mercoledì 30 settembre 2009

AL MACERO LE NOTE DELLA CEI: L'ESEMPIO DI ORIA


di Francesco Colafemmina


Siamo a Miami? In qualche altra ridente località della Florida? O piuttosto nell'assolata California, fra Santa Barbara e San Diego? No, vi sbagliate! Siamo ad Oria e questa è la nuova chiesa del Complesso Parrocchiale di San Francesco da Paola, dedicata a San Barsanofio, l'eremita egiziano patrono della cittadina in provincia di Brindisi.
Il progetto proposto inizialmente nel 1999 si è concluso solo oggi, ma non si è trattato evidentemente di un lento lavoro artigianale e comunitario, come ai tempi delle grandi cattedrali, bensì della solita colata lavica di cemento che ha piazzato nel bel mezzo del paesello brindisino una specie di Guggenheim capovolto, un auditorium della West Coast, condito di immancabili palmizi di quart'ordine.
Eppure ad Oria non mancano chiese splendide e magnifiche, quali la Basilica o la chiesa di Sant'Antonio. Ma è evidente che gli architetti sanno solo ispirarsi alla propria autoreferenziale creazione. Non conoscono più la imitatio, intesa come recupero positivo e stimolante delle più belle creazioni architettoniche nelle quali si è incarnata la fede locale; sanno soltanto creare abominevoli e ributtanti spazi coperti affidandosi alle premurose norme della C.E.I.
In questo caso l'architetto Riccardo Rampino racconta nel suo studio sulla chiesa di essersi ispirato all'ennesima "Nota Pastorale" della C.E.I. risalente al 1993. E aggiunge: "La Chiesa da sempre è uno spazio unitario dedicato al culto e connotato da luoghi significativi definiti spazi liturgici o spazi celebrativi, nei quali funzione e significato caratterizzano le grandi presenze simboliche permanenti: l'altare, l'ambone, il battistero e il fonte battesimale, il luogo della penitenza, la custodia eucaristica, la sede del presidente."

Possibile che nessuno dei vari vescovi avvicendatisi durante il complesso parto (meglio sarebbe definirlo aborto) architettonico non abbia avuto la capacità di far notare all'architetto che la Presenza Reale di Cristo nel Tabernacolo non è una "presenza simbolica"?
Possibile?

E' evidente infatti che il decentramento spaziale, la focalizzazione univoca sull'altare quale "presenza simbolica di Cristo" sia una contraddizione in termini di logica e di teologia. Se infatti l'altare è "segno permanente di Cristo", come si può pensare che esso sia più importante della "presenza reale di Cristo" ovvero della cosiddetta "custodia eucaristica"? Il Tabernacolo è il centro. La chiesa è del Suo divin Padrone, perciò è logico e giusto che chi vi entri debba essere introdotto a Lui, non semplicemente al "segno della Sua presenza".

Ecco perchè le "note pastorali" della C.E.I. dovrebbero essere mandate al macero senza troppi complimenti: in esse sta infatti lo scandalo principale che poi conduce architetti e committenti a realizzare degli aggregati di cemento armato ispirati all'ideologia protestante, imposti ai fedeli quali luoghi di culto.
I fedeli hanno ragione nel lamentarsi, laddove ancora il legame fra fede e devozione non è stato bandito ed oppresso, quando si vedono propinare progetti di chiese che nulla hanno a che vedere con la storia del territorio e con l'architettura tradizionale. Fede e devozione sono un tutt'uno nel popolo di Dio. E le chiese sono sempre state espressione di questo legame. Una volta scissa la fede dalla devozione ed erasa quest'ultima dall'esperienza cristiana, la religione trasformata in pneumatismo, in concetti volatili a mo' di new age cristiana, anche le chiese hanno cominciato a mutare, a perdere identità, a scomparire nel nulla di uno spirito esausto ed intellettualistico.

Perciò se qualche fedele ha ancora "devozione" ovvero è completamente votato alla sua Chiesa, che si opponga pure con gioia alla realizzazione di queste brutture. Come potrebbe infatti il Signore esser lieto di stare in un angolo buio e sperduto, in una vile cassettina, mentre il Suo posto lo usurpano le ingombranti "sedi dei presidenti"? Eppure sappiamo bene nel nostro cuore che Cristo si accontenta anche di un piccolo angolo nella Sua infinita misericordia, ma è davvero questo il modo in cui l'uomo è capace di onorare e ringraziare il Salvatore per il Suo amore infinito?


14 commenti:

Giovanni ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Francescana ha detto...

Oh mamma...dentro è ancora più brutta di fuori...da parte mia mi sono riproposta di non mettere mai piede in orrori del genere...muri bianchi senza una immagine, come neppure gli evangelici sanno fare, tabernacoli sempre più assurdi e sempre più nascosti di lato perchè altrimenti si leva il palco al sacerdote di turno...che squallore...povero Gesù e povera Chiesa.

[il commento precedente era il mio solo che ero con l'accout di mio marito e non me n'ero accorta]

blogger ha detto...

Sono d'accordo con Francescana, parola per parola, tranne forse per il fatto che io il piede in questi orrori ce lo metterei perchè vorrei avere un'idea più precisa dei danni dello tsunami dottrinale-architettonico, caso per caso.
Presenza simbolica di Cristo nel Tabernacolo??? Lo potrebbe sottoscrivere (immagino) qualunque protestante! Ma noi siamo essenzialmente "quelli" della Presenza reale; anzi: reale per antonomasia.
Grazie Francesco per la tua paziente battaglia: ti auguro un progressivo gutta cavat lapidem!
Aurelio

Anonimo ha detto...

Algido, luminoso auditorium. Belle le nervature à la... Nervi nel soffitto,ma tutto quuesto che c'entra con una chiesa?

Anonimo ha detto...

Fermo restando che le chiese quando sono brutte sono brutte e non c’è nessuno che possa dire o affermare il contrario, ma qui sembrerebbe che le si voglia prenderle come pretesto per denigrare le disposizioni scaturite dagli Organismi della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II.
Mi pare che avversare o demolire le chiese moderne e brutte (perché sono o sarebbero tutte orribili) equivalga, o comunque il passo è breve, a denigrare e rigettare tutti i documenti post conciliari, CEI compresa, dato che da quanto si evince sembrerebbe che tutti quei membri del Collegio Episcopale fossero ubriachi quando hanno emesso disposizioni pastorali!
Dai qui è facile dire aboliamo questa blasfema messa in vernacolo fronte al popolo. Diamo pure un bel colpo di spugna a tutto il Concilio e ripartiamo dal 10 ottobre 1962? Oppure, come vorrebbero alcuni altri, riportiamo tutto a prima del Concilio Vaticano I, così accontentiamo più gente. Ma siamo sicuri di accontentare più gente o non sarà invece l’accontentare pochi nostalgici e alcuni sognatori amanti dei pizzi e dei merletti?
Umilmente penso che forse sarebbe meglio fare la volontà del Padre Suo e/o avere gli stessi sentimenti di Cristo!
Siamo tutti poveri operai nella vigna del Signore, cerchiamo di lavorare sodo per guadagnarci la giusta mercede a fine giornata.
Saluti. Giovanni

Francesco Colafemmina ha detto...

caro Giovanni pizzi e merletti non mi interessano. Mi interessa mettere in evidenza l'inconsistenza di queste direttive che oltretutto come ben dimostrato da padre Lang, padre De Meo e padre Bux, non fanno parte delle disposizioni conciliari.

Le chiese sono brutte non solo perchè è brutta certa architettura ma anche e direi quasi soltanto perchè i committenti le vogliono cosi brutte e le norme cui si devono attenere gli architetti sono fuorvianti e non illustrano la verità di fede su cui si basa la progettazione di una chiesa.

Inutile il riduzionismo all'anticonciliarismo. Non sono nè un lefebvriano nè un melloniano. Sono un cattolico del sud cresciuto con una chiara consapevolezza del concetto architettonico di chiesa e non tollero che oggi i novatori ecclesiastici e non vogliano occultarlo o modificarlo in maniera così barbara!

ste ha detto...

sarebbe meglio mandare al macero direttamente la CEI! Sto ancora aspettando che qualcuno mi dimostri la funzione di questo inutile soviet dei vescovi produttore di brutture liturgiche e burocrazia ecclesiale.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Io son nato e cresciuto nei dintorni di Oria, a Manduria, ed ho studiato tra la mia città natale e Francavilla Fontana.
Di orrori del genere non ne ho mai visti. Solo chiese, come la Collegiata di Manduria gotico-romanico-rinascimentale, e tante belle chiese barocche e settecentesche.
Una chiesa come quella di Oria niente ha in comune col paesaggio di questa località arroccata su di una collina, nei campi sotto la quale ho passato le più belle estati della mia fanciullezza, nei pressi dell'aeroporto di Manduria.
Ma anche in questa città la barbarie non ha avuto limiti. Basti pensare che il seicentesco immenso coro di legno intarsiato del '600 della Collegiata fu abbattuto, e sostituito con lunghe panche, per via dei... tarli. Come se non avesero potuto, le autorità ecclesiastiche e civili, provvvedere ad un restauro.
Meno male che non han fatto fuori anche il pulpito, anch'esso secentesco e di legno intarsiato
che la Treccani, s.v. pulpito, pone tra i più significativi d'Italia.
Da anni non scendo più nella mia terra: non per l'età o altri motivi, ma operché non voglio veder ulteriori orrori. Preferisco ricordare l'antica bellezza.

Anonimo ha detto...

L'ambone ha una straordinaria...dignità. Non così il tabernacolo. Buttarla giù sarebbe uno spreco di denaro. Non conosco Oria e non so se vi siano spazi per convegni e concerti. Questo sarebbe perfetto. Basta costruire altrove una chiesa e convertire questo orrendo edificio in "sala pastorale". In fondo, servono anche spazi aggregativi. Peccato che non ci abbiano pensato prima! E intanto, a forza di costruire simili "chiese", convertono i nostri cristiani ad una forma religiosa che non è quella della fede cattolica.

Anonimo ha detto...

oria è una città stupenda, bellissima. una storia antichissima, una diocesi fondata, secondo traditio, dallo stesso san pietro. la chiesa di san barsanofio abbate??? inutile, e vi spiedo perchè! a pochi metri, in linea d'aria, c'è la vecchia parrocchia di san francesco di paola, ora rettoria dopo la consacrazione della nuova chiesa. uno spreco di denaro della cei e della diocesi. io, personalmente, li avrei fatto un luogo di culto per la messa domenicale, se proprio vogliamo viziare i parrocchiani e portargli la messa in casa. un semplice luogo di culto, un salone per la messa. avrei investito tutti quei miliardi in opere parrocchiali, vicino a detto luogo di culto. avrei fatto campetti, sale conferenze, sale per il catechismo. ma ciò non può accadere ad oria dove, e di esempi se ne possono portare centinaia, facciamo sempre cose difficili ... anche da immaginare. e che dire di un famoso blogger oritano che ha taciuto lo smottamento di una collina per costruire la chiesa mentre, e la rete è piena di testimonianze, si occupa di ogni angolo della nostra città dicendo e blaterando mille cose inutili? ma torniamo a noi, alle nostre cose difficili. pensate che anche il nome della chiesa è difficile: parrocchia di san francesco di paola dedicata a san barsanofio. anche al santo egiziano hanno rotto le scatole. per anni lo abbiamo venerato col titolo di ABBATE, in quanto padre spirituale di giovanni ed altri discepoli (abba=padre). poi ad un illuminato monsignore, arciprete in servizio ad oria, è venuta in mente di cambiare il titolo in ANACORETA, ed anche qui qualche illuminato blogger, il medesimo, errando continua a definirlo anacoreta contravvenendo al dettame dell'ANIMUS COMMUNITATIS. tutto ciò, amici cari, per dirvi che è inutile criticare gli oritani per una chiesa inutile e per i connessi errori canonici ... ad oria non rispettano i santi, figuriamoci una norma canonica in materia di edilizia sacra. grazie al gestore di questo blog per lo spazio che ha riservato allo scempio della collina violentata.
oritano ecologista

Franco Arpa ha detto...

Caro ORITANO ECOLOGISTA,
con il permesso del gestore di questo utile interessante blog (che forse tu avrai scoperto grazie proprio ad una delle tante cose inutili che vado blaterando) devo intervenire per fatto personale e assumendone ogni responsabilità dico che sei un grande vigliacco, sicuramente animato da acredine nei confronti di quel "Monsignore" e miei confronti forse perché sei stato oggetto (direttamente o indirettamente) di qualche mio articolo.
Non voglio dilungarmi molto. Voglio solo dirti che forse non è tanto per colpa di un monsignore e di un blogger se San Barsanofio deve essere qualificato come anacoreta e non come abate (o abbate come tu dici). Dal basso della mia ignoranza in materia mi son fatto una precisa idea in merito.
Provate a inserire in google le parole San Barsanofio e vi renderete conto della moltitudine di siti che usano il termine anacoreta.
E poi, caro vigliacco, devo dirti che chiamarlo anacoreta non significherebbe certamente mancargli di rispetto.
Cosa fai tu per alimentare il rispetto di questo ABBATE?
Hai mai segnalato all'amministrazione comunale, come ha fatto il sottoscritto, il fatto strano che a detto Santo è dedicato un periferico viottolo di campagna? Hai mai segnalato che la targa toponomastica era andata distrutta e andava ripristinata?
Circa lo sbancamento di parte di quella collina, avvenuto con tanto di autorizzazioni sia del Comune che della competente Soprintendenza, devo ricordarti che quando ciò è avvenuto io non ero un blogger. Tu invece... cosa avresti fatto contro quello scempio? Una cosa è certa l'unico oritano ad aver pubblicamente scritto qualcosa di critico a proposito della chiesa in argomento sono stato io. Cosa che mi ha procurato degli attacchi personali da parte di soggetti interessati. E cosa hai fatto contro la distruzione della necropoli messapica in area ex conventuale dei Padri Vincenziani avvenuta nel 2002 per far posto ad un campo di calcetto. Io allora non ho saputo nulla, ma quando l'ho scoperto (ahimè ... solo nel 2008) l'ho denunciato pubblicamente e del caso si sono interessati vari organi di stampa anche nazionali come Repubblica.
Ed ancora vorrei dirti che oltre ad essere vigliacco sei anche falso e bugiardo. SI... ripeto.... falso e bugiardo... perché se tu fossi veramente un ecologista in queste settimane avresti fatto sentire la tua voce da cittadino esemplare per opporti a tutto ciò che sta avvenendo a seguito dell'entrata in vigore del servizio raccolta rifiuti differenziata porta a porta. Le campagne sono piene di sacchetti di rifiuti abbandonati da incivili anonimi, si anonimi come te. Come anonimi sono tutti quegli oritani che stanno deturpando ed inquinando l'ambiente abbandonando nelle campagne tanto materiale nocivo come l'amianto-eternit.
Tu sai certamente che fra le MILLE COSE INUTILI (per te .... vigliaccone di infimo ordine) nei giorni scorsi ho denunciato ai Carabinieri la presenza di discariche abusive a cielo aperto (contrade: Danusci, Li Priulari, Scalella, vicino campo sportivo, etc.). Ne hanno parlato molti quotidiani della provincia e siti web. Tanto era inutile quella denuncia che è stata fatta propria da ben 10 consiglieri comunali (tu sicuramente non ti senti rappresentato da nessuno di loro), i quali hanno inoltrato denuncia scritta alla Procura della Repubblica, Prefetto, Provincia, ASL, etc.
(SEGUE)

Franco Arpa ha detto...

(SEGUITO)
Stamattina ho scoperto un'altra discarica di amianto-eternit nei pressi della chiesa della Madonna di Gallana ... pubblicherò le foto entro stasera.... e TU .... vigliaccone... cosa fai?
Cari lettori di questo blog chiedo scusa se ho osato tanto ma era l'unico mezzo per far pervenire un'adeguata risposta a questo essere immondo ... che forse è lo stesso che per mesi mi ha molestato inserendo commenti anonimi offensivi nel mio blog.
Invito tutti voi a leggere qualcosa nel mio blog per constatare di persona se VADO BLATERANDO MILLE COSE INUTILI.
Oria... è una bella cittadina.... con pregi e difetti... come tante altre... il più grande neo è quello di avere fra i suoi residenti soggetti come questo ORITANO ECOLOGISTA che come sport preferito pratica la calunnia da anonimo contro persone come me che lavorano quotidianamente per il bene comune e l'interesse generale.
Questo tizio (non mi meraviglierei) potrebbe avere molto in comune con i soggetti (tutti accomunati dall'essere vicini o strumenti del potere costituito ad Oria) che hanno sporto nei miei confronti ben 4 querele per DIFFAMAZIONE.... per aver io detto la verità sul mio blog.
Saluti a tutti.
Firmato: Cav. Francesco (detto Franco) ARPA, nato e residente, Ispettore Superiore Sostituto Ufficiale di P.S. in congedo, gestore del libero blog: www.arpa-oria.com

DANTE PASTPRELLI ha detto...

Buon Dio, come son feroci questi oritani! San Barsanofio, Abate o anacoreta, insegna loro un linguaggio più caritatevole e civile.
Quando era vescovo mons. Semeraro - parlo della mia fanciullezza e adolescenza, ormai preistoria - Oria era una cittadina semplice e dignitosa, come semplici e dignitosi erano i miei compagni di liceo, i Mazza, i Mangia ecc.

Franco Arpa ha detto...

La comprendo signor Dante. Al suo posto forse anch'io mi sarei scandalizzato, ma ha provato a mettersi nei miei panni?
Il tizio anonimo insinua che io in qualità di BLOGGER avrei taciuto sullo "smottamento" (leggasi: sbancamento) di una collina avvenuto quasi dieci anni fa (non ricordo con esattezza ... poco meno di 10 comunque). Posso provare con dati inconfutabili che sono diventato blogger il 20.01.2008 e che nessun oritano si è mai opposto allo sbancamento di quel pezzo di collina. Io sono stato l'unico ad aver dubitato di taluni aspetti della nuova chiesa. Il signor ECOLOGISTA anonimo qui parla di INUTILITA' ma non ha il coraggio di firmarsi. Perchè? Ciò può essere considerato sinonimo di cittadino "semplice e dignitoso"?
Sempre il tizio anonimo si qualifica ORITANO ECOLOGISTA e non cita un solo esempio di ciò che egli ha fatto o sta facendo in favore dell'ecologia. Io invece riesco a provare attraverso le pagine del mio blog www.arpa-oria.com cosa faccio quotidianamente in difesa dell'ambiente.
Mi creda di vero cuore sig. Dante non ho mai pensato di porgere l'altra guancia.
La invito a visitare il mio blog per rendersi conto di ciò che scrivo. Grazie e chiedo di nuovo scusa se ho utilizzato alcuni termini ruvidi, indirizzati solamente al tizio anonimo.
P.S.: la maggior parte degli oritani sono ancora dignitosi, almeno quelli che non si nascondono dietro l'anonimato!