giovedì 21 ottobre 2010

ADEGUIAMOCI TUTTI QUANTI ALLEGRAMENTE!


di Francesco Colafemmina

Il 24 settembre scorso inviavo alla Diocesi di Acerra il seguente messaggio:

Gentili Signori,

Leggendo il bando del concorso per l’adeguamento liturgico della Cattedrale di Acerra, pubblicato sul sito internet diocesano e già arrivato alla seconda fase di selezione delle proposte progettuali, non ho potuto non notare l’assenza fra i documenti elencati a pagina 5 del suddetto bando, di un documento di fondamentale importanza e ben più recente delle norme per l’adeguamento liturgico CEI. Mi riferisco all’Esortazione Apostolica postsinodale “Sacramentum Caritatis” di Papa Benedetto XVI, pubblicata nel 2007.

Tale documento, mette in discussione taluni dati delle norme CEI, in particolare quando all’art.69 afferma: “in relazione all'importanza della custodia eucaristica e dell'adorazione e riverenza nei confronti del sacramento del Sacrificio di Cristo, il Sinodo dei Vescovi si è interrogato riguardo all'adeguata collocazione del tabernacolo all'interno delle nostre chiese. La sua corretta posizione, infatti, aiuta a riconoscere la presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento. È necessario pertanto che il luogo in cui vengono conservate le specie eucaristiche sia facilmente individuabile, grazie anche alla lampada perenne, da chiunque entri in chiesa. A tale fine, occorre tenere conto della disposizione architettonica dell'edificio sacro: nelle chiese in cui non esiste la cappella del Santissimo Sacramento e permane l'altare maggiore con il tabernacolo, è opportuno continuare ad avvalersi di tale struttura per la conservazione ed adorazione dell'Eucaristia, evitando di collocarvi innanzi la sede del celebrante.”

Altare Maggiore

In particolare il testo ufficiale in lingua latina ribadisce: "opportunum est eadem uti structura ad servandam et adorandam Eucharistiam, dum impeditur ne celebrantis sedes ante eam collocetur".

Vista, tra l'altro, la particolare vigoria dell'insegnamento liturgico di Papa Benedetto XVI, e il suo costante impegno per scongiurare interventi di "adeguamento" spesso ideologici e distruttivi di quel senso della continuità della Chiesa che più volte il Santo Padre ha rammentato, sarebbe opportuno tener conto anche di questo elemento normativo nellavalutazione di un "adeguamento" liturgico.

Oltretutto è significativo che il Santo Padre abbia fatto restaurare la Cappella Paolina in Vaticano, ripristinando l'antico altare, senza alcuna forma di pregiudizio liturgico verso la celebrazione coram Deo.
La preziosa cattedrale di Acerra presenta tra l'altro una perfetta armonia fra altare, iconografia e funzionalità liturgica che andrebbe in ogni caso irrimediabilmente persa con forme invasive di "adeguamento".
D'altra parte vi sono ragioni specifiche per cui non si debba considerare l'applicazione della Sacramentum Caritatis in questo progetto?
E forse Sua Eccellenza Mons. Rinaldi reputa le esortazioni apostoliche meno importanti dei documenti della CEI? E più fondamentale dedicare, in questo periodo di grave crisi economica, 200.000 € ad un adeguamento liturgico (quasi che fra vetus e novus ordo vi fosse rottura e discontinuità - contrariamente a quando afferma il Pontefice) che alla cura pastorale dei fedeli disoccupati e in gravi situazioni di indigenza?

Grazie per l'attenzione e cordiali saluti in Domino Jesu.


Naturalmente non ho ancora ricevuto risposta alcuna! Stranamente, però, mi è arrivata prima la proposta di iscrivermi ad un corso di Arte Sacra, organizzato dalla Diocesi di Acerra e, successivamente, è stato postato in un commento il link ad una rivista della Diocesi di Acerra che trattava di architettura sacra...

Aggiungo però che sul sito della Diocesi, precisamente qui, è scritto quanto segue: Balaustra: A fronte della richiesta della Soprintendenza per i Beni culturali a ricollocare la balaustra sull'Altare maggiore, ancora attuale, sono da considerarsi le necessità pastorali della Diocesi.

Mi domando ancora quali siano le "necessità pastorali della Diocesi" che impongano di non ricollocare la balaustra!!!

Ma ad Acerra sono, come si suol dire, "avanti"... Nella rivista il cui link mi è stato inviato sibillinamente si fa riferimento al processo di adeguamento liturgico della Cattedrale, specificando che: "prossima tappa del concorso sarà l’11 febbraio 2011 in cui si decreterà il vincitore del concorso con un convegno, una mostra e la pubblicazione del testo contenente tutte le idee progettuali presentate." Quindi una evidente discrasia fra obiettivi liturgici ed evento mondano che conduce alla sopravvalutazione di quest'ultimo nell'ottica di esaltazione del vuoto che troppo spesso contraddistingue i nostri pastori.
Esaltazione del vuoto, avete ben compreso, perché l'esibizione e la discussione sullo sperimentalismo dell'adeguamento liturgico a chi può interessare se non a 4, dico 4, gatti? Come può il popolo di Dio trovare interesse nell'esaltazione di progetti, ossia di idee vuote, perché non saranno mai realizzate, invece che nell'esaltazione della verità della fede che prende forma nell'arte e nell'architettura?
Mostre, convegni, pubblicazioni: a questo si riduce il processo di "adeguamento liturgico". E non potrebbe che essere così. L'ideologia, in tutte le sue forme, ha bisogno di "pressione culturale" o pseudo-tale per imporsi sulle masse. E visto che gli adeguamenti liturgici nascono solo da esigenze ideologiche è necessario che vengano accompagnati dalla creazione di "eventi" volti a ri-plasmare l'approccio dei fedeli con le forme del sacro e l'ordine dello spazio sacro.

La chiesa di Mussotto d'Alba: notate l'immagine di Cristo e le sedie (scomode) senza inginocchiatoi...


Assieme agli eventi giunge quindi l'esortazione ad aprirsi "al nuovo che avanza". Quindi la stessa rivista auspica la realizzazione di chiese che nulla hanno né di cattolico né di chiesa come quella realizzata nella Diocesi di Alba a Mussotto dallo studio Dellapiana.

Il giudizio della rivista è positivo: "Molte sono le caratteristiche di questa nuova Chiesa; le linee semplici e ardite che interpretano in chiave attuale il simbolo della capanna, la luce che si riflette sulla copertura metallica, si insinua all'interno grazie al gioco dei tagli nella struttura, e l'acqua che, sfruttando la vicinanza di un canale, entra protagonista nella progettazione e fa da contorno alla nuova Chiesa parrocchiale. Elementi - la capanna, la luce e l'acqua - simboli della religione cristiana che sono stati interpretati e trasformati in una struttura evoluta: «è la celebrazione moderna del passato e delle tradizioni, la realizzazione di un simbolo che racchiude – e la riflette – la bellezza di ciò che la circonda; innalzando grazie alle linee ardite – lo sguardo verso l'origine di tutto»."

Eppure questo giudizio è ideologico. Perché non ci si può nascondere dietro un dito. Ai fedeli di tutto il mondo queste porcherie non piacciono proprio! Perciò si è reso necessario nel tempo imporle dall'alto, stabilendo un connubio ideale fra nuovi ideologi clericali e circoli dell'intellettualismo architettonico e artistico, entrambi nutriti di autoreferenzialismo ed elitarismo.
L'umiltà sia dei chierici che degli architetti e degli artisti è andata letteralmente a farsi benedire! E per umiltà si intende quell'atteggiamento spirituale, morale e ideale che parte dal rispetto e dal devoto apprezzamento prima per la tradizione ossia per quei milioni di cattolici che per secoli hanno pregato in chiese costruite a forma di chiese e su altari che non fossero mense e via dicendo, e poi mette l'io creatore e pensante dinanzi a questa esperienza della Chiesa, rinunciando ad atteggiamenti dialettici rispetto al passato, ma guardando nel passato un tesoro da far risplendere attraverso il proprio contributo nel presente.

Perdere il legame con il passato significa ricreare una nuova tradizione. Le chiese che si costruiscono da 60 anni a questa parte stanno già creando una nuova tradizione che si identifica con l'ideologia liturgica post conciliare e una visione distorta dell'ecclesiologia venuta fuori dal Concilio.

Questa è ermeneutica della rottura applicata nell'ambito dell'arte e dell'architettura e fino a quando non sarà stata sgominata la radice diabolica di tutte le distruzioni e manipolazioni compiute negli ultimi 60 anni, non si potrà ambire a costruire nuove chiese che siano espressione di quella sana continuità di cui deve per forza di cose nutrirsi il Corpo Mistico di Cristo.

Ringrazio intanto la Diocesi di Acerra per aver favorito queste mie riflessioni che, pur se non cambieranno la testa montata al contrario degli ideologi degli adeguamenti e delle riforme liturgiche, forse aiuteranno i fedeli a migliorare la propria consapevolezza delle ragioni di cambiamenti repentini, illogici ed ingiustificati, oltre che costosi.

Così, prima di concludere, vorrei ricordare ai lettori che la C.E.I. spende ogni anno vagonate di euro per "adeguare" le chiese antiche italiane e costruire nuove chiese dell'orrore. E la domanda legittima è: se il Papa non spende questi inutili soldi per rimpiazzare gli altari antichi di San Pietro, perché i Vescovi italiani devono sentire l'esigenza di buttare denari preziosi in tempo di crisi per costruire nuove chiese orribili e adeguare chiese antiche? Forse hanno perso di vista il valore del denaro? O piuttosto il servizio dell'ideologia del postconcilio è più forte di qualsiasi altro servizio nei riguardi del popolo di Dio e soprattutto di Dio stesso?

32 commenti:

Anonimo ha detto...

Segnalo il concorso per la costruzione della nuova chiesa di San Nicolò (PC): la fiera dell'orrido, ovviamente.
Qui http://www.piacenzadiocesi.tv/archives/339

si vedono i cinque progetti giunti in finale.

Andrea ha detto...

-1860 (settembre): Garibaldi entra a Napoli, dando inizio al massacro del Sud: "paradiso abitato da diavoli", da purgare e riedificare.
-2010 (giugno) : con 150 anni di ritardo, il Clero napoletano(una sua parte!) decide di ringraziare i "liberatori" e di IMPORTARE dal loro ambiente ligure-piemontese massonizzato una piramide decostruita, al cui interno dovrebbero situarsi dei "credenti adulti", rivolti verso "L'ORIGINE DI TUTTO", ovviamente in piedi.
Due cose:
1- la Chiesa, e ogni chiesa, non è "capanna", ma "CASA costruita sulla Roccia" (Mt 7,24). Avendo, per grazia, la possibilità reale di FARE la volontà del Padre (Mt 7,21), non siamo più schiavi-fanciulli, ma figli-eredi (Gal 4, 1-7). Alcuni, invece, vogliono tornare al Sinai e alla condizione precaria: Gal 4, 21-31.
2- la formula "ORIGINE dI TUTTO", in luogo di "Creatore del Cielo e della Terra", è la quintessenza del deismo massonico (e della sua ossessione per il "da dove veniamo"?) che il Santo Padre non si stanca di condannare (l'ultima volta, ai seminaristi, pochi giorni fa). Cristo, invece che indietro, ci fa guardare AVANTI, oltre la fine dei singoli e del mondo.
3- la prof.ssa Pellicciari diceva in questi giorni a Radio Maria che il Protestantesimo, in particolare quello inglese, cercò per secoli il modo per colpire la Chiesa al cuore (Roma-Papato-Italia), finché non vi riuscì nel XIX secolo grazie al "Risorgimento". Il Regno di Napoli ha pagato questo con centinaia di migliaia di morti in pochi anni (soprattutto 1860-1870). Oggi siamo moralmente "inchiodati" a quel tempo: i Meridionali (meglio, abitanti dell'Italia Mediterranea) sono gli ultimi della classe(della protestantizzazione) o i primi testimoni della genuina Civiltà Cristiana ?

Camminante ha detto...

Ne sono convinto: c'è un progetto per desacralizzare quanto poco di tradizionale sia rimasto: uccisa la messa di sempre, ora si passa ai templi. Guarda caso ci si rivolge alle chiese cattedrali, madri delle diocesi, dove celebra il pastore per eccellenza, il vescovo.
Lo stile moderno, dopo aver latitato per anni nelle periferie, dove ha incassato il sostanziale silenzio del Popolo di Dio (tutti a detestare sottovoce, ma nessuno a scriver lettere, sarebbe contro la modernità...) ora si riversa al centro.
Davvero fanno riflettere le rivelazioni della beata Emmerich sulla costruzione aberrante di una chiesa non voluta da Dio e destinata a cadere...

Andrea ha detto...

Caro Camminante, con tutto il rispetto (vero e non di maniera), quando si ricordano le profezie bisogna ricordare anche che esse si accompagnano a condizioni morali. La "classica" affermazione della Madonna è "se gli uomini non cesseranno di offendere Dio..., oppure "se la Russia sarà consacrata al mio Cuore Immacolato..." (Fatima).
La profezia cristiana non è "veggenza" di un futuro velato, ma richiamo alle CONSEGUENZE di ciò che avviene oggi.

Anonimo ha detto...

salve professor colafemmina ,mi complimento per il bellissimo blog e per la sua opera di salvare gli altari di una volta e l arte cristiana dal modernismo delle chiese nuove che fanno ribrezzo

Anonimo ha detto...

"A fronte della richiesta della Soprintendenza per i Beni culturali a ricollocare la balaustra sull'Altare maggiore, ancora attuale, sono da considerarsi le necessità pa
storali della Diocesi"
Grazie per aver riportato questo, a risposta di chi invoca interventi delle Soprintendenze e non conosce la realtà. Dott. Colafemmina questa risposta deve esser lo standard italiano, è diffusissima.
Annamarilu

Francesco Colafemmina ha detto...

Grazie per l'apprezzamento. ;-)


Per Annamarilu:

In base al Concordato dell'84 e a successivi accordi (vedi quello Ruini-Urbani del 2005), la Chiesa Cattolica Italiana ha il diritto di scavalcare le indicazioni della Soprintendenza qualora si tratti di questioni "relative alle esigenze di culto":

"Circa i progetti di adeguamento liturgico da realizzare negli edifici aperti al culto rientranti fra i beni culturali di cui all’art. 2, comma 1, presentati con le modalità previste dai commi precedenti, il soprin- tendente competente per materia e territorio procede, relativamente alle esigenze di culto, d’accordo con il vescovo diocesano, in confor- mità alle disposizioni della legislazione statale in materia di tutela. Qualora l’accordo non sia raggiunto a livello locale o regionale e in presenza di rilevanti questioni di principio, si procede ai sensi del- l’art. 2, comma 5, ultimo periodo."

L'art.2 comma 5 all'ultimo periodo dice:

" Qualora l’accordo non sia raggiunto a livello locale o regionale e in presenza di rilevanti questioni di principio, il capo del dipartimento competente per materia, d’intesa con il Presidente della CEI o con un suo delegato, impartisce le direttive idonee a consentire una soluzione adeguata e condivisa."

Naturalmente non esistono sovrintendenti che decidono di ricorrere a Bagnasco per dirimere questioni relative ad altari etc...

I sovrintendenti solitamente hanno buon gusto e la cosa di cui più si lamentano è la raccapricciante ignoranza estetica del clero... E ne hanno ben donde!

Piero ha detto...

salve a tutti
c'è da mettersi le mani nei capelli!!!
Questi vescovi hanno perso la bussola, sono totalmente in balia della massoneria, del progressismo, del mondialismo, della globalizzazione, del comunismo strisciante della UE; sono pieni di vita terrena enonj hanno più nulla di religioso.
Saluti
Piero e famiglia
Valleregia (GE)

Anonimo ha detto...

http://www.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/148521AWN1100/M/28501AWN1107

http://www.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/148861AWN1100/M/30171AWN1107

Anonimo ha detto...

Caro Dott. Francesco, la seguo da tempo con interesse e stima e mi ritrovo in ciò che lei scrive e segnala, specialmente durante i miei viaggi in cui ho l'opportunità di vedere cosa si sta combinando in molte chiese o cosa già si è fatto. Non capirò mai queste direttive che vogliono il Tabernacolo confinato in una cappella laterale, tolto dall'Altare centrale, anzi, l'Altare stesso è demolito per far posto alla sede del celebrante, ovviamente perchè sia visibile a tutti e per "ragioni pastorali". Il "nuovo altare" nelle chiese barocche, è posto il più vicino possibile all'assemblea, in posizione centrale. Dicono i novelli liturgisti, che a questo "nuovo altare" bisogna fare la riverenza, perchè questo e solo questo è la presenza viva di Dio in mezzo al suo popolo. Ecco spiegata la ragione per cui il Tabernacolo è alloggiato in un posto secondario. Si dice spesso che tale scelta agevola l'adorazione e la preghiera del fedele: siamo sicuri? La cappella del Santissimo è spesso piccola, priva di banchi, non vi entrano nemmeno quattro persone, tanto è piccina. Quest'estate ho avuto modo di visitare le chiese barocche del nostro Sud, dalla Puglia alla Sicilia. La sede del celebrante è posta al centro, dietro l'altare centrale, scomparse le balaustre per far più spazio e allungare il presbiterio in avanti, oltre il transetto centrale, e lì porre il nuovo altare-mensa. Cosa si è fatto nelle belle chiese del barocco siciliano! Penso a Noto, Ragusa, Modica, Scicli, Catania, Siracusa. E potrei continuare ancora.
La Cei decide che..., la Commissione liturgica ha stabilito che...: siamo in presenza a persone che vogliono umiliare la liturgia antica e imporre con prepotenza la nuova, logorroica e vuota liturgia post-conciliare. Il Tutto per quelle famose "ragioni pastorali" e per far sì che il popolo di Dio partecipi attivamente alla liturgia. Per questo il "Padrone di casa" è confinato altrove, in una buia cappella laterale. Che pena!
Francesco

La verità vi farà liberi ha detto...

Caro Sig.Colafemmina stupisce che lei dica certe cose.Legga la relazione di Mons.Mauro Piacenza
"La custodia dell'Eucarestia il Tabernacolo e la sua storia"sul sito www.vatican.va.Circa il Tabernacolo mai stato sull'altare prima del Concilio di Trento la prego di notare questo passaggio della relazione di Mons.Piacenza:

"Nella maggior parte delle nostre chiese, per note ragioni storiche, l’elemento centrale – dominante sullo stesso altare – è stato, per circa quattro secoli, il
tabernacolo eucaristico.
L’adeguamento liturgico delle chiese esistenti, mirante a esaltare il primato della celebrazione eucaristica e quindi la centralità dell’altare, deve riconoscere anche la funzione specifica della riserva eucaristica. Si ritiene necessario, perciò, che, in occasione di eventuali interventi di adeguamento sia dedicata una particolare cura al “luogo” e alle caratteristiche della riserva eucaristica. In tal caso, il riservare un luogo a sé per la conservazione dell’Eucaristia deve essere inteso in modo tale da consentire di sottolineare ancor di più il mistero della permanenza della presenza reale e di creare le condizioni per la sua adorazione (cfr. Istitutio Generalis, nn. 314-317; CIC. cc. 934-944)".

La verità vi farà liberi ha detto...

Inoltre anche l'altare ad paretes
è tardivo.Anticamente l'altare era staccato dalla parete al centro dellassemblea come ci informa San Giovanni Crisostomo:

Dalle "Catechesi" di san Giovanni Crisostomo, vescovo 334/354-407 d.c. .

Mosè e Cristo

Il nostro Mosè leva le mani al cielo e ci procura un cibo eterno. Il primo percosse la pietra, facendone scaturire torrenti d'acqua. Questi tocca la MENSA, percuote la mistica tavola e fa sgorgare le fonti dello Spirito. Ecco il motivo per il quale LA MENSA E' POSTA AL CENTRO, come una sorgente, perchè i greggi accorrano da tutte le parti ad essa e si dissetino alle sue acque salutari".

Non so se ha notato caro Colafemmina come S.Giovanni Crisostomo chiama l'altare
"MENSA"e ci informa che ai suoi tempi si poneva l'altare al centro non AD PARETES.A ME SEMBRA MOLTO FAMILIARE MI RICORDA UNA PRASSI LITURGICA CHE MI E' MOLTO FAMILIARE,E CHE VOI CONDANNATE.NON SEMBRA ANCHE A LEI?
Sia ben chiaro che non voglio dire che bisogna distruggere gli altari ad paretes di valore storico.Dico solo che non bisogna neanche enfatizzarli ritenendoli piu' fedeli alla TRADIZIONE di quelli staccati dalla parete.Anzi semmai è vero il contrario.

Caterina63 ha detto...

Perdonate l'OT

Abbiamo bisogno di una urgentissima Catena di Preghiera per una bambina nata da poco ed in coma irreversibile...

figlia di amici di cui ben conosciamo la devozione e la retta fede cristiana...

Sposati da un anno, giovani, erano in attesa di due gemelline, ma si sono accorti che una delle due era morta a causa di un triplo giro cordone ombelicale che le ha impedito di nutrirsi. Appena se ne sono accorti i medici, davvero scrupolosi e correttamente professionali, hanno provveduto ad un cesareo e si sono accorti che la seconda bambina aveva ricevuto troppo sangue al cervello che l'ha resa, al momento, in coma....

Al momento sembra irreversibile e quand'anche uscisse dal coma è previsto per lei un Calvario dal momento che tutte le funzioni celebrali sono state gravemente compromesse....

I Genitori, e noi loro amici, crediamo e speriamo in un miracolo!

Essi chiedono che si concretizzi la volontà di Dio e ricevano la forza per non mollare questa battaglia durissima....

Vi supplico, fate circolare questa richiesta di Preghiera, che il mondo sappia che Dio non ci abbandona, che il Signore è con noi....

Strappiamo questo miracolo o che termini un Calvario per il quale le forze umane davvero sono impossibilitate da sostenere...



Grazie per questa condivisione!

LDCaterina63 (Dorotea)

La verità vi farà liberi ha detto...

Faccio un altra osservazione.Anche
l'altare Papale in S.Pietro in Vaticano è staccato dalla parete.
Non sono un esperto di arte per carità.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Votantonio,

le rispondo subito:

1. Per quanto concerne Mons. Piacenza è evidente che il suo discorso precede la Sacramentum Caritatis del 2007. Se Piacenza parlava in questi termini nel 2004 non faceva altro che ribadire la vulgata liturgico artistica e le assicuro che ciò non vuol dire che la supportasse personalmente.

2. Stabilito che il Papa esorta a lasciare gli altari dove sono e a lasciarci i tabernacoli, il ricorso all'archeologismo storico non è certo una giusta risposta ai problemi del "cambiamento".

Mi spiego: con quale criterio si decide che l'altare del IV secolo deve rimpiazzare quello del XVI? Un criterio di "antichità"? Ma è paradossale che da un lato si modernizzi in maniera furiosa e dall'altro si ricorra all'archeologismo!

Se la Chiesa è in movimento ciò non vuol dire che bisogna scavalcare a piè pari secoli di storia per ritornare indietro e poi riaccelerare verso il futuro.

Oltretutto le faccio notare che le scelte del Concilio Tridentino erano più che mai oculate: la centralità dell'Eucaristia e la verità del sacrificio di Cristo vengono messe ancor più in evidenza grazie all'altare come lo si è conosciuto fino al 1900. Ed è inoltre erroneo affermare che un altare del 1700 o del 1800 sia tridentino, perché in realtà è un altare cattolico.

3. Ciò cui fa riferimento San Giovanni è sì l'Aghia Trapeza (Santa Mensa) che è ancor oggi l'altare ortodosso. Pure, San Giovanni chiama la Trapeza anche Bhma, ossia altare. Ed infatti ancor oggi è definito Ierò thysiastirio (luogo del santo sacrificio).
In tal senso quell'altare fungeva da congiunzione simbolica tra l'ultima cena e il sacrificio di Cristo.
E così va letto l'altare della Basilica di San Pietro, dove la solennità del ciborio e l'elevazione sulla tomba di Pietro sono elementi fondamentali che giustificano la sua foggia.

Quando però c'è stata la Riforma, la Chiesa Cattolica ha pensato bene di esaltare forme di altari che fossero in grado di evidenziare l'elemento sacrificale della Messa e la centralità dell'Eucaristia intesa quale corpo vivo di Cristo.

Se quindi la Chiesa Cattolica crede ancora nella centralità dell'Eucaristia e nell'essenza sacrificale della Messa perché deve abbandonare un altare per l'altro, tanto più che così facendo non si distingue nemmeno architettonicamente dagli usi delle chiese protestanti?

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Votantonio,

le rispondo subito:

1. Per quanto concerne Mons. Piacenza è evidente che il suo discorso precede la Sacramentum Caritatis del 2007. Se Piacenza parlava in questi termini nel 2004 non faceva altro che ribadire la vulgata liturgico artistica e le assicuro che ciò non vuol dire che la supportasse personalmente.

2. Stabilito che il Papa esorta a lasciare gli altari dove sono e a lasciarci i tabernacoli, il ricorso all'archeologismo storico non è certo una giusta risposta ai problemi del "cambiamento".

Mi spiego: con quale criterio si decide che l'altare del IV secolo deve rimpiazzare quello del XVI? Un criterio di "antichità"? Ma è paradossale che da un lato si modernizzi in maniera furiosa e dall'altro si ricorra all'archeologismo!

Se la Chiesa è in movimento ciò non vuol dire che bisogna scavalcare a piè pari secoli di storia per ritornare indietro e poi riaccelerare verso il futuro.

Francesco Colafemmina ha detto...

Oltretutto le faccio notare che le scelte del Concilio Tridentino erano più che mai oculate: la centralità dell'Eucaristia e la verità del sacrificio di Cristo vengono messe ancor più in evidenza grazie all'altare come lo si è conosciuto fino al 1900. Ed è inoltre erroneo affermare che un altare del 1700 o del 1800 sia tridentino, perché in realtà è un altare cattolico.

3. Ciò cui fa riferimento San Giovanni è sì l'Aghia Trapeza (Santa Mensa) che è ancor oggi l'altare ortodosso. Pure, San Giovanni chiama la Trapeza anche Bhma, ossia altare. Ed infatti ancor oggi è definito Ierò thysiastirio (luogo del santo sacrificio).
In tal senso quell'altare fungeva da congiunzione simbolica tra l'ultima cena e il sacrificio di Cristo.
E così va letto l'altare della Basilica di San Pietro, dove la solennità del ciborio e l'elevazione sulla tomba di Pietro sono elementi fondamentali che giustificano la sua foggia.

Quando però c'è stata la Riforma, la Chiesa Cattolica ha pensato bene di esaltare forme di altari che fossero in grado di evidenziare l'elemento sacrificale della Messa e la centralità dell'Eucaristia intesa quale corpo vivo di Cristo.

Se quindi la Chiesa Cattolica crede ancora nella centralità dell'Eucaristia e nell'essenza sacrificale della Messa perché deve abbandonare un altare per l'altro, tanto più che così facendo non si distingue nemmeno architettonicamente dagli usi delle chiese protestanti?

Andrea ha detto...

Coraggio, cara Caterina (Dorotea), e coraggio ai tuoi amici.
La preghiera è assicurata !

Andrea ha detto...

Caro Francesco, l'archeologismo, anche per quanto riguarda gli altari, viene anch'esso dalla mentalità deistica a cui facevo cenno nel mio punto 2: si va affannosamente in cerca del "paradiso perduto" (in questo caso della mitica "Chiesa dei primordi"), anziché vivere l'oggi e guardare avanti.
Analogamente, l'"intellettuale" ama ridurre ogni cosa alla sua impalcatura, secondo lo schema "non è altro che...".
Invece lo "studioso", innamorato del reale, guarda con simpatia la ricchezza e la varietà irriducibili di ciò di cui si occupa.

La verità vi farà liberi ha detto...

Caro Colafemmina ma perchè metti la moderazione.Hai paura di me?Se
sei esperto non dovresti avere problemi a risposndere alle mei domande?

Areki ha detto...

Caro Francesco Colafemmina sono completamente ed assolutamente daccordo con te.
Le norme della C.E.I. sono frutti degli epigoni di quel distruttore dell liturgia romana e massone che è stato Mons. Bugnini. Hanno un odio per tutto ciò che è sacro e cattolico anche se si ammantano di argomenti storici-patristici ad usum delphini e quando gli fa comodo. Sono modernisti eretici e basta.
don Bernardo

Piero ha detto...

buonasera a tutti
vado fuori tema ma, per una notizia che da speranza:
L'Osservatore Romano è l'unica voce, di quelle "ufficiali" che si è schierato contro l'iniqua e vergognosa proposta di legge "bipartisan" sul divieto di qualsiasi studio ulteriore sull'olocausto, pena il carcere per chi solleva dubbi in proposito.
Signori, siamo ufficialmente tornati in UNIONE SOVIETICA
saluti
e buon fine settimana
Piero e famiglia

Anonimo ha detto...

Ma soprattutto...la riserva eucaristica riposta in una stanza a parte, con porte chiuse, nessun banco e portata all'altare durante la Santa Messa dentro vassoi in vetro da laici con atteggiamenti da maitre (in tenuta sportiva). E' questa la sacralità? E' a questo che serve tenerla nascosta? Confondere, in questi tempi di catechismo fai da me, dissimulare la realtà di quell'ostia, in una stanza a parte come il pane del panettiere, portarla all'altare così con nonchalance. Hai voglia a far comprendere la differenza tra comunicarsi con le zampacce e farla in ginocchio, avendo quel frisson (me lo passi dott. Colafemmina) pensando a chi si sta per ricevere! Per non parlare delle piissime donne che prendono i calici, le patene lasciati sull'altare...e se li portano in giro per la chiesa chiacchierando.
@Francesco Colafemmina
Bravo! eh, le normative...
annamarilù

Anonimo ha detto...

Piu' che indirizzare lo sguardo verso l'alto viene da distoglierlo da questo ammasso informe di cemento e metallo. Quanto alla capanna che assurge a simbolo della religione cristiana, beh, lasciamo perdere: forse c'e' qualcosa di piu' importante del canale di scolo che circoscrive questo sghembume (perdonate il neologismo ma intendo celebrare la tradizione della lingua italiana). La croce fuori ha l'aria triste di qualcuno appena sfrattato da casa sua, infatti dentro questa perla di edificio si fatica ad intravederne una, mentre ammiriamo una bellissimissima immagine (Lei e' sicuro che si tratti di Gesu'?!) degna di un Rublev. Ah, scordavo le sedie: considerati schienali e sedili gli unici crocifissi li dentro saranno gli sventurati che oseranno sedersi. Come si puo', infine, racchiudere qualcosa e, allo stesso tempo, rifletterlo e' un mistero della fisica cattolica adulta, oltre Einstein, dritti verso il buco nero!

Luciano Rambaldi ha detto...

Agli estensori del'articolo Einstein gli fa un baffo: come si fa a racchiudere qualcosa e, al contempo, rifletterlo? Avete notato l'aria triste della croce?: Sembra uno appena sfrattato da casa, se "casa" puo' definirsi quello sghembume immortalato nelle foto. Bellissimissimo (tanto per onorare le nobili tradizioni della lingua italiana) il ritratto, di chi non si sa. Saluti.

Caterina63 ha detto...

Cantualeantonianum, qui
http://www.cantualeantonianum.com/2010/10/unaltra-chiesa-ultramoderna-intitolata.html

ha inserito un ulterior commento per un altra chiesa intitolata a Padre Pio a Roma...

mi si chiede, da lettore, un parere...
guardo la foto:
http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/chiesainterno.jpg

resto senza parole...certamente senza parole...e alle parole di Francesco:
"adeguiamoci tutti quanti"
concedetemi di non farlo allegramente, ma piangendo e soffrendo!

Questo ci viene IMPOSTO e su questa ingiustizia riceveremo giustizia...

dunque riguardo la foto e cosa posso pensare?
GESU' DOVE SEI?
non vedo il Tabernacolo, al lato dx dalla mia mano che scrive, vedo nella foto una specie di "biblioteca" o chissà cosa, al lato sx una sorta di "palchetto" o per i cantori o per chissà altro...

ne deduco quanto segue:
dopo I SENSI DI COLPA ora si svuotano le nuove chiese di tutto e da tutto...
prima, lo stile barocco, rinascimentale, medioevale, ecc... RIEMPIVA le Chiese di ogni GRAZIA E DONO, forse erano troppo "piene" ma il fedel trovava TUTTO e aveva l'imbarazzo della scelta, cercando fra i tanti anche il Santo a cui votarsi, la Vergine da venerare....

In queste Chiese MODERNE E' SPARITO TUTTO....non ci sono più ne santi nè Madonne, ne angioli, ne Scrittura, ne dottrina, nè Sacramenti in chiave allegorica...
c'è IL VUOTO ASSOLUTO, IL NULLA dentro il quale il fedele può, forse, sbizzarrirsi, INVENTARSI, crearsi un immaginario dottrinale E CULTURALE...e si, perchè con queste Chiese è stato fatto sparire il NUCLEO DELLA NOSTRA CULTURA CATTOLICA...

Ritorniamo fra 50 anni in questa Chiesa e la vedremo corrosa, arrugginita, sempre vuota, satura di vecchiume...sempre che prima l'Islam non l'abbia acquistata nel frattempo trasformandola in Moschea, RIEMPENDOLA DI TAPPETI PREZIOSI ED ARAZZI....

Chi vivrà vedrà, io grazie a Dio probabilmente non ci sarò, ma pregherò per i cattolici che verranno dopo di me e che avranno da combattere il doppio per ritrovare una Chiesa decente che possa dirsi CATTOLICA culturalmente e dottrinalmente....
grazie a Dio sembra che al momento le BASILICHE resteranno intatte, quelle romane...

Caterina63 ha detto...

P.S.
Grazie Andrea e grazie a quanti vorranno unirsi a questa Preghiera, appena avrò aggiornamenti ve lo farò sapere!

Gianpaolo1951 ha detto...

Noto una gran fretta a far sparire quel po’ di sacro che è rimasto nelle vere chiese…
Per me si tratta di una lotta contro il “Summorum Pontificum” di Papa Benedetto XVI, perché eliminando i vecchi altari, si elimina automaticamente la possibilità di celebrare “Coram Deo”…, quindi la Messa Tridentina!...
E chi l’avrebbe mai detto che sarebbero stati proprio i preti i veri nemici della Chiesa Cattolica?!?
Che Dio abbia pietà di loro!!!

Andrea ha detto...

Un commento a Caterina:

Gnosticismo (anima di TUTTE le eresie): cercare in sé, in un'illuminazione mentale, la "chiave del mistero". Vedi Sherlock Holmes.
L'accento è messo sull'eccezionalità del "Genio", che si eleva sulla "massa di pecore" (in fondo, sul culto di Lucifero).

Fede cattolica: accogliere i DONI provenienti da Dio con INTELLIGENZA e AMORE. Vedi Parabola dei Talenti.
L'accento è messo sulla preziosità dei Beni che ci ritoviamo, noi tutti, a portata di mano (in fondo, sulla stupefacente Bontà del Padre).

Piero ha detto...

buona domenica a tutti
@Caterina63; io non mi preoccupo(non ne vedo il motivo), poi magari mi sbaglierò, degli islamici.
A me terrorizzano i "fratelli maggiori", coloro che tramite Mossad e Cia, hanno inventato Osama e Al Qaeda per farci vivere nel terrore e fare approvare leggi stile unione sovietica.
Solo questo
pace e bene
Piero e famiglia

Andrea ha detto...

Un commento a "Piero e famiglia":
indipendentemente dalle Due Torri di New York, con annessi e connessi, il punto della questione è evidente:
gli Islamici sono sorti alcuni secoli dopo Cristo - gli Ebrei dell'"era volgare" (secondo la loro terminologia) sono coloro che continuano a respingere il Messia.

A Giampaolo1951: ogni aggressione gnostica alla Chiesa si è caratterizzata per il RIFIUTO DELLA LIBERTA' RESPONSABILE che è dono di Cristo.
Non si vuole né trafficare i Talenti né avere la prospettiva di presentare a Dio i frutti del lavoro - si vuole invece essere sgravati dalle proprie responsabilità, lasciandole a una casta sacrale.
Il guaio dei nostri secoli è che tale casta si autocostituisce, e porta avanti la paganizzazione con aggressività ossessiva.
I preti cattolici "intellettuali" sarebbero i personaggi più ridicoli del mondo, se non avessero il tragico ruolo di traditori.

Anonimo ha detto...

[url=http://www.diocesidiacerra.it/ilsacroelesueforme]E adesso arriva il n. 7.[/url]