e progetta ritorni al tradizionale, dall'altro c'è ancora chi, sulla scia degli anni '70, continua la sua demolizione per l'adeguamento ad una modernità mai sazia di novità. Ognuno è figlio del suo tempo: c'è chi vive nel 2009 (e progetta ritorni alla tradizione) e chi opera come se vivesse ancora nel 1970 con tutte le utopie di quei tempi. Lo trovo singolare per non definirlo un tantinello ridicolo.
Pietro C.

Anonimo ha detto...

E la Sovrintendenza?

Caterina63 ha detto...

Caro Francesco....forse le persone come voi possono arrivare laddove noi, piccolo gregge che legge inorridito, non può arrivare, davvero non si riesce a far giungere al Pontefice questi scempi?
davvero non si può far intervenire un tribunale delle Belle Arti?
Noi leggiamo e ci addoloriamo di più a causa dell'impotenza, solo Dio può ascoltarci...non è poca cosa è vero, ma Egli agisce attraverso gli uomini....chi può, faccia qualcosa....

Anonimo ha detto...

Ci sono stata quest'estate. Un'altra cosa che mi ha lasciata perplessa del duomo di Oristano sono tutte le cappellette laterali buie e senza la minima cura di un fiore, una candela...
Ovviamente il Tabernacolo è nascosto molto bene, sebbene almeno ci fossero le candele di cera...

Anonimo ha detto...

Conosco quei luoghi: non c'è una messa VO più vicina di 90-100 km e il clero è fissato con gli "adeguamenti liturgici".
Il rettore del santuario del Rimedio, con un volantino, chiedeva offerte perché la chiesa era nei debiti e ciò a causa dell'adeguamento del presbiterio a fantomatici "dettami del concilio".
Ben gli sta; la "mensa" sembra una vasca da bagno stile impero!

Francesco Colafemmina ha detto...

Per Caterina...

La Soprintendenza deve agire in base alle regole del nuovo concordato (Legge 121 del 25 Marzo 1985) art. 12 comma 1:
"1. La Santa Sede e la Repubblica italiana, nel rispettivo ordine, collaborano per la tutela del patrimonio storico ed artistico. Al fine di armonizzare l’applicazione della legge italiana con le esigenze di carattere religioso, gli organi competenti delle due Parti concorderanno opportune disposizioni per la salvaguardia, la valorizzazione e il godimento dei beni culturali d'interesse religioso appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche."
Un articolo che molto spesso lega le mani alle soprintendenze. Infatti se l'Arcivescovo di Oristano dice che l'altare viene restaurato e non demolito, ma spostato per esigenze di culto loro cosa possono fare?

lycopodium ha detto...

Si potrebbe cortesemente verificare la situazione citata in questo link
http://www.sardegnantica.com/lettera.asp
a proposito della vicina Basilica di Santa Giusta?

Anonimo ha detto...

VERGOGNA!!!!!!!!

smoira ha detto...

Poi oltretutto metteranno come nel Duomo di Pisa una mensa e un ambone in stile moderno, un'accozzaglia vera e propria, una pugnalata al cuore anche dal punto di vista artistico...

http://www.globopix.net/foto/toscana/pisa_IT04PI039.jpg

Potete vederlo da soli...la mensa, l'ambone sono di marmo di carrara, lavorati in modo modervo che dal vivo fanno veramente male agli occhi, se proprio non vogliamo mettere in campo Dio...

Antonio ha detto...

E' tutto così tragico...questa furia mi ricorda la violenza dei soldati di Enrico VIII e di Edoardo VI quando iniziarono a devastare le Antiche abbazie in Inghilterra!
Troppi poteri ai vescovi signorotti,lo scempio non finirà.
I tempi aurei di Leone X,di Sisto V, di Alessandro VII, di Clemente XIV son finiti:viviamo nel Basso Impero... di Costantino V!