venerdì 12 febbraio 2010

IN DIFESA DI MONSIGNOR FISICHELLA

PRECISAZIONE: Il presente articolo non intende in alcun modo criticare le giuste posizioni del Vescovo emerito di Recife, S.E. Mons. Cardoso Sobrinho. Al contrario intende dimostrare che l'articolo di S.E. Mons Fisichella non è in contrasto con quanto affermato dal Vescovo di Recife, bensì integra quelle affermazioni obbligando la tanto ossessiva stampa scandalistica anticlericale ad ammettere che la Chiesa non sa solo condannare e sentenziare, ma sa prima di tutto amare e difendere i più deboli. Questa è la mia lettura - personalissima - della questione. Ed è in linea anche con quanto proposto dal blog Messainlatino.it. Mia intenzione è offrire un elemento di riflessione contro la strumentalizzazione interecclesiale delle affermazioni di S.E. Mons. Fisichella, dimostrando che il suo articolo non fu in alcun modo nè ambiguo, nè in contrasto col Magistero.

di Francesco Colafemmina

Non posso che apprezzare vivamente l'articolo pubblicato stamane dagli amici di Messainlatino. L'articolo ha lo scopo di difendere Mons. Fisichella dagli attacchi riguardo il suo famoso commento del marzo scorso sul caso Recife. L'articolo di Messainlatino nasce quale reazione all'ultimo coinvolgimento della questione nell'ambito delle beghe Boffo-Vian riportate dall'ottimo Sandro Magister. Il giornalista però ha il dovere di raccontare tensioni e divisioni esistenti, quindi onore e merito a Magister. Noi umili commentatori rapsodici possiamo solo cercare di analizzare le questioni dal nostro limitato punto di vista. E mi perdonino i lettori se mi permetto proprio di far ciò.

Ricorderete che nel marzo 2009 una bimba di soli 9 anni ripetutamente violentata dal patrigno salì agli onori delle cronache solo per la scomunica comminata ai medici che avevano procurato l'aborto dei due gemelli frutto delle violenze subite dalla piccola.

Ebbene, io cercherò di spingermi oltre. Messainlatino non vuole esprimere un parere sull'orientamento etico di quell'articolo di Fisichella. Non ci tengo neanch'io, ma ci tengo a leggere quell'articolo nel suo senso intimo e non come fanno certi bigotti ed ipocriti censori ecclesiastici.

Sì, bigotti e un po' ipocriti! Appena lessi quell'articolo ricordo che mi commossi e tirai un sospiro di sollievo. Era inaudito - a mio parere - che la Chiesa apparisse come un'istituzione capace di comminare soltanto scomuniche e pontificare dall'alto, senza entrare nell'intimo della questione, assai più ampia ed umanamente coinvolgente. L'articolo di Fisichella copriva questo vuoto nei commenti che sino ad allora si erano succeduti. E lo faceva attraverso il ricorso alla Verità.

Monsignor Fisichella, infatti, nel suo articolo non ha mai affermato:

a. che la scomunica non dovesse essere inflitta ai medici abortisti, quanto, semmai, che non era opportuno farlo con tanta platealità, dato che la scomunica era un automatismo e anteporre la scomunica alla critica della violenza, alla condanna dell'orrore che a quell'aborto aveva condotto!
b. che la bambina sia stata scomunicata (come pare abbiano voluto leggere alcuni che hanno accusato Mons. Fisichella di non essere informato dei fatti);
c. che si dovesse salvare la vita della bambina e non quella dei suoi gemelli (nell'articolo cita i testi del Magistero che impongono il contrario).

Quindi le accuse sono false, tendenziose e palesemente bigotte.

Mons. Fisichella intendeva dire un'altra cosa che mi permetto di sintetizzare a modo mio. Intendeva dire che la Chiesa dinanzi ad un episodio di violenza talmente eclatante straziante orribile non ha il dovere di emettere solo sanzioni e di borbottare le sue condanne con cipiglio moralistico. Ha il dovere invece di manifestare al mondo quell'intimo amore di Cristo per le sue creature che dovrebbe animarla. Così la Chiesa avrebbe dovuto abbracciare la bimba, mostrare che Cristo non è venuto sulla terra solo per condannare, ma soprattutto per salvare le vittime del male e dell'ingiustizia. Quindi, il senso dell'articolo era: ok le scomuniche, ma Santo Cielo, almeno una parola sull'orrore e la violenza!
L'articolo di Fisichella non era nè venato di smielata dolcezza ipocrita, nè moralmente debole, bensì autenticamente cristiano. E lo dimostra la parte conclusiva dove dichiara il criterio pastorale che deve muovere le dichiarazioni e le azioni della Chiesa in questi casi di tremendo orrore:

"Non c'era bisogno, riteniamo, di tanta urgenza e pubblicità nel dichiarare un fatto che si attua in maniera automatica. Ciò di cui si sente maggiormente il bisogno in questo momento è il segno di una testimonianza di vicinanza con chi soffre, un atto di misericordia che, pur mantenendo fermo il principio, è capace di guardare oltre la sfera giuridica per raggiungere ciò che il diritto stesso prevede come scopo della sua esistenza: il bene e la salvezza di quanti credono nell'amore del Padre e di quanti accolgono il vangelo di Cristo come i bambini, che Gesù chiamava accanto a sé e stringeva tra le sue braccia dicendo che il regno dei cieli appartiene a chi è come loro."

Tutto ciò sembra sia stato travolto e cancellato dalle erronee e maliziose interpretazioni di chi - non si sa per quale ragione - ha ritenuto più facile attaccare Fisichella che analizzarne il lucido e cristallino pensiero. Concludendo, a volte penso che quel "guai a voi scribi e farisei ipocriti" non fosse solo rivolto agli ebrei dell'epoca di Cristo, ma anche - profeticamente - a tanti attori della Chiesa di oggi, forse un po' più ipocriti di allora giacché si dicono pure cristiani...

20 commenti:

Hayal'el ha detto...

Credo ci siano state interpretazioni anche dal versante opposto, infatti, dopo l'articolo di Fisichella, in molti hanno inneggiato ad una presunta apertura della Chiesa a favore dell'aborto. Falso anch'esso.

Sicuramente il vescovo Sobrinho è stato eccessivo nel manifestare la scomunica, che era automatica, ma è anche vero che l'aborto gemellare fu un vero episodio di coercizione operato dalle organizzazioni pro-choice locali, come dimostra la rapidità degli avvenimenti.

Insomma, ciascuno tende a strumentalizzare come vuole, in base ai propri orientamenti. È per questo che, a suo tempo, parlai dei fatti ma non dell'articolo di Fisichella.

Caterina63 ha detto...

....DA QUEL CHE POTEI SEGUIRE circa i fatti susseguiti al primo articolo sull'OR di mons. Fisichella, credo che si trattò, da parte sua, semplicemente di una innocente SVISTA nel NON essersi SENTITO direttamente con il vescovo locale come, a mio parere, sarebbe stato più logico fare ma...da qui, tutto ciò che vi hanno costruito attorno è stato solo un pretesto contro mons. Fisichella che da sempre è stato un filo-ratzingeriano prima che il card. Ratzinger diventasse Pontefice...

samuel ha detto...

Caro Francesco, sono stato un allievo di Mons. Fisichella a Roma. Lo conosco e il suo modo di ragionare. Il suo grandissimo sbaglio è stato intrappolato per l'accademicismo. Giusto lui che s'ha voluto fare da maestro ad un Vescovo che era coinvolto nella tristissima vicenda accaduta tra noi, qui in Brasile. Il fatto è stato utilizzato dai abortisti governativi, che hanno utilizzato il misfatto alla b bambina, ma per di più, ai gemelli ammazzati. Informatevi. Sì, Fisichella è buon teologo, però dovrebbe ascoltare i pastori che sono in campo di battaglia in favore del Vangelo della Vita. Tutta la tenerezza che S. Ecc. richiede nel suo articolo è stata donata alla bambina ed ai suoi genitori. C'è stato proprio un rapimento suo, giacché, i suoi genitori non sapevamo neppure dove l`avevano portato per la realizzazione dell'aborto. Triste vicenda. Gloria di Mons. Cardoso; imbarazzo per Mons. Fisichella, confusione per i fedeli in Brasile; strumentalizzazione per i media per accusare la Chiesa di impietà verso la bambina. Giusto la Chiesa che c'è stata l'unica ad agire con carità verso la bambina e i suoi genitori e in nessun caso ha sottovalutato l'orrore fatto contro di lei.
Caro Francesco, per carità, informatevi meglio sugli avvenimenti che si svolgono negli atri paesi. Ci sono delle vicende che soltanto coloro che sono nel mezzo possono avvalorare sufficientemente.
Con apprezzo per il suo blog, la mia benedizione sacerdotale.

Acreator ha detto...

Well - concerning archbishop Cardoso Sobrinho; he was pressed by a bunch of journalists to answer their questions, this was a day before the abortion, that he tried to hinder. He said what consequenses the act had, and that was in order to prevent furher abortions at the clinic, where the doctors have expressed that they are proud of "helping" women by freeing them from their unborn children. "Prima di pensare alla scomunica era necessario e urgente salvaguardare la sua vita innocente e riportarla a un livello di umanità di cui noi uomini di Chiesa dovremmo essere esperti annunciatori e maestri. Così non è stato..." wrote Msgr Fischiella. But according to those involved it did happen. The parish priest was visting the family every day.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Padre Samuel,

mi dispiace che tu possa aver letto il mio articolo come una accusa a Mons. Cardoso.

Lui infatti ha risposto come si deve! Il problema è però che forse era necessario accompagnare quelle parole da altre, di pura umanità, nei confronti della piccola.
Lo ha fatto Fisichella, senza peraltro contraddire Mons. Cardoso, ma solo permettendosi di dire che a volte è meglio non fare proclami, quando le cose accadono in automatico. E il riferimento è per me ai giornali che strombazzano le norme etiche della Chiesa come fossero novità!

Quindi i bigotti e gli ipocriti, i pontificatori vari non sono certo Mons. Cardoso! Sono invece tutti gli ipocriti che leggono a modo loro Fisichella e non capiscono che l'unione di più voci non in contraddizione fra loro può solo far bene alla Chiesa!

Un caro saluto al Brasile e grazie per la benedizione!

Francesco Colafemmina ha detto...

Dear Acreator,

my aim was just to demonstrate that Msgr Fisichella wrote an article not in contrast with catholic ethics.
Now, if we consider that this article was written in order to stop further critics or declarations like that one of President Lula (http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/southamerica/brazil/4968239/Brazils-president-attacks-Vatican-for-condemning-nine-year-old-rape-victims-abortion.html)

we must appreciate the effort of Msgr. Fisichella that tried to apply a more "lovely" approach to the issue, avoiding any fault in the doctrine.

For sure there was a small polemic point against Msgr. Cardoso, but - I believe - it was from a "mediatic" point of view. I mean that Fisichella was just saying something like "before to speak we must consider also the reasons of the present situation and try to condemn both the evil activities!"

Today someone is trying to delegitimize Msgr. Fisichella, like in the past, for the clear reason that some people in the Vat. dislikes the possibility to see in the future a Cardinal Fisichella. And they are using this pretext of the article, reading it in a very progressive and mundane way. From what I personally know of Msgr. Fisichella this approach is really distant from his way of thinking and his very "ambrosian" approach to the reality!

Thank you for your comment.

Francesco Colafemmina ha detto...

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20090711_aborto-procurato_it.html

"strumentalizzazioni e manipolazioni"

Anonimo ha detto...

Io, invece, in questa tristissima vicenda, e pur apprezzando Mons. Fisichella, non riesco proprio a trovarlo difendibile.

Il primo errore grave è stato quello di non essersi informato dei fatti presso la curia brasiliana ma di avallare la vulgata che Repubblica, Espresso e tutta la corazzata laicista nostrana aveva, more solito, mendacemente imbastito.

Da questo errore, a cascata, ne sono venuti gli altri. Si fosse informato adeguatamente e sul campo del reale accadimento degli eventi, Fisichella avrebbe potuto toccare con mano la delicatezza e la cura pastorale che si sono avute per la bambina in primis. Avrebbe visto la sollecitudine materiale e spirituale con la quale il parroco locale si è preoccupato di difendere e custodire la bambina, alla fine poi letteralmente rapita dai "pro-choice", e tante altre cose venute poi a conoscenza ad un esame obiettivo dei fatti, ma tutt'oggi passate sotto silenzio.

Sarebbe dunque bastato raccontare l'episodio per come è andato, per sottolineare l'operato della Chiesa nel segno della Carità e dell'accoglienza.

Le scomuniche patenti sono solo state, oltre che necessarie con ogni evidenza, l'aspetto secondario della vicenda, ancorché sbandierate ai quattro venti dai bugiardini locali e non. Non c'era affatto bisogno di un improbabile sceneggiata da poliziotto buono e poliziotto cattivo, dove il Nostro esprimesse il lato tenero della Chiesa dopo che i "Torquemada" brasiliani avrebbero invece comminato le proprie sentenze.

Questa era ed è appunto la falsa vulgata spacciata dai nostri media. Seguirla è quanto meno ingenuo, specialmente da parte di chi, come Fisichella, ben sa quanto tendenziosa sia l'informazione sedicente laica.

Ancora. L'articolo di Fisichella è suonato come un placet all'aborto in determinate situazioni, al punto che i membri della Pontificia Accademia per la Vita, di cui Fisichella è presidente, hanno raccolto un dossier presentato al S. Padre, e da Questi ritenuto grave e meritevole di intervento, da cui si evince quanto e quali siano state le reazioni innescate da quell'articolo in tal senso.

La Chiesa brasiliana si è comportata benissimo, non c'era alcun bisogno del vernissage di Fisichella per rendere più accettabile la pastorale del Vescovo di Recife, sarebbe stato invece necessario dare dei fatti la versione reale, e non quella masticata delle testate abortiste.

Conosco personalmente il Prof. Joseph Seifert, di cui sono stato allievo, e che fu il primo membro della Pontificia Accademia per la Vita a replicare all'intervento di Mons. Fisichella notandone, e so non esserci alcun malanimo verso il presule e men che meno verso il S. Padre, ma in questa occasione si è agito veramente con una leggerezza e un'assenza di giudizio a mio avviso imperdonabili.

La Chiesa aveva offerto l'intimità dell'Amore di Cristo nei fatti, non c'era alcun vuoto da colmare, se non quello informativo. Pensare che ci fosse un deficit di Carità a cui sopperire con un editoriale è stato un errore grave, dalle conseguenze ancor più gravi. I membri della Pontificia dell'accademia non sono dei bigotti nè dei citrulli, tanto che lo stesso S. Padre ha riconosciuto la bontà delle loro perplessità.

Una brutta vicenda insomma in cui la prima vittima è stata la verità degli avvenimenti, negletta proprio da chi avrebbe avuto per primo compito quello di accertarne i contorni, e non sottoscrivere quanto la canea mediatica vi aveva imbastito, per poi correggere l'operato - inecceppibile - dei propri confratelli.

Per queste ragioni non concordo con l'operato di Fisichella e tanto meno con le pesanti critiche rivolte a coloro i quali si sono trovati a dover gestire gli effetti del suo inopportuno intervento. Ovviamente la mia critica si rivolge di necessità anche a Bertone che ne ha commissionato l'articolo, quando avrebbe semplicemente dovuto informarsi più da vicino dei fatti, prima di pensare ad un restyling dell'operato dei vescovi brasiliani.

Giampaolo

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Giampaolo,

nell'articolo di Fisichella una sola frase è impugnabile. Si tratta della frase finale. Per il resto dice espressamente che l'etica cattolica non si cambia. Che anche se c'è il dramma di coscienza dei medici la scomunica è automatica e permane!

Quindi l'unica cosa che stona è l'ultima frase dove si dice che "altri meritano la scomunica e il nostro perdono". Questa frase io la leggo così: visto che la scomunica è automatica si sarebbe dovuta comminare a gran voce al patrigno e a chi sapendo ha taciuto, non ai medici che pur incorrendo nella scomunica in automatico, hanno avuto il merito di salvarle la vita.

Poi, scusa il tecnicismo, ma una bambina di 9 anni hai presente come è fatta? Secondo te riesce ad arrivare all'ottavo mese? Ha una media conformazione fisica che le consenta la gravidanza?
Poi mi puoi dire: che muoia, l'importante è salvare i gemelli...

Io però non sono un dottore di etica, non sono un progressista, ma un ragionamento simile mi sembra ripugnante.

Francesco Colafemmina ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=3GeOjUe_LcU&feature=related

Intervista a Cardoso e al medico cattolico scomunicato. Mons. Cardoso dice che il patrigno non si può scomunicare. Ha commesso un crimine gravissimo, ma non incorre nella scomunica. Mentre ancor più grave è il crimine dell'aborto.

Ognuno ne tragga le sue conclusioni.

Francesco Colafemmina ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=giG60UGK1C4&feature=related

Altro video. Faccio notare quanto segue: il commentatore finale dice "la decisione del Vescovo di scomunicare i medici"

Fisichella ha chiarito che la decisione non è stata del Vescovo ma è la dottrina della Chiesa ad imporlo.

Così ha difeso Mons. Cardoso. Il vero problema è che l'intervento c'è stato immediatamente sulla questione dell'aborto senza condannare pubblicamente nè scomunicare il Patrigno!

Anonimo ha detto...

Caro Francesco,

premesso che nella dottrina della Chiesa in situazioni particolarissime come quella in cui vi fosse il fondato rischio di morte per la madre, è consentita una terapia che comportasse eventualmente la soppressione del figlio in grembo, ricordo che nel caso in specie i medici che la seguivano sostenevano di poter salvare tutti gli sfortunati attori di questo dramma.

Quel che però io contesto non è la situazione in sé, quanto la necessità di voler presentare una Chiesa dal volto umano contro una Chiesa dal volto intransigente, quando non è stato affatto così.

Nei confronti della bambina si sono usate tutte le cautele e gli accorgimenti dovuti senza che vi fosse bisogno di un editoriale correttivo atto a strigliare rigidi Vescovi tanto zelanti quanto farisei, incapaci di vedere il dramma umano di una bambina di nove anni violentata dal padre.

Che lo stupro, abominevole e condannabile nel modo più netto, sia meno grave canonicamente, così come penalmente del resto, dell'omicidio, è assodato. Il fatto che ciò sia avvenuto nei confronti di una bambina, anzi nei confronti della propria figlia, aggiunge una ripugnanza emotiva forte, ma resta il fatto che la soppressione di un figlio sia più grave del suo abuso, per quanto antipatico sia dover porre gerarchie in quest'ordine di abomini.

Questo tipo di scansioni: Vescovi intransigenti, ottusi e bigotti da una parte, e Monsignori illuminati, caritatevoli e misericordiosi dall'altra non giova affatto alla Chiesa e al Suo apostolato. La Carità o è nella Verità o non è. E so bene che anche tu condividi questo principio.
Per questo mi permetto di insistere, per esplicitare come l'intervento di Fisichella abbia invece impostato ll problema decettivamente, dando ad intendere che da una parte vi sia stato un irrigidimento dogmatico, laddove sarebbe piuttosto stata necessaria la misericordia dell'accoglimento, mettendo dunque ancora una volta Carità e Verità in conflitto.

E' il gioco sporco che sempre praticano i detrattori della Chiesa, tra i quali ovviamente non annovero Mons. Fisichella, ma ai quali questi ha dato oggettivamente un argomento nella situazione verificatasi. Questa la mia critica.

Un caro saluto

Giampaolo

Francesco Colafemmina ha detto...

Giampaolo,

concordo con te. Ma sulla divisione io intendo farla fra quelli che invece di unire, dividono.

Fisichella ha tentato di aggiungere qualcosa. Ha inquadrato la questione nella sostanza. Ha definito il quadro, cosa che invece non è accaduta nel corso delle interviste a Cardoso, come è logico che fosse.

Ora, se a distanza di mesi c'è qualcuno che annuncia la resa dei conti con Fisichella, solo perché si vuole ostacolare il suo cardinalato - diciamocelo francamente - io mi indigno e credo che siano bigotti e ipocriti questi personaggi occulti ma non troppo, che continuano a dare addosso a Fisichella non per la questione in sè, ma per screditarlo e basta.

Questi sono gli ipocriti, non Monsignor Cardoso.

Anonimo ha detto...

Concordo pienamente con il pensiero dell'Autore del Blog nonchè con quanto espresso dagli amici di Messainlatino.
Aggiungo che monsignor Fisichella è una specchiata persona e pastore degnissimo. Personalmente non posso che sperare che succeda a Tettamanzi nella mia diocesi ambrosiana: averne di Fisichella!

Anonimo ha detto...

per favore, potete mettere un link alla lettera del Vescovo Cardoso scritta in risposta all'art. di Fisichella?
Così ce l'andiamo a leggere e vediamo se Cardoso è stato imprudente...

Grazie.

Francesco Colafemmina ha detto...

http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=4606

Ecco la dichiarazione. Francamente mi sembra eccessiva.

Anonimo ha detto...

Caro Francesco, dopo aver riletto la lettera del Vescovo brasiliano, vien voglia di dire che eccessiva sembra la sua difesa dell'articolo di mons. Fisichella.

Anonimo ha detto...

Non avendo la necessaria preparazione teologica e morale.
Mi limito a pensare? Cui prodest?
Il Papa, due giorni fa, ha parlato di attacco senza precedenti alla Chiesa. I vaticanisti hanno sorriso....fregandosene.(le eccezioni sono una forse due C'è la mano di qualche sapiente grembiulato che sfruttando penne cattoliche impazzite e vaticanisti lanciati come gremlins sui collaboratori del Papa semina zizzania per isolarlo. Cave vaticanistas
Mazzarino

Francesco Colafemmina ha detto...

Sarà, ma io vorrei porre due domande:

a. un parto plurigemellare è già rischioso per una donna matura, come fa a non esserlo per una bambina di 9 anni che anatomicamente non è fatta per ospitare 3 bambini nel suo utero?

b. alla luce di ciò e del fatto che la gravidanza della bambina è stata interrota al 4° mese, io domando se si possa concludere la storia in questi termini:

La bambina può anche morire, basta che si salvino i gemelli.

Fisichella non ha nemmeno autorizzato l'aborto. Ha solo detto che ferme restando le norme etiche della Chiesa cattolica è quantomeno esagerato accanirsi in questo caso specifico sui medici, quanto piuttosto sulla bestia che ha messo incinta la bimba.

Se poi si vuol leggere la cosa diversamente io non ci posso fare niente.

Anonimo ha detto...

Caro Colafemmina, sono pienamente d'accordo con le tue affermazioni. Mons. Fisichella e' accusato in modo ingiusto e strumentale. Salvatore Izzo