lunedì 25 gennaio 2010

COME TI DISTRUGGO IL DUOMO... DHO!


di Francesco Colafemmina

A volte non si può che restare di stucco dinanzi all'orrore... E anche se ha ragione Mosebach - la bellezza è oggi nel nostro mondo sempre più relativizzata-, tuttavia rifacendosi ai fondamentali tomistici e alla teoria estetica dionisiana non si può non riconoscere un riferimento costante, una comune fonte estetica al di là di tutti i relativismi.
Purtroppo invece la bellezza si è trasformata in deforme spregio per il bello, in sordida regalità del kitsch, in mostruoso trionfo del pacchiano.



Qui, Sua Eccellenza Mons. Sebastiano Dho (sì, proprio come la nota esclamazione di stupore di Homer Simpson) si è fatto promotore di un restauro-adeguamento che piuttosto vale la pena definire scempio-sconceria. Visto però che a nulla serve levare toni savonaroliani e indignati, nè tantomeno evocare l'Apocalissi sempre più vicina, mi permetterò soltanto di citare la famosa esclamazione che racchiude il nitore teoretico e metafisico di Homer Simpson, rivisitata per l'occasione da "d'oh!" in "dho!". Tanto più che gli artefici paludati di cotanto pacchianume artistico si ricoprono di una tale altezza sublime nella speculazione teologico spiritualistica da restare noi poveri mortali annebbiati, mentre tentiamo di elevarci alle loro incomparabili vette.

Partiamo così dai fatti. Nel novembre 2008 si concludeva un'operazione di adeguamento liturgico un po' banalotta ma estremamente interessante solo per la sua potenza dissacratoria. Non un adeguamento di una chiesa parrocchiale qualunque, bensì del nobilissimo e solenne duomo di Alba. In cosa è consistito l'adeguamento? In un'opera di puro genio, roba che neanche Archimede Pitagorico si sognerebbe di fare nei fumetti di Topolino!
Infatti qui ad Alba si è riusciti a realizzare l'impossibile: trasformare una chiesa a croce latina in una chiesa a pianta circolare! Solo la genialità di un fervido architetto unita a quella di liturgisti e commissioni diocesane particolarmente competenti, poteva dar luogo ad un prodigio che oseremmo definire la "cerchiatura del rettangolo".
Il nuovo altare ha preso così posto ancor prima del transetto, l'ambone e la sede episcopale sono tra il secondo e il terzo pilastro della navata, l'uno da un lato e l'altro dall'altro lato. Infine nel novembre 2009 è stata piazzata una ragnatela fosforescente di forma quadrata sospesa a mezz'aria sul nuovo altare e coraggiosamente ribbattezzata da Mons. Dho "ciborio luminoso" (dho!).

Così facendo le genialità qui eminentemente riunite per creare un tempio della dissacrazione architettonica ed artistica forse non si sono rese conto che il prete sull'altare finisce per celebrare per più di metà dei fedeli-spettatori ad populum, per un quarto di essi a latere, per un altro quarto ad Orientem. Ma queste sono solo minuzie...

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Veniamo invece alla sostanza. Ci spieghino gli eminenti architetti e i rispettabili Monsignori dov'è scritto nei testi del Concilio che le chiese a croce latina devono essere trasformate in spazi circolari?
Dov'è scritto che l'altare deve essere al centro geometrico delle chiese antiche e moderne?
Dov'è scritto che i presbiteri delle chiese antiche devono essere rasi al suolo, modificati o addirittura ignorati e lasciati come una scenografia sullo sfondo?
Dov'è scritto che le chiese antiche devono essere utilizzate quale campo di sperimentazione artistica e architettonica da astrattisti e destrutturalisti?
Dov'è scritto che i tabernacoli devono essere abbandonati, messi nel retrobottega o spostati rispetto alla centralità che la Presenza Reale merita in ogni chiesa del mondo?
Visto che anche menti geniali come quelle che hanno deturpato il Duomo di Alba non riusciranno a trovare un solo riferimento conciliare alle radici ideologiche e preconcette dei loro abusivi adeguamenti, mi permetto soltanto di richiamare l'attenzione delle autorità ecclesiastiche e civili competenti affinchè venga pienamente cancellata la vacua vulgata conciliare. Il Concilio non ha mai detto che le chiese debbano essere tonde, o che vadano trasformate in chiese tonde! Non ha mai predicato l'assolutismo della socialistizzazione liturgica unita alla sua spettacolarizzazione. Nè ha mai detto che l'altare deve essere al centro della chiesa, non ha mai infranto la differenza fra spazio sacro e spazio profano!
I veri profanatori chi sono allora? Non sono forse questi autentici distruttori del bello e dell'ordine?


"“La chiesa-edificio rispetto alla Chiesa di persone è l’abito che la protegge, la significa nella sue funzioni, la illumina nella sua simbolicità e la orna della sua bellezza”; così si esprime un illustre esperto in liturgia, a riguardo di quello che definisce “l’abito della sposa”; è ovvio e deve restare fermo naturalmente che è la sposa che conta infinitamente più dell’abito.
Noi oggi stiamo stiamo celebrando questa liturgia solenne in questo contesto e con questo spirito, profondamente convinti di vivere un momento bello ed anche soddisfacente, quello di essere riusciti, nonostante le non poche difficoltà di percorso, a questa realizzazione di un restauro necessario da tempo e soprattutto all’adeguamento liturgico del presbiterio, secondo le sapienti direttive della mai sufficientemente lodata riforma del Concilio Vaticano II°."

Ma, Eccellenza, ci aiuti a comprendere dove diamine sta scritto che le elucubrazioni di Crispino Valenziano debbano avere più valore delle affermazioni di Sua Santità Benedetto XVI contenute ad esempio nell'Introduzione allo spirito della liturgia o nell'Esortazione Apostolica Sacramentum Caritatis?
La chiesa non è un contenitore di simboli, come vuole il paragnosta Valenziano! No! E' il luogo sacro per eccellenza, il luogo in cui si compie la Divina Liturgia, il luogo nel quale è Presente Nostro Signore Gesù Cristo nel Tabernacolo! E' dunque da questa natura di dimora che discende il suo esser "bella". La chiesa è bella per Cristo, perchè deve ospitare la Sua Presenza Reale!
Ma soprattutto, Eccellenza carissima, dove sta scritto che l'adeguamento liturgico del presbiterio andava realizzato in questo modo, dove sono mai "le sapienti direttive della mai sufficientemente lodata riforma del Concilio Vaticano II"?
Quali sarebbero queste direttive?

Fumo negli occhi! Ecco cosa sono le direttive fantomatiche del Concilio. Nient'altro che fumo negli occhi: "dho!".
E tutto questo fumo negli occhi dei fedeli è alimentato e finanziato dall'8 per mille e dai denari delle donazioni dei fedeli o di qualche fondazione. Denari sprecati per rivestire di bruttezza ciò che è già bello in sè.
Allora non è forse giunto il momento di smettere di finanziare tutti questi scandalosi orrori? Solo così - ne sono certo - qualcuno dalle parti della CEI sarà costretto ad esclamare anch'egli un desolato: "dho!".

24 commenti:

adaltaredei ha detto...

Che dire? D'ho mio, una cosa così non si era mai vista. Ben venga la nuova congregazione delle "Sorelle delle santissime ruspine riparatrici degli scempoi architettonoci", costituendo ordine che promette di operare molto bene!

adaltaredei ha detto...

Errata corrige: ovviamente gli "scempoi architettonoci" sono gli scempi architettonici... però di fronte a certi capolavori, gli "scempoi architettonoci" hanno un certo valore poetico - letterario

Anonimo ha detto...

Che tristezza. Penso che Mons. Vallainc si girerà nella tomba.

Anonimo ha detto...

E' meraviglioso: sembra la sala d'attesa dei voli internazionali di un aeroporto appena ristrutturato.

Anonimo ha detto...

il ciborio fosforescente è molto sixties.

turistaitaliano ha detto...

Ciao
mi piace molto il tuo blog, sto mettendo su un blog di esperienze di viaggi in Italia. Che ne diresti di scrivere un post sul perchè gli italiani e gli stranieri dovrebbero visitare il luogo in cui vivi?
Puoi anche dare consigli su alloggi, case vacanze, hotel, ecc
fammi sapere, magari sul mio blog perchè sto contattando diversi blogger. Ovviamente ci sarà un link al tuo blog con il tuo nome ;-)

Grazie

Anonimo ha detto...

l'altare sembra il carretto di un venditore di gelati

bedwere ha detto...

Quest' "arte" esprime coerentemente una "teologia" sbagliata. I cattivi maestri che hanno imperversato (e imperversano) nei seminari (Rahner e compagnia) hanno formato le mente dei pastori. Che altro aspettarsi se non questa schifezza da chi ha spazzatura nella testa e nel cuore?

Andrea ha detto...

Non per ripetere "Delenda Carthago", bensì "Carthago (Piemonte) delet nos" : la fonte dell'orrore gallicano-giansenistico-modernista è sempre nord-occidentale !!

Anonimo ha detto...

Una sola domanda : la Soprintendenza cosa ci sta a fare ?
Le Cattedrali non sono " monumenti nazionali" ?
Ricevono per questo particolari sovvenzioni da parte dello Stato Italiano ( almeno una volta era così ).
Grazie della risposta .
A.C.

don Luigi ha detto...

ODDIOOOOOO cosa rischiavamo! ;-))

Anonimo ha detto...

Le Soprintendenze non possono fare nulla se l'intervento non prevede il danneggiamento di opere antiche. Infatti al rifacimento/smontaggio dell'altare antico hanno preferito questo.... proprio per non incorrere in una non autorizzazione. Decide sempre la Curia con il delegato diocesano ai beni culturali. Gli altri mani legate!
Annamarilù

Anonimo ha detto...

Ma che roba!, ora sull'altare ci mancava solo "la hamaca paraguaya"!

Anonimo ha detto...

...siamo sicuri che non si possa presentare regolare denuncia ai carabinieri???

cincinnato ha detto...

Sto anch'io pensando di non dare più l'8 per mille alla Chiesa cattolica, dopo che ho letto di finanziamentiCEI a chiese nuove allucinanti

bedwere ha detto...

Se vivessi in Italia, avrei smesso da un pezzo di dare l'8 per mille alla Chiesa italiana. Purtroppo!

El Cid ha detto...

Effettivamente desta perplessità l'abitudine invalsa di rileggere gli edifici del passato con i nostri occhiali, senza fare l'operazione inversa, "farci rileggere noi" da questi edifici, testimoni di una sapienza teologica, liturgica e architettonica ancora esemplare.
Come destano perplessità le forme un po' troppo astratte e aniconiche.
Detto questo, va dato atto almeno di una cosa: i rapporti gerarchici tra i poli celebrativi (altare, ambone, cattedra) sono corretti; non c'è la cattedra a sormontare l'altare, che è pure (udite, udite, non si incontra così facilmente nei rifacimenti postconciliari) sopraelevato e distinto; l'idea del "ciborio luminoso" sarà pure sopra le righe (ma è una soluzione che attuò a suo tempo anche il grande Gaudì), ma è apprezzabile il recupero del ciborio (per quanto ancora minimalisticamente inteso, e non paragonabile a quelli della tradizione).

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro El Cid,

quell'affare non è un ciborio ma una emerita schifezza!

Mettere una ragnatela luminosa che cavolo vuol dire?

Come direbbe Totò: ma mi faccia il piacere!

Anonimo ha detto...

TeologaTomista dice: Concordo col Colafemmina!Le ragnatele lasciamole fare all'Uomo Ragno!Abbiamo Chiese, Basiliche e Cattedrali meravigliose, frutto del genio di mirabili artisti ed architetti e del denaro di Signori che ormai sono stramorti, ma che amavano far brillare di Gloria Dio (ovviamente per riflettersi sopra un pò della sua Gloria, ci mancherebbe...ma questo poco importa infondo) e che facciamo?!Questi scempi megagalattici, queste caricature pseudo-liturgiche da quattro lire,che sono buone solo per quel folle di Valenziano che ciò che scrive, tra parentesi, lo dovrebbe rileggere ogni tanto, perchè credo non si capirebbe neppure lui! Mons. Dho questo scempio non le fa onore, nostro Signore e quei poveracci che hanno pensato e costruito la meraviglia del Duomo di Alba, mi sa che nel suo giorno del giudizio, avranno 3 o 4 parole da dirle...non vorrei essere nei suoi panni!

El Cid ha detto...

Ok, concediamo che è una schifezza, ma ciò non mi pare invalidi il mio discorso.
Ho visto chiese nuove e ristrutturazioni molto peggiori, dove le gerarchie sono del tutto pervertite.

Anonimo ha detto...

Teologatomista dice: Elcid, non per essere testona, ma la legge del restauro è PRESERVARE e non SOVVERTIRE!Compris!Quindi, se in origine una cosa è così, perchè farla diventare POMI'? Si capisce che il luogo di culto deve essere fruibile anche dopo la riforma liturgica, ma a volte si esagera un pò ed anzicchè accomodare si deve per forza sovvertire (magari per spacconaggine o presunta cultura). Badate, si stà pur sempre parlando di un'opera d'arte, che per quanto ne so credo si debba difendere e conservare così come essa si trova, riforma o non riforma!La stessa cosa accade spesso con opere d'arte che da una chiesa vengono prese e spostate ad un'altra, perchè magari un Mons. la gradisce a se vicina...questo è uno scempio è decontestualizzare!Quell'opera è stata creata, pensata, progettata per stare lì, con quella luce, con quel contesto ecc... Spero di aver chiarito il concetto!Molto meglio aggiungere un altare mobile che, per quanto comunque non sia liturgico, almeno rispetta il luogo nella sua Sacralità e nella sua storicità.Tra parentesi, non mi sembra che le nuove chiese rispettino minimamente i canoni di bellezza e misura che le antiche costruzioni hanno (vedi mostro Fuksas)e neppure sono liturgiche...forse, forse le due cose hanno un nesso?!Che ne dici?

El Cid ha detto...

E' forse meglio una cattedra sopraelevata ed un altare tipo mensa neocatecumenale?

Anonimo ha detto...

TeologaTomista dice: No, grazie, Dio ce ne liberi!Meglio lasciare il mondo come stava...io, fossi stata in Mons.DHO, avrei continuato a celebrare sul bellissimo altare antico,magari di spalle (se fosse stato necessario)...ma siccome non tutti la pensano come me, meglio un altare mobile DECOROSO, magari in pietra con, se possibile, una teca in vetro sul fronte dove poter tenere, insieme a qualche reliquia di Santi, un bel paliotto antico, che dici? In una grande chiesa della mia città hanno fatto esattamente così e ti assicuro che non guasta pietanza...;) Saluti

Anonimo ha detto...

Per chi non lo sapesse il presbiterio sopraelevato non viene utilizzato da decenni,
era bresente un meraviglioso ambone in mormo nella navata che i soliti liturgisti hanno fatto smantellare.
Prima di questo scempio era predisposto un prespiterio "provvisiorio" ma decisamente migliore di quello che vi si trova adesso.
Sorte peggiore pero' tocchera' all'organo: lo strumento rifrmato da carlo vegezzi bossi di Torino nel 1912 verrà riportato alla fisionomia del precedente organo lingiardi quindi due manulai con mezzi registri e una pedaliera con 12 note ed il tuttpo con la compiacenza del (ir)responsabile dei beni architettonici della diocesi.