
L'avventuroso cimento di Monsignor Cesare Nosiglia, neo Arcivescovo di Torino, e delle sue ex pecorelle vicentine tradizionali, merita un articolo intero. Sicuramente mentre a Vicenza stappano il prosecco e alternano brindisi a preghiere, affinché la CEI non invii un Vescovo alla Nosiglia, a Torino è ora che si preparino.


Ballerine per i Cresimandi e Nosiglia Rock Star - Vicenza, Stadio Menti, 3 giugno 2006
Monsignor Nosiglia, futuro cardinale (magari non al primo turno), reggerà una delle più importanti sedi episcopali d'Italia. E' un progressista osservante, un devoto membro dell'organigramma della C.E.I., suggerito da Ruini e Bagnasco quale alternativa al candidato forte di Bertone e agli outsider dell'ultim'ora.

Il nuovo Arcivescovo in relax missionario...
Per ricostruire un po' di storia recente sul neo Arcivescovo di Torino bisogna guardare a due grandi elementi del suo carattere: da un lato l'ostilità ammantata di bontà che ha dimostrato nei riguardi dei fedeli tradizionali, dall'altro la sua passione per l'arte contemporanea e gli spettacoli a botta di nani e ballerine.
2004
Nel dicembre del 2004 giungono sulla scrivania di Mons. Nosiglia, Vescovo di Vicenza, 673 firme che supportano una petizione per la celebrazione della messa secondo il Messale Romano del 1962, come previsto dal Motu Proprio Ecclesia Dei del Venerabile Giovanni Paolo II.
2005
Dopo aver accolto una delegazione del gruppo richiedente la suddetta celebrazione Mons. Nosiglia si ritira per deliberare e conseguentemente invia una lettera dove nega questa possibilità. Aggiunge il Nosiglia che se i fedeli lo vogliono possono partecipare alla celebrazione del rito nuovo in latino (come se si trattasse di un semplice vezzo legato al latinorum). Conclude con rituali benedizioni ed evocazioni di "celesti grazie" (le tipiche frasi che o ti fanno ridere o incollerire).
2008
Un gruppo di fedeli, corroborati dalla pubblicazione del Motu Proprio Summorum pontificum, si rivolge all'Arcivescovo per chiedere la celebrazione di una messa regolare in forma straordinaria. L'Arcivescovo, dopo varie sollecitazioni, accetta ed offre una chiesa ed un sacerdote per la celebrazione del rito in forma straordinaria.
2009
Sin dall'inizio i fedeli tradizionali cominciano a percepire che qualcosa non quadra. Il sacerdote che dovrebbe celebrare secondo il rito antico, pratica piuttosto un miscuglio fra vetus e novus ordo che fa agitar non poco quei devoti fedeli ansiosi di crescere spiritualmente attraverso la riscoperta del tesoro della tradizione per tanti anni negletto e disprezzato. Ne nasce così uno scambio epistolare piuttosto fitto. Il Vescovo ribadisce la propria disponibilità, delega le questioni rituali al sacerdote, ma nulla cambia. Permane la celebrazione nella forma stra(n)ordinaria...
Sempre nel 2009, un gruppo di fedeli della Val d'Alpone famosa per il vino durello e le sue squisite ciliegie, richiede la celebrazione della Santa Messa nella forma straordinaria. L'Arcivescovo risponde a questo gruppo "non meglio identificato" rinviandolo ad andare a Vicenza, nell'unica chiesa messa a disposizione per il rito in forma straordinaria. Insomma, se proprio vogliono dir "la messa in latino" che si facciano una quarantina di kilometri in macchina per andare a Vicenza!
Tutte le relazioni fra fedeli legati alla spiritualità del rito antico e Mons. Nosiglia sono perfettamente documentate sul sito dell'Associazione Una Voce delle Venezie.
Ma il clou, Mons. Nosiglia lo raggiunge a settembre del 2009, con l'inaugurazione delle nuove abominevoli sculture realizzate nel duomo di Vicenza per volontà del Monsignore. L'inaugurazione si struttura come un vero e proprio "evento" con ben 30 ballerine!!!
Cito dal Giornale di Vicenza del 6 settembre 2009:

"In un'atmosfera gotica da "nome della Rosa", per alcuni minuti la Cattedrale è rimasta sospesa nel buio, dimostrando con più forza la sua presenza. Perfetto l'incipit del Mascioni sapientemente modulato dalle mani abili di Margherita Dalla Vecchia: c'è Arvo Pärt con Annum per annum e Trivium. La melodia è minimale, scorrevole, soffusa con la scelta delle registrazioni più delicate, flautate, mentre s'avanza la croce, simbolo di Cristo, portata davanti all'altare da una ballerina in bianco.
La danza che ritorna in Duomo, dopo oltre cinque secoli. Le coreografie di Caterina Bernardi, Elisabetta Cortella e Margherita Pirotto sono abbastanza lineari ma solo in alcuni passaggi riescono a sottolineare la potenza evocativa dello svelarsi del messaggio celebrativo. D'altronde l'intera serata va letta attraverso l'analisi simbolica ed evocativa. Per fortuna alla musica non è riservato un ruolo marginale, nè di ripiego. Anzi, quando Dalla Vecchia arriva alla partitura di Boëllmann con la sua Suite Gotica per Grande Organo op.25 le tre tastiere magnificano in toto il Segno (anche se gli effetti fumo rossastri attorno all'altare velato ci paiono più chic che eleganti..).
Ad hoc gli effetti di luce creati ad arte da "Fabbrica Lumiére' che interagisce anche con immagini video proiettate nella lunetta centrale dell'abside. Si possono vedere in verticalità e illuminate come mai accade, le preziosità del paramento Civran. L'elemento pittorico del '500 risalta grazie ad un sapiente gioco di luce e di ombre, di vuoti e di pieni e le colonne della navata centrale ricevono fasci di luce in tricromia grazie all'uso di barre a led: viola, rosso, azzurro, si mescolano mentre senza soluzione di continuità la musica diviene ancora più celebrativa.

Anche le immagini del video in movimento che attingono ad elementi significativi di maestri della Storia dell'arte occidentale , siglati nei momenti centrali della Natività. Passione, crocifissione, concorrono ad aumentare il clima di tensione emotiva per scoprire il primo nuovo arredo di Castagna: la cattedra, scoperta da tre ballerine avvolte dalla vis ritmica della elettrica Toccata di Heiller, infarcita di cluster e di sonorità nuove. Poi sono le note pure del Gregoriano riprese da Duruflé nel suo Choral varié sur le Veni Creator op.4 a segnare un altro passaggio significativo: l'ambone. Dalla potenza evocativa della parola si giunge al climax dell'altare, simbolo inamovibile della potenza di Cristo."
Insomma, a Nosiglia piacciono le ballerine, tanto da averne invitate 30 a fare una coreografia in cattedrale per scoprire i nuovi "arredi" (manco fosse il suo salotto - e sinceramente dubito che nel suo salotto l'Arcivescovo ci metta porcherie simili) velati di bianco.
Magari, a Torino in occasione di una prossima ostensione della Sindone, chiamerà il corpo di ballo del Teatro Regio...
D'altronde non è il solo a fare pagliacciate simili. Ricordo che nel 2002 nel mio paese, Acquaviva delle Fonti, il Vescovo Mons. Mario Paciello, nell'inaugurare la cattedrale restaurata (con tanto di copertura dell'altare antico con un enorme armamentario di legno con trono e tronetti per concelebranti, rimozione di due altari laterali parcheggiati in sagrestia, rimozione della sede vescovile, ecc. ecc.) chiamò una scuola di ballo locale ad "animare" l'evento. Ballerine in tutù scoprirono il nuovo altare e svelarono l'icona della Vergine...
Nosiglia è invece più orientato allo stile Ravasi: gli piace l'arte contemporanea (tanto da organizzare tre giorni di celebrazione "del genio creativo contemporaneo"), e ama la musica di Arvo Part. A Nosiglia piacciono anche le ballerine e i giochi di luce, ma il rito antico no. Per favore non stuzzicatelo: si è mai visto un Vescovo che, pur essendo destinato dal Papa al cardinalato, si adegui alle esortazioni liturgiche ed estetiche di Sua Santità? Non sia mai!
I Vescovi per essere tali devono ignorare quanto il Papa dice e fa.
Il Papa restaura la Cappella Paolina e la Sistina rimuovendo altari posticci, rimuove l'altare posticcio dalla Cattedra di San Pietro? E i Vescovi costruiscono nuovi altari obbrobriosi dalle forme ributtanti.
Il Papa celebra ad orientem, favorisce la diffusione del rito nella forma straordinaria? E i Vescovi vietano o limitano le celebrazioni nella forma straordinaria.
Il Papa cancella gli spettacoli dalle chiese, ridona dignità alle liturgie papali? E i Vescovi fanno entrare in chiesa ballerine a gruppi di 30 per volta.
Questa sì che è coerenza, ragazzi!

Acta est fabula, plaudite!


11 commenti:
Il Papa restaura la Cappella Paolina e la Sistina rimuovendo altari posticci, rimuove l'altare posticcio dalla Cattedra di San Pietro? E i Vescovi costruiscono nuovi altari obbrobriosi dalle forme ributtanti.
Il Papa celebra ad orientem, favorisce la diffusione del rito nella forma straordinaria? E i Vescovi vietano o limitano le celebrazioni nella forma straordinaria.
Il Papa cancella gli spettacoli dalle chiese, ridona dignità alle liturgie papali? E i Vescovi fanno entrare in chiesa ballerine a 30 alla volta.
Questa sì che è coerenza, ragazzi!
*************************
Caro Francesco (bellissime riflessioni le tue) non t'accorare....basta leggere la beata Caterina Emmeirk per capire che è così che DEVE ANDARE...
non perchè sia giusto, MA PERCHE' VENGA RIVELATA LA MENZOGNA...
come quando Gesù dice: GLI SCANDALI SONO NECESSARI, ma ci ammonisce perchè OGNUNO si preoccupi di non diventare lo scandalo...e di non esserne il provocatore, QUESTI SONO I FIGLI SUOI...
^__^
Forse, ma è una mia opinione personale qui, il Papa da certi incarichi a certi vescovi per risvegliare in loro il senso della vera responsabilità....perchè davanti a certi cambiamenti si puà anche mutare e si può cambiare idea ;-)
preghiamo che ciò accada anche a mons. Nosiglia....non importa se crediamo o meno alle sue capacità di obbedienza al Papa, ma A DIO NULLA IMPOSSIBILE...è in LUI che confidiamo, non negli uomini...
;-)
preghiamo che ciò accada anche a mons. Nosiglia....non importa se crediamo o meno alle sue capacità di obbedienza al Papa, ma A DIO NULLA IMPOSSIBILE...è in LUI che confidiamo, non negli uomini...
ma non è che questo significa tentare Dio? ;)
Non è che Lui normalmente si serve di noi e che le nostre scelte dovrebbero tener conto di questo?
Caro Francesco,
giorni or sono sono entrato in una cattedrale per pregare (in un Paese del Commonwealth) e ho tovato un gruppo di danzatrici in pantaloncini che provavano una danza che devo immaginare "liturgica".
Non mi e' riouscito di pregare a lungo e sono uscito.
Frutti del Concilio?
FdS
Mic....non includevo le scelte del Papa in questo senso al punto da "tentare Dio".... ^__^
ma riguardo alla nostra posizione che non include la nomina di un vescovo nè le decisioni da prendere ^__^
in questo senso NOI ci fidiamo di Dio e crediamo nei miracoli!
il resto è tutto nelle Sue Mani, da parte nostra possiamo VIGILARE, GRIDARE DAI TETTI LA VERITA', VIVERLA, E PREGARE...
;-)
"I Vescovi per essere tali devono ignorare quanto il Papa dice e fa".
Ben detto. Questa è la chiave di tutto.
Povera Torino... le sue streghe e i preti neri staranno festeggiando, del resto Halloween è alle porte...
Il problema non è il Papa e le nomine che ratifica.
Il Papa è un Sant'uomo e questo è indiscutibile.
Non è però colpa dell'attuale Pontefice se le nomine episcopali vengono proposte al Papa dalle conferenze episcopali e dalle nunziature apostoliche che poi le passano alla Congregazione dei Vescovi che, a sua volta, fornisce al Papa una terna.
E non è colpa del Papa se, alla fine, le terne diventano appannaggio di una corrente di potere o di un'altra.
Il Santo Padre decide anche nel quadro di dinamiche "politiche" all'interno della Chiesa, garantendo un equilibrio tra le forze in campo.
Il problema è però a monte. Il problema sono le Conferenze Episcopali e le congreghe di potere che istituzionalmente non possono adeguarsi del tutto a ciò che dice o fa il Papa, altrimenti perderebbero la ragion d'essere, ossia perpetuare un potere in dialettica con quello del Successore di Pietro.
Altrettanto a monte è la questione delle spartizioni di potere curiale dove c'è la fazione di Bertone con tutti i salesiani, quella di Ruini e quella di Bagnasco e quella di vattelappesca...
A quando un establishment della Chiesa che non pensi al potere, al denaro e alle fazioni?
Esatto Francesco!! Condivido in totos...è un gioco di equilibri per i quali, io personalmente, mi auguro un bel tonfo presto o tardi che risvegli certe coscienze ^__^
Mi tocca battere di nuovo il tasto che ho toccato altre volte: Da dove proviene mons.Nosiglia? dalla diocesi di Acqui Terme: Chiesa puemontese, anche se territorio in parte ligure.
Qual è il ruolo del Piemonte negli ultimi 50 anni, per non risalire al 1800? quello di praticare e diffondere un pieno "sposalizio" fra Chiesa-istituzione e strutture economico-sociali del momento. Vedi "Famiglia Cristiana", mons.Bettazzi, Enzo Bianchi...A mia conoscenza, solo la diocesi di Csasale Monferrrato ospita in questi anni delle realtà culturali di segno diverso.
Si tratta di un misero, ma purtroppo molto influente, tentativo di avere un Gallicanesimo cisalpino, a somiglianza di quello, rovinoso, transalpino: Chiesa, cultura e società unite in un unico blocco, come prodotti di un unico popolo. Scusate la bestemmia, ma la mentalità che agisce è proprio questa.
Una nota: danze rituali e spettacoli "Son et Lumière" sono tipici frutti della mentalità anticristica esplosa con la Rivoluzione Francese. Non per nulla Parigi è, da quei tempi, la "Ville lumière", dove furoreggiò il "Ballo Excelsior" (scritto da un ligure-piemontese).
Caro Francesco, io alla storiella dei Papi che non sanno mai niente non credo più da un pezzo. Che l'ex prefetto dell'ex S. Uffizio non sappia chi siano questi candidati al cardinalato che invia a Torino o altrove m'è difficile ingoiarlo.
E se certe attitudini episcopali si conoscono, correnti o spifferi quanti ne vuoi, ma il Papa deve dare buoni pastori al suo gregge.
Da notare che sul palco assieme a Cesare Nosiglia appare, in due delle foto da voi inserite, il recente vescovo di chioggia, Adriano Tessarollo, anch'egli proveniente dalla diocesi berica...
Un testimone dell'evento, poi covertito
Ruini? Io conosco la sua azione a favore del rispetto dei valori non negoziabili, ma davvero è anche a lui che dobbiamo questo vescovo?
-Dave Welf Masters
Posta un commento