giovedì 19 novembre 2009

PROFEZIA

La significativa opera di uno dei partecipanti all'Incontro: Caspar Berger

di Francesco Colafemmina

Scorro la lista dei 250 invitati sabato prossimo all'incontro con il Papa, tra un cocktail a base di Martini e l'altro. La rileggo e resto sempre più convinto che dietro questo incontro si celi un'insidia molto pericolosa.
Buona parte degli invitati proviene da un mondo che è estraneo al Cattolicesimo. Sono personaggi mondani e perifierici, arroganti ed umili, noti e sconosciuti, confusi in una mischia piuttosto eterogenea. Il Papa, si dice, li catechizzerà. Ma non è così semplice. Lì infatti ci sono artisti cattolici mescolati ad artisti anticattolici e meramente atei. Il mix non potrebbe essere più esplosivo.

Allora veniamo alla mia profezia. Il Papa farà uno dei suoi discorsi magistrali. Lo scrive di suo pugno, dunque non potrà essere implicitamente gradito a molti dei presenti. Benedetto XVI ha espresso in più occasioni la sua "estetica cattolica". Una estetica tutta incentrata sull'evento cardine della nostra fede, l'Incarnazione, ed illuminata da passione, morte e resurrezione di Cristo. Senza tenere al centro queste Verità della fede, l'estetica crolla nel baratro del suo annullamento antropocentrico e si contorce in vane esibizioni narcisistiche di materia mortifera.
Così, a incontro terminato inizieremo a sentire le voci dei critici, dei dissidenti, degli insoddisfatti. E i media ci imbastiranno su la loro indignazione per l'arretratezza di un Pontefice che esalta la bellezza di Dio attraverso la bellezza dell'Arte (che concetti arretrati, no?).

Chissà cosa penseranno di ciò i vari Citto Maselli e Nanni Moretti, il primo dichiaratamente marxista, il secondo regista di un film che si chiamerà "Habemus Papam", storia di uno psicanalista (Nanni Moretti) che psicanalizzerà un Papa che non vuole accettare la sua elezione?

E cosa penseranno delle parole del Papa una Patrizia Valduga o una radical chic come Margaret Mazzantini (accompagnata dal marito Sergio Castellitto)? E ancora, cosa penseranno gli architetti atei o agnostici come i vari Chipperfield, Liebskind e la "cafonal" Zaha Hadid (guardare Dagospia per credere)? E che dire dell'architetto Gregotti? Il vergognoso artefice dello Zen 2 di Palermo? In questa intervista alle Iene ha avuto il coraggio di affermare che lo Zen è il miglior quartiere che si potesse realizzare a Palermo e all'intervistatore che gli chiede perchè non sia andato ad abitarci lui in mezzo a quei casermoni orrendi, risponde: "mica io sono un proletario!".

Questo genere di VIPs è francamente insopportabile! E' insopportabile l'arroganza elitaria e pseudo aristocratica, l'arroganza mondana e conformista che si insinuerà in Vaticano in occasione di questo incontro di sabato. Non sarà il tentativo di aprire la Chiesa ad un nuovo mecenatismo affaristico legato alla "bolla" dell'arte e dell'architettura contemporanea? Ne parlava il critico d'arte Philippe Daverio nella puntata di Passpartout che trovate linkata qui. Secondo Daverio la finanza mondiale è completamente saltata a causa di una enorme bolla speculativa partita dai mutui immobiliari, e ciò è da ricondursi anche alla volatilità e virtualità di una certa architettura contemporanea.

Forse, dietro questa connessione evidente tra arte e architettura contemporanea e speculazione finanziaria, ci sarà un progetto ambizioso. D'altronde, aggregare artisti come Kounellis e Pomodoro, quotatissimi e già piuttosto anziani, significa assicurarsi le rendite delle loro quotazioni post mortem. Idem dicasi per artisti italiani meno noti come Amodei e Alviani. O per lo stesso Anish Kapoor. Dispiace che non sia stato invitato Damien Hirst, quello che mette i buoi in formalina: le sue quotazioni quest'anno sono un po' calate, ma restano sempre altissime. Altro grande assente è Cattelan, quello che appendeva i manichini di bambini impiccati agli alberi e che espose qualche tempo fa un Giovanni Paolo II abbattuto da un meteorite...

Ad ogni modo consoliamoci guardando questa meravigliosa ultima puntata di Passepartout, nella quale Daverio sberleffa la noiosa stanchezza dell'arte contemporanea misoneista e passatista perchè ostinata a restare fissa sulle stesse eccentriche aberrazioni di trenta-quaranta anni fa.

Ma il Santo Padre non si farà certo strumentalizzare, allorchè egli ricorderà che la vera arte e la vera bellezza è quella che si sforza di entrare in contatto con Dio. L'arte che è esaltata da questi dotti ed autoreferenziali intellettualoidi è infatti misconosciuta dalla gente comune, ha un linguaggio esoterico ed incomprensibile ai più, dunque è statutariamente opposta al Cattolicesimo ed al senso comune.

Invece dunque di darsi al mecenatismo non sarebbe meglio che taluni personaggi di Chiesa pregassero per il Papa e si operassero per salvare le anime degli uomini, difendere gli oppressi, aiutare gli emarginati, venire incontro ai poveri, abbracciare i migranti che hanno perso tutto? Era proprio necessario organizzare gli happenings della Martini e Rossi?

Preghiamo intanto per il Papa, affinchè nessuno dei mondani partecipanti all'incontro del 21 Novembre, possa affermare alcunchè contro di lui, ma anzi, convertito possa davvero scoprire il senso di quell'arte che non è elitaria ma comunitaria, perchè di Cristo abbiamo tutti bisogno e perchè alla fin fine le opere d'arte sacra e le Chiese le paghiamo noi semplici fedeli.

P.S.: Una breve postilla a coloro che credono che questo incontro serva a convertire gli artisti contemporanei atei ed anticristiani. Dunque, all'incontro partecipano grandi artisti cattolici che fanno arte sacra nascosti in mezzo ad artisti noti ma non cattolici e che non sanno cosa sia l'arte sacra. Pertanto non lo si può connotare semplicemente come un incontro con gli "artisti". Mettere Mons. Bartolucci vicino ad Amii Stewart o Mons. Miserachs Grau affianco a Mite Balduzzi, significa fare soltanto un bel minestrone. Ad ogni modo Dio vede e provvede in ogni occasione. L'importante è che anche noi con la preghiera Gli diamo una mano!

12 commenti:

mic ha detto...

ieri, in libreria, da Feltrinelli, molto è stato il mio disappunto di fronte all'esiguo scaffale dei libri del settore "religioni":
tra i tanti testi di Mancuso, Augias, Martini, Eisenman col suo "Giacomo, il fratello di Gesù", mancavano Mosebach, MacInerny ed altri e spiccavano su tutti ben sei testi (tantissimi in così angusto contesto) di Ravasi...

Anonimo ha detto...

ma quanti problemi ti metti Francesco, mammamia!

Francesco Colafemmina ha detto...

In che senso?

MATTEO CASTAGNA ha detto...

Benedetto XVI è anituato ai minestroni. Fa parte del Concilio negare il principio di non contraddizione in nome dell'unità nella diversità. Tutta la teologia di Ratzinger si basa hegelianamente sulla condivisione degli opposti, sulla coabitazione di verità ed errore, perchè l'errore (l'eresia) non viene mai condannata. E' l'apogeo, il compimento massimo del modernismo. Per questo Ratzinger ha accettato di partecipare ad un evento che tu stesso reputi inopportuno. Per questo ha lasciato che chi di dovere favesse quei 250 inviti, non certo pensati a casaccio. Farà contenti tutti, perchè il suo discorso sarà interpretabile da tutti, ciascuno con la sua "verità".

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Matteo,

non condivido la tua interpretazione. Purtroppo il Papa non può occuparsi di tutto. E tra l'altro il Papa è spesso messo dinanzi al fatto compiuto. Non sarei così pessimista.

Il Santo Padre è il Vicario di Cristo in terra, dunque non agisce in virtù del suo pensiero personale, ma attraverso l'illuminazione dello Spirito Santo.

Bisogna pregare e aver fiducia. D'altra parte non è stato lo stesso Papa Benedetto a dirci di aiutarlo ad affrontare i "lupi"?

Caterina63 ha detto...

Dice Francesco:

Il Papa, si dice, li catechizzerà. Ma non è così semplice. Lì infatti ci sono artisti cattolici mescolati ad artisti anticattolici e meramente atei. Il mix non potrebbe essere più esplosivo.

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amico mio (concedimi questo privilegio) ^__^ mi fai venire in mente la posizione dell'allora cardinale Bellarmino alle prese con il Concilio di Trento...e ai suoi scritti.... mi pare che la situazione in tal senso non sia poi così diversa, la differenza sta che che più che atei all'epoca egli dovette combattere con i protestanti e con cattolici che poi lo divennero...

Il Papa più che catechizzare SEMINERA'...e come sai molto dipenderà dal terreno nel quale il seme di questa parola cadrà...^__^

Profezia per profezia, ne azzardo una anch'io ^__^

Il Papa parlerà...e i giornali ne parleranno bene ^__^
per farne subito una interpretazione accomodante, estrapolando singole parti dando il contentino a tutti i partecipanti...

Degli invitati serpeggerà una INSODDISFAZIONE poichè il Papa non darà ragione ne agli uni, ne agli altri...egli cercherà di sottolineare gli interessi della Chiesa che di fatto NON fregano a nessuno, manco a mons. Ravasi...^__^
Intendiamoci, io "ci voglio bene" a Ravasi, ma è lui stesso nell'intervista postata più sotto che sottolinea di come l'aspetto fondamentale NON è l'arte che dispiega L'EVENTO accaduto 2000 anni fa e che ha prodotto la bellezza nella Chiesa, ma I VALORI DEI PROPRI TALENTI sono diventati l'arte contemporanea che produce e si produce oggi nelle nostre Chiese...ergo non si curano gli interessi della Chiesa, ma quelli del proprio ego...

Il testo che leggerà sarà tutta farina del sacco di Ratzinger oppure metà, metà? ^__^
perchè anche questo sarà importante...e di difficile previsione prevederne la portata...

Profetizzo che finirà il tutto con grandi applausi, strette di mano e qualche baciamano...
TUTTI SARANNO ALLA FINE SODDISFATTI e per ora nulla cambierà fino a che i Vescovi non metteranno in pratica ED ALLA LETTERA le raccomandazioni del Papa per altro espresse in anteprima ieri all'Udienza generale di Mercoledì...

^__^

Anonimo ha detto...

non lo so...in termini di purismo quello della chiesa è uno spazio che si restringe... in termini di dialogo si afferma con pazienza, non sempre infatti, gli interlocutori sono leali; è da tempo che si è deciso di tradurre il messaggio della fede nella lingua del mondo, dal parlare per slogan, al cantare pop... si sa...ed è faticoso cambiare la forma senza perdere la ratio... in ogni caso a me non fanno paura gli artisti che, ad alta voce, in uno stato che si professa libero, esprimono la propria opinione...ma di tutta una bella fetta di clero che ignora il Papa deliberatamente in nome di un'altra teologia... e agisce di fatto, in modo più insidioso.................

Francesco Colafemmina ha detto...

Concordo!

Anonimo ha detto...

a francesco fanno paura tutti coloro che non la pensano come lui. tutti anticristiani. ma il Papa potrà incontrare chi vuole o deve chiedere il permesso a noi?

Anonimo ha detto...

Sei semplicemente geniale !
Questo tuo articolo è meraviglioso!
Sei un grande!
A incontro concluso sapremo trarre le dovute considerazioni sul modo che si è seguito ( le solite agenzie ?) per scegliere gli artisti commerciali ( già è troppo che li ho chiamati artisti...).
Saranno già pronte le veline giornalistiche che si soliti giornalisti fannulloni ( tuttosommato l'incontro si svolgerà di sabato... meglio andare a fare una partitella ed affidarsi alle veline già pronte)useranno con copia + incolla.
Staremo a vedere...
A.C.

Francesco Colafemmina ha detto...

Su questo blog è necessario mantenere la massima moderazione e il massimo rispetto per Sua Santità.

bedwere ha detto...

Discorso del Papa in inglese sul New Liturgical Movement:

Pope Benedict XVI Meets with Artists in Sistine Chapel