domenica 29 agosto 2010

NOVITA' SU DANEELS E IL NIPOTE DEL VESCOVO PEDOFILO


di Francesco Colafemmina

Non è ancora giunta in Italia la notizia della pubblicazione da parte di un quotidiano belga di registrazioni che incastrerebbero il Cardinal Daneels, riguardo alla gestione di alcuni casi di abusi. In particolare ci si riferisce al terribile caso dell'ex vescovo Roger Vangheluwe, il quale ha pubblicamente ammesso di aver per anni abusato di suo nipote. Come molti ricorderanno, anche a seguito di quell'ammissione e dell'esplosione di altri casi, ci fu la perquisizione di Giugno presso l'arcivescovado, a Mechelen con tanto di danbrowniana esplorazione di tombe cardinalizie.
Ritornando su quell'episodio di Vangheluwe, quando quest'ultimo si è dimesso il 23 aprile scorso ha affermato: "Sono profondamente dispiaciuto - ha concluso - per ciò che ho fatto e presento le mie scuse più sincere alla vittima, alla sua famiglia, a tutta la comunità cattolica e alla società in genere. Ho presentato le mie dimissioni come vescovo di Bruges al Papa Benedetto XVI. Sono state accettate venerdì. Perciò mi ritiro."

Parole incommentabili, visto che dinanzi a tali questioni non ci sono "scuse" che tengano, non si tratta infatti di aver rotto un vaso di porcellana per caso o di aver rubato una mela nel giardino del vicino... Si tratta di un crimine ed è forse questo che faceva più paura a Vangheluwe e a Daneels quando agli inizi di Aprile, il nipote di Vangheluwe, probabilmente mosso dalla diffusione dello scandalo pedofilia su scala globale, decise di incontrare il Cardinal Daneels. Durante un primo incontro faccia a faccia col Cardinale, quest'ultimo suggerisce al nipote del Vescovo di Bruges di "aspettare un anno, il tempo perché il vescovo si ritiri" e di evitare "di gettare del fango sulla sua persona", piuttosto meglio "accettare le scuse private del vescovo".

La vittima del Vescovo risponde al Cardinale dicendogli (giustamente): "E' stato lui a trascinare l'intera mia vita nel fango da 5 a 18 anni, perché lei si sente così dispiaciuto per lui e non per me?"

La seconda registrazione pubblicata ieri riguarda un altro incontro tra Daneels, il Vescovo di Bruges, il nipote e un parente di quest'ultimo. In questo caso il Vescovo cerca di scusarsi. Evidentemente pensava già alle dimissioni... Ma nessuna conclusione viene raggiunta perché da un lato il Vescovo non sa che fare e dall'altro il Cardinale non propone alcuna soluzione, schermendosi con il diritto canonico, visto che è solo in potere del Papa dimissionare un Vescovo.

Detto ciò, la settimana scorsa la radio fiamminga VRT annunciava che stando ad informazioni in suo possesso il cugino dell'ex Vescovo di Bruges aveva ricattato lo zio in cambio di denaro. Proprio per smentire queste "calunnie", l'uomo oggi 42enne ha pensato di divulgare questi nastri che tuttavia pur senza affossare ancor più la posizione del suo carnefice, finiscono per fornire una prova in più a tutti i sostenitori della teoria del silenzio e dell'insabbiamento che sarebbe stato portato avanti dalle gerarchie vaticane nella gestione dei casi di abusi da parte del clero cattolico.

Le registrazioni non provano effettivamente nulla di particolare. Cosa avrebbe potuto dire Daneels? D'altra parte Daneels non era più primate del Belgio da qualche mese, ma poco importa. Ciò che resta importante è la difficoltà che ciascuno di noi può avere nel difendere la Chiesa Cattolica e la sua gerarchia dinanzi alla gravità di questi errori personali, ma talmente interconnessi nelle responsabilità condivise, da non poter essere trattati quali frutti casuali di debolezze umane.

Serve sempre più una nuova profonda evangelizzazione concreta autentica vera che ci faccia sentire una Chiesa diversa in mezzo a noi. Servono preti che si spoglino delle proprie abitudini, che vadano come un tempo per le case sconosciute, ad incontrare gli abitanti delle nostre città, ad ascoltarli, a benedirli, a guardarli con occhi pieni di gioia e di amore vero per le umane creature, senza chiedere nulla in cambio che non sia la preghiera. Preti che la smettano di essere seguaci delle ideologie, che ritornino a chiamare le cose col loro nome, a pregare su altari che siano realmente tali, in chiese che siano piccole e povere ma almeno chiese! Che celebrino messe degne di questo nome, mai in cerca di aggiornamenti e novità, perché ogni novità ci è già stata annunciata da Cristo e non ci interessano le novità degli uomini. Servono santi coraggiosi! Avanti, venite a portare un placido soffio di serenità su questa Chiesa corrotta e intrappolata dalla paura per l'esito sui fedeli delle malvagie azioni di alcuni suoi indegni membri!

13 commenti:

Piero ha detto...

Buonasera a tutti
.......la parte finale dell'articolo afferma, senza ombra di dubbio, che è L'ORA di abiurare, DEFINITIVAMENTE, il CVII causa di tutto questo marciume, di scomunicare i vari Don Gallo, Tettamanzi, Martini e di tornare ad essere ciò che Cristo ci ha insegnato. O con LUI o contro di LUI.
Io sto con LUI, il CVII è contro di LUI.
Buna Notte
Piero e famiglia

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Piero,

non credo sia nè possibile nè auspicabile una simile abiura. Piuttosto sarebbe opportuno "restaurare" quanto di buono si è smarrito e si è distrutto nel nome di una erronea interpretazione del concilio nel segno della discontinuità e della rottura, come il Papa ci va dicendo ormai da 5 anni.

Andrea ha detto...

Caro Piero,
ha letto il mio commento alla questione CVII scritto il 27/8 alle 22.38 ? Lo chiedo perché penso di aver trattato il problema in modo non infondato, e per la mia personale simpatia verso di lei. Tenga presente anche ciò che Francesco scriveva il giorno 23: "appare in tutta la sua evidenza la difficoltà della lettura promossa da papa Benedetto di una ermeneutica della continuità. Inutile negarci che solo coloro che rispettano e amano la "tradizione"...sono in grado di sposare tale ermeneutica". Questo chiarisce la questione: appena si promuove la "continuità", sappiamo che siamo nel giusto.
Viceversa, appena sentiamo parlare di "Cristiani adulti" sappiamo bene di essere fuori dal seminato: il Signore si aspetta non una setta di "perfetti", ma una famiglia di fanciulli, per farli crescere secondo il proprio Cuore. Il cattolico sarà "adulto" solo in Cielo.

Piero ha detto...

Buonasera a tutti
ringrazio sia Francesco che Andrea per le risposte, vi devo chiedere tante cose e spiegarmi meglio ma ora non posso; domattina la sveglia suona presto, però poi sarò in licenza per un mese.
Domani sarò più esplicito.
Grazie ancora, che Dio vi benedica!
Piero e famiglia

Andrea ha detto...

Grazie Piero, che Dio benedica chi si firma "P. e famiglia" !

Piero ha detto...

Buonasera a tutti
finalmente sono in licenza (35 giorni) e posso parlare a ruota libera.
Mi rendo conto che, i miei interventi sono o possono sembrare rudi, scritti con l'accetta, quasi senza ragionare. Non è così, io sono combattivo, non mi arrendo mai, spero sempre che il mondo torni ad essere normale, come Gesù ci ha insegnato che sia.
Da bambino andavo a Messa con mio papà ed i miei fratelli, fino al mio arruolamento volontario in Marina Militare. Poi ho frequentato sempre meno, limitandomi ad andare alla Messa di mezzanotte a Natale e a qualche ricorrenza. Tutte le sere, però, pregavo. Poi ho conosciuto la ragazza, che diventata mia moglie che, senza grossi sforzi ha fatto si che io riprendessi a santificare la Feste, a comunicarmi, a confessarmi, a pregare. Rientrando in Chiesa dopo anni, rimasi sconcertato dagli altari (tavoli), dal prete con le spalle al Cristo, dalle fastidiosissime e odiosissime chitarre. Preti e suore in televisione, ad urlare come un Togliatti o un Cofferati qualsiasi, a ballare, a cantare a ripetere scemenze alla Jovanotti.
Ho visto suore ultrà, preti che si fanno i "mazzi" tuoi, vescovi negare la resurrezione (in Francia).
Ho sentito Papi definire gli ebrei nostri fratelli maggiori, visti baciare il Corano, permettere che ad Assisi si sgozzassero polli nella Chiesa di San Francesco, andare nelle sinagoghe e chiedere scusa. Scusa? e di cosa?
Se Gesù ha detto: io sono la Verità, la Verità è una sola. Punto.
Quindi: NON baci il corano, se vai in sinagoga, entri saluti e dici una parola sola: CONVERTITEVI, non "dialoghi" con altri culti perchè, se il Cattolicesimo è Verità, tutto il resto è menzogna e bisogna evangelizzare, non mettersi sullo stesso piano.
Il Cattolicesimo non è una religione; è la VERITA'
Tutto questo è l'opera, mefitica, del CVII, definito da Paolo VI come l'alito di Satana.
La Chiesa deve stare nel mondo ma NON essere del mondo.
Se avete tempo e lo trovate, leggete questo libro che mi è stato regalato:
I NUOVI PRETI di Michel De Saint Pierre per le edizioni del "Borghese" stampato nell'ottobre del 1964; è illuminante sugli scempi del CVII.
Ora vi saluto, buona notte.
Che il Signore vi accompagni.
Piero e famiglia

Andrea ha detto...

Caro Piero, le auguro di trascorrere bene il periodo di licenza.
In attesa di successive chiacchierate, le riporto un mio commento scritto qualche tempo fa per un altro sito:

1- l'Islam (che... non è necessariamente "l'inferno") assomiglia più a un'eresia cristiana di tipo gnostico che a un arcaismo monolatrico. Basta vedere l'ossessione del "testo scritto" che lo caratterizza, oppure l'inesausta spinta persecutoria verso il sano realismo cattolico. Oppure basta vedere la simpatia spontanea che hanno per esso i varii "distruttori" nostrani ...
Per quanto riguarda gli ebrei non sionisti, essi sono comunque continuatori diretti, purtroppo, dei Farisei, e non semplici "monoteisti".
2- Se San Gregorio VII diceva che aveva il diritto di deporre l'imperatore, non affermava una volontà di governo temporale. Io sono addirittura entusiasta della "laicità" voluta e promossa da Cristo, al punto che ripeto spesso che la Chiesa non "è" una religione, ma "ha" una religione.
Semplicemente, egli ripeteva che il Regno è nelle mani di Cristo (Regalità Sociale). Se vogliamo, il pensiero profano e la gestione politica "di Cesare" sono PROFETICI rispetto al Regno di Dio. La dinamica del "già e non ancora"... è tipicamente cristiana, anzi, direi, cristica.

Solo una cosa: in lei convivono due anime tipiche del tradizionalismo, delle quali una è sanissima ("il mondo ha bisogno di essere normale") e una meno ("la Verità è una sola"). La questione è che la Verità è UnO solo, cioè che la troviamo e possiamo accedervi non in ambito intellettuale, ma in ambito concreto, nell'incontro con la Sua Persona. L'immenso e glorioso lavoro intellettuale dei Cristiani nasce solo così: dato che la Verità è in mezzo a noi, amiamola e serviamola, ben sapendo però che ogni nostro sforzo sarà sforzo di creature.
Due note finali:
1- Paolo VI non definì il Concilio "fumo di Satana", ma disse che nella stagione postconciliare tale fumo era entrato nel Tempio di Dio
2- complimenti per aver usato il termine Cattolicesimo: il primo segno di riconoscimento dello sfascio contemporaneo è l'uso del termine Cristianesimo, come se esistesse un corpo solidale dei Cristiani. Basta vedere come è andato a finire il dialogo con gli Anglicani: quelli di buoni sentimenti si fanno cattolici (grazie a Dio), gli altri si fanno portare via dall'onda "gay"

Anonimo ha detto...

Gentile Colafemmina,
immagino che avrà senz'altro letto le dichiarazioni del card. Danneels sulle registrazioni nelle quali nega di aver voluto mettere a tacere la vittima. Avrà pure letto la notizia della sentenza belga che dichiara illegittime le persecuzioni in Arcivescovado con tanto di profanazione delle tombe.
Perchè non pubblicarle, visto che è stato così solerte nel dare ampio spazio alle accuse? Badi: solo pubblicarel, non dico di condividerle e farle Sue, ma pubblicarle sì, almeno un trafiletto...
Ma mi rendo conto che i suoi obiettivi sono ben altri che la semplice informazione e forse per Lei il fine giustifica i mezzi.

Luigi Murtas
Cagliari

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Murtas,

gentilmente mi spiega quali sarebbero i miei obiettivi? Forse soffro di momentanee amnesie...

Ad ogni modo Daneels può anche dire di non aver voluto occultare la vicenda, tuttavia la registrazione è chiara: ha semplicemente chiesto alla vittima di attendere il ritiro del Vescovo l'anno successivo. Ciò non costituisce una grave colpa, ma nondimeno testimonia una sorta di prassi diffusa nell'alto clero cattolico.

Ognuno ne trae le conseguenze che vuole.

Quanto alle perquisizioni non ho mai affermato che fossero necessarie nè legali, ma riportavo il fatto accaduto a giugno nell'ambito delle drammatiche vicende che riguardano la Chiesa in Belgio.

Se io sono machiavellico lei mi sembra piuttosto carroliano... (nel senso di fantasioso almeno al pari dell'autore di Alice in the Wonderland).

Anonimo ha detto...

Già, Alice nel paese delle meraviglie: è proprio il rischio che si corre quando si corre dietro al coniglio bianco blogger con le sue elucubrazioni mentali e le clerical spy stories farcite di dietroquintismi alla Dan Brown....

Luigi Murtas

Francesco Colafemmina ha detto...

E dove sarebbero le elucubrazioni mentali?
Dove le spy stories?

Stiamo parlando di un uomo violentato ripetutamente per 10 anni da suo zio Vescovo che si è dimesso confessando pubblicamente questi suoi atti malvagi.

Se questo è raccontare elucubrazioni mentali!

Anonimo ha detto...

Io parlavo di Danneels, non del violentatore.

LM

Anonimo ha detto...

Serve una nuova evangelizzazione?
Certo, a cominciare da preti, vescovi e cardinali!