
di Francesco Colafemmina
Ho ripescato questo articoletto dell'Arcivescovo Dolan dell'ottobre scorso... Molto interessante! Infatti Mons. Dolan ricorda l'anticattolicesimo tipico dei giornalisti del New York Times, in particolare di una brava giornalista irlandese Maureen Dowd. La signora Dowd oggi se ne esce con un altro editoriale dei suoi, invocando le dimissioni di Benedetto XVI e chiedendo l'elezione di una "Mama" al posto del "Papa" (tipo "mamas & papas"), meglio di una "Nope for Pope".
Vabbè... voltiamo pagina...
Mentre Dolan si impegna a difendere - anche ieri - il Santo Padre, il Cardinal Martini e il Cardinal Schoenborn si danno da fare a modo loro. Il primo scrive al quotidiano austriaco Die Presse un intero articolo nel quale parla (come Schoenborn qualche giorno fa) di riconsiderare il celibato. Il secondo da un lato apre commissioni guidate da laici che dovrebbero ripulire la chiesa austriaca dai pedofili...
Mi limiterò a Martini introducendo questa considerazione: in un mondo fatto di sesso è logico che la gente quando pensa ai sacerdoti immediatamente sia quasi costretta a pensare che il sesso vietato ai sacerdoti costituisca una sorta di loro repressione e menomazione che poi li induce alla perversione... Ma questo discorso "animalesco" è del tutto erroneo ed è frutto solo dell'ossessione sessuale che è entrata nelle nostre teste dagli anni sessanta in poi (ma a dire il vero sin dall'inizio del secolo) e non esce più fuori. E' attestato d'altra parte che la pedofilia nasce nelle famiglie. Il caso famoso di Recife ne è una chiara testimonianza. Ma basta anche ricordare recenti casi italiani, basta chiedere a don Di Noto. Il celibato non c'entra nulla! La perversione sessuale nasce con la formazione della propria sessualità, non dalla castità! Ecco quindi che il problema è a monte, è nella formazione dei preti. Non a caso - qualcuno di voi lo ricorderà - le famose lettere massoniche di prelati postconciliari - parlavano proprio di distruzione dei seminari. L'unico modo per sradicare il problema è intervenire sul clericalismo che si percepisce immune e potente. Solo riportando il sacerdote alla sua dimensione di semplice uomo votato a Cristo (e uomo uomo, si intende!), si può eradicare un problema che viene enormemente ingigantito dai media solo per attaccare il Papa e colpire la Chiesa. Altrimenti l'aggressività con cui si attacca Ratzinger che per la prima volta agisce con fermezza per ripulire la Chiesa non solo con i fatti ma principalmente con un cambiamento di mentalità, sarebbe dovuta essere dieci volte più grande nei confronti di Giovani Paolo II e dei suoi predecessori che sull'argomento non si erano mai pronunciati con la stessa fermezza di Benedetto XVI.
..
Benedetto XVI sta operando qualcosa di molto più profondo, una terapia già introdotta nel 2005 con quelle parole della Via Crucis: sta intaccando l'autoreferenzialità morale, l'immunità morale di taluni chierici, la mentalità autoconservativa di una Chiesa vista quale grande ONG. Cambiare la mentalità consolidata in almeno un secolo di modernità, è cosa ben più complessa della singola condanna che pur dal Pontefice viene effettuata con fermezza. Il Papa vuole la purificazione della Chiesa, anche se questo può comportare offese e minacce.
La Chiesa altrimenti non potrà cambiare quella corruzione interna, di cui già nel 1957 parlava Suor Lucia in relazione al Segreto di Fatima: "Ciò che offende soprattutto il Cuore Immacolato di Maria e il Cuore di Gesù è la caduta delle anime dei religiosi e dei sacerdoti. Il diavolo sa che per ogni religioso o sacerdote che rinnega la sua santa vocazione, molte anime sono trascinate all'inferno ... Per questo il diavolo brama di impossessarsi delle anime consacrate. Cerca in ogno modo di corromperle, per addormentare le anime dei fedeli e condurle alla peggiore impenitenza."
Quindi il Papa opera per la salvezza delle anime! E opera fra grandi umane e pratiche difficoltà poste da un ingranaggio che non si presta a facili modifiche anche quando è vigorosamente attaccato dall'interno e dall'esterno da forze malefiche.
Scusate se mi sono dilungato. Lasciandovi all'articolo di Monsignor Dolan, rinnovo il mio invito alla preghiera costante per il Sommo Pontefice e all'affidamento della Chiesa al Cuore Immacolato di Maria.
***
L'articolo seguente è stato sottoposto in una forma leggermente più breve per il New York Times come editoriale. Il New York Times si è rifiutato di pubblicarlo. Penso che possiate essere interessati alla sua lettura.
dell'Arcivescovo Timothy M. Dolan, Arcivescovo di New York
Ottobre è il mese nel quale raggiungiamo l'acme del nostro passatempo nazionale, specialmente quando la nostra squadra di New York è nelle World Series!
Disgraziatamente però, l'America ha anche un altro passatempo nazionale del tutto spiacevole: l'anticattolicesimo. Non è un'iperbole chiamare "passatempo nazionale" il pregiudizio nei confronti della Chiesa Cattolica. Studiosi come Arthur Schlesinger Sr. si riferivano ad esso come "la più profonda distorsione nella storia del popolo americano", mentre John Higham lo descriveva come "la più lussureggiante e tenace tradizione dell'agitazione paranoica nella storia Americana". "L'antisemitismo della sinistra" è il modo in cui lo leggeva Paul Viereck e il Professor Philip Jenkins sottotitolava il suo libro sulla questione "l'ultimo pregiudizio accettabile".
Se volete una prova recente dell'ingiustizia nei confronti della Chiesa Cattolica basta non andare oltre i pochi esempi seguenti della sua ricorrenza nelle ultime settimane:
Il 14 Ottobre, nella pagine del New York Times, il reporter Paul Vitello ha esposto la drammatica estensione degli abusi pedofili nella comunità di Ebrei Ortodossi di Brooklyn. Secondo questo articolo, ci sono stati almneno 40 casi di questi abusi nella comunità solo l'anno scorso. Il Times non ha ancora posto le stesse richieste che erano indirizzate incessantemente alla Chiesa nel caso dello stesso tipo di abusi commessi da una minoranza di sacerdoti: rilasciate i nomi di chi ha commesso gli abusi, rivedete le prescrizioni, consentite indagini esterne, pubblicate tutti i documenti passati e aprite alla totale trasparenza. Invece, viene citato un avvocato che ha richiesto alle autorità legislative di riconoscere le "sensibilità religiose" e nessuna critica è stata offerta dall'ufficio del Procuratore Distrettuale per aver concesso ai rabbini Ortodossi di risolvere questi casi "internamente". Data la tremenda esperienza vissuta dalla Chiesa Cattolica, mi trovo in una situazione difficile per poter criticare i miei vicini Ebrei Ortodossi e non ho intenzione di farlo... Ma posso criticare questo tipo di "indignazione selettiva".
Il 14 Ottobre, nella pagine del New York Times, il reporter Paul Vitello ha esposto la drammatica estensione degli abusi pedofili nella comunità di Ebrei Ortodossi di Brooklyn. Secondo questo articolo, ci sono stati almneno 40 casi di questi abusi nella comunità solo l'anno scorso. Il Times non ha ancora posto le stesse richieste che erano indirizzate incessantemente alla Chiesa nel caso dello stesso tipo di abusi commessi da una minoranza di sacerdoti: rilasciate i nomi di chi ha commesso gli abusi, rivedete le prescrizioni, consentite indagini esterne, pubblicate tutti i documenti passati e aprite alla totale trasparenza. Invece, viene citato un avvocato che ha richiesto alle autorità legislative di riconoscere le "sensibilità religiose" e nessuna critica è stata offerta dall'ufficio del Procuratore Distrettuale per aver concesso ai rabbini Ortodossi di risolvere questi casi "internamente". Data la tremenda esperienza vissuta dalla Chiesa Cattolica, mi trovo in una situazione difficile per poter criticare i miei vicini Ebrei Ortodossi e non ho intenzione di farlo... Ma posso criticare questo tipo di "indignazione selettiva".
Naturalmente questa indignazione selettiva probabilmente non sorprende del tutto, dato che abbiamo visto molti altri esempi del fenomeno negli anni recenti, quando è emersa la questione degli abusi sessuali. Ne citerò due: nel 2004, il Professor Carol Shakeshaft ha documentato la diffusa piaga degli abusi sessuali sui minori nelle scuole pubbliche della nostra nazione (lo studio lo si può trovare qui). Nel 2007, la Associated Press ha pubblicato una serie di reportage investigativi che hanno mostrato allo stesso modo numerosi esempi di abusi sessuali compiuti da insegnanti ai danni di studenti, nelle scuole pubbliche. Sia lo studio di Shakeshaft che i reportages della AP sono stati essenzialmente ignorati, visto che giornali come il New York Times sembrano avere solo preti nel loro mirino.
Il 16 Ottobre, invece, Laurie Goodstein del New York Times ha dedicato la pagina di apertura alla storia del triste episodio di un prete Francescano che è diventato padre di un bambino. Anche prendendo in considerazione che la relazione con la madre del bimbo era consensuale e fra due adulti, e che i Francescani hanno cercato di trattare giustamente con il prete peccatore le responabilità nei riguardi di suo figlio, questa azione resta sempre piena di peccato, scandalosa e indifendibile. Ad ogni modo, ci si dovrebbe meravigliare del perché la storia di un peccato commesso da un prete un quarto di secolo fa debba improvvisamente diventare più importante e degna di essere raccontata della guerra in Afghanistan, della sanità, e della fame-genocidio del Sudan. Nessun altro tipo di clero come quello Cattolico sembra meritare come non mai una tale attenzione.
Cinque giorni più tardi, il 21 Ottobre, il Times ha dato il suo maggior spazio alla decisione del Vaticano di dare il benvenuto agli Anglicani che avevano richiesto l'unione con Roma. Abbastanza giusto. Ingiusto, tuttavia, era il commento contenuto nell'articolo secondo il quale la Santa Sede sarebbe attratta dagli Anglicani dall'interesse e avrebbe fatto la sua offerta per accoglierli. Naturalmente la realtà è semplicemente che per anni migliaia di Anglicani hanno richiesto a Roma di essere accolti nellla Chiesa Cattolica con una speciale sensibilità per le loro proprie tradizioni. Come il Cardinal Kasper, il capo degli ecumenisti vaticani, ha osservato "non stiamo pescando nello stagno anglicano". Non abbastanza per il Times, per loro questo è stato un altro caso di connivenza Vaticana nell'adescare e offrire l'insospettabile a brava gente, per capitalizzare avidamente sulle attuali tensioni interne all'anglicanismo.
Infine, l'esempio più incendiario di tutti è venuto fuori domenica 25 orrobre con un intemperante e scurrile articolo di Maureen Dowd sulle pagine degli editoriali del Times. In una diatriba che giustamente non avrebbe mai superato la riunione di redazione se si fosse trattato di criticare questioni relative alla religione Islamica, Ebraica, o Afro-americana, la signora Dowd si è messa a scavare nel manuale nativista (il nativismo è una corrente di pubblicistica ostile alla Chiesa Cattolica che si rifà all'origine protestante dei primi coloni statunitensi ndr) per usare ogni possibile caricatura anticattolica, dall'Inquisizione all'Olocausto, ai profilattici, all'ossessione sessuale, ai preti pedofili, all'oppressione delle donne, il tutto continuando a sminuire il Papa Benedetto XVI per le sue scarpe (sic!), la sua coscrizione forzata - assieme a ogni altro adolescente tedesco - nell'esercito tedesco, la sua apertura verso gli ex cattolici e il suo recente benvenuto agli Anglicani.
Abbastanza veerosimilmente, il problema che ha innescato il suo spasmo - l'attuale visita di donne religiose da parte di rappresentanti del Vaticano - è ben degno di discussione e difficilmente può esimere da legittime domande. Ma il suo pregiudizio, mentre sarebbe stato appropriato per il giornale del tipo "voi non sapete nulla!", "The Menace" del 1850, non dovrebbe avere posto nelle principali pubblicazioni attuali.
Non voglio suggerire con questo che l'anticattolicesimo è confinato sulle pagine del New York Times. Sfortunatamente ci sono abbondanti esempi in molti luoghi diversi. Non comincerò neppure a cercare di elencare i molti casi di anticattolicesimo nei cosiddetti "media di intrattenimento", visto che sono lì sono così prevalenti da sembrare piuttosto una routine o un obbligo.
La Chiesa Cattolica non è al di sopra delle critiche. Noi Cattolici ce ne facciamo una gran parte da soli. Diamo loro il benvenuto e ce le aspettiamo. Tutto ciò che chiediamo è che tale critica sia giusta, razionale ed accurata, ciò che ci aspetteremmo per chiunque. Il sospetto e il pregiudizio contro la Chiesa è un passatempo nazionale che dovrebbe essere messo da parte per il bene di tutti.
Credo che il mio background di storia Americana dovrebbe indurmi a non trattenere il respiro. E poi, ancora ieri era la festa di San Giuda, il patrono delle cause perse....


12 commenti:
Sappiamo leggere i segni dei tempi... Si avvicinano, per la Chiesa e il mondo, i tempi della prova profetizzati da tanti strumenti di Dio.
http://profezie3m.it/ptm_frames.htm
New wolfs times!
L'aveva detto il papa che sarebbe stato attaccato dai lupi!
Oremus pro pontifice nostro.........
Veramente penosa,ormai,la senescenza dell' "antipapa" torinese card. Martini (coetaneo del S.Padre).
Due piccole note: 1-la perversione sessuale non è questione di "formazione", ma di cosciente messa sullo stesso piano del Bene e del Male, che si pretenderebbe di frequentare entrambi per trarre delle "mature conclusioni". Siamo all'attuazione volgarizzata del "pourquoi pas?" del marchese De Sade: "che c'è di strano?"
2- attenzione all'uso del termine "rivoluzione culturale", di amara e funesta memoria !
Grazie
Mi limiterò a riportare questo importante e significativo passo paolino che legittima le posizioni coraggiose del Card. Martini ingiustamente messo alla gogna per le sue recenti dichiarazioni sul matrimonio e sulla sessualità dei preti: “Dio è padre di tutti, è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti” (Ef 4,6.
Per Andrea:
la formazione c'entra molto soprattutto c'entra la selezione di coloro che formano e devono essere formati. Il titolo è invece un voluto riuso in chiave cattolica...
Per Evergreen:
Il Cardinale Martini potrebbe risparmiarsi tutte le sue inutili uscite. Non fa che creare divisione e seminare la zizzania nella Chiesa con dichiarazioni peraltro prive di alcun senso.
Ciao a tutti ! Complimenti per il blog.
Volevo segnalare un altro caso che tende a screditare la Chiesa Cattolica in Canada e di riflesso anche gli USA, e in maniera anche abbastanza spudorata perchè prende avvio da abusi nei confronti dei nativi canadesi che riguardano confessioni protestanti e, guarda caso, si finisce per parlare della presunta complicità della Chiesa Cattolica in quanto avrebbe "gestito" la maggior parte delle scuole dove questi abusi sarebbero avvenuti.
alcuni link di riferimento :
http://www.nativiamericani.it/filevari/stopalsilenzio.pdf
http://www.nativiamericani.it/?p=1718
http://it.wikipedia.org/wiki/Kevin_Annett
Molto ambigua è la figura di questo Kevin Annett, ex sacerdote nella Chiesa Unita del Canada.
Si esordisce dicendo che negli USA ed in Canada i governi (protestanti) hanno fatto pressione sui nativi per una loro conversione forzata (cosa che non stento a credere, visti i metodi dei riformati) per poi abilmente deviare questi crimini sulla Chiesa Cattolica . Basterebbe studiare la storia delle missioni cattoliche tra gli indiani nordamericani per sapere quale differenza abissale (pur con umanissimi limiti ed errori) ci fosse rispetto alle "missioni riformate" così funzionali ai governi massonici angloamericani.
Ciao a tutti e buona Settimana Santa !
Helico
Caro Francesco, perché non si ricomincia a pubblicare quelle lettere di prelati massoni?
Quanto a Martini, parlar di coraggio per affermazioni che si sentono uscir in continuazione dalla bocca dei vari tronisti e leccapiedi della nostra TV mi sembra renderlo ancor più pietoso e ridicolo.
intanto domani "inchiesta su Gesù" di Corrado Augias su repubblica- l'espresso (vedere mega-sponsorizzazione su sito www.repubblica.it)
- Le sciocchezze di Corrado Augias-
di Francesco Agnoli
Rassegna e confutazione di alcune tesi clamorosamente false di un dilettante che si avventura in campi dov’è incompetente. Copiando anche interi brani da Internet.
http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=print&sid=2022
m
I pedofili Kosher
http://www.effedieffe.com/component/option,com_myblog/show,I-pedofili-Kosher.html/Itemid,272/
,
http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=2437074
Il cardinale Martini
e il celibato dei sacerdoti
L'Arcivescovo emerito di Milano è rimasto sorpreso dalle espressioni attribuitegli da alcuni organi di stampa e precisa il suo pensiero
29.03.2010
di Carlo Maria card. MARTINI
Arcivescovo emerito di Milano
Alcuni organi di stampa hanno riportato il contenuto di un mio intervento pubblicato dal settimanale tedesco Presse am Sonntag. In esso avrei dichiarato che, tra le strade da perseguire per evitare in futuro nuovi casi di violenza e abusi a sfondo sessuale, ci sarebbe la seguente: «Il celibato obbligatorio come forma di vita dei preti dovrebbe essere ripensato».
Il settimanale tedesco non ha interloquito con me direttamente; ha piuttosto ripreso una mia lettera ai giovani austriaci. Ma il testo di tale lettera da me approvato diceva: «Occorrerebbe ripensare alla forma di vita del prete», intendendo così sottolineare l’importanza di promuovere forme di maggiore comunione di vita e di fraternità tra i preti, affinché siano evitate il più possibile situazioni di solitudine anche interiore.
Sono pertanto rimasto molto sorpreso nel vedermi attribuita una espressione che non corrisponde al mio pensiero. Anzi, ritengo sia una forzatura coniugare l’obbligo del celibato per i preti con gli scandali di violenza e abusi a sfondo sessuale.
http://blog.messainlatino.it/2009/05/sul-celibato-e-non-solo-martini-e-verze.html
IL Cardinale afferma:
Lei affronta un problema molto importante, dicendo che ai sacerdoti andrebbe tolto l’obbligo del celibato. È una questione delicatissima. Io credo che il celibato sia un grande valore, che rimarrà sempre nella Chiesa: è un grande segno evangelico. Non per questo è necessario imporlo a tutti, e già nelle chiese orientali cattoliche non viene chiesto a tutti i sacerdoti. Vedo che alcuni vescovi propongono di dare il ministero presbiterale a uomini sposati che abbiano già una certa esperienza e maturità (viri probati). Non sarebbe, però, opportuno che fossero responsabili di una parrocchia, per evitare un ulteriore accrescimento del clericalismo. Mi pare molto più opportuno fare di questi preti legati alla parrocchia come un gruppo che opera a rotazione. Si tratta in ogni caso di un problema grave.
Questo passo secondo me offre un'analisi molto ben centrata. Purtroppo è anche difficile da "comunicare" e far capire.
Concordo inoltre con il commento di Helico: stanno tentando di aprire un altro fronte con i nativi canadesi. Il recente convegno di anticlericali.net sul tema, organizzato alla Camera, ne è un chiaro segnale.
"L'unico modo per sradicare il problema è intervenire sul clericalismo che si percepisce immune e potente. Solo riportando il sacerdote alla sua dimensione di semplice uomo votato a Cristo (e uomo uomo, si intende!), si può eradicare un problema che viene enormemente ingigantito dai media solo per attaccare il Papa e colpire la Chiesa. Altrimenti l'aggressività con cui si attacca Ratzinger che per la prima volta agisce con fermezza per ripulire la Chiesa non solo con i fatti ma principalmente con un cambiamento di mentalità, sarebbe dovuta essere dieci volte più grande nei confronti di Giovani Paolo II e dei suoi predecessori che sull'argomento non si erano mai pronunciati con la stessa fermezza di Benedetto XVI.
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Benedetto XVI sta operando qualcosa di molto più profondo, una terapia già introdotta nel 2005 con quelle parole della Via Crucis: sta intaccando l'autoreferenzialità morale, l'immunità morale di taluni chierici, la mentalità autoconservativa di una Chiesa vista quale grande ONG. Cambiare la mentalità consolidata in almeno un secolo di modernità, è cosa ben più complessa della singola condanna che pur dal Pontefice viene effettuata con fermezza. Il Papa vuole la purificazione della Chiesa, anche se questo può comportare offese e minacce".
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