martedì 16 febbraio 2010

LETTERA DALLA CHIESA-PANETTONE!

Chiesa di Santa Edith Stein a Roma - da me ribattezzata "chiesa panettone" o "chiesa ufo"

Ricevo e pubblico:

Sono un fedele e il Direttore dell'Oratorio della Parrocchia di Santa Edith Stein e casualmente cercando delle immagini della Nostra Patrona sono finito su un sito che definiva la mia comunità un ufo, mi é venuta veramente la nausea nel vedere il modo in cui Lei ,solo credo per sentito dire o per altri interessi a me sconosciuti ha definito la Nostra Nuova Parrocchia che oltre ad essere un FARO del nostro quartiere è anche apprezzata da tantissime persone e da circa un mese è in mondovisione tutte le mattine per Santa Messa su SAT2000.
Il preblema secondo me è che non si perde mai l'occasione di stare zitti quando non si conoscono veramente i fatti e non si è visitata la parrocchia.
Ad esempio il nome Santa Edith Stein è stato fortemente Voluto dal PAPA GIOVANNI PAOLO II e scusa se è poco...

Il proscenio della chiesa-panettone: gli attori si sistemano davanti all'altare di Dioniso nell'orchestra...ah, scusate, non è un teatro... e quello è l'altare di Cristo!

Tornando alla forma credo non spetti a lei giudicare una forma che se invece di fare solo chiacchiere venisse da noi una mattina si renderebbe certo conto di quando sia accogliente e per lo più tutto diventa relativo quando all'interno vi si trova una Comunita' di persone che professa la propria fede e il proprio Amore a Cristo.
Quindi, certa retorica e accostamenti a ufo o panettoni sono veramente di cattivissimo gusto e mi fa specie che se ho ben capito il sito è di venatura cattolica.

Il discorso è valido anche per le altre Parrocchie che conosco, comunque sono quì ancora a sottolineare il mio disgusto alle sue parole e le assicuro che la Parrocchia di Santa Edith Stein è una bellissima comunità nella periferia romana e che grazie a Dio possiede una Chiesa MODERNA CAPIENTE ACCOGLIENTE e ARMONICA.
Se ha un pò di tempo invece di scrivere solo commenti inutili scriva anche questo...
Scusi la mia ira ma io e la mia Comunità ci siamo sentiti veramenti offesi da questi suoi inutili accostamenti che forse nascondono altre cose che a noi non è lecito sapere.
Resto in attesa di una sua risposta e cordialmente la saluto.


Luigi Messercola


RISPOSTA:

Caro Signor Luigi,

mi spiace che lei e la sua Comunità (della quale deduco che lei sia il portavoce) vi siate "sentiti veramente offesi" da quanto scrivevo mesi fa sulla nuova chiesa parrocchiale di "Santa Edith Stein".
Mi spiace anzitutto perché a quanto pare lei non riesce a comprendere che la mia critica era riferita allo sgorbio e all'orrore architettonico. Per quanto concerne i fedeli, invece, questi non possono che avere la mia piena solidarietà per l'orrore di chiesa che si ritrovano! Sono dunque vicino a voi con sincero affetto per la cattiva sorte di avere una chiesa così brutta!

Chiesa-panettone: il tabernacolo (da notare lo spettacolare effetto fiamma: roveto ardente o diabolica evocazione? Di sicuro una soluzione piuttosto infelice!)

Mi permetto inoltre di invitarla a distinguere fra chiesa intesa quale edificio architettonico (una roba umana, a volte anche troppo umana) e chiesa intesa quale "comunità" o parrocchia. In quest'ultimo senso la vostra parrocchia sarà anche un faro della fede, ciò non toglie che questa fede si esprima nel vostro caso anche attraverso un edificio chiesastico-panettone di dubbia bellezza.
Inoltre come non congratularsi con voi per il vostro grande successo, visto che siete in mondovisione? Non sapevo, infatti, che una chiesa, una parrocchia, una comunità fossero più importanti se osservate in mondovisione rispetto allo sguardo che su di esse dovrebbe avere Cristo. Ma si sa, nel mondo di oggi è più importante farsi belli per la TV che per il Signore. E dunque ben vengano edifici chiesastici-panettoni esposti in TV come modello della Chiesa del XXI secolo! Io, modestamente, mi accontento di vedere in mondovisione le messe del Papa da San Pietro, una basilica un po' antiquata e forse poco funzionale, ma almeno bella!

Ingresso della chiesa-panettone: l'avevamo scambiato inizialmente per quello di una banca o di un centro commerciale, poi ci siamo accorti che quelli ai lati non sono posacenere ma acquasantiere

Altre due paroline finali. Da un lato non posso che essere d'accordo con lei, la vostra chiesa è accogliente, ma siamo certi che abbia la forma di una chiesa e non di un panettone? Questo non l'ho ancora capito.
Quanto poi al nome della parrocchia mi sembra piuttosto palese che essa avrebbe dovuto essere intitolata a Santa Teresa Benedetta della Croce, e non a Santa Edith Stein. Per 2 validi motivi:

1. Edith Stein non è nemmeno il "nome di battesimo" della Santa che infatti era ebrea ed è stata accolta nel cattolicesimo il 1 gennaio 1922;
2. Una suora, una volta fatta la professione religiosa cambia il suo nome di battesimo con il nome da religiosa.

Ne consegue che la serie di Santi qui di seguito non li chiamiamo col loro nome di battesimo, ma con quello con cui si consacrarono a Cristo:

San Pio al secolo Francesco Forgione
Sant'Antonio da Padova al secolo Fernando Martim de Bulhões e Taveira Azevedo
San Domenico al secolo Domingo de Guzmàn
Santa Teresa d'Avila al secolo Teresa Sánchez de Cepeda Ávila y Ahumada
Santa Teresa di Lisieux al secolo Thérèse Françoise Marie Martin
San Giovanni della Croce al secolo Juan de Yepes Álvarez
San Francesco da Paola al secolo Francesco Martolilla
Santa Teresa di Gesù de los Andes al secolo Juana Fernandez Solàr
etc. etc. etc.

Infine se lei guardasse il sito della Santa Sede si renderebbe conto che la Santa è qui chiamata con il suo nome corretto: Santa Teresa Benedetta della Croce (lo dice proprio il Venerabile Giovanni Paolo II... mica cotiche!).
Al di là delle polemiche, un caro saluto a tutti i fedeli della Parrocchia di Santa Teresa Benedetta della Croce!
.
Francesco Colafemmina
.
p.s.: posso chiederLe quanto è costata questa nuova chiesa?
.

Interno della chiesa-panettone: graziosa e funzionale stella a otto punte sul soffitto

31 commenti:

Anonimo ha detto...

Non metto minimamente in dubbio la buona fede del portavoce della parrocchia, ma mi pare che in questa chiesa conciliare non sia ammessa neppure la critica architettonica!
Definire tale chiesa un panettone è un'offesa al panettone (naturalmente quello artigianale e fatto con ingredienti di primissima qualità) che oltre ad essere buono è pure bello da vedere.

Questa chiesa, come chiesa è brutta.

Al Signor Messercola piace? Ce ne rallegriamo. A non piace. Abbiamo il diritto di dirlo? Oppure ci si vuole negare anche il diritto di criticare, esteticamente, un edificio?


E abbiamo anche il diritto di criticare il nome scelto; Edith Stein ha di sua spontanea volontà cambiato nome. La comunità parrocchiale può chiamarla come vuole, ma è indubitabile che la sta chiamando con un nome che la Santa ha di sua spontanea volontà cambiato. Forse, e dico forse, per rispetto alla santa la si dovrebbe chiamare col nome che ha scelto.

E' come se io mi rivolgessi al Papa chiamandolo "cardinal Joseph Ratzinger"; oltre che offensivo sarebbe pure maleducato.

Antonello Majori

Anonimo ha detto...

premesso che non credo sia indispensabile vedere dal vivo l'edificio in oggetto, per esprimere un giudizio estetico, pur tuttavia ho voluto controllare coi miei occhi tale asserita bellezza achitettonica. L'edificio è sicuramente capiente, e, a suo modo, pure armonico. Per arrivarci ho chiesto informazioni a due giovani i quali nel darmele hanno aggiunto: "non sbaglierà; sembra un' astronave". E visto che sghignazzavano ho cercato di chiedere la loro opinione. Uno di loro mi ha detto: "una chiesa deve sembrare una chiesa, non un supermercato". L'altro ha aggiunto: "studio storia dell'arte, ho quindi un certo gusto estetico; mi piace l'arte moderna, ma questa non è arte".

Ed ho visitato la chiesa pensando alle parole di quel giovane: " una chiesa deve sembrare una chiesa".
Se gli avessi chiesto come dovrebbe essere una chiesa forse non me lo avrebbe saputo dire; anche io, visitando l'edificio mi chiedevo: come deve essere una chiesa?
Quando sono uscito mi son posto ancora una volta la domanda su come dovrebbe essere una chiesa e mi son detto: non lo so; sicuramente però una chiesa non deve essere come questa astronave.

Nell'andare via ho incontrato due donne, una di mezza età e l'altra vecchia, ed ho chiesto loro: vi piace la vostra nuova chiesa? Quella mi mezza età ha detto un "si" per nulla convinto convinto, la vecchia invece s'è messa a ridere e ha detto: "ma se non piace a nessuno!"
Allora l'altra ha aggiunto: "questa ci hanno fatto e questa ci dobbiamo tenere".

Ho visto una rassegnazione al brutto architettonico. E d'altronde che potevan fare le due vecchiette? Solo rassegnarsi.

Urgentissimo! ha detto...

La lettera del signor Messercola conteneva tutte fallacie: ad hominem, ad argumentum...

Anonimo ha detto...

Mortem nostram moriendo destruxit
LA CELEBRAZIONE CRISTIANA
DELLE ESEQUIE
XI CONVEGNO LITURGICO-PASTORALE
19-20 FEBBRAIO 2010

Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia

“San Giovanni Evangelista”

Palermo

Ringraziando per lo spazio pubblicitario a benificio di chi vuole capire la Liturgia, colgo l'occasione per chiedere: ma perchè ognuno non si fa l"le chiese sue"?

Anonimo ha detto...

Il convegno è questo qui?

http://www.fatesi.glauco.it/fatesi/allegati/264/pdf.pdf

E quale liturgia aiuterà a capire? E quali altri mostruosità servirà a costruire? Chiese-Auschwitz?

Francesco Colafemmina ha detto...

E da quando in qua le chiese sono "di qualcuno"?

Su questo sito ci si batte affinché le chiese tornino ad essere di tutti e non di qualche estroso architetto o vezzoso sacerdote! Le chiese devono essere riconoscibili per bellezza e non per deformità o bruttezza, devono essere centrate su Cristo e non sull'uomo!

Francesco Colafemmina ha detto...

Splendido il convegno:

c'è sia il Valdese che Mons. Di Molfetta... distinguere chi sia più protestante sarà una belle sfida!

Maria ha detto...

Giusto per restare in tema di Santi Carmelitani, San Giovanni della Croce (già molti secoli fa!), scriveva -parlando dei luoghi di preghiera e dei vari oggetti di devozione- nella "Salita al Monte Carmelo":
"sono da biasimare [...] quelli che le fanno così male che, anzichè favorire la devozione, la fanno passare; per questo si dovrebbe proibire a certi artigiani l'esercizio di quest'arte, perchè, incapaci, lavorano rozzamente".

Detto questo, sono pienamente d'accordo con le considerazioni che hai espresso nella tua risposta.

Buon pomeriggio

Anonimo ha detto...

Altro mostro, ribadisco che servirebbero degli indirizzi generali...

Visto che siamo a citar Santi....

San Massimiliano Maria Kolbe
http://www.kolbemission.org/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/145
>
"Poveretti" 1926
http://www.radiomarconi.com/marconi/kolbe/kolbe2.html

M

Francesco Colafemmina ha detto...

San Massimiliano Maria kolbe
al secolo
Raimondo kolbe.

Anonimo ha detto...

...un grandissimo!
M.

Reginaldo ha detto...

L'articolo è ineccepibile, ovviamente. Davanti a simili obbrobri architettonici si rimane sconcertati.
La stella ad otto punte mi risulta però essere un simbolo mariano: compare anche nello scudo crociato dell'ordine domenicano (http://www.amicidomenicani.it/index.php). Graditi approfondimenti, nel caso. Saluti ai collocutori.

Blas ha detto...

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri

Gianpaolo1951 ha detto...

L’unica attenuante che si può concedere al signor Luigi Messercola, è che la “bruttura” è un ex novo e non una storpiatura di un qualcosa di preesistente!…
Ma che dire delle bellissime chiese di un tempo devastate dall’assurdo “rinnovamento” post CV II?!?

Montmirail ha detto...

La chiesa panettone è l'emblema del culto neocatecumenale. Il top è il disco volante di porto s.giorgio e probabilmente in questo modo si vuol
far sì che Roma non sia da meno.
Gli argomenti del sostenitore sono gli stessi del cnc: "Non si può capire ciò che non si pratica", solito ritornello mediante il quale
il sottofondo ebraico-protestante
giunge con tranquillità ad occupare
tutti gli spazi possibili

EXTRA ECCLESIAM NELLA SALUS ha detto...

Grazie dell'articolo.
Io ci vedrei bene una bella piscina.

GIGI ha detto...

VEDO CON MOLTO PICERE CHE SI CONTINUA ANCORA A PARLARE NELLA NUOVA CHIESA SI SANTA EDITH STEIN PECCATO CHE SE NE PARLI SOLO IN TERMINI DI CRITICA ARCHITETTONICA CERCANDO APPIGLI VARI. SONO UN PARROCCHIANO DI SANTA EDITH STEIN E CONOSCO L'ARCHITETTO PROGETTISSTA E VI ASSICURO CHE TUTTO QUELLO CHE SI DICE E' SOLO PER INVIDIA DI CHI NON HA UNA BELLA CHIESA COME LA NOSTRA LA FORMA CIRCOLARE CHE A MOLTI VA VENIRE IN MENTE L'UFO O IL PANETTONE E' INVECE MOLTO ACCOGLIENTE NELLA SUA FORMA ED ESPRIME AL MEGLIO L'UNITA' DELLA COMUNITA' CRISTIANA CHE SI RIUNISCE E POI SE VOGLIAMO ANALIZZARE I MATERIALI USATI CI SAREBBE DA DIRE TANTISSIMO.. PREMESSO CHE TUTTI ABBIAMO LA LIBERTA' DI PAROLA ASSERISCO CHE E' VERAMENTE UNA BELLA STRUTTURA ACCOGLIENTE LUMINOSA E BEN DIMENSIONATA......

Francesco Colafemmina ha detto...

Gigi, la prossima volta scriva in minuscolo, grazie!

Se la tenga pure la chiesa panettone! Come si fa a poter invidiare una roba del genere?

Comunque ha proprio ragione: la colpa non è nè degli architetti nè dei parrocchiani. La colpa è dei committenti che commissionano queste specie di chiese che chiese non sono...

Grazie comunque per l'attenzione!

Anonimo ha detto...

la parrocchia è intitolata così: PARROCCHIA SANT’EDITH STEIN
Via Siculiana 161 - 00133 ROMA . per favore non facicamo inuti commenti sul nome.

Anonimo ha detto...

È bella e funzionale la nuova chiesa parrocchiale di Santa Edith Stein ai Due Leoni, che il cardinale vicario Agostino Vallini si appresta a dedicare domenica 22 marzo (ore 10).
«Soddisfazione», per l’esito dei lavori, la esprime anche l’architetto Roberto Panella che, nella progettazione si è ispirato alla vita di Santa Edith Stein, copatrona d’Europa. Una personalità intensa, quella della filosofa di origine ebraica. La sua vicenda terrena trova testimonianza anche nell’architettura della chiesa: La forma circolare - secondo Panella -, crea un’alternanza di volumi fino al soffitto in legno che raccoglie tutte le tensioni geometriche formando una stella. Questa - aggiunge -, proiettata sul pavimento, costituisce un chiaro riferimento alle origini della santa.
Ma anche il suo essere copatrona d’Europa trova espressione nell’aula assembleare, grazie alle vetrate artistiche realizzate da Albano Poli, a seguito di una donazione del cardinale Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia, e di madre Tekla Famiglietti, abbadessa generale delle Brigidine. Quelle del presbiterio sono infatti dedicate alla santa polacca, a Santa Brigida di Svezia e a Santa Caterina da Siena.
La cappella feriale, divisa dall’aula ecclesiale con una parete di vetro, custodisce il Santissimo Sacramento.
Certo non è bella come le basiliche medievali, e non a tutti può piacere, ma sicuramente è un’opera architettonica di notevole importanza degna per la Santa Celebrazione del Sacrificio Eucaristico; a la lode e gloria del Signore, per il bene nostro e di tutta la sua santa chiesa. Per questo è stata voluta e per questo è stata costruita. Non me la sento proprio di denigrarla!
Salve a tutti.
Pino

Francesco Colafemmina ha detto...

Pino mettiti gli occhiali!

Soprattutto quelli della fede!

Il Tabernacolo nel retrobottega è una grandissima vergogna! Ma il vero problema è che questa chiesa è brutta, concetto non relativo (questo è bello per me, ma è brutto per te), no è brutta secondo un criterio estetico oggettivo fondato sui tre fondamentali di San Tommaso:

Integritas, proportio, splendor formae

Qui l'integritas vien meno perchè è sostituita dalla funzionalità, concetto che sposta l'unità della costruzione architettonica dal suo fulcro divino a quello umano.

La proportio mah... c'è la proportio della forma circolare, ma come la mettiamo con quelle abominevoli vetrate o con il tabernacolo infiammato?

Lo splendor formae: qui non c'è emanazione del divino, riverbero dello splendore celeste. C'è un bell'ambiente umano, degno di un oratorio di periferia o di un auditorium di provincia. Punto.

Ben altra cosa è una chiesa! Se vuoi sapere cos'è vatti a fare un viaggetto in Grecia... altrimenti basta Roma. Non certo con le sue grandi basiliche... fai un giro fra le chiese normali, magari diroccate e in abbandono come San Silvestro e Santa Maria della Consolazione. Quando penso che la Cei butta i soldi per costruire delle porcherie tipo la chiesa panettone mi verrebbe da fare il matto... Ma mi fermo perché so che il Signore quando tornerà chissà se troverà ancora dei cattolici nascosti da qualche parte!


P.s. Per l'anonimo irato sul nome della parrocchia:

Sappi che la Santa in questione è SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE!

Santa Edith Stein è un'invenzione!

Chiedi alla Congregazione per le cause dei Santi grazie!

GIGI ha detto...

Concordo pienamente con Pino continuo a difendre la mia nuova Parrocchia e non riesco a capire tanta cattiveria (perchè di questo si tratta) nei confronti dell'architettura che non è certo tradizionalista, ma per carità nessuno dice che San Pietro ad esempio sia Brutto, ma rimane pur sempre una geometria avvolgente e che da veramente il senso di comunità vista dall'interno.Senza nulla togliere ai gruppi Neocatecumenali nella nostra Parrocchia non sono presenti vi sono altri gruppi di Preghiera, Comunità Gesù Risorto e le Cellule di Evangelizzazione, comunque la sostanza non cambia noi parocchiani Amiamo la nostra Chiesa
la Nostra Patrona Santa Edith Stein e la nostra struttura progettata dall'architetto Panella che ribadisco ha saputo dare un collegamento con la vita della Santa e poi chi la definisce panettone forse perchè il panettone rappresenta qualcosa di buono da mangiare...nutriamoci di Gesù che è nato in una grotta e ha cacciato gente dal Tempio e ci raduna ogni domenica nella sua casa.Quì nessuno vuole fare il moralista ma almento difendiamo da attacchi inutili un qualcosa che appartiene a noi ai nostri figli e la nostro quartiere che finalmente dopo 10 anni di garage a forma di torrone (per la gioia di qualcuno) ha un faro ben visibile da tutti... e spero presto riceva la visita del Santo Padre......
Gigi

Francesco Colafemmina ha detto...

Gigi,

guarda che non stai difendendo la tua parrocchia, perché nessuno la ha attaccata.

Se pensi che a me interessi prendermela con dei fratelli cristiani come me solo perché si ritrovano una brutta chiesa sbagli di grosso.

La questione è che la committenza non può sprecare i soldi in questo modo. Realizzando opere oscene.

E dovreste esserne consapevoli proprio voi che ci vivete e che magari l'avete pagata con grandi sacrifici pur di avere una parrocchia nuova.

Quanto alla Santa Teresa Benedetta della Croce, inutile indulgere su questo legame con l'ebraismo. Santa Teresa per prima cosa si convertì a Cristo, per seconda cosa si sposò a Lui, e per terza si sacrificò sul patibolo del Nazismo per la salvezza dell'uomo.

Anonimo ha detto...

PinoStrano però che per la deicazione sia disignato proprio il cardinale vicario Agostino Vallini. Che questi non abbia gusti? Non credo.
Il Tabernacolo non è nel retrobottega ma nella cappella feriale il che è molto diverso! ma sarebeb troppo lungo spiegare le motivazioni teologiche della presenza delle Sacre Specie nel luogo della celebrazione dell'Eucaristia...
La Parrocchia è titolata a Santa Edith Stein. Questo è il nome giuridico della Parrocchia. Non ci trovo nulla di male dopottutto è il nome di battesimo della Santa! Non trovo alcua mancanza di rispetto in questo. Nel caso ciò fosse un'invenzione, bisognerebbe tirare le orecchie a a chi l'ha titolata così.
www.VicariatusUrbis.org/SantEdithStein
devo dire che concordo con Francesco quando dice: "C'è un bell'ambiente umano, degno di un oratorio di periferia..." ebbene si, è un oratorio di periferia dove appunto si prega ed è un bell'ambiente umano dove si può incontrare il Divino. La fede non è zuppa e non la si trova disponible nemmeno nelle chiese più belle. ti assicuro che qui c'è l'"emanazione del divino e anche il riverbero dello splendore celeste" Sempre che l'uomo lo possa raggiungere o esplicitare.
Per concludere mi pongo solo una domanda: dove stà scritto, e chi lo ha detto (S.Tommaso?), che le chiese debbano essere tutte uguali e magari a pianta croce latina per essere esteticamente belle e simbolo di trascendenza? L'Integritas, proportio, splendor formae, sarebbe questo? o solamente qusto? Suvvia...
(come dice il proverbio: bene o male, l'importante è che se ne parli)
Filippo

Francesco Colafemmina ha detto...

Domanda per Filippo:

1) il Tabernacolo è al centro della chiesa? o è in un angolo?

2) non mi interessano i gusti del Cardinal Vallini. Infatti le chiese non le giudica il Cardinale nella loro struttura estetica.

3) l'ambiente è da oratorio nel senso che la chiesa non ricorda uno spazio sacro, ma un banale contesto domestico.

4)No ho mai detto che le chiese debbano essrere tutte uguali. Ma ci sono elementi costitutivi dell'architettura chiesastica dai quali non si può prescindere. Sono esplicitati nell'Appello al Santo Padre per il ritorno a un'arte sacra autenticamente cattolica.
Appello finora sottoscritto da 1800 persone in tutto il mondo e apprezzato dal Santo Padre con un suo attestato di gratitudine e approvazione per i suoi contenuti.

5) Mi sembra un po' patetico difendere corporativamente una chiesa per difendere la comunità che vi prega. Se non sapete fare distinzioni ed esercitare un minimo di gusto estetico, io alzo le mani! Tenetevi il panettone: auguri!

Anonimo ha detto...

1) il Tabernacolo è al centro della chiesa feriale! NON o è in un angolo!

2) e’ vero, le chiese non le giudica il Cardinale nella loro struttura estetica.

3) l'ambiente è da oratorio nel senso che è fatta per la preghiera! e anche se la chiesa non ricordasse uno spazio sacro, l’importante è che si preghi. Se poi ricorda un “banale” contesto domestico dov’è il problema?

4) quali sarebbero questi elementi costitutivi dell'architettura chiesastica dai quali non si può prescindere? L’altare o mensa c’è! L’ambone o pulpito c’è! L’altare per il santissimo c’è! Mi pare che non manchi proprio nulla. Per quanto poi riguarda l'Appello al Santo Padre per il ritorno a un'arte sacra autenticamente cattolica, aspettiamo che i 1800 sottoscrittori diventino qualche miliardo e poi che il Santo Padre dia nuove direttive da seguire, (magari disignando te come supervisore genrale… ehehehe) Per il momento le cose satnno così. Chissà un domani forse ci saranno delle direttive a demolire con il tritolo.

5) difendere corporativamente una chiesa è difendere anche la comunità che vi prega. Chi si accontenta gode! Che ci vuoi fare? chi invece vuole pregare altrove è libero di farlo. Ogni persona ha la sua sensibilità e trova il Signore dove lo cerca, mentre lui si fa trovare. E credimi si fa trovare ovunque se lo si cerca con cuore sincero.
Il nostro gusto estetico, purtroppo, è questo. Ci teniamo quello che tu definisci panettone. Grazie per gli auguri sono sempre graditi.
Filippo

Anonimo ha detto...

Il signor Filippo dichiara:

..... anche se la chiesa non ricordasse uno spazio sacro, l’importante è che si preghi .....

Da questa semplice affermazione si denota la profondità di pensiero e la grande concezione che il signore in questione ha della Chiesa, in senso assoluto e specificamente come luogo Sacro che rappresenta il " corpo mistico di Cristo".

Adesso mi spiego perché ci ritroviamo "palazzetti dello sport, auditorium, palacongressi ed edifici difficilmente classificabili" spacciati come pseudo chiese.

L' unico criterio richiesto è che siano accoglienti e magari progettate da un archistar che ignora cosa sia realmente una Chiesa.

Tanto importante è unicamente che "si preghi", il resto è indifferente e di poca valore.
Nó?

Un semplice firmatario dell' "appello per l'arte sacra autenticamente cattolica".

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Filippo,

se si vuol proseguire facendo i "brillanti" come si dice dalle mie parti, lo si può fare, ma di certo si scade un po' nel vacuo.

Tu l'appello l'hai letto si o no. Allora di che cavolo parli? Di chiacchiere? di insalata?

Se vuoi continuare ad avere i prosciutti sugli occhi sei liberissimo di farlo. Se invece credi che si possa argomentare qualche idea, io ti aspetto a braccia aperte.

Spiegami poi di grazia cosa sarebbe la chiesa feriale. E' o non è uno spazio separato fisicamente dall'aula liturgica?
Perché avviene ciò?

Mi trovi un documento del concilio che lo prescriva?
Mi trovi un documento del concilio che prescriva la costruzione di chiese tonde o tondeggianti?
Mi trovi un documento del concilio che prescriva di mettere le sedi dei celebranti lì dietro parate come in un teatro o in un centro congressi.

La mia critica - lo dico una volta per tutte - non è rivolta specificamente alla Parrocchia di Santa Edith Stein (un errore purtroppo onomastico), ma è rivolta al tipo di architettura sacra che viene promosso proprio nella diocesi del Papa! Se mi permetti di sintetizzare, di panettoni come quello che avete voi ce ne sono decine in tutt'Italia. Ho preso il vostro perché era un bell'esempio dell'ecclettismo architettonico romano.

Se vuoi continuare a rispondere meccanicamente fallo pure. D'altra parte l'hai detto tu che lo "spazio sacro" non è importante in una chiesa. Si vede dunque che te ne intendi proprio di ciò che una chiesa dovrebbe essere.

Rinnovati auguri per il panettone... anche se siamo in quaresima ed è meglio fare fioretti. Niente dolci, niente panettoni, soltanto tanta sana preghiera davanti al Santissimo (possibilmente non in fiamme).

Anonimo ha detto...

se una chiesa non serve per pregare a cosa dovrebbe servire allora? Nella diocesi del Papa, purtroppo per chi non le giudica positivamente, è consentito fare chiese panettone! Pensa che la chiesa di un mio amico sacerdote è costituita dalle fronde di un baobab, non è ne a pianta quadrata, ne' a croce , ne tonda. ma si prega comunque!
altro che prosiutti negli occhi, qui rasentiamo l'integralismo... Ma ti rendi conto di quello che affermi?

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro anonimo,

le chiese cattoliche sono destinate all'oblazione del santo Sacrificio della Messa e alla custodia del Cristo Eucaristia.
La chiesa è luogo di preghiera, adorazione del Signore, venerazione della Madonna e dei Santi, confessione dei propri peccati.

Leggo da "La santa messa" di P. Martino De Cochem:

"Se noi avessimo veramente una viva fede entreremmo nel luogo santo con terrore e non solo adoreremmo nostro Signore nell'Eucaristia ma ci prostreremmo davanti agli angeli che sono sempre davanti ai nostri altari".

Amerio, Iota Unum, ed. Lindau, p.578:

"La sopravvalutazione del funzionale porta diminuzione del sacro. La chiesa è certo anche il luogo dove i fedeli si radunano a pregare e partecipano alla liturgia ma è luogo sacro indipendentemente da tale funzione, perché l'edificio sacro, come ogni creazione dell'arte religiosa, sussiste in sè prima di ogni intenzionalità e funzionalità pragmatica."

Sempre Amerio, Iota Unum, p.577

"La tendenza a trasfondere la realtà sacrale fuori dello spazio sacrale, come se non si cadesse in contraddizione parlando di un sacro non separato, viene ad incorrere nel cattolicismo in una difficoltà peculiare a cagione del dogma eucaristico. Oltre alla presenza ubiquitaria inerente alla natura divina, si dà, secondo il dogma, un'altra specialissima presenza di Dio nei luoghi consacrati.Tale presenza è legata alla presenza sacramentale del corpo dell'uomo-Dio il quale, solo mediante il corpo, passibile o glorioso che sia, entra nello spazio e nel tempo della creatura diveniente. (...) L'eucaristia è il sacro essenziale da cui fluisce e a cui si riferisce ogni spazio sacro, tempo sacro, persona sacra, atto sacro. Soltanto per l'eucaristia è possibile una localizzazione del divino. Se si prescinde da tale credenza, angustiare l'essere divino entro pareti divien cosa incompatibile con l'esatta nozione della divina maestà e che pende alla superstizione. Allora la logica porterà a riguardare il tempio niente più che come il luogo dove gli uomini compiono le loro operazioni culturali, non più come la sede del sacro essenziale da cui viene ogni santificazione".

In sintesi: se si toglie la centralità eucaristica e si banalizza la chiesa in base ad un estro mondano, in un'aula di preghiera, si perde di vista il sacro. Tu, confermi che perso di vista il sacro, si può avere una "chiesa" - concetto che per te identifica solo il luogo fisico della preghiera - anche sotto i baobab.
La differenza è fra luogo consacrato, dunque reso sacer, ovvero separato dal luogo profano e luogo profano stesso. La separazione del sacro la si attua seguendo particolari e accurate previsioni della tradizione (vedi l'opera di San Carlo Borromeo, mai dichiarata obsoleta o decaduta).

Se si rinuncia a tutto ciò e si fa di testa propria con pressappochismo banale e sciatto si creano chiese panettoni.

Semiur ha detto...

Bravo Francesco continui così!!