martedì 11 agosto 2009

L'EUROPA CRISTIANA IN VIA D'ESTINZIONE E LE ULTIME NOTIZIE SCONCERTANTI DALLA GRECIA


di Francesco Colafemmina
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In questa calda estate che si avvia verso il suo culmine, mentre l'Italia è alle prese con le molteplici divagazioni di politici che sarebbe meglio definire commedianti, la Grecia nella quale mi trovo, è quotidianamente sconvolta da nuovi episodi che hanno al loro centro le azioni presenti e passate della vicina Turchia. Perchè occuparsi di un tale argomento su Fides et Forma? La risposta è molto semplice ed è duplice: anzitutto perchè l'ingresso della Turchia in Europa che sarà deciso per l'ennesima volta il prossimo dicembre costituisce l'evento fulcro della cancellazione di una identità europea e di una europa cristiana. In secondo luogo perchè lo studio di quanto compiuto dai turchi a Cipro nel 1974 costituisce un esempio emblematico di distruzione programmatica di luoghi santi, chiese, cappelle, icone, opere d'arte cristiana. E' opportuno ricordare che nel novembre 2006 il presidente cipriota Tasos Papadopoulos, recentemente scomparso, aveva donato al Santo Padre Benedetto XVI durante un'udienza privata un libro in cui erano dettagliatamente descritte le distruzioni subite dalla nazione cipriota: più di 133 chiese dissacrate, convertite in moschee, in stalle o in depositi. Più di 15.000 icone rimosse e distrutte o vendute al mercato nero dei collezionisti. Un documento che non può non aver impressionato il Santo Padre, già alle prese con le numerose devastazioni di tanti vescovi e preti cattolici...

Ma veniamo ai fatti di oggi. Partiamo dall'ultima e impressionante notizia: in un pozzo di una località ricompresa nei territori ciprioti occupati dai Turchi sono stati ritrovati i resti di 15 ciprioti uccisi a freddo nel 1974, durante la sanguinosa e vile invasione turca. L'esame del dna su questi resti ha rivelato che almeno cinque di questi uomini sono i ragazzi che vedete in fotografia. Una foto scattata nel settembre 1974 da un giornalista turco, che raccontava l'invasione, e che ha immortalato i cinque giovani legati e catturati dai soldati turchi poco prima che venissero freddati.
Questa scoperta ha rivelato finalmente quanto si sospettava ovvero che i cosiddetti "agnoumenoi" (dispersi) di quella invasione infame, sono stati per lo più freddati dall'esercito turco violando ogni diritto umano ed ogni convenzione internazionale. Mancano ancora all'appello 1390 dispersi!!! Un numero impressionante di uomini di cui nessuno sa più nulla.
Da allora, da quella estate di 35 anni fa, nè lo stato Turco nè il suo potentissimo esercito ha fatto sapere alcunchè sulla sorte di quegli uomini, civili o combattenti della Guardia Nazionale Cipriota, morti da eroi per difendere la propria patria dall'invasione di un barbaro nemico. Quella invasione fu poi seguita dall'occupazione turca della metà settentrionale dell'isola. Occupazione effettuata contro ogni risoluzione ONU e seguita nel 1983 dall'autoproclamazione dello stato Turco Cipriota o di Cipro Nord: uno "pseudostato" satellite riconosciuto internazionalmente dalla sola Turchia, rinfoltito da circa 300.000 immigrati turchi che sono serviti ad equilibrare la popolazione cipriota, definita ormai per comodità "grecocipriota".
Come se non bastasse in queste ultime due settimane i giornali greci sono ricchi di notizie sulle continue provocazioni turche. Basti pensare che solo nei mesi di giugno e luglio di quest'anno ci sono state 363 violazioni dello Spazio Aereo Greco ad opera di aerei militari turchi; 19 sorvoli del territorio greco, 107 violazioni dei canoni di volo e 58 intercettazioni ad opera di aerei militari greci che hanno accompagnato fuori dallo spazio aereo greco aerei turchi ARMATI!
Queste notizie sono sconvolgenti per noi italiani, ma la cosa più sconvolgente è che nessuno in Italia e tantomeno in Europa ne parli. Pur considerando che la Grecia costituisce assieme a Cipro uno dei confini orientali dell'Europa. Ma non è finita qui. A ciò si aggiunge la disputa di alcune isolette dell'Egeo, considerato da Ankara "mare turco". In particolare in questi ultimi giorni i sorvoli turchi e la propaganda televisiva turca si sono concentrati sull'isolotto di Ro, dove c'è un presidio militare greco e che ufficiosamente viene improvvisamente rivendicata come "zona grigia" dai vicini turchi candidati all'ingresso in Europa.
La Turchia in poche parole rivendica contro ogni legislazione o diritto internazionale una parte dello spazio aereo greco, una parte delle acque territoriali greche, e addirittura una parte del territorio greco, compresa anche parte dei fondali dell'Egeo, nei quali è contenuto petrolio che la Grecia non può nè estrarre nè esplorare visto che per questa ragione nell'87 si rischiò la guerra, scongiurata dagli onnipresenti Stati Uniti.

Una riflessione a termine di questa sequela di orrende notizie: è mai possibile che l'Europa possa inglobare un corpo estraneo come la Turchia? Non è evidente che non solo mancano le premesse culturali, religiose, sociali, ma anche premesse di "buon comportamento"? Perchè poi i mezzi di comunicazione europei non si occupano di quanto avviene nella vicinissima Grecia, meta del turismo di mezza Europa, ma ultima ruota del carro quando si tratta di toccare interessi vivacissimi che riguardano la Turchia, ma continuano a bombardarci in ogni periodo dell'anno soltanto con il dramma concentrazionario ebraico, come se non fossero avvenute altre tragedie paragonabili? Questa nazione europea è l'unica nonchè l'ultima ad avere una croce sull'asta della sua bandiera, è una nazione nella quale la cultura è stata trasmessa dalla Chiesa Ortodossa, dove la liberazione dai turchi è cominciata nel 1821, il giorno dell'Annunciazione, quando il monaco Germanos ha sventolato il vessillo della libertà e lo ha benedetto presso il monastero di Aghia Làvra, vessillo che era soprattutto vessillo cristiano. Migliaia di volontari accorsero dall'Europa per liberare questa nazione dal giogo musulmano, Lord Byron morì a Missolongi, Santorre di Santarosa venne qui a combattere e a morire fianco a fianco ai suoi fratelli dell'Ellade... Oggi invece la nostra cultura, la nostra identità sembra immersa in un tale buio che facciamo fatica a riconoscere le nostre stesse orme e non solo quelle dei nostri padri e stiamo per cedere anche dinanzi al mix culturale e religioso che porrà fine - se la Turchia entrerà in Europa - alla civiltà europea. Una civiltà cristiana, nonostante le vili omissioni dei politicanti corrotti e spavaldi, ignoranti ed indegni, che le hanno negato lo stigma di Cristo.

18 commenti:

Guerra è barbarie. ha detto...

Se andiamo indietro ancor più nel tempo, nel 1204, anno del sacco di Costantinopoli per opera dei Crociati, chissà quanti di questi episodi troviamo.
Bisogna aver in odio la guerra e le motivazioni che portano ad essa, prevenire.
E' ovvio che ogni guerra racconti di atrocità.

mic ha detto...

non è però altrettanto ovvio che ci si permetta di entrare in stretto rapporto politico,

che non può non investire anche la religione e la cultura nonché decisioni ed obiettivi comuni anche su questioni sociali etiche scientifiche -non dimenticando l'economia che purtroppo ne è divenuto l'unico motore-,

con chi queste atrocità continua a perpetuarle ed ha una 'visione del mondo' ed una identità diversa dalla nostra.

Il problema è che saranno in molti, temo, a voler chiudere non un occhio ma tutti e due

Dimentica WASP??? ha detto...

Secondo le sue affermazioni, potremmo anche uscire dalla NATO.
Gli statunitensi hanno una 'visione del mondo' ed una identità molto diversa dalla nostra, sono protestanti ed è un paese dove ci sono sette fondamentaliste cristiane.

Anonimo ha detto...

Un delitto perfetto, non c'è che dire.
Un'élite massonica europoide che accetta l'ingresso nell'Unione di uno Stato fondato e controllato da una loggia (cfr. "La preghiera di Ataturk - http://www.effedieffe.com/content/view/4113/), che porta in dote di queste nozze scellerate "milionate" di musulmani.

Ema - CR

Francesco Colafemmina ha detto...

anzitutto il qualunquismo pacifista ed antibellico non può rappresentare una adeguata ragione per giustificare od accettare crimini ed atrocita compiute trentacinque anni fa, dunque ieri, da una nazione che ambisce ad entrare in europa e che ha dimostrato la propria attitudine al rispetto della religione cristiana non solo trasformando santa Sofia in moschea 500 anni fa, ma anche 77 chiese cipriote nel còrso degli ultimi trent'anni. E mentre se si tocca un reduce dell'olocausto o si dice una parola di menosulla shoa tutti si mobilitano dinanzi alle violente violazioni di ogni diritto all'occupazione continua di una nazione membro dell'UE nessuno dice nulla! In secondo luogo non capisco cosa c'entri la nato che e' formalmente una alleanza militare e non un superstaro come la UE.
Il punto e' che gli europei sono i carnefici di se stessi e sono destinati all'autoannientamento come il tardo impero romano. A noi cristiani non resta che pregare San Michele perché ci protegga da quanto subiremo nei prossimi anni e perché ci sia coraggio e fierezza dove avanzano vilta e compromesso.

Anonimo ha detto...

In generale tenderei ad essere in accordo con il tenore del post. C'è però un aspetto della politica turca che non mi spiacerebbe entrasse in Europa. Erdogan è stato l'unico capo di stato con la schiena dritta ad aver detto in faccia e a muso duro ad Israele di interrompere il massacro, chiamandolo con il suo nome, perpetrato a Gaza. Non è un caso sia infatti inviso all'elite militare, massonica e laicista del paese.
E' inoltre chiaro che il sì all'ingresso della Turchia da parte dei burocrati europoidi è stato ragionato considerando l'Anatolia saldamente sotto il tallone dei suoi dunmeh in divisa, ma diversi indicatori stanno segnalando una lenta quanto inesorabile svolta nei riguardi di questo laicismo imposto dalle elites... insomma, l'ingresso della Turchia nella "cosa" Europa potrebbe rivelarsi un boomerang contro i suoi fautori. E, sinceramente, ad oggi mi trovo molto più in linea con un credente islamico che con un qualsiasi laico/ista europolatra o adulti di varia fatta.
Da qui, dunque, forse non tutto il male vien per nuocere.

Giampaolo

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Giampaolo,

anch'io sono rimasto colpito da quanto affermato da Erdogan in quell'occasione, ma visto che i Turchi li conosco bene mi sono subito ricreduto. Infatti verrebbe prima di tutto da dire: "ma da che pulpito viene la predica!!!" Erdogan ricordava a Peres che Dio disse a Mose' "non uccidere". Ma questo non e' valido solo per gli Israeliani che massacrano i Palestinesi, ma anche per i turchi che hanno massacrato i ciprioti (vedi esempio dei 2 cugini Isaac Tassos e Solomos Solomou uccisi nel vicino 1996. Solomou fu ammazzato a freddo sotto gli occhi delle telecamere dal Ministro dell'Agricoltura dello Pseudo Stato ...).
In secondo luogo e' opportuno sapere che Israele e Turchia collaborano nel settore militare ed hanno uno spazio aereo comune per le esercitazioni. Inoltre la Turchia fornisce acqua ad Israele e la maggiorparte degli investimenti nello pseudostato cipriota sono israeliani...
E last but not least il signor Erdogan - e' opportuno ricordarlo - e' stato condannato al carcere nel 1999 per quattro mesi a causa di una condanna per "incitamento all'odio religioso" visto che in un comizio da sindaco di Istambul aveva letto il poema di un poeta patriottico -e un po' svitato - che recita: "le moschee sono i nostri accampamenti, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati".
La nazione turca ed i suoi esponenti politici hanno le proprie strategie secolari e sempre identiche a se stesse laicisti kemalisti o islamisti cambia poco.
Il vero problema siamo invece noi europei distratti ed impegnati nell'autodistruzione della nostra civilta' che abbiamo anche timore a definire "superiore" (non e' politically correct)...

montmirail ha detto...

Putroppo sotto l'aspetto culturale
l'Europa ha abdicato ad ogni velleità di indirizzo , avendo quasi del tutto cancellato ogni riferimento al retaggio cristiano, all'humus che la plasmava. Prevale la visione giacobina, al più quella sincretista se si tratta di cercare riferimenti spirituali. Il modello per capirci è il sedicente Monastero di Bose. Nelle nostre società c'è anzi un rigugito di un anticlericalismo da fine ottocento.
Lo vediamo ogni giorno.
E' chiaro che in queste condizioni
non si è in grado in alcun modo di proporsi a modello di un qualcosa di definito e unanimamente accettato. La Turchia resta un segno di contraddizione sotto il profilo storico-finalistico nei confronti del mondo cristiano, ma come accennava Giampaolo, nella sua
autonomia ha dimostrato di giocare
un ruolo non marginale, non troppo
supino a certi diktat. Difficile dire quale sbocco potrà avere.

Anonimo ha detto...

Non dimentichiamoci degli armeni.
FrancescoS

mic ha detto...

Ricordiamoci delle studentesse lasciate annegare qualche anno fa, non tratte in salvo perché non potevano essere toccate da uomini.
Quante generazioni ci vorranno per eliminare queste espressioni di grande diversità?

Il nostro processo di autodemolizione, purtroppo, è molto più rapido, mi sembra!
E come vorrei vederne degli anticorpi in azione!

Mi piace questo tuo tener aperti gli occhi in una realtà solo apparentemente "straniera" in cui ti trovi di passaggio, Francesco!

Ma anche per te 'di passaggio' non esiste, vero?

montmirail ha detto...

E sia, mettiamoci il carico da undici, con la pregevole ricostruzione dell'assedio di Malta da parte di Blondet (effedieffe.com)

Anonimo ha detto...

Ringraziando Francesco Colafemmina per averci fatto conoscere queste situazioni drammatiche, fondamentali per il futuro dell'Europa, mi permetto di far notare una piccola inesattezza di scarsissima importanza. Ci sono altre nazioni europee che continuano ad avere la croce nella loro bandiera: la Svizzera, Malta, la Georgia, la Gran Bretagna, la Danimarca, l'Islanda, gli Stati scandinavi e, in piccolo, anche la Slovacchia, la Serbia, la Spagna, il Portogallo e il Liechtenstein (anche se, per molti di questi, temo che tra non molto la bandiera rimarrà il solo posto in cui si troverà una croce...).

Carlo

Pinco Ramone ha detto...

meglio musulmani che schiavi dei luciferiani!

Pinco Ramone ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pinco Ramone ha detto...

Sono stato da poco in Turchia, e la sensazione è che il gruppo massonico/laicista/sionista legato all'esercito sia oggi in minoranza. E Erdogan non è ben visto da quello schieramento.

montmirail ha detto...

Infatti Pinco, sono aspetti politici ma riflettono bene la storia del paese. Sembra che Erdogan si stia muovendo in direzione contraria agli interessi
degli eredi dei "dunmeh":

Turchia: processo ai «dunmeh»?

Maurizio Blondet 28 luglio

Chiamatelo processo alla «Gladio turca», o ai «servizi deviati», o un episodio della «strategia della tensione» orchestrato dai militari kemalisti. Ma il clamoroso processo al nucleo segreto «Ergenekon», in corso ad Ankara da una settimana, è in realtà la messa sotto accusa - senza dichiararlo - dei «dunmeh»: ossia dei cripto-giudei, discendenti dei fedeli del falso messia Sabbatai Zevi (1666), che da un secolo detengono il potere di fatto in Turchia.

http://www.effedieffe.com/content/view/7993/167/

mic ha detto...

Leggo da "Il Sussidiario" del 16 aprile scorso:
[...]

"Ma ci sono tre questioni che i politici euroamericani che guardano alla Turchia con tanto favore dovrebbero considerare con molta maggiore attenzione, se davvero intendono aiutare una evoluzione delle relazioni globali basata su argomenti razionali (la “ragione allargata” di Benedetto XVI) e non soltanto “mediare” sugli interessi a breve raggio strategico-economico.

La prima, la legislazione in materia religiosa: è troppo complesso riassumerla in questa sede, ma basti sapere che per quanto riguarda le confessioni cristiane, solo due vengono riconosciute e “protette” (armeni e greco-ortodossi), mentre le antichissime chiese orientali (maroniti, ecc.) così come i latini e i protestanti sono del tutto “inesistenti” come soggetti; va aggiunto che anche nel caso dei “protetti” ci sono enormi problemi sulle proprietà e sul reale godimento di diritti (rimando alla lettura del Rapporto 2008 dell’Aiuto alla Chiesa che soffre e alla benemerita attività di informazione dell’agenzia Asianews).

La seconda, la vicenda armena: è evidente che l’ostinato rifiuto a riconoscere il genocidio non ha a che fare con la storia del passato, ma con la cultura del presente.

La terza e più importante, l’occupazione trentennale della parte nord di Cipro con 40mila militari e 180mila “coloni” portati dall’Anatolia: una situazione che ha dell’incredibile, perché un Paese membro a pieno titolo dell’Ue è amputato di un terzo del suo territorio e c’è chi sostiene (anche in Italia) che per aggiustare le cose si dovrebbe progettare una “federazione” come se ci fossero due Stati; nel frattempo e nell’indifferenza generale, a Cipro nord non solo sono scomparsi i cristiani (con l’eccezione di un paio di villaggi), ma anche le loro chiese, i loro cimiteri, le loro case."

Francesco Colafemmina ha detto...

Carissimi,

anzitutto vorrei precisare a Carlo che il mio riferimento alla bandiera non è semplicemente al disegno dell'emblema nazionale (la croce e le nove fasce bianche e azzurre che rappresentano le sillabe del motto e-lef-te-ri-a-h-tha-na-tos -libertà o morte-), ma all'asta della bandiera che, unico caso in Europa, ha la croce sulla sua sommità.
Non a caso qualche hanno fa hanno cercato di eliminarla ma non ci sono riusciti...

Quanto alla Turchia la situazione è molto più complessa ed è antica...
I Turchi sono un popolo che ha colonizzato o creato dal nulla una "nazione". Vivono da secoli un immane complesso di inferiorità che li induce ad essere prepotenti ed arroganti. Pensate che solo una settimana fa a Marsiglia è approdata una nave in stile greco antico di Turchi provenienti dall'antica Focea (città che fondò appunto Marsiglia anticamente). Questo perchè loro credono di essere gli antenati dei Focesi!!! Un palese falso storico che ha indotto gli abitanti di Marsiglia a ribellarsi ed a cacciare questa pseudonave turco-propagandistica.
Così ci sono anche paradossali studiosi turchi che tentano di dimostrare i natali "turchi" di Omero, Talete, Anassimene, Eraclito... etc. Questa follia revisionista nazionalista è tipica della Turchia moderna.
Nondimeno non si può pensare che il laicismo sia l'unico problema. L'islam costituisce per la nazione turca un mezzo di coercizione. Così i due aspetti sono profondamente interdipendenti. La dicotomia fra laicismo e islamismo è solo apparente. In realtà entrambi questi aspetti sono fondamentalmente radicati nell'animo turco nel quale la religione convive con il nazionalismo esasperato.
Ho studiato anch'io le teorie di Blondet, ma per quanto possano essere affascinanti, esse devono essere confrontate con una realtà storica che nasce intorno al XII secolo d.C., quando il popolo turco si organizza in "nazione".
Da allora ad oggi le testimonianze di tutto ciò che i Turchi hanno fatto, quanto da loro offerto al mondo, è indiscutibile esempio di doppiezza, astuzia, crudeltà e assoluto disprezzo del nemico e del giaur! Che poi il popolo turco sia composto da persone speciali e di grande cuore non lo metto in dubbio... tuttavia i Greci ne hanno subite troppe! Il pogrom del settembre 1955, la deportazione del 1967, l'invasione di Cipro e la confisca dei beni del Patriarcato nel 1974, e via dicendo fino ai nostri giorni.
Anche oggi che si festeggia la "Dormizione" della Madre di Dio, mentre Erdogan si è recato a pranzo dal Patriarca per mostrare il suo lato buono e cooperante per l'Europa, a Trapezunta (nord della Turchia) si sono riuniti migliai di greci del Ponto per festeggiare la Panaghia Soumelàs, una veneranda icona di Maria lì conservata ancora dopo il genocidio dei Ponti. E circa 1000 greci sono stati impediti dal celebrare la messa dalla zelante direttrice del museo (sì perchè lì le chiese ortodosse, armene e cattoliche, le trasformano in museo...vedete anche il caso di Tarso e della Chiesa di San Paolo recentemente vietata al culto), ha ostacolato i fedeli dal celebrare l'icona. E lo ha fatto sotto gli occhi delle telecamere, impadronendosi come una sciocca di un cero posto sotto l'icona...
Alla fine chi non conosce la storia può essere impressionato dal gesto di apertura di Erdogan, ma chi conosce bene quel popolo può star certo che ciò che offre con una mano lo toglie con l'altra.