martedì 22 dicembre 2009

ARCHIVI E IPOCRISIE - SECONDA PUNTATA

Targa di ringraziamento a Pio XII delle Comunità Israelitiche Italiane (Roma, Museo della Liberazione)


di Francesco Colafemmina

Nonostante il mondo ebraico non sia nè monolitico, nè ostile in massa alla figura di Pio XII, - notevoli esponenti ebraici continuano inascoltati a proclamare la grande levatura morale ed umana di papa Pacelli - stamane tutte le agenzie e i principali quotidiani mondiali rilanciano le dichiarazioni del magnate statunitense Ronald S. Lauder (patrimonio stimato intorno ai 3 Miliardi di dollari), presidente del World Jewish Congress. Mentre nessuno si premura di leggere - ad esempio - le 277 pagine del rapporto della fondazione Pave the Way dell'ebreo Gary Krupp, no... tutti vanno dietro alla propaganda vuota del WJC!

Lauder, filantropo di gran fama, ha dichiarato in una nota reperibile sul sito del WJC quanto segue: "Fino a quando gli archivi sul periodo cruciale dal 1939 al 1945 rimangono chiusi, e fino a quando non verrà raggiunto un consenso unanime sulle azioni - o inazioni - di Pio XII in merito alla persecuzione di milioni di Ebrei nell'Olocausto una beatificazione è inopportuna e prematura."

Ha poi aggiunto: "Sebbene sia una decisione completamente interna alla Chiesa Cattolica decidere a chi devono essere rivolti gli onori religiosi, ci sono forti preoccupazioni sul ruolo politico di Pio XII durante la II guerra mondiale che non possono essere ignorati." E ancora: "data l'importanza delle buone relazioni fra Cattolici ed Ebrei e in seguito ai difficili eventi dell'anno scorso, sarebbe stato apprezzabile se il Vaticano avesse mostrato maggiore sensibilità su questo problema."

Tutto ciò cosa ci ricorda se non la dichiarazione dell'Antidefamation League? Faccio notare, tra l'altro, quanto sia insopportabile quell'inciso sulla "libertà della Chiesa" di beatificare chi ritiene più opportuno. Se da un lato si mostra - mediaticamente - rispetto per le decisioni della Chiesa, come si può dall'altro lato pretendere di intervenire sulla questione suggerendo tempi e modi della beatificazione? Perché tutta questa aperta e strabordante ipocrisia?

Leggiamo poi quanto afferma il leggiadro rabbino capo di Francia, Gilles Bernheim: "dato il silenzio di Pio XII durante e dopo la Shoah, non voglio credere che i Cattolici vedano in Pio XII un esempio di moralità ed umanità. Spero che la chiesa voglia rinunciare a questa beatificazione pianificata e voglia così onorare il proprio messaggio e i propri valori".


Si dirà: ma cosa c'entrano queste storie spiacevoli con la questione Pio XII? C'entrano eccome! Se, infatti, autorità come il WJC si prodigano tanto nell'indicare alla Santa Sede l'atteggiamento da tenere nei riguardi della beatificazione di Pio XII, restano invece MUTI dinanzi alle violenze spregevoli subite da religiosi e religiose in Terrasanta. Perché la loro idea di dialogo religioso è intesa costantemente a loro esclusivo vantaggio? Perché credono di poter "fare le pulci" alla Santa Sede, mentre presumono una "immunità costitutiva" rispetto alle azioni di minoranze deviate del mondo ebraico? E che dire della squallida attitudine allo sputo sui cristiani di cui recentemente si è occupato anche il Jerusalem Post?

Se ADL, WJC ed altre sigle simili fossero tanto zelanti nel promuovere e salvaguardare il rispetto dei Cattolici in Terrasanta, quanto lo sono nell'opera costante, quasi "liturgica" di salvaguardia della "memoria", forse avrebbero una certa credibilità e potrebbero apparire istituzioni meno ipocrite di quanto non siano in realtà. Se queste istituzioni mondiali protestassero dinanzi alle violenze subite dai Cristiani in Terrasanta forse il loro appello al Vaticano sulla ricerca storica potrebbe sembrare sincero. In realtà non lo è. Si tratta piuttosto di pura ideologia. Ideologia a senso unico, monologo più che dialogo, incapacità di comprendere l'altro e ingerenza ossessiva negli affari della Chiesa Cattolica.

Le reazioni stanno montando come la panna in tutto il mondo. Finora si tratta di reazioni provenienti da una parte selezionata e - ahimè - maggioritaria del mondo ebraico, mondo per sua costituzione variegato e non omologabile in un'unica categoria. Leggo adesso il commento del Presidente dell'European Jewish Congress: "la valutazione papale riguardo alle "virtù eroiche" mostrate dall'altamente controverso papa Pio XII è un grosso schiaffo in faccia alla memoria dell'Olocausto." E ha aggiunto che la questione non riguarderebbe le relazioni giudaico cristiane ma la "memoria dell'Olocausto".

Qualche giornalista cerca di ottenere dichiarazioni di parte cattolica. E resto personalmente sbigottito nel leggere che il Cardinal Bagnasco ha preferito evitare commenti sulla questione in una intervista pubblicata oggi su La Stampa. Si attende a breve la reazione del clero tedesco e francese, molto sensibile quando si tratta di criticare l'operato del Papa.

Stupefacenti anche le rivelazioni de La Repubblica di oggi. Stando ad Orazio La Rocca i massimi vertici delle Comunità Ebraiche italiane starebbero per presentare - per tramite della Comunità di Sant'Egidio - una richiesta di chiarimenti al Pontefice. Si tratterebbe insomma di ottenere dal Vaticano la garanzia di bloccare l'iter della causa di beatificazione ponendo degli specifici paletti. Tra le righe si accenna alla necessità di chiarire la questione in occasione della visita alla Sinagoga di Roma prevista il prossimo 17 gennaio.

"La guerra mise in evidenza l’amore che nutriva per la sua “diletta Roma”, amore testimoniato dall’intensa opera di carità che promosse in difesa dei perseguitati, senza alcuna distinzione di religione, di etnia, di nazionalità, di appartenenza politica. Quando, occupata la città, gli fu ripetutamente consigliato di lasciare il Vaticano per mettersi in salvo, identica e decisa fu sempre la sua risposta: “Non lascerò Roma e il mio posto, anche se dovessi morire” (cfrSummarium, p.186). I familiari ed altri testimoni riferirono inoltre delle privazioni quanto a cibo, riscaldamento, abiti, comodità, a cui si sottopose volontariamente per condividere la condizione della gente duramente provata dai bombardamenti e dalle conseguenze della guerra (cfr A. Tornielli, Pio XII, Un uomo sul trono di Pietro). E come dimenticare il radiomessaggio natalizio del dicembre 1942? Con voce rotta dalla commozione deplorò la situazione delle “centinaia di migliaia di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate alla morte o ad un progressivo deperimento” (AAS, XXXV, 1943, p. 23), con un chiaro riferimento alla deportazione e allo sterminio perpetrato contro gli ebrei. Agì spesso in modo segreto e silenzioso proprio perché, alla luce delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, egli intuiva che solo in questo modo si poteva evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei. Per questi suoi interventi, numerosi e unanimi attestati di gratitudine furono a lui rivolti alla fine della guerra, come pure al momento della morte, dalle più alte autorità del mondo ebraico, come ad esempio, dal Ministro degli Esteri d’Israele Golda Meir, che così scrisse: “Quando il martirio più spaventoso ha colpito il nostro popolo, durante i dieci anni del terrore nazista, la voce del Pontefice si è levata a favore delle vittime”, concludendo con commozione: “Noi piangiamo la perdita di un grande servitore della pace”.Purtroppo il dibattito storico sulla figura del Servo di Dio Pio XII, non sempre sereno, ha tralasciato di porre in luce tutti gli aspetti del suo poliedrico pontificato. "

Queste parole evidentemente non bastano a soddisfare i farisei moralisti ebrei i quali oggi fanno sapere quanto segue:

"(Adnkronos) - A quanto apprende l'ADNKRONOS, si riunisce domani a Bologna l'assemblea dei rabbini italiani per discutere della vicenda relativa alla beatificazione di Pio XII e alla prossima visita del Papa alla sinagoga di Roma in programma il 17 gennaio. Nell'occasione il presidente dei rabbini italiani, Giuseppe Laras, fara' alcune comunicazioni sulla visita di Joseph Ratzinger al tempio ebraico della Capitale e sulla situazione di tensione che si e' venuta a verificare dopo l'approvazione del decreto sulle virtu' eroiche di Pacelli da parte del Pontefice. Al termine dell'incontro verra' diffuso un documento nel quale di fara' riferimento al caso Pio XII. Fra le questioni che saranno discusse il problema della'apertura degli archivi segreti del Vaticano relativi al periodo che va dal 1939 al 1945. Cio' che viene messo in discussione da parte dei rabbini non e' la beatificazione in quanto tale, ma il fatto che attraverso di essa si porti ad esempio e modello per tutti la figura di Pacelli, mentre sui suoi comportamenti esistono ancora dubbi; e' quindi necessario conoscere ogni dettaglio e ogni aspetto della sua azione negli anni del secondo conflitto mondiale."

Dunque siamo al farsesco ed al grottesco! Sono gli storici (magari di parte ebraica) a dover sancire secondo le varie comunità ebraiche in subbuglio nel mondo, la "moralità" e quindi anche l'esemplarità di Pio XII! Cosa dobbiamo dedurne? Dovremmo pensare che per i signori delle varie comunità ebraiche mondiali Pio XII doveva farsi ammazzare dai nazisti per essere portato oggi ad "esempio e modello per tutti"? E allora, con un tantinello di rabbia mi viene da dire: se per 5 anni di guerra tutti sapevano dei campi di concentramento e nessuna potenza mondiale ha fatto nulla o ha potuto far nulla per bloccare la Shoah, CHE COSA DIAMINE AVREBBE DOVUTO FARE IL PAPA??? Cosa avrebbe dovuto fare più di quanto fece ed è già documentato?

E chi da a questa gente l'autorità morale per giudicare un Venerabile Papa della Chiesa di Roma?

Loro che non hanno mosso un dito quando il giorno di Santo Stefano dell'anno scorso Israele ha bombardato ferocemente Gaza uccidendo centinaia di bambini e di innocenti con armi proibite come le bombe al fosforo?

Loro che in qualità di guide religiose avevano il dovere morale di gridare la necessità della Pace hanno invece consentito una violenta esibizione di odio e prepotenza! Loro non hanno detto una parola una quando i Rabbini di Israele hanno concesso l'esenzione dallo Shabbat ai militari che intrapresero la guerra su Gaza (il 26 era infatti venerdì e il venerdì al tramonto comincia lo Shabbat)!

E allora consentitemi di citare Matteo, 23:

1Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: 2"Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. 4Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. 5Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattéri e allungano le frange; 6amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe 7e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabbì" dalla gente. 8Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. 9E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. 10E non fatevi chiamare "maestri", perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. 11Il più grande tra voi sia vostro servo; 12chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.
13Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci 14.
15Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.
16Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio si è obbligati. 17Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? 18E dite ancora: Se si giura per l'altare non vale, ma se si giura per l'offerta che vi sta sopra, si resta obbligati. 19Ciechi! Che cosa è più grande, l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? 20Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra; 21e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che l'abita. 22E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.
23Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. 24Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
25Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. 26Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto!
27Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. 28Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.
29Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, 30e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; 31e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. 32Ebbene, colmate la misura dei vostri padri!
33Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna? 34Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; 35perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachìa, che avete ucciso tra il santuario e l'altare. 36In verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.
37Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 38Ecco: la vostra casa vi sarà lasciata deserta! 39Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!".

1 commento:

Reginaldo ha detto...

Parole sante.
Grazie Francesco (se mi è permesso questo "tu" colloquiale): sei tra i pochisssmi (ma ottimi) che hanno il coraggio di dire la verità, vergognosamente negletta, obliterata e nigrificata dal vile e monocorde tromboname mediatico, al soldo degli usurai e del loro "architetto" mammona.

+ Christus vincit +