martedì 4 agosto 2009

"IOTA UNUM" O DEL TRIONFO DEL PENSIERO CLASSICO


di Francesco Colafemmina

Rileggendo "Iota Unum" di Romano Amerio si ha l'impressione di entrare in un tempio della logica e della coerenza. Questa impressione e' d'altra parte viva essenza di un'opera quanto mai attuale e feconda di spunti di riflessione. Non e' mia intenzione farne qui una recensione esaustiva, bensi' vorrei sottoporre all'attenzione dei lettori come quell'opera sia pervasa di uno straordinario senso di aderenza alla realta' delle cose ed alla logica aristotelica. Come fa notare lo stesso venerando teologo luganese, buona parte delle modifiche intercorse nella dottrina cattolica grazie al Vaticano II, sono modifiche di senso, modifiche della logica aderenza delle parole ai fatti salienti della dottrina.
Separare le espressioni linguistiche dal loro corrispettivo ontologico, inventare nuove parole per identificare concetti ambigui e vaporosi, adattare parole antiche a nuove interpretazioni spiritualiste e vagheggianti: questo e' stato negli ultimi quarant'anni l'impegno attivo di una parte della Chiesa, intenta alla realizzazione di una "nuova religione", come il teologo la definisce con cristallina coerenza.
Qual e' allora la radice di questo pensiero cosi' puro, preciso, nel quale il significato dell'espressione verbale e' aderente alla stessa e non va speculato o ricostruito o tanto meno interpretato? Credo che la risposta sia univoca: la cultura e l'educazione classica sono l'origine essenziale di questo pensiero logico e coerente, nel quale le parole si trasformano immediatamente in senso conchiuso ed evidentemente intelligibile.
La lettura e lo studio degli antichi, della civilta' originale della consapevolezza umana universale, sono le autentiche radici di tale pensiero. Definire la civilta' greco romana come civilta' della consapevolezza umana universale significa riaffermare con assoluta certezza che queste civilta' da cui deriviamo in maniera immediata non hanno espresso un limitato orizzonte culturale di una societa' umana. La dimensione dell'uomo che hanno fatto emergere e' infatti universale e totale: arte classica, filosofia, logica, teatro, poesia, storiografia, matematica, etc. non sono infatti produzioni di una determinata cultura ma hanno una dimensione universale immediatamente comprensibile e condivisibile dall'intera umanita'. E questa civilta' da cui deriviamo ci ha trasmesso un flusso ininterrotto di saggezza e profondita' che possiamo immediatamente ricondurre alla perfetta consonanza fra pensiero e senso. L'oggettivita' universale e' infatti stigma caratteristico della cultura classica e questa oggettivita' significa essenzialmente riconoscibilita' fra significante e significato.
La cultura moderna che segue all'enciclopedismo filosofico ed esoterico dei rivoluzionari di fine settecento e troneggia finalmente nel pensiero hegeliano ed in quello dei suoi epigoni e' invece espressione della coesistenza di piu' significati in un significante o addirittura della possibilita' che cio' che viene espresso sia il contrario di quanto comunemente inteso. Questa drammatica caoticita' del senso e dell'espressione umana e' stata per secoli osteggiata e fronteggiata dalla Chiesa Cattolica, fino a quando non e' entrata nel suo seno corrompendo l'autenticita' di quella dottrina coerente invece con il pensiero classico, identico a se stesso e sempre intelligibile nel tempo e nello spazio.
Alla luce di cio' non solo e' piu' facile fare una diagnosi dell'attuale crisi della nostra Chiesa, ma riesce ancora piu' confortante la lettura del volume di Amerio, vera e propria guida per raddrizzare il senso autentico di tanti concetti e tante idee che sembrano vagare nella nostra dimensione ecclesiale come le idee platoniche nell'Iperuranio, senza che un'umanita' incatenata alla caverna dell'ambigua e deviante cultura moderna riesca mai a raggiungerne la visione ultima.

24 commenti:

mic ha detto...

Caro Francesco,

anch'io mi sto addentrando nella lettura di Iota unum che conoscevo solo in alcune parti faticosamente messe insieme in biblioteca a causa della sua sparizione dal circuito culturale.

Sono felice che una delle 'pietre miliari' del pensiero cattolico sia stata 'sdoganata' dall'oblio in cui lo aveva immersa la cultura egemone (fino a quando?) e ora ne sto gustando e assimilando i preziosi percorsi logici pregni anche di sicura consapevolezza fondata sulle "essenze" e di una limpida e matura spiritualità

Anch'io ho la tua stessa connvinzione che la cultura classica sia pressocchè insostituibile per strutturare i processi logici e speculativi che sono gli strumenti più idonei per acquisire libertà di pensiero e spirito critico, che consentono di muoversi nella realtà vagliando, soppesando e ri-conoscendo gli errori e le loro matrici e quindi fare una propria sintesi in sintonia con la Rivelazione e la filosofia perenne.

Vengono sempre fuori dei limiti, che possono essere oltrepassati dallo studio, dal confronto e dallo scambio di idee e di riflessioni.

Grazie perché ci sei e non ci fai mancare un tuo pensiero nemmeno durante la preziosa vancanza!
Ma quando sviluppa ed esprime idee feconde la nostra mente è sempre in vacanza :)

mic ha detto...

il famoso otium che non è negotium

ricordi Seneca? «otium sine litteris mors est et hominis vivi sepultura»

Pinco Ramone ha detto...

Scusatemi, sapete consigliarmi (magari motivando) tra l'edizione della Lindau e quella di Fede e Cultura?

mic ha detto...

Personalmente posso dire che l'Edizione Lindau è curata dall'allievo di Romano Amerio, E.M. Radaelli ed è arricchita dalla prefazione del Card. Darío Castrillón Hoyos, già presidente della Pontificia Commissione «Ecclesia Dei» e dalla postfazione di Enrico Maria Radaelli: «Tutta la Chiesa in uno iota».

Inoltre la Lindau ha pubblicato anche il seguito a Iota Unum, sempre a cura di Radaelli: Stat Veritas più che arrichito, completato, dalla postfazione di Enrico Maria Radaelli: «Stat Veritas, mendacium fugit»

Quanto all'edizione di Fede & Cultura non ho affatto apprezzato, anzi mi è apparsa contradditoria una delle prefazioni, quella di Cavalcoli

Anonimo ha detto...

Anch'io lo sto leggendo con viva soddisfazione, non solo per un indedito rigore logico, ma anche per una varietà lessicale che solo un filologo di vaglio come Amerio può esprimere (lemmi come achitofellico, illicebre, bustrofedico, perfundatamente... non si trovano in tutti i libri).

La costruzione dei periodi dalla particolare lucidità a me pare sia ricondursi al fatto, da me solo ipotizzato, che l'autore li pensasse in latino, lo si vede abbastanza chiaramente dalla disposizione di diversi elementi nel periodo.

Quanto all'universalità del messaggio, e al nitore della logica aristotelica basterebbe ci ricordassimo che la Santa Chiesa ha da essere Cattolica (katà òlon = universale) e il fondamento della sua universalità è il Logos/Verbum N.S.G.C. per mezzo del Quale tutto è stato fatto, garantendo la piena intelligibilità del creato, e dunque la sua esplorabilità alla ragione rettamente intesa. Qui l'innesto e l'esigenza di una sana speculazione filosofica che riconosca faccia conoscere la ragionevolezza del cattolicesimo.

Un saluto

Giampaolo

Pinco Ramone ha detto...

Grazie!

montmirail ha detto...

Aver fatto proprie le tesi dell'hegelismo (tesi-antitesi e sintesi) è l'aspetto che in maniera più profonda ha tacitamente modellato
gran parte dei mutamenti. Essersi piegati a questa logica al punto da non poterla più mettere in discussione è ciò che condiziona molte scelte anche oggi. Il revival di Amerio è un segnale importante.
Avere due case editrici che se ne contendono la pubblicazione era qualcosa di impensabile fino a qualche tempo fa.

Tuttavia credo sia importante tenere presenti alcune "precauzioni", già segnalate
nel blog wXre, che mi pare si ricolleghino alla prefazione del
Cavalcoli, facendo propendere per la versione di Fede e Cultura:


"A conclusione [di Iota Unum] Amerio domanda: l’essenza della Chiesa s’è dissolta nel mondo moderno? E risponde: “Sembrerà che il nostro discorso sia venuto a una conclusione che ha il carattere della conoscenza negativa, ipotetica, umbratile e vesperale, se non proprio notturna”. Infatti se rispondesse con un sì, gli scoppierebbe come una bolla il suo sogno antico, ed egli cadrebbe nella nuda modernità. Oppure in un sogno alternativo. O nella nuda gnosi”.

Ovvero, Iota unum fu, grosso modo, l’equivalente in ambito cattolico di Che cos’è la Tradizione di Zolla in un ambito più allargato: un libro che nel suo aspetto superficiale suonava e suona innegabilmente tradizionalista, ma il cui fine profondo era ed è di inserire la maggior parte dei lettori in una dinamica centrifuga rispetto alla Chiesa post-conciliare (ossia alla Chiesa sic et simpliciter), e di portarne una minor parte sulla soglia del “sogno alternativo”, o “della nuda gnosi”".

http://wxre.splinder.com/post/4038862

http://wxre.splinder.com/post/20907521

mic ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mic ha detto...

Come mai wxre ha disattivato i link?

rispetto ad Amerio non sono d'accordo con questa conclusione
Infatti se rispondesse con un sì, gli scoppierebbe come una bolla il suo sogno antico, ed egli cadrebbe nella nuda modernità. Oppure in un sogno alternativo. O nella nuda gnosi”.

Ritengo che la variazione nelle essenze, purtroppo, c'è stata. Si tratta di determinarne la portata e vedere se e quanto è reversibile.

Mi piace ricordare quest'altro passo conclusivo: "L'esigenza della Chiesa in questo frangente non è già di leggere i segni dei tempi, poiché "non est vestrum nosse tempora vel momenta" (Act. 1,7), bensì di leggere i segni dell'eterna volontà che sono presenti a ogni tempo e stanno in faccia a tutte le generazioni fluenti nei secoli."

mic ha detto...

Poi c'è un accenno alla predestinazione, ma qui non possiamo che applicare l'"utile ignoranza"

mic ha detto...

Montmirail, per caso hai salvato i testi di wxre, che credo interessanti, dei quali non c'è più nemmeno la copia cache?

Luisa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
montmirail ha detto...

Ciao Mic,

Allora qui c'è il post iniziale che accennava a collegamenti tra Amerio e Mattioli, nonchè (sorry, sorry) al suo allievo Radaelli.

Qui il commento successivo con
la prefazione di Cavalcoli

montmirail ha detto...

Naturalmente sono riuscito a invertire i link...

mic ha detto...

Ciao, Montmirail

ti ringrazio davvero, perché entrando nel link precedente di wxre ho notato che il testo non era immediatamente visibile e non cancellato come pensavo.

Quindi ho recuperato il contenuto.

Devo dirti sinceramente che non ho ancora letto tutto il libro e finora non posso che convenire con quanto dice Amerio. Alla fine della lettura (e dello studio, perché di un vero e proprio studio si tratta) potrò dir meglio la mia.

Gli accostamenti di wxre sono francamente inquietanti e potrebbero dar da pensare, se ci fossero maggiori e più documentate informazioni.

Quanto alla "Chiesa post-conciliare", purtroppo non riesco a identificarla con la "Chiesa di sempre", Amerio o non Amerio.

Io non ho sposato nessuna ideologia né di destra né di sinistra e non ho preclusioni sul tradizionalismo, se è equilibrato nel senso di rispettoso della tradizione e aperto al nuovo, che rende la tradizione viva e non cristallizzata, perché altrimenti sempre nell'ideologia andiamo a finire. Certo che già quando si parla di -ismi...

Lo stesso dicasi per il progressismo: non ho nulla contro il rinnovamneto e l'evoluzione, ma sempre eodem sensu eademque sententia come diceva Vincenzo da Lerino e come senti che è VERO.

Non mi stanno bene i 'falsi profeti' rifondatori della Chiesa così come non mi sta bene il nuovo umanesimo cristiano che mette l'uomo al centro e insieme ad una nuova antropologia veicola anche nuove ecclesiologia e teologia (il che è normale visto che tutto si ricollega).

Ma non è solo il nuovo umanesimo da discutere, c'è anche tutto quel che è successo nel post-concilio, che rende la Chiesa irriconoscibile, ha diluito la identità cattolica e sembra traghettarci -se non rimaniamo ben desti- ad un vero e proprio neo-protestantesimo.

L'Apostasia è ampia, caro Montmirail e ha diverse facce, alcune anche tradizionaliste, purtroppo... (ma sempre di -ismi si tratta ed è da ogni specie di -ismo che io tento di rifuggire, spero efficacemente)

Ancora grazie! e fatti ancora vivo anche dalle parti nostre :)

Caterina63 ha detto...

Le Note di padre Cavalcoli sono indovinate per il semplice fatto che l'autore parlava nel suo tempo quando molte cose si sono chiarite solo a partire da pochi anni fa....^__^
egli stesso parla di "buona fede" dell'Autore, ma è ovvio che colpevole non può essere il Concilio in sè, infatti lo stesso mons. Fellay ha chiarito da tempo di non essere contro il Concilio in quanto tale, ma che andranno chiarite appunto LE INTERPRETAZIONI ai testi da esso scaturito...

Non dimentichiamo che quando estrapoliamo il pensiaero o la Nota di qualcuno occorre tenere a mente anche come la pensa e come è inquadrato....padre Calvalcoli non ha segnato alcuna contraddizione aiutando il lettore a fare discernimento proprio per non strumentalizzare l'Autore...

da Zenit riporto il pensiero chiaro di padre Cavalcoli:

È poi seguito il contributo di padre Giovanni Cavalcoli, OP, docente alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. “Papa Pio X – ha sottolineato – non era un prelato dagli spiccatissimi interessi accademici. Era tuttavia un santo e, con grande spirito sovrannaturale, intuì quanto le dottrine moderniste erano ispirate dalla superbia del demonio”.

“Quanto al modernismo attuale – ha proseguito il religioso – esso compie l’errore di giudicare il tomismo e il magistero della Chiesa con criteri, per l’appunto, modernisti. In questa concezione della fede, l’uomo sente Dio come immanente o interno a sé; Dio si manifesta nel sentimento e nella coscienza, quindi non è trascendente”.

“Oggi il modernismo è ben più pervasivo di cent’anni, avendo contagiato anche una parte della Curia cardinalizia e dell’espiscopato. Il clero dovrebbe, al contrario, regolare il suo agire sulla base dell’umile affidamento a Cristo e al magistero, non certo sulla base del successo facile o del rispetto umano”, ha poi concluso.

^__^
fraternamente CaterinaLD

Reginaldo da Priverno ha detto...

Anch'io sono immerso nella lettura del libro, e ritengo preferibile l'edizione "Fede & Cultura", per i motivi già chiaramente espressi in alcuni commenti.
Ringrazio l'autore per l'articolo e tutti i collocutori per gli interessanti contributi.
Un saluto a Montmirail, che mi pare di riconoscere (se abaglio chiedo venia).

montmirail ha detto...

Può essere, può essere.. :-))

Un Saluto a tutti e Buona Festa
dell'Assunta...

A Francè, non te damo pace manco in
vacanza, ma se continui a farci certi
cross..

mic ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mic ha detto...

Le Note di padre Cavalcoli sono indovinate per il semplice fatto che l'autore parlava nel suo tempo quando molte cose si sono chiarite solo a partire da pochi anni fa....^__^

le cognizioni che noi abbiamo ora, l'Autore le aveva nel suo tempo sia come testimone diretto, che per i rapporti stretti con ecclesiastici di rango, che per profonda e ampia conoscenza ed esperienza di Credente e di studioso.

padre Calvalcoli non ha segnato alcuna contraddizione aiutando il lettore a fare discernimento proprio per non strumentalizzare l'Autore...

secondo me la scorrettezza di p. Cavalcoli sta nel mettere in guardia il lettore, anziché lasciargli la libertà di giudicare senza pre-comprensioni frutto dei suoi pregiudizi, mettendo in campo prima dati positivi e poi sferrando 'fendenti' conclusivi e perciò stesso più efficaci.

In ogni caso l'approccio con Amerio non è una semplice lettura è un vero e proprio studio, meditazione e oltre. Occorre certo discernimento. Sarà interessante continuare a discuterne verificando anche documentatamente le 'avvertenze' di Cavalcoli

montmirail ha detto...

Il problema è che al di là delle precauzioni forse eccessive suggerite da Cavalcoli, c'è una certa tendenza del mondo tradizionalista a non valutare il quadro d'insieme attuale.
Le considerazioni di Amerio sono sacrosante per molti versi, quale
sbocco sull'oggi viene però proposto?

Quale sostanza del messaggio viene
tramandata? La risposta è proprio in Radaelli.

Sempre da un vecchio post di wXre:

"Basterebbe leggere gli scritti del discepolo di Amerio, Enrico Maria Radaelli. E come si scaglia contro Ratzinger e il lavoro della Pontificia Commissione Biblica sulla questione dell'Antico Testamento".

E' sintomatica l'attenzione del mondo progressista al revival di Amerio e l'utilizzo spregiudicato che se ne fa in chiave anti Ratzinger. Purtroppo si è dovuto
constatare che un certo
tradizionalismo ha preferito rispondere a un riflesso condizionato dopo la revoca della
scomunica alla S.Pio X, finendo, ironia della sorte, dalla stessa parte di coloro che si stracciavano le vesti per l'atto papale.

Era impossibile capire cosa stesse
succedendo dentro e fuori la Curia?
Forse era difficile, vista la polemica al calor bianco e il modo
col quale i media trattano le dichiarazioni dei prelati.
Così ognuno si è ritirato nel proprio orticello, lasciando una volta di più solo il pontefice.

Ma non era impossibile capire la posta in gioco, distinguere le fonti, come ha dimostrato
l'autore di questo blog

Caterina63 ha detto...

mic ha detto...


secondo me la scorrettezza di p. Cavalcoli sta nel mettere in guardia il lettore, anziché lasciargli la libertà di giudicare senza pre-comprensioni frutto dei suoi pregiudizi, mettendo in campo prima dati positivi e poi sferrando 'fendenti' conclusivi e perciò stesso più efficaci.

*********************

^__^ questa è malafede...^__^
giudicare di scorrettezza una persona che senza peli sulla lingua ha saputo denunciare quanto sopra riportato e non tenerne conto appunto per valutare la sua Nota a questo libro, mi sembra più scorretto del suo tentativo di mettere in guardia il lettore di non prendere in odio il Concilio in quanto tale proprio per la ricchezza di materiale offerto dall'autore il quale non viene affatto criticato da padre Cavalcoli, al contrario, aiuta ad una lettura imparziale...

Certamente che l'Autore di Iota Unum porta i fatti nel mentre li viveva, ma proprio per questo ad esso va aggiunto tutto lo sforzo di chi, come lo stesso Ratzinger, oggi Benedetto XVI, avevano capito già a suo tempo il dramma e si fermarono per le denuncie anche se non ebbero successo...

Bentrovato ^__^

Caterina63 ha detto...

montmirail ha detto...
Il problema è che al di là delle precauzioni forse eccessive suggerite da Cavalcoli, c'è una certa tendenza del mondo tradizionalista a non valutare il quadro d'insieme attuale.
Le considerazioni di Amerio sono sacrosante per molti versi, quale
sbocco sull'oggi viene però proposto?

(..)

Ma non era impossibile capire la posta in gioco, distinguere le fonti, come ha dimostrato
l'autore di questo blog


**********************

straquoto!

Reginaldo da Priverno ha detto...

A proposito di Amerio, dopo aver letto con entusiasmo ed ammirazione oltre metà del libro (eccezionali soprattutto le sezioni relative al pirronismo, al dialogo, mobilismo, l’ordine delle primalità in relazione alle virtù teologali, etc.), giunto al capitolo sulla guerra sono rimasto di princisbecco. Non per l’argomento principale preannunciato dal titolo, che è trattato secondo la miglior ortodossia, quanto per i reiterati giudizi positivi in merito all’etnarchia, che in nessun modo il lettore ha modo di distinguere dal massonico nuovo ordine mondiale. In tal capitolo viene persino elogiato un losco figuro quale Hammarskjöld, promotore della satanica “camera di meditazione” dell’ONU. Le tradizionali entità nazionali vengono definite “oloidi”, e quindi incomplete, in relazione all’etnarchia.
Sembra che Amerio ignori completamente l’argomento “Massoneria e sette segrete” o “Governo mondiale e controChiesa”, sia in generale sia in riferimento alle infiltrazioni della stessa nel Concilio: non v’è mai un solo riferimento (a parte le posizioni dell’UNESCO in merito al mobilismo) a tutto quanto si può apprendere oggi leggendo Blondet, Epiphanius, Virion, Coston, Tarquini, Don Nitoglia, etc.
Infine, la “Nostra aetate” è completamente ignorata, come non fosse mai stata scritta (a meno che non mi sia sfuggito qualcosa).