Ecco nuove sconvolgenti foto dell'iconoclastia in atto ad Oristano. Di seguito vi riporto il testo della mia mail (visto che le mails vanno di moda oggi...) alla Soprintendenza di Cagliari il 28 Agosto scorso e la loro risposta. Evidentemente hanno "soprinteso" molto in questi giorni tanto da consentire che questo scempio andasse avanti...





Mail inviata il 28 Agosto scorso:
Egregia dottoressa Marras,
mi permetto di scriverLe per segnalarLe uno "scempio artistico" in corso ad Oristano in questi giorni. Mi riferisco alle operazioni di "adeguamento liturgico" del presbiterio della Cattedrale di Santa Maria Assunta. L'attività di demolizione dell'altare settecentesco di questa splendida cattedrale sarda è stata giustificata da S.E. l'Arcivescovo come una operazione di ripulitura dello stesso dalle aggiunte subite nel corso dei secoli. Non constando l'esistenza di particolari aggiunte che non siano riconducibili al XVIII secolo, risultando irragionevole lo smembramento di una preziosa opera marmorea che perfettamente armonizzava con l'ambiente dell'intera aula liturgica, ma soprattutto tenendo conto delle molteplici fasi di realizzazione del tempio che impediscono la riscoperta di un momentum originale sotto il profilo stilistico, invito la S.V. a vigilare su tali operazioni (in ottemperanza all'art.12 della legge 121 del 25 Marzo 1985 così come recepita dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio all'art.9) che rischiano di cancellare non solo la funzionalità liturgica dell'intero presbiterio, ma anche l'impianto artistico architettonico della sua concezione.
A tal riguardo mi premuro di allegarLe alla presente una documentazione fotografica dell'altare prima e durante la fase di demolizione. Infatti, nonostante le pubbliche affermazioni di S.E. l'Arcivescovo, l'altare in questione viene in questi giorni smontato e privato degli angeli marmorei laterali, del tabernacolo e del ripiano superiore, insomma viene completamente ridotto ad altro da sè. RingraziandoLa anticipatamente per la Sua attenzione ed in attesa di un Suo riscontro alla presente, porgo i miei più cordiali saluti.
Francesco Colafemmina
Risposta:
La ringrazio per la segnalazione, ho provveduto tempestivamente ad inoltrarla al Soprintendente Ing. Gabriele Tola ed ai funzionari interessati.
Mariangela Marras
mi permetto di scriverLe per segnalarLe uno "scempio artistico" in corso ad Oristano in questi giorni. Mi riferisco alle operazioni di "adeguamento liturgico" del presbiterio della Cattedrale di Santa Maria Assunta. L'attività di demolizione dell'altare settecentesco di questa splendida cattedrale sarda è stata giustificata da S.E. l'Arcivescovo come una operazione di ripulitura dello stesso dalle aggiunte subite nel corso dei secoli. Non constando l'esistenza di particolari aggiunte che non siano riconducibili al XVIII secolo, risultando irragionevole lo smembramento di una preziosa opera marmorea che perfettamente armonizzava con l'ambiente dell'intera aula liturgica, ma soprattutto tenendo conto delle molteplici fasi di realizzazione del tempio che impediscono la riscoperta di un momentum originale sotto il profilo stilistico, invito la S.V. a vigilare su tali operazioni (in ottemperanza all'art.12 della legge 121 del 25 Marzo 1985 così come recepita dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio all'art.9) che rischiano di cancellare non solo la funzionalità liturgica dell'intero presbiterio, ma anche l'impianto artistico architettonico della sua concezione.
A tal riguardo mi premuro di allegarLe alla presente una documentazione fotografica dell'altare prima e durante la fase di demolizione. Infatti, nonostante le pubbliche affermazioni di S.E. l'Arcivescovo, l'altare in questione viene in questi giorni smontato e privato degli angeli marmorei laterali, del tabernacolo e del ripiano superiore, insomma viene completamente ridotto ad altro da sè. RingraziandoLa anticipatamente per la Sua attenzione ed in attesa di un Suo riscontro alla presente, porgo i miei più cordiali saluti.
Francesco Colafemmina
Risposta:
La ringrazio per la segnalazione, ho provveduto tempestivamente ad inoltrarla al Soprintendente Ing. Gabriele Tola ed ai funzionari interessati.
Mariangela Marras


10 commenti:
dalle notizie in mio possesso, fornitemi da amici del posto, la soprintendenza ha autorizzato lo smontaggio dell'altare perché effettivamente i marmi erano legati da diversi perni di materiale ferroso molto intaccati dalla ruggine. L'altare, stando alle autorizzazioni, dovrà essere restaurato e ricomposto com'era e dov'era.
L'Arcivescovo piuttosto installerà nel presbiterio un altare coram populo ed un ambone; non so però in quale materiale verranno realizzati i due nuovi manufatti.
Antonello
La stupidità non ha mai fine. Anche la cattedrale di Cagliari è stata deturpata e privata del suo altare policromo per lasciar posto alla mensa (dove l’arcivescovo ha voluto mettere in evidenza la sua firma di riformatore). Il tabernacolo monumentale in argento è così finito, come messo in un ripostiglio, in una cappella minore, che essendo di passaggio non permette il raccoglimento e sembra in questo modo. Oltretutto la sua sistemazione (poggiato su due semplici e basse colonnine), ne ha ridotto notevolmente il valore e la solennità che aveva quando era posto in cima all’altare del presbiterio. E dire che l’arcivescovo è tradizionalista! Non si capisce come abbia potuto “adeguare” l’altare alla nuova liturgia… mistero della fede?!
Ci voleva pure Oristano a completare lo scempio! Ma i fedeli dove erano quando si procedeva a questa castrazioni!
Giovanni
Dov'erano i fedeli? Lo dico subito.
Il 24 agosto, di sera, è comparsa nel sito della diocesi la notizia di una conferenza stampa, fissata per l'indomani mattina, nella quale vi sarebbe stata la consegna dei lavori di restauro. Il 25 mattina, al termine della conferenza, con tanta solerzia, si è provveduto a smontare la parte superiore dell'altare. Le lamentele son giunte subito, ma avendo fatto tutto in fretta e furia (e quasi di soppiatto) non potevano esser efficaci. Diciamo che i tanti tentativi precedenti annunciati (e più o meno sventati) son stati concretizzati cercando di mantenere un'aura di silenzio.
Questo è un documento del febbraio 2008, all'epoca fu piuttosto contestato, e i punti non furono attuati: http://www.ignaziosanna.com/files/lettera_ai_canonici_02_02_08.pdf
Queste foto pubblicate oggi, in realtà, dovrebbero esser di fine agosto. Già nei primi giorni di settembre il pavimento del presbiterio era stato completamente smantellato (così come la cattedra rimossa e buttata, in due parti, nei pressi del coro... con tanto di impronte "pedestri" sul legno impolverato. Ad oggi è impossibile vedere l'avanzamento dei lavori in quanto campeggia un cartello con scritto (più o meno): "La Cattedrale è chiusa per lavori. Tutte le messe verranno celebrate nella Chiesa del Carmine."
Quanto al messaggio di Antonello, mi giunge notizia che le intenzioni siano diverse. Prima si parlava di arretrare l'altare (come nel documento citato sopra), ma credo sia "impossibile" a meno che non si cementi il sotterraneo. Poi si è parlato di staccare il piano di celebrazione (in modo da far diventare l'altare un "monumento scenico") e costruire una mensa marmorea un metro e mezzo più avanti, così da poterci "girare intorno". Bello, no? No, forse no.
Io non son aggiornato sui moderni metodi di restauro: è previsto l'uso di trapano (vedi foto) e martello per "riportare le cose al loro antico splendore"?
Ai miei tempi si faceva diversamente, chissà!
I miei omaggi,
Le Chevalier d'Herblay
P.S. Caro Giovanni, la ditta restauratrice è la stessa che ha curato il "restauro" del presbiterio della Cattedrale di Cagliari.
I fedeli non sono stati informati per tempo. Anzi, direi quasi che sono stati "male informati". Intanto i tempi in cui hanno orchestrato questo scempio non hanno permesso a nessuno di discutere la faccenda, figuriamoci tentare di impedirla. La notizia dei lavori è arrivata tardi anche sui giornali, con un paio di trafiletti occultati tra un articoletto e l'altro e versioni discordanti sulle motivazioni del restauro. Senza entrare nel merito della questione "adeguamento liturgico", vorrei far presente che l'altare (un altare del settecento, tra i più belli della provincia e forse della regione) è stato descritto come "di nessun pregio artistico" da chi si è adoperato per ridurlo in polvere. Questo ci dice che oltre allo scarso rispetto nei confronti dei fedeli ce n'è stato altrettanto poco nei confronti dell'Arte e della Storia. Ignoranza direi, in entrambi i casi.
La Fère
C'è da dire però che a Cagliari non vi sono stati danni irreparabili, non sono stati aggiunti nuovi arredi nel presbiterio della Cattedrale... anzi, è stata eliminata la mensa mobile e adesso si celebra nuovamente sull'antico altare del XIII secolo... non dico di aver apprezzato particolarmente la spoliazione dell'altar maggiore, però sempre meglio dello scempio che si vuole fare nel duomo di Oristano, o che si è fatto in quasi tutte le chiese antiche in Sardegna.
Mi reputo fortunato che nella mia parrocchia, un parroco lungimirante e fedeli svegli non hanno permesso lo smantellamento dell’altare maggiore seppure non sia di pregio (fine 1800). Si è provveduto a sistemare una mensa semplice e sobria in legno e mobile. L’altare maggiore è diventato, così per così dire, l’altare del Santissimo. Devo dire pure che i tante chiese l’adeguamento è stato operato con gusto e senza rovinare le cose del passato. Tuttavia devo segnalare lo scempio della chiesa di San Mauro in Cagliari dove sono spariti tutti gli altari settecenteschi in marmo policromo, ed ora appare spoglia e disadorna. Ultimamente hanno appeso al soffitto una copia del crocefisso di San Francesco che attira l’attenzione dei fedeli durante la messa soprattutto perché sembra che da un momento all’altro possa precipitare sulla testa del celebrante!
Mi chiedo, ma in quante diocesi esiste la commissione per l’arte sacra? E poi la Sovrintendenza ai Beni dove sta? Una volta impedivano perfino di fare un piccolo restauro, oggi non si sa bene perché permette tutti questi scempi! Che accordo sotterraneo esiste tra Curia e Sovrintendenza? E soprattutto i monumenti sono di loro proprietà che ne fanno ciò che vogliono o sono di tutto il popolo?
Mi piacerebbe chiede all’Arcivescovo di Oristano se ha operato le stesse trasformazioni e scempi nella sua chiesa di provenienza
Giovanni
Sono anni che denuncio questi scempi. Sempre nella provincia di Oristano, in un piccolo paese, nei primi anni ottanta un sindaco, per la sua gloria, volle rifare il pavimento di un’antica Chiesa. La Provincia finanziò l’opera e la Soprintendenza diede il nulla osta. Così l’antico pavimento di pianelle ottagonali di ardesia con inserti quadrati di marmo venne smantellato. Sotto il pavento vennero alla luce le tombe (utilizzate fino alla fine del 1800). A nulla sono valse le denuncie fatto a mezzo stampa e le lettere inviate al Vescovo. In conclusione, le ossa dei defunti finirono nella discarica insieme all’antico pavimento per far risplendere il nuovo, in marmo bianco, vanto e fiore all’occhiello del Sindaco.
Oggi, ho notato che si sta dando mano al restauro di statue e altari lignei di pregio presso restauratori poco professionisti con risultati apparentemente buoni, perché le opere appaiono belle, ma chi le conosceva bene, come il sottoscritto, non può non notare la “trasformazione” o “deturpazione”. Purtroppo di fronte all’ignoranza e alla prepotenza nulla si può fare!
Saluti Giovanni
Qualcuno conosce lo stato attuale del presbiterio della Basilica di Santa Giusta?
cfr. questo link (lettera del n.31 della rivista):
http://www.sardegnantica.com/lettera.asp
Nella basilica di Santa Giusta, sono stati aspostati la balaustra e il pulpito marmorei che nulla avevano a che fare con l'impianto romanico della chiesa. Certo l'arredo attuale non è proprio di buon gusto ne adeguato, si poteva e si può fare di meglio.
Nanni
si potrebbero informare i carabinieri, sporgendo denuncia.
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