giovedì 7 ottobre 2010

ARTE E PREGHIERA NELLA NUOVA OPERA DI ARISTIDES ARTAL MORENO


Ora pro nobis, sancta Dei genetrix ut digni efficiamur promissionibus Christi


Ringrazio Aristides Artal Moreno per queste meravigliose foto della sua ultima creazione: una testimonianza autentica della vitalità dell'arte sacra cattolica, nonostante numerosi sacerdoti e monsignori sembrino ignorarne totalmente l'esistenza.
L'arte di Aristides è pienamente contemporanea. Nonostante le sue forme siano classiche, il suo stile è moderno, vive di un nitore nuovo, di volti comuni trasfigurati nella luce dell'immaginazione. Un inno al creato, un inno alla bellezza delle forme umane, ma che non indulge alla contemplazione del materiale, ma dalla materia si eleva verso lo spirito. Modestia e pudore avvolgono la giovane Vergine del dipinto e lo sguardo fisso della madre negli occhi del figlio ci rammenta l'amore originale del Signore per l'uomo e di Maria per il Signore, tanto da accoglierlo nel suo seno. Quanta gioia si eleva da quest'opera splendida: gioia che è anche esortazione alla preghiera ed è un purificante farmaco contro le brutture etiche ed estetiche di una contemporaneità che ha perso il sorriso dei semplici e lo stupore dei bimbi.
Spazzar via con un colpo di pennello i tormenti narcisistici di certa arte contemporanea, riempire i vuoti inespressivi di linee e punti, espressione del disorientamento di una società corrotta, ricostruire il lessico essenziale dell'estetica è dato solo all'artista e Aristides esercita questo supremo carisma con indiscussa sapienza e con la chiarezza spontanea della sua giovane età.
E non si tratta soltanto una dimostrazione di impressionante abilità tecnica e di profonda ispirazione estetica, bensì soprattutto di un chiaro attestato di concreta aderenza al Vangelo. Arte che innalza l'uomo verso il Signore e che partendo dal creato canta inni all'Altissimo e alle sue opere meravigliose. Arte che narra la verità della buona novella. Arte che si incardina nella secolare tradizione della rappresentazione del sacro, senza mostrare l'artista attraverso i temi delle sue opere, ma nascondendolo nella grandezza dei celesti protagonisti della sua arte.

Grazie Aristides, che la Santa Vergine ti protegga sempre!

Francesco

7 commenti:

Anonimo ha detto...

..."cose belle"
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Ascoltami, o Dio!
M'avevano detto che tu non esistevi
ed io, come un idiota, ci avevo creduto.
Ma l'altra sera, dal fondo della buca di una bomba, ho veduto il tuo cielo.
All'improvviso mi sono reso conto
che m'avevano detto una menzogna.
Se mi fossi preso la briga di guardare bene le cose che hai fatto tu, avrei capito subito che quei tali si rifiutavano di chiamare gatto un gatto .
Strano che sia stato necessario
ch'io venissi in questo inferno
per avere il tempo di vedere il tuo volto!
Io ti amo terribilmente...
ecco quello che voglio che tu sappia.
Ci sarà tra poco una battaglia spaventosa.
Chissà?
Può darsi che io arrivi da te questa sera stessa.
Non siamo stati buoni compagni fino ad ora e io mi domando, mio Dio, se tu mi aspetterai sulla porta.
Guarda: ecco come piango!
Proprio io, mettermi a frignare!
Ah, se ti avessi conosciuto prima !
Andiamo! Bisogna che io parta.
Che cosa buffa:
dopo che ti ho incontrato non ho più paura di morire.
Arrivederci!

(Preghiera trovata nello zaino di un soldato
morto nel 1944 durante la battaglia di Montecassino)
http://apologetica.altervista.org/
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Ecco perché nel suo momento di crisi, continuiamo a sostenere il regista de "La Passione di Cristo" e "Apocalypto"

di Rino Cammilleri
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=4119


m

DANTE PASTORELLI ha detto...

Effettivamente son opere di rara bellezza e spiritualità.

Andrea ha detto...

SUPER !
Anche il titolo, "Retablo de Altasierra", che si legge cliccando il link di Aristides, è la quintessenza della cattolicità e della Hispanidad.
P.S. A quanto pare di capire dalle scarne note biografiche, Aristides è uomo del Nord-Ovest di Spagna (Vigo) trasferitosi a vivere al Sud (Siviglia) !
Grazie Francesco, è puro godimento.

Anonimo ha detto...

Finalmente qualcosa di veramente sacro, moderno e cattolico ... ma perchè la Chiesa non si rivolge ad artisti di questo calibro piuttosto che a imbrattatele di poco conto?

graziano tessarolo ha detto...

Mi piacciono le opere di Artal, lo seguo (il suo blog) da un po' ed ora grazie a lui ho soperto anche Fides et Forma che seguirò con tanto interesse. Graziano

Reginaldo ha detto...

Finalmente una cosa bella. Grazie e cari saluti!

Fabrizio ha detto...

Io faccio il bastian-contrario: un'opera artisticamente ineccepibile, ma troppo verista, troppo fotografica, troppo fisiognomica, in una parola, autoreferenziale perchè illusionistica. Come opera d'arte è meravigliosa, come arte sacra la trovo oziosa nella sua poetica del quotidiano e manchevole di vera teologia.