domenica 27 giugno 2010

MILIONI AD ARCHITETTI CHE COSTRUISCONO CHIESE DELL'ORRORE (E NON SOLO)?.. SGARBI DIREBBE: "IN GALERA!"


di Francesco Colafemmina

Leggo dall'interessante sito francese Perepiscopus che nella cittadina d'oltralpe di Créteil, si intende realizzare una chiesa orripilante per la modica cifra di 9 milioni di euro. Certo, prima non erano messi meglio, vista la chiesa che attualmente sorge laddove vorrebbero costruire la nuova cattedrale:


Per raggranellare denari, tuttavia, Mons. Michel Santier ha sbagliato strategia: ha deciso di lanciare un sito internet promozionale... mentre avrebbe dovuto affidare l'opera al Renzo Piano, al Fuksas, al Botta della situazione! Solo l'archistar consente di avere ricadute d'immagine tali da invogliare i fedeli a sborsare denari per la realizzazione di nuovi esaltanti spazi poco sacri ma molto cari.


La cozza di Créteil o il conchiglione (gustosissimo tipo di pasta) non ha nulla da invidiare al cubo di Fuksas, all'altra cozza di Renzo Piano, alla lumaca dell'Aquila, alla sfera di Gibellina o alla vela (sempre un po' cozzacea) di Richard Meier e ai loro tanti fratelli e sorelle, aborti architettonici di firme meno note ma non meno pacchiane capaci di creare testimonianze vive dello stato confusionale della Chiesa e della società nella nostra contemporaneità.

Non c'è nulla da aggiungere alla visione del conchiglione, se non forse che la pasta andrebbe mangiata e non usata quale modello per la forma di una chiesa!


Certo, recentemente anche l'architetto spagnolo Ignacio Vincens si è ispirato, come ha giustamente ricordato Dom Winfrid sul blog Motu Proprio, ad un famoso mezzo di trasporto usato in Star Wars sul fantastico pianeta Tatooine dalla razza Jawas: il sandcrawler! Ma non si è fermato qui... Ha anche rilasciato questa intervista a El Pais (quotidiano notoriamente cattolico), nella quale - fra l'altro - afferma quanto segue:


Ciò che mi preoccupa in quanto cattolico e in quanto architetto è restituire alla Chiesa il ruolo che ha sempre occupato: l’avanguardia dei movimenti artistici”, dice Vicens. I templi più moderni si sono costruiti nel dopoguerra, argomenta, ma dopo il Concilio Vaticano, “quando si ebbe l’opportunità di rivoluzionare l’architettura sacra, parte della Chiesa si spaventò”. La paura fa parte, insieme all’odio e all’ignoranza, di ciò che egli chiama la “triade castrante”. “Io, con la paura di ciò che diranno, mi fumo un sigaro”, taglia corto. Con i due parroci ha avuto fortuna: “Sono interessati all’architettura e sono molto open minded”. L’aggettivo in inglese (di vedute aperte) è uno degli intercalari ricorrenti dell’architetto. L’altro è “mummia” come in: “Non possiamo fare del cattolicesimo un ghetto di mummie”. Esperto "di punta" della liturgia”, ha impiegato il Concilio come programma. “Il tempio è il luogo in cui il popolo di Dio celebra gioiosamente i misteri della redenzione”, recita a memoria. “Vale a dire, uno spazio comunitario e allegro, non un luogo sinistro”.


Mah... no comment!

Anzi, lascio qualche considerazione a Vittorio Sgarbi che ha commentato un po' rudemente ma con grande efficacia questa moda malsana di commissionare estrose porcherie milionarie ad archistar incapaci e boriose. Tra queste ha anche citato l'irakena Zaha Hadid, che nella foto qui sotto vedete immortalata durante l'incontro del Papa con gli artisti in Cappella Sistina lo scorso 21 novembre, lì convocata da S.E. Mons. Ravasi e dal fido Mons. Iacobone.



Che dire? Avrà ragione Sgarbi?

18 commenti:

Anonimo ha detto...

In questa occasione ha ragione Sgarbi.

Pietro Pagliardini ha detto...

Caro Francesco, con sensibilità e interessi diversi, siamo in tanti a lamentarci della bruttezza dell'architettura e dell'arte sacra, e dell'architettura in genere, della perdita del rapporto con la figura umana e della deriva astrattista e aniconica, delle follie economiche e architettoniche delle gerarchie ecclesiastiche, insomma del brutto che avanza.
Che fare?
Perché non facciamo una iniziativa di una settimana in cui tutti i blog interessati a questo tema, e non sono pochi, pubblicano lo stesso, identico post?
Tu potresti scriverlo, in modo tale che sia il più condiviso possibile, cercando cioè di trovare i punti in comune ed evitare che elementi di dettaglio possano dividere, magari prendendo contatti con altri che conosci, ad esempio Ciro Lomonte, tu potresti anche tradurlo in più lingue in modo che sia possibile estenderlo anche oltre confine.
Per una settimana, almeno, ci sarebbe una sola voce e credo che qualcuno potrebbe riflettere, almeno un po'.
Cerchiamo di sfruttare la rete per le sue potenzialità.
E' solo un'idea buttata là che può essere certamente perfezionata.
Ciao
Pietro

mic ha detto...

io ci sto

Maria ha detto...

bhè, dopo lo schifo nel vedere quelle strane forme, l'appetito nell'osservare le conchiglie pasta...mi sono fatta quattro sane risate (amare, ma sempre risate), con la foga sgarbiana...sacrosantamente vera....Buona Domenica!

Caterina63 ha detto...

La chiarezza di Sgarbi, dice tutto!!!!

^__^

Andrea ha detto...

Viva la pasta-conchiglioni !!
C'era una canzone degli anni'50 che diceva "mangi roast-beef, bevi solo frappé", esprimendo perfettamente la fuga da se stessi (Italia centro del Mediterraneo) per assumere le pose chic dei vincitori della guerra. Su tale via si è arrivati al disastro odierno: invocare tremando un presunto JetSet "internazionale" per essere "sprovincializzati", naturalmente a suon di milioni di
euro.
Ricordo la citazione di Veneziani che introducevo tempo fa: l'Italia
può solo esportare gemme o importare letame - tertium non datur. Naturalm per poter esportare gemme bisogna estrarle e
raffinarle in patria, lavorando insieme, e non l'uno a ostacolare l'altro.

Fabrizio ha detto...

Grande Sgarbi, ma bene anche il pubblico che lo ha applaudito. Boicottare il brutto è un dovere. La parrocchia cui appartengo territorialmente fa capo a un garage di cemento che chiamano chiesa. Non so nemmeno come sia fatta dentro. Hanno preferito costruire quel bunker piuttosto che restaurare una chiesa del '500 che sta a 1 km.

Se la chiesa corrisponde alla Chiesa, io non vi appartengo.

Anonimo ha detto...

Igancio Vicens es miembro numerario del Opus Dei.

Simplemente es un dato, pero significativo. Los miembros más preclaros de la Obra han perdido de vista el sentido litúrgico, el sentido de la belleza y la imprescindible unión de ambas para llevar a los hombres a Dios más fácilmente.

Una pena.

Anonimo ha detto...

«Per te, che desideri formarti una mentalità cattolica, universale, ne trascrivo alcune caratteristiche:
ampiezza di orizzonti, e vigoroso approfondimento di ciò che è perennemente vivo nell'ortodossia cattolica;
anelito retto e sano mai frivolezza di rinnovare le dottrine tipiche del pensiero tradizionale, nella filosofia e nell'interpretazione della storia...;
una premurosa attenzione agli orientamenti della scienza e del pensiero contemporanei;
un atteggiamento positivo e aperto di fronte all'odierna trasformazione delle strutture sociali e dei modi di vita».
Josemaría Escrivá, "Solco", punto 428.

Il problema di Ignacio Vicens y Hualde è l'interpretazione di questo punto. Mai il Fondatore dell'Opus Dei ha inteso la "modernità" come un'ideologia. Aveva ampiezza di orizzonti e capacità di cogliere cosa fosse un vero progresso e cosa no. Penso sia questa la vera sfida, oggi più che mai.
Ciro Lomonte

Gianpaolo1951 ha detto...

Sgarbi ha ragione..., mille volte ragione!!!
Però la galera, non dovrebbe essere solo per certi architetti che tutto sommato fanno il loro mestiere…, ma per quelle “Eminenze” della CEI, che con l’otto per mille promuovono e finanziano questi obbrobri che a tutto assomigliano, tranne che a delle chiese “Tempio di Dio”!!!

Carla ha detto...

Quoto Giampaolo al 100%!certo Sgarbi ha un linguaggio un po'colorito,ma ha ragione da vendere. Solo che .. i soldi per fare quelle brutte chiese, dove é quasi impossibile pregare se non a occhi chiusi, sono i nostri vescovi che glieli danno!!Se non fosse che mancherei di rispetto a loro ruolo di pastori,direi quasi la stessa cosa di loro..
Coraggio Francesco, continua cosi'!

Anonimo ha detto...

Carissimo Francesco, venerdì scorso mi trovavo in una località montana per il pranzo di fine anno scolastico con i miei colleghi.
Vedendo in lontananza un edificio, decisamente brutto, in cemento e non sapendo cosa fosse, una mia collega, docente di lettere, ha detto " Così brutto potrebbe essere solo una chiesa" !
Ecco cosa è stato acquisito nell'immaginario collettivo " edificio brutto=chiesa moderna".
Con i più cari saluti
( Ti manderò alcune foto su quanto la CEM, conferenza episcopale marchigiana, ha scritto per la raccolta 8/1000 su alcune chiese nuove, pardon aule eucaristiche )
O Roma felix
Andrea Carradori

Terzio ha detto...

Io pensavo di communicare a lei la publicazione del mio scritto, ma vedo che lei ne ha scoperto nell'altro blog.

La tesi che sostengo é que tutto quello che fa l'architetto ad extra suppone una disfunzione ad intra, cioé che la fede scomposta ha come risultato una edificazione brutta e inadequata per il culto.

Saluti!

(e chiedo perdono per il mio italiano troppo incorretto)
-

Andrea ha detto...

Due brevi commenti all'arch. Lomonte (ieri ore 23.23) e a Terzio:

a) modernità come ideologia e immanentismo sono la stessa cosa. I vari Piano, Fuksas ecc. si sentono "corazzati" rispetto alle critiche anzitutto perché, secondo una visione mondanizzata della Storia della Salvezza, il solo fatto di venire DOPO i grandi maestri li dovrebbe rendere superiori agli stessi. In realtà i "figli" sono normalmente inferiori ai "padri", e solo sentendosi "nani sulle spalle dei giganti" possono veramente realizzare qualcosa

b) è vero che ciascuno dà ciò che ha, e che perciò una "fede scomposta" dà frutti deformi - però teniamo presente, anche dando uno sguardo al passato, che le edificazioni sacre non vengono partorite in primo luogo dall'architetto (né come tecnico né come credente), bensì dalla committenza e dal sentire comune del momento e dell'ambiente. Il mito dell'architetto-dio proviene direttamente dalla Massoneria (Grande Architetto...)

c) per discriminare immediatamente l'architetto-superuomo dal "maestro d'opera" di retti sentimenti, basta una cosa: l'importo della parcella che richiede.
Michelangelo pretese di non essere pagato per il lavoro alla Basilica di San Pietro

Anonimo ha detto...

"L'essenza della massoneria italiana: il naturalismo" di Padre Florido Giantulli è il piolo di frassino per tutti i massoni, architetti, geometri e muratori ... Silvano

Anonimo ha detto...

Orrende (vredo volutamente)
a meno che non sia nascosta la solita delirante simbologia massonica come nella Chiesa dedicata a San Pio.
segnalo:
- Pensiero magico ed evocazione
- I prodromi della diffusione del pensiero occulto
- La scienza della persuasione

http://santaruina.splinder.com/post/22939962#comment

m

Anonimo ha detto...

PER CHI SA IL FRANCESE.
Ho visto che nel sito promozionale della cattedrale, accolgono consigli e suggerimenti. Propongo a chi scrive in francese di inondarli di messaggi!!!!
Ecco il link:

http://www.creteilcathedrale.fr/?Vous-avez-la-parole

Anonimo ha detto...

sono un critico d'arte di modena. Anch'io contesto il modo di come vengono costruite barbaramente le chiese di oggi. Si è perso il senso della misura. Anche gli architetti a volte sbagliano, avete visto la chiesa di San Giovanni Rotondo di Renzo Piano, cosa dire più futurista di così si muore. Speriamo che le prossime chiese rispettino i canoni abiatuali di un tempo.
Antonio C.