lunedì 25 ottobre 2010

TONSURE DELLA FRATERNITA' SAN PIETRO A LINDAU



di Francesco Colafemmina

Sabato 23 ottobre è stato celebrato nella cattedrale di Lindau, in Baviera, il rito della tonsura di 17 giovani seminaristi della Fraternità Sacerdotale San Pietro.

Fu nel 1972 che Paolo VI abolì i cosiddetti "ordini minori" e cambiò la definizione stessa degli "ordini sacri" in "ministeri", rendendoli parzialmente accessibili anche ai laici, secondo l'indirizzo del Concilio Vaticano II. Giustificava Paolo VI la sua decisione con queste parole: "Corrisponde inoltre alla realtà stessa e alla mentalità odierna che i menzionati uffici non siano più chiamati ordini minori e che il loro conferimento sia denominato non «ordinazione» ma «istituzione», ed ancora che siano e vengano ritenuti propriamente chierici soltanto coloro che hanno ricevuto il Diaconato."

Dunque un adeguamento della Chiesa "alla mentalità moderna" che non solo ha introdotto le figure dei diaconi permanenti cui è lecito amministrare alcuni sacramenti e persino essere sposati (dei preti a metà, insomma). Ma ha anche introdotto quelle figure di zelanti catechisti e affini che amano mettere un piede nello stato clericale, diventando lettori e accoliti.

Cosa ha eliminato Paolo VI? Ha eliminato l'ordine ossia la "classe sacerdotale" cui venivano introdotti i giovani seminaristi attraverso la tonsura. Così il clero stesso si è trasformato ideologicamente in "servizio", visto che tutti i fedeli sono anch'essi sacerdoti. Una riforma che se nelle intenzioni era volta ad eliminare la distanza fra fedeli e clero, e a ridurre gli effetti del clericalismo degli "ordinati", in realtà non ha fatto altro che portare un certo scompiglio nel cattolicesimo, producendo ciò che Benedetto XVI ha definito saggiamente "la clericalizzazione dei laici e la laicizzazione del clero".

Con la tonsura è stato eliminato quindi l'ingresso nello stato sacerdotale. Pertanto, fino al diaconato i futuri sacerdoti sono dei semplici laici. La cerimonia della tonsura non consta infatti soltanto del taglio di alcune ciocche di capelli, simbolo della rinuncia al mondo e dell'appartenenza a Cristo. Nel corso del rito i futuri sacerdoti vestono per la prima volta la veste sacerdotale, veste che, se non abbandoneranno il seminario prima della loro ordinazione presbiteriale, resterà la stessa per tutta la loro vita futura.

Nel seminario di Wigratzbad, oasi felice della tradizione cattolica romana, retto dalla Fraternità Sacerdotale San Pietro, non solo i seminaristi hanno il privilegio accordato dalla Santa Sede, di poter ricevere tutti gli ordini aboliti da Paolo VI nel 1972, ma hanno anche l'opportunità di incontrare una formazione radicata nel tomismo e lontana dalle derive razionalistiche, ecumenicistiche ed attivistiche che troppo spesso si istituzionalizzano nei seminari diocesani di mezzo mondo. Il seminario è una struttura moderna che accoglie circa 70 futuri sacerdoti ed è in corso l'edificazione di una nuova ala in grado di ospitare nuovi seminaristi. Ed è bello vedere la serietà e la fraterna amicizia di questi giovani la cui missione e formarsi e santificarsi sulla liturgia tradizionale del rito romano.

La cerimonia di Lindau, secondo il rito antico, è stata officiata da S.E. Mons. Wolfgang Haas, Arcivescovo di Vaduz. E merita un accenno la storia ahimè poco felice di Monsignor Haas. Nominato da Papa Giovanni Paolo II vescovo di Coira nel 1990, Mons. Haas fu persino costretto nel giorno del suo insediamento a superare un centinaio di fedeli distesi davanti alla cattedrale per evitare che prendesse possesso della sua sede episcopale. La ragione? Haas era considerato un Vescovo troppo "conservatore", ferreo sui temi della morale sessuale e ostinato contro l'ordinazione delle donne! Ma oltre a ciò il suo difetto principale era costituito dall'essere un Vescovo di nomina papale e non "democratica". Così, dopo varie proteste, nel 1997 fu creata da Giovanni Paolo II, appositamente per Mons. Haas, l'Arcidiocesi di Vaduz...

Nel corso della cerimonia ha ricevuto la tonsura anche l'unico seminarista italiano di Wigratzbad, il barlettano Davide Falcone, immortalato nell'ultima foto assieme al Superiore della Fraternità, Padre John Berg.

Augurando a Davide e a tutti i suoi fratelli seminaristi di compiere nella grazia il cammino verso il sacerdozio, non posso non invitare tutti i giovani italiani chiamati al sacerdozio la cui spiritualità è più legata alla tradizione, nonché i seminaristi italiani che vivono con difficoltà la propria vocazione in contesti spesso relativistici ed eterodossi a guardare al Seminario di Wigratzbad come ad una realtà davvero moderna proprio perché ancorata alla tradizione. Una realtà in grado di formare degnamente sacerdoti che dedichino le loro esistenze alla salvezza delle anime e all'amore per Cristo.


8 commenti:

Andrea ha detto...

Caro Francesco, condividendo in pieno la tua ammirazione per la poesia dell'ambiente cattolico mitteleuropeo (da cui è uscita la persona di Sua Santità), che, fra l'altro, ha l'enorme merito di essere immune dal narcisismo "occidentale" gallicano, ti invito a maggiore cautela nelle valutazioni su Paolo VI. Io c'ero, a quei tempi, e posso testimoniare che l'azione del Papa veniva percepita non come rivoluzionaria e disgregatrice, ma come paterna, attenta e profonda, nel solco della Tradizione. Basta pensare alla ferocia con cui il Papa fu attaccato e ridicolizzato nelle tragiche campagne divorziste e abortiste in Italia.
In particolare, il Diaconato Permanente può essere, e in parte è, uno spazio autentico di vita "ordinata".
Auguri di cuore al giovane Davide !

Gianluca ha detto...

Scusa Andrea, ma oggi come giudichi l'azione del Papa Paolo VI? Ancora paterna, attenta, profonda e nel solco della Tradizione? Forse invece magari eravate TUTTI imbevuti dello "spirito" del tempo?
Da quello che vedo poi il Diaconato Permanente è irrisorio. Servono sacerdoti!

Andrea ha detto...

Sì, la giudico ancora così.
Per essere preciso, direi che nei pieni anni '60 un grande amore a Dio e alla Chiesa si accompagnavano in Lui a un eccessivo ottimismo "ambientale" (lo schema era "sono giunti i tempi in cui si può respirare e dedicarsi a risolvere alcuni grandi problemi dell'umamità, collaborando con le istituzioni internazionali"), mentre già dal 1968 (isteriche reazioni alla "Humanae Vitae") Egli assunse le movenze di un Cristo sul Golgota.
Del resto non è affatto un caso che il grande "crac" sia avvenuto sulla Vita Umana: da secoli le ondate massonizzanti miravano a ricondurre l'essere umano alla "natura" (Mondo), per inseguire poi il "Superuomo" del momento. Hitler e i tre capi anticristiani di Yalta non erano passati invano.

Sul Diaconato Permanente: per il poco che lo conosco, è nell'ombra perché soffocato dalla classe dei sacerdoti "à la page" (quelli in clergyman o in maglietta), ma ha delle persone profondamente sensate.

evergreen ha detto...

Non si può demolire incautamente un papato coraggioso, carismatico, senza vuoti trionfalismi e aperto al mondo quale fu quello di Paolo VI. Si fa un torto alla verità e alla giusta collocazione storica di un personaggio di grandismo spessore come Papa Montini, pieno di dubbi ma fedele al Vangelo e disponibile alla comprensione e al dialogo.

Gianluca ha detto...

Boh, pensavo che il problema degli uomini di tutti i tempi fosse conquistare il Paradiso e scampare la dannazione eterna.

Il grande crac mi risulta poi sulla Fede, la morale, la liturgia, il sacerdozio, ...

Per quel poco che lo conosco, il diaconato permanente non è affatto soffocato dai sacerdoti che anzi sono ben contenti di delegare.

A evergreen chiedo: quale Papato è stato invece caratterizzato da "vuoti trionfalismi" o "chiusura al mondo"?
Cosa vuol poi dire quest'ultima espressione?

Andrea ha detto...

Per evergreen: soprattutto, direi, un papato "mite e fiducioso".
Alla fiducia del Papa, la Chiesa spesso rispose con la fuga verso la "libertà".
Il numero delle tonache gettate alle ortiche, e di quelle sostituite dai maglioncini, è orribile.

Caterina63 ha detto...

Auguri di cuore a Davide ^__^
e....continuo a meditare su quanto scritto da Francesco....da meditare molto, davvero!!

Decima Crociata ha detto...

Deo gratias!