lunedì 31 agosto 2009

LA DIOCESI DI MILANO PROMUOVE UNA MOSCHEA NEL CAPOLUOGO LOMBARDO


di Francesco Colafemmina

La notizia è di quelle che fanno accapponare la pelle: Mons. De Scalzi, vicario episcopale per la città di Milano in una intervista del 27 Agosto ha precisato con qualche ritardo ma con gran precisione il senso delle parole inequivocabili del Card. Tettamanzi, pronunciate lo scorso dicembre. In particolare, dopo essersi soffermato sulla necessità di nuove chiese in città - intese non come luoghi di preghiera, ma come circoli ricreativi "...ogni parrocchia ha un suo centro Caritas, un ritrovo per il gruppo terza età, luoghi dove praticare lo sport" - il Monsignore afferma:

"Anche gli islamici, a Milano, hanno diritto ad avere un luogo di culto. È un diritto che la nostra Costituzione riconosce a tutte le religioni. Le grandi città europee hanno una o più moschee. Sento che è giunto il momento – non più dilazionabile – di trovare, anche per la comunità islamica di Milano, una soluzione a questo problema. Questo creerebbe una possibilità di dialogo più disteso tra le religioni, eviterebbe l’illegittima e fastidiosa occupazione di suolo pubblico – come ora avviene in viale Jenner – e, ogni anno, non saremmo sempre daccapo a cercare soluzioni per la preghiera del Ramadan. Purchè sia “un vero luogo di culto” e non altro. All’autorità civile spetterà il compito di vigilare e ottenere garanzie in tale senso. Agli islamici l’onere di assumersi i costi – come fa ogni nostra parrocchia – di tale costruzione."

Per carità, nulla di sconvolgente, visto che le moschee sorgono come i funghi nel nostro Paese. Tuttavia un discorsetto del genere ce lo saremmo aspettati da un tipetto fino come il Presidente della Camera, e non da un esponente di spicco della diocesi di Milano. Tanto più che la "reciprocità" (quella del "se tu vuoi la moschea in Italia allora fammi costruire una chiesa a La Mecca...") va a farsi benedire del tutto. E si che i Monsignori sono esperti di benedizioni... ma bearsi nell'idea che costruire più luoghi di culto islamici in Italia corrisponda ad un ideale di pacifica convivenza e tolleranza reciproca, somiglia più alle ambizioni di pseudotolleranza dei pashà ottomani che ad un tentativo di comprendere la gravità del momento storico che affrontiamo. Così dopo esserci dati da fare a demolire le belle chiese del passato e dopo i costanti sforzi finanziari della CEI per costruire nuovi squallidi e "disgustosi" capannoni, adesso ci impegniamo a sollecitare lo Stato perchè costruisca nuove moschee. Speriamo almeno che se si vorrà costruire una moschea a Milano, il suo minareto non sia più alto delle guglie del Duomo.

7 commenti:

smoira ha detto...

Guarda, non scrivo che due parole, perchè provo tanta amarezza che il mio messaggio potrebbe sembrare maleducato e scortese...NO COMMENT!

Caterina63 ha detto...

....caro Francesco, siamo ancora troppo prigionieri di certi SENSI DI COLPA di un passato di cui ESSERE FIERI....

mic ha detto...

abbiamo perso la nostra identità culturale e di fede.
Sono troppo pochi gli ambiti e le persone dove "si custodice"

Antonio ha detto...

Tettamanzi è occupato a difendere Boffo e le sue perversioni...
Il vaso di Pandora sta per essere scperchiato...

Anonimo ha detto...

non capisco proprio che interesse abbiano uomini di ''chiesa'' a sostenere la crescita sia materiale (con la costruzione materiale di moschee e quanto di altro opposto al cattlicesimo)sia spirituale (i nostri preti rinunciano a convertire gli uomini senza fede o di fede diversa anzi addirittura li aiutano a perseguire x la loro strada)degli altri esponenti religiosi...a volte i nostri preti sembrano musulmani, atei, ebrei, indù travestiti da catoici che smontano l'intero edficio dal ''di dentro''....AMARA DIES VALDE

Anonimo ha detto...

L'assurdità si rivela maggiormente nell'atteggiamento di quegli Ecclesiastici "aperti" al dialogo interreligioso ( ed ecumenico.. )che a costo di mantenere buoni rapporti con le altre religioni ( e confessioni cristiane) compromettono le cose...poi muovono guerra al Papa che cerca di ricomporre la frattura con la Comunità "s. Pio X" nella Chiesa stessa di cui loro sono (o dovrebbero essere)pastori. E' segno, quest'ultimo, di amore alla Chiesa? Il dialogo ( non il compromesso) interreligioso ed ecumenico in sé va benissimo. E' il "come" è condotto questo dialogo da alcuni cattolici che è errato e dannoso.

Anonimo ha detto...

sicuramente se la chiesa continua su queste posizioni ovvero il voler far a tutti i costi radicare la religione dell'odio come la mussulmana nel ns paese , perderanno sempre più fedeli...ed è un male grosso che per colpa di tolleranze forzate noi perdiamo la ns fede....che dio ci protegga!qui si rischia una guerra di religione...