mercoledì 20 gennaio 2010

FERMIAMO L'ICONOCLASTIA DEGLI ADEGUAMENTI LITURGICI


di Francesco Colafemmina

E' ora di dire basta! Gli episodi di "adeguamento liturgico" di chiese costruite prima del 1969 si rinnovano ogni giorno in tutte le chiese del mondo. Questi episodi in realtà sono autentiche minacce all' "ermeneutica della continutà" e palesi violazioni del Motu Proprio Summorum Pontificum.

Partiamo dalle norme previste nell'Institutio Generalis Missalis Romani del 2002. Qui, al punto 299 si specifica "L’altare sia costruito staccato dalla parete, per potervi facilmente girare intorno e celebrare rivolti verso il popolo: la qual cosa è conveniente realizzare ovunque sia possibile."

A questa prioritaria imposizione si aggiungono le seguenti intimazioni all'art. 303: "Nelle nuove chiese si costruisca un solo altare che significhi alla comunità dei fedeli l’unico Cristo e l’unica Eucaristia della Chiesa. Nelle chiese già costruite, quando il vecchio altare è collocato in modo da rendere difficile la partecipazione del popolo e non può essere rimosso senza danneggiare il valore artistico, si costruisca un altro altare fisso, realizzato con arte e debitamente dedicato. Soltanto sopra questo altare si compiano le sacre celebrazioni. Il vecchio altare non venga ornato con particolare cura per non sottrarre l’attenzione dei fedeli dal nuovo altare."

Queste imposizioni sono recepite automaticamente dalle varie Conferenze Episcopali mondiali ed è loro dovere farlo.

Ricapitoliamo il senso dell'IGMR: nelle chiese antiche l'altare maggiore ad Deum va o rimosso o sostituito da un nuovo altare e comunque dismesso o "sconsacrato" (in tal senso sono chiarissime le norme per l'adeguamento liturgico CEI del 1996 che impongono la rimozione dall'antico altare persino delle reliquie poste sotto di esso!).

Questi due piccoli articoli del messale attuale costituiscono la ragione fondante dell'iconoclastia che impera con furia irrazionale distruggendo e cambiando letteralmente volto a tutti i presbiteri delle chiese costruite prima del 1969.

Nel 2007 è accaduto un fatto totalmente nuovo. Il Motu Proprio Summorum Pontificum ha liberalizzato la Santa Messa Gregoriana, identificata come "forma straordinaria" dell'unico Rito Romano.

Il Messale adottato per la "forma straordinaria" è quello del Beato Giovanni XXIII edito nel 1962. Questo Messale prevede una celebrazione su di un altare rivolto ad Deum, un altare sul quale vi sia il tabernacolo, un altare sul quale sia possibile disporre svariati candelabri, cartegloria, etc.

Che succede dal 2007? Succede che nel mondo rinasce la sensibilità spirituale e liturgica nei riguardi della Forma Straordinaria del Rito Romano. Ma, nello stesso tempo, si continuano a distruggere quegli altari che SOLI rendono possibile la celebrazione secondo quella forma del Rito.

Riflettiamo allora: nel 2007 il Sommo Pontefice emana il Motu Proprio, il cui obiettivo principale è reintegrare la Fraternità San Pio X nel seno della Chiesa. Nello stesso tempo lo stesso Benedetto XVI celebra ad Orientem sia privatamente sia pubblicamente nella Cappella Redemptoris Mater, in Cappella Sistina, nella Cappella Paolina, all'altare della Cattedra di San Pietro. Sempre contemporaneamente in tutte le chiese del mondo - basandosi sulle norme vincolanti di IGMR 299 e 303 - si distruggono gli altari ad Deum, unici a rendere possibile la celebrazione secondo il Rito Antico. Mi domando allora: ma di questo passo anche quando un domani la Fraternità Lefebvriana sarà reintrodotta nel seno della Chiesa resterà in piedi una norma che pian piano finirà per smantellare la possibilità stessa di celebrare secondo il Rito Antico?

Questo scenario non è nè pessimistico nè esasperato. E' un dato di fatto.

Come è un dato di fatto l'assoluto orrore rappresentato dalla costante distruzione e dismissione degli antichi altari delle chiese più belle del mondo! Un errore oltre che un danno sotto il profilo artistico e storico. Un errore anche per la proficua convivenza delle due forme dello stesso Rito Romano. Un autentico tradimento dell'insegnamento pratico e liturgico di Sua Santità Papa Benedetto XVI! Non sarebbe opportuno allora variare quegli articoli, modificare le norme per l'adeguamento liturgico? Non sarebbe opportuno rendere possibile la celebrazione in entrambe le forme o lasciando l'altare ad Deum (visto che tale celebrazione è consentita sia dal VO che dal NO) o ponendo dinanzi all'altare ad Deum un altro piccolo altare ad Populum costruito nello stesso stile di quello ad Deum evitando accuratamente che quello ad Populum diventi l'unico ed esclusivo altare di ogni chiesa? Per far ciò vanno urgentemente modificate le norme CEI che, addirittura, prevedono nel caso di coesistenza dei due altari non solo la desacralizzazione di quello antico (l'altare deve essere dismesso e vanno rimosse le reliquie), ma la posticcia e schizofrenica necessità di costruire un nuovo altare che si distacchi formalmente dallo stile artistico dell'altare antico!

Altrimenti chi fermerà questa incoerente iconoclastia? Chi salverà la tradizione cattolica dalla rovina che la attende?

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Direi che gli "adeguamenti" liturgici sono ufficialmente "non necessari" almeno dal 2000 e anche per la forma ordinaria: cfr. http://www.cattoliciromani.com/forum/showpost.php?p=664588&postcount=90

Francesco Colafemmina ha detto...

Gli adeguamenti liturgici sono comunque necessari per la n.303 e comunque sul 209 vedi recente responso citato qui:

http://fidesetforma.blogspot.com/2010/01/celebrare-ad-orientem-il-culto-divino.html

I responsi sono quantomeno ambigui e nell'incertezza vengono intepretati pro adeguamento.

Fabrizio ha detto...

Senza mezzi termini ritengo che ogni adeguamento liturgico sia uno stupro tanto della coerenza architettonica dell'edificio quanto del suo contenuto spirituale. Non c'è progetto nè artista valido che possa rendere la pillola più dolce. L'ermeneutica della rottura si rivela proprio negli adeguamenti liturgici in tutta la sua efferatezza. La migliore delle ipotesi è che l'altar maggiore venga accantonato, il suo abbandono ne costituisce la salvezza, come nel Duomo di Pisa. Nei peggiori casi viene fatto fuori e sostituito in toto con un modernissimo assetto liturgico, come nel Duomo di Padova. Entrambe le cattedrali citate hanno commissionato i nuovi arredi a Giuliano Vangi, artista che apprezzo molto, ma che, posto all'interno di contesti architettonici secolari, lascia comunque un'amara considerazione: "a che pro?"

Anonimo ha detto...

Alla tua angosciante domanda " chi salverà ..." noi credenti dobbiamo rispondere con la forza della fede : sarà Nostro Signore Gesù Cristo a salvare la Sua chiesa e la Liturgia !
Sapendo che la questione della collocazione dell'altare è tuttaltro che risolta e definita nella nostra amata Patria stanno accellerando i tempi della distruzione di quel poco che rimane.
All'indomani dell'elezione di Papa Benedetto XVI, le cui idee al riguardo molti conoscevano, un parroco preferì essere denunciato della Soprintendenza distruggendo l'antico altare, senza attendere l'autorizzazione.
Perchè tanta fretta ? Aveva paura che il nuovo Papa avrebbe rimesso la Messa con " le spalle al popolo" !
Caro Francesco quando mi hai comunicato questo tuo mirabile nuovo articolo io mi trovavo, con gli occhi pieni di lacrime, in un magazzino. Il proprietario, persona assai devota, mi ha mostrato alcuni pezzi di altari ( persino uno di una basilica romana ) che ha acquistato, tutto perfettamente in regola legalmente, negli anni della grande e frettolosa distruzione. Immagina quanta preghiera quei sacri legni ancora trasudano ! Eppure ormai sono stati destinati agli usi profani.
Il Signore abbia pietà di noi e perdoni queste orrende profanazioni perpetrate con la scusa degli "adeguamenti liturgici".
Possibile che solo noi, poveri laici ( io non posseggo neppure una laurea teologica, quindi sono anche ignorante ) dobbiamo soffrire per quanto sta accadendo ?
Grazie per tutto quello che stai facendo " a lode di Dio ".
Con affettuosa riconoscenza
Andrea

bedwere ha detto...

Le conferenze episcopali andrebbero abolite punto e basta. Sono organi burocratici che finiscono per tenere in ostaggio i vescovi (almeno quelli piu` deboli). Meglio convocare sinodi nazionali alla bisogna.

El Cid ha detto...

Ovviamente condivido tutta l'esecrazione per le iconoclastie liturgiche.
Però dovrebbe essere chiaro che una cosa è "un altare rivolto ad Deum", altra "un altare sul quale vi sia il tabernacolo", altra ancora "un altare sul quale sia possibile disporre svariati candelabri, cartegloria, etc.".
Appiattendo queste differenze non si rende un buon servizio alla Tradizione.

Caterina63 ha detto...

Dalla Sacramentum Caritatis di Benedetto XVI

Il luogo del tabernacolo nella chiesa

69. In relazione all'importanza della custodia eucaristica e dell'adorazione e riverenza nei confronti del sacramento del Sacrificio di Cristo, il Sinodo dei Vescovi si è interrogato riguardo all'adeguata collocazione del tabernacolo all'interno delle nostre chiese.(196)

La sua corretta posizione, infatti, aiuta a riconoscere la presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento. È necessario pertanto che il luogo in cui vengono conservate le specie eucaristiche sia facilmente individuabile, grazie anche alla lampada perenne, da chiunque entri in chiesa.

A tale fine, occorre tenere conto della disposizione architettonica dell'edificio sacro: nelle chiese in cui non esiste la cappella del Santissimo Sacramento e permane l'altare maggiore con il tabernacolo, è opportuno continuare ad avvalersi di tale struttura per la conservazione ed adorazione dell'Eucaristia, evitando di collocarvi innanzi la sede del celebrante.

Nelle nuove chiese è bene predisporre la cappella del Santissimo in prossimità del presbiterio; ove ciò non sia possibile, è preferibile situare il tabernacolo nel presbiterio, in luogo sufficientemente elevato, al centro della zona absidale, oppure in altro punto ove sia ugualmente ben visibile. Tali accorgimenti concorrono a conferire dignità al tabernacolo, che deve sempre essere curato anche sotto il profilo artistico.

Ovviamente è necessario tener conto di quanto afferma in proposito l'Ordinamento Generale del Messale Romano.(197) Il giudizio ultimo su questa materia spetta comunque al Vescovo diocesano.



***
è ovvio che ciò che spetta al vescovo diocesano è LA COMUNIONE con ciò che dice Pietro....

Anonimo ha detto...

Salve.
Sig. Colafemmina, saremmo interessati a sapere se ha già un impiego, e di quale laurea è in possesso.
Saluti

Anonimo ha detto...

Le "sacre demolizioni" attualmete tanto in voga da parte dei chierici post-conciliari è, prima di tutto, un insulto e un gravissimo danneggiamento del patrimonio artistico e culturale nazionale che ciascun parroco e vescovo ha l'obbligo morale di preservare intatto. Consiglio qualunque cittadino, anche non fedele, che scopra soprusi di tale tipo di fare denuncia alla competente Soprintendenza o ai carabinieri.

Anonimo ha detto...

Consiglio caldamente all'anonimo delle 15,55 di farsi i fatti suoi.

Caterina63 ha detto...

Perfino i Luterani sono più tradizionali di noi, almeno a riguardo della custodia delle Chiese....

http://www.oriensforum.com/index.php?topic=2321.0

Anonimo ha detto...

Per l'anonimo delle 15,55:
Il buon senso e il gusto per il bello non lo si acquisisce con una laurea specialistica.
Come non si acquisisce la buona creanza e l'educazione.

Antonello.

Francesco Colafemmina ha detto...

Anonimo delle 15.55 due domande:

a. Siete per caso una agenzia di headhunters o di recruitment?

b. Chi "siete"? Il plurale è maiestatis o indica un gruppo di persone che a turno hanno digitato un tasto del computer per esprimere un pensiero condiviso?

Anonimo ha detto...

Francesco credo abbia ragione: l'anonimo delle 15,55 pubblica un pensiero debole, ma condiviso con più mani. Forse, dietro quelle mani potrebbe pure esserci qualche cervello, ma ancora non lo sappiamo.

Antonello

Anonimo ha detto...

Sig. Colafemmina, si voleva offrire la possibilità di un colloquio per un impiego presso uno studio di architetti associati della capitale.
E' stato nostro l'errore di non contattarla in privato alla e-mail che compare sul sito.
Risposta lettera a, ricerca personale qualificato.
Distinti saluti

Francesco Colafemmina ha detto...

Potete contattarmi a fcolafemmina@safeweb.it

Grazie