mercoledì 14 ottobre 2009

QUANDO IL PAPA VA IN SINAGOGA...

di Francesco Colafemmina

Questa lobby ha assunto sempre più toni prepotenti ed una evidente supremazia suasoria e minatoria sulla Santa Sede, tanto che ormai, al fine di rimarcare la bontà intrinseca dell'esser cristiani, è diventato opportuno affermare costantemente l'intolleranza nei riguardi di antisemitismo, negazionismo e riduzionismo. Insomma il male magno dell'essere umano sembra essersi condensato in questi concetti enormi che racchiudono l'essenza dei rapporti fra mondo ebraico e restante umanità. Lasciando stare il negazionismo ed il riduzionismo, concentriamoci sul primo e onnipervasivo elemento, l'antisemitismo. Cos'è dunque l'antisemitismo? Ripeschiamo la dichiarazione internazionale dell'OCSE che definisce così l'antisemitismo:

“l’antisemitismo è un certo modo di vedere gli ebrei, che può essere definito odio nei confronti degli ebrei. Le manifestazioni fisiche e retoriche dell’antisemitismo sono dirette a soggetti ebrei e non ebrei e/o alle loro proprietà, alle istituzioni della comunità ebraica e alle strutture religiose"

Che vuol dire? Tutto e il contrario di tutto!

In una spiegazione dettagliata della cosiddetta "working definition of Anti-semitism" il quotidiano Haaretz riportava nel 2007 le seguenti esemplificazioni concettuali:

a)Invocare, aiutare, o giustificare l'uccidere od il nuocere agli Ebrei in nome di un'ideologia radicale o di una visione estremista della religione;
b)Rivolgere accuse false, disumanizzanti, demonizzanti o stereotipiche sugli Ebrei in sé o sul potere degli Ebrei come collettivo - tra cui, ma non solo, il mito di un complotto ebraico globale o del fatto che gli Ebrei controllerebbero i media, l'economia, il governo, od altre istituzioni sociali;
c)Accusare gli Ebrei come popolo di essere responsabili di torti reali od immaginari commessi da un singolo ebreo o da un singolo gruppo di Ebrei, o addirittura di atti commessi da non-Ebrei;
d) Negare il fatto, la portata, i meccanismi (per esempio, le camere a gas) o l'intento del genocidio del popolo ebraico da parte della Germania nazionalsocialista e dei suoi sostenitori durante la Seconda Guerra Mondiale (negazione dell'olocausto);
e) Accusare gli Ebrei come popolo, od Israele come stato, di aver inventato od esagerato l'Olocausto;
f) Accusare i cittadini ebrei di essere più leali ad Israele, od alle asserite priorità degli Ebrei del mondo, che agli interessi dei loro propri paesi.
Esempi del modo in cui l'antisemitismo si manifesta a proposito dello stato d'Israele comprendono:
a) Negare al popolo ebraico il diritto all'autodeterminazione, per esempio sostenendo che l'esistenza di uno stato d'Israele è un'impresa razzista;
b) Applicare un doppio standard, esigendo che Israele si comporti in una maniera che non ci si aspetta e non si pretende da nessun altro paese democratico;
c) Usare i simboli e le immagini associate con l'antisemitismo classico (per esempio, l'affermazione che gli Ebrei hanno ucciso Gesù, oppure l'accusa del sangue) per caratterizzare Israele o gli Israeliani;
d) Tracciare confronti tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti;
e) Ritenere gli Ebrei collettivamente responsabili per le azioni dello stato d'Israele.


Ora, una volta precisato che le accuse razziali o collettive sono delle enormi e bestiali aberrazioni perchè tutti gli uomini sono uguali e non esistono differenze di razza o religione che possano giustificare violenza alcuna o riduzione di libertà e di diritti e nemmeno il minimo disprezzo o sospetto per gruppi umani o individui caratterizzati da una appartenenza religiosa; una volta precisato ciò siamo costretti a dover guardare la realtà che è tutt'altra.
L'ebraismo ortodosso ritiene infatti che l'ebraicità sia trasmissibile solo per via matrilineare. Generalmente l'ebraismo trasmesso per via paterna è considerata una moda dell' "ebraismo riformato" (una sorta di versione protestante dell'ebraismo). Questa idea che l'appartenenza al popolo eletto sia trasmissibile attraverso la madre, dunque attraverso la carne, implica una netta separazione fra ebrei e non ebrei. L'ebraismo è trasmesso per via del sangue che dalla madre passa al figlio. Questo principio religioso è compatibile con il principio di "uguaglianza" di tutti gli esseri umani e della assenza di differenze razziali o religiose o sessuali, nella considerazione dei diritti dell'uomo? D'altra parte la stessa acquisizione della cittadinanza israeliana dipende dalla nascita da una madre ed un padre ebrei (in questo caso è valida anche la paternità ebraica): ancora una volta una questione di discendenza, di sangue e di religione. Tanto che persino i cosiddetti Ebrei Messianici (coloro che credono che Gesù sia il Messia) non hanno diritto alla cittadinanza israeliana.

Per dirla in altri termini: l'ebraismo precede o segue l'umanità? Si è pertanto prima ebrei e poi, in secondo grado, esseri umani?

Generalmente le risposte in questo caso sono ambigue o vagamente denigratorie di colui che le pone. Tuttavia è innegabile che questo sia il centro da cui si diramano le varie quaestiones ebraiche che finiscono per coinvolgere direttamente la Chiesa Cattolica.

Come si è visto infatti ricade nel concetto di antisemitismo anche l'accusa rivolta al popolo ebraico di essere "popolo deicida". Appigliandosi a questo aspetto fondamentale le lobbies ebraiche rivendicano pertanto diritti ed ingerenze costanti negli affari interni della Chiesa, controllano e censurano dichiarazioni ed atti papali (dal motu proprio Summorum Pontificum, alla causa di beatificazione di Pio XII), gestiscono potenti carrozzoni dell'ecumenismo decadente e posticcio, promuovono pretesi eventi riconciliatori che in raltà si rivelano puri e semplici atti di kolakeia politico religiosa da parte del mondo cattolico.

Sin dal 2005 abbiamo visto Sua Santità Benedetto XVI entrare in numerose sinagoghe, visitare Aushwitz, lo Yad Vashem, incontrare innumerevoli delegazioni ebraiche a partire da quelle capitanate dai due rabbini capi di Israele, per finire con quelle della massoneria ebraica internazionale (il B'nai B'rith). Quasi a settimane alterne il Santo Padre lancia moniti riguardo la Shoa e l'antisemitismo, pressato da un potente apparato mediatico pronto a fargli scontare costantemente la sua nazionalità tedesca come una vera e propria condanna. Insomma, tutto appare e finalmente è concepito come una costante esecuzione di atti riparatori da parte della Chiesa Cattolica nei confronti dell'Ebraismo. Ma cosa dovremmo riparare? Forse che l'identità cristiana è per gli Ebrei già sintomo di antisemitismo in nuce, poiché la fede in Cristo dovrebbe implicitamente racchiudere l'odio antiebraico o meglio - secondo la sua definizione tipica - l'odio antigiudaico?

E' dunque fondamentale porsi una domanda: ma perchè dopo tanti e tanti anni di visite papali in sinagoghe non possiamo vedere mai un rabbino visitare una chiesa cattolica? Perché dovrebbe essere sempre il Papa a recarsi in Sinagoga, suscitando l'ammirazione di mezzo mondo, mentre i rabbini possono tuttalpiù essere ricevuti nel Palazzo Apostolico, ma mai in San Pietro?
Chi crede nel mondo che la religione ebraica e l'ebraismo siano minacciati? Chi può pensare che gli ebrei di questa terra abbiano gravi difficoltà di sopravvivenza, proprio oggi che si spinge per definire Israele primo "stato ebraico" della storia? Perchè dunque questo continuo e ripetitivo ossequio dell'ebraismo mondiale da parte della Chiesa Cattolica? E perchè il Santo Padre deve esser messo nelle condizioni di ribadire costantemente le proprie chiare e note posizioni riguardo alla Shoah ed all'antisemitismo?

Sebbene siano passati 60 anni da quella immane tragedia della Shoah, la costante iterazione di appelli, cerimonie, inchini, manifestazioni di "ricordo", unita al progressivo indottrinamento delle masse, fa pensare che quella tragedia stia per ripetersi fra poco e che bisogna attivarsi per scongiurarla. Se qualcuno crede che questo rischio sia connesso alle minacce iraniane (e varie altre speculazioni militar politiche del Medio Oriente) allora perchè deve indottrinare l'Occidente? Perchè la Shoah non viene insegnata al mondo islamico?
D'altra parte salta agli occhi di tutti la stretta ed indissolubile connessione fra le azioni dello Stato di Israele e l'attivismo ebraico mondiale. Perchè antiisraelismo ed antisemitismo spesso finiscono per coincidere data la loro interconnessione logica e fattuale. Ma non è questo il luogo per parlare di politica.
Mi interessa invece ribadire il profondo disagio che da cattolico provo nel vedere questo tipo di propaganda a senso unico: osanna e alleluia se il Papa va in sinagoga, ma nemmeno un minimo accenno di un rabbino che vada in una chiesa! Anzi, le chiese al massimo i cattolici le cedono per farne sinagoghe! Perchè?

Perchè gli uomini di oggi devono scontare presunte colpe del passato?
Perchè i cattolici di oggi devono sentirsi responsabili morali della Shoah e dell'antisemitismo? Forse che le colpe dei padri ricadono sui figli? Forse viviamo nella Grecia mitologica, quando le colpe di Atreo ricadevano sino ad Oreste? Pure, anche in quel caso, l'intervento divino o lo sconto umano della colpa atavica ponevano le premesse per un nuovo inizio. Invece in questo continuo incensamento del popolo ebraico e nella pedante rievocazione delle nostre presunte, implicite e diffuse colpe, non si vede neppure il riverbero dell'alba di un nuovo giorno. No.

Se si trattasse di stabilire un rapporto di reciproco rispetto fra religioni che nascono da un comune ceppo storico, allora il criterio di questo rispetto dovrebbe essere quello della reciprocità e della non ingerenza. Invece qui funziona tutto al contrario: ingerenza e univocità da parte ebraica connotano ogni tipo di azione della controparte cristiana e cattolica in particolare. E questo è un fenomeno costante e palese il cui obiettivo ci è apparentemente ignoto. Eppure l'equazione cristianesimo = causa primaria di antisemitismo ci dovrebbe indurre a credere che il cristianesimo dovrebbe purgarsi della contrapposizione strutturale con l'ebraismo, altrimenti continuerebbe soltanto a propagare nel mondo la peste dell'antisemitismo...

Effettivamente molteplici associazioni e gruppi di pressione ebraici promuovono una sorta di rivisitazione del Nuovo Testamento affinchè vengano espunti certi passi antisemiti (soprattutto a loro dire contenuti nelle lettere di San Paolo)
. Dunque è nella stessa identità della Chiesa, nel "cuore di tutte le Scritture" ad esser messo sotto accusa il cristrianesimo.
Inoltre l'assenza di un riferimento univoco dell'ebraismo mondiale o regionale, dato che l'ebraismo come l'islamismo non riconosce un'autorità suprema con la quale rapportarsi, costituisce un elemento di grande dispersione delle energie cattoliche. Con chi dialogare e come dialogare diventano domande fondamentali.

Purtroppo, però, è evidente che questo tipo di dialogo si fonda su premesse erronee. Come dialogare con chi mette in discussione la radice stessa della "Nuova ed eterna Alleanza"? Forse snaturando l'autentica Verità della fede che si è tramandata dai tempi degli Apostoli (che - per inciso - erano tutti ebrei)?

A quest'ultima domanda non è dato rispondere. Certo è che ancora una volta un Papa varcherà la soglia di una sinagoga, con tanto di rituali parareligiosi a far da corollario all'incontro. Sarà giusto pertanto chiedere a gran voce che un nutrito gruppo di rabbini si possa recare dal Papa in San Pietro per partecipare ad una Santa Messa Cantata? Una Messa val più di tutte le cerimonie e i dialoghi da quattro soldi che vengono politicamente sbandierati quali vie per la riconciliazione (sic!) ed il rispetto reciproco.

Nella Santa Messa l'Olocausto perfetto viene offerto in remissione dei peccati dell'uomo (cristiano o ebreo che sia). Non è forse la Messa il più potente Sacrificio Espiatorio? E' Sacrificio Espiatorio non solo dei peccati dei cristiani, bensì dei peccati dell'intera umanità! Non è questo rito l'essenza stessa dell'amore fra gli uomini illuminato dall'amore di Dio che per amore verso la Sua creatura si è sacrificato sino alla morte? Evidentemente siamo immersi in un mondo di vacue e ridondanti chiacchiere. Perciò, in conclusione, lasciamo la parola a San Paolo affinchè dalle chiacchiere si possa passare al Vero Logos:

"Poiché l'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. 15Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. 16Cosicché ormai noi non conosciamo più nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così. 17Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. 18Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. 19È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. 20Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. 21Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio." (II Cor. V, 14-21)

15 commenti:

mic ha detto...

se noi, dopo sessant'anni e sembra per tutta l'eternità dovremmo continuare a scontare le disumane aberrazioni del nazismo, perché poi si offendono se qualcuno li accusa di deicidio?

C'è comunque una differenza:
-l'accusa di deicidio è giusta, perché Gesù è stato condannato dal Sinedrio ma nessun cristiano pensa che gli ebrei di oggi ne siano responsabili; se la vedono loro col Signore per il fatto che non lo riconoscono.
-l'accusa di sterminio perpetuata per i secoli e rivolta ai cristiani e l'anatema per chi non assume lo sterminio come dogma di fede è FALSA perché la responsabilità dei fatti è di una ideologia malsana a suo tempo vinta e da estirpare dal mondo, mentre non esiste nessun dogma di fede, ma terribili fatti storici.

Il vero olocausto, per noi e per i molti che lo accolgono, è quello del Signore Gesù

l'atteggiamento calabraghe della Chiesa e i rischi di giudaizzazione del cristianesimo non li capisco e mi ripugnano

Nicola ha detto...

C'è poco da fare: la lobby ebraica è potente, potentissima, mentre la Chiesa Cattolica è debole, debolissima, e per di più, in grave crisi. Tutto quello che denunci lo condivido a pieno caro Francesco, così come molti cattolici, che, almeno credo e spero, si sono stancati di vedere la Santa Romana Chiesa oltraggiata e servile verso i nostri nemici. Sì, perchè mentre noi non possiamo nemmeno pregare per la loro conversione (antisemiti!), loro ci odiano e ci insultano (leggere il Talmud o qualche particolare preghiera o usanza ebraica). E' ora di finirla, ma a denunciare queste cose si rischia la morte sociale o penale, date le leggi in vigore: ne sà qualcosa il dott. Finklenstein, ebreo che ha denunciato lo sfruttamento dell'olocausto a fini politici ed economici, ma che è finito ben presto senza lavoro. Leggete il suo bellissimo libro, "L'industria dell'Olocausto". Per non parlare di Toaff, figlio del ex rabbino di Roma, che per il suo libro "Pasque di sangue", in cui considerava veritiera in alcuni ambienti ebraici l'accusa di "omicidio rituale", è stato convocato dalla Knesset, il Parl. israeliano, per rispondere delle ssue tesi (!!!). Il libro è stato subito ritirato ed ora è in commercio in una versione riveduta (lo consiglio lo stesso come lettura). Insomma, occorre stare attenti a quel che si dice.

Anonimo ha detto...

Non condivido assolutamente queste valutazioni. Di fronte al dilagare di tendenze negazioniste, neonaziste, antisemite e di destra la Chiesa ha il dovere di reagire e di riesprimere la propria solidarietà col popolo ebraico, la cui alleanza con Dio non è mai stata revocata (anche se per noi cristiani è stata arricchita e completata dalla seconda alleanza).
Giustamente Giovanni Paolo II chiese perdono per i crimini compiuti da cristiani contro gli ebrei: non dimentichiamo i massacri compiuti all'epoca delle Crociate, l'espulsione degli ebrei spagnoli dopo il 1492 e i crimini commessi dall'Inquisizione spagnola.

Lore ha detto...

"In una spiegazione dettagliata della cosiddetta "working definition of Anti-semitism" il quotidiano Haaretz riportava nel 2007 le seguenti esemplificazioni concettuali:"

g) Starnutire verso Gerusalemme.
h) Le barzellette sugli ebrei, specie se anche carabinieri.
i) Essere ulivi piantati troppo vicino a Sion.

P.S.: Anonimo, studia storia. Ma su libri buoni ;).

gandalf57 ha detto...

LA DOTTRINA DELLA SOSTITUZIONE E' FONDATA SULLA SCRITTURA E SUL CONSENSO UNANIME DEI PADRI DELLA CHIESA

Gli apostoli e Maria SS. erano ebrei quanto al sangue, ma cristiani quanto alla fede. L’opposizione non è tra fede cristiana e stirpe ebraica, ma tra la fede in Gesù Messia-Figlio di Dio e la fede talmudica per la quale Gesù non è né il Messia né Dio. Nella condanna a morte di Gesù è implicata la comunità religiosa di Israele e non il popolo ebraico. Anzi la stirpe ebraica, a partire dal venerdì santo, si trova scisso in due parti: il “piccolo resto” che ha dato origine alla Chiesa e la parte che non ha accettato il Cristo ed ha dato origine al giudaismo talmudico, causa efficiente della morte di Gesù.

Il Popolo Eletto non è quindi mai venuto meno, ma ha mantenuto la sua continuità e la sua attualità da Abramo a Mosè, da Mosè a Cristo e da Cristo alla Chiesa, tuttavia negli ultimi tempi si è insinuata e poi affermata la strana idea che esso conviva contemporaneamente nella Chiesa e nella superstizione giudaica.

Si è affermata cioè la contraddizione che costituiscano il Popolo Eletto sia la Chiesa sia coloro che negano la Chiesa.
Vero è che oggi pratichiamo bellamente qualsivoglia contraddizione, senza minimamente preoccuparci dell’assurdità di tale stato di cose, ma non per questo ci si può semplicemente arrendere facendo violenza all’intelligenza umana e alla Verità.

Il dogma da confermare invece è questo: che la Chiesa sostituisce sulla via dello spirito un popolo che a questa via divina ha preferito quella carnale; a un Re virtuoso nel soffocamento del proprio Io ha preferito Cesare, cioè un re con un Io che lo fece padrone di tutta la Terra. È cosí che anche san Tommaso illustra la dottrina, tanto da affermare, in lezioni oggi facilmente dimenticate, che i seguaci di Cristo possono ben dirsi più ebrei degli stessi ebrei (cfr. Expositio super Joannem, cap. XIX, lectio III).

E’ possibile sostenere che per duemila anni la Chiesa abbia sempre sbagliato nel considerare gli Ebrei come il popolo che ha rigettato Dio?
Ed è possibile accettare la incredibile opinione moderna per la quale chi segue l’insegnamento del Cristo sia il fratello minore di chi invece ha ritenuto di crocifiggere il Cristo e ancora ritiene che il Cristo non sia il Messia?

E’ chiaro che si tratta solo di un falso problema sorto in seguito al trattamento subito dagli Ebrei in Europa tra le due guerre: senza questo precedente non ci sarebbero stati né il vittimismo ebraico né la moderna ipocrisia cattolica.
La pietà e l’aiuto per gli Ebrei perseguitati che la Chiesa e i cattolici hanno sempre praticato da secoli, oggi si pretende trasformarli in enunciati dottrinali, stravolgendo il millenario insegnamento dei Padri. E gli Ebrei ne hanno talmente approfittato da far pensare che l’assillo con cui gli ebrei oggi in tutti i modi cercano di accaparrarsi il concetto di shoah, di olocausto, sia dovuto al perseguimento di un fine ben determinato: togliere a Gesù di Nazareth la sua specificità di unica grande Vittima, addossandola a sé. Dimostrerebbero così, potentemente, la propria messianicità di “Popolo unto”

DANTE PASTORELLI ha detto...

Per le responsabilità del popolo ebraico (rappresentato dalle autorità che detenevano la sua rappresentanza e dalla folla inferocita che gridava "il suo sangue ricada sud di noi e sui nostri figli") e per tutti i problemi connessi al problema si veda in internet il saggio di mons. Brunero Gherardini "Sugli ebrei così, serenamente"). Una trattazione articolata e approfondita secondo la sana esegesi, che oggi si può leggere anche nel volume edito da Fede e Cultura "Quale accordo tra Cristo e Beliar?"

Caterina63 ha detto...

...caro Francesco, non so se e quanto sia utile, ma vorrei far notare che il primo annuncio della visita del Papa alla sinagoga fu dato in primavera ed era previsto per questo Ottobre....
come mai non è avvenuto?
^__^

Io credo che l'appello del Patriarca Latino di Gerusalemme, pubblicato da Zenit e ripreso da padre Scalese sul suo blog "senza peli sulla lingua"....e nel quale il Patriarca lanciava senza la politica corretta denuncie chiare contro Israele e la fuga obbligata dei cristiani dalla Terra Santa nonostante la visita del Papa...abbiano in qualche modo frenato certi entusiasmi...

La visita si farà si, ma leggo in un contesto diverso...
ossia, nel primo annuncio la visita era semplicemente "di cortesia", il Papa si recava, quasi come un dovere....oggi l'annuncio è stato diverso, spostato e in una data che comunque sia consetirà al Pontefice di presentarsi più che da visitatore anche da MAESTRO....proprio per la giornata che richiama il senso del dialogo in corso fra cristiani ed ebrei...

Mi sembra che questo aspetto non vada sottovalutato per quanto io stessa non comprendo questa politica assunta dal Vaticano, con chiari ed evidenti SENSI DI COLPA INESISTENTI....

;-)

Nicola ha detto...

Anonimo: "Giustamente Giovanni Paolo II chiese perdono per i crimini compiuti da cristiani contro gli ebrei: non dimentichiamo i massacri compiuti all'epoca delle Crociate, l'espulsione degli ebrei spagnoli dopo il 1492 e i crimini commessi dall'Inquisizione spagnola."

Innanzitutto, non si può semplificare complesse vicende storiche nello schema colpevoli/innocenti come fai tu. Se approfondisci le questioni che hai tirato in ballo e non ti limiti alla propaganda storica dei libri di testo capirai che è così. Rivangare epoche storiche lontane anni luce e giudicarle con la mentalità odierna è quanto di più sbagliato si possa fare. In ogni caso non possiamo essere colpevoli noi di mancanze di carità di fedeli di 500anni fa e subire per questo angherie e sottomissioni oggi. Sull'espulsione degli ebrei dalla Spagna e sull'Inquisizione spagnola ti consiglio di leggere "La regina diffamata" di J.Dumont. Inoltre, qualcuno ha mai chiesto scusa per i massacri contro i cristiani?

"Di fronte al dilagare di tendenze negazioniste, neonaziste, antisemite e di destra"

Dove sono queste tendenze? Forse nello Stato d'Israele che ghettizza e massacra i palestinesi da 60 anni e più.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Raffaele,

visto che lei scrive e non si firma e poi riscrive su Raffaella e chissà dove altro... e visto che non le sto simpatico...
le rispondo dettagliatamente:

1) ma lei conosce la lettera agli Ebrei di San Paolo? Sa che l'alleanza n.1 è terminata è morta? E che ne è stata innestata una nuova, quella di Cristo? Lo dice San Paolo, non io!

2) All'epoca delle crociate il cristianesimo era circondato dall'Islam che premeva ad est su Bisanzio, ad ovest sulla Spagna, a sud sulla Sicilia, senza risparmiare costanti scorrerie che giungevano sino a Civitavecchia. Bisognava intervenire! Come può lei giudicare la storia di cui sta fruendo gli esiti moderni, dopo 700-900 anni e dire chi aveva ragione e chi aveva torto?

3) Per i Sefarditi la storia è ancora più lunga. Saranno state commesse barbarie ma la ragion politica era fondamentale e necessaria per la sopravvivenza della neonata spagna.

4) Allo stesso modo oggi si devono imputare ad Israele i crimini contro l'umanità (non solo contro i Palestinesi) commessi a Gaza a ridosso del Natale scorso. E' cosa buona e giusta! Non c'è immunità per gli ebrei che discenda dalla Shoah e possa in essa trovare radice.

Anonimo ha detto...

A mio avviso le cose sono due:
o il Papa è incapace di agire da sé e quindi si lascia abbindolare da
questa o da quelal lobby, e fa quello che gli impongono,
oppure il Papa sa bene cosa deve fare per il bene della Chiesa e lo
fa!
Io propendo per questa seconda ipotesi. Mi fido di lui che ne sa più
di tutti noi messi insieme.
Giovanni CA

Nicola ha detto...

Il Papa non si lascia abbindolare, e sicuramente cerca di fare tutto per il bene della Chiesa e per la Gloria di Dio, ma credere che possa fare o dire quel che vuole senza incontrare resistenze o senza gravi conseguenze è vivere nel Paese dei blaocchi. I nemici sono ovunque e sempre all'opera, e sono sicuramente più forti in questo mondo; inoltre, quelli più pericolosi, ora come ora, sono all'interno della Chiesa stessa: basta vedere come molti vescovi esprimano dottrine chiaramente contrarie alla fede cattolica (Martini docet) o disubbidiscano clamorosamente al Santo Padre (vedi applicazione del Motu proprio).

Caterina63 ha detto...

Non si tratta del Papa che si fa "abbindolare".... si tratta di SCELTE oggi dette del "politicamente corretto" e come scelte possono essere da noi e da chiunque DISCUSSE, con educazione, senza spirito di polemica, nè per attaccare o accusare il Papa, e qui non c'entra la sua infallibilità ^__^

Qualcuno lo chiama il "male minore" per altri si tratta di SENSI DI COLPA (di che non si è mai capito!)...per altri ancora si tratta di un periodo difficile nel quale è più saggio agire in questo modo....per altri si tratta di scelte obbligate dalla situazione storica che prevede comunque sia una situazione atta a preparare la venuta dell'anticristo...
Le motivazioni sono tante...

C'è un canto DELLA TRADIZIONE di Natale, In Notte placida, di Francois Couperin (del 1600) che dice:

Nell’aura il palpito d’un grande mister;
del nuovo Israello è nato il Signor,
il fiore più bello dei nostri cuor
!
Cantate popoli gloria all’Altissimo,
l’anima aprite a speranza ed amor.


Riscriviamo la storia come la si vuole leggere OGGI, riscriviamo i VANGELI elimando san Paolo e la Lettera ai Romani cap.11 integralmente... oppure facciamo uno sforzo per comprendere cosa sta succedendo senza alcun paraocchi e pregando Dio di avere MISERICORDIA e di togliere queste tenebre che avvolgono il mondo e gran parte della Chiesa?
^__^

Anonimo ha detto...

Ciao

Luciano ha detto...

"Non c'è immunità per gli ebrei che discenda dalla Shoah e possa in essa trovare radice"

Luciano ha detto...

"Non c'è immunità per gli ebrei che discenda dalla Shoah e possa in essa trovare radice"

Frase più giusta non poteva essere pronunciata.
Non poche domande scaturiscono da una cosi semplice riflessione.
Molti sono i dati omessi!
Nel solo 2008, 868 civili palestinesi sono morti a fronte di 22 israeliani (465 dei quali solo in quei terribili giorni di dicembre).
Dov'è l'onesta della comunità internazionale?
Perchè non si punisce chi veramente si fa artefice di un eccidio?
Perchè si fanno sempre 2 pesi e due misure?
Si può veramente diventare immuni al giudizio delle potenze internazionali quando nel proprio passato si è stati vittime di altrettanto odio?