martedì 21 settembre 2010

DON PALOMBELLA NUOVO MAESTRO DELLA SISTINA (CON UNO SPONSOR IMBARAZZANTE)


Update: la voce che dava per sicura la nomina il 24 settembre proveniva direttamente dai Sacri Palazzi e non avevo ragione di ritenerla una bufala. Chissà se il fuoco incrociato di Magister e di numerosi nemici del Maestro (specie interni alle mura leonine) non abbiano condotto all'ennesimo ritardo. D'altra parte altra nomina attesa fra giovedì e venerdì scorso era quella dell'Arcivescovo di Torino. Ma il Prefetto Ouellet si è recato dal Papa venerdì pomeriggio evidentemente per discutere quest'ultima importante questione, dunque anche questa nomina rimandata forse a questa settimana. Palombella sarà dunque a breve maestro della Sistina? Come diceva una bella canzone di Battisti... lo scopriremo solo vivendo!


di Francesco Colafemmina

Venerdì prossimo 24 settembre sarà ufficializzata la nomina del Maestro Don Massimo Palombella a direttore del Coro della Cappella Sistina. Questa nomina avversata da alcuni e auspicata da altri, segna certamente un cambiamento. Dato il favore riservato a Don Massimo Palombella dal Maestro delle Cerimonie Pontificie, Mons. Guido Marini, non possiamo non attenderci mirabilia dal nuovo direttore del Coro, cui vanno i miei più calorosi auguri. D'altronde si annuncia già un rispolvero del meglio della scuola polifonica romana.
La nomina di don Palombella fu annunciata ufficiosamente e poi bloccata nel gennaio scorso. Ritardi probabilmente di carattere "curiale", superati negli ultimi mesi.

Visto, però, che le critiche non si faranno attendere (già da segnalare quella di Sandro Magister ) un attento ed attempato lettore esperto di canto e controcanto romano, ha deciso di bruciare i tempi e si è premurato di inviare a Fides et Forma un suo contributo assai grazioso di argomentata critica delle alterne vicende subite dal Coro della Sistina, senza risparmiare qualche stoccata al futuro Maestro. Ve ne consiglio vivamente la lettura!

Intanto per saggiare l'esperienza del Maestro Palombella ascoltate questa esecuzione (a mio parere molto, anzi notevolmente... infelice) dell'Ave Maria di Tomas Luis de Victoria... cantata forse un po' eccessivamente al rallenty... (da confrontare con quest'altra esecuzione).

E notate gli spartiti dei coristi con il logo dell'Alenia Aeronautica, società sponsor anche di molti cd del Maestro Palombella, ma che ha il semplice difetto di fabbricare aerei ed elicotteri da guerra e di far parte della grande multinazionale della difesa - leggi degli armamenti - Finmeccanica. Per una strana eterogenesi dei fini quindi i soldi che l'Alenia guadagna fornendo aerei da guerra, ad esempio, agli USA in Afghanistan, consentono la realizzazione dei pregevoli concerti di musica sacra del Maestro Palombella. E non fa nulla se con quegli aerei si trasportano truppe americane armate di tutto punto e pronte ad uccidere talebani e civili: tanto sono in missione di pace!

Ma il colmo lo si dev'essere raggiunto nell'ottobre 2009: Rosario col Papa per l'Africa e intervento del Coro Interuniversitario diretto da don Palombella e finanziato da Alenia Aeronautica. La stessa azienda quindi che fornisce all'Africa aerei militari!

Però mica male per un futuro direttore della Sistina...


Ricordi della Cappella Sistina

di Eleuterio Favella, Vescovo Titolare di Sinossi

Avevo 9 anni e fui a Roma, assieme ad altri bambini istruiti dal salesiano don Alessandro de Bonis presso l’Istituto napoletano del Vomero, presso cui si formò la mia prima vocazione, su interessamento di mons. Olivares vescovo di Sutri e Nepi, anch’egli salesiano, il giorno di Pasqua del 1934, nella Basilica vaticana, a rinforzare le file della Cappella Sistina per la solennissima liturgia che Papa Pio XI, di f.m., presiedette per la canonizzazione di Don Bosco a chiusura del Giubileo straordinario della Redenzione, ed in tale occasione conobbi il M° Perosi che diresse alcune sue composizioni fra cui un Dignare me, un Oremus pro Pontifice, e un solenne Te Deum a 8 voci e 2 cori, alternati con il popolo, in cui noi ragazzini dovevamo darci molto da fare, insieme agli alunni del Collegio benedettino di S. Anselmo, che aveva seco condotto il p. Reiser, per coadiuvare – sebbene indegnamente – i Professori del venerando Collegio sistino. Da allora conobbi tutti i direttori della Sistina e molti maestri salesiani: oltre al mio insegnante don de Bonis, docente a S. Pietro a Majella, e ai primi anni Quaranta il vecchio don Pagella, don Luigi Loss che insegnava a Lucca e scriveva da critico musicale per il Corriere della Sera, don Virgilio Bellone, direttore per decenni della gloriosa “Accademia Stefano Tempia” di Torino, don Nicola Vitone, don Andrea Padovano, don William Rabolini, tutti docenti in prestigiosi Conservatori italiani.

Ebbene nessuno di questi santi e sapienti figli di Don Bosco, pur avendo al proprio attivo importanti lavori musicali ed invidiabili carriere accademiche, alzò mai lo sguardo verso la Cappella Sistina: oltre i loro incarichi di docenza, rimasero ad istruire cori anche di ottimo livello, nell’ambito degli Istituti della propria Congregazione (i più giovani finendo per incocciare nelle dissennate “epurazioni” post-conciliari della scholae, a partire dagli anni Settanta), ma ciò lo fecero non perché fossero dei religiosi, bensì perché si reputava comunemente opportuno che alla guida della Cappella musicale del Papa ci fosse la persona più adatta sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista personale. E tanto fecero pure altri noti ecclesiastici musicisti quali d. Rostagno, d. Cesare Franco, d. Pietro Magri, mons. Celestino Eccher che ebbi modo di conoscere, a motivo dei miei studi e dei miei viaggi.

Non parliamo di alcuni illustri maestri di Cappella laici, che agivano nell’Urbe degli anni d’oro ancora, come l’indimenticato Armando Renzi.

7 commenti:

melky73 ha detto...

"cum ergo videritis abominationem desolationis quae dicta est a Danihelo propheta stantem in loco sancto - qui legit intellegat -..."

Francesco Colafemmina ha detto...

Che esgerazione!

evergreen ha detto...

Meravigliarsi di cosa? Se mi pare di aver letto (non ricordo dove ma forse in "Vaticano S.p.A."di Gianluigi Nuzzi) che il Vaticano aveva azioni anche in industrie belliche nazionali che producevano mine!
Ma dove sono andate a finire le Beatitudini? "Beati i poveri, beati i miti...". Boh!!!

Myosotis ha detto...

Non prendiamo per oro colato tutte le notizie o insinuazioni che si leggono in rete, specie quelle di siti chiaramente anticattolici. E' vero che anche Voltaire, campione dei diritti umani, possedeva azioni di una società che operava la tratta dei Negri africani e si complimentava per i suoi buoni affari, ma Voltaire era una "canaglia". Poi chi possiede azioni difficilmente sa che uso ne fa la società titolare. Forse anch'io ho quote di fondi azionari poco puliti. Ma come faccio a saperlo?

evergreen ha detto...

Le uniche azioni che la Chiesa dovrebbe avere (e fare) sono azioni di ben altro tipo.

Anonimo ha detto...

Non la facevo così pacifista, perchè non mette anche lei un banner con la bandiera arcobaleno?

Luigi Murtas
Cagliari

Medea ha detto...

Povera musica sacra, povera Chiesa, sacrificata come un ariete al dio Marte! Povero musica sacra che simile al vello d’oro giace ai piedi di un drago perennemente insonne! Chi sarà il Giasone, chi, i temerari Argonauti che tenteranno l’ardua impresa: liberare la Sistina da un simil pestilenziale fiato che la minaccia? Chiunque sia faccia presto, l'importante è che la morte ci trovi vivi…..