giovedì 6 maggio 2010

SIMBOLI STRANI E CRISTIANI SMARRITI: INTERVISTA SU "TEMPI"


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Update: rettifica pubblicata. Grazie alla redazione di Pontifex.

Cari amici, in attesa della pubblicazione - garantitami telefonicamente da Bruno Volpe - di una mia replica alle accuse diffamatorie di Stefano Campanella (nessuno dei due ha letto il libro nè sa come sia fatto!), vi specifico che sebbene il ricavato della vendita del libro andrà in beneficenza (come è scritto a pag. 215) sarò contentissimo se si potranno vendere numerose copie dello stesso! Non solo ne riceveranno sollievo le missioni cattoliche cui io e l'editore abbiamo deciso di devolvere i proventi, ma credo sia giusto e sacrosanto che i fedeli sappiano quello che è accaduto lì, a San Giovanni Rotondo. E mi auguro che Padre Pio voglia assistere questa piccola opera di verità con il suo paterno aiuto, anche quando i suoi confratelli mancano di carità e ricorrono al discredito ad personam per schivare i contenuti.
Intanto vi propongo questa intervista apparsa su Tempi in edicola questa settimana!

di Valerio Pece

Laurato in Filologia classica, innamorato di tutto ciò che è cultura ellenica tanto da parlare correntemente il greco, è stato capace di trascinare nell’avventura dell’Appello al Papa per un’arte autenticamente cattolica mostri sacri come Nikos Salingaros e Martin Mosebach, oltre a illustri teologi, vaticanisti e docenti universitari. Tutti affascinati dall’impeto selvaggio e dal pensiero colto del giovane cavaliere, strenuo difensore della bellezza e dell’ordine classico.
Da pochi giorni è uscito il suo nuovo libro, “Il mistero della Chiesa di San Pio” (ed. Settecolori) in cui il giovane filologo conclude un’indagine durata anni sulla chiesa progettata da Renzo Piano a San Giovanni Rotondo.

Dottor Colafemmina, nel sottotitolo del suo nuovo libro si legge: “Coincidenze e strategie esoteriche all'ombra del grande Santo di Pietrelcina", perché questa indagine?

Tutto è nato da un semplice viaggio a San Giovanni Rotondo. Da devoto di Padre Pio, nel maggio 2007 mi recai lì per una visita al santo, ma una volta entrato nel nuovo tempio sono dovuto fuggire, letteralmente spaventato. Ricordo poi che sentii un profondo richiamo da parte di San Pio. La notte non dormii e il giorno seguente ripartii subito alla volta di San Giovanni Rotondo. E’ così che è iniziata la mia inchiesta, che tra l’altro ho sempre sottoposto in Vaticano. A Mons. Piacenza, allora Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, e al Cardinal Josè Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi.

E cosa è emerso dalla sua inchiesta?

E' affiorata pian piano la percezione di un chiaro programma. Quella chiesa con tutte le sue stravaganti opere d'arte doveva avere uno scopo diverso da quello che ci si attende da un luogo sacro. Così, nel corso della ricerca, non ho potuto fare a meno di imbattermi nella presenza della massoneria.

Cosa l’ha turbata in quella chiesa?

Innanzitutto va detto che chi entra in quel tempio prova un senso di straniamento, e ciò per l’assenza di connotati tipici di un luogo di culto. E’ proprio da qui che bisognerebbe partire, da questa impressione riscontrata in maniera direi “oggettiva” da migliaia di fedeli, persone prive di pregiudizio ed esperienza nel riconoscere simbologie a-cristiane.

Proviamo a fare virtualmente il percorso del fedele che si appresta ad entrare nella nuova chiesa.

Anzitutto il viale che conduce al santuario non collega all’ingresso della chiesa, che è invece sul “retro” del santuario. Il fedele viene indotto ad entrare in chiesa in un modo nuovo, inusuale, a mo’ di “percorso di iniziazione”. Eccolo quindi dinanzi al portale: cosa rappresenta quel capretto con le gambe spezzate? Esiste nella simbologia cristiana? E quella stella a cinque punte? Sarebbe interessante saperlo.

Superato l’ingresso?

Chi entra viene accolto da due colonne sormontate da volti umani, misteriosi, colonne piene di simboli assolutamente inintelligibili. Il fedele cerca poi il tabernacolo ma.. non lo trova. Deve prima rintracciare e poi entrare nella “Cappella dell’Adorazione”, uno spazio a forma di triangolo in cui non c'è altro che una stele di pietra nera, una sorta di totem dedicato ad un Dio oscuro, nascosto e senza volto. L’esatto contrario del Dio cristiano. Ciò che più rattrista, poi, sono le formelle del tabernacolo: che ci fa una colomba nella scena della moltiplicazione dei pani e dei pesci? Non ve n’è traccia nella scrittura. E il gatto ai piedi del banchetto pasquale? E quel Cristo con una bandana al posto della corona di spine, e con le mani rivolte verso il basso? Potrei continuare ancora molto. Ecco, nel libro tento di documentare il vero significato di questa e altra simbologia.

L’altare?

Anche questo ha una forma esoterica: è una piramide rovesciata con il culmine al di sotto dell’altare. Alzando lo sguardo non va meglio. C'è il grande arazzo di Robert Rauschenberg, l'esponente della Pop Art americana scomparso nel 2008. Colui che ha sbeffeggiato il cristianesimo in chiave demoniaca nell'opera "Monogram", in cui un caprone che rappresenterebbe il Cristo intrappolato in uno pneumatico di automobile.

L’arazzo però rappresentata l’Apocalisse. O no?

Oppure una parodia dell’Apocalisse? Il protagonista dell’arazzo è indiscutibilmente il drago. Col suo Giudizio Michelangelo, per citare un esempio di immediata comprensione, non è stato certo equivoco: Cristo Giudice era bene al centro. Qui la stessa Vergine ha un ruolo marginale, il suo piede non schiaccia la bestia, piuttosto sembra difendersi, certo non la sconfigge. Dov’è Cristo Vincitore? Dov’è l’Arcangelo Gabriele? Non ci sono. C’è solo il rendere onore ad un terrificante drago rosso a sette teste che si erge - si badi bene - al di sopra della stessa Gerusalemme Celeste, stranamente posta non sopra ma sotto di lui.

Contempla la possibilità che con la sua indagine abbia preso il classico granchio?

In tutta onestà debbo dirle che i miei studi sono stati giudicati credibili sia da esponenti del mondo ecclesistico che da massoni professi a cui è stata chiesta una valutazione. Ciò detto però non sarebbe ragionevole escludere totalmente che io mi sia sbagliato, che tutta la mia analisi sia errata. Paradossalmente, però, la domanda più importante resterebbe in piedi: perché un cattolico totalmente estraneo alle dottrine esoteriche e alchemiche finisce per riscontrare in quelle che dovrebbero essere opere d'arte sacra dei simboli esoterico-massonici? Dov’erano i “controllori” dell’edilizia sacra mentre si realizzava un’opera dai connotati così ambigui?

Il 19 aprile si è aperto un nuovo capitolo. Le reliquie del santo, dopo 42 anni, sono state traslate da Santa Maria delle Grazie alla cripta della nuova chiesa, cripta che per la sua sontuosità non ha mancato di creare, uso un eufemismo, qualche perplessità.

Da devoto del Santo non posso fare a meno di notare la lenta e inesorabile trasformazione del Santuario in una sorta di circo!
La nuova cripta d’oro, che sarebbe certamente piaciuta a Ramses II o a Tutankhamon, è solo l’ultimo atto. Basterebbe leggere le volontà disattese di Padre Pio, come quella contenuta nel suo testamento dell’agosto 1923: “esprimo il mio desiderio che, ove i miei superiori non si oppongano, le mie ossa siano composte in un tranquillo cantuccio di questa terra”. Non esattamente sotto volte d’oro e pietre preziose, quindi.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo che per arrivare alle conclusioni serva una conoscenza della (demenziale) simbologia massonica, e ricordarsi che non lascia niente al caso.
Non ho letto libro di Francesco. Nella ricostruzione di C.V.
possono magari esserci delle imprecisioni ma credo sia comunque un valido (ed inquietante) riferimento.

Anonimo ha detto...

Buondì! Di buon mattino sono andato a leggermi ciò che dice a Pontifex Stefano Campanella. Lo reputavo un ragazzo più giudizioso e attento alla realtà dei fatti. L'accusa rivolta a lei Dott. Francesco è decisamente offensiva e priva di quella carità cristiana (o francescana) e prudenza che ci si aspetterebbe da chi opera, lavora, s'impegna e ...guadagna in quel di San Giovanni Rotondo. Dire che il suo libro e il ricavato di questo la faranno arricchire...fa ridere anche i miei cagnolini!! Campanella è sceso proprio in basso, peccato, poteva essere invece una feconda e veritiera occasione di porsi in un atteggiamento di ascolto prima, di verifica poi e di seria valutazione dopo su quanto da lei scritto nel suo libro. Ovviamente lei Dott. Francesco non ha affatto accusato i frati di essere dei massoni, ha solo riportato ciò che è frutto non solo dei suoi studi (e credo che non siano solo "vaghe impressioni", vero?)ma che molti devoti e pellegrini, molti dei quali non sanno nemmeno cosa significhi esoterismo o massoneria, hanno intuito e...attenti al buon fiuto dei pellegrini! Attenti! Già circolano malumori tra noi devoti del santo per la "nuova chiesa" e la traslazione del corpo del santo.
Nessuno, credo, attacchi o reputi quei frati dei massoni, ma ingenui e sempliciotti sì, ma anche furbetti...tant'è che a noi devoti ci han preso per il naso..a tutti!
Campanella farebbe molto bene a riflettere pacatamente e liberamente il pensiero altrui, anche se lui o i suoi "superiori in saio" non condividono "quei pensieri o studi di altri" sulla chiesa di Piano. Vi risulta che a San Giovanni Rotondo piaccia quella chiesa? Non piace, appunto, ma sempre "dall'alto" han deciso di costruire una parrocchia in una zona nuova e periferica di San Giovanni che..tanto ricorda stranamente l'opera "santa e bella" di Piano..(mons. D'Ambrosio il sommo regista!): e la gente sta a guardare.......
Coraggio dott. Francesco..., e poi il suo libro non è ancora in libreria.., Campanella come ha fatto a leggerlo in anteprima?
Mah.
Roberto C.

evergreen ha detto...

Ho ordinato il libro ieri. Lo leggerò con interesse.

Anonimo ha detto...

Caro Robero, a proposito di Stefano Campanella dici: Lo reputavo un ragazzo più giudizioso e attento alla realtà dei fatti.
Così l'ho considerato anch'io fino a pochissimo tempo fà.
Purtroppo non va dimenticato che lui "sta coi frati e zappa l'orto"

Anonimo ha detto...

Nei miei pensieri ho sempre avuto in mente di poter avere come collaboratore Stefano Campanella, ma dopo le ultime sortite il pensiero è svanito.

Anonimo ha detto...

Sulla volta d'oro io forse non sono d'accordo..

Non ho nulla contro l'uso di materiali preziosi nelle Chiese, anzi..

Comunque, dove è possibile trovare delle foto delle cose di cui lei parla (stella a 5 punte, capretto con gambe spezzate e cosi via)?

Poinque comu anche a me le Chiese moderne generalmente non piacciono!

Caterina63 ha detto...

Dai su! Campanella è solo un PORTAVOCE...evitiamo di "attaccarlo"...o dice ciò che si è stabilito con i frati CONSAPEVOLI dei fatti (mettendo al riparo dal discretare tutti i Frati inconsapevoli perchè non sarebbe giusto!) oppure cambia mestiere....^__^

Il sig. Campanella e gli altri frati coinvolti, dovrebbero, con tutta onestà prendere, per esempio, a pag.63 del libro e rispondere alla seguente osservazione che naturalmente pongo io, semplice lettore, leggendo certo resoconto:

l'autore del libro, riportando per altro con dovizia di prove, testi e affermazioni di fatti avvenuti, sottolinea come Valenziano il 18.2.del 1996 OBBLIGA i Frati Cappuccini alla ELIMINAZIONE DEL CROCIFISSO....scrive Valenziano:
" in seguito alla riforma liturgica NON E' NECESSARIO CHE LA CROCE DELL'ALTARE ABBIA IL CROCEFISSO...
(andatevi a leggere la lettera riportata nel testo), tale lettera, con lo giustificare l'eliminazione del Crocefisso e dunque L'OBBLIGO DELLA CROCE VUOTA SULL'ALTARE, appeso...(di stampo marcatamente protestante) viene così smentito da Pio XII nella MEDIATOR DEI, enciclica per altro riportata INTEGRALMENTE da Benedetto XVI nel libretto Liturgico dato ai fedeli per la Messa che lui stesso celebrò due anni fa...
e smentito da Benedetto XVI oggi che sta chiedendo di rimettere il Crocefisso sull'altare al centro, IL SUO CENTRO...

L'autore riporta il passo di Pio XII che dice:
" Così, per fare un esempio, è fuori strada chi vuole restituire all'altare l'antica forma di mensa; chi vuole eliminare dai paramenti liturgici il colore nero; chi vuole escludere dai templi le immagini e le statue sacre; chi vuole cancellare nella Raffigurazione del Redentore crocifisso i dolori acerrimi da Lui sofferti...."

come può rispondere dunque Campanella e gli altri frati davanti all'evidenza dei fatti di ciò che è avvenuto in questa chiesa, così come in molte altre chiese moderne? perchè, qui sta il punto, l'autore del libro non vuole fare un processo a questa chiesa, ma AD UNA PARTE DI ARTE MODERNA IMPOSTA NELLE NUOVE CHIESE CHE DI CATTOLICO NON HA PIU' NULLA...

come giustificare il monito di Pio XII di fronte allo scempio che ci hanno imposto?
perchè di questo si tratta: DI IMPOSIZIONE...

(seguiranno altre riflessioni)

Anonimo ha detto...

Riporto un commento di Don Farinella sulla Cripta
- di Paolo Farinella, prete -



Una mia amica di Facebook ha creato una pagina contro la nuova cripta di Padre Pio da Pietralcina. Mi era sfuggita la notizia che fosse inaugurata, ma ancora di più mi era sfuggita la notizia che il nuovo «loculo» (si fa per dire) di 2.000 metri quadrati (sì, sic!), cioè l’equivalente di 25 appartamenti di 80 metri quadri. Non c’è che dire, come inno alla povertà francescana e alla supposta semplicità del festeggiato, era il minimo che si potesse fare. 2000 metri quadrati non si negano a nessuno e se poi questo loculo così discreto è tutto ricoperto d’oro massiccio e di mosaici, siamo pari e patta. Tutto è logico e tutto si tiene: il vangelo che lascia in eredità i poveri (li avrete sempre con voi), che chiede di non portare due tuniche e borse con denaro, tutto è coerente, anzi l’oro scintillante servirà da specchio per le coscienze dei frati perché vedano il nero che le copre.

I frati hanno angariato p. Pio quando era in vita, lo hanno spiato, lo hanno tradito, lo hanno esiliato, lo hanno fatto soffrire e ora gli stessi lo onorano, lo celebrano e lo seppelliscono sotto una montagna di oro massiccio che grida vendetta al cospetto di Dio. La gerarchia cattolica che ha perseguitato p. Pio imponendogli ogni sorta di sopruso e di umiliazione, fino alla proibizione della Messa, oggi come se niente fosse lo additano come modello di santità e di umiltà e di povertà. Veramente non c’è più religione!

La mia impressione è che dietro quest’uomo mite e anche strano, vi sia oggi più che mai un enorme processo di marketing, una macchina per fare soldi facili facili per ingannare chi si lascia drogare da una religione che è la negazione della santità e del buon senso. Lasciamo stare il vangelo da parte che non c’entra nulla in questo come in tanti altri affari della bottega religiosa a buon mercato, anzi a peso d’oro.

Io mi chiedo come possa venire voglia di pregare in una cripta d’oro massiccio e chi è quell’imbecille che possa pensare che una cosa simile possa dare «gloria a Dio». Chi ha pensato una cosa del genere, chi crede che un simile delitto possa confondere Dio, si sbaglia di grosso perché quell’oro poteva e doveva essere impegnato per alleviare le sofferenze, nella ricerca medica, nell’aiuto ai poveri.

Nell’anno di grazia 2010, mentre migliaia di famiglie sono sul lastrico per mancanza di lavoro e altre migliaia perdono la casa per impossibilità di onorare gli impegni ipotecari; mentre una miriade di miriade di giovani sono senza lavoro e senza futuro, mentre bambini, uomini e donne muoiono di fame, letteralmente anemici e disidratati, mentre la chiesa cattolica manda gli spot per la raccolta dell’8x1000, mettere su una cripta d’oro massiccio per onorare un morto, già decomposto visto che è deceduto nel 1968, è un insulto a Dio, alla fede, alla dignità dei poveri, a San Francesco e allo stesso p. Pio.

Un nuovo vitello d’oro è nato e così chi è aduso a fare orge di religione a buon mercato, può andare con tranquilla coscienza a farsi fotografare nella cripta d’oro di p. Pio, stando attento però a che tutto quell’oro non gli accechi l’anima. Quando la religione si trasforma in mercato delle vacche, tutto è possibile, anche che Dio non esiste, come afferma lo stolto del salmo. Personalmente prendo un impegno per la vita: non sono mai stato a San Giovanni Rotondo e mai andrò perché non credo in quei fenomeni che vogliono fare passare per straordinari e non credo nelle apparizioni. Mi basta e avanza Gesù Cristo e credetemi, ne avanza anche tanto.


http://temi.repubblica.it/micromega-online/cripta-doro-per-padre-pio-don-farinella-non-ce-piu-religione/

Roberto ha detto...

perchè di questo si tratta: DI IMPOSIZIONE...
Brava Caterina
Ci dovremmo rifiutare, di frequentare questi luoghi di culto, ma purtroppo siamo in pochi.
Per questo apprezzo moltissimo, il Lavoro di Francesco, e spero che continui, e noi lettori di questo blog dobbiamo essergli vicino, e non lasciarlo solo alla prima difficoltà.

Caterina63 ha detto...

Caro anonimo....francamente non sono affatto d'accordo SULLE MOTIVAZIONI esposte da don Farinella per controbattere la questione di cui stiamo trattando...

L'argomento non può essere trattato facendo il paragone di spazio... tutte le Chiese necessitano di SPAZI che potrebbero contenere appartamenti, ma che ragionamento è mai questo? don Farinella dove celebra la Messa, in un appartmaneto?
ma per favore!!

e neppure la "montagna d'oro"...
con oro e metalli preziosi si può e si deve venerare il santo e adorare Dio...

Il punto è un altro: l'uso che se ne è fatto (di spazio ed oro) IN UN'ARTE CHE DI CATTOLICO NON HA NULLA...e dove chi ci ha rimesso è proprio il Santissimo Sacramento, il Tabernacolo....

Inoltre don Farinella fa l'eretico... lì non si venera UN MORTO, MA UN SANTO...e mi fa specie che egli non sappia la differenza che c'è fra un corpo canonizzato e uno NON... c'è scritto anche nel Diritto Canonico...

E' meglio anche specificare che il libro di Francesco in questione, non ha nulla a che spartire con le critiche da lui mosse da quelle di don Farinella...siamo decisamente agli antipodi...
eh!
^__^

don Farinella NON PORTA ARGOMENTI, ma critica attraverso IL SUO GUSTO DI CHIESA....il bro in questione invece analizza delle anomalie nell'arte usata per questa Chiesa, nonchè, certamente, UNO SFARZO CHE STONA CON QUANTO DESIDERAVA SAN PIO...
l'oro poteva essere usato certo MA PER IL SANTISSIMO COMPLETAMENTE DENUDATO DI TUTTO...

Montmirail ha detto...

Volpe è persona di parola e di grande onestà intellettuale, non avevo dubbi che avrebbe consentito la replica.
Certo non ci sei andato leggero, ma bando alle ipocrisie. Il tizio ti ha trattato con sufficienza e tu l'hai stroncato, palla al centro e curva in delirio :-)

evergreen ha detto...

Credo che don Farinella sia molto più vicino al vangelo di tante persone che fanno finta di esserlo.
Il vangelo non è altro che la buona novella e questa novella era ed è indirizzata in primo luogo ai poveri.
Nessuno mai mi convincerà del contrario. Fin quando "l'eminente dignità dei poveri" non riceverà l'onore dovuto(e non solo a parole), il vangelo non rimarrà che lettera morta e il lievito cristiano non produrrà alcun effetto nella società.

Montmirail ha detto...

Farinella di qua, Farinella di là, manco fosse l'unico che si dedica ai poveri. Da bravi , andate a celebrarlo su Micromega, si sta parlando di un'altra cosa, se interessa bene, se no ciccia.drazil