lunedì 13 settembre 2010

GLOSSARIO DEL NOVUS ORDO SECONDO I VESCOVI INGLESI...

di Francesco Colafemmina

La visita papale in Gran Bretagna si avvicina e come potete vedere i cattolici si chiariscono le idee e lo fanno attraverso il glossario di una guida alla visita del Papa, rivolta per lo più a non cattolici. Cos'è la messa? Uno spettacolo, uno show, anzi un "gig" (termine che indica per lo più una performance musicale). L'altare? Un tavolo. L'eucaristia? Pane e vino. I liturgisti? Artisti, attori.

Mai descrizione della liturgia venuta fuori dalla riforma del Concilio fu più eloquente! D'altra parte si tratta di un grave svarione preso dagli organizzatori della visita papale in Inghilterra, dato che altrove, sempre nello stesso libretto, la descrizione della messa rientra nella piena ortodossia cattolica.

Che però questo glossario costituisca un'utile guida alla liturgia cattolica è un fatto evidente. Oggi ne ho avuto peraltro riprova partecipando in Canada prima ad una messa cattolica e poi semplicemente assistendo con viva curiosità ad una messa anglicana. E' evidente che rispetto agli anglicani i cattolici sono molto molto più vicini ai luterani nella celebrazione della messa, nell'architettura delle chiese, nella disposizione dell'altare, nella musica sacra, ecc. ecc. Sebbene si tratti di messe celebrate da scismatici le cui ordinazioni sono invalide, di certo dimostrano una maggiore aderenza alla tradizione liturgica della Chiesa Cattolica Romana, di quanto la stessa Chiesa Cattolica possa vantare. Un resoconto dettagliato delle due messe seguirà a breve. Per ora ricordate: i nostri altari sono semplici tavole, le chiese dei teatri e i sacerdoti attori!

Il prete? Un attore!

La chiesa? Un teatro!

L'altare? Una tavola!

L'eucaristia? Pane e vino!


Qui di seguito: video del canone di una messa anglicana...

16 commenti:

Piero ha detto...

Buongiorno a tutti
mi/vi auguro che in un futuro molto prossimo, possiamo tornare ad assistere a Messe celebrate da preti come Don Camillo.....ogni altro commento è superfluo.
Vecchio adagio, caro a mia bisnonna; Iddio non paga il sabato, paga a suo tempo!
saluti
Piero e famiglia

Samuele Baracani ha detto...

Ma le foto sono vere? Stento a crederci

Caterina63 ha detto...

Caro Francesco,
non ritengo "un caso" accidentale che Benedetto XVI abbia compiuto ben tre atti autorevoli senza attendere il consenso dei collegi e delle Conferenze episcopali, per nostra grazia e fortuna...

1- Summorum Pontificum;
2- revoca scomunica ai 4 vescovi FSSPX;
3- avvicinamento per gli anglicani tradizionali con istanze che favoriscano la loro fedeltà alla Tradizione ed alla Liturgia...

sono tre atti a sfondo liturgico e quando i vescovi diedero segni di inquietudine, il Papa scrisse una Lettera a loro che da una parte placò gli animi, ma dall'altra parte essa è per molti di loro CARTA STRACCIA specialmente in certe zone ove la Chiesa ha subito più pesantemente il veleno modernista...

Andrea ha detto...

V.Messori ha scritto che, negli anni(1965-1975) in cui si avvicinava sommessamente e intensamente alla Chiesa, in seguito alla conversione del 1964, vedeva uscire dalla Chiesa stessa (fisicamente o intellettualmente) frotte di preti, suore, laici "impegnati", entusiasti dei valori del "mondo".
Tali valori erano: marxismo, relativismo, psicologismo, cancellazione del peccato (buonismo): anticaglie del 1700/1800.
Oggi molti Anglicani salgono sul gommone di salvataggio lanciato verso di loro dal Papa, mentre quella fascia di personale ecclesiastico cattolico coltiva estenuatamente la "novità invecchiata" di quei tempi.
P.S. Se c'è una dignità formale in molti atti di comunità scismatiche, è perché esse sono centrate su un orgoglioso "NOI". I Cattolici non potranno mai seguire tale strada, perché sono interessati alla realtà (o alle sue deformazioni), e non al proprio "spirito di corpo". A.Sordi individuò al volo, nell'immediato dopoguerra, la menzogna costituita dallo spirito dei "compagnucci della parrocchietta", che tentava di sostituire quello degli Italiani, realisti e disincantati proprio per la presenza del Papa.

Anonimo ha detto...

Bisogna però essere obiettivi e dire che le liturgie anglicane non sono sempre come quella del filmato (cfr. low church, dove sembrano più che altro calviniste, africa dove sembrano pentecostali ecc....).

Anonimo ha detto...

Caterina, scusami, qualche post fa parlasti delle profezie di Ildegarda.
A quali ti riferisci? puoi darmi un indirizzo?
MM

simone ha detto...

al di là dello sconcerto per come è definita la celebrazione eucaristica da un organo, quale la Conferenza Episcopale, che dovrebbe avere a cuore tali cose invice di ridurle a pagliacciate e teatrini di marionette, trovo che le foto siano fuorvianti. Nella prima c'è il sacerdote che, presumibilmente durante un'omelia, indossa il classico naso rosso alla Patch Adams. Probabilmente era in un'ospedale a celebrare messa per bambini malati in cui si adotta la terapia del sorriso (faccio notare che diversamente da molti sacerdoti, adotta un camice con collo stretto in conformità alle disposizioni dell'OGMR, diversamente da molti altri sacerdi e vescovi dal cui camice si vede di tutto e di più).
La seconda foto rappresenta una celebrazione in stile neocatecumenale i quali, come sappiamo, hanno un modo tutto loro di interpretare l'actuosa partecipatio e quindi non la adotterei a modello di celebrazione nelle chiese cattoliche.
La terza foto: l'latare, volenti o nolenti, è una mensa e una mensa è un tavolo. Quindi io non vedo tutto questo scandalo nel definirlo talo. L'altare porta con se una simbologia molto ricca e preziosa per la tradizione cattolica ma, per un'estraneo ai riti cattolici resta un tavolo.
L'ultima foto... è tristissima non vi è dubbio.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Simone,

le foto non sono affatto fuorvianti. Testimoniano varie attitudini all'espressione del variegato liturgismo cattolico postconciliare. C'è la terapia del sorriso, c'è il neocatecumenato, c'è la mensa (che non è un altare), c'è il pretuncolo con la brocca di vino...

D'altra parte Ratzinger nel 1992 affermava:

"Abbiamo una liturgia degenerata in “show”, nella quale si cerca di rendere la religione interessante con l’aiuto di idiozie alla moda e di massime morali seducenti, con dei successi momentanei nel gruppo dei fabbricanti di liturgia, e una attitudine all’arretramento tanto più pronunciata presso coloro che cercano nella liturgia non lo “showmaster” spirituale, ma l’incontro col Dio vivente davanti al quale ogni “fare” diventa insignificante, essendo solo questo incontro capace di farci accedere alle autentiche ricchezze dell’essere. "

Andrea ha detto...

Un commento a Simone: l'altare NON è una mensa, ma una Roccia.
E' quella del Calvario, su cui si drizzò la Croce e che fu bagnata dal Sangue di Cristo, ed è Cristo stesso ("Pietra angolare posta in Sion").
Solo il fatto che l'Uomo-Dio si sia offerto al Padre quel giorno ci consente oggi di nutrirci di Lui (ma non accostandoci direttamente all'altare).
L'Ultima Cena è l'ANTCIPAZIONE del Venerdì Santo, e comunque riguarda solo gli Apostoli (di cui uno traditore), con l'istituzione del Sacerdozio.

Anonimo ha detto...

Insomma, ognuno 'se la canta e se la suona'secondo il 'dono' di creatività ricevuto, mah!

simone ha detto...

@ Francesco Colafemmina: le foto sono fuorvianti poichè da esse si vuole far dedurre che tutte le celebrazioni cattoliche siano fatte così. Fortunatamente così non è!
La terapia del sorriso non credo la si possa definire "espressione del variegato liturgismo cattolico" e supponendo tale celebrazione si svolgesse in un ospedale alla presenza di bambini piccoli, il naso rosso in un momento dell'omelia a me non dà nessun senso di ribrezzo o avversità. Nè vedo in che modo possa darlo ad un cattolico.
Non metto in dubbio le parole dell'allora card. Ratzingher che anzi sottoscrivo appieno, ma vi solo al tempo stesso molte celebrazioni vissute con serietà e conformi ai dettami dell'OGMR del messale di Paolo VI (poichè se oggi la Messa è ridotta ad una pagliacciata in alcune celebrazioni non è perchè così prescrive il Messale di Paolo VI, ma perchè nessuno vigila perchè esso sia rispettato correttamente).
Perchè Lei dice che la mensa dell'altare nella foto non è tale?
Io dalla foto non capisco se la mensa sia in marmo o in legno (credo la prima, però) tuttavia se andiamo agli albori del cristianesimo gli altari erano composti appunto una la lastra e da dei supporti che la sorreggevano. Detto questo non capisco la sua avversità ad esso.

@ anonimo delle 9:15: l'altare è il luogo nel quale si trova la mensa sulla quale viene celebrata l'Eucaristia. La simbologia che ad essa si è associata e che chiarisce e specifica il suo senso e il suo significato sono irrilevanti per un ateo o comunque chi professa una fede diversa dalla Cattolica.
Io di nuovo non capisco lo scandolo nello spiegare che la mensa dell'altare è il tavolo su cui si celebra l'Eucaristia: può sembrare semplicistico, riduttivo ma di certo non è dissimile dalla realtà.
L'accostare il celebrante ad un attore e la liturgia ad uno spettacolo, invece, non solo è sbagliato ma è gravemente offensivo nei confronti del Cattolicesimo perchè fa dedurre che il tutto sia una pagliacciata.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Simone,

la mensa è mensa. L'altare è altare. Chiamare altare una mensa (ossia una tavola) significa mescolare due termini diversi.

E' o non è evidente che dopo la riforma liturgica l'altare si è trasformato in mensa (fosse pure in nome dell'archeologismo liturgico da lei citato)?

Quanto alla "terapia del sorriso" anche qui emerge la particolare attitudine "comunitaria" della nuova messa. Non più sacrificio ma banchetto, dove fra il popolo di Dio e il sacerdote si instaura una relazione non rituale, né spirituale, ma di azione (visiva ed auditiva). Non mi risulta che in 2000 anni di storia della liturgia cattolica i preti si siano mai mascherati da clown e abbiano organizzato spettacoli nel corso di una messa, fosse pure per il nobile scopo di alleviare le sofferenze dei bambini.

Che il rito riformato costituisca un passo in avanti verso il luteranesimo è un dato di fatto. E se gli abusi ci sono stati e continuano ad esserci non è soltanto per colpa di un'assenza di controllo, ma ciò è dovuto anche all'intrinseca natura del novus ordo, la cui assoluta distanza dal vetus ordo, ne ha fatto da un lato strumento di avanzamento riformatore e dall'altro poliedrica opportunità di modifiche individuali.

Con ciò nessuno ne nega la validità o cosa... sebbene sia stato realizzato da un massone come Mons. Bugnini.

Piuttosto si tratta di riconoscere l'eventuale aderenza alla realtà di quel glossario per non cattolici alla descrizione semplicistica di cosa sia il novus ordo.

Piero ha detto...

Buonasera a tutti
a proposito di tavoli e altari, volevo rendervi partecipi di una mia, personale, esperienza che mi è capitata più volte.
Come alcuni di voi sanno io sono Sottufficiale di Marina Militare, sono stato imbarcato più volte e ho navigato parecchio (escluso il Pacifico, ho visto tutto).
Capitava, durante le navigazioni più lunghe, di avere a bordo, per un certo periodo, un Cappellano Militare che, ovviamente, celebrava anche la Santa Messa; dove? in mensa equipaggio preparando l'altare sopra un tavolo della mensa.
Vi assicuro che l'emozione di partecipare all'Eucaristia in mezzo al mare, a volte anche agitato, me la porterò dietro per tutta la vita.
E cosa dire di Frà Ginepro da Pompeiana che celebrava Messa su di un tavolino alle truppe italiane in Etiopia, in Grecia e ai soldati della RSI durante la IIGM ?
Scrivo questo solo come esperienza personale, non certo per difendere gli obbrobri di ciò che abbiamo visto in questi anni di CVII.
Saluti
Piero e famiglia

Andrea ha detto...

Una breve puntualizzazione per Simone (non sono "anonimo", bensì Andrea): Cos'è l'Eucarestia? E' il rinnovarsi incruento del Sacrificio cruento dell'Uomo-Dio.
Se i non cattolici sono estranei a tale realtà sacramentale, ciò non toglie affatto che i Cattolici siano ovviamente tenuti a celebrarla in modo ben fondato (sulla "Roccia"). Solo così, fra l'altro, potranno offrire agli altri un segno convincente di Cristo.
Per Piero: certamente la Chiesa ha ben presente il principio "Summum ius, summa iniuria" (collegato, fra l'altro, alla polemica di Cristo contro i Farisei). Le Messe al campo, in navigazione, o in galera (sacerdoti incarcerati), sono qualcosa di sacrosanto.
L'ambiente militare ha una naturale consonanza con il Vangelo ("Vita hominis super terram militia est"), malgrado le gravi carenze nella gestione degli eserciti di ogni epoca.
Cari saluti

Francesco Colafemmina ha detto...

Possibile spiegazione: volevano indicare i termini corretti. Personalmente non la ritengo una spiegazione credibile, nonostante i media britannici siano tutt'altro che liturgicamente corretti.

http://catholicvote.org/discuss/index.php?p=10241

Anonimo ha detto...

Nella liturgia cattolica, l'altare non è una mensa, nemmeno in quella postconciliare; l'altare non è semplicemente una mensa, perchè rappresenta sempre il calvario ed è il luogo su cui si ripete il sacrificio di Cristo ogni volta che vi viene celebrata l'Eucaristia.

In alcune confessioni protestanti (non però in quelle anglicane e luterane), invece, è proprio così: non c'è altare, ma mensa (communion table) perché la comunione per loro ha solo valore di "Cena del Signore" e non valore di "sacrificio", quindi per loro non è altare ma solo mensa. E' una differenza importante.

La messa anglicana del video è per la precisione Episcopale Americana (ovviamente facente parte della comunione anglicana).

Presbiterio = palcoscenico
Sagrestia = dietro le quinte!