giovedì 23 settembre 2010

SAN PIO DA PIETRELCINA


Lettera di Padre Pio a Giuseppina Morgera, 5 Maggio 1916

Dilettissima figlia di Gesù, Gesù in tutta la sua vita mortale ci diede continue prove di amore, ma fra queste le più insigne sono il sacrificio del Calvario e l'istituzione della SS. Eucaristia.

Portiamoci con pensiero al Cenacolo; miriamo Gesù seduto a mensa con gli Apostoli, ha gli occhi splendenti di una luce straordinariamente soave; quel suo volto divino è oltre il solito accesso; Egli è pronto in una estasi d'amore! Rivolto agli Apostoli, con una voce commossa e affettuosa dice loro: "Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi prima di partire...". "Non si turbi però il cuore vostro e non tema, perché non vi lascerò orfani, ma sarò con voi sino alla consumazione dei secoli".

E finita la cena Pasquale prese il pane benedetto lo porge ai suoi: "Prendete e mangiata: questo è il mio corpo!". E la sostanza del pane si cangiò nel suo adorabile corpo. Poi prese il calice, e rese le grazie, disse: "Prendete e bevete: questo è il mio sangue, il sangue della nuova alleanza, che deve essere sparso per voi in remissione dei peccati". E la sostanza del vino si mutò nel suo sangue preziosissimo.

Ma la carità di questi divino Amante, figliuola mia, non é ancora al colmo. Egli volle che non solo i presenti fossero partecipi d'un dono sì grande, ma ancora tutti i suoi seguaci nei secoli a venire. La sua parola: "Fate questo in memoria di me" assicura l'universalità del dono attraverso tutti i luoghi e tutti i tempi. Egli ha dato compimento alla brame amorose del suo Cuore santissimo, che pure aveva detto di trovare le sue delizie con i figli degli uomini. La SS. Eucaristia non é solamente un compendio degli altri suoi doni, ma è un dono nuovo singolarissimo della sua immensa carità per noi, perché Gesù, dandosi in cibo e bevanda dell'uomo, con lui s'immedesima mediante l'unione la più perfetta che possa avverarsi fra le creature ed il Creatore; insieme con la santissima umanità gli dà i meriti infiniti acquistati su questa terra; gli dà la sua divinità con i tesori immensi della sua sapienza, della sua Onnipotenza, della sua bontà.

Vi benedico in Gesù.

3 commenti:

Andrea ha detto...

Una sola nota, ringraziando Francesco per aver portato questa voce di Paradiso (già nel 1916, a 29 anni!) nelle nostre case:
l'abisso esistente fra le pretese luciferine all'"essere come Dio" e la dinamica cattolica a diventare santi è tutto nell'abisso fra realismo e delirio.
Il realismo dice che ognuno dà, se lo vuole, ciò che ha: Cristo ha i "meriti infiniti della sua umanità" e ha "la sua divinità con i suoi immensi tesori", e vuole, anzi arde, di darceli !

Anonimo ha detto...

La purezza del diavolo
Tempi n.36 15 settembre 2010

«il primo avversario della Chiesa non è l’ateo», perché Satana non dubita di Dio né della sua dottrina. Quel che non sopporta è «l’idea di doverlo adorare nella carne». Per questo il progetto del demonio è da sempre «ridurre il cristianesimo a spiritualismo, la sua specialità».
Intervista a Fabrice Hadjadj
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=4100

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Anonimo ha detto...

Caro cardo salutis.