mercoledì 23 giugno 2010

ED ECCO COME I VESCOVI SEGUONO LE NORME DEL PAPA!


di Francesco Colafemmina

Vi avevo chiesto di "risvegliarvi", cominciando a criticare la pedissequa applicazione di pseudo-norme di adeguamento liturgico che rischiano di deturpare quegli scampoli di bellezza che ancora permangono nelle nostre antiche chiese. Ebbene, qui di seguito potrete scoprire quanto spesso sia inutile combattere con le Diocesi che partono da un pregiudizio di fondo: l'adeguamento è una necessità dettata dal Concilio!

Veniamo dunque all'esempio. Qualche giorno fa leggevo di un adeguamento liturgico avviato a Cassano sullo Ionio, in Calabria. Si tratta della Cattedrale della cittadina situata ai confini fra Calabria e Basilicata. Leggiamo dunque dall'autorevole Gazzetta del Sud, quotidiano sul quale il Vescovo di Cassano allo Ionio, Mons. Bertolone, scrive spesso suoi editoriali:


"Inizieranno a giugno, sono già interamente finanziati, dureranno non più di tre anni, si tradurranno in interventi di consolidamento e adeguamento liturgico.secondo il progetto commissionato dalla Curia cassanese ed elaborato dall’architetto aquilano Sestilio Frezzini che l’iniziativa ha presentato proprio nella Chiesa madre, insieme al vescovo, monsignor Vincenzo Bertolone, davanti ad oltre 400 tra fedeli e sacerdoti provenienti da tutta la diocesi.
L’esecuzione degli interventi programmati, la cui realizzazione sarà affidata con regolare gara d’appalto, sarà finanziata dalla stessa diocesi, dalla Presidenza del consiglio dei ministri e dalla Regione, con 3 milioni di euro. I cantieri apriranno i battenti già a giugno, per completare la loro opera nell’arco dei successivi tre anni.
Previsti il rifacimento del tetto, dei pavimenti e degli impianti luce ed audio, il consolidamento delle strutture murarie, il recupero di affreschi e mosaici, l’eliminazione delle infiltrazioni di acqua piovana, la riqualificazione della cripta, il restauro del coro ligneo, la revisione dell’organo."

Aggiunge l'articolista questo particolare:

"Nel corso del dibattito seguito alla presentazione del progetto (che ha già incassato tutte le necessarie autorizzazioni), sono stati affrontati anche i punti alla vigilia ritenuti più delicati, come il trasloco in altra cappella del trono vescovile e, soprattutto, la sorte dell’altare marmoreo che oggi taglia il presbiterio.
L’altare, come prevede il progetto, sarà lasciato nella sua odierna posizione, ma non s’esclude che in corso d’opera possa essere sistemato in una cappella laterale, onde favorire l’acquisizione, da parte della Cattedrale, di una maggiore spazialità e profondità, nel solco delle indicazioni liturgiche dettate dal Concilio Vaticano II.
Eventualità, del resto, auspicata con vigorosi applausi dai presenti e dai tanti che hanno preso parte ad un confronto che, a parte qualche perplessità tradottasi in quesiti che hanno trovato pronta risposta, non ha fatto registrare dissensi o voci contrarie."

D'altra parte il sito di informazione Sibari.info sceso subito a strenua difesa degli adeguatori liturgici chiarisce:

"L'architetto aquilano Sestino Frezzini (autore di una monografia dal titolo "Basilica di San Pietro in Vaticano" edita da ATS e facente parte della collana "Minimonografie dei luoghi d'arte") progettista e direttore dei lavori, ha illustrato con dovizia di particolari i diversi aspetti delle modifiche che saranno apportate. Da quanto si è capito il trono verrà "smontato", si toglierà la balaustra frontale e quelle laterali verranno spostate verso l'esterno, l'altare dovrebbe rimanere, ma, a questo punto, venendo a mancare di funzionalità, sarebbe forse meglio se venisse anch'esso smontato e magari collocato in un'altra zona della stessa cattedrale."

Senza andare oltre nei commenti, e lasciando il giudizio ai lettori, propongo pertanto lo scambio epistolare avvenuto tra me e la Diocesi di Cassano allo Ionio:

Email inviata da me al Vescovo, a info@diocesicassanoalloionio.it e al dipartimento beni culturali della stessa diocesi il 14 Giugno 2010:

Gentile responsabile dei BB. CC.,

Le scrivo in merito al progetto di adeguamento liturgico della Cattedrale di Cassano Jonico. Da quanto letto sui comunicati ufficiali che annunciavano tale progetto, si tratterebbe di “adeguare” il presbiterio dell’antica chiesa, secondo quanto stabilito dalla riforma liturgica del Concilio Vaticano II.

Mi permetto quindi di chiederLe quali sarebbero le norme prescritte dal Concilio Vaticano II e in quale testo, documento o atto conciliare sarebbero contenute suddette norme.

Se il riferimento è al regolamento o nota pastorale della CEI del 1996, faccio sommessamente notare che non trattasi di “norma prescritta dal Concilio” e che comunque una nota pastorale della CEI passa in secondo piano rispetto ad un atto del magistero petrino, come l’esortazione postsinodale
Sacramentum Caritatis del 2007.

In questa esortazione apostolica c’è scritto quanto segue:

Cap.69 “
È necessario pertanto che il luogo in cui vengono conservate le specie eucaristiche sia facilmente individuabile, grazie anche alla lampada perenne, da chiunque entri in chiesa. A tale fine, occorre tenere conto della disposizione architettonica dell'edificio sacro: nelle chiese in cui non esiste la cappella del Santissimo Sacramento e permane l'altare maggiore con il tabernacolo, è opportuno continuare ad avvalersi di tale struttura per la conservazione ed adorazione dell'Eucaristia, evitando di collocarvi innanzi la sede del celebrante.

Se dunque è opportuno conservare l’altare maggiore e farvi permanere il tabernacolo ed inoltre è opportuno evitare di posizionarvi dinanzi la sede del celebrante, riesce difficile comprendere perché vada scompaginato questo ordine architettonico e liturgico, in nome del concetto di “profondità e spazialità” che non mi sembra sia riportato in alcun tipo di istruzione concliliare.
Il progetto di adeguamento liturgico della Cattedrale di Cassano Jonico è dunque in contrasto con l’Esortazione Apostolica di Sua Santità Papa Benedetto XVI?

In attesa di un Suo gradito chiarimento in merito Le preciso che la mia richiesta non nasce da pura e semplice curiosità, bensì dalla consapevolezza che i fondi utilizzati per demolire le balaustre e l’altare maggiore di un pregevolissimo luogo di culto cattolico, provengono sia dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che dall’8 per mille. Dunque la consideri pure una richiesta di un contribuente dello Stato italiano che versa l’8 per mille alla Chiesa Cattolica ed è particolarmente fedele a Sua Santità Papa Benedetto XVI che, non a caso, nel restaurare la Cappella Paolina in Vaticano non ha costruito altari posticci né cancellato le tracce del passato glorioso dell’arte e dell’architettura sacra, ma ha mantenuto tutto com’era, pur continuando a celebrare secondo il Novus Ordo. Si potrà obiettare che la Santa Sede non è l’Italia, dunque non ricade nel territorio di pertinenza delle norme CEI, ma risulta quantomeno spiacevole che le singole diocesi d’Italia seguano poco il loro unico e sommo pastore, Vicario di Cristo in terra.
La ringrazio anticipatamente. In Cristo,

Francesco Colafemmina


Risposta pervenuta il 17 Giugno 2010 dall'indirizzo info@diocesicassanoalloionio.it e (udite udite) non firmata:

Ci si meraviglia e si resta stupiti perché non sappiamo da dove abbia appreso tali notizie.
Non sarà abbattuto nessuna balaustra e nessun altare.
Ci complimentiamo per tanto zelo.
Distinti saluti



Ulteriore email da me inviata il 17 Giugno 2010. Naturalmente attendo ancora una risposta:

Gentilissimi,

Non credo ci sia da restare stupiti di nulla. Le circostanziate cronache dei giornali parlano di un adeguamento liturgico del presbiterio con lo spostamento del trono vescovile, lo spostamento dell’altare o comunque un suo “adeguamento” e l’ampliamento in profondità e spazialità del presbiterio.

Vi pregherei di leggere questi articoli pubblicati sui quotidiani:

http://www.cassanoalloionio.info

http://www.lauropoli.it/asp/det_notizie.asp?IDNotizia=8308

http://www.sibari.info/index.php?option=com_content&task=view&id=1603&Itemid=58

Visto che tutti i comunicati stampa della Gazzetta del Sud (quotidiano fededegno visto che vi scrive anche Sua Eccellenza Reverendissima) parlano di lavori di adeguamento “comandati” dal Concilio Vaticano II, nasce spontaneo chiedersi cosa il Concilio Vaticano II abbia comandato nell’ambito dell’architettura sacra e dell’ “adeguamento” delle antiche chiese al culto divino.

Sono lieto del fatto che nessuna balaustra e nessun altare sarà abbattuto, ciononostante continuo a credere che lo spostamento del tabernacolo e la collocazione della sede del celebrante dietro l’altare sia in contrasto con quanto auspicato da Papa Benedetto. Spero di essere smentito in tal senso e che il tabernacolo resti dov’è così come la sede vescovile, ma se così fosse allora in cosa consisterebbero questi adeguamenti “comandati” dal Concilio Vaticano II?

Grazie per la pazienza e la comprensione,
In Cristo,

Francesco Colafemmina

13 commenti:

Antonio ha detto...

Sembra proprio quello che vogliono fare alla cattedrale di Monopoli! Ci sarà mica lo zampino di Crispino Valenziano?

Anonimo ha detto...

Il totalitarismo laicista
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=947

m

Anonimo ha detto...

Credo che questa sia una tecnica da seguire in tutti questi casi. Invitiamo chiunque abbia notizia di abusi simili ad incalzare i responsabili!!!

PR

Anonimo ha detto...

Mi permetto di suggerire che questi dossier siano inviati alla Congregazopne per il culto divino, chedendo espressamente che i progetti di ristrutturazione siano vagliati acon attenzione allo scopo di evitare la violazione delle norme liturgiche (quelle vere) e lo scempio dei tesori di arte e di fede delle chiese cattedrali in questione.

Anonimo ha detto...

Anch'io mi associo nel pregarti Francesco, affinchè tu invii la documentazione seduta stante alle varie commissioni pontificie tra le quali magari Ecclesia Dei e magari per mezzo di un qualche Monsignore che conosci. Soprattutto ti ringrazio per il bene che queste iniziative di denuncia portano e porteranno alla Chiesa e a tutti noi. Ti incoraggio a continuare
così. Davide Marangoni

Areki ha detto...

Caro Francesco vai avanti in questo prezioso lavoro di denunzia..... io povero prete di campagna ti posso sostenere con la preghiera e il mio ricordo nella santa Messa....
don bernardo

Andrea ha detto...

Posso introdurre la mia consueta valutazione storico-geografica ? C'è un'evidente continuità fra le "riforme" promosse dall'alto in ambienti meridionali e l'ottocentesca designazione del Regno delle Due Sicilie a terra di conquista e di spoliazione da parte delle potenze massoniche (Inghilterra e Piemonte). Lì, soprattutto lì bisognava "fare gl' Italiani", e 150 anni dopo si continua a scandalizzarsi per la non recezione del "verbo" modernista da parte della popolazione (bollata come irredimibile)

Anonimo ha detto...

Mah! mi verrebbe da dire che schifo.
Purtroppo le soprintendenze ai beni architettonici e gli architetti.....
Le norme però prevedono comunque la conservazione delle opere e quindi se le spostanto (?) dove le collocheranno? faranno ex novo una cappella? Non possono venderle se non con varie autorizzazioni.
Ma anche qui al nord vedo un gran spostamento di balaustre "per permettere ai fedeli di sentirsi più vicini, di partecipare attivamente..".
Dott. Colafemmina che cosa si può fare?
non ascoltano i fedeli proprio no.
Annamarilù

Anonimo ha detto...

intanto guardate che succede sul cielo di San Giovanni Rotondo:
http://www.youtube.com/watch?v=9Fk2HiV6q5Q&feature=player_embedded#at=82

Anonimo ha detto...

Tanto per consolarci, vi invito alla visione dellla consacrazione del nuovo altare alla ex certosa bolognese per mano del....card. Cafarra e sempre con le solite motivazioni: "adeguamento liturgico"! Su Gloria Tv potrete vedere in nuovo altare e come questo mal si adegua all'ambiente circostante.
Siamo alla follia!

Areki ha detto...

Anche io sono stato scandalizzato dal "cubo" benedetto dal card. Caffarra a Bologna. Penso che il cardinale non sia direttamente responsabile dello scempio..... sono le "mode" liturgiche che in Italia ancora vanno avanti nonostante che non siano avvallate da nessun documento ufficiale recente della Santa Sede, vi sono solo istruzioni della CEI in disaccordo con la legge generale della Chiesa.....
E' lo spirito satanico che cerca di distruggere il sacro in chiese antiche.....
Occorre che la Santa Sede emani un documento che ponga fine a questi scempi comminando sanzioni severe.....
don bernardo

Piero61 ha detto...

Buonasera a tutti
sono tornato dalla licenza, trascorsa con moglie, figli e nipote in Val Maira (CN).
Tra le tante escursioni(nonostante le pessime condizioni metereologiche), siamo andati anche al Colle Intersile (2100.slm). Al ritorno ci siamo fermati per la Santa Messa a Marmora: Chiesa dedicata a S.Massimo, tutta in legno e pietra, pavimento di legno, altari di legno, affreschi risalenti al 1300/1400. La Messa è stata celebrata da Padre Sergio, semi eremita della Val Maira, che ci ha invitato a fare merenda da lui, offrendoci focaccia dolce e caffè. Vive da solo (un giovane ogni tanto lo aiuta), ha il suo orto, le galline, i suoi monti e.......55.000 libri!
Speraimo che il "vescovo" di Bologna e, quelli descritti nell'articolo non capitino mai dalle parti della Val Maira.
Saluti
Piero e famiglia

Andrea ha detto...

Per Piero61, assicurandolo del mio spirito assolutamente non polemico, bensì descrittivo delle atmosfere culturali: conosco bene il Piemonte, nel quale ha preso piede la bizzarra alchimia sabaudo-massonica e oggi nichilistico-scientista. Un prete come quello di cui ci parli certamente non ha tendenze nichilistiche, ma altrettanto certamente porta agli estremi lo spirito di ritrosia montanara, che non è lo spirito cattolico, basato sulla confidenza e sulla normalità dei rapporti umani.
Per essere didascalici: la Chiesa è comunità di marinai ("Duc in altum"), non di montanari, a meno che i montanari esprimano una loro forte socialità