domenica 16 agosto 2009

LA STRAORDINARIA INTERVISTA A MONS. BARTOLUCCI


Ringraziamo gli amici di Disputationes Theologicae per la segnalazione dell'intervista a Mons. Domenico Bartolucci, Maestro Perpetuo della Cappella Sistina, grande sostenitore del gregoriano e del ricchissimo patrimonio della musica sacra polifonica. Potete leggere l'intervista qui.

9 commenti:

mic ha detto...

grazie, ho letto con gioia e condivisione.

Non posso tuttavia fare a mano di chiedermi: come mai queste voci vengono fuori solo ora dopo 40 anni di scempi?

La mia consapevolezza - e credo quella di molti cattolici - è relativamente recente e frutto di faticosa ricerca e approfondimento e anche di profonda sofferenza nell'aver visto e sentito tante 'storture'

Ringrazio il Signore e il nostro Papa per aver potuto ri-trovare la Messa di Sempre per effetto del miracolo del Motu proprio e avervi potuto partecipare in momenti di 'vacche magre' grazie alla presenza a Roma dei Lefebvriani.

Ma tutti questi monsignori che ora parlano e prima tacevano, dov'erano, mentre si consumava un dramma per tanti 'piccoli' e temo non basterà una generazione per porvi rimedio?

Comunque sono felice che mons. Bartolucci abbia espresso un mio grande timore: il pericolo di ibridismo tra i due riti. Non dico che il VO debba essere immodificabile, ma certamente non nell'impianto.

Comunque, l'intervista è davvero STRAORDINARIA perché nella sua essenzialità è chiara, limpida e tocca non un solo punctum dolens ma molti, compresa anche la dispersione della cultura musicale e l'archeologismo applicato anche ad essa

Alla prossima, per meglio approfondire

mic ha detto...

Ho trovato questo molto istruttivo articolo di Magister del 2006
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/72901

Orsobruno ha detto...

Ma con il VO è previsto, dopo la Santa Comunione, dopo i Riti di Congedo, un tempo adeguato per il Ringraziamento Eucaristico individuale oppure, come nel NO, i fedeli schizzano via come grilli appena sentono "Andiamo in pace?"
Grazie a chi vorrà rispondermi

mic ha detto...

con il VO, dopo la benedizione finale e la lettura del Prologo di Giovanni è previsto:

-Tre Ave Maria e un Salve Regina
-L'Oremus
-La preghiera a S. Michele Arcangelo di Leone XIII

e, in più, un tempo personale di ringraziamento e adorazione silenziosa, a piacere

mic ha detto...

come nel NO, i fedeli schizzano via

postilla personale: nel VO, proprio non riesci a "schizzar via" perché quel Qualcosa che ti afferra e ti conduce per tutto il Rito ti mantiene silenzioso e raccolto e come in un'altra dimensione per un certo tempo...
E' una esperienza che nelle messe solenni (riscontrato a S. Trinità dei Pellegrini) si fa ancora più intensa

Orsobruno ha detto...

Grazie, Mic!

Luisa ha detto...

Non troverò parole migliori di quelle usate da Mic, per descrivere, la forza, l`intensità e nel contempo la dolcezza di "Ciò" che ti afferra, "qui te saisit", che ti condce spontaneamente a restare dopo la fine della santa Messa in preghiera, in ascolto silenzioso, in adorazione.
È ciò che vivo domenica dopo domenica e vi assicuro che vedere quei giovani e meno giovani inginocchiati, in preghiera, è impressionante.
È come un tempo sospeso eppure è una Realtà che ti nutre profondamente, intensamente e che ti accompagna.
Un`orizzontalità vissuta, sentita, partecipata, totalmente rivolta verso l`Altissimo.

Luisa ha detto...

Sono un pò pigra, lo confesso...riporto qui il commento che ho scritto su Messa in latino...


Tutto questo per dire che quando si creano degli strappi nel tessuto liturgico quei vuoti restano difficili da riempire e si vedono! Di fronte alla nostra liturgia plurisecolare dobbiamo contemplarla con venerazione e ricordare che, nella smania di “migliorarla”, rischiamo di fare solo danni.

Quindi fra un archeologismo che si vuol ricongiungere al passato apostolico, prescindendo dai secoli che da esso ci separano, e tra un romanticismo sentimentale che disprezza la teologia e la dottrina, in un’esaltazione dello “stato d’animo”, si preparò il terreno a quell’attitudine di sufficienza nei confronti di ciò che la Chiesa e i nostri Padri ci avevano trasmesso.

Quanto è riconfortante, anche se in fondo è molto triste se non drammatico, leggere la conferma di ciò che vado dicendo e osservando con le mie semplici parole, i mei occhi e il mio cuore di fedele e di leggerlo sempre più frequentemente da parte di esperti, di persone che hanno vissuto il Concilio Vaticano II, il post concilio e vedono lo sfacelo provocato dai novatores .
Ma perchè queste persone non hanno parlato prima?
O se hanno parlato percvhè non sono state ascoltate?
Sì ciò che continua a provocare il mio sgomento, la mia totale e abissale incomprensione è che NESSUNO SI SIA MOSSO per impedire questo sfacelo, che nessuno lo abbia arginato.
Non solo nessuno è intervenuto ma sono state tollerate, legittimate, incoraggiate creazioni liturgiche sincretistiche come il rito creato da Kiko Arguello per le sue comunità e che oggi si diffonde con il beneplacito vaticano...come le differenti celebrazioni "ecumeniche" fai da te...come gli spettacoli domenicali....
Perchè chi doveva impedire tutto ciò non lo ha fatto?
Perchè ancora oggi l`autorità tace?
I vari Bugnini, Arguello e compagnia bella hanno potuto agire (e il secondo continua ad agire...) perchè chi doveva fermarli non lo ha fatto!

Anonimo ha detto...

http://www.facebook.com/home.php#/video/video.php?v=1178592981749&ref=nf

Anche se non si tratta di una cerimonia cattolica, c'è molto da riflettere sulla deriva di quello che qualcuno definisce "liturtainment".