martedì 30 novembre 2010

AL PANTHEON VA IN SCENA LA "VIA CRUCIS" SIMBOLICA FINANZIATA DA UN INDUISTA!

Undicesima Stazione: Gesù è inchiodato alla croce


di Francesco Colafemmina

Non mi va proprio di spendere altre inutili parole sulla condizione della committenza ecclesiastica in Italia. Pertanto cito di seguito l'intero articolo pubblicato dal Corriere qualche giorno fa.
La storia è semplice: uno scultore e un liturgista decidono un bel giorno di imbrattare il Pantheon con delle opere in bronzo. "Arredo liturgico" lo definiscono, nel Pantheon dove si celebra ad orientem e a volte anche secondo il rito tridentino. Anche qui devono adeguare, ma visto che il Pantheon è un luogo simbolico e molto visitato, finisce per essere una indiscutibile vetrina.

Il progetto non piace però al Ministero per i Beni Culturali che nel 2009 approva la Via Crucis - meno invasiva - ma boccia l'altare e l'ambone, con questa giustificazione: "l’altare e l’ambone, rappresentati in un bozzetto fotografico, benchè di sicuro pregio artistico, a giudizio della scrivente non risultano consoni per la realtà monumentale del Pantheon. In particolare si ritiene opportuno progettare elementi di estrema semplicità e linearità, in virtù di un inserimento il più anonimo possibile nel monumento."

Avete capito bene! La Soprintendenza per i Beni Culturali ha buon gusto, molto più di quello che riescono ad avere sacerdoti e liturgisti. Ma questi ultimi corroborano il desiderio dell'artista di collocare altare ed ambone, sancendone l'imprescindibilità a fini liturgici (come se l'altare già esistente non fosse tale!).

Fatto curioso, l'opera è finanziata da un magnate indiano di religione induista. La storia è raccontata qui dall'artista in prima persona: "Ebbi casualmente la visita di un alto funzionario ecclesiastico della Pontificia Commissione dei Beni Culturali della Chiesa ma in forma assolutamente privata ed amichevole, che si risolse in una pacata e concordante intesa sulla nostra reciproca concezione del fare arte sacra oggi, dei rapporti fra arte moderna e arte sacra e liturgica. Le problematiche implicate da tale rapporto sono estremamente complesse (vedi il tentativo del pontefice bresciano Paolo VI di ricomporre la dicotomia intercorrente fra arte moderna e il suo contenuto - che si innesta sul pensiero antimetafisico e sostanzialmente nichilista della filosofia contemporanea – e la necessarietà, al contrario, che l’arte sacra abbia la consapevolezza dei suoi contenuti veritativi). Mi trovavo quindi nella situazione di avere le mani legate a causa della mancanza di una cifra piuttosto bassa e politica, comprensiva delle spese di fusione, del mio lavoro e dei miei collaboratori per realizzare le opere.Infatti, al di fuori dei circuiti ad alto livello dell’artworld economico, politico, mercantile e mediatico, anche cifre modeste divengono difficilmente reperibili per finanziare un lavoro scultoreo in materiali pregiati – bronzo e marmo – così come era richiesto dal committente.La commissione, anche se prestigiosa, era definitivamente compromessa per motivi, così pareva, unicamente economici. Fu solo per ragioni squisitamente interiori che dopo qualche tempo di silenzio contattai per lettera, e poi telefonicamente, l’Arciprete Rettore del Capitolo Mons. Micheletti. Gli proposi allora di procurare io stesso la sponsorizzazione delle opere e gli chiesi se fosse ancora interessato a collocarle in Basilica. In questo caso, avrei per prima cosa affrontato il problema dell’altare e dell’ambone a cui più tenevo. In data Roma, 16 dicembre 2008, ricevo la lettera che attendevo: “le confermo che questa Basilica è lieta di accettare l’opera da lei ideata con la consulenza teologico-pastorale di Padre Angelo Pavesi…”.Risolto fortunosamente il problema della sponsorizzazione, cominciai subito allora il modellato al vero dell’altare e dell’ambone."

Chi sarà mai l'alto funzionario vaticano incontrato dall'artista nel 2008 che ebbe modo di intendersi con lui sul fare arte sacra oggi? Si tratterà forse dell'Abate Zielinsky, vice presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali, che ha partecipato con un suo contributo alla "inaugurazione" dell'opera?

Ad ogni modo, oggi la Via Crucis è già collocata. Tutti attendono con ansia la collocazione di altare e ambone (posso dire la mia? Di pessimo gusto!). Personalmente attendo ancora che la Chiesa si dia da fare in questo campo. Anche quella legata all'arte e all'architettura sacra è terra di "nuova evangelizzazione", non lasciamola nelle mani di qualche mecenate indiano!

Una Via Crucis al Pantheon "Anche per i non cristiani"


Il complimento più originale, racconta, glielo ha fatto il custode del Pantheon che all' inaugurazione di ieri mattina, guardandosi intorno indifferente, ha esclamato: «Oh, adesso sono tornati i bronzi!». Lo scultore Federico Severino sorride, ci sono lavori che anche per l' artista più affermato suonano come una consacrazione, e certo il compito di creare una Via Crucis in una delle architetture più celebri del mondo era di quelli da far tremare i polsi: un' opera d' arte contemporanea nella Basilica di Santa Maria ad Martyres, il tempio che l' imperatore Adriano aveva fatto edificare per tutti gli dèi olimpici (i famosi bronzi) e nel VII secolo divenne poi una chiesa cristiana. Una sfida fantastica, però: e viene in mente quello che Benedetto XVI, consacrando a Barcellona la Sagrada Familia di Gaudí, ha indicato come «uno dei compiti più importanti» del nostro tempo: «Superare la scissione tra coscienza umana e coscienza cristiana, tra esistenza in questo mondo temporale e apertura alla vita eterna, tra la bellezza delle cose e Dio come Bellezza». L' opera è stata commissionata dall' arciprete e rettore, monsignor Daniele Micheletti, e dal Capitolo dei canonici per i 1.400 anni dalla consacrazione a chiesa del Pantheon. E le quattordici stazioni - formelle bronzee di 80 centimetri per 80 - poste sulle lesene della rotonda, più l' ambone a rappresentare la Risurrezione (l' altare, ancora in attesa del nulla osta della Soprintendenza, è in mostra nella Basilica di San Vitale) sono state ideate, in una collaborazione tra lo scultore e il teologo don Angelo Pavesi, proprio «per incuriosire e parlare alle diverse culture, non solo agli spettatori cristiani». Di qui la scelta di rappresentare la Via Crucis «non in modo narrativo ma simbolico, allusivo». E quindi la Croce, l' agnello, il serpente e le suggestioni medievali ma anche «il pavone, immagine di immortalità nella simbologia bizantina e in quella precristiana orientale», oltre ai riferimenti veterotestamentari come il piccolo Isacco che, reggendo una fascina, accompagna Gesù verso il Calvario. Curiosità: il mecenate che ha finanziato l' opera è un collezionista indiano di religione induista: «Tanto per dire la situazione che c' è in Italia», sospira Severino. «L' arte cristiana deve trovare il suo sostentamento altrove...»

Copyright "Corriere della Sera"

14 commenti:

DANTE PASTORELLI ha detto...

Se l'alto funzionario vaticano addetto ai beni culturali "incriminato" è Michael J. Zielinsky, ex dom Cristoforo, sarebbe il momento opportuno per metterlo di forza su di un aereo e rispedirlo a Pecos.
Mi auguro che non si tratti di lui. Non per me, ma per alcuni miei amici a cui son affezionato e che ne hanno stima.

Gianpaolo1951 ha detto...

Mi auguro che la prossima raccolta dell’otto per mille crolli drasticamente!
Il solo pensiero che tanto fiume di denaro vada a finanziare la costruzione di certe brutture che di artistico hanno solo il prezzo, lasciando andare in rovina quel che rimane di veramente bello e prezioso, mi fa semplicemente trasecolare!...
Se questi sono i frutti del C.V.II…, beh, forse sarebbe stato meglio non raccoglierli, ma lasciarli marcire sull’albero!!!

Anonimo ha detto...

Non sono i frutti del Concilio, ma piuttosto del trambusto che ne è seguito. A mio parere le brutture che si sono viste nell'arte liturgica degli ultimi 40 anni non hanno nulla a che vedere con lo spirito del concilio.

Sono d'accordissimo sulla questione 8 per mille.

Stefano78 ha detto...

Gesù, speriamo che questa orda devastartice, che deforma il Culto e quindi anche la forma della Fede, si fermi presto!

Maria Santissima ci aiuti!

Anonimo ha detto...

Se avevo dei dubbi, ora non ne ho davvero più: è in corso un'iniziativa clericale per modificare l'arte sacra in qualcosa di diverso...
Camminante

El Cid ha detto...

A leggere le intenzioni (basta vedere gli allegati al sito linkato), l'altare e l'ambone non sembrano affatto così dirompenti (bene o male stanno dentro la tradizione iconografica e simbolica), semmai sono di dimensioni eccessive, come sembra voler dire anche la Sovrintendenza. Se questo è vero, bisognerebbe rivalutare l'artista che ha progettato il tanto criticato nuovo altare del presbiterio di Notre Dame di Parigi, che intenzionalmente non ambiva a fare nulla di monumentale, ma solo arte a servizio della liturgia.
Molto più indebito sembra essere l'intervento fatto nella Sagrada Familia (rinnovo i complimenti per l'articolo di Francesco), soprattutto perchè millanta una continuità che non c'è proprio. Quella magniloquente cattedra episcopale in posizione assiale e sopraelevata grida vendetta. E l'artista (o il committente?) sembrano ignorare un principio elementare: la cattedra vescovile non è affatto nè icona spaziale nè polo celebrativo (=sede del primo celebrante); infatti non la cattedra ma la "chiesa cattedrale" è l’icona spaziale dell’unità della Chiesa impiantata in un concreto luogo. La cattedra è cioè "simbolo del simbolo", mai icona spaziale in primis (come è invece l'altare, il che ne legittima il primato).

Anonimo ha detto...

ci lasciassero in pace con queste porcate... un altare e un ambione nuovo non convertiranno nemmeno uno scarabeo di passaggio, mentre dissuaderanno dal trattenersi oltre mollti fedeli...Propio vero: hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non sentono...Se non ci salva l'ordinariato siamo fritti

Anonimo ha detto...

..."anche per non cristiani"
forse proprim lì si trova la chiave interpretativa.(e non mi sorprende neppure l'induista...)
I segni dei tempi mi sembrano purtroppo sempre più eloquenti...
La deformazione dell'arte sacra è solo un mezzo per arrivare ad altro.
Il movimento new age
http://web.tiscali.it/gris.milano/testi/maitreya.html
Verso una religione panteista e universale
http://www.facebook.com/topic.php?uid=78736385987&topic=9534

El Cid ha detto...

Esagerato, l'anonimo.
E' chiaro che spesso analoghi simbolismi sono diffusi in diverse culture, sono importanti ponti per una vera missionarietà; il titolo del giornale forza indebitamente il senso delle intenzioni dell'artista. Criticabilissimo, ma non certo per per affermazioni non sue.
Del resto, ci sono stati difensori "non cristiani" dell'arte cristiana tradizionale e del suo simbolismo (Ananda Coomaraswami, Titus Burckardt, Marius Schneider ...).
Poi, che ogni epoca culturale, quella cristiano-postconciliare compresa, abbia voluto immettere il proprio "buono" e il proprio "cattivo" nell'arte liturgica, è dato di fatto ineluttabile, nè da accogliere sempre con scandalo.
Semmai l'opera da farsi è il corretto discernimento di questo buono e di questo cattivo.

Anonimo ha detto...

http://www.simmetria.org/simmetrianew/contenuti/articoli/45-scienza-sacra/648-limmenso-capolavoro-dellarchitetto-di-dio-.html

Anonimo ha detto...

http://www.simmetria.org/simmetrianew/images/stories/pdf/rivista_4_2010.pdf

DANTE PASTORELLI ha detto...

Se il disernimento è post factum non serve a niente, dev'esser preventivo.
Chi non previene, anche dai vertici della Chiesa, è responsabile della desacralizzazione delle nostre chiese.

Anonimo ha detto...

http://www.simmetria.org/simmetrianew/contenuti/articoli/45-scienza-sacra/648-limmenso-capolavoro-dellarchitetto-di-dio-.html

Anonimo ha detto...

@ el cid
"Una dittatura americana ha imposto ad una popolazione credulona un governo unico, globale e totalitario, una moneta unica globale ed una religione sincretica universale che combina il fasto quasi-cattolico con la retorica della New Age. Non posso non chiedermi cosa succederebbe se Goebbels e company, tornassero travestiti da predicatori radicali dell’estrema destra".
http://www.vocidallastrada.com/2010/12/parla-la-memoria.html

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