sabato 30 gennaio 2010

I GUARDIANI DEL CONCYLIUM - Parte II

Il Consigliere Reale Blancus, Abbot dell'ordine Bosius


di Francesco Colafemmina

Fu Lord Martinius, anziano membro del Collegio di Cardins, a riunire nel Palazzo d'Inverno la fronda ostile ai Latinis. Antico Signore di Mediolas, Lord Martinius conservava un enorme potere sulla massa indisciplinata degli Episcoprotest e nonostante la sua veneranda età grande fascino emanava la sua augusta persona in grado di sedurre ancora innumerevoli membri della classe Laicatus.

Lord Martinius legato dal vincolo di sangue del Collegio di Cardins al Latinus Josephus, aveva partecipato, a suo dire, all'elezione dell'attuale Re di Vatiks. Ma il suo aiuto non mutò il destino della diga del Concylium. Era destinata a cadere dopo aver ridotto la Terra di Homines ad una vasta distesa di latifondi nelle mani dei potenti Freemasons.
Re Josephus, giusto, nobile e saggio, aveva lasciato intendere a Lord Martinius che il Regno di Vatiks non era il luogo adatto a mercimoni e promesse dettate dall'interesse. Bisognava guardare ai veri desideri delle varie classi umane, ma soprattutto bisognava adoperarsi affinché la valle del Concylium non rimanesse una enclave burocratica, circondata dalle steppe. No, la situazione sarebbe mutata ben presto.

Così durante il primo rigido inverno del regno di Re Josephus, Lord Martinius divenne il Signore Occulto degli Episcoprotest: il Lord Nero. Li riunì a consiglio nel Palazzo d'Inverno, mentre una fitta neve copriva la desolata terra di Padus, a nord di Concylia. Qui, nelle ampie sale del palazzo maestoso e tetro, il Lord aveva richiamato le più agili menti dei giganti Episcoprotest: il Gran Ciambellano Bettatius, il Lord Protonotaro Tuccius, il Lord Culinario Dionisius e l'artista di corte Ravasius. Non mancavano Episcoprotest di alto rango giunti da ogni parte della Terra di Homines: Fortius, Palius, Sannus e molti altri.

Il tempo sembrava appropriato. Da pochi giorni Re Josephus aveva firmato il regio decreto di distruzione della Diga. Molti Kattokomus avevano protestato nel Regno, ma la clemenza di Josephus si era dimostrata più gloriosa della sua eroica fama. Forse era proprio questa retta saggezza ad apparire indizio di debole volontà o lenta indecisione.

Il Lord Maritinius prese la parola dal suo faldistorio scarlatto, dopo aver fissato per qualche secondo negli occhi gli astanti. Il suo sguardo inquisitore riusciva a penetrare i segreti più riposti: nulla era possibile celare allo spirito del gran Signore Occulto.

"Siete qui riuniti per una ragione a voi tutti già nota. Il cono di luce cristallina che dalla diga si rifletteva su tutta Concylia oggi è nascosto dall'ombra funesta delle antiche memorie. Lo Spirito dell'Ekklesius è stato richiamato dai reconditi ghiacciai di Betleem. Lì nacque un giorno un gigante di stirpe Ebreus. Questo gigante nella sua filantropia percosse con l'ascia Crux le sacre rocce del monte Salus. E fu così che sgorgò la fonte da cui l'Ekklesius prese forma. Quel gigante era Jesus. Amici, sappiamo tutti che Jesus fu gigante di stirpe Ebreus! Non era affatto come gli altri Latinis blaterano da secoli un essere di classe Celestis, addirittura l'unico Deus. No. E tutto il nostro potere sta nell'impossessarci dell'acqua che dal monte Salus giunge fino a noi attraverso l'ampio Ekklesius. Un giorno ci riuscimmo, alcuni di voi lo ricordano ancora. Un giorno erigemmo una grande diga e fummo noi a decidere chi e come dovesse bere l'acqua del Salus. Fummo noi a mutare con lenta pazienza e sublime forza l'antica superstizione del Deus Jesus nella nuova verità del Jesus Ebreus. Un giorno riuscimmo a fermare il corso orizzontale dell'Ekklesius, a mutarlo nella dimensione circolare, comunitaria, della nostra valle. Qui costruimmo una nuova vita, liberammo le classi della Terra di Homines dai gretti confini, dalle divisioni: le riunimmo in un'unica fratellanza grazie all'aiuto dei Freemasons. La nostra opera non fu compiuta! La nostra opera restò monca, fu malfermo tentativo, mai compiuto cambiamento. Non riuscimmo a penetrare nei cuori del Laicatus, se non grazie alla nuova Ortodossia del Concylium, imposta con la forza, insegnata con convinzione dai fedeli Katekiprotest e dai ferventi Presbivatsecons da noi ordinati con zelo audace. Non riuscimmo a distruggere le vili sacche di ribelli, isolate nelle regioni più periferiche dell'Ekklesius, vicine ai monti di Betleem. Un Latinus, sì amici, un Latinus vuole ora distruggere la nostra augusta creazione. Vuol farlo con circospetta prudenza, ma senza esitazione: la nostra diga sta per essere distrutta e proprio oggi nubi nere si addensano all'orizzonte. E' giunto il momento di fermare la mano di questi impostori, dei codardi Ekklesiofori infiltrati fin nelle più alte stanze della Reggia di Vatiks. E per farlo c'è bisogno del vostro fedele e amorevole aiuto".

Il Lord tacque, distendendo un po' i muscoli tesi del suo volto. Nella stanza fiocamente illuminata si fece silenzio per qualche minuto, mentre un leggero brusio si levava pian piano. Da una tenda damascata alle spalle di Lord Martinius apparve all'improvviso il Consigliere Reale Blancus. Era un homo di classe Laicatus - tutti lo sapevano -, ma nella Terra di Homines era considerato Abbot dell'ordine Bosius. Con la sua voce stridula iniziò ad agitare la barba grigiastra che gli coronava il volto paffuto:

"Amici, abbiamo ascoltato le sagge parole del Lord. Ora sta a voi trovare il modo e il tempo di agire..."

Il Lord sollevò una mano per fermarlo. Il Blancus, imbarazzato, si fermò.

"Consigliere Abbot, il modo e il tempo li decideremo insieme."

Fattosi coraggio il Blancus riprese:

"Certo, Pastor Bonus, sarà opera collegiale, proprio come lo fu quella costruzione voluta dallo Spirito, quella grande diga nel cui cono di luce entrò la nostra salvezza...".

Lo sguardo del Blancus si perdeva in un'onirica fantasia. Quel suo corpo tozzo e grassoccio creava un decisivo contrasto con la voce stridula, femminea.

"Si è pensato a tal proposito di dar vita ad una Lega dei Guardiani. La Lega sarà organizzata in quattro ordini. Al primo ordine apparterremo noi, Episcoprotest, Abbots, e Latinis al servizio del Lord. Al secondo i Presbivatsecons. Al terzo i Katekiprotest e al quarto i Kattokomus. So già che molti di voi si preoccupano perché i nostri numeri non sono particolarmente cospicui. Ma la grazia dei Celestis è sopra di noi. I Kattokomus hanno subito negli ultimi anni l'offensiva dei giovani Ekklesiofori e di moltissimi adulescentes di classe Laicatus. I Katekiprotest hanno invece resistito. Il loro numero non è diminuito, ma forse la loro forza è scemata..."

Il Lord lo fermò di nuovo:

"A tal riguardo - aggiunse Lord Matinius - voglio annunciavi che tutti i membri della classe Theologus sono dalla nostra parte."

Un lungo applauso si levò nella buia sala, confondendosi con l'eco di una tosse isterica che nel frattempo si era impossessata dell'Abbot Blancus.

Intanto nell'oscura Landa di Boaz Lord Silvestrius incontrava un manipolo di opulenti Freemasons...

Fine seconda parte

14 commenti:

Maria ha detto...

A quando la terza parte????
Ora sono impaziente di sapere come vada a finire la "saga"!

Buona settimana!

Francesco Colafemmina ha detto...

Mercoledì... ;-)

Francesco Colafemmina ha detto...

Buona settimana anche a te!

Anonimo ha detto...

Attenzione! ora spunta Enzo Bianchi, che in alcuni settori di Chiesa è stato definito (sentito con le mie orecchie), un "profeta".
:D
Nike

hectordelosandes ha detto...

geniale... bellissimo! Sei proprio un "inklings". Ma questa saga potremmo dire che avrà una fine? Non ne son sicuro, si sta ancora scrivendo, la storia evolve ancora con tortuosi cammini. Ma mi sono sempre chiesto perchè Josephus voglia vicino a se persone come Ravasius, avrà una parte importante da compiere alla fine della storia? Quasi come Gollum! Chi lo sa?

Francesco Colafemmina ha detto...

Pazienza Hector, pazienza!

Proporrò una "morale" che è già implicita in queste prime pagine, ma lo diverrà ancor di più nel seguito...

Ogni persona buona o meno buona che sia ha un grande valore nell'insieme. Alla fine non sappiamo come finirà il nostro presente, ma questo è un racconto fantastico quindi è al di fuori delle logiche storiche.

Il nostro Re, quello Celeste, ci ha già detto che forse quando tornerà non troverà la fede nel cuore degli uomini. E poi la nostra religione cattolica non è mai trionfante, ma cresce e fiorisce mentre la si perseguita...

Insomma, ne vedremo delle belle... naturalmente nel regno di Vatiks!

hectordelosandes ha detto...

sì, è vero, è la pazienza quello che rende il cammino vero e virtuoso, il paziente amore di nostro Papa -- che noi facciamo cosi fatica a capire, noi nati nella generazione del "ClicK" e dei Link -- che porta sicuro questa barca, cosciente che la promessa di Colui a cui "obbediscono i venti e il mare" non cade, rimane per sempre.

lummats ha detto...

OT: si segnalo questa cosa davvero allucinante
http://perfettaletizia.blogspot.com/2010/01/da-un-monastero-inglese.html

lummats

Francesco Colafemmina ha detto...

Lummats abbi fede, fra qualche anno resterà solo l'ordine dei Francescani dell'Immacolata!!!

luca g ha detto...

anche i Domenicani, suvvia...

complimenti per la saga!

Olatus Rooc ha detto...

Infatti credo che l'esercito del Regno di Vatiks sia ancora diviso al suo interno anche se alcune divisioni sono già apertamente schierate su uno dei due fronti: assieme al Re di certo di Domini Canes ( a parte quelli della provincia di Holandia) e i Legionaries Christi. Ho paura invece per lo schieramento dei vari comandanti delle divisioni Francescanes, bisognerà aspettare per vedere chi sosterranno.
Speriamo anche un aiuto dall'esterno, dagli antichi Regni Dimenticati, dove emigrarono gli Antichi quando ci fu la costruzione della Diga ( ovviamente tra queste Terre Lontane c'è quella di Fraternitas Piodecimorum, anche se abbiamo poche notizie dei delegati reali che sono stati inviati per contattarla).

bedwere ha detto...

Che gli episcoprotest siano criptoariani appare bene in questo saggio che prende di mira Mons. Bruno Forte:

http://disputationes-theologicae.blogspot.com/2010/01/mons-gherardini-stronca-la-cristologia.html

lummats ha detto...

non sono contro i francescani, ci mancherebbe. tra l'altro quello della "chiesa" rotonda e del tè delle cinque in cella era un monastero, non un convento francescano. un convento nella lontana, perfida Albione (a proposito, sarà nominata nella saga? magari gli Anglicus che sono tornati nella Terra di Homines grazie a Re Joseph meritano una comparsa nella storia).

lummats

Anonimo ha detto...

Beata Anna Caterina Emmerich
"Vidi anche il rapporto tra i due papi... Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità...."
"Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine.....
http://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_emmerich.htm

preparano uno scisma?