mercoledì 21 ottobre 2009

SUL SONDAGGIO DI MESSAINLATINO

di Francesco Colafemmina

Quando il 7 Luglio del 2007 fu pubblicato il Motu Proprio Summorum Pontificum, furono in molti a stracciarsi le vesti, novelli Caifa cattolici. A dire il vero strapparono quei cenci che tuttora indossano, abitini senza infamia e senza lode, segni di una diffusa sciatteria esteriore divenuta ormai sinonimo di presunta ricchezza interiore.

In quei giorni si levava un po' stridula e lagnosa la voce di fratel Enzo Bianchi, priore stereofonico di Bose che si atteggia a prete ma prete non è. Stereofonico anzitutto perchè Bose è nota casa produttrice di casse acustiche, e in secondo luogo perchè la sua voce riecheggia praticamente in tutti i mezzi di comunicazione cattolica e non.
Ebbene il fratel Enzo, l'onnipresente e onnipredicante priore stereofonico (e cacofonico), dalle colonne di Repubblica si stracciava le vesti immacolate del suo monastero ecumenico accusando il Papa di aver introdotto con la liberalizzazione del Rito Antico, un periodo di grande conflitto in seno alla Chiesa.
Ecco come iniziava il suo saccente lamento: "Molto atteso dai pochissimi cattolici "tradizionalisti" e molto temuto dai vescovi e dalle chiese locali, è stato promulgato, dopo molte dilazioni indicatrici di incertezze, il "motu proprio" Summorum Pontificum che "liberalizza" il rito della messa vigente prima della riforma liturgica."

Sin dall'incipit il priore indicava che i cattolici in attesa della "messa in latino" erano pochissimi e per giunta tradizionalisti. Per proseguire accennando ad una ipotetica indecisione del Papa nella sua scelta di liberalizzare il rito antico.
In queste poche righe di fra' Enzo c'è la summa ideologica dei detrattori della tradizione liturgica della Messa di San Gregorio Magno:

a. E' una messa che interessa a pochissimi cattolici;
b. Interessa per giunta solo ai tradizionalisti identitari (dunque dei deprecabili pasdaran)
c. E' frutto di una "politica" ecclesiale erronea promossa dall'attuale Pontefice.
d. Instaura un conflitto fra i pochissimi cattolici e i loro Vescovi e rispettive Conferenze Episcopali.

Il sondaggio realizzato dagli amici di Messainlatino.it ha definitivamente smentito il principio, il primum movens di questa summa ideologica. I cattolici ai quali interessa il Rito nella sua forma straordinaria non sono nè pochi nè tantomeno pochissimi: sono al contrario numerosi!
Da ciò ne discende l'automatica inconsistenza del secondo punto: se il Rito Antico interessa a numerosi cattolici italiani è logica conseguenza che essi non possano essere esclusivamente dei "tradizionalisti". Quanto al punto c. è una inferenza erronea ed una grave mancanza di rispetto nei confronti del Santo Padre. Il punto d. è invece vero ma andrebbe letta in un altro modo: non sono i cattolici ad essere in contrasto con i propri Vescovi, ma proprio questi ultimi a disobbedire al Papa.

Povero fratel Stereofonico! Gli si saranno rizzati i peli del barbone alla frate Indovino nel leggere i risultati del sondaggio Doxa! E sarà stato in buona compagnia assieme a Vescovi e pseudoteologi d'accatto tanto in voga in questi tempi di contestazione ecclesiale neosessantottina.
Sembra infatti di vivere oggi tutti i conflitti irrisolti di quarant'anni fa. Tutto ciò che fu occultato, nascosto, messo a tacere dalla predominante voce dei dissidenti e dei "neoterici" oggi riemerge poderosamente e riacquista un senso. Oggi la Chiesa vive un sotterraneo conflitto "ideologico" assai simile a quello dell'era pre e postconciliare. Con una differenza fondamentale: le forze in campo sembrano invertite. Non è più il mondo progressista, hegeliano ed imbevuto di ideologia umanitaria a dettar legge. Ma non lo è neppure l'estremismo "tradizionalista", ove con questo termine si voglia intendere quella fazione ancorata ad un becero passatismo revanscista.

E' il popolo di Dio, invece, è la gente semplice a reclamare una Chiesa che ritorni alla sua missione, a reclamare preti che siano dediti al sacerdozio, chiese che abbiano l'aspetto di case del Signore, messe che non si trasformino in nauseabondi teatrini o spettacoli di deprimente umanità, bensì in grado di introdurre l'uomo al Mistero!

Troppi esponenti di una certa gerarchia autoreferenziale o personaggi che si nutrono dell'eco dei propri fumosi discorsi, come appunto fratel Stereofonia hanno perso di vista il rapporto essenziale e fondamentale della Chiesa gerarchica con i fedeli, accusando sempre più spesso questi ultimi di ignoranza ed impreparazione alla vera fede. Il popolo di Dio è al loro cospetto di cattolici adulti un semplice popolo di bambini nella fede. Ma è proprio questa fanciullezza, questa autenticità intesa quale identità e ritorno all'autentico ovvero al Signore, a rendere il popolo di Dio nella sua connaturata attitudine alla devozione ed all'adorazione del Signore, detentore di una verità naturale che ai tanti Caifa paludati sfugge completamente.

Personalmente in questi ultimi anni ho cercato di sondare molti fedeli semplici riguardo al loro interesse per il Rito Tridentino. E preciso di averlo fatto non perchè sia un talebano della Messa in Latino, nè tantomeno un tradizionalista di ferro, bensì perchè credo che ciò che ci giunge dal passato abbia in sè maggiori verità di ciò che nasce nel presente. Le risposte sono sempre state le stesse: la Messa di San Gregorio Magno è amata perchè è solenne, composta, severa, converte nei gesti alla grandezza del Signore. Il fedele è indotto a comprendere che in quel luogo sta per avvenire un fatto straordinario, un vero e proprio miracolo che ogni giorno accade in tutte le chiese del mondo!
E poi per molti il Rito Antico rappresenta una opportunità di crescita spirituale perchè favorisce il raccoglimento, evita le distrazioni, induce a dedicare quel tempo solo al Signore.

Se ci sono delle remore da parte dei fedeli esse sono insite in due aspetti: uno legato alla comodità che ormai sembra aver pervaso ogni aspetto della nostra esistenza e l'altro legato alla comprensibilità. Si dice: "la messa è troppo lunga!" oppure "però dobbiamo inginocchiarci per tutta la sua durata!". Ma anche: "peccato che non si capisca molto!".
A questo punto interviene però la necessaria capacità dei sacerdoti di aiutare il popolo di Dio a riscoprire le buone abitudini. Il tempo che magari si dedicava a tante inutili chiacchiere paraecclesiastiche oggi lo si può dedicare al Rito Tridentino, così come è il sacerdote che deve spiegare la necessità dell'ascolto in ginocchio, quale segno visibile del rispetto per il Signore: forse non usa più inginocchiarsi dinanzi all'amata... ma che almeno possiamo dimostrare al Signore il segno della nostra piccolezza e della servitù che gli dobbiamo!
Quanto poi alla comprensione sta sempre ai sacerdoti evitare che Vangelo ed Epistola siano letti in fretta e furia, ed agevolare la comprensione del rito fornendo adeguati libretti bilingue ed eventuali volantini con Antifone, Epistola e Vangelo in lingua volgare.
Su questo aspetto le principali carenze sono dunque da imputare massime al clero che non solo ha ostacolato e continua ad ostacolare la diffusione del rito nella sua forma straordinaria, ma continua a violare la corretta applicazione del Motu Proprio. Se infatti non è il clero per primo a convincersi della bontà del dono di Sua Santità, i vari Caifa Bianchi potranno apertamente continuare a sostenere che il rito antico è un affare "privato": chiesto da gruppi di fedeli e non oggettivamente inserito nella vita liturgica della Chiesa Universale. Ed è altresì vero che spesso il Rito Antico finisce per diventare davvero appannaggio di gruppetti che non sono alla ricerca di una autentica crescita spirituale e dell'esclusiva adorazione del Sigore, bensì più spesso mossi - dobbiamo pur confessarlo - da una sorta di "moda" integralista o da mera adulazione nei riguardi di Sua Santità. Viene così da chiedersi infatti dove fossero i tanti promotori ecclesiali della Messa di San Gregorio Magno solo pochi anni fa e come mai il grande coraggio di cui vorrebbero dar segni oggi, non l'abbiano dimostrato in passato. Ma tant'è. Meglio l'amore per la tradizione che per il vacuo e roboante abusivismo liturgico.

Purtroppo al fondo la realtà è che i tanti Enzo Bianchi sparsi nell'Episcopato italiano e non, hanno una precisa strategia che consiste nell'adulare il Papa a parole per poi esprimere la propria ribellione negli atti. Camaleontici ed ipocriti sono in molti i membri del clero cattolico che invece di raccogliere l'invito mite e paterno del Santo Padre, il quale ha liberalizzato il Rito Antico anche per le messe private, lo ignorano o remano contro. Di questo ne daranno conto dinanzi ad un Giudice meno mite del Santo Padre!

Come si concludeva, d'altra parte, l'articolo di fratel Cacofonia? Lo ricordo a chi non l'avesse letto:
" La stragrande maggioranza dei vescovi e intere conferenze episcopali nazionali e regionali, anche italiane, hanno manifestato la loro opposizione a questo provvedimento, ma ora nell' obbedienza e per amore della chiesa dovranno discernere come compaginare la comunione che è sempre innanzitutto comunione liturgica. I vescovi non smettano di chiedere a quanti vogliono praticare la messa di Pio V un' accettazione del concilio e della sua riforma liturgica come legittima e conforme alla verità e alla tradizione cattolica: le espressioni possono essere diverse, ma uno è il vescovo e il presbiterio attorno a lui. L'unità non può essere realizzata a qualsiasi prezzo, né a prescindere dall' autorità del vescovo in comunione con il papa. "

In questa conclusione c'è il disvelamento dell'inganno che prosegue ormai da due anni: fratel Enzo unisce pertanto l'opposizione al Motu Proprio alla legittimazione della comunione al Papa dei Vescovi. Inferisce arbitrariamente che i fedeli partecipanti al Rito nella sua forma straordinaria debbano essere quasi per necessità dei detrattori del Concilio e pur salvando il Papa gli nega obbedienza, esortando i vescovi ad un intervento espressamente vietato dallo stesso Motu Proprio. In questa esemplare esposizione di maldestro bifidume è contenuto il manifesto degli oppositori al Motu Proprio, di coloro che lo hanno boicottato sin dall'inizio. Una intellighentzia organizzata di reduci ideologizzati. Una casta intellettualoide che accresce giorno dopo giorno la propria distanza dal cuore del popolo dei fedeli, manipolando i fatti di fede e la stessa liturgia con i tipici argomenti della faziosità ideologica.

Per fortuna il sensus communis dei fedeli cattolici ha smentito ancora una volta questa decadente classe di intellettualoidi stereofonici. Il sondaggio di Messainlatino non rappresenta, come nel caso di Bose e affini, una voce che ha bisogno di amplificazione per affermarsi. E' invece specchio di una realtà naturale composta da tantissimi e semplici fedeli! Una realtà che nella sua verità sembra aver già ridotto al silenzio la tronfia stereofonia progressista e neoterica.

22 commenti:

Bombadillo ha detto...

..Francesco, io non ne farei una questione quantitava. Qui si tratta di verità o errore, e la quantità non conta nulla.
Come scriveva un notissimo filosofo del diritto, in una delle sue opere più conosciute (cito a memoria):
nel medioevo la stragrande maggioranza delle persone era convinta che la Terra fosse piatta, e, ciò nondimeno, la Terra si è ostinata a rimanere tonda.
Tom

Orsobruno ha detto...

Caro Bombadillo, penso che tu voglia dire: "Quelli che negano al Papa di disporre le cose come crede, e ai fedeli di godere la possibilità di avere la Messa in latino, sbagliano; e tanto basta"
Sì. Però che un sondaggio mostri che questa nuova disposizione NON è stata un capriccio di quattro gatti sorprendentemente accontentati dal Romano Pontefice, mi sembra che aiuti l'intero popolo cattolico ad apprezzare la cosa, non pensi?
Aurelio

Bombadillo ha detto...

Caro Orsobruno,
per completezza, devo esplicitare che io ho fatto il sondaggio di persona - facendo il volantinaggio per strada, e raccogliendo le firme per il M.P. - e ti assicuro che la stragrande maggioranza delle persone è CONTRO. Spesso anche con ODIO, e spesso anche se a Messa non ci va mai o, addirittura, non è cattolica.
Io voglio dire solo che dovremmo abbandonare questa fissazione democratica, per cui sembra che una cosa è più o meno valida, o più o meno vera, in base al consenso che riscuote. Pensiamo agli aspetti QUALITATIVI, invece. Di fatto, i Lefevriani hanno le vocazioni e i modernisti no, e hanno bisogno di raccattare preti in zone del mondo dove - come ha detto pure lo stesso B. XVI - le vocazioni vanno vagliate con grande attenzione.
Qualcosa significherà? Secondo me uno dei motivi che ha portato B. XVI a questo passo è proprio la crisi vocazionale, si è reso conto che la Chiesa, viceversa, avrebbe chiuso i battenti in 50 anni.
Chi vuole sacrificare la propria vita, non sposarsi, fare figli, etc., per fare il Presidente dell'Assemblea?
Tom

Caterina63 ha detto...

Bombadillo ha detto...

Io voglio dire solo che dovremmo abbandonare questa fissazione democratica, per cui sembra che una cosa è più o meno valida, o più o meno vera, in base al consenso che riscuote.

**********************

STRAQUOTO....


generalmente sono anch'io contraria a questo genere di sondaggi o a quant'altro tendi a porre LA FEDE CATTOLICA e la sua Tradizione all'interno della quantità, della numerologia o peggio della democrazia...del fai da te e quant'altro di più tenebroso possa esserci nell'oggi e per il domani, atto a distruggere la Tradizione stessa...

Ma quando una cosa è fatta, ossia c'è ed esiste, la si può usare a fin di bene...^__^

Ora seppur il sondaggio ha dato indicazioni positive e ristoratrici, è inutile nasconderci che (o sminuire) il MP ha ancora molti nemici, è inutile nascondere che nessuna Parrocchia ordinaria ha ancora accolto stabilmente la Messa nella forma Straordinaria così come ha richiesto il Pontefice...e che nessun vescovo nè arcivescovo nè cardinale con sede vescovile e dunque diocesano ha scritto una Lettera Pastorale a seguire non semplicemente il MP del Papa, ma il concetto stesso di quello che sta facendo egli stesso con la Messa NOM (leggasi il ripristino dell'inginocchiatoio, della croce sull'altare, dei candelabri, della musica sacra, ecc...), tranne qualche atto eroico come quello del cardinale Caffarra che però ha relegato la promozione a soli tre Santuari...non si vede altro...

Il Papa come vediamo NON ha ancora celebrato la Messa detta san Pio V ed io credo perchè al momento è più urgente RISANTE IL NOM...^__^

Personalmente avrei eliminato il NOM, in questo il priore senza ordinazione di Bose non ha torto...solo che indirizza nel modo sbagliato la sua protesta ^__^
Infatti il MP è incomprensibile alla luce di una Messa moderna che nella sua catechesi di 40 anni di abusi, NON ha nulla a che spartire con la Messa Straordinaria...che è poi la vera Messa e di conseguenza che ha stravolto, la catechesi moderna, il senso stesso della dottrina Cattolica sulla Messa e sull'Eucarestia....e questo ce lo conferma il fatto che da ben dieci anni, dico DIECI ANNI...con due Papi non si fa altro che insistere sull'Eucarestia....come mai? un motivo ci sarà no? ^__^

Credo che il Papa l'abbia capito benissimo, altrimenti sarebbe tutto inutile ciò che ha fatto e sta facendo anche con la Messa NOM Pontificia...;-)

Il signore di Bose ha capito bene invece che il ritorno della Messa di sempre avrebbe fatto scoprire le magagne della Messa moderna...e che a lungo andare, poichè i fedeli nel loro insieme hanno sempre aiutato e sostenuto la VERA CHIESA, questi fedeli NON avrebbero taciuto a lungo e comunque non taceranno a lungo quando queste due ultime generazioni, CRESCIUTE ALL'OSCURO DELLA TRADIZIONE, saranno rimpiazzate da queste che stanno vivendo il tutto con molta più serenità......
così il signore di Bose è più semplicemente preoccupato di ricevere un freno alle sue creatività...l'interesse che ha per la Messa si fonda esclusivamente sul grado di libertà che gli potrà rimanere per continuare ad inventarsi mantenendosi un discreto gruppetto ed una discreta attenzione dei Media...^__^

I Media sono importanti anche se non fondamentali per la nostra fede...non usarli sarebbe da sciocchi, lasciando campo libero a chi dei Media ne ha già fatto il nuovo altare dal dopo Concilio per alterare la dottrina cattolica, idolatrare il Pontefice e confondere il piccolo gregge...

Sta a noi usarli con ASTUZIA come suggerisce il Cristo: siate docili, MA ASTUTI....

^__^

Orsobruno ha detto...

Caro Bombadillo,
concordo senz'altro che la fissazione democratica nella Chiesa va superata e che le motivazioni qualitative superano incomparabilmente gli elementi quantitativi.
Ciao!
Aurelio

Orsobruno ha detto...

Cara Caterina,
parlando di Eucaristia mi hai aiutato a mettere a fuoco i miei "sogni" sull'Eucaristia.

1) Che uomini nel vigore degli anni la piantino, davanti al Tabernacolo, di fare "riverenze" da damine del '700
2) Che la gente smetta di chiacchierare davanti, o anche alle spalle, del Tabernacolo
3) Sulla Messa, non sentire più l'idiozia dell'incontro comunitario, ma Memoriale (nel senso di GPII, memoria che rende presente) del Santo Sacrificio di Cristo.
4) Sull'Eucaristia, non sentire più le bestemmie sulla presenza simbolica, ma Presenza vera e reale per antonomasia.
5) Che la gente riceva l'Eucaristia sulla lingua, inginocchiata
6) Dopo la distribuzione della Comunione ai fedeli, che i Parroci la piantino di parlare per minuti interi di avvisi, attività, fervorini economici: abbiamo il Signore nel cuore, in quel momento che ce ne importa delle spese del riscaldamento??
7) Dopo la Messa, che il celebrante e i fedeli si intrattengano una bella manciata di minuti nella pratica del Ringraziamento silenzioso. Quello che praticamente tutti ignorano è che la Presenza reale non svanisce inghiottendo l'Ostia santa, ma si prolunga fino alla dissoluzione delle specie cioè all'incirca dieci minuti.
Non è veramente il momento di andare a dire al vicino che hai riverniciato il box!
Ciao!

Anonimo ha detto...

Per Francesco.
Quando, tempo fa, ho scoperto questo blog, mi sono subito appassionato perché molti argomenti trattati, come l’architettura della chiese e la salvaguardia dei monumenti artistici, erano gli stessi miei argomenti vissuti ogni giorno. Però, c’è un però, con l’andare del tempo ho riscontrato che ci sono molte divergenze di veduta. Per esempio, non condivido affatto come ti esprimi in questo post. Trovo vergognoso leggere certi epiteti nei confronti di un fratello nella fede. Mi chiedo su quali basi evangeliche si può infierire così pesantemente e gratuitamente? Io non conosco fratel Enzo della comunità di Bose, ma se anche lo conoscessi non mi permetterei di apostrofarlo in questo modo. Conosco però persone che hanno avuto esperienza di Bose e conosco la loro solida formazione cristiana. Perciò caro Francesco, te lo dico con tutta la mia simpatia e stima, tu sbagli a esprimerti così. Così facendo non dai un buon esempio cristiano. Certe frasi non le sento dire neppure dagli atei che incontro tutti i giorni nel mondo del lavoro. Mi chiedo allora a che fonti ti sei o ti stai formando. A volte il tuo linguaggio e il tuo messaggio lascia trapelare un modo di vedere le cose fuori dal tempo. Sembra di sentire parlare qualcuno di secoli fa. Credo che tu sia giovane e che ancora devi approfondire molte cose. Mi permetto perciò di suggerirti di approfondire ancora di più (magari su autori di diverse tendenze e stili) la Storia della Chiesa, della Liturgia, della Dogmatica e della Teologia tutta, affinché dopo ne possa trarre una conclusione fondata e una visione più reale e veritiera. Non è il tempo di lasciarsi andare a facili sentimentalismi o simpatie personali. Chi ha le capacità, come le hai tu, e la propensione allo studio, non può accontentarsi del poco.
Non fermarti solo alla critica distruttiva; bisogna stare attenti a non gettare con l’acqua sporca anche il bambino. Non si può essere unilaterali nel vedere e valutare le cose.
Sono certo che sei una persona intelligente, un giovane pieno di entusiasmo e con un bello spirito battagliero, ma a volte è necessario darsi una calmata e usare le proprie doti e le proprie energie per i momenti più difficili in cui dar battaglia.
Ti chiederei perciò la cortesia di non esprimerti in maniera “critico-acido” come spesso ti capita ma di dare una regolata alle tue esternazioni che troppo spesso feriscono e comunque danno una visione di Chiesa divisa da odiose guerre all’interno di se stessa. Non è un buon esempio specie per i giovani ansiosi di conoscere la nostra fede.
Oggi più che mai, in un contesto di mille tendenze, movimenti, associazioni, prelature, ecumenismi, arrivismi e individualismi c’è bisogno di manifestare più tolleranza, solidarietà, comprensione, amicizia, Amore! C’è bisogno di testimoniare concretamente il Vangelo di Gesù Cristo:
«Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, affinché anche voi vi amiate gli uni gli altri» (Gv 13, 34).
Un comandamento nuovo come “il canto nuovo dei redenti” (cfr. Is 62, 12). Nuovo perché appartiene a quel tempo, appartiene al tempo della fine; non appartiene alla storia, altrimenti diventerebbe vecchio con il tempo; ma appartiene ai cieli nuovi e alla terra nuova (cfr. Ap 3, 12), e non invecchierà mai.
Il comandamento dell’amore non sta mai alle nostre spalle come qualche cosa che ormai abbiamo compiuto e superato, ma sta sempre davanti a noi come un programma, un progetto, un impegno, una speranza da vivere.
Il modello da seguire non è questo o quello ma è Gesù! l’unico modello dell’Amore!
Fraternamente.
Giovanni

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Giovanni,

non credo di essermi espresso in tono offensivo nei confronti del priore di Bose. Piuttosto ho usato una certa ironia che tuttavia è pur sempre poca roba rispetto alla diffusione onnipervasiva della figura di Enzo Bianchi quale autentico interprete del messaggio cristiano.

Personalmente penso che le cose non stiano in questi termini. E che un laico che attacca il Papa con la stessa presunzione di Bianchi non meriterebbe di esser preso a modello da vescovi e sacerdoti.

Detto ciò ognuno ha il suo stile ed il suo modo di esprimersi. C'è chi si diverte impiastricciando la lingua di buonismo e falso ecumenismo e chi dice le cose che pensa, fuori dal predominante coro della political correctness.

D'altra parte Gesù non ha soltanto detto di amarci gli uni gli altri, ma ci ha anche ammonito che Egli avrebbe portato la spada e la divisione... Ridurre tutto al buonismo ed all'amore non impedisce d'altra parte di guardare agli errori e denunciarli con una certa forza.

Però noto anche con un certo dispiacere che la tua non condivisione del mio modo di esprimere talune questioni si trasforma subito in spirito censorio ed in giudizio morale.

Così mi chiedi di darmi una regolata ed una calmata e di non usare uno stile critico-acido.

E vieni a chiederlo a casa mia?

Se non condividi quanto è scritto qui, puoi benissimo andare a leggere altro. Non te lo ha detto il medico di leggere fides et forma!

Oltretutto noto che ti domandi dove abbia svolto la mia formazione cristiana. Come se quello che dico per esser condiviso debba dipendere dal mio curriculum. E soprattutto quasi che io debba riferire a te le mie referenze!

Valle a chiedere a Kiko Arguello e ad Enzo Bianchi le referenze... e vacci di corsa!

Se io sono critico ed acido è per colpa di tutti i cattolici inetti che hanno preceduto la nostra giovane generazione, tutti quei cattolici rimbambiti dagli oratori e dalle varie deliranti pastorali che ormai non sanno più cosa sia il Cattolicesimo!

Se io sono critico ed acido è per colpa dei vari cattolici che hanno guaito parlando di amore e fratellanza per poi demolire altari e chiese con una forza inaudita nata dall'ideologia e dall'assenza di vera fede!

Se io sono critico ed acido è infine perché cerco la Chiesa dei miei nonni, dei miei antenati, fatta di silenzio e devozione, di povertà e semplicità, di tradizione ed amore familiare... Tutto ciò è scomparso perchè una certa parte della Chiesa cattolica si è venduta al mondo ed ha deciso nei casi migliori di trasformare Cristo in un messaggero di amore puro e assoluto, manco fosse un figlio dei fiori!

Ed è aberrante sentirselo ripetere ancora!

L'amore assoluto che non passa attraverso la fede è ebetismo puerile. Se dovessimo predicare l'amore assoluto intramondano ed espellere così la verità somma dell'amore per l'uomo in quanto creatura del Signore, dovremmo scomparire in un melenso minestrone umano.

Amare il Signore significa anche difenderne la Verità. Significa far piazza pulita dalle teste vuote di certi cattolici di tanti inutili concetti gonfiati dall'ideologia e ripristinare la certezza e la bellezza di Cristo che precede indubbiamente il volere o il pensiero di ogni uomo. Io sono un gran peccatore e non pretendo di avere medaglie al valore morale o teologico. Evidenzio certi fatti e li documento. Mi diverto anche a commentarli con la lingua lunga che mi ritrovo. Non sono nè un Santo nè ambisco ad esserlo e lo testimonio forse anche con il mio modo di parlare fuori le righe (e con la mia onestà intellettuale).

Forse parlerò come qualcuno di secoli fa. Ebbene ne sono molto ma molto lieto! Secoli fa i cattolici non erano così ri........ come lo sono oggi!

A presto!

Caterina63 ha detto...

Prima rispondo al punto 7 del simpatico Orsobruno ^__^

dici bene del tuo "sogno", ma come vuoi che i fedeli comprendano che Gesù resta per circa dieci minuti NELLA SOSTANZA PROPRIA se è proprio il parroco che nel fare l'elenco degli appuntamenti parrocchiali ci mette perfino le eventuali cene, I PAGAMENTI, e peggio quando si è sotto CARNEVALE nell'annunciare il giovedì grasso?
^__^

Seconda cosa...
non sto qui a difendere Francesco che è grande e grosso da provvedere a se stesso^__^
piuttosto siccome ho criticato anch'io tale Bianchi...mi sento chiamata in causa dall'attento Giovanni...
^__^

Caro Giovanni, concordo con te sui toni usati da Francesco, tuttavia molto dipende da come li vogliamo interpretare...io solitamente definisco certi toni PROVOCATORI, anche IRONICI, ma per parlare di cattiveria o di diffamazione, ce ne corre...
Diffamazione, se lei Giovanni non se ne fosse accorto, sono le parole usate da Bianchi che lei difende senza conoscerlo, NELLE PAROLE USATE DA LUI CONTRO IL MOTU PROPRIO DEL PAPA....e allora mi chiedo: come mai lei, Giovanni, così attento e premuroso verso la carità altrui, non si è sentito in dovere di difendere cattolicamente il Motu Proprio del Pontefice duramente attaccato da Bianchi?
^__^

Questo si che mi impensierisce molto di più dei toni anche acerbi se vuole, spesso usati da Francesco, ma di certo quando riscontriamo parole dure chiediamoci sempre: PERCHE' QUESTO SCRIVE COSI'?

ergo, si chieda pure: perchè Bianchi ha scritto parole velenose contro il Motu Prorpio del Santo Padre?

La leggerò volentieri se vorrà rispondermi...
^__^

Anonimo ha detto...

Bravo Francesco, sottoscrivo la tua risposta a Giovanni.
Passo per passo, nel silenzio e per quarantanni hanno plagiato i cattolici per cambiare la nostra fede e sposare i "fratelli" protestanti. Hanno svuotato le chiese ed i seminari. Ma il loro sogno E' FINITO! e sono nel panico! bisogna fare attenzione ai loro colpi di coda.
Cosa ci resta da fare? Togliere alla CEI l'otto x mille, hanno troppi soldi per corrompere chiunque non la pensi come loro.
Saluti da P&G (convegno a Roma..).

Anonimo ha detto...

Francesco, io -come l'anonimo che mi ha preceduto- quando ho quel pò di tempo libero leggo fides et forma e ogni volta mi meraviglio per quanto scrivi, per quello che scrivi e per come ti poni al mondo, perchè è di mondo mediatico che parliamo. Però, anche per me c'è un però, l'anonimo è stato fin troppo educato a mantenere toni tranquilli soprattutto dopo la tua risposta, infatti, ha preferito non alimentare odio. In te c'è questo, l'odio, l'odio verso i cattolici o pseudo cattolici o verso coloro che tu ritieni non essere cattolici.
Io mi permetto di dirti che solo Dio, dinanzi ad Egli, saremo giudicati e ti suggerisco di mitigare i toni, di capire il prossimo.
Un suggerimento, se proprio credi in questa tua "guerra", perchè spesso è di "guerra" che leggo, esci nelle piazze, esponi i tuoi pensieri dinanzi a tutti colori che tu credi non cattolici, molto probabilmente potranno insegnarCI qualcosa di più.

Francesco Colafemmina ha detto...

In me non c'è nessun odio, anzi. Vi fermate al tono apparente dei miei articoli e sembrate volerne affievolire il senso riconducendo il loro contenuto ad un presunto mio atteggiamento "bellico" nei confronti di certo cattolicesimo.

Invece di criticare le idee che penso siano espresse nonostante l'ironia nel mio articolo, vi divertite a discettare sulla persona...

Va bene. Accetto anche questo come è logico che accada.

Nondimeno vorrei significarvi il mio profondo non odio, ma SDEGNO, per le posizioni di coloro che come il priore di Bose hanno utilizzato il Motu Proprio per dare del tradizionalista al Papa e a tutti coloro che hanno apprezzato questo gesto misericordioso del Santo Padre.

Punto!

Poi quanto a capire il prossimo non capisco il senso di questa affermazione. Le posizioni e le strategie di Bianchi & co. le capisco benissimo... Piuttosto sono coloro che accusano gli amanti della tradizione di tradizionalismo e passatismo cosa capiscono della tradizione e della messa in latino?

Suvvia siamo seri!

E poi questo tono paternalistico è patetico. Venite a fare la morale a me, a dirmi come mi devo comportare?

Magari mi suggerite anche cosa dovrei scrivere?

Anonimo ha detto...

"E poi questo tono paternalistico è patetico. Venite a fare la morale a me, a dirmi come mi devo comportare?

Magari mi suggerite anche cosa dovrei scrivere?"

Non mi permetterei mai, anzi, ognuno di noi è libero di esprimersi, certo, a volte bisogna un tantino pensarci su.
Io vengo affascinata dai suoi scritti e non sarei neanche all'altezza di controbbatterla.
Penso anche che lei abbia molto tempo da dedicare al suo blog anche perchè noto che lo fa con passione.
Immagino lei scriva soltanto. Ha mai pubblicato libri, oppure, è in programma la pubblicazione di un suo libro?

Francesco Colafemmina ha detto...

Veramente nella vita lavoro...vedo che comunque anche a lei l'ironia non manca! Facciamo a gara?

Comunque ho già pubblicato i dialoghi di Manuele Paleologo con pref. di Mons. Fisichella, da me tradotti dal greco antico.

Caterina63 ha detto...

L'Anonimo delle ore 19,01
che ha risposto al posto di Giovanni...si è dimenticato di rispondere alle domande che alla fine delle PERSONALI OPINIONI, scaturiscono poi le motivazioni perchè Francesco in questo spazio che ha originato ha deciso di non tacere e dire le cose come stanno...e allora...dopo le predichine sul volemose bene e sul bonismo, è possibile anche rispondere alle domande poste?

^__^

P.S.
la carità vera quella del Vangelo, non è un monopolio barattabile per nascondere le nefandezze, ci si sforzi pertanto di leggere fra le righe di chi denuncia dei FATTI, LA CARITA' PER LA VERITA', anche se può essere espressa in modo imperfetto...

Bombadillo ha detto...

..dai, siamo seri, l'idea che uno si svegli la mattina e fondi un ordine, di cui sarebbe "priore", è totalmente antitradizionale: perchè manca, appunto, la traditio, ovverosia la trasmissione: se non hai ricevuto, però, non puoi dare.
Un religioso che si è fatto da solo non è diverso da un sacerdote che si è fatto da solo. Questo è il paradigma del protestantesimo, e non del cattolicesiomo. Del resto, che cos'è il modernismo, se non il tentativo di protestantizzare la Chiesa cattolica?
Tom

Bombadillo ha detto...

Caro Orsobruno,
mi rendo conto che sei in perfetta buona fede, ma ti vorrei pregare di riflettere sul fatto che uno dei peggiori inganni diabolici è quello di pretendere che alcuni termini abbiano un significato diverso, spesso opposto, di quello che hanno nel linguaggio corrente.
La Messa non è un memoriale del Sacrificio di Cristo, e - a tal proposito - non valgono significati speciali di sorta.
Chiamiamo le cosa con il loro vero nome, la Messa è una RINNOVAZIONE del Sacrificio di Cristo. Non è più semplice utilizzare il termine esatto, e non un termine che richiama l'orientamento opposto, quello protestante, per cui si tratterebbe di ricordare e non di rinnovare?
Tom
P.S.: Francesco, hai veramente rotto con il tuo linguaggio, sei solo un veterotradizionalistasedevacantista e, diciamocelo, pure un po' fascista.

Anonimo ha detto...

Caro Francesco
Non devi incavolarti, non era mia intenzione farti perdere la calma. Anche io ho voluto esprimere il mio pensiero. Come avrai notato non ho commentato il contenuto del tuo articolo che in buona parte condivido. Il mio voleva solo essere un invito alla moderazione dei termini che, secondo il mio modo di vedere e l’educazione che mi è stata impartita, non va bene usare con nessuno e tanto meno con i fratelli “deviati” della nostra Madre Chiesa. Perciò no prenderla come una lezione di vita, me ne guarderei bene.
Respingo però le tue (scusami ma mi ci tiri per i capelli…) “acide o ironiche” espressioni nei miei confronti. Trovo molto offensivo sentirmi dire di essere kikkiano. Io non sono di nessuno al di fuori di Cristo immeritatamente e indegnamente! Anche io sono un povero peccatore che cerca di migliorarsi ogni giorno alla luce dell’insegnamento di Cristo. A volte mi sembra di riuscirci ma sono più le volte che sbaglio e cado di nuovo.
Comunque se non ti dispiace continuerò a leggere il tuo blog perché anche io sono per la Verità, per l’obbedienza al Papa e al Magistero e per la difesa della fede. Spero per questo di non essere mandato al rogo come qualche altro commentatore ha lasciato intendere. Eheheh. In ogni caso si è incrementata la discussione, e scambiare le opinioni è sempre positivo.
Scusa se involontariamente ti ho offeso.
Giovanni

Orsobruno ha detto...

Carissima Caterina,
hai perfettamente ragione! Infatti, nel corso del XXI secolo, il primo fronte di battaglia saranno i Seminari.
Grazie!!!
Aurelio (62)

Carissimo Bombadillo,
io cerco di essere fedelissimo alla terminologia più corretta o alle terminologie più corrette, nel caso la stessa realtà possa essere descritta da parole diverse, in quanto vista da prospettive diverse. Tutto però deve essere esplicitamente approvato dal Magistero della Chiesa.
Andando allora alla 'Dono e Mistero' di Giovanni Paolo II, vedo, a pag.86, che lui usa il termine 'memoria', aggiungendo quasi immediatamente: "Siamo qui nell'ordine del biblico 'memoriale', che rende presente l'evento stesso. E' 'memoria-presenza' "
Quindi siamo nella ristrettissima rosa delle espressioni approvate.
Ma fai benissimo ad essere molto esigente e preciso. Piccole deviazioni in questi campi portano, in tempi più o meno lunghi, a catastrofi.
Ciao!
Aurelio

Anonimo ha detto...

Consentitemi di ringraziare Francesco e il suo blog. Riguardo al priore di Bose ha ragione Francesco. Il priore si muove con un'autorità e un'arroganza impressionanti, non possiede certo l'umiltà di San Francesco o l'obbedienza di San Benedetto. I suoi primi discepoli lo chiamavano "mangiafuoco" per quella sua attitudine a divorare in un solo boccone preti, vescovi e papi. Ha sempre avuto il dente avvelenato contro i Pontefici e la Tradizione della Chiesa. Giovanni Paolo II era il suo bersaglio preferito, specialmente per la sua mariologia troppo devozionalistica e il culto eucaristico ritenuto dal priore, eccessivo e lesivo dei sentimenti dei fratelli separati.
Eppure il priore fa cassetta, lo invitano e lo riveriscono: si fa chiamare "padre".
Cosa è una vita di Sequela Christi nel cammino monastico se è priva di obbedienza, prudenza, umiltà, fedeltà alla Chiesa (e non solo al VaticanoII interpretato arbitrariamente!), fedeltà al Vicario di Cristo?
Non temete il priore: passerà di moda anche lui.

Bombadillo ha detto...

..vita monastica?..ma vita monastica "de che"?
Per fare la vita monastica bisogna essere monaci, ma il punto è proprio questo: puoi diventare monaco solo se qualcuno - che ha l'autorità necessaria, perchè, a sua volta, l'ha ricevuta - "ti fa" monaco.
Uno non "si può fare" monaco o sacerdote da solo. Certo, "si può fare" pastore protestante.
Ogni giorno, negli U.S.A., c'è qualcuno che, si sveglia una bella mattina, e "si fa" pastore protestante da solo, magari di una nuova religione, che lui medesimo ha inventato quella stessa mattina.
Il monachesimo, però, è tutt'altra cosa.
Tom Bombadillo
Presidente della chiesa di Piripacchio, a sfondo vagamente cristianeggiante.

Bombadillo ha detto...

..ah, per quelli che proprio non ci arrivano, non è che sono veramente Presidente di qualche chiesa..