venerdì 16 ottobre 2009

ORISTANO: LA CATTEDRALE SENZA ALTARE...




di Francesco Colafemmina

In questo video potrete vedere l'Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione e Beni Culturali, Maria Lucia Baire della Regione Sardegna, mentre osserva la Cattedrale di Oristano privata dell'Altare Maggiore. E' vergognoso che la voce del commentatore (un funzionario della Diocesi) affermi testualmente: "....pertanto l'assenza dell'antico altare marmoreo permette uno sguardo unico e d'insieme, i due spazi risultano uniti e senza soluzione di continuità".

Quali sarebbero i due spazi? Presbiterio e "aula liturgica"? E dov'è scritto che questi due spazi debbano essere uniti? Se il Presbiterio è il luogo sacro per eccellenza, come ribadito dalla presenza delle balaustre, il luogo più vicino al Signore, il resto della chiesa è il luogo dell'adunanza del popolo del Signore. La differenza è necessaria ed imprescindibile per una Religione che crede nell'aldilà e crede che il Regno dei Cieli sia il vero regno di Cristo.

D'altra parte nelle chiese orientali l'Iconostasi è quella "parete ricoperta di icone" che separa ed introduce al luogo Sacro. Non si vede perchè le nostre chiese debbano invece diventare un tutt'uno, insomma un unico luogo nel quale nulla separi l'uomo dal Sacro. Dunque un ambiente umano e non più divino, in cui la partecipazione dell'uomo al Mistero non sia mediata e significata dalla gerarchia degli spazi, bensì in cui essa venga totalmente negata.

D'altra parte oggi le balaustre si vendono su Kijiji, come potete vedere qui sotto (ma i Carabinieri perchè non intervengono?) per 5.500 €!


Chissè che un domani su qualche sito di vendita online non ci troviamo proprio le balaustre della Cattedrale di Oristano. Per ora dobbiamo invece accontentarci dell'ambiguità e della perversa modalità di trasmissione di un chiaro messaggio, manifestata dalla Curia Vescovile: "vedete che bella la Cattedrale senza altare? Non la preferite così? Ha riacquistato respiro, senza quell'inutile altare... per ora lo restauriamo, ma dopo che facciamo? Lo rimettiamo a posto? Non è meglio se utilizziamo solo la sua base a mo' di altare postconciliare? Per ora ci pensiamo... ma che bello questo spazio senza soluzione di continuità!".

17 commenti:

Orsobruno ha detto...

Una parte del Seminario sarà destinata all'erigendo polo museale diocesano...
Che dici, Francesco? Se il biglietto sarà rigorosamente gratuito, le farà 100 visite all'anno?
E fare invece una martellante campagna vocazionale in tutta la diocesi, per riempire il Seminario di seminaristi?
Ragiono troppo all'antica?
Aurelio

Caterina63 ha detto...

Mio marito che si definisce un cattolico non praticante, ma sempre affascinato dell'arte cristiana ha commentato: "è evidente che si vuole cancellare la memoria cattolica liturgica. Fra una decina d'anni o forse qualcosa di più, se nessuno porrò un freno, la chiesa avrà perduto irrimediabilmente la propria memoria artistica..."

personalmente non disprezzo mai le riflessioni di chi, a torto o a ragione, definendosi cattolico non praticante, sa porre in evidenza quello che sta avvenendo...
^__^

Caterina63 ha detto...

Mi soffermo su una notizia allucinante che si sente nel filmato postato....il giornalista dice che parte del seminario sarà strutturato A MUSEO....

un seminario tridentino del '700 dalla cui mole si percepisce quanto dovesse essere PIENO...e quanto oggi sia miseramente VUOTO tanto da farne...UN MUSEO, pare di sentire le parole di Cristo:
“Non accumulate tesori sulla Terra… ma accumulate tesori nel Cielo… perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Matteo, 6:19-21). Questa è una delle più importanti affermazioni del Suo Insegnamento...specialmente in questo Anno Sacerdotale...e la trasformazione di un seminario in un museo non predice nulla di cielo...

Caterina63 ha detto...

P.S.
l'altare Maggiore, se verrà davvero ristrutturato, finirà sicuramente in questo museo...

e sarà come mettere Cristo dentro un museo...

Guardia Svizzera ha detto...

Quel vostro vescovo che (risibilmente ) parla abitualmente in romanesco fa ridere.

Anonimo ha detto...

Sabato prossimo, tornando nel mio villaggio, mi fermerò a visitare la cattedrale di Oristano e verificare di persona se i lavori sono stati deturpanti o no.
Mi sembra strano però che i vescovi precedenti non abbiano toccato nulla.
Dato che l’impresa che ha seguito i lavori di adeguamento pare sia la stessa che ha eseguito quelli della cattedrale di Cagliari… me la temo…

Giovanni

(p.s.: per quanto rigurda chi auspica di riempire i seminari, non c'è altra via che fare figli e pregare perchè abbiano la vocazione. In preti non si fanno per nostra volontà. Noi siamo otto, di cui un prete e una suora, di più non è stato possibile...)
Giovanni

Orsobruno ha detto...

Fantastico!
Allora sacrifichiamo un'intera ala del Seminario per farne un polo museale diocesano... ma chiamarlo museo non era lo stesso? A morte il curialese!
Poi, questo imperdibile museo sarà visitato da 50 vecchi barbogi l'anno, buona parte dei quali perirà nel corso della visita, per lo straordinario interesse.
E parte del Seminario sarà persa per sempre: perchè non solo noi non abbiamo né fede né zelo, ma siamo pronti a scommettere che anche i pastori e le generazioni future non avranno né fede né zelo.
Ma voi aspettate solo che un vescovo come Schuster faccia 2 o 3 giri di visite pastorali alle parrocchie e vedrete come voleranno a gambe all'aria gli umani ragionamenti.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Lui fa ridere, Guardia, ma gli effetti della sua insipienza fan piangere.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Lui fa ridere, Guardia, ma gli effetti della sua insipienza fan piangere.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Mi dispiace di aver postato due volte, ma il testo non partiva.

Caterina63 ha detto...

Caro Giovanni....non mancano i figli, manca la spinta alla preghiera IN FAMIGLIA e manca la sacralità nelle Parrocchie...

Come soleva ripetere santa Teresina del Bambin Gesù, essendo anch'io una donna, faccio mie le sue parole da una vita: (parafrasando) vorrei avere cento vite e cento volte nascere uomo per diventare SACERDOTE, ma così è piaciuto al Buon Dio e allora poichè ho una vita sola e sono donna, LA DEDICO A LUI SOLO ma offrendomi per i Sacerdoti...
^__^

Conosco i dati di una mia ex parrocchia....circa 5mila parrocchiani ergo non tanto piccola...ha sfornato in dieci anni UNA SOLA VOCAZIONE...il sacerdote si lamenta, però continua a fare la Messa della domenica con i cartelloni sull'altare, con la cinepresa (si ancora fino a questa estate perchè non sono più di li), NON è MAI presente all'adorazione del Primo Venerdì del mese...assolve i divorziati e ai risposati da la comunione...NON DICE MAI IL ROSARIO CON IL GRUPPO dedito a questo che si è talmente assottigliato che pur proponendo di portarci il gruppo dei giovani ha risposto: "cheeeee? il rosario? MA CHE VUOI FARLI SCAPPARE TUTTI?"

e allora...se il Rosario, per lui, fa scappare i giovani, non ci lamentiamo poi che mancano le vocazioni perchè qui non è un problema solo di figli, ma come vengono cresciuti e a cosa li si educa...se in Parrocchia NON vengono educato ed avviati AL SENSO DEL SACRO....se non viene sottolineata la differenza fra il sacerdote e il laico o il diacono, perchè un giovane dovrebbe sentirsi portato al sacerdozio quando può comodamente stare in parrocchia con la propria fidanzata e fare quello che vuole ed esercitare la sua creatività nelle messe?

eh!

Fabrizio ha detto...

Credo che lo spazio unito senza soluzione di continuità si riferisca al presbiterio e al retrostante coro che, come nell'assetto post tridentino, rimane nascosto dalla mole dell'altare. Comunque se al cronista piace tanto (e non solo al cronista), può sempre fare visita ad una moschea, e magari rimanerci....lì certo non troverà soluzioni di continuità nello spazio unitario.....anzi, non troverà quasi nulla a parte una nicchia vuota in fondo......

Anonimo ha detto...

A sentire certe realtà, mi convinco sempre di più che ho avuto un parroco come si deve. La mia parrocchia poco più di 2000 anime ha sfornato un arcivescovo, quattro Sacerdoti secolari, di cui una vocazione adulta, e due Sacerdoti francescani, un Diacono, tre Ministri della Comunione e decine di Suore missionarie e di clausura. Pertanto non credo che siano i cartelloni o le telecamere che allontano la gente… ma quei sacerdoti che non fanno il loro dovere di annunciare il Vangelo.
A volte certe eventi però lasciano sgomenti: Vicino alla parrocchia avevamo (c’è tuttora ma vuoto e abbandonato) il magnifico seminario regionale centro non solo di preparazione dei chierici ma centro culturale per tutto l’entroterra.
Il Seminario, che ospitava anche la Pontificia Facoltà Teologica, si sviluppò fino al 1971, quando i Gesuiti rinunciarono alla sua gestione e l'istituzione fu trasferita in città. Fu venduto, contro il parere negativo di migliaia di fedeli, dal Vaticano all’ente Regione per pochi milioni di lire. Progettato nel 1925 dall'ingegnere Giuseppe Momo (autore dei Seminari Regionali di Assisi, Fano e Molfetta), l'edificio fu inaugurato nel 1927 e si sviluppa su tre piani in quattro corpi disposti a quadrilatero, su un cortile centrale porticato, al quali si addossa la cappella sul versante O.
La torre campanaria del Seminario si distingue dalla massa compatta dell'edificio per il particolare coronamento a cuspide con cinque guglie. Tutta la serie di fabbricati presenta forme neoromaniche, riferibili alle numerose architetture medioevali della regione, anche negli interni. Questi comprendono ampie e luminosissime aule scolastiche, una grande biblioteca, un gabinetto di fisica, un laboratorio di chimica terreno, l'aula magna con soffitto a cassettoni, e la magnifica cappella. Quest'ultima ha muri in bicromia, con travi a vista, ed è decorata a motivi geometriche. Le strutture murarie sono interamente realizzate in andesite e basalto, trattati a bugnato. Ora, a distanza di circa 40 anni hanno capito di aver ceduto un gioiello di architettura realizzato in tempo record (due anni!), immerso nel verde e che guarda il mare!
Che volgiamo fare? Ognuno ha i preti che si merita! E anche quando fossero cattivi bisogna pregare anche per loro!
Giovanni

Anonimo ha detto...

Anche nella cattedrale di Reggio Emilia è appena stato rimosso l'altare maggiore in seguito all'adeguamento liturgico.

Caterina63 ha detto...

Anonimo ha detto...

Pertanto non credo che siano i cartelloni o le telecamere che allontano la gente… ma quei sacerdoti che non fanno il loro dovere di annunciare il Vangelo.

Che volgiamo fare? Ognuno ha i preti che si merita! E anche quando fossero cattivi bisogna pregare anche per loro!
Giovanni

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1) non si tratta di preti "cattivi", anzi, spesse volte trattasi di preti di buona volontà ma purtroppo DISorientati e proiettati al come INVENTARSI E AL COSA INVENTARSI per riempire la propria chiesa, dimenticandosi della parte spirituale che non si fonda sulla quantità, ma sulla qualità delle singole persone...

2) non si tratta di cartelloni è vero, ma solitamente chi usa la Messa della domenica come una sorta di teatro, si porta dietro una deformazione dottrinale che produce contestazioni (leggasi la questione divorziati-risposati), allontanamento DAL SENSO DEL SACRO...allontanamento dalla Confessione con tutto ciò che questo comporta....
Certo, mai generalizzare, ma gli esempi riportati non sono inventati...

3) si parlava di VOCAZIONI...conosco invero altre realtà che generosamente hanno dato e da ciò che ho potuto vedere esse vengono a seguito della Preghiera assidua, attraverso la supplica davanti al Santissimo, con il Rosario...attraverso grandi rinuncie...

4) è sotto gli occhi di tutti e dalle Note riportate dalla Visita apostolica presso gli Istituti religiosi femminili in America....che quegli Ordini che hanno abbracciato la falsa interpretazione del Concilio, modificando perfino l'abito e in molti casi TOGLIENDOLO, ABOLENDOLO... STANNO LETTERALMENTE MORENDO...al contrario, sottolinea la Nota, c'è una fioritura verso gli Ordini femminili religiosi che si sono mantenuti fedeli al senso della continuità con la Tradizione...

Basti poi seguire con attenzione la Riforma di Benedetto XVI per comprendere che quanto sta facendo porterà molti frutti ed io credo soprattutto in VOCAZIONI...
Il problema non è dunque solo nei figli nel farli e nel darli...occorre che questi ragazzi TROVINO L'AMBIENTE CORRETTO...e il Papa glielo sta facendo trovare...
questo volevo sottolineare e non altro...

CaterinaLD

Anonimo ha detto...

Si certo, Caterina, i ragazzi devono trovare un AMBIENTE CORRETTO. Ma questo ambiente corretto lo devono trovare prima di tutto nell’ambito familiare. Quante famiglie oggi insegnano ai propri figli a farsi il segno della croce?... (mia madre quando ci metteva a letto recitava le preghiere insieme a noi fratelli… Oggi chi lo fa più?). Il Papa potrà impegnarsi anche molto di più ma se in casa poi… facciamo i nostri comodi…
Quanti sono quelli che oggi ascoltano e mettono in pratica gli insegnamenti del Santo Padre?
Siamo abituati a delegare gli altri all’educazione dei nostri figli e spesso si delega ad occhi chiusi… Non sono gli “altri” (Papi, parroci, insegnanti, riforme o controriforme, ecc.) che devono fare, ma la famiglia!
Dalla famiglia dunque, piccola chiesa domestica, deve partire l’educazione cristiana e deve essere un’educazione più che robusta, perché quando i ragazzi andranno a scontrarsi con il mondo della scuola, di internet, della televisione che, più potenti della famiglia propongono/impongono “altra educazione…”, sappiano resistere alle facili e allettanti tentazioni che questi offrono.
Certo non è semplice ne facile barcamenarsi in questa nostra società, anche dentro la Chiesa non è facile capire quale sia la strada giusta da seguire in mezzo a mille tendenze e gruppi spesso uno contro l’altro…
Tuttavia se non si torna alla formazione in famiglia (preghiera, esempio di vita cristiana vissuta nella solidarietà, nella tolleranza, nella condivisione, ecc.) abbiamo voglia di sperare che la nostra società migliori e dia buoni cristiani e santi sacerdoti.
Come sottolinei tu Caterina ci vuole Preghiera assidua anche ...attraverso grandi rinuncie...
Se perdiamo il Punto di Riferimento Principale, Gesù Cristo, ci resta solo l’effimero mondo del dell’apparenza, del virtuale, del nulla!
Giovanni

Caterina63 ha detto...

Anonimo ha detto...
Ma questo ambiente corretto lo devono trovare prima di tutto nell’ambito familiare.


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perfettamente d'accordo, ma quando la parrocchia, trovandosi davanti gran parte delle famiglie separate, divorziate e risposate, invece di aiutare i giovani a scoprire il lato sacramentale e sacrale della vita, li sostengono dando ragione alle singole storie e non parlando più di peccato, non parlando più di conversione, non parlando più di PENITENZA, DIGIUNO E PREGHIERA....dove possono attingere ancora alle verità della fede a tal punto da capire se magari sono essi stessi ad essere CHIAMATI per una missione più grande nel sacerdozio?
;-)

Quante Famiglie oggi sono in grado di aiutare in tal senso questi figli?
Vuoi per le famiglie ALLARGATE....vuoi perchè lavorano entrambi e i figli crescono dalle tate...rimane solo la parrocchia, ma se in questa ci si è adeguati alle mode deti tempi, che cosa ne può scaturire fuori?


E' indiscutibile che il primo approccio è e rimane la Famiglia...ma fino a quando non si aiuterà la Famiglia attraverso proprio la Parrocchia e il parroco, attenti NON alle mode, ma alla perdita del senso del sacro, sarà difficile riportare il tutto in un equilibrio atto a suscitare interessi SANTI dai quali far scaturire le vocazioni...

Il Sacerdote e il genitore, infatti, sono due vocazioni diverse ma prettamente collegate anzi, legate fra loro:
i sacerdoti con i Sacramenti alimentano le Famiglie....e dalle Famiglie SE BEN ALIMENTATE, scaturiscono nuove vocazioni per il domani....
Che per anni abbiamo avuto alimenti avvelenati lo ha denunciato lo stesso Benedetto XVI che non per caso ha indetto l'Anno Sacerdotale non per attirare semplicemente nuove vocazioni, ma soprattutto PER AIUTARE I SACERDOTI DI OGGI a ritrovare la propria identità perduta...e da qui ricominciare, ripartire nelle parrocchie si ma soprattutto NELLE FAMIGLIE...
senza sacerdoti santi non avremo nulla...al di la delle eccezioni che Dio consente per darci sempre speranza..

Non a caso abbiamo come modello il Santo Curato d'Ars....
^__^

Non scoraggiamoci mai, delle volte il Signore manda anche periodi di siccità per evitare lo stagnamento delle nostre anime...

Fraternamente CaterinaLD