venerdì 19 febbraio 2010

5 MILIONI E MEZZO DI EURO PER UNA SCATOLA CEMENTIZIA A MOLFETTA


di Francesco Colafemmina

Se l'ultima chiesa di cui vi ho parlato costerà qualcosa come 4,5 milioni di Euro, a Molfetta - sempre nella bella Puglia - se ne sta costruendo una da ben 5,5 milioni di Euro. Sembra una gara a chi spende più soldi, tanto pagano gli italiani (con l'otto per mille) e i fedeli (con donazioni e contributi vari).

Quella di Molfetta, intitolata alla Madonna della Rosa è una chiesa speciale perché sembra una sorta di riedizione in chiave teatrale del cubo di Fuksas. L'impianto è molto simile a quello dei teatri d'opera dell'800 naturalmente privo di ordini e palcoscenico. Per il resto si tratta semplicemente di una enorme scatola in cemento armato. Scatola che assieme alla casa canonica, all'auditorium (e viene da chiedersi che bisogno ci sia di un auditorium se la chiesa lo è già), e ai "locali per il ministero" (ovvero sacrestia e affini) realizza un budget previsionale pari ad € 5.425.986.
Di questa somma circa la metà è gentilmente offerta dai contribuenti italiani, attraverso la generosa CEI (€ 2.581.000); un milioncino di euro lo mette invece la diocesi che fu del santo subito don Tonino Bello; mentre €1.844.989 lo dovranno mettere i fedeli e i vari benefattori. All'uopo sul sito della parrocchia una di quelle faccine tanto usate su messenger si agita affranta lanciando un messaggio: "help!".
Si, i committenti di questo abominio hanno bisogno di aiuto! Ma forse l'unico aiuto che gli si potrebbe dare consiste in qualche panetto di tritolo da posizionare accuratamente in punti strategici della costruzione in fase di ultimazione. Una bella esplosione e via...
Ma non vorrei esser preso per un bombarolo. Perciò torniamo alla chiesa in questione. Lasciamo perdere l'architettura che - ripeto - è evidentemente influenzata dagli incubi di Fuksas. Prendiamo invece lo splendido campanile. A parte l'evidente sbrodolamento kitsch, sarebbe curioso capire se il campanile si riferisce volutamente alla forma di una barchetta bianca... rievocazione romantica (e alquanto pacchiana) della vocazione marinara di Molfetta.
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La scatola di cemento: veduta laterale
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Veniamo invece agli interni. Non sono riuscito a recuperare dei rendering degli spazi interni, tuttavia è interessante concentrarsi sugli artisti che "abbelliranno" questo capannone cementizio. Uno su tutti, particolarmente in voga da queste parti è l'artista Giovanni Morgese.
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Un emblematico crocifisso di Morgese: Gesù come al solito è un pupazzo di pezza...
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Non esprimo giudizi, solo vi rimando ad una carrellata di sue opere. Guardate e giudicate voi.
L'altro artista è - udite udite - il parroco stesso. Chissà che ne uscirà fuori!
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La scatola di cemento: scorcio
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Leggiamo quanto riportato da "il Fatto" di Molfetta nel febbraio 2009: "Le opere artistiche saranno invece realizzate da Giovanni Morgese, Giuseppe Samarelli e dallo stesso parroco: “Recupereremo quanto è già presente nell’attuale chiesa: sarà il punto di partenza per la nuova”. E il primo passo sarà quello del portale in bronzo, un portale realizzato “a tre mani” ed in cui ognuno degli artisti imprimerà la sua impronta e la sua idea di arte per un progetto comune. La nuova chiesa oltre ad essere bella sarà anche moderna, accessibile e rispettosa dell’ambiente: “L’edificio sarà completamente accessibile ai disabili e sarà dotato di un impianto fotovoltaico che ci consentirà di abbattere notevolmente i costi di gestione”. Insomma, una sfida nella sfida: la realizzazione di un nuovo edificio di culto ma anche la consapevolezza di compiere un passo capace di coinvolgere l’intera comunità cittadina e non solo quella parrocchiale."

Quindi persino la chiesa con impianto fotovoltaico: siamo proprio nel futuro!
Adesso però vi spiego come funziona il sistema dell'8 per mille per pagare queste colate laviche cementizie. Dunque, nel 2003 la CEI ha approvato un regolamento per il finanziamento (a fondo perduto) della nuova edilizia di culto. Questo regolamento indica tutte le procedure per poter finanziare:
a. Acquisto dei suoli o del diritto di superficie di essi (purché il diritto di superficie non sia concesso da altri enti ecclesiastici);
b. Realizzazione di nuovi edifici di culto;
c. Realizzazione della casa canonica;
d. Realizzazione dei "locali del ministero pastorale" (sale per catechesi, sale polifunzionali, etc.).
Se il progetto è ammesso al finanziamento CEI si possono anche chiedere finanziamenti (a fondo perduto) per le "opere d'arte".
Ora, questi finanziamenti sono determinati in base ad alcuni parametri che vengono aggiornati di anno in anno. I parametri variano essenzialmente per nuclei di abitanti dai 3000 ai 10.000 e oltre. Quindi per fare un esempio: se sono in una parrocchia con meno di 3000 abitanti per accedere al contributo devo rispettare dei precisi parametri (essenzialmente entità della superficie adibita a ciascuna tipologia di intervento). Se rispetto questi parametri ho diritto al contributo CEI.

Che succede però? Succede che i parametri posti dalla CEI non riguardano affatto i criteri costruttivi o i "canoni" estetici. Sono invece meramente burocratici, da ragionieri, non da uomini di fede che contribuiscono a edificare templi al Signore. Logicamente ne discende che tutte le chiese che oggi si realizzano se sono sponsorizzate dall'Ordinario del luogo e rientrano nei parametri, vanno benissimo per la CEI. Non c'è quindi alcun criterio cattolico di discernimento, bensì un mero criterio economico.

Il parroco dell'erigenda scatola di cemento e il Vescovo: entrambi indossano uno splendido modello "fiori rosa.. fiori di pesco..."

Stupirà allora vedere che sulla pietra di fondazione della nuova chiesa della Madonna della Rosa a Molfetta troneggia uno splendido compasso con cazzuola muratoria?
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Dove c'è il denaro c'è casa (per i grembiulini)
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P.S. qui sentite il parroco accorato per il denaro ancora necessario ma sempre pronto a ricordare che lo Spirito è più importante della materialità (che bella faccia tosta!).
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19 commenti:

Andrea ha detto...

Una modesta impressione: in questo caso davvero ogni limite è stato superato. Concordo in pieno con il sentimento di disprezzo e avversione di Francesco. Parlando di "riedizione in chiave teatrale del cubo di Fuksas", egli mi fa pensare al ridicolo tentativo ottocentesco di sostituire le chiese con i teatri dell'Opera. Oggi la "Vedova" vuole dei teatri-chiesa !

bedwere ha detto...

Un po' fuori tema ma a proposito di Mons. Bello: c'era una volta in rete un sito di nome Unam Sanctam http://www.softstudio.net/rocco/unamsanctam ora totalmente sparito (nemmeno su archive.org e` rimasta traccia). Conteneva molte cose interessanti tra cui un'esposizione degli errori di don Tonino sulla dottrina della SS. Trinita`. Qualcuno l'ha per caso scaricata?

Anonimo ha detto...

O si scrive “concordo in pieno con quanto dice l’autore” oppure se si esprimono pareri opposti si ricorre in primis a denigrare il commentatore e poi gli si blocca la possibilità di commentare inserendo la moderazione… ahahah bel sistema di conversazione cristiana.

Anonimo ha detto...

OT: della Sagrada Familia di Barcellona che si sa? Penso dovrebbe essere ultimata o quasi. Chissà se riguardo all'altare han fatto modifiche; sarebbe interessante saperlo.

Andrea ha detto...

Per l'anonimo delle 10.53 : se lei avesse intenzione di leggere e non di sbeffeggiare, vedrebbe che ho espresso solidarietà psicologica all'autore, introducendo invece un'argomentazione mia sotto l'aspetto storico-culturale. Ma per lei la conversazione può avvenire solo rispettando il tabù del relativismo

Maria ha detto...

Forse ricordo male io...non c'era da scegliere tra Dio e mammona?????
Citazioni evangeliche a parte, in confronto a queste "costose scatole", la mia Chiesa stile "fascista", mi pare quasi bella '_'

Quello che però mi inquieta maggiormente è che una volta ci sarebbero state sommosse popolari per evitare questi scempi (fra l'altro realizzate, come sottolinei, coi nostri soldi), mentre oggi il concetto di bello è inesistente anche fra molti di noi. Mi chiedo: ma la vera fede non porta alla vera bellezza????

Buona Domenica in anticipo!

evergreen ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
evergreen ha detto...

Una domanda vorrei sommessamente rivolgere (non ovviamente all'autore del blog) ma a chi di dovere se dovesse capitare su questo post. La domanda è questa: con i cali di partecipazione dei fedeli ai riti domenicali, con la riduzione del numero dei cosiddetti praticanti, con la generale tendenza a disertare le chiese, è proprio necessario impiegare il denaro dell'8 per mille nella costruzione di nuovi templi? Non sarebbe più qualificante per la Chiesa locale di Molfetta e per tutte le altre chiese locali del sud impiegare quei soldi per lenire almeno in parte le diffuse povertà del nostro povero mezzogiorno? Qualcuno forse mi risponderà che questo è un argomento che fu lo stesso di Giuda e che Gesù disse:"i poveri li avrete sempre con voi". Certo! Io credo che li avremo sempre con noi fino a quando non saremo capaci di amarli come il Signore ci ha comandato di fare, senza preoccuparci di edificare cattedrali di pietra o cubi di cemento armato.

Francesco Colafemmina ha detto...

Anonimo delle 10.53 o si è prudenti e si ragiona oppure si rischia di far figuracce.

Infatti il sistema blogger fa scattare automaticamente la moderazione per i post più vecchi di 4 giorni. Il post sul quale volevi scrivere (quello sulla chiesa panettone) è stato scritto martedì. Facendo i calcoli (merc. giov. ven.), alla mezzanotte di venerdì è scattata in automatico la moderazione. Così quando hai scritto tu, il commento è stato salvato. Uso questo sistema automatico perché è comodo e mi consente di valutare se una discussione merita di esser tenuta ancora aperta o meno.

Siccome però non sto davanti al pc tutto il day, ho potuto pubblicare le tue perle di saggezza (che attendevo con ansia di poter leggere) salvate in automatico solo a quest'ora.

Perciò le tue sentenze da paladino della libertà si sgretolano come la sabbia al vento...

Dalle mie parti si dice: ama rit'? (tradotto: vuoi che anch'io rida?)

Ok. Rido: ahahahahahahahah

Francesco Colafemmina ha detto...

P.s. naturalmente è un riso un po' amaro... non da abderita come il tuo.

Anonimo ha detto...

Continua la buona battaglia e non ti scoraggiare per gli ostacoli e le calunnie che inevitabilmente ti attenderanno in futuro (quando si pesta i piedi a certa gentaglia...).
Un tuo affezionato lettore.

l.s.

Francesco Colafemmina ha detto...

Grazie carissimo,

che Dio ti benedica!

Francamente ripenso alla cazzuola inscritta nel compasso e alla pietra levigata... e mi convinco sempre più che quella roba vada abbattuta.

Come si può mettere un simbolo apertamente massonico sulla pietra di fondazione della chiesa?

E' inconcepibile... Tanto ne dovranno dar conto a Cristo!

Giorgio Roversi ha detto...

Il digusto é ancora maggiore se si pensa che altrove si lasciano andare allo sfacelo chiese di notevole pregio artistico. Vedi la chiesa di Mount St Mary nella diocesi di Leeds. Link http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendID=265602590&blogID=389969200

Anonimo ha detto...

a chi non piace la chiesa panettone può scegliere la chiesa pandoro
http://images.google.it/imgres?imgurl=http://farm4.static.flickr.com/3139/2749911358_1e2d43fab9.jpg%3Fv%3D0&imgrefurl=http://flickr.com/photos/vorticeassurdo/2749911358/&usg=__M6alEho7vE1hwzBIBJ5TUrEFr54=&h=500&w=333&sz=132&hl=it&start=42&itbs=1&tbnid=4WcObO5E5xnnRM:&tbnh=130&tbnw=87&prev=/images%3Fq%3Dsan%2Bgiorgio%2Be%2Bcaterina%26start%3D21%26hl%3Dit%26sa%3DN%26gbv%3D2%26ndsp%3D21%26tbs%3Disch:1

ciao a tutti da Efis

El Cid ha detto...

Ci sono giusto andato ieri, in questa chiesa caro Efis. Ho notato il resturo degli interni, secondo i più stantii vezzi dell'architettura postconciliare: il seggio del celebrante la dove una volta c'era l'altare maggiore. Fai un giro per Cagliari e dintorni e ti renderai conto ...

Anonimo ha detto...

si El Cid, ho notato il restaturo degli interni già da qualche tempo.
ma a parte i restaui, ti piace come chiesa? Efis

Anonimo ha detto...

caro El Cid, si mita il restauro della cattedrale... e pensare che l'arcivescovo non è certo modernista! certe cose sono incomprensibili...

Anonimo ha detto...

oggi sno proprio dislessico efis

El Cid ha detto...

Caor Efis, lo stile della chiesa è tipo architettura razionalista, che andava di moda all'epoca della costruzione, (l'esempio maggiore è la nuova S. Domenico). Ha un che di monumentale che "prova troppo" e ingombra. Come tutte le chiese a pianta circolare, sembra che il vero sacramento sia l'assemblea, come se l'assemblea non fosse fatta dai sacramenti; i "restauri" hanno completato i danni ...