mercoledì 17 febbraio 2010

I GUARDIANI DEL CONCYLIUM - Parte VII

Qui trovate la sesta parte della saga

di Francesco Colafemmina

Tutto cominciò in occasione della festa del Digafabricus, anniversario d'apertura della Diga del Concylium. Negli ultimi anni la festa era stata pressoche ignorata dagli abitanti di Concylia, distratti e annoiati da retorici spettacoli e verbose vacuità fatte di discorsi e rievocazioni.

Gli Episcoprotest riuniti in una pubblica assemblea chiamata Conferentia Episcoprotestalis, cominciarono ad agitare la folla dei presbivatsecons:

“Dobbiamo smettere di remare contro lo spirito della valle del Concylium. La diga è segno di un nuovo inizio. Inutile guardare al passato. Inutile sforzarsi di cambiare il corso del destino: è già segnato! La Diga è il nostro faro, da essa traiamo sostentamento e vita. Lasciate perdere questi furfanti che vi dicono di credere nel Deus Jesus, sono mentitori, alla ricerca di una fetta di potere… Noi invece vogliamo attuare la riforma che dalla Diga ci è stata indicata. Il potere non è di pochi, non si divide fra gruppi: il potere è di tutti e lo si esercita attraverso un sistema democratico. Ecco noi vi chiediamo: la collegialità indicata dai nostri padri che vollero edificare la Diga per riunirci in un’unica città è stata rispettata in questi decenni? Abbiamo forse un governo costituzionale? Oppure una monarchia retriva continua ad opprimerci con i suoi vani fronzoli, le sue esuberanti parate prive di autentico spirito collegiale? Non è forse giunto il momento di dire basta?”

A parlare così era stato l’Episcoprotest Fortius. La folla di presbivatsecons, controllata a vista da uno sparuto gruppo di kattokomus da poco reclutati nella polizia segreta degli Episcoprotest, restò dapprima muta. In pochi secondi però l’anziano presbivatscecons Farinellus prese ad esultare:

“Amici, fratres, non avete compreso le parole di Fortius? Suvvia, ribelliamoci! Avanti, è giunta l’ora di demolire questo potere inutile e autoreferenziale! Vogliamo un Regno povero per i poveri, un regno giusto per i giusti, un regno fragile per i fragili, un regno affamato per gli affamati…”

Qualcuno nella folla mormorò: “magari un regno di idioti per gli idioti…”, ma non gli si diede retta. La massa di presbivatsecons affollata sotto il palco degli Episcoprotest in Beatus Johannes Square, piazza centralissima di Concylia, cominciò a fremere.

I kattokomus fecero avanzare da tutti i lati della piazza carri trainati dai catechiprotest e pieni di spranghe, mazze, picconi. Il materiale fu distribuito ai presbivatsecons e quando tutti si furono armati, l’Episcoprotest Sannus prese la parola:

“Fratres, avanti, distruggete gli altari, distruggete i segni del passato, i segni di questo culto tributato al falso Deus Jesus, e poi dirigiamoci tutti verso il Palazzo Reale, lì rovesceremo questo regno ormai decadente e saremo tutti uguali, ciascuno con il suo servizio per l’altro, amorevolmente uniti in un’unica comunità!”

Un grido oscuro si levò dalla folla. Mentre i Laicatus erano per la maggiorparte nei campi di lavoro, i presbivatsecons cominciarono ad avventarsi sugli altari sparsi ad ogni bivio, ricavati nelle mura dei palazzi più antichi, racchiusi nelle ekklesie abusive degli Ekklesiofori. Infervorati, si dispersero come formiche che eruttano da un formicaio. Dall’alto li si sarebbe potuti vedere invadere le strette vie del centro storico di Concylia, vestiti di bianche tuniche, con strette stole color arcobaleno attorno al collo: una fiumana bianca striata dei colori dell’iride si diffondeva come una piovra a strangolare il passato e il futuro di Concylia. Il Regno di Vatiks cominciava a vacillare.

Scortati dalla polizia kattokomus gli Episcoprotest intanto si dileguarono attraverso un passaggio sotterraneo nascosto sotto il palco, proprio laddove nella piazza vi era un enorme medaglione marmoreo con il volto pacioso del Re Johannes. Quel passaggio conduceva direttamente al Palazzo Reale. All'ingresso della galleria trovarono il Gran Ciambellano ad accoglierli:

"Che gioia vedervi - disse rivolgendosi al Fortius e al Sannus -, ma dite un po', com'è andata laffuori? Si sono armati?... ma non vorranno far del male a nessuno, spero!"
Il Sannus lo fermò subito: "Frater, se distruggono altari vecchi e stantii di un culto ormai superato, non potranno che far del bene all'intera comunità!"
"Si ma quando lo sapranno i Laicatus..."

Intanto la folla di Episcoprotest si incamminava lungo il tunnel illuminato da fiaccole che emanavano copiose fiamme.

"Cosa vuoi che possano fare - intervenne Fortius - i Laicatus devono solo obbedire."
"Le premesse non mi sembrano però coerenti col nostro programma..."
Il Sannus riprese la parola: "Gran Ciambellano, dicci, sei dei nostri o no? Cos'hai? Un velo ricopre il tuo volto? Piuttosto il Re è chiuso come al solito nella sua cella?"
"Si."
"Bene. Le guardie lo terranno in consegna quando saremo arrivati. Ho parlato con il Gran Magister dei Freemasons. Il loro aiuto è stato decisivo per l'organizzazione."
"Si, frater..., ma non sarà meglio lasciarlo in libertà?"
"No - si fermò per un attimo Fortius -, no."
"Ma potremmo farne una vittima..."
"Non importa. Saremo noi a comandare. Chi potrà parlare di lui come di una vittima?"
"Gli altri Latinis non sono tutti d'accordo col vostro piano..."
"Suvvia - fece Sannus -, il Lord Occulto ha già raccolto la loro adesione. Sì, ci sono una decina di riottosi retrogradi, ma ti sembra che possano nuocerci in qualche modo?"

Si incamminarono mentre i loro mantelli neri ondeggiavano all'umido alito di vento che pervadeva il tunnel. Il fumo si levava lento attorcigliandosi su se stesso. Gli Episcoprotest marciavano sul Palazzo Reale, la rivoluzione era appena iniziata.
.
Fine della settima parte

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Gentile prof. Colafemmina, la segue da molto tempo e la ringrazio per quello che fa. Volevo rivolgerLe una domanda: in quel fenomeno che può benissimo passare alla storia come "iconoclastia del Vaticano II", quali sono gli esempi più clamorosi di distruzione di altari? Grazie
Tommaso

Anonimo ha detto...

Alcune note su Concilio e postconcilio tra storia, ermeneutica e Massoneria*
1
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=3702
2
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=3703

- note
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3704

http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3705
____

Cattivi Maestri. Inchiesta sui nemici della verità
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=3687


M

Anonimo ha detto...

Francesco, scusa l'OT ma ho appena visto le reliquie di sant'Antonio: a Padova niente maschere di silicone, ma solo ossa nude e crude. Non tutti i francescani quindi han pessimo gusto!

Anonimo ha detto...

nuova p2?
http://kelebek.splinder.com/post/19660771/Giancarlo+Elia+Valori+il+poter

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Tommaso,

grazie per il titolo, ma non sono professore. Quanto alla storia iconoclasta ci sarebbero numerosissimi esempi. Sto cercando di raccoglierli come possibile... Pian piano conto di documentarne qualcuno eclatante.

Un caro abbraccio.

Quanto alle ossa di Sant'Antonio, sono pienamente d'accordo, anche se forse almeno un saio in questo caso avrebbero potuto metterglielo addosso... :-)