martedì 18 maggio 2010

QUID EST VERITAS?


di Francesco Colafemmina

Non sono pochi i rumores di tacitiana memoria che parlano di una resa da parte della Pontificia Commissione per i Beni Culturali in relazione al progetto di realizzare un padiglione del Vaticano alla Biennale di Venezia del 2011. A quanto pare questo padiglione non si farà nel 2011, ma forse solo nel 2013, quando ormai il futuro Cardinal Ravasi si sarà già insediato a Milano. Intanto dalla fiera del libro di Torino, Mons. Ravasi fa sapere di essere impegnato per la realizzazione di un apposito dipartimento nel suo dicastero da dedicare "al dialogo con i laici". Marco Tosatti aggiunge nella sua cronaca per la Stampa: "Il progetto del 'Dialogo con gli atei' della Chiesa verrà presentato in Italia, presumibilmente a Bologna, il prossimo gennaio, e poi negli Stati Uniti, ha ancora detto monsignor Ravasi. E si articolerà intorno ai temi nodali dell'era moderna, quali il senso del limite, l'oltre vita, la trascendenza, la salvezza, la morte."

Ma questo progetto non si sarebbe dovuto chiamare "il cortile dei gentili"? E non si sarebbe dovuto trattare di una fondazione? Mah!

Ad ogni modo è molto più significativo un passaggio dell'omelia pronunciata lo scorso 13 maggio dal Cardinal Caffarra a Bologna in occasione della festa della Beata Vergine di San Luca: "Cari fratelli, come insegna il Concilio Vaticano II: «i presbiteri, in quanto cooperatori dei vescovi hanno come primo dovere [primum habent officium] quello di annunciare a tutti il Vangelo di Dio» [Decr. Presbyterorum ordinis 4; EV 1/1256].Su questo primato non possiamo avere dubbi. L’esempio e l’insegnamento di S. Paolo è per noi vincolante. Egli è consapevole che la predicazione del Vangelo precede ogni altra attività apostolica. Egli la paragona all’azione del piantare [Cf. 1Cor 3,6], della fondazione [Ibid. 3,10]. Ora nulla può crescere dove nulla è stato piantato, sarebbe stolto edificare senza fondamento. Non sto parlando unicamente e principalmente della predicazione del Vangelo che si realizza all’interno delle celebrazioni liturgiche.Sto parlando della predicazione del Vangelo che si svolge nel “cortile dei gentili”. È in esso che oggi soprattutto dobbiamo annunciare il Vangelo della fede. È nel “cortile dei gentili” che oggi il Signore ci chiede di esercitare il nostro munus propheticum più che nel recinto del Santo dei Santi."

Dialogare con i non credenti, con i laici e via dicendo, significa porsi ad un livello inferiore rispetto a quello dell'annuncio. Invece è sempre opportuno ricordare che senza l'annuncio di quella Verità che è Cristo, il Logos, ogni dialogo rischia di diventare una sterile emissione di fiato. D'altronde se i Cristiani la verità la conoscono già il loro obiettivo non è ricercarla, bensì aiutare anche nella forma dialogica il non credente a riconoscere lo splendore della Verità che adoriamo. Questo perché non c'è Logos senza Verità e non c'è Verità senza Logos. Mi accorgo però di essermi ormai addentrato in uno dei tabù del cattolicesimo moderno: il principio di non contraddizione!

Leggevo recentemente in un saggio del guru Mancuso che oggi la nuova enunciazione del principio logico aristotelico dovrebbe essere "il principio contraddizione". Secondo il teologo repubblichino (nel senso che scrive assiduamente su Repubblica), infatti, ogni cosa contiene in sè il suo opposto che si manifesta prima o poi e convive dentro di noi nella sua dimidiata identità. Questa genialata altro non è che la dialettica hegeliana. La Chiesa l'ha scoperta relativamente tardi ma essa non manca di affascinare molti cattolici adulti anche se è una trovata trita e ritrita per allontanare le certezze assolute e trasformarle in comode pantofole relativistiche del pensiero. Tutti i lettori di Mancuso sono soddisfatti perché non lesi nelle loro certezze individualistiche, bensì confortati da una filosofia che li giustifica e li deresponsabilizza. Ecco quindi che la Verità in assoluto cede al relativismo... Finisco così per ricordarmi quelle indimenticabili parole dell'allora Cardinal Ratzinger, pronunciate nell'omelia della Missa Pro Eligendo Romano Pontifice del 18 aprile 2005:

"Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. “Adulta” non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. É quest’amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità."

All'epoca queste parole suonarono come un tuono poderoso. Oggi già ce ne dimentichiamo. Forse però andrebbero rilette ai tanti dialoganti a tempo perso e ai dialettici sciupatori di carta che si atteggiano a rivoluzionari maitre a penser mentre in realtà non sono altro che abili manipolatori quell'ammasso di noiosissima paccottiglia filosofica che l'ottocento ci ha lasciato assieme al treno a vapore e all'orologio a cipolla...

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Fides et ratio
http://www.vatican.va/edocs/ITA1218/_INDEX.HTM

Spe salvi
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html

Dominus Iesus
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html

m

Andrea ha detto...

O si ama l'essere e si approfondisce la conoscenza degli enti, scoprendo la bontà e la fantasia dell'Essere sussistente, oppure lo si odia, e ci si fa schermo del culto dei RAPPORTI fra gli esseri ("dia-logo" contrapposto a Logos, "panta rei" contrapposto ad Analogia entis).
Se il Papa è Pontifex, cioè costruisce legami saldissimi al di sopra di acque ribollenti, il Demonio è dissolutore di ogni vincolo (ai nostri giorni soprattutto quello sponsale). Se san Paolo fu prigioniero per Cristo, ma anche "di Cristo", il misero borghese di oggi è "solo sul cuor della terra /ed è subito sera" (Quasimodo)

Caterina63 ha detto...

Mi succede spesso che il mio Confessore mi dica una cosa ed io ne faccia un altra....magari in buona fede....tuttavia, mi spiega con carità immensa il mio sacerdote spirituale, non è più buona fede quando ti avverto dieci volte, anche venti sul fatto che io ti dico di fare così e tu non lo fai...^__^
spesso crediamo di fare MEGLIO le cose aggiungendo la NOSTRA CREATIVITA', aggiungendo farina dal nostro sacco il chè non sarebbe sbagliato ne un male se, però, essa si attenesse al PROGETTO DELLA CHIESA nel mandato missionario affidatole dal Crisro e non dunque ad un nostro progetto seppur "buono"...

Ecco, partendo dai miei limiti e dalle mie carenze, vedo e leggo ciò che avviene anche altrove, in questo caso in quanto riportato da Francesco che ben sottolinea come il ciò "che riteniamo BUONO" prevalica smodatamente il progetto missionario della Chiesa che è quello dell'ANNUNCIO DEL VANGELO...

Spesso accogliamo questo compito MA IMPONENDO LE NOSTRE IDEE, imponendo nostri progetti, per questo il Signore ammonisce: INVANO VI AFFATICATE!!!

E non è forse vero che tutta una serie di progetti mandati avanti nella Chiesa NON hanno prodotto alcuna conversione alla CAUSA DI CRISTO?
Come mai che quanto più aumentano i consensi a certi progetti, tanto MENO non abbiamo da parte di questi "gentili" la conversione al Cristo ma al contrario la garanzia di poter rimanere tranquilli nelle loro fedi personali senza, dunque, convertirsi al Cristo?

Ogni Progetto del Cristo ha come scopo LA CONVERSIONE dei "gentili"...
l'Agorà paolina non ha altro scopo che quello di spingere i gentili alla conversione tanto è vero che definendo il loro "IL DIO SCONOSCIUTO" offre ad essi IL VOLTO DI DIO IN CRISTO GESU'...

Se le conversioni non avvengono ed anzi, questi progetti finiscono con il convincere il "gentile" che sta bene dove sta....nel suo "dio sconosciuto" PURCHE' CI VOGLIAMO BENE E IN NOME DEL DIALOGO...è chiaro che i conti non tornano...
NON è questo il Progetto di Cristo, non è per il dialogo che Cristo è finito sulla Croce...

Andrea ha detto...

Chiedo scusa, mi è tornata in mente una bella cosa:

"Quid est veritas?"
"Est Vir qui adest" (l'Uomo che era lì, nel Pretorio di Pilato)

Reginaldo ha detto...

L'Annuncio è tetico, non ipotetico.
http://www.unavox.it/testi01.htm

Piero61 ha detto...

Buongiorno a tutti
da nemico dei dogmi, il relativismo è, con il passare dei tempi, diventato dogma a sua volta.
La Chiesa lo ha fatto suo con il CVII, altrimenti non sopporterebe nelle sue schiere, tristi figuri come il Cardinal Tettamanzi, il Cardinal Martini, Don Gallo di Genova e altri che sono in ogni dove. Nella Parrocchia della frazione dove risiedo (Valleregia, Serra Riccò-GE) sono tutti "cattolici adulti" pieni di soldi, amanti delle chitarre in Chiesa, progay, radical chic, lettori di repubblica, occupano posti di potere, pontificano di democrazia e, parlano solo loro, affascinati dai Mancuso, Odifreddi, Augias, Terzani e relativismo dilagante. Sono Farisei, gli stessi che hanno, realmente, Crocifisso, Gesù.
Loro, lo Crocifiggono ogni giorno.
Ma io non demordo, la speranza è sempre con me.
Saluti a tutti
Piero61

Anonimo ha detto...

@ Piero61
Uniti al Santo Padre o saremo dispersi come polvere al vento.
Certe posizioni pseudotradizionaliste (che alla fine sfociano nel sedevacantismo) sono solo delterie.

Ero anch'io abbonato ad fdf, ho apprezzato solo l'analisi di Luigi Copertino... Certo "tradizionalismo" (alla Arai et similia, tipo Abrahamowicz... ) fa lo stesso danno di quelli che denunci.

m

Piero61 ha detto...

salve a tutti
@anonimo: Arai non c'è più, su FDF.
Riguardo al tradizionalismo, decisamente meglio la tradizione(quella vera) che quelli da me descritti.
Saluti sinceri
Piero e famiglia

Piero61 ha detto...

salve a tutti
@anonimo: Arai non c'è più, su FDF.
Riguardo al tradizionalismo, decisamente meglio la tradizione(quella vera) che quelli da me descritti.
Saluti sinceri
Piero e famiglia

Anonimo ha detto...

era solo una precisazione, credo doverosa, penso che ci siamo capiti.
Saluti sinceri anche da parte mia. m.

Reginaldo ha detto...

Carissimo Piero61,
mi fa piacere ritrovarti anche qui.
Cari saluti, anche a m!
Reginaldo

Piero61 ha detto...

buonasera a tutti
@anonimo(m);@Reginaldo, sono io che ringrazio voi.
Alla prossima.
Piero e famiglia

Andrea ha detto...

Una chiosa al card. Caffarra: fa parte del "primum officium" dei preti anche la PREGHIERA (At 6,4). Per quanto riguarda la carta stampata, basta ricordare che Lutero infiammò la Germania stampando la Bibbia (!), e che Hegel esortò a sostituire il Breviario con il giornale.

Reginaldo ha detto...

A "m", dallo stile inconfondibile: mi spiace tu abbia lasciato fdf: i tuoi interventi arricchivano assai.
In ogni caso mi sono assai affezionato anche a questo sito, e sto leggendo il libro di Francesco Colafemmina, che ti raccomando caldamente!
Chiedo scusa agli altri collocutori per essere andato fuori tema.

mic ha detto...

Caro Francesco.
A proposito di dialogo interreligioso ti segnalo un testo che spero ti interesserà

Perfettamente in sintonia con te, per quanto hai scritto.
Grazie come sempre

Anonimo ha detto...

Finis Ecclesiae...!Il Vaticano II ci ha condotto in un tunnel senza uscite.Siamo intossicati dai vapori mefitici che promanano dal suo interno.In Italia il buon popolo fedele... ancora resiste ma per quanto?
Ci vorrebbe un Gregorio VII o un Sisto V per salvare la mistica Barca.
Papa Benedetto vira ma...la situazione è veramente disperata...

Anonimo ha detto...

Exurge Domine...Sorgi o Signore e difendi la Tua Chiesa devastata dai cinghiali selvatici del progressismo e del modernismo veri novelli luterani.

Anonimo ha detto...

..non credo fossero gradidi ad altri (forum?) e poi di informazione cattolica (non a pagamento) e non ce n'è tanta nel web..a cominciare da questo blog. Ciao, Reginaldo un saluto. m
http://www.ratzinger.us/modules.php?name=News&file=article&sid=238