mercoledì 23 dicembre 2009

APPLAUSI A PADRE LOMBARDI


di Francesco Colafemmina
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Propongo qui di seguito un breve commento alla nota di Padre Lombardi alla Radio Vaticana riguardante la firma da parte del Papa del decreto sulle virtù eroiche di Pio XII. In corsivo la nota. Faccio umilmente notare che questa nota dovrebbe servire a placare l'Assemblea Rabbinica Italiana che si riunisce questa sera a Bologna. Fa specie, inoltre, che il messaggio di Padre Lombardi sia stato pubblicato su Radio Vaticana e non, come dovrebbe avvenire in questi casi, sul Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede. Dunque è una dichiarazione ufficiale o un mero commento personale? Non è dato comprenderlo, sebbene sia evidente che dovrebbe trattarsi di una dichiarazione ufficiale. Intanto tutte le agenzie del mondo fanno sapere che la Santa Sede smentisce la prossima beatificazione di Pio XII e fa "marcia indietro". Ottimi risultati di comunicazione! Stiamo toccando i vertici dell'abilità diplomatica e mediatica... Veniamo però al testo della "dichiarazione":

"La firma da parte del Papa del Decreto “sulle virtù eroiche” di Pio XII ha suscitato un certo numero di reazioni nel mondo ebraico, probabilmente perché si tratta di una firma il cui significato è chiaro nell’ambito della Chiesa cattolica e degli “addetti ai lavori”, e può meritare alcune spiegazioni per un pubblico più vasto, in particolare quello ebraico, comprensibilmente molto sensibile a tutto ciò che riguarda il periodo storico della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto."

Premesso che la Chiesa Cattolica non deve rendere conto a nessuno delle sue decisioni interne, andiamo oltre:

"Quando il Papa firma un Decreto “sulle virtù eroiche “ di un Servo di Dio, cioè di una persona di cui è stata introdotta la Causa di beatificazione, conferma la valutazione positiva che la Congregazione delle Cause dei Santi ha già votato - dopo attento esame degli scritti e delle testimonianze – sul fatto che il candidato ha vissuto in modo eminente le virtù cristiane e ha manifestato la sua fede, la sua speranza, la sua carità, in grado superiore a ciò che si attende normalmente dai fedeli. Perciò può essere proposto come modello di vita cristiana al popolo di Dio."
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Citiamo la Instructio Sanctorum Mater del 2007:

Art. 4- § 1. La causa di beatificazione e canonizzazione riguarda un fedele cattolico che in vita, in morte e dopo morte ha goduto fama di santità, vivendo in maniera eroica tutte le virtù cristiane; o gode di fama di martirio perché, avendo seguito più da vicino il Signore Gesù Cristo, ha sacrificato la vita nell'atto del martirio.
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"Naturalmente si tiene conto in questa valutazione delle circostanze in cui la persona ha vissuto, occorre quindi un esame dal punto di vista storico, ma la valutazione riguarda essenzialmente la testimonianza di vita cristiana data dalla persona (il suo intenso rapporto con Dio e la continua ricerca della perfezione evangelica – come diceva il Papa sabato scorso nel suo discorso alla Congregazione delle Cause dei Santi), e non la valutazione della portata storica di tutte le sue scelte operative. Anche una eventuale successiva Beatificazione si colloca nella stessa linea, di proporre al popolo di Dio – con l’ulteriore conforto del segno di grazie straordinarie date da Dio per intercessione del Servo di Dio – un modello di vita cristiana eminente. In occasione della Beatificazione di Giovanni XXIII e di Pio IX, Giovanni Paolo II affermava: “La santità vive nella storia e ogni santo non è sottratto ai limiti e condizionamenti propri della nostra umanità. Beatificando un suo figlio, la Chiesa non celebra particolari opzioni storiche da lui compiute, ma piuttosto lo addita all’imitazione e alla venerazione per le sue virtù a lode della grazia divina che in esse risplende” (3.9.2000)."
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E' evidente - nonostante l'inciso di Giovanni Paolo II - che l'operato in vita dei Santi e dei Beati riguarda la valutazione della loro attualizzazione nella storia delle virtù cristiane. Lo dice lo stesso Giovanni Paolo II affermando che la "santità vive nella storia". La virtù non vive certo fuori dalla storia. Come si può dunque affermare che la "portata storica" delle "scelte operative" di un Santo o di un Beato, sia indifferente rispetto alla proclamazione delle sue "eroiche virtù"?

Si tratta di una contraddizione logica evidente: Se Pinco Pallino è stato perfettamente virtuoso ma ha omesso di salvare milioni di esseri umani (ammesso che fosse stato possibile salvarli) è chiaro che l'autenticità delle sue "eroiche virtù" sarebbe clamorosamente messa in discussione.
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"Ciò non intende dunque minimamente limitare la discussione circa le scelte concrete compiute da Pio XII nella situazione in cui si trovava. Per parte sua, la Chiesa afferma che sono state compiute con la pura intenzione di svolgere al meglio il servizio di altissima e drammatica responsabilità del Pontefice."

Mettiamoci d'accordo! O la Chiesa afferma che queste "scelte concrete" sono state compiute con "la pura intenzione etc." oppure sospende il giudizio. O una cosa o l'altra! E Benedetto XVI ha già indicato il suo pensiero in merito affermando:

"Agì spesso in modo segreto e silenzioso proprio perché, alla luce delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, egli intuiva che solo in questo modo si poteva evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei."

Questo è un giudizio sull'operato storico di Pio XII, non un'opinione secondaria sulla sua "portata storica". Ed è espresso dal Sommo Pontefice che a norma di Diritto Canonico ha potestà suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa. E' lui che firma il decreto sull'inchiesta della Congregazione della Causa dei Santi ed è egli, illuminato dallo Spirito Santo ad agire in piena libertà!

Can. 331 - Il Vescovo della Chiesa di Roma, in cui permane l'ufficio concesso dal Signore singolarmente a Pietro, primo degli Apostoli, e che deve essere trasmesso ai suoi successori, è capo del Collegio dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale; egli perciò, in forza del suo ufficio, ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente.

"In ogni caso, l’attenzione e la preoccupazione di Pio XII per la sorte degli ebrei – cosa che certamente è rilevante per la valutazione delle sue virtù – sono largamente testimoniate e riconosciute anche da molti ebrei. Rimane quindi aperta anche in futuro la ricerca e la valutazione degli storici nel loro campo specifico. E nel caso concreto si comprende la richiesta di avere aperte tutte le possibilità di ricerca sui documenti. Già Paolo VI aveva voluto favorire rapidamente tale ricerca con la pubblicazione dei volumi degli Actes et Documents. Per l’apertura completa degli archivi – come si è detto più volte – occorre provvedere all’ordinamento e alla catalogazione di una massa enorme di documenti, che richiede un tempo tecnico ancora di alcuni anni. Quanto al fatto che i Decreti sulle virtù eroiche di Papa Giovanni Paolo II e Pio XII siano stati promulgati nello stesso giorno, ciò non significa un “abbinamento” delle due Cause da ora in poi."
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Che vuol dire? Che senso ha questa giustificazione? Era utile? Era opportuna?

"Le due Cause sono del tutto indipendenti e seguiranno ciascuna il proprio iter. Non vi è quindi nessun motivo di ipotizzare un’eventuale Beatificazione contemporanea. Infine, le disposizioni di grande amicizia e rispetto del Papa Benedetto XVI verso il popolo ebraico sono state già testimoniate moltissime volte e trovano nel suo stesso lavoro teologico una testimonianza inconfutabile. E’ chiaro quindi che la recente firma del Decreto non va in alcun modo letta come un atto ostile contro il popolo ebraico e ci si augura che non sia considerata un ostacolo sul cammino del dialogo fra l’ebraismo e la Chiesa cattolica. Ci si augura anzi che la prossima visita del Papa alla Sinagoga di Roma sia occasione per riaffermare e rinsaldare con grande cordialità questi vincoli di amicizia e di stima."

In conclusione: invece di difendere il Papa e l'autorità pontificia, la si sminuisce dunque, quasi che il Santo Padre fosse il segretario firmatario di atti altrui. Invece di ribattere alle ingerenze vergognose del mondo ebraico negli affari interni della Chiesa Cattolica si viene loro incontro come agnellini miti ed obbedienti. Invece di difendere la dignità dei fedeli e della Chiesa tutta dalle accuse in malafede ed ipocrite dei vari rabbini sbraitanti che si fa? Ci si piega obbedienti alle loro richieste...

Complimenti!
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p.s. fare un giretto, prego, sul sito seguente e guardare i commenti pieni di amicizia e stima per i Cattolici ed il Papa firmati da esponenti di spicco delle comunità ebraiche italiane.


Fantastica vignetta pubblicata sul sito delle Comunità Ebraiche Italiane (leggere i cartelloni esposti davanti al Papa funambolo)

3 commenti:

gianluca cruccas ha detto...

somma ipocrisia

don Luigi ha detto...

Atti degli Apostoli...:

dove sono oggi Pietro e Stefano, gli apostoli e tanti che c'hanno rimesso la testa per i loro 'discorsi'? (non certo alla Lombardi!)

Ma gli atti degli apostoli sono già una lettura della comunità antigiudaica.

Vangelo:

dove è oggi il Messia...: "razza di vipere...etc..." ???

Ma i vangeli pure sono opera tardiva della comunità.

E allora...dove sono i profeti????

Stiamo proprio mal messi.

Montmirail ha detto...

Nessuna meraviglia purtroppo. Per buona parte della curia, il papa è
trattato alla stregua del "fratello scemo" di cui ci si vergogna un po'. Dopo ogni atto del papa passano cinque secondi e arrivano i supereroi del politicamente corretto. E su questo poi i media vanno a nozze sottolineando le divergenze. Risultato: continua esposizione di Sua Santità al ridicolo. Possiamo solo immaginare cosa accadrà con la visita in sinagoga. Per fortuna dal prossimo
anno un po' di big dovrebbero andare in pensione. E' l'unica cosa
che ci conforta a parte la certezza
che per quanti danni possano fare, la fede e la Verità non dipendono da loro.