martedì 20 ottobre 2009

SULL'ANTROPOCENTRISMO DELLA CHIESA CATTOLICA


di Francesco Colafemmina

Ormai lo sappiamo da tempo: la nostra Chiesa sembra aver rinunciato non solo all'affermazione della propria identità e verità che in essa necessariamente coincidono, bensì semplicemente al rispetto per se stessa, al rispetto per la propria storia, al rispetto per il Signore.

Una Chiesa che invece di evangelizzare consente ed agevola i culti non cristiani o i culti cristiani ma scismatici è l'adunanza (ekklèsia) di chi non crede più all'assoluta e logica Verità della propria fede, ma è pronto a relativizzarla costantemente in rapporto all'allòthriscos (colui che crede in un'altra religione). Questo genere di Chiesa a cosa è destinata se non alla completa scomparsa, alla morte per inedia, alla lenta ma progressiva inanizione, per far posto ad altre religioni più affermative e certe delle proprie verità di fede?

Purtroppo la Chiesa Cattolica è in parte vittima di se stessa e in parte vittima del "mondo". Essa vive infatti in un Occidente che di una malintesa "tolleranza" ha fatto l'esclusiva bandiera ideologica della modernità. Tolleranza nutrita da un massonico spirito laicista che come alle soglie del novecento, così ancor oggi riverbera nelle teste vuote di taluni politici nostrani. Su cosa si fonda la tolleranza? Da Locke in poi essa è intesa quale metodo di reciproco rispetto di fedi tra di esse discordanti, e netta separazione fra il potere dello Stato e quello religioso. Nelle sue evoluzioni il concetto di tolleranza è finito per diventare un'arma micidiale nei padri rivoluzionari francesi: tolleranza è infatti anche l'intolleranza di tutto ciò che viene tacciato di intolleranza! Il gioco di parole è un peccato veniale, ma la sostanza è chiara: il tollerante può esser tale fino a quando non incontra ciò che egli stesso definisce "intolleranza". A questo punto il tollerante dismette la propria veste di superiore equanimità e si arma per distruggere l'intolleranza. Nel mondo attuale il criterio con cui viene identificata l'intolleranza è banale e furbesco, se non proprio vile ed indegno. Tutto ciò che si proclama vero ed assoluto è inteso come una "minaccia" alla convivenza pacifica fra gli uomini - secondo un adagio prettamente massonico. Eradicare tali minacce è dunque scopo specifico dell'autorità politica, garante della "convivenza pacifica" fra gli uomini.
Ne risulta l'evidenza immediata di una identità fra religione e intolleranza. Dunque la religione, così come lo "spirito della tradizione" ovvero tutti gli atti e le credenze, ma anche i semplici comportamenti che l'uomo ha assunto grazie ad una tradizione culturale necessariamente identitaria (ovvero costitutrice di una chiara identità umana), sono da considerarsi focolai di intolleranza e minaccia sociale. Vanno pertanto debellati senza pietà!

Peccato però che tale miope e strumentale tolleranza (è servita negli ultimi due secoli a talune elites per accaparrare il proprio potere economico e sociale sui popoli che progressivamente sottomettevano al democraticismo oclocratico occidentale) finisca per essere vittima della sua medesima miopia. Abbiamo così la necessità di tollerare anche tutte le minacce che giungono dall'esterno della nostra cultura. Dobbiamo pertanto tollerare e proteggere culture e tradizioni che negano radicalmente non dico solo il concetto del rispetto reciproco ma la possibilità dell'amorevole convivenza fra popoli di diversa fede.

Il potere laicista occidentale deve oggi sottostare ad esempio alla convivenza forzata con l'invadente e crescente ondata islamica, ma pare non preoccuparsene. Ha già infatti la consapevolezza (magari un po' utopica) che l'Islam ed il mondo islamico saranno definitivamente corrotti e distrutti dal sistema consumistico e materialista occidentale. Nello stesso tempo tuttavia persegue la necessaria apertura "tollerante" all'Islam quale grimaldello per scalzare, ammorbidire, piegare ed eludere la presenza cristiana cattolica in Europa. Così recentemente la lobby massonico laicista finiana si è unita alla lobby "socialista" (nel senso di fautrice della dottrina sociale della Chiesa) vaticana per proclamare la necessità di un'ora di religione islamica nelle scuole italiane.

La Chiesa partecipa ormai con grave, ma apparentemente serena, dedizione a tale progetto di demolizione della propria presenza in Occidente, e di pressante indebolimento culturale e fideistico. Una Chiesa totalmente votata al mondo non comprende più il senso della propria missione e si trasforma in mera onlus, o agenzia umanitaria. O addiritttura in complice del progetto laicizzatore e deculturalizzante delle elites al potere in Occidente, magari con la scusa di un vacuo quanto esangue ecumenismo d'annata.
D'altra parte anche la propria "missione sociale" la Chiesa la ha abbandonata da tempo... E' totalmente incapace di svolgerla se non attraverso i canoni tipici delle onlus e delle Ong. Andate in giro per Roma, ad esempio, e guardate quanti senza tetto, quanti "barboni" (italiani), giacciono abbandonati lungo le strade che conducono alla Stazione Termini. Guardate tutta quell'umanità disperata ed abbandonata a se stessa. Nonostante i grandi sforzi della Caritas e di tanti sacerdoti dediti all'aiuto dei più sfortunati, nelle strade delle nostre città permangono ed aumentano le presenze di nostri fratelli abbandonati. Il tutto mentre la Chiesa gestisce con disinvoltura miliardi di euro in immobili ed altre ricchezze, senza neppure pagare l'ICI allo Stato Italiano che la foraggia con l'8 per mille...

In questo desolante e riprovevole contesto non stupirà la lettura dell'articolo in fotografia. A Ravenna una ex chiesa cattolica viene ceduta agli Ortodossi Russi. Costoro nel giorno della "benedizione" della chiesa divenuta "ortodossa" non hanno neppure invitato l'Arcivescovo Cattolico Verrucchi. Anzi, si sono divertiti ad attaccarlo perchè colpevole di non aver gli consegnato per tempo un luogo da adibire al culto. Come se fosse esclusivo compito della Chiesa Cattolica quello di rifornire sempre e comunque protestanti, ordotossi, ebrei e islamici di luoghi di culto! A dire il vero dalla lettura dell'articolo risulta che quella chiesa era già stata venduta dalla Curia ad un privato (roba da brivido!), e poi la Chiesa Ortodossa Russa l'avrebbe acquistata da questo privato. In questa compravendita di chiese la Chiesa Cattolica emerge quale attore indifferente e desacralizzato, capace di vendere addirittura i propri luoghi sacri dopo averli opportunamente sconsacrati. Ma non finisce qui!
L'Archimandrita Padre Marco Davitti si è divertito ad accusare variamente la Chiesa Cattolica, colpevole di evangelizzare i Russi, ma anche di aver ormai acquisito una dimensione "antropocentrica". Ed ha aggiunto: "la messa attuale cattolica è la Deutsche Messe dei Luterani. Con la comunione nelle mani. Tutti applaudono al papa, però nessuno gli obbedisce, nemmeno i vescovi. Il culto dei cattolici è ridotto a tre chitarrine e a canzoncine protestanti, il culto cattolico è ormai antropocentrico."

Come dargli torto? Anche a Bari da anni una delle più belle chiese del centro storico è stata sconsacrata ed adibita ad auditorium per piccoli concerti... mentre nella Basilica Pontificia di San Nicola è consentito agli Ortodossi Russi di celebrare in cripta ma è severamente vietata la celebrazione secondo la Forma Straordinaria del Rito Romano. Ma gli esempi ormai sono innumerevoli in tutta Italia. Se non è antropocentrismo questo...

6 commenti:

Nicola ha detto...

Desolante, ma veritiero ritratto della Chiesa odierna.

bedwere ha detto...

E` da un pezzo che lo dico: basta 8 per mille alla Chiesa! Vediamo se ci sentono da quell'orecchio.

Mons. A.G. ha detto...

"Questo genere di Chiesa a cosa è destinata se non alla completa scomparsa, alla morte per inedia, alla lenta ma progressiva inanizione, per far posto ad altre religioni più affermative e certe delle proprie verità di fede?"

Egregio Signore, è evidente che Lei con questa affermazione dimostra di non credere nell'indefettibilità della Chiesa e nella sua natura divina. Me ne dispiaccio ma Lei così è in eresia: La Chiesa anche nella prova tremenda la regge lo Spirito Santo non i suoi ragionamenti.

Francesco Colafemmina ha detto...

Eccellenza,

Mi meraviglia la sua lettura. Io parlo infatti di 'questo genere di chiesa' con ciò intendendo evidentemente un particolare approccio falsamente ecumenico di taluni esponenti della gerarchia ecclesiastica! Come fa a trarne conclusioni talmente affrettate? Attenda di leggere quanto scriverò oggi e poi ne riparliamo.... Forse eretici son più coloro che pur indossando talare e mozzetta non credono che la Salvezza sia nella sola Chiesa Cattolica!

Cordialmente

bedwere ha detto...

Dubito che Mons. A.G. sia cosi` zelante nel condannare dal pulpito gli eretici in talare e mozzetta!

Bombadillo ha detto...

..solo una precisazione. La cappella ortodossa nella cripta della Basilica di San Nicola è precedente al Vaticano II, ed è opera di un vescovo "pacelliano".
A me sembra un ottimo esempio di unione senza confusione, e di ecumenismo cattolico. Le ultime volte che ho sentito l'opinione dell'attuale Priore di S. Nicola - che non mi pare pacelliano manco per niente, che è contrario al M.P. di S.S. Benedetto XVI, ma è sicuramente un ecumenista - sosteneva, di tale cappella, che l'aveva chiusa è che sarebbe rimasta per sempre chiusa, senza eliminarla solo per motivi storico-artistici.
La "morale della favola" per me è chiara, ma non l'esplicito perchè mi piacerebbe che ognuno ci arrivasse da se.
Tom