giovedì 25 marzo 2010

ECCO DOVE VOGLIONO ARRIVARE...

L'avvocato Anderson annuncia un risarcimento da 1,7 Milioni di $

di Francesco Colafemmina

Nel 2005 la Corte Distrettuale del Texas respinse la possibilità di processare Joseph Ratzinger (divenuto ormai Papa) grazie al Foreign Sovereign Immunities Act. L'avvocato che intentò la causa, Daniel Shea, spiegò gli sviluppi che avevano condotto a quella decisione addirittura durante un incontro organizzato presso la Camera dei Deputati italiana.

Oggi, a distanza di 5 anni uno studio legale statunitense, la Anderson & Associates, ha consegnato al New York Times i documenti di una causa intentata contro la Diocesi di Milwaukee per conto di una delle vittime degli abusi commessi fra il 1950 e il 1974 dal Reverendo Lawrence Murphy. Questi documenti - molto gravi a dire il vero - comprendono sia le testimonianze dello stesso reverendo Murphy nelle quali attesta di aver molestato minimo 25 o più volte a testa circa 19 ragazzi fra i 16 e i 22 anni e un bambino di 11 anni, sia il carteggio tra l'Arcidiocesi e la Santa Sede (CDF) in merito alla possibilità di avviare un processo canoico a carico del Murphy.

Nel 1974 ci fu una prima inchiesta da parte della magistratura statunitense ma non diede esiti. Il Murphy era potente e ben collegato in vari ambienti, inoltre le vittime erano bambini sordomuti...

In un documento della Diocesi di Milwaukee che riferisce le confessioni del suddetto sacerdote criminale e reo confesso, risalente al 1993, si stima che almeno 200 studenti sordomuti della scuola nella quale il Murphy lavorava erano stati da lui abusati.

Così per timore di dover sborsare altri denari il vescovo di Milwaukee, Mons. Rembert Weakland, decise di scrivere in Vaticano. Il Weakland, è un omosessuale dichiarato (nel 2009 lo ha rivelato con orgoglio), un liberal della peggior specie e fu già ricattato da un suo ex amante che lo costrinse alle dimissioni nel 2002. Ma questo non ci interessa. Ci interessa la questione del mostro alias Lawrence Murphy.

Risparmio tutti i dettagli sulla trafila del processo canonico che gli si voleva fare e che poi non si fece più per decisione unanime della SS e del Vescovo (decisione del 30 Maggio 1998), prima che egli morisse nell'agosto 1998. Vengo invece agli obiettivi di questa vicenda.

Gli obiettivi sono chiari come il sole. Nel novembre 2009 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di chiedere chiarimenti al Solicitor General degli Stati Uniti in merito al caso John V. Doe vs. Holy See. Questo signor Doe (John Doe è un nome di fantasia usato in gergo legale anglosassone per coprire la vera identità della vittima) è difeso dall'avvocato Anderson (lo stesso che ha inviato la documentazione sul Rev. Murphy al NYT). Il signor Doe ha chiesto di poter intentare causa alla Santa Sede, basandosi su una legge dell'Oregon in base alla quale la responsabilità delle azioni di un "dipendente" può ricadere sul suo datore di lavoro. Alla base della ipotesi giuridica vi è l'idea che il sacerdote che abusò del signor John Doe (un altro sacerdote, non padre Murphy) fosse un dipendente della Santa Sede, ed essendo la Santa Sede organizzata gerarchicamente, la responsabilità ultima sarebbe da ascrivere al suo capo.

La Anderson & Associates ha quindi uno scopo preciso: fare in modo che a risarcire le vittime sia direttamente la Santa Sede! Obiettivo la cui legittimità è stata teoricamente riconosciuta dalla Corte Suprema Statunitense. Il Solicitor General (Elena Kagan, di origini ebraiche) non si è ancora espresso in merito e non ha una deadline per farlo, ma in pratica la Santa Sede, meglio il Santo Padre, rischia di essere imputabile quale "datore di lavoro" dei preti pedofili. Si tratta di una manovra il cui scopo ultimo è infrangere l'immunità garantita dal Foreign Sovereign Immunities Act e far guadagnare degli utili denari alla Anderson & Associates.

Si è utilizzata la storia di padre Murphy perchè - ritengo - si vuol provare con essa che sebbene il crimine del "sacerdote"/mostro deceduto nel 1998 sia passato in prescrizione, non è passato in prescrizione il reato di "complotto" da ascrivere alla Santa Sede e agli organi di essa competenti. Si vuole altresì dimostrare che la mancata denuncia pubblica da parte delle autorità vaticane competenti dei reati commessi dal Murphy costituisce una prova dell'azione di copertura costantemente esercitata dal Vaticano alias datore di lavoro dei vari preti pedofili...

Capito ora perché tutto questo chiasso?

Siamo comunque alla frutta e mai come ora non ci resta che pregare!

25 commenti:

bedwere ha detto...

John Doe e` un nome fittizio per nascondere il nome vero. Concordo con la conclusione.

MACdM ha detto...

Sì, Francesco: davvero bisogna intensificare le preghiere, ma dobbiamo anche reagire tutti insieme in tutti i modi per sostenere il Santo Padre e la Chiesa; perchè anche noi siamo Chiesa e anche noi siamo coinvolti.
dom. Marcello A. Cristofani della Magione

Maria ha detto...

e alle varie tue conclusioni aggiungo: si vorrebbe vedere il nome del Papa, dichiarato "colpevole" in una bella sentenza...della serie: carta canta, con buona soddisfazione di molti....

Hai ragione, siamo alla frutta. Ancoriamoci alla preghiera!

Anonimo ha detto...

Francesco Colafemmina prego accomodati, tanto ognuno propone il suo racconto fantastico, nemmeno tra di voi riuscite ad accordarvi…:) Pur di non ammettere l’evidenza siete disposti a tutto… Proprio a tutto! Sto raccogliendo tutte le vostre versioni, si perchè ogni tanto spunta uno di voi che dice di avere la verissima versione dei fatti che scagiona la chiesa, poi leggendole e confrontandole mi faccio di quelle grasse risate per la fantasia che sprecate e che potreste usare per fini migliori.
Vi riconosco solo una cosa “Siete dei vailidissimi fedeli perchè se pur mentendo difendete la vs chiesa fino alla morte” continuate così!

Fra ha detto...

Caro Anonimo ... ricordati di Napoleone finì la vita da fallito della stessa condanna che voleva infliggere al Santo Padre affermando che la Chiesa Cattolica in secoli non è mai crollata perchè non voluta e costruita dagli uomini, ma da Dio.

Spero per te che nell'ultimo istante della tua vita volgerai il tuo pensiero al Tuo Creatore ... altrimenti altri si faranno grasse risate ...

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Anonimo,

io non voglio difendere a tutti i costi la Chiesa visto che fra l'altro ogni difesa rischia di fare acqua da tutte le parti...

La Chiesa ha le sue responsabilità! Gravi responsabilità! E nessuno le vuole nascondere! Anzi credo che ogni cattolico debba farsene carico a suo modo.

Ma ciò detto, ci tengo a denunciare che lo schifo non è solo da una parte, ma l'intera nostra società mossa dal denaro e dal potere è vittima di se stessa... Quindi è evidente che dietro la vicenda specifica ci siano grandi interessi.

Puoi negare la veridicità di uno solo dei fatti da me riportati? Fallo se puoi...

Marco ha detto...

Ancora una volta complimenti a Colafemmina. La ricostruzione è tecnicamente corretta, la ricerca azzeccata e le fonti certe.
Questo si chiama fare giornalismo.
Bravo

Anonimo ha detto...

Più che pregare bisogna "scendere in campo".... e se il Santo Padre si rifiuta cosa succede??? Lo arrestiamo o insceniamo una guerra come con Saddam Hussein???
mala tempora currunt....

Vince

Anonimo ha detto...

Perversione pubblica
http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=print&sid=1889

Assalto all’America Latina
http://www.fattisentire.org/modules.php?name=News&file=article&sid=1655
....
se si mettono insieme le cose per me è evidente che si cerca di imporre una ideologia...(e di solito si finisce in dittatura...). Alcuni megastudi avv. usa lavorano per superare per via giudiziaria le legislazioni dei vari stati...strumenti ... c'è una regia complessiva...
m

Montmirail ha detto...

E' una battaglia a colpi di mediatici fortissimi, per la verità a senso unico. Già questo potrebbe far riflettere chi invita a impiegare meglio il tempo. Magari potrebbe unirsi al coro dei commenti su Corriere e Repubblica.
Se rattrista l'infedeltà di qualcuno, rincuora la limpida azione di Benedetto XVI. A togliere poi un po' di fette di salame dagli occhi bastano poche fonti, Colafemmina, Agnoli (libertaepersona.org) ecc.

Francesco Colafemmina ha detto...

Consiglio la visione di questi video da You Tube dell'Avvocato Anderson. La loro linea è chiara ed è proprio quella che ho descritto nell'articolo.

Per chi conosce l'inglese è estremamente istruttiva.


http://www.youtube.com/watch?v=CP3dgvlbW5s

http://www.youtube.com/watch?v=5-IZkdB1SY8&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=Tkfjr257REQ

Anonimo ha detto...

Alla luce dei seguenti fatti, vi è da domandarsi quale verità vogliano mai scoprire costoro: 1) la polizia americana ha indagato ed ha archiviato il caso nel lontano 1974: da allora più nessuna denuncia è stata presentata; 2) l'accusato è morto, dunque qualsiasi azione penale è estinta; 3) l'Autorità della Chiesa, fin dal 1974, ha dato corso al procedimento canonico provvedendo, per quanto di propria competenza, ad impossibilitare il reo a deliquere ancora. E' chiaro perciò che le costoro, dopo ben 35 anni (!), d'improvvisso, mossi certamente non dallo scopo di ottenere la punizione del colpevole, ma, forse, da quello di riscuotere soldi dalla Chiesa, sono purtroppo manipolati da lobbies anticattoliche e cattoprogressite, significativamente unanimi nel cercare di infangare la Chiesa ed il Papa. I primi per distuggerla tout court. I secondi perchè la chiesa delle loro fantasie malate potrà sorgere, negli incubi che li agitano, solo dalle ceneri di quella vera, fondata da Gesù Cristo.

Anonimo ha detto...

se la Chiesa non fosse divina i preti (la maggior parte di essi e non certo i pochi pedofili) l'avrebbero già sepolta, da secoli.

Se la Chiesa non fosse divina certamente attacchi come questo che stiamo vivendo (in cui si utilizzano casi deplorevoli al solo fine strumentale per attaccare e spillare quattrini)
la seppellirebbero.

Ma se non ci son riusciti i preti (e i vescovi e i papi) a distruggere la Chiesa ci riusciranno coloro che stanno sfruttando questi casi di pedofilia?

Nello stesso periodo in cui negli USA erano sotto processo civile un centinaio di preti cattolici vi erano sotto processo per gli stessi reati circa 3000 tra insegnanti di ginnastica delle scuole pubbliche e allenatori di squadre sportive giovanili.

Nessuna richiesta di risarcimento a quanto ne so è stata avanzata verso il governo degli USA per i dipendenti delle sue scuole o per gli allenatori. Si sono ignorati 3000 casi riconducibili allo Stato per concentrarsi su 100 casi riconducibili alla Chiesa.

Perché?

Anonimo ha detto...

Senza organizzare alcuna crociata di matrice militaresca , mi sembra pero' opportuno , a questo punto , rimboccarci tutti le maniche , nei propri ambiti quotidiani , per mostrare la nostra fierezza ed orgoglio di essere cristiani coerentemente con le ns azioni , ringraziare dio della ricchezza che portiamo e che nessuno potra' toglierci , con in testa il santo padre , che , unito a noi in preghiera , portando la croce di questo tempo simbolicamente nel prossimo venerdi' santo , fara' uscire allo scoperto l'esercito dei menzogneri (capitanati a tam tam da repubblica ) , per essere colpiti essi stessi , come sempre , dall'ennesimo boomerang velenoso che si sono voluti anche questa volta escogitare e costruire . Questo perche' , per nostra fortuna ( che riconosciamo nel ns dna i connotati del ns divin Padre) , sappiamo bene che il loro cuore , prima ancora della loro intelligenza ( che si mostra "fine" e seducente all'opinione pubblica ed a se stessi ) , non accetta e non accettera' mai ( come sin dai tempi del Sinedrio . Vangelo docet , se lo leggessero qualche volta) che nel destino di questo mondo ,al principe diavolo , per quanto importante , e' stato riservato un ruolo solo terreno e piu' o meno subdolamente eversivo dell'ordine divino costituito ,pertanto non da ultima parola , rispetto all' amore di dio per noi che muove il mondo , con la chiesa entro esso , essendo percio' gia' sin d'ora essa stessa indistruttibile per natura , nella storia e nell'eternita' del tempo ....ADESSO E PER SEMPRE !!!
....se e' chiaro questo ... bene ... altrimenti io non so che fare ... se non come sempre , pregare per gli scettici e per le conversioni . ciao

Anonimo ha detto...

Certo Francesco che non ci resta che pregare, ma tanto, perché quin con il pretesto di chiedere le dimissioni di Benedetto XVI, c'é chi vuole impradonirsi della Cattedra di Pietro.

Anonimo ha detto...

Senza allarmismi cerchiamo tutti di fare una grande barriera a protezione del Santo Padre e della Chiesa, perché il rischio è quello di non avere più un Papa dopo Benedetto XVI.
Forza con la preghiera!

Anonimo ha detto...

A proposito di un articolo del "New York Times"

Nessun
insabbiamento

Trasparenza, fermezza e severità nel fare luce sui diversi casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti e religiosi: sono questi i criteri che Benedetto XVI con costanza e serenità sta indicando a tutta la Chiesa. Un modo di operare - coerente con la sua storia personale e con l'ultraventennale attività come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede - che evidentemente è temuto da chi non vuole che si affermi la verità e da chi preferirebbe poter strumentalizzare, senza alcun fondamento nei fatti, episodi orribili e vicende dolorose risalenti in alcuni casi a decine di anni fa. Lo dimostra, ultimo in ordine di tempo, l'articolo pubblicato oggi dal quotidiano statunitense "The New York Times", insieme a un commento, in merito al grave caso del sacerdote Lawrence C. Murphy, responsabile di abusi commessi su bambini audiolesi ospiti di un istituto cattolico, dove ha operato dal 1950 al 1974.
Secondo la ricostruzione fatta nell'articolo, basata sull'ampia documentazione fornita dagli avvocati di alcune delle vittime, le segnalazioni relative alla condotta del sacerdote furono inviate soltanto nel luglio 1996 dall'allora arcivescovo di Milwaukee, Rembert G. Weakland, alla Congregazione per la Dottrina della Fede - di cui erano prefetto il cardinale Joseph Ratzinger e segretario l'arcivescovo Tarcisio Bertone - al fine di ottenere indicazioni circa la corretta procedura canonica da seguire. La richiesta non era infatti riferita alle accuse di abusi sessuali, ma a quella di violazione del sacramento della penitenza, perpetrata attraverso l'adescamento nel confessionale, che si configura quando un sacerdote sollecita il penitente a commettere peccato contro il sesto comandamento (canone 1387).
È importante osservare - come ha dichiarato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede - che la questione canonica presentata alla Congregazione non era in nessun modo collegata con una potenziale procedura civile o penale nei confronti di padre Murphy. Contro il quale l'arcidiocesi aveva peraltro già avviato una procedura canonica, come risulta evidente dalla stessa abbondante documentazione pubblicata in rete dal quotidiano di New York. Alla richiesta proveniente dall'arcivescovo la Congregazione rispose, con lettera firmata dall'allora arcivescovo Bertone, il 24 marzo 1997, con l'indicazione di procedere secondo quanto stabilisce la Crimen sollicitationis (1962).
Come si può facilmente dedurre anche leggendo la ricostruzione fatta dal "New York Times", sul caso di padre Murphy non vi è stato alcun insabbiamento. E ciò viene confermato dalla documentazione che si accompagna all'articolo in questione, nella quale figura anche la lettera che padre Murphy scrisse nel 1998 all'allora cardinale Ratzinger chiedendo che il procedimento canonico venisse interrotto a causa del suo grave stato di salute. Anche in questo caso la Congregazione rispose, attraverso l'arcivescovo Bertone, invitando l'ordinario di Milwaukee a esperire tutte le misure pastorali previste dal canone 1341 per ottenere la riparazione dello scandalo e il ristabilimento della giustizia.
Finalità, queste ultime, che vengono indiscutibilmente ribadite dal Papa, come dimostra la recente Lettera pastorale ai cattolici d'Irlanda. Ma la tendenza prevalente nei media è di trascurare i fatti e di forzare le interpretazioni al fine di diffondere un'immagine della Chiesa cattolica quasi fosse l'unica responsabile degli abusi sessuali, immagine che non corrisponde alla realtà. E che è invece funzionale all'evidente e ignobile intento di arrivare a colpire, a ogni costo, Benedetto XVI e i suoi più stretti collaboratori.

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#4

m

Andrea ha detto...

Il feticcio del "Male Assoluto" viene usato ossessivamente contro la CRISTIANITA', più ancora che contro la "Chiesa", dai tempi del lancio della crociata massonica per la "purificazione" di Roma dalla sozzura del Papato.
E' da notare che l'intero baraccone moralistico della Massoneria si basa sulla negazione del Peccato Originale, e quindi dell'esistenza di qualsivoglia forma di male.
La connessione USA (in preda alla correctness dell'"Olocausto") / Giudaismo / parte massonizzata della Germania, annientata nel '45, è fin troppo evidente, così come è evidente ciò che Francesco affermava il 22 scorso: appena si è osato dire che Giovanni XXIII non è stato il PRIMO "Papa Buono", si è scatenato il bombardamento

Anonimo ha detto...

Chi è a capo di questi attacchi rabbiosi?
Stern..New York Times..Repubblica..
un buon indizio potrebbe essere dato dal vecchio detto:
"follow the money"...
PR

Anonimo ha detto...

...spiegel....

DANTE PASTORELLI ha detto...

La Chiesa è senza macchia perché santa, quindi nessuna difesa le occorre.
Gli uomini di Chiesa, che non son la Chiesa, vanno condannati senza tentennamenti se colpevoli, difesi energicamente se innocenti.
Speriamo che la Gerarchia apprenda la lezione, soprattutto in fatto di nomine episcopali e cardinalizie.
Come si fa a dar la porpora a gente che attenta alla verità della fede?
Quando s'è cominciato con questa autentica autodemolizione?
I più vecchi se lo ricordano. Condannati nelle loro dottrine dalla Humani Generis di Pio XII si ritrovarono periti del Vaticano II che influenzarono e diressero ed ebbero un'immeritata berretta.

Hayal'el ha detto...

La cosa più materiale che possiamo fare è una bella controdenuncia. Secondo quanto leggo qui e secondo certa mentalità tutta americana che il Vaticano sia pieno di soldi (invece sballa il bilancio ogni anno per mantenere i musei) si configura il reato di ricatto e estorsione.

Appena posso ti rifaccio da cassa di risonanza.

Anonimo ha detto...

Signori tutti,
fermatevi vi prego fermatevi.
Il disegno è delineato.
Se siamo arrivati a scalfire la figura del Papa, inteso come il capo della Chiesa Cattolica, allora è poco dire che siamo arrivati alla frutta.
Siamo sull'orlo del precipizio, al limite di una catastrofe,cadono dei baluardi.
Smorzate i toni , anche coloro che ora soffiano sul fuoco, un giorno si pentiranno, ma il processo di depravazione sarà irreversibile.
ALETTA

Anonimo ha detto...

forse utile capire il contesto generale...
-USA-Cina: provocare il creditore, abbracciare il sant’uomo
di James Petras
http://www.voltairenet.org/article164614.html

-GEAB 43 - le 3 sequenze della fase di dislocazione geopolitica globale - parte II
http://informazionescorretta.blogspot.com/2010/03/geab-43-le-3-sequenze-della-fase-di.html

m

Pietro C. ha detto...

Non si deve dimenticare, per completezza informativa, che l'intensificarsi di queste problematiche sessuali è dovuta anche alla vacanza dell'autorità episcopale che ha contraddistinto una parte del pontificato di Paolo VI e tutto il pontificato di Giovanni Paolo II. In pratica per tre decenni molti vescovi hanno desistito dal fare il proprio compito in modo attento accumulando problemi e aggravando quelli esistenti.

Oltre a ciò, la piaga della pedofilia indica una piaga più estesa e profonda: la disaffezione verso il sacro e la sua riduzione ad una forma fin troppo umana. Qui, oltre al lato disciplinare, tocchiamo problematiche teologiche e liturgiche.

Infine, questo scoppio continuo di scandali (anche di diversi anni or sono) fa pensare ad una concertazione sulla quale fa leva una certa parte di clero il cui fine è scioccare e/o paralizzare chi, nel cattolicesimo, volesse tornare ad un certo qual ordine tradizionale. I commenti di un certo Enzo Mazzi su "Il Manifesto" mi paiono più che significativi in tal senso.
Ho quindi il sospetto che esista una reale guerra interna tra clero e clero in seno al Cattolicesimo, servendosi di queste scabrose situazioni.