sabato 16 gennaio 2010

PIO XII E GLI EBREI: LORO NEMICO O GIUSTO FRA LE NAZIONI?


di Michele Loconsole

Premessa

Eugenio Pacelli nasce a Roma nel 1876, dove studia all’Università Gregoriana ediviene sacerdote nel 1899. Papa Benedetto XV lo nomina nel 1917 nunzio a Monaco di Baviera e nel 1920 nunzio della nuova Repubblica tedesca. Nominato quindi cardinale nel 1929, diviene Segretario di Stato nel 1930 (incarico che manterrà fino al 1939). Già in questi anni è diffamato dalla stampa nazista che lo definisce “il cardinale amico degli ebrei”, a causa delle oltre 50 lettere di protesta che egli invia, da Segretario di Stato Vaticano, ai tedeschi. Poco prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale, è eletto il 2 marzo del 1939 papa in un conclave durato un solo giorno. Sceglie, come è noto, il motto Opus iustitiae pax sperando, in tal modo, di essere il papa di un mondo in pace: infatti, fino al 1 settembre 1939 lotta strenuamente con ogni mezzo della diplomazia - a lui noti per essere stato per tanti anni nunzio apostolico - per impedire una seconda guerra mondiale, per poi lanciare dalla Radio Vaticana, il 24 agosto dello stesso anno, il profetico grido: Nulla è perduto con la pace, tutto è perduto con la guerra. Durante l’intero periodo bellico ha diretto, attraverso la Pontificia Commissione Assistenza, un ampio e capillare programma per l’aiuto alle vittime del conflitto mondiale, e quando i tedeschi occupano finanche Roma nel ‘43, egli fa dello stesso Vaticano un rifugio per numerosissimi profughi, tra cui, come documentano diverse testimonianze raccolte soprattutto recentemente, moltissimi ebrei[1]. Il cardinale Botto di Genova - solo per fare alcuni esempi dell’applicazione delle direttive emanate verbalmente, e a volte anche per iscritto da Pio XII in persona, sia dentro che fuori l’Urbe - salvò almeno ottocento ebrei; il vescovo di Assisi mons. Giuseppe Placido Nicolini – riconosciuto poi dagli ebrei Giusto tra le nazioni - ne nascose trecento per oltre due anni. Il vescovo di Campagna (Sa), mons. Giuseppe Maria Palatucci, e due suoi parenti ne salvarono anche di più a Fiume. Il cardinale Pietro Palazzini, allora assistente vice rettore del Seminario Romano, nascose per molti mesi Michael Tagliacozzo e altri ebrei italiani tra il 1943 e il 1944.
Se tutto questo è vero, ed è ampiamente documentato, perché allora papa Pacelli è stato oggetto di numerose accuse, spesso virulente, sia in vita, sia soprattutto dopo la sua morte, reo di non avere fatto nulla per salvare gli ebrei dai nazisti, anzi di averli addirittura consegnati nelle loro mani? Dopo anni di studi e ricerche, sappiamo invece che numerose sono le testimonianze, scritte e orali, di ebrei, rabbini e organizzazioni ebraiche che hanno ringraziato papa Eugenio Pacelli, per quanto egli ha detto e ha fatto per i poveri e perseguitati “fratelli ebrei”, demolendo tessera dopo tessera l’oscura Leggenda nera che vuole Pio XII acerrimo nemico degli ebrei d’Europa. Tra gli illustri testimoni, come non ricordare il futuro premier israeliano Golda Meier, che definì Pio XII un grande servitore della pace, o Israel Zolli, il rabbino di Roma, che si convertì al cattolicesimo e chiese udienza al santo Padre per esprimergli in forma ufficiale il ringraziamento degli ebrei di Roma per quanto è stato fatto in loro favore. Nel dicembre 1940, in un articolo pubblicato sul Time magazine, poi, il noto scienziato ebreo Albert Einstein scrisse: Solo la Chiesa si è schierata apertamente contro la campagna di Hitler per la soppressione della verità. Non ho mai avuto un particolare amore per la Chiesa prima d’ora, ma sono costretto a confessare che ora apprezzo senza riserve quello che un tempo disprezzavo. Testimoni, questi, che hanno portato negli studi sul rapporto tra Pio XII e gli ebrei del tempo, luce e soprattutto verità storica, e non accuse generiche, spesso preconcette, prodotte da coloro che all’epoca erano molto giovani o addirittura non erano ancora nati quando il nazismo commetteva i crimini che oggi tutti conosciamo.


[1] Cfr. Margherita Marchione, delle Maestre Pie Filippini, Papa Pio XII ha aiutato gli ebrei?, Roma 2007; Pio XII e gli ebrei, Casale Monferrato 2002; Consensus and controversy: defending Pius XII, New York 2002; Il silenzio di Pio XII, Milano 2002; Pio XII attraverso le immagini, Roma 2002; Pio XII è veramente santo, Ancona 2004.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Pio XII fu davvero un grande pontefice, un grande santo, uomo di Dio, amante della preghiera. Da un recente viaggio di lavoro in Germania ho letto cose assurde e calunniose sul venerabile, scritte da ambienti che si definiscono di "fede ebraica" ma che in realtà di tale fede nulla vivono. Mi riferisco agli ebrei che si considerano tali solo per rispetto alla propria parentela di origine, non sono più praticanti e in molte occasioni si professano persino atei. Spiegare quale sia la ragione o motivazione che spinge questi intellettuali atei a scagliarsi anzi a scaricare sulla Chiesa la responsabilità stessa dell'Olocausto, ebbene è per me cosa ardua. Non sono teneri nemmeno verso Benedetto XVI definito un integralista, uno che ha tradito il Vaticano II. Domanda: ma a questi signori va di scherzare oppure intendono "convertirsi al cattolicesimo" visto il loro grande interesse per le cose di Chiesa? Parlano come se fossero cattolici, - dentro la chiesa -. Non è che qualche bravo pretino o monsignore fa loro lezioni di "catechismo contro la Chiesa"?
Caro signor Francesco, lei sa per caso se la postulazione della causa del Venerabile Pio XII intende stampare alcune immaginette del venerabile? Non se ne trovano nemmeno nelle librerie cattoliche (Paolini et Paoline!).
Buona domenica.

bedwere ha detto...

Nessun si sogna di criticare invece F.D. Roosevelt, che rispedi` in Europa la MS St. Luis carica di rifugiati ebrei.

http://en.wikipedia.org/wiki/MS_St._Louis