lunedì 22 febbraio 2010

SE NON STAI DRITTO NON HAI LA COMUNIONE!


di Francesco Colafemmina

La chiesa di San Ferdinando in Bari è una delle più frequentate dalla cosiddetta "Bari-bene". Chiesa posta al centro della frequentatissima via Sparano, San Ferdinando si riempie la domenica di tanti distinti signori, e impellicciate signore. E' la chiesa del fighettismo borghese un po' decadente, ma è pur sempre una chiesa.
Tra l'altro è l'unica chiesa di Bari a custodire uno splendido affresco con la visione della Vergine del Rosario a San Pio V, allorché la Madonna avvertì il grande pontefice della vittoria cristiana sui turchi a Lepanto.

Ebbene, ieri sera, alle ore 19.00, scevro da ogni velleità fighettista e borghesizzante, sono andato a messa in quella chiesa. Il sacerdote era aiutato da un ministrante attempato in giacca e cravatta e già questo poteva far comprendere l'andazzo, ma mai - dico mai - mi sarei aspettato di essere bloccato davanti all'Ostia perchè mi ero inchinato per ricevere l'Eucaristia in bocca.

Il sacerdote mi guarda, si ferma con l'Ostia in mano mentre io dico "amen" e mi fa:
"Stai dritto!"
Ed io: "perchè?"
Lui di nuovo: "Alzati, stai dritto!"
Ed io ancora: "perché?"
Ha atteso una manciata di secondi, il tempo di sussurrargli un altro "perché?" e poi, accortosi che ci stavano guardando, mi ha dato finalmente il Corpo di Gesù.

Non avevo mai provato un così vivo sbigottimento e l'unica parola che mi usciva dalle labbra, amen a parte, era il "perché?". Probabilmente è vero, sono indegno di abbracciare il mio Signore e fargli spazio nel mio corpo, ma di sicuro il fatto di essermi inchinato (non platealmente inginocchiato, ma semplicemente inchinato) non può costituire una valida ragione perché l'Eucaristia debba essere negata ad un cristiano.

Così con la tristezza nel cuore e un certo disgusto ho atteso la fine della messa. E mi è parso ipocrita che il sacerdote invitasse tutti a chinare il capo per la benedizione finale. Si, ipocrita. Dobbiamo chinarlo dinanzi al sacerdote, ma non possiamo inchinarci dinanzi a Cristo vivo?

San Pio diceva che il segno del Diavolo è il non voler inginocchiarsi. Ricordava un suo confratello di aver visto una volta confessarsi da Padre Pio un uomo distinto e molto alto che non voleva inginocchiarsi nonostante le plurime intimazioni del Padre. Alla fine quest'uomo, quest'essere scomparve sotto il pavimento di Santa Maria delle Grazie. Fu Padre Pio poi a rivelare che un suo amico aveva provato a confessare il Diavolo, ma non c'era riuscito perché il Diavolo non voleva inginocchiarsi. Allora il confratello che aveva visto tutta la scena gli disse: "ma, padre Pio, quel vostro amico in realtà siete proprio voi...". Padre Pio sorrise. Questa storiella la dice lunga sul perché oggi non sia concessa neppure la proskinesis dinanzi alla maestà di Nostro Signore Gesù Cristo.

41 commenti:

Maria ha detto...

Solo qualche considerazione, dato che l'argomento mi porterebbe al rischio di dilungarmi!

Inchino o non inchino (perchè la devozione nel ricevere la Santa Comunione non è solo legata al gesto esterno, che potrebbe essere "scomposto" anche se ci si inchinasse -ma con poca voglia di farlo-), credo che il problema sia il tuo "perchè" rivolto al sacerdote.
Passi se un fedele, magari giovane, non sappia che "una volta" (e anche oggi, dal Papa), la Comunione la si riceveva solo in ginocchio, ma che un sacerdote se ne "scandalizzi"...questo si, fa riflettere amaramente sulla desolazione di una buona fetta del clero. Non so se a te sia mai capitato (a me si), ma anche se provi a baciare la mano di un sacerdote, come si usava una volta in segno di rispetto (in fondo, quelle mani, operano la Consacrazione!), gli stessi preti, anche quelli più anziani, a volte ti guardano come fossi un marziano.
Bhè, a me anche questo fa riflettere. Se lo si faccia per una ritrosia naturale, per timidezza...lo ammetto anche. Ma se si perde quel senso di elevata dignità sacerdotale a cui sono chiamati e che la devozione filiale di una persona vuole esprimere col gesto di baciare la mano con affetto filiale, allora no. Mi fa pensare che oggi essere sacerdote, per molti, sia solo "una professione".
Sarò pure arcaica io....
Buona giornata

Andrea ha detto...

Regnavit a ligno Dominus ! O siamo orientati al Regno dei Cieli, dove la Croce porta i suoi frutti di vita, dopo che il velo del Tempio si è squarciato, oppure vogliamo far parte della cerchia dei "perfetti" in terra. Ma Cristo non fonda conventicole di illuminati, bensì fa l'impossibile per raggiungere i più lontani. Fanciulli qui, uomini con Lui (Dio voglia!) al di là del velo della morte

Anonimo ha detto...

Si alzi, intimò un orete ad un fedele inginicchiato per la Comunione; "mi inginocchio per Lui; non mi alzo per lei", replicò il fedele che rimase genuflesso fino a quando non ricevette la Comunione.

Un altro fedele, forse meno devoto del primo, all'intimazione di alzarsi, si alzò, porse le mani per ricevere la Comunione sul palmo ed appena ricevutala si inginocchiò e con voce stentorea e molto lentamente disse"Corpus Domini nostri Jesu Christi custodiat animam meam in vitam aeternam. amen" e devotamente si comunicò ed attese qualche secondo per inghiottire la Particola per poi "purificare" il palmo della mano con la lingua per eventuali frammenti. Il prete, spazientito per aver bloccato la fila gli disse di farsi da parte perché c'era ancora da comunicare altri; il fedele gli disse: reverendo abbiamo tutta l'eternità di fronte a noi, che fretta c'è?
"nessuna fretta" replicò il prete, voglio solo far finire la sceneggiata; replicò il fedele: se non le piace la sceneggiata poteva comunicarmi lei direttamente fin dal principio, e la sceneggiata non ci sarebbe stata.

In entrambi i casi le volte successive il prete comunicò il fedele in ginocchio senza fare tante storie

Caterina63 ha detto...

...caro Francesco anche a me fu vietata una volta sola, grazie a Dio, la comunione alla bocca e naturalmente in ginocchio è praticamente impossibile che te la diano...ti fanno alzare e così ora mi inginocchio quando nella fila ho solo uno davanti a me e dopo tocca a me...

Quel giorno che avevo le mani giunte il sacerdote, con Gesù Ostia con il dorso della mano andò a toccare le mie giunte a preghiera: "apra, apra!" mi disse con fare veloce!
"No, no!" risposi io un pò emozionata e il cuore che accellerava i battiti:"non ne sono degna di toccarlo, è lei che mi deve dare Gesù!"
Il sacerdote SI SPAZIENTI'....con un tocco con il dorso della sua mano ed uno sguardo FULMINANTE mi obbligò ad aprire le mani e pose Gesù Ostia con modo stizzito al punto che l'Ostia si incrinò....
mi misi di lato e senza toccarla portai alla bocca il tutto, premunendomi di fare attenzione alle eventuali briciole....

Al termine della Messa andai in Sacrestia a chiedere spiegazioni, il sacerdote mi accusò di fanatismo....alchè risposi: " se lo dice lei che è sacerdote, forse è vero, tuttavia lei ha mancato di carità non solo verso di me che non sono nulla, ma anche, e soprattutto, verso gli altri fedeli che hanno assistito allo "scandalo"...

Poi ho cercato di BACIARGLI LA MANO come gesto di vera riverenza per ciò che egli è per me, me l'ha negata apostrafando: "QUANTA IGNORANZA! E QUANTO BIGOTTISMO, NEPPURE IL CONCILIO E' STATO CAPACE DI ELIMINARE QUESTI GESTI ODIOSI!"

Grazie a Dio fu un episodio unico nella mia vita, da allora prego sempre per questo Sacerdote che non ho più rivisto....

Quanto al baciare la mano ai sacerdoti siamo davvero ad un capovolgimento che mette in luce L'INDIVIDUALISMO SPOSATO da molti preti i quali non comprendono che non è loro in quanto uomini che baciamo e che riveriamo, ma che lodiamo il loro stato di SACERDOTI, baciando quelle mani BENEDICIAMO il loro servizio e riconosciamo LA LORO DIGNITA' SACERDOTALE...

E' evidente che il sacerdote che nega al fedele di baciargli la mano non commette affato un gesto umile, ma è esattamente l'opposto, dimostra di NON riconoscere LA SUA DIGNITA' attribuendo a se stesso un gesto, un atto che si fa A CRISTO che si fa Pane nelle sue venerande mani...

San Padre Pio sapeva riconoscere chi voleva baciare le mani per le stimmate e chi le baciava per riverenza al sacerdote... ai primi la ritraeva, ai secondi la concedeva...e li benediceva...

luciano ha detto...

A leggere il post, e i commenti, mi sembra che quello che si chiama "senso pratico" manchi a molti di voi, mentre non difetta ai "poveri" sacerdoti.

Forse non è un caso che a commentare non ci siano preti che devono gestire le masse dei fedeli con le richieste più varie ma solo tradizionalisti che si scandalizzano per ogni chiesa strana o per ogni variazione sul tema liturgico.

Forse un po' più di sano pragmatismo non stonerebbe a nessuno, considerando che la tradizione è importante ma anche che Gesù se la prese proprio con quelli che rispettavano la forma senza riuscire a guardare la sostanza.

don Luigi ha detto...

...è proprio la sostanza che ci impone il rispetto!

Chiederei ai confratelli...innanzi a quanti e quali vescovi e cardinali si inginocchiano, inchinano e fanno tutta una serie di "strisciate/strusciate affettate...
Di questo renderemo conto! E chiederei anche si sono capaci di inginocchiarsi innanzi ad un povero..., ma senza giornalisti e scatti fotografici...
Mi sa che oggi il vero povero è proprio Lui! Ma non ce ne rendiamo conto.

Venne tra i suoi...

http://www.tutelaeucarestia.org/art2.htm

Anonimo ha detto...

quanti problemi! e quanto fanatismo... dobbioam per foarza essre diversi... fare i prim della classe o pèrendere con cuore sincero e puro Nostro Signore?
dobbiamo maturare molto nella fede e nel modo di viverla...
francesco

Maria ha detto...

Con la scusa del pragmatismo e del senso pratico, il significato dei gesti e della bellezza sta scomparendo.
E questo non è questione di tradizionalismo o di innovazione. E' la conservazione di un patrimonio che serve a rendere onore a Dio.
Ma evidentemente non fa comodo parlare di queste cose, visto che ormai si entra in Chiesa senza nemmeno inchinarsi e si rimane seduti sui banchi (prima, durante e dopo la Messa) a parlare di cibo e quanto altro di meno attinente con Colui che abbiamo davanti.
Mi consola sapere di non essere l'unica a rovinarsi il fegato, vedendo con quanto poco rispetto si tratti Gesù.....

Caterina, le tue considerazioni sul "baciamano" ai sacerdoti mi sono molto piaciute. Il Curato d'Ars illustra bene questa dignità di cui tu scrivi! Peccato che anche l'anno sacerdotale sia finito nel dimenticatoio, in molte parrocchie.

Anonimo ha detto...

Scusate la domanda fuori tema...ma, il mercoledì delle ceneri, invece di "Ricordati che cenere sei e cenere ritornerai" il sacerdote ha pronunciato la frase "convertiti e credi al Vangelo".

era da quando ero ragazzino che non partecipavo al rito e sono rimasto un pò perplesso, poichè non c'è nessuna attinenza fra le due formule.
Qualcuno sa darmi delucidazioni?

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Luciano,

ma Gesù se la prendeva con il formalismo vacuo, cioè con la sovrastruttura della religione non con la sua essenza di "relazione con Dio".

Inginocchiarsi dinanzi all'Eucaristia significa instaurare una relazione personale e verticale con Cristo. Ci si inginocchia per chiedere pietà e misericordia, (gli antichi avevano il modo di dire "abbracciare le ginocchia"). Perciò se mi inginocchio dinanzi a Cristo Eucaristia, sto instaurando una relazione personale con Lui e gli sto dicendo: "Signore vieni dentro di me e salva questo tuo povero servo".

Se invece sto in piedi, annullo la relazione personale con Cristo, e trasformo la consumazione dell'Ostia in un "formalismo", ovvero in un momento di simbolica ricezione del "pane" dal sacerdote.

Come puoi ben vedere quindi il formalismo è proprio nel gesto impersonale e asettico che oggi sembra essere diventato la regola per la ricezione dell'Eucaristia.

Francesco Colafemmina ha detto...

Per l'anonimo delle 15.10,

per quanto ne so è possibile usare entrambe le formule a discrezione del celebrante.

Chiaramente la prima è quella classica, ma evidentemente è considerata troppo severa e lugubre nella chiesa perennemente carnascialesca... Perciò spesso si sceglie la seconda: più ecumenica e rassicurante.

Anonimo ha detto...

Anche a me è capitato che un sacerdote, nell'inginocchiarmi al momento di prendere la comunione, mi ha intimato minaccioso di alzarmi,
altrimenti me l'avrebbe negata.
Io sbigottito e amareggiato sono rimasto fermo e con estrema dolcezza e determinazione ho risposto al sacerdote che la comunione in ginocchio non è ostentazione ma soltanto il RISPETTO DI DIO, e il suo negarmela era un grave abuso.
A quel punto, dopo qualche istante di silenzio ricevo la comunione.
Io penso che ognuno secondo la propia sensibilità sia libero di prendere la comunione in ginocchio, in piedi, in bocca e perfino in mano, ricordando bene che ciòpermissibile grazie ad un indulto.
Ma che l' eccezzione diventi la regola e alcuni sacerdoti ideologizzati si permettano di abusare del propio ruolo in questo modo è vergognoso.
Noi fedeli abbiamo il dovere di far rispettare i nostri diritti.
Cordialmente,
Manuel

Maria ha detto...

Bhè, non facciamo però di tutta un'erba un fascio: io non mi sento di formalizzare orizzontalmente il mio rapporto con Dio, perchè ricevo la Comunione in piedi. Posso comunicarmi consapevole della mia indegnità e inginocchiarmi quando ritorno al banco, evitando così di fare sparlare metà dei fedeli, di farmi richiamare dal prete (davanti al quale-forse- non avrei la tua fermezza), di farmi calpestare da quelli che mi stanno appiccicati dietro (perchè l'ordine, nella mia parrocchia, non è propriamente al top!)e consapevole di non commettere nessun sacrilegio, perchè c'è appunto l'indulto.
Insomma, in ginocchio o meno, come dicevo nel mio primo commento, l'amore a Gesù Eucarestia ci può essere o non essere. I farisei insegnano anche questo, tutti devoti e pii esteriormente...ma aria fritta dentro!
Ma forse questo dipende anche dal fatto che non ho mai visto nessuno, da me, inginocchiarsi al momento di ricevere l'Eucarestia e prima di questo Papa e della mia documentazione in rete, nessuno mai me lo aveva detto....
Questo non toglie di fatto che non condivido che il sacerdote faccia ostruzionismo se una persona vuole inchinarsi per ricevere l'Ostia, o che la gente parli a ciclo continuo durante la Messa (e nelle processioni del Corpus Domini!) e che la genuflessione all'ingresso sia "roba vecchia".

Anonimo ha detto...

Ricordo personalmente un padre che, durante la messa in un luogo privo di inginocchiatoi, prima della consacrazione intimò "In piedi!"; a disagio chinai solo il busto. Nessuno obiettò, ma giustificarono. Come se per inginocchiarsi servissero gli inginocchiatoi! io direi che è il contrario!
Nike

Andrea ha detto...

Per chi vede contorsioni di "tradizionalisti" desiderosi di vedere il Demonio dietro ogni angolo : esiste o no attualmente un problema relativo alla Presenza reale (Corpo,Sangue,Anima e Divinità) di Cristo?? Esiste o no un clero in fuga dal ruolo di ministri di Dio ("non ce la fanno a dire la Messa", diceva Guareschi negli anni '60) ? Esiste o no una consegna del "mondo", cioè della cultura corrente, ad una pseudo-modernizzazione per la quale vecchi, feti, soggetti privi di "fitness" sono da sopprimere quanto prima ? Esiste o no un delirante narcisismo dell' "adulto disingannato" ?
Sarebbe così bello che non esistessero !!

evergreen ha detto...

Per chi crede in Dio e nella Sua Presenza sotto le specie del Pane e de Vino inginocchiarsi o rimanere in piedi non fa alcuna differenza. Siamo talmente piccoli di fronte all'immensità di Dio che anche un gigante dritto come un fuso non può che considerarsi meno di una nullità. Occorre adeguarsi ai tempi ed esercitare con saggezza il sano pragmatismo delle persone veramente avvedute. Altrimenti si corre davvero il rischio di passare per reazionari fanatici ed intransigenti.

Francesco ha detto...

Anche a me è capitato di vedermi rifiutare la Comunione in bocca da parte di un anziano sacerdote.
Ho informato il Vescovo ( tacendo ovviamente le generalità del sacerdote), ma noin mi risulta nella mia diocesi siano state impartite serie puntualizzazioni circa il modo usuale ( in bocca) e straordinario(sulle mani) di ricevere la Comunione.

Bruno Demasi
Diocesi di Oppido Mamertina Palmi

Francesco ha detto...

Giacchè ci siamo ( mi scuso per l'O.T.), vorrei comunicare a Francesco Colafemmina che nella cattedrale della mia diocesi (Oppido Mamertina) si deve al buon senso, alla lungimiranza e all'ostinazione del parroco, Don Francesco Zappia( ora emerito da poco più di un anno) se il presbiterio e l'altare maggiore non sono stati gravemente rimaneggiati e modificati come si voleva fare e se oggi, rimasta la bella architettura oroiginaria, una mensa marmorea che riprende lo stile del grande altare retrostante troneggia quasi a baluardo contro le tentazioni di sventrare il presbiterio ed adeguarlo a non meglio definiti canoni postconciliari.

Bruno Demasi
Oppido Mamertina

Anonimo ha detto...

Evergreen scrive:

Per chi crede in Dio e nella Sua Presenza sotto le specie del Pane e de Vino inginocchiarsi o rimanere in piedi non fa alcuna differenza. ..... Occorre adeguarsi ai tempi ed esercitare con saggezza il sano pragmatismo delle persone veramente avvedute. Altrimenti si corre davvero il rischio di passare per reazionari fanatici ed intransigenti.


Invito il sempreverde a leggere questo stralcio d'intervista e riflettere, anche se sinceramente dubito che tu possa avere l'onestà intellettuale di comprendere la semplicità e l'autentico significato del gesto di inginocchiarsi durante la comunione.

Secondo le tue banali argomentazioni anche il Santo Padre rischia di passare per un reazionario fanatico e intransigente. Pensa un pò!

Invece di fare il professorino, rispetta chi manifesta una sensibilità diversa. Ci mancava solo la fede pragmatica.
Cordialmente,
Manuel

[La Razón] Comunque, Benedetto XVI has ripristinato in alcuni casi il decoro di ricevere la comunione in bocca e in ginocchio. E’ qualcosa di importante o è solo questione di forma?

[Cañizares] – No, non è solo questione di forma. Che cosa vuol dire ricevere la comunione in bocca? Che cosa vuol dire inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento? Che cosa significa inginocchiarsi durante la consacrazione, nella Messa? Significa adorazione, significa riconoscere la presenza reale di Gesù Cristo nell’Eucaristia; significa rispetto e atteggiamento di fede di chi si prostra davanti a Dio perché sa che ogni cosa viene da Lui, e resta senza parole, stupito, di fronte alla meraviglia, alla sua bontà e alla sua pietà. Ecco perché non è la stessa cosa porgere la mano e ricevere la comunione in un modo qualunque  e farlo in modo rispettoso; non è lo stesso ricevere la comunione in piedi o in ginocchio, perché questi segni hanno un forte significato. Quello che dobbiamo comprendere è l’atteggiamento profondo dell’uomo  che sip rostra davanti a Dio, ed è ciò che vuole il Papa.

Anonimo ha detto...

Mi meraviglio per tutti questi episodi raccontati. Ho girato mezzo mondo e ogni volta che sono entrato in una chiesa, prima ho osservato quaòle era il loro abituale modo di fare e poi mi sono adeguato. Non mi sono mai comportato al contrario. Ricordo una volta a Fatima, reggevo il piattino durante la comunione, e a un certo punto arrivò un gruppo di fedeli con le mani protese per riceverla sulla mano (ancora non era liberalizzato l'uso), il sacerdote si fermò un attimo e disse in varie lingue: per bocca, per bocca! Nessuno protestò e fecero la comunione per bocca. Perciò seduti o in piedi o in ginocchio è la stessa cosa quando il cuore è veramente predisposto a ricevere il Signore.
Sbagliato è invece voler apparire e fare azioni contrarie all'uso comune. Nella mia parrocchia da che mondo è mondo la si può fare sia in ginocchio e sia in piedi. Al momento della comunione si formano due file, una verso l'inginocchiatoio e l'altra parallela per chi vuole stare in piedi. Nessuno si è mai lamentato di alcunchè. Mi pare che il buon senso sia il mezzo per risolvere questo falso problema. Sono del parere che manca una formazione liturgica adeguata.
Le norme attuali permettono queste diverse modalità, ed è importante che ogni fedele possa liberamente scegliere la modalità che gli è più confacente alla sua sensibilità spirituale. Perciò è anche importante che la disposizione dello spazio celebrativo si adegui a queste diverse possibilità. Non mi sembra giusto però criticare coloro che scelgono di comunicarsi in piedi e sulla mano, dato che questo modo di  comunicarsi ha un suo senso e una sua ritualità adeguata, che esprime, da una parte la dimensione escatologica (la processione) e quella pasquale (in piedi) nonché l’adorazione dato che l’Ordinamento generale del Messale Romano (n. 160) prevede che colui che si comunica in piedi, deve, prima di ricevere la comunione, fare “la debita riverenza”. Bisogna formare i fedeli a compiere tutti questi gesti con conoscenza del loro significato e con il dovuto rispetto. Non sono daccordo con chi giudica la comunione in piedi e sulla mano come una modalità che causa un indebolimento della fede o una mancanza di rispetto nei confronti di Nostro Signore.
Per quanto riguarda il bacciamano, non mi esprimo...
Giovanni

Anonimo ha detto...

Appunto ognuno deve essere libero di comunicarsi secondo la sua sensibilità.
Io non giudico chi si comunica in piedi e nella mano, altresì rivendico il diritto al rispetto delle mie convizioni.
Mi sembra un discorso talmente semplice.
Finiamola con le scuse ipocrite dell'organizzazione, il disordine, il tempo ecc., quando in realtà è palese che il rifiuto è determinato esclusivamente da una visione ideologgizzata.
Manuel

Caterina63 ha detto...

Caro Anonimo Giovanni,
personalmente la ringrazio della sua esperienza che è in parte anche la mia se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno anzichè vuoto, dal mio canto ho narrato, come ho sottolineato, solo un episodio che mi toccò e che generalmente le cose vanno meglio, ma quanto al prendere la comunione in ginocchio, ahimè, ancora non l'ho visto fare in nessuna Chiesa, tanto meno ho veduto l'uso dell'inginocchiatoio, perciò si ritenga fortunato, ma non imputi a chi è meno fortunato di lei delle responsabilità che non ha....

E' proprio qui, nel cuore della Comunione che il Sacerdote ha tutta l'autorità per evitare contese, divisioni e scandali dando ai fedeli l'opportunità di ricevere, appunto, l'Eucarestia nei due modi stabiliti dalla Chiesa tenendo fermo a mente che la Norma prevede che l'uso comune è alla bocca e la tantum doveva essere alla mano...

lei dice:

" entrato in una chiesa, prima ho osservato quaòle era il loro abituale modo di fare e poi mi sono adeguato"

ecco, lei si è ADEGUATO...se sia un merito o meno non spetta me definirlo, resta palese che il concetto di adeguamento deve prevedere innanzitutto le Norme stabilite dalla Chiesa e non LA CREATIVITA' di una Chiesa, di un gruppo o di un sacerdote...
Non è affatto vero che è il fedele che si deve ADEGUARE ma è il Sacerdote che deve dire ai fedeli come vanno fatte le cose ESEGUENDO UNA DISCIPLINA CHE CI E' DATA DALLA CHIESA proprio per evitare che ognuno faccia come gli pare...

ed ha ragione quando dice:

"Sono del parere che manca una formazione liturgica adeguata. "

ma le Norme sono proprio quelle che prevedono il ritorno dell'inginocchiatoio COME STA FACENDO IL PAPA che desidera che tutti i sacerdoti lo imitino...ripeto, la comunione alla mano è segnata come una tantum...e non come catechesi quotidiana...


Dire il baciamano è una espressione che NON corrisponde alla verità...NON SI BACIA LA MANO IN QUANTO TALE, MA PER CIO' CHE FA....
al Papa o al vescovo NON si bacia la mano ma l'anello, segno dell'autorità, significa che egli HA CONTRATTO UN SACRO SPOSALIZIO CON LA CHIESA e il fedele riconosce con quel bacio questa autorità e questa fedeltà e vi si inchina, cioè L'ACCETTA!...
Nel baciare la mano al sacerdote che non porta l'anello, si intende ossequiare ciò che quelle mani fanno e producono: i Sacramenti, L'ASSOLUZIONE DEI PECCATI, IL PRODIGIO DELL'EUCARESTIA...

Il problema è che abbiamo perduto la semplicità di un certo catechismo Cattolico che dava al fedele di adeguarsi non alla creatività delle singole iniziative, ma ad un sano modo di concepire la dottrina della Chiesa NEI SUOI SEGNI ANCHE ESTERIORI...

Anonimo ha detto...

Luciano parla di senso pratico, lamentando che manchi in ceri fedeli che vogliono comunicarsi in ginocchio.
A me sembra che il senso pratico, e pure la carità, manchino a chi vuole imporre ciò che non può imporre; io non mi sono mai sognato di imporre agli altri di comunicarsi in ginocchio come fò io!

Resta poi da dire che il comunicarsi genuflessi non è una stranezza, una "stravaganteria" di chi vuole mostrarsi devoto e quasi il primo della classe. Oggi, per comunicarsi in ginocchio ci vuole molto coraggio, tant'è vero che non tutti hanno questo coraggio e si vergognano di inginocchiarsi.

evergreen ha detto...

@Manuel (alias Dio con noi!): non voglio fare il professorino ma non capisco il tuo disappunto di fronte ad un sano pragmatismo. La fede deve essere essenzialmente pragmatica e non formale. Non ti propongo un'intervista a chicchessia ma Giacomo 2, 14-26: 14A che giova, fratelli miei, se uno dice di aver fede, ma non ha opere? Può la fede salvarlo? 15Or, se un fratello o una sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, 16e qualcuno di voi dice loro: «Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova? 17Così è pure della fede; se non ha le opere, per sé stessa è morta. 18Ma qualcuno dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere», mostrami la tua fede senza le tue opere, e io ti mostrerò la mia fede con le mie opere. 19Tu credi che c'è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano. 20Ma vuoi renderti conto, o insensato, che la fede senza le opere è morta? 21Abrahamo, nostro padre, non fu forse giustificato per mezzo delle opere, quando offrì il proprio figlio Isacco sull'altare? 22Tu vedi che la fede operava insieme alle opere di lui, e che per mezzo delle opere la fede fu resa perfetta. 23Così si adempì la Scrittura, che dice: «Ora Abrahamo credette a Dio, e ciò gli fu imputato a giustizia», e fu chiamato amico di Dio. 24Perciò vedete che l'uomo è giustificato per le opere, e non per fede soltanto. 25Similmente anche Rahab, la prostituta, non fu essa giustificata per le opere quando accolse i messi e li rimandò per un altra strada? 26Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta

evergreen ha detto...

Punto...come dice George del GF!!! Mancava appunto il punto finale...ciao!

Anonimo ha detto...

Caro Evergreen, lo sapevo che non avresti compreso, o meglio, forse non vuoi comprendere.

La tua risposta, furbetta, è totalmente fuori luogo.In quanto sono completamente d'accordo con le letture di Giacomo da te proposte, e non ho affermato niente che sia in disaccordo con esse.

Nel rivendicare il mio diritto di inginocchiarmi nel ricevere il corpo di Cristo, spiegando semplicemente cosa significa per me e la chiesa Cattolica, non ho sostenuto che è importante vivere la fede formalmente.

Io continuo a credere che sia importante la forma e ancor di più la sostanza, e che non siano contrapposte anzi si completano.

Grazie, ma del vostro senso pratico, almeno nel ricevere il corpo di Cristo, continuerò a farne a meno.

Cordialmente,
Manuel

Stefano78 ha detto...

Dal Vangelo Secondo Matteo (28, 16-20):

Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: "A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

Dal Libro dell'Apocalisse (5, 6-9).

Poi vidi, in mezzo al trono, circondato dai quattro esseri viventi e dagli anziani, un Agnello, in piedi, come immolato; aveva sette corna e sette occhi, i quali sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. Giunse e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono. E quando l'ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno una cetra e coppe d'oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi,e cantavano un canto nuovo

PAROLA DI DIO!

Stefano78 ha detto...

Dall'Apparizione di Fatima:

“Giunto vicino a noi [l'Angelo] disse: ‘Non abbiate paura. Sono l'Angelo della Pace. Pregate con me’.E inginocchiato a terra, curvò la fronte fino al suolo.

“Spinti da un moto soprannaturale lo imitammo e ripetemmo le parole che gli udimmo pronunciare: ‘Dio mio! Credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano’. Dopo avere ripetuto questo tre volte si alzò e disse: ‘Pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria sono attenti alla voce delle vostre suppliche’.E scomparve.”

Stefano78 ha detto...

Fatevi spingere dal "moto soprannaturale", quale spinse Francesco e Caterina quando hanno ricevuto la Santa Comunione!

Mosè, vide la gloria di Dio solo "da lontano". Eppure si prostrò e si tolse i sandali! NOI VEDIAMO DIO FACCIA A FACCIA, e invece di Adorarlo con TUTTO IL CUORE, CON TUTTA LA MENTE, CON TUTTE LE FORZE, che facciamo? CI METTIAMO A QUESTIONARE SE SIA UN FORMALISMO O MENO? Il cuore lo vede Dio! Ma il Culto che a Lui è dovuto ha un Significato non solo personale ma LITURGICO! Chi lo adora solo "formalmente" se la vede con il Signore!

Adoriamo il SIGNORE! E preghiamo per questi Sacerdoti che NEGANO l'Adorazione dell'Unico Dio, Vivo, Vero e Presente REALMENTE nel Santissimo.

Già, perchè il problema è questo.

Se uno credesse che Dio Altissimo è lì davanti, VIVO E VERO, si getterebbe a terra senza fiatare! Altro che formalismo!

Anonimo ha detto...

per me vi potete pure rotolare per terra e baciare non solo le mani ma anche i piedi... fate come volete, non lamentatevi però se vi guardano co cch strani
ciao
silvia

Francesco Colafemmina ha detto...

Come sei esilarante Silvia...

evergreen ha detto...

@Manuel: dà più lode a Dio un fiore di campo o un semplice filo d'erba che non un Papa o un Re o un Principe genuflesso. I nostri poveri gesti non aggiungono nulla alla maestà divina. E'la Fede capace di tradursi nelle opere che è gradita al Signore. "Non chi dice Signore, Signore ma chi fa la volontà el Padre mio entrerà nel regno dei Cieli!"

Stefano78 ha detto...

@Evergreen

La Parola di Dio vale solo quando ci pare? E assume il significato soggettivo che ci pare? Mah..

Stefano78 ha detto...

Dal Vangelo Secondo Matteo (24, 15-18)

"Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l'abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele - chi legge, comprenda -, allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello"

Anonimo ha detto...

Ormai da anni, evito le messe neoteriche (perché quando sei avvezzo al Brunello non ti piace il Tavernello, come diceva un mio amico), ma a volte sono costretto ad andarci (sopratutto funerali).
Mi inginocchio sempre per ricevere la Comunione e devo dire che nessuno me l'ha mai negata o mi ha chiesto di alzarmi, ma che si provino a farlo....

evergreen ha detto...
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evergreen ha detto...

@Stefano: ci sono pagine nel Vangelo che più di altre incrociano la sensibilità, l'intelletto e il cuore di chi le legge. Ci sono nel Vangelo brani di un'attrattiva unica per chi crede in certo socialismo etico, per chi mette al primo posto il rispetto e l'amore per il prossimo, per chi pensa che la felicità sia più nel dare che nel ricevere, per chi ritiene la ricchezza uno strumento di Mammona e un allettamento diabolico. E' un peccato mortale se uno preferisce queste ad altre?

Anonimo ha detto...

Con noi un sacerdote ci ha provato! Ha fatto indietro tutta! Noi saremmo andati fino in fondo.
Prima dal Vescovo, poi a Roma. Per il bene della Chiesa!

http://www.webalice.it/ingcom (agenzia ANNODOMINIdel 12.11.2009 Dopo essere stati "invitati" da un sacerdote (vedi 31/10/2009) a non fare la Comunione in ginocchio, serenamente, perchè certi di aver seguito la volontà del Papa, ci siamo documentati e un caro amico ci ha indirizzati al sito della Santa Sede ove è consultabile l' ISTRUZIONE Redemptionis Sacramentu della CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI che al Cap.IV p.to 2 artt.90,91 così dispone: [90.] «I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi», e confermato da parte della Sede Apostolica. «Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che,prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme».[7[91] Nella distribuzione della santa Comunione è da ricordare che «i ministri sacri non possono negare i sacramenti a coloro che li chiedano opportunamente, siano disposti nel debito modo e non abbiano dal diritto la proibizione di riceverli».[Pertanto, ogni cattolico battezzato, che non sia impedito dal diritto, deve essere ammesso alla sacra comunione. Non è lecito, quindi, negare a un fedele la santa Comunione, per la semplice ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi. Pertanto, spiacenti, decliniamo l'invito.

Mazzarino da ALMA PREX

Stefano78 ha detto...

@Evergreen

Dal Compendio del Catechismo:

19. Come leggere la Sacra Scrittura?
109-119
137

La Sacra Scrittura deve essere letta e interpretata con l'aiuto dello Spirito Santo e sotto la guida del Magistero della Chiesa, secondo tre criteri: 1) attenzione al contenuto e all'unità di tutta la Scrittura; 2) lettura della Scrittura nella Tradizione viva della Chiesa; 3) rispetto dell'analogia della fede, cioè della coesione delle verità della fede tra di loro.

evergreen ha detto...

@Stefano: le istruzioni valgono bene per un medicinale o per una cura terapeutica e, in questo caso, vanno seguite anche attentamente. Ma il Vangelo credo che si possa leggere in assoluta libertà senza istruzioni e senza regole. Esso parla da solo alla coscienza ed al cuore dell'uomo! Se io fossi prete, dopo la lettura del Vangelo, non aggiungerei proprio nulla, non farei alcuna omelia, chiederei solo un pò di silenzio e di raccoglimento per non correre il rischio di rovinare la bellezza sublime di quel messaggio. Cosa si potrebbe aggiungere per esempio alla bellezza ed alla profondità delle Beatutudini? Nulla! Ma proprio nulla di nulla!

raffa ha detto...

forse se ti fossi inginocchiato sarebbe stato meglio: essendo tu molto alto, il sacerdote ti avrà detto di stare dritto perchè temeva, contorcendosi, di far cadere per terra l'ostia.