lunedì 7 giugno 2010

RIDI RIDI CHE LA MAMMA HA FATTO GLI GNOCCHI... COL POMODORO!


di Francesco Colafemmina

Vogliamo ridere? Suvvia! Ridiamo... assieme a Pomodoro. Non quello dei pelati, bensì quello della croce "gloriosa" di San Giovanni Rotondo. E sì, il grande artista delle palle bronzee - sparse un po' dappertutto sulla terra -, il grande creatore di forme lisce e perfette nelle quali si intravvedono "smangiature" e segni di decomposizione della materia, ora si lamenta per la croce gloriosa che hanno rimosso a San Giovanni Rotondo.

E con lui ci lamentiamo anche noi!

Perché i frati cappuccini hanno deciso di rimuovere quella croce? Perché? Come si suol dire, hanno forse la coda di paglia? Prima hanno speso centinaia di migliaia di euro per commissionarla, assicurarla e issarla sull'altare piramidale e poi la cacciano in un deposito?


Però, un attimo! A quanto pare non la vogliono cacciare in un deposito, bensì vorrebbero metterla da qualche altra parte... e chiedono lumi al maestro Pomodoro per capire dove riposizionarla. E Pomodoro che fa? Si rivolge al Renzo Piano Building Workshop per avere a sua volta lumi su dove riposizionarla. Dunque, in fin dei conti, sembra che il vero responsabile dell'arredo liturgico di quella chiesa sia Renzo Piano e non la Chiesa Cattolica.


Come già rivelavo nel mio libro la croce di Pomodoro fu voluta senza crocifisso da Mons. Crispino Valenziano. Quella croce costituisce una installazione assieme all'altare. Una simile installazione Pomodoro e Valenziano l'hanno realizzata a Sciara in provincia di Palermo. Anche nel mio saggio spiego l'origine ispirata di quell'ammasso di ferraglia: il poetico Pomodoro il giorno della beatificazione di San Pio scorge il sole fra le nuvole e lì si materializza la sua croce fatta di cunei. Spiegavo però che mentre il cuneo è un elemento ricorrente delle opere pomodoriane, l'altare a forma di piramide a tutto può essere ricondotto fuorché ad un cuneo. Quell'altare ha una sua specifica pregnanza e Pomodoro può ridere quanto vuole all'udire le mie speculazioni, ricordate dal giornalista - senza naturalmente citarmi -, alla fine resta la realtà: dopo 2000 anni di cristianesimo siamo caduti così in basso da avere in un grande santuario un'altare a forma di piramide rovesciata. Cosa c'entrano le piramidi rovesciate con gli altari cattolici? Padre Pio avrebbe mai celebrato il sacrificio su una sottospecie di altare del genere?


E' inoltre estremamente esilarante che Pomodoro rammenti l'incontro in Cappella Sistina del 21 Novembre e il discorso del Pontefice contenente quell'accenno all'invisibile che si fa visibile. A tal riguardo vorrei far notare a Pomodoro che il passaggio cui si riferisce costituiva una citazione del discorso di Paolo VI agli artisti: "Il Nostro ministero ha bisogno della vostra collaborazione. Perché, come sapete, il Nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi commovente, il mondo dello spirito, dell’invisibile, dell’ineffabile, di Dio. E in questa operazione… voi siete maestri. E’ il vostro mestiere, la vostra missione; e la vostra arte è quella di carpire dal cielo dello spirito i suoi tesori e rivestirli di parola, di colori, di forme, di accessibilità".


In sintesi fa bene Pomodoro ad arrabbiarsi. Fa meno bene a mettere in mezzo il Santo Padre. Piuttosto i Cappuccini ci facciano capire finalmente perché hanno eliminato la croce gloriosa e non l'altare. Perché hanno sostituito quella croce senza il crocifisso con una croce con il crocifisso ma non sospesa in alto, bensì infissa al suolo, secondo le roboanti prescrizioni dello stesso Crispino Valenziano.
Insomma anche se i Cappuccini non vogliono rispondere a nessuna delle mie argomentazioni, che almeno rispondano a Pomodoro!


Qui di seguito l'articolo della Gazzetta del Sud, che ha raccolto l'indignazione del "maestro":


di Piero Lotito

Deposta, ripudiata. Nel nuovo santuario di San Giovanni Rotondo, dove dal 19 aprile riposano le spoglie di Padre Pio da Pietrelcina, non c'è più la grande croce in bronzo di Arnaldo Pomodoro. L'opera, che sovrastava l'altare in pietra dello stesso artista a rappresentare il fulcro della rivoluzionaria "aula liturgica" progettata da Renzo Piano, è stata semplicemente rimossa.
Al suo posto, più avanti a terra, è ora collocata una croce di fattura tradizionale, con il corpo di Cristo inchiodato al legno. Alle tante sorprese proposte dalla nuova chiesa, fra cui la sfarzosa e molto criticata cripta che accoglie l'urna del santo, oggi dunque si aggiunge la "sparizione" di un'opera che, pur oggetto anch'essa di polemiche (una croce senza il Crocifisso, così difficile da interpretare nel suo metallico groviglio ), si era già resa familiare ai fedeli nel complessivo colpo d'occhio del tempio. Che cosa nasconde l'allontanamento dal cuore del santuario di un'opera a suo tempo concepita in accordo con Piano, con i frati cappuccini e con monsignor Crispino Valenziano, membro della Pontificia commissione per i Beni culturali?
Lui, Pomodoro, nella sua straordinaria carriera ne ha viste troppe per meravigliarsene, ma non dissimula una certa irritazione per il modo e la sostanza della clamorosa rimozione. Maestro, sa che la sua croce non è più esposta nel santuario di San Pio?
«Sì, e mi dispiace moltissimo».
Perché è stata rimossa?
«E che ne so? I frati mi hanno solamente scritto di andare a San Giovanni Rotondo, perché l'hanno portata via e sostituita. Non so che dire. Pare che adesso stiano rivisitando le regole della Chiesa, e che sulla croce debba essere raffigurato il corpo di Cristo. Io, per essermi informato, so invece che non è vero niente: la croce può stare benissimo anche senza il Cristo. Loro l'hanno rimossa senza chiedermi niente, perché sulla mia croce non si può attaccare una figura».
Dove l'hanno posta?
«Non lo so, chiedono a me dove metterla. Quando nel 2009 a San Giovanni si recò in visita il Papa, vidi su Internet che avevano nascosto il fondale, dov'era la croce con sotto l'altare, con una specie di paravento. Può essere che sia rimasto così, ma non saprei, perché non sono stato sul posto. Ora mi chiedono di andare a vedere come rimettere la croce da qualche altra parte».
Intende andarci?
«Ho risposto che sono impossibilitato, perché – è la verità - ho un problema a una gamba, che sto curando. Ho detto che vi andrò quando starò meglio. Invece, in fondo Ho dato incarico allo studio Piano di pensare loro a un luogo dove sistemare l'opera. Insomma, è tutto deformato: non c'è più l'iniziale spirito di collaborazione. A novembre scorso, fummo ricevuti in Vaticano in più di 500 artisti, e il Papa pronunciò un bellissimo discorso sul visibile che deve anche contenere l'invisibile. Allora, a me pare che a San Giovanni ci siano un'enorme contraddizione e una mancanza di rispetto per la professionalità di un artista, e quindi mi ritengo proprio offeso. Ho fatto questa cosa con molta passione, pensando da laico e con assoluto rispetto per la chiesa cattolica».
Non è finita, maestro: ritornano vecchie polemiche sui simboli massonici che affollerebbero il santuario, con il suo altare a punta in giù che indicherebbe il luogo dove è custodita la pietra filosofale...
«Io non ho pensato a questo, assolutamente (ride, ndr). Croce e altare erano per me un tutt'uno. La croce è pensata con elementi cuneiformi che ricordano i chiodi fatti a mano. L'idea mi venne nel 1999, alla cerimonia di beatificazione di Padre Pio. Pensai a una croce che ricordasse quei chiodi, come se un gruppo di questi, caduti dall'alto e calamitati fra di loro, andassero appunto a formare le due parti della croce. E venne spontaneo immaginare che da questi elementi cuneiformi ne cadesse uno e diventasse più grande, fino a creare visivamente un altare a forma di piramide rovesciata. Questo è stato il mio pensiero, si figuri lei ».

33 commenti:

Anonimo ha detto...

Rivolgo un invito alla Santa Sede perché valuti con urgenza la opportunità di istituire la Prelatura Territoriale per il Santuario di Padre Pio in San Giovanni Rotondo.

Anonimo ha detto...

«...Quando nel 2009 a San Giovanni si recò in visita il Papa, vidi su Internet che avevano nascosto il fondale, dov'era la croce con sotto l'altare, con una specie di paravento...».

ma quale paravento? nascosto dove?
http://www.photovat.com/padre_pio/images/prevs/04763.jpg

Andrea ha detto...

Complimenti per l'uso della corretta forma italiana "gli gnocchi", anzichè quella romana "i gnocchi" !
Aggiungo che l'amore per l'ottimo cibo è tipicamente cattolico, mentre ai "sapienti" di ogni estrazione resta solo il rifiuto del "ben di Dio" (vedi mania delle diete) e l'alcool ("spirito") in cui cercare libertà per lo spirito

Piero61 ha detto...

Buongiorno a tutti
.........questa storia è, l'ennesima conferma di quanti danni (irreparabili) ha provocato la "legge Basaglia" (quella che abolì i manicomi).
Come ci si può rivolgere ad un malato di mente, chiamandolo maestro? Viviamo in un mondo al contrario!
Venendo a Renzo Piano, mio squallido corregionale, vale quanto espresso per il Pomodoro.
Saluti a tutti
Piero e famiglia

Anonimo ha detto...

però una bella cassetta di pomodori marci contro qualcuno mi sarebbe piaciuto tirarli.
peccato sia solo un sogno.
se vivesse padre Pio forse mi avrebbe aiutato pure lui a tirarli.


Dai, comunque se dopo così poco tempo han già rimosso quella croce è buon segno; se si continua con questo trend fra 50 anni quella chiesa (ooops, chiedo venia, non era mia intenzione offendere l'ufficio liturgico della Cei, volevo dire: aula liturgica!), almeno all'interno assomiglierà un pochino di più ad una chiesa e un pochino di meno ad una sala convegni.

Se poi propio vogliamo esagerare coi sogni: perché non trasformarla propio in aula convegni?
In fin dei conti basterebbe così poco....

aula convegni "san Pio da Pietrelcina".

Oppure, e sarebbe ancora meglio: trasformarla in un reparto ad altissima specializzazione della casa sollievo della sofferenza.

Anonimo ha detto...

in riferimento al secondo messaggio il link è rimasto tagliato

ve lo divido su 2 righe:

http://www.photovat.com/padre_pio/
images/prevs/04489.jpg

come si vede nessun paravento: ci sono le 2 croci, l'altare e il S. Padre visibili

Anonimo ha detto...

Mi unisco all'appello del primo intervento delle h12.09.
Urgentemente la Santa Sede istituisca una Prelatura territoriale per il Santuario di Padre Pio (non escludendo l'antica chiesetta di Santa Maria delle Grazie), e aggiungerei il Santuario di san Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo per proteggere i buoni Padri Micaeliti (polacchi).
Roberto C.

Anonimo ha detto...

Prima che, presso la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e del Santuario di Padre Pio in San Giovanni Rotondo, i pellegrini possano non essere più attirati dal carisma di Padre Pio, e per far sì che l’eredità spirituale di Padre Pio sia ben custodita e adeguatamente sviluppata, io penso che sarebbe molto utile che venisse istituita la Prelatura Territoriale a cui affidare, l’attività pastorale, la cura del luogo di culto e la gestione delle opere.

Anonimo ha detto...

Ormai la chiesa c'è ed è costata fin troppo.
A questo punto la chiesa deve essere resa chiesa cattolica : altare vero, crocifisso vero, tabernacolo vero e soprattutto delle belle statue della Madonna Immacolata, di cui i PP Cappuccini erano particolarmente devoti, di San Michele Arcangelo e di alcuni Santi dell'ordine cappuccino.
Soprattutto che vengano allontanati quei frati che hanno permesso lo scempio devozionale nel paese di San Pio.
Che il Signore apra loro gli occhi !
Clericus

Anonimo ha detto...

Perchè non pensare, caro dott. Colafemmina, che ci sia stato un intervento "superiore", riconducibile al supremo Pastore, per rimediare allo scandalo della croce stilizzata senza crocifisso ?
Primo atto, mi auguro, della doverosa riparazione, nel vero senzo cattolico, della chiesa-scandalo di San Giovanni Rotondo.
Scandalo prodotto da un potente monsignore vaticano che dovrebbe andare a far penitenza.
Oppure la penitenza è solo per i laici mentre i preti che hanno peccato contro la fede ne sono immuni?
Non esiste, per quanto gravissimo, solo il peccato contro il sesto comandamento... c'è anche il peccato contro la fede di cui ognuno renderà conto davanti a Dio. Il potente e roboante monsignore vaticano cerchi di fare ammenda dei suoi peccati contro la fede !
Un don...

Caterina63 ha detto...

Francè...nun insistiamo tanto, sennò la croce chiodata ce la r-impongono come risposta alle tue domande pur di non dare ragione non tanto a TE, quanto ai contenuti delle domande spinose e pungente che poni loro....^__^

Non ho mai avuto il coraggio e l'impudenza di DEFINIRE CROCE quell'ammasso di ferraglia....e questo proprio grazie alla mia FEDE SEMPLICE che ha bisogno di un CROCEFISSO le cui sembianze mi rivelino immediatamente un CORPO MARTORIATO con stigmate grondanti di sangue DIVINO...con un costato squarciato per permettermi di entrarvi dentro e sostare nel silenzio ai bordi del mio baratro...da dove, tale CROCEFISSO, possa davvero risollevarmi...

Non discuto I GUSTI, a ognuno il suo da rispettare...ma quando parliamo di FEDE, quando un artista E' CHIAMATO AD INTERPRETARE LA MIA FEDE NELLA TRADIZIONE CATTOLICA E VIENE STRAPAGATO PER FARE QUESTO, desidero che dentro la SUA arte non prevalga "la sua croce" MA LA MIA TRADIZIONE CATTOLICA TEOLOGICA...

il fedele deve poter vedere DA LONTANO che una data arte lo richiama alla FEDE DELLA CHIESA....non alle speculazioni su di essa...
l'arte cristiana, ci spiegano i diversi Pontefici, ha sempre richiamato il fedele a parlare DEI MISTERI DELLA NOSTRA REDENZIONE e non certo a discutere sulla fede personale dell'artista...

le chiese di oggi sono UN OLTRAGGIO AL CRISTO innanzitutto.... e di conseguenza oltraggio ai fedeli ai quali si impone una interpretazione forzata dell'arte moderna affinchè possa combaciare con la Tradizione teologica della nostra fede...

Fossi stato prete NON avrei MAI celebrato su quell'altare con un AMMASSO DI FERRAGLIA imponente sulla testa e su di una piramide rovesciata...è vero che abbiamo l'opportunità di seguire la Messa OVUNQUE perchè sono sufficienti per la Messa il prete valido nel proprio mandato, i segni della Consacrazione, i gesti e le parole, ma c'è un limite a tutto...

Mi piace fare questo esempio: se ho degli ospiti li invito in salotto, oppure li faccio sostare all'interno del gabinetto?

ognuno ne tragga le dovute conseguenze...
^__^

Anonimo ha detto...

Caro Clericus, affinché possa avvenire ciò che tu auspichi la "gestione", del Convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo e delle Chiese annesse, deve essere affidata ad un Prelato che sia a capo di una Prelatura Territoriale e sotto il controllo del vescovo diocesano, altrimenti non se ne esce fuori.
Sia fatta la volontà di Dio!

Anonimo ha detto...

Al Reverendo don delle ore 09,24 desidero sottoporre il seguente quesito:
considerato che la Chiesa dedicata a San Pio da Pietrelcina è frutto di scandalo e quindi è un peccato, secondo Lei i fedeli possono frequentare quella Chiesa oppure debbono allontanarsi?
Grato per quanto dirà.

Caterina63 ha detto...

caro anonimo...il don risponderà di suo....io da fedele posso dire però che ho una COSCIENZA...
e se questa è ben radicata ed educata all'ortodossia della fede, va da se che farei di tutto per evitare di prendere li una Messa....

La domanda non è posta in modo corretto, perchè non è giustificabile allontanarsi dalla Chiesa per nessuna ragione di scandalo...
se poi per chiesa si intende l'edificio, allora si, sarebbe un bel segnale che a gruppi sempre più numerosi disertassero la frequentazione di queste presunte chiese...cercando modelli più consoni al sostegno della fede che si vuole professare...

Anonimo ha detto...

Gentile Caterina, grazie per la risposta che mi ha molto confortato.
Per quanto riguarda l’allontanamento dalla Chiesa io intendo dire ”quella Chiesa,” quindi quell’edificio, fermo rimanendo la frequentazione delle Chiese in linea con la fede cattolica cristiana.
Grazie ancora!

Anonimo ha detto...

Caro Anonimo delle 11,41 rispondendo molto di fretta all'interrogativo che ha voluto farmi, Le dirò : i sacerdoti e i fedeli, in San Giovanni Rotondo come altrove, hanno la piena libertà di scegliere un luogo di culto piuttosto che un altro, salvo una convocazione specifica da parte dell'Ordinario per motivi urgenti pastorali.
Io credo che i sacerdoti e i fedeli debbano fare il possibile affinchè l'edificio di cui stiamo parlando venga urgentemente riservato al culto cattolico così come la tradizione ininterrotta della chiesa insegna : croce liturgica; tabernacolo come prescritto dalle norme vigenti; statue devozionali ( come qualcuno da tempo auspica ) e banchi con inginocchiatoi.
L'assetto interno dell'edificio attualmente non favorisce pienamente la preghiera così come il Magistero suggerisce.
Preghiamo anche affinchè i PP Cappuccini possano riscoprire la loro autentica vocazione e il loro autentico carisma.
La Madonna Immacolata interceda per questo !
un don ...

Anonimo ha detto...

Ma i Frati Cappuccini sono ancora tenuti ad oservare la Regola di San Francesco D'Assisi?

Anonimo ha detto...

Attenzione: un anonimo sopra ha scritto:

"Prelato che sia a capo di una Prelatura Territoriale e sotto il controllo del vescovo diocesano"

Creare una Prelatura Territoriale significa dividere l'Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo in due con diversi 2 ordinari.
Si avrebbero quindi l'Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste il cui Ordinario sarebbe un Arcivescovo e la Prelatura Territoriale di San Giovanni Rotondo (costituita da una o più parrocchie) il cui Ordinario sarebbe un Prelato (vescovo). Entrambe le nuove diocesi poi sarebbero con ogni probabilità suffrganee di Foggia-Bovino.
E poi nel caso venisse eratta la Prelatura Teritoriale secondo voi quale chiesa di S. Giovanni Rotondo diverrebbe la Cattedrale della Prelatura? Io non ci sono mai stato ma ho il sentore che quella nuova sia la più grande della zona o sbagio?

Anonimo ha detto...

Dice un don.. alle ore 09,24:
“Primo atto, mi auguro, della doverosa riparazione, nel vero senso cattolico, della chiesa-scandalo di San Giovanni Rotondo”.
Ecco perché viene invocata l’istituzione della la Prelatura Territoriale a San Giovanni Rotondo.

Anonimo ha detto...

Trovo piuttosto irreale che la Santa Sede possa istituire una Prelatura, del tipo Loreto o Pompei, a San Giovanni Rotondo perchè tali scelte non vengono più fatte da tempo. Anzi anche antiche prelature, legate a prestigiose Abazie, sono state di recente abolite. Attualmente si cerca di dare forza vitale alle Diocesi.
Trovo un errore negli interventi che sono stati posti del tipo " deve essere affidata ad un Prelato che sia a capo di una Prelatura Territoriale e sotto il controllo del vescovo diocesano" Una Prelatura non è sotto il controllo del vescovo Diocesano. Oltretutto l'Arcidiocesi, dove si trova incardinata San Giovanni Rotondo, ha la seguente denominazione giuridica : " Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo". Da questa denominazione canonica sembrerebbe che San Giovanni Rotondo sia stata elevata a Diocesi e il Santuario a Concattedrale di Manfredonia.
Un argomento che sarebbe da approfondire dal punto di vista canonico. Se qualcuno ne sa di più sarebbe bello che lo scrivesse. Tornando al nocciolo della questione, cioè l'obbedienza al magistero, non è una questione di Prelatura o di appartenenza ad una Diocesi. Obbedire alle prescrizioni della Chiesa è un obbligo per tutti : religiosi e laici.
Clericus

Caterina63 ha detto...

Un grandissimo grazie al don delle
14,15 perchè mi ha davvero confortato con le sue parole ^__^


caro anonimo che mi ringrazi per la risposta, sono io che ringrazio voi e i vostri ragionati argomento per un tema difficile e delicato...
l'apostolo stesso richiamava i fedeli nelle comunità da lui fondate, a trovarsi insieme anche per CONFORTARSI NELLA ORTODOSSIA DELLA FEDE...^__^

queste chiese moderne (parliamo dunque dell'edificio giustamente) sono davvero un pugno al cuore, un tumore, un cancro...che sta minando LA TRASMISSIONE DELLA FEDE, pensate a quanti bambini che stanno crescendo in queste chiese TERRITORIALI, DI QUARTIERE, prive della Tradizione...
pensate ai bambini che verranno portati a trovare san Padre Pio la differenza dell'esperienza di fede vissuta da chi è potuto andare a santa Maria della Grazie, e ciò che resterà impresso a questi che cresceranno con questa NUOVA CULTURA...

non aggiungo altro...
e prego!

Andrea ha detto...

Cara Caterina (20.50) e cari amici,
a mio giudizio la questione San Giovanni Rotondo/ R.Piano sta in questi termini:
l'edificio costituisce una "Biblia pauperum" satanica, cioè un'introduzione del pellegrino, concepito dall'architetto come povero di cultura e di mezzi economici, a una visione del mondo panteistica (Deus sive Natura) e gnostica (pochi "eletti" "sanno", la "massa" procede ciecamente). In quanto tale, si tratta di vero tumore, come scrive Caterina: non è un edificio che "includa" accenni eterodossi, ma è un anti-Catechismo in pietra (e oro). Il fatto che un simile "atto di guerra" anti-cristico sia stato costruito dalla Chiesa stessa mi fa pensare a ciò che Marco Invernizzi diceva qualche giorno fa a Radio Maria sul Giansenismo: si tratta della prima eresia rimasta "incistata" nel corpo della Chiesa, anzichè esserne espulsa.
Se ciò che sostengo è vero, anche solo in parte, l'unica possibilità è disertare totalmente tale edificio, e non si può neppure prospettarne l'utilizzazione a scopi non liturgici.
Senza fare tragedie, non vi è nulla di più semplice che visitare il santuario di S.Maria delle Grazie e la Via Crucis sul monte - manca il corpo santo di San Pio, ma possiamo sperare di riaverlo in un ambito autenticamente cattolico.
I deisti dicevano "Cristo sì, Chiesa no"?... Noi diciamo "Chiesa SI', chiesa(stravolta) NO"!!
E ricordiamoci che "il Signore costruisce la CASA" (Sal 127,1), mentre l'architetto-mago costruisce solo l'edificio "sacro" (nel senso del ri-incantamento del mondo a cui ho altre volte accennato)

Anonimo ha detto...

il titolo di concattedrale viene assegnato anche a una chiesa di una diocesi che viene "eretta" ma subito unita ad altre?

Mi spiego, uqndo hanno unito più diocesi una ha mantenuto la cattedrale e le cattedrali delle altre diocesi, unite alla prima, sono diventate concattedrali (un contentino per delle diocesi quasi soppresse).
la denominazione "S. Giovanni Rotondo" invece è stata aggiunta a quelal di Manfredonia-Vieste nel 2002 senza che precedentemente S. Giovanni Rotondo fosse diocesi, mi chiedo in questo caso viene comunque eretta una concattedrale? Secondo me no.

Anonimo ha detto...

negli AAS 2003 a pag. 279 ho trovato il decreto:

Congregatio pro Episcopis

SIPONTINAE-VESTANAE

De nominis archidioecesis mutatione

DECRETUM

Sanctum Pium a Pietrelcina, noviter inter sanctos numeratum, omnibus pernotum est quali dilectione atque fidei et vitae christianae incremento universi orbis christifideles honorent, qui in urbem vulgo nuncupatam «San Giovanni Rotondo» pie devoteque innumeri conveniunt. Ibi novus Sanctus totam fere suam vitam orationis atque apostolatus expendit, nosocomium vulgo « Casa Sollievo della Sofferenza » ab eo conditum adstat atque venerata sua spolia requiescunt atque solacium in corpore et in spiritu multi infirmi inveniunt. Cum praedicta urbs intra fines archidioecesis Sipontinae-Vestanae oriatur, Summus Pontifex Ioannes Paulus, divina Providentia PP. II, ad devotionem erga sanctum Pium a Pietrelcina sustinendam signumque Suae benevolentiae in urbem Sancti Ioannis Rotundi ostendere cupiens, archidioecesis Sipontinae-Vestanae nomen immutandum censuit et memoratae Ecclesiae titulum Sancti Ioannis Rotundi unit. Quapropter, praesenti Congregationis pro Episcopis Decreto, Sanctitas Sua statuit ac decernit ut memorata archidioecesis posthac nuncupari possit Sipontina-Vestana-Sancti IoannisRotundi; itidemque eiusdem Archiepiscopus pro tempore Sipontinus-Vestanus-Sancti Ioannis Rotundi appelletur.

Ad haec perficienda idem Summus Pontifex Exc.mum P.D. Paulum Romeo, Archiepiscopum titulo Vulturiensem et in Italia Apostolicum Nuntium, deputare dignatus est, eidem tribuens facultates etiam subdelegandi quemlibet virum in ecclesiastica dignitate constitutum, onere imposito ad Congregationem pro Episcopis, cum primum fas erit, authenticum exemplar actus peractae exsecutionis remittendi.

Contrariis quibusvis minime obstantibus.

Datum Romae, ex Aedibus Congregationis pro Episcopis, die 10 mensis Decembris anno 2002.

£8 IOANNES BAPTISTA card. RE
Praefectus

£8 Franciscus Monterisi
a Secretis

L. £8 S.
In Congr. pro Episcopis tab., n. 990102

Anonimo ha detto...

Fintanto che la chiesa, come dice Clericus nel suo commento di ieri delle 07.15, non è resa cattolica : altare vero, crocifisso vero, tabernacolo vero e soprattutto delle belle statue della Madonna Immacolata - di cui i PP Cappuccini erano particolarmente devoti, di San Michele Arcangelo e di alcuni Santi dell'ordine cappuccino - anch’io sono convinto che non è il caso di professare in quel luogo la propria fede cattolica.

Anonimo ha detto...

A questo punto aspettiamo che il Vescovo Mons. Michele Castoro, con tutta l'autorità e l'autonomia di cui è investito, faccia i passi necessari per rendere la Chiesa cattolica.
Coraggio Mons. Michele Castoro, faccia presto, noi attendiamo con fiducia.

Anonimo ha detto...

Penso che il titolo di Concattedrale si possa dare anche ad una fetta territoriale che viene immediatamente unita ad un altra Diocesi.
Una specie di "cavalierato" per una chiesa importante.

Anonimo ha detto...

1)Il titolo di Cattedrale Concattedrale Basilica ecc si da a una chiesa e non a un territorio; un territorio è una Diocesi, Arcidiocesi, Prelatura Territoriale, Amministrazine Apostolica ecc.

2)Nel decreto di cambio di nome non si parla di concattedrali o sbaglio?

3)Cos'è un "cavalierato"?

melky73 ha detto...

Francesco - mi permetto - sei un grande!

melky73 ha detto...

Francesco - mi permetto - sei un grande!

Andrea ha detto...

Per gli anonimi di ieri (13.16 e 13.45): lungi da me l'intenzione di voler estremizzare la questione (come scrivevo, non bisogna fare tragedie), ma il punto non è l'adeguamento dell'ambiente della nuova chiesa alla sensibilità e al dogma cattolico, bensì la sua ratio edificativa. E' vero o no che l'architetto ha inteso "predicare", tramite l'edificio stesso, un anti-cristianesimo, cioè uno pseudo-Vangelo? Se è vero, anche solo in parte, non c'è ricupero possibile (neppure ad usi non liturgici).
O Cristianità (civiltà nata dal Costato aperto di Cristo, fatta di uomini liberi) o pseudo-Chiesa, fatta di "liberi pensatori". Una via di mediazione non c'è.
Per l'anonimo delle 13.16: non si va in chiesa per "professare la propria fede cattolica", ma per lodare e ringraziare Dio. Mi scuso, ma il pericolo che vedo operante è sempre quello del soggettivismo. Ciò che davvero importa non è la "mia" fede, ma ciò che la Chiesa ci propone a credere - Per le apparizioni mariane, ciò che importa non è ciò che "sento" nell'animo, ma se la Madonna (persona fisica) si presenta davanti a me o no.
Grazie

Anonimo ha detto...

Ottimo l'intervento di " Andrea ha detto..."
Lo condivido con entusiasmo !
L'unica cosa che mi fa rimanere dubbiosa è un certo idealismo esasperato.
L'edificio di Renzo Piano c'è ed è costato moltissimo.
Impossibile prevederne l'utilizzo per scopi profani.
Non potrebbe essere "convertito" in chiesa cattolica?
Hanno trasformato moschee in chiese ed anche cinematografi ( prima del Concilio ).
L'edificio del Piano non potrebbe divenire una chiesa ?
Saluti a tutti.
A.C.

Convenor ha detto...

Vi prego di farmi il grande favore di aggiungere il nostro weblog umile dall'Irlanda alla vostra lista. www.catholicheritage.blogspot.com

Grazie

Convocatore
Associazione San Conleth d'Eredità Cattolica