mercoledì 17 novembre 2010

CARO PADRE LOTTI, CHI FRA NOI DUE E' IL VISIONARIO?



Un caro amico mi ha inviato questa sera una copia della risposta di Padre Luciano Lotti alla domanda di un lettore della "Voce di Padre Pio". L'articolo è pubblicato sul numero di novembre della rivista dei Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo. Qui potete leggere il testo di Padre Lotti. Per comodità riporto direttamente la domanda posta al mensile dal lettore Lino da Modena: "Vorrei sapere cosa ne pensate delle accuse fatte alla Chiesa di San Pio di essere un tempio massonico. Come mai, opere come quella di Francesco Colafemmina su questo argomento non hanno trovato delle risposte da parte vostra? C'è qualcosa da nascondere?".

Di seguito la mia risposta all'articolo di Padre Lotti.


Gentile Padre Lotti,

la ringrazio per la premurosa attenzione che ha voluto dedicare al mio saggio sulla chiesa di San Pio. Francamente non mi aspettavo di finire citato su "Voce di Padre Pio", ma tutto sommato, dopo il boicottaggio della presentazione del mio saggio nel Convento di San Matteo a San Marco in Lamis, dopo il boicottaggio della presentazione a San Giovanni Rotondo, dopo l'invito rivolto a un autorevole giornalista (che ebbe la malsana idea di intervistarmi) a rinunciare alla collaborazione con la vostra prestigiosa rivista, insomma dopo tutti questi atti di carità cristiana e di amore francescano, c'era da attendersi un minimo di attenzione rivolta al mio saggio sul vostro almo mensile (e, sia detto per inciso - le rappresaglie meglio rivolgerle alla mia persona piuttosto che ai miei amici!)...

Peccato però che il suo articolo, il cui scopo dovrebbe essere dimostrare la mia insipienza, la mia inadeguatezza a parlare di liturgia e arte sacra, e soprattutto la mia arroganza vanagloriosa, dimostri - al contrario - la lungimiranza delle mie riflessioni e la veridicità delle mie argomentazioni.

L'articolo infatti vorrebbe dimostrare l'inconsistenza delle mie tesi, partendo da un mio presunto errore. Aver attribuito a Robert Rauschenberg la realizzazione del tema dell'arazzo dell'Apocalisse, tema che, invece, deriverebbe dalla Tapisserie d'Angers.

La Tapisserie d'Angers

Ebbene, caro padre, a questo punto mi consenta di spiegare come stanno le cose per davvero e come le ho realmente descritte nel mio saggio. Rauschenberg è considerato uno dei padri della pop art e quello realizzato a San Giovanni Rotondo è una delle tipiche creazioni della pop art ossia un collage. Ora, anche i bambini dell'asilo sanno che i collages si fanno partendo da immagini ritagliate e composte in un ordine nuovo. Quest'ordine nuovo del ritaglio, e il metodo di assemblaggio di immagini diverse è il segno dell'artista.

Bambina prepara un collage all'asilo...

Nel mio saggio non ho mai affermato che Rauschenberg sia l'autore delle immagini dell'arazzo. Ho al contrario precisato che si tratta di un collage e che i singoli episodi sono "separati da un cerchio nero, quasi un rapido schizzo fatto a penna con tratto veloce per individuare ogni momento specifico del racconto."(p.148). Ribadisco, appena parlo dell'arazzo mi soffermo a precisare: "L’arazzo realizzato dall’artista statunitense Robert Rauschenberg, con una particolare fibra usata nell’industria aerospaziale, è un collage di episodi tratti dall’Apocalisse" (p.146). Che le cose stiano in questi termini e che Rauschenberg abbia realizzato il collage lo affermano numerose fonti ufficiali, non ultimo questo vademecum pubblicato dalla Radio Vaticana nel 2009, in occasione della visita di Papa Benedetto XVI: "La Grande vetrata è opera di Robert Rauschenberg, che per costruirla e darle la funzione progettata, ha utilizzato un tessuto Trevira, materiale nato dalle ricerche per le missioni spaziali" (p.23).

Detto questo, chiunque sia l'autore del collage, permane la veridicità di quanto da me affermato nel saggio alle pagine 149-150:

"In questa rappresentazione sacra manca infatti l’elemento principale della rivelazione di San Giovanni: il giudizio. Non un accenno è riservato al giudizio di Cristo nella sua Parusìa. Il centro dell’opera è, invece, riservato all’inseguimento della donna e del bambino da parte del drago, anzi, il drago a sette teste è esso stesso il punto focale di tutto l’arazzo. Neppure la battaglia tra San Michele e il drago è raffigurata, né si può intuire la fine di Satana, se non fosse per il fatto che la scena si sposta, immediatamente dopo, alla visione del fiume generatore di vita che sgorga dal Trono di Dio e dell’Agnello. L’arazzo, seppur concepito come un poster sintetico, un collage di scene apocalittiche, in realtà nasconde tutta l’Apocalisse per concentrarsi sulla scena più inquietante e tremenda che annuncia la guerra fra Satana e Cristo: il drago che vuol trangugiare il bambino nato dalla donna. Non i sette sigilli o le sette trombe, non i quattro cavalieri, non il giudizio, non il prosieguo della sconfitta del drago, con la nascita delle bestie. Quale senso avrebbe rappresentare scene dalle quali non si può evincere il significato profondo del libro? Come si può raffigurare l'Apocalisse, quasi fosse una lotta privata fra Cristo e Satana, nella quale l’umanità ha un ruolo marginale, se non del tutto negato? E che senso ha rappresentare la Gerusalemme celeste come una città presente già sulla terra ed anzi sovrastata dal drago?"

Un'immagine dell'arazzo di Rauschenberg a San Giovanni Rotondo
(notare i tratti neri che delimitano i pezzi del collage)

Se, infatti, prendiamo il racconto della Tapisserie d'Angers, ci rendiamo conto che qui non solo le immagini sono disposte nella corretta sequenza cronologica, ma ne appaiono anche altre che Rauschenberg a San Giovanni Rotondo ha di proposito tralasciato.

Prendiamo l'esempio dell'immagine centrale del collage: il drago rosso a sette teste. Nel mio saggio argomento che è assolutamente erroneo porre il drago a sette teste sulla Gerusalemme celeste scesa in terra.

Parte centrale dell'arazzo di Rauschenberg
(notare i tratti neri che delimitano i pezzi del collage)

Ed infatti nella Tapisserie d'Angers l'immagine del drago a sette teste "Le Dragon poursuit la femme" si trova nel Troisième Pièce, mentre l'immagine della Gerusalemme celeste è in basso al Sixième Pièce.

Il Drago insegue la donna

La nuova Gerusalemme

Oltretutto, se proprio vogliamo esser precisi, il collage ha voluto ricostruire le immagini in un'unica creazione iconografica e non in sequenze giustapposte, magari con un confusionario ed ingenuo disordine. Rauschenberg ha infatti eliminato da ogni scena l'immagine di San Giovanni che nella Tapisserie d'Angers è testimone di ogni singolo arazzo. Ha dunque trasformato il suo collage in una nuova sintesi iconografica.

Stupisce ancor più che Rauschenberg abbia sorvolato su immagini fondamentali come quella del Giudizio Finale (Sixième Pièce, secondo riquadro in basso), o quella che raffigura "Le Diable jeté dans l'Étang de feu" (Sixième Pièce, primo riquadro in basso) o quella che mostra il "Drago incatenato per mille anni" (Sixième Pièce, quinto riquadro in alto) o ancora quella che raffigura la "Caduta di Babilonia".

Satana è gettato nello Stagno di fuoco

La caduta di Babilonia

Le Bestie gettate nello Stagno di Fuoco

L'Agnello sul monte Sion

Ma forse più significativa di tutte sarebbe stata l'immagine di San Michele che uccide il Drago, immagine quanto mai appropriata in terra di Capitanata.

San Michele combatte il Drago

Invece nulla di tutto questo ritroviamo nell'arazzo di Rauschenberg. Perché?

Molto semplicemente perché Rauschenberg ha già fatto ricorso a tematiche esoteriche nel corso della sua carriera artistica, come ho ben documentato nel mio saggio. Infatti lei evita di citare le opere cui faccio riferimento, come, ad esempio, il famoso combine dal titolo Monogram. Opera che consiste in un caprone imbalsamato cui si attribuisce il titolo di Cristo (il Monogramma Costantiniano).

R.Rauschenberg "Monogram"

Allo stesso modo nel coronare con il suo arazzo l'esoterico santuario di San Giovanni Rotondo, Rauschenberg ha pensato bene di rivisitare l'Apocalisse ponendo al centro della scena il Drago a sette teste che incombe sulla Gerusalemme Celeste.

A questo punto non mi resta che ringraziarla per l'opportunità concessami di mettere ancora una volta ben in evidenza i contenuti del mio saggio, nonché l'enorme difficoltà che i Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo incontrano nello smontare le mie argomentazioni e soprattutto l'evidenza dei fatti relativi alle ripetute menzogne legate alla riesumazione e traslazione del corpo di San Pio. Un tema, questo, sul quale la Vostra comunità preferisce sorvolare da sempre.

Forse, caro Padre, la prossima volta prima di irridere le mie argomentazioni e di darmi del saputello arguto, farebbe bene a documentarsi come io stesso ho fatto per ben 3 anni. E di ciò, mi creda, ne sono testimoni almeno 2 Cardinali di Santa Madre Chiesa.

Forse, la prossima volta, invece di lasciare intendere che sarei "ingenuo, imprudente ed ignorante" avendo - presume erroneamente lei! - tralasciato di leggere la pagina 309 delle memorie di Fra Gerardo Saldutto, farebbe bene a rileggersi l'intero volume, scoprirebbe così che la decisione di traslare Padre Pio nella nuova chiesa, e di infilarlo nella colonna centrale della cripta, era già stata presa nel 2002! E quindi sarebbe per lei più opportuno cercare di giustificare le menzogne che durante tutto il 2008 e il 2009 sono state diffuse in merito alla traslazione del corpo di San Pio.

Se poi nel mio saggio non ho specificato che Rauschenberg si è ispirato alla Tapisserie de l'Apocalypse di Angers, non si preoccupi. Nella seconda edizione del saggio, ormai esaurito nelle librerie, provvederò a documentare anche questo aspetto che pensavo fosse già chiaro, senza tralasciare ovviamente di citare il suo articolo.

Che San Pio possa aprirle gli occhi!

In Domino Jesu

Francesco Colafemmina

P.S. Visto che ci siamo, può spiegarmi anche la storia del crocifisso di Pomodoro rimosso, in base alle disposizioni del Santo Padre?

17 commenti:

Andrea ha detto...

Splendido il San Michele di Angers che trafigge il Drago !
Per informarsi:
http://www.artonweb.it/artemoderna/popart/articolo3.htm

Francesco Colafemmina ha detto...

E splendida l'espressione di San Giovanni, con la mano a coprire la bocca, stupore, terrore, meraviglia per questa solenne battaglia vinta dal Capo dell'esercito angelico, la cui lancia culmina in una croce...

Andrea ha detto...

E' vero, non lo avevo notato!

Chiedo scusa, al link che ho inserito manca un "htm" finale.

Anonimo ha detto...

Caro Padre Lotti da Lei mon me lo sarei aspettato. Non ha fatto una bella figura.

Anonimo ha detto...

In questo post c'è una bella notizia: la seconda edizione del libro su S. Giovanni Rotondo. Sarebbe auspicabile che venissero inserite delle foto migliori, per comprendere meglio il pregevole commento scritto.

Anonimo ha detto...

Non badi, caro Francesco, ai giudizi dei fraticelli supponenti e arroganti, gli stessi fraticelli che stanno demolendo tutta l'eredità spirituale di San Pio a San Giovanni Rotondo. Costoro fingono ancora di non voler capire quanto male hanno fatto e continuano a fare a San Pio e ai suoi devoti. Basta iniziare a leggere almeno uno dei volumetti dell'epistolario di San Pio per rendersi conto di come "rispecchi" in ciò che si è compiuto, anche e soprattutto liturgicamente, a San Giovanni Rotondo. Non c'è verso di farli capire, di interloquire serenamente con detti fraticelli, anzi, perseverano, attraverso l'illuminato giovane rettore, gonfio della superbia litirgica post-conciliare, a distruggere e sbriciolare San Pio, loro confratello. Continui e vada avanti Francesco, lo faccia anche a nome nostro e dei numerosi fedeli e devoti che NON RIESCONO PIU' A PREGARE in quella mostruosa nuova cripta dove hanno posto il corpo del Santo. I fraticelli non ammetteranno mai il calo di visite da quando hanno portato Padre Pio in quella nuova cripta, la gente non ne può più. E per avvalorare le loro tesi inconfutabili, i fraticelli continuano ad invitare proprio quei vescovi che osteggiano il Santo Padre in materia liturgica e la nuova arte chiesastica. Non ritroviamo più a San Giovanni Rotondo l'umiltà e la povertà francescana, l'obbedienza alla Chiesa e alla Tradizione così cari a San Pio.
Attendiamo il secondo volumetto del suo libro e non badi ai fraticelli: per loro è già giunto il giudizio severo dei devoti di San Pio.
Roberto

Anonimo ha detto...

Ma che stanno a cumbinà sti Confratelli mia!
Me dispiace dillo alla Santa Chiesa, ma la nuova Chiesa nun piace né a me né allu Dio Padre"
Padre Pio (anno 2007)

Davide ha detto...

ISAIA 60.22 "Il più piccolo diventerà un migliaio. Il minimo una nazione potente. Io l'Eterno, affretterò le cose a suo tempo"

Un caro augurio a Francesco e anche ai Fraticelli di San giovanni Rotondo, architetti e Vescovi.
Ps Grrazie ad Andrea per avermi ricordato Isaia.
Davide

Anonimo ha detto...

E’ vero Roberto, a San Giovanni Rotondo non si avverte più l'umiltà e la povertà francescana, l'obbedienza alla Chiesa e alla Tradizione, così cari a San Pio.
A questo proposito è appena il caso di mettere in risalto che,l’appello che il Santo Padre Santo Padre ha rivolto qualche giorno fa a Vescovi di imitare San Francesco, vale in modo particolare per i Frati Cappuccini, in quanto costoro fanno parte della Regola di San Francesco.

Anonimo ha detto...

Mi rivolgo al giovane Rettore e alla governance cappuccina perché si adoperino con impegno a far sì che a san Giovanni Rotondo ci sia un rifiorire della presenza dei fedeli che vengono ad onorare San Pio da Pietrelcina, perché Lui tanto ha fatto per l'umanità e seguita ancora a lavorare per il popolo di Dio.
Coraggio Padre Francesco,attendiamo questa nuova primavera.

Anonimo ha detto...

Roberto, condivido la tua descrizione perché ahimè riflette perfettamente la realtà.
Da parte mia aggiungo che l'epoca, in cui(fino al 2008) più volte in un anno mi recavo con molto entusiasmo a San Giovanni Rotondo, mi sembra tanto lontana.
Spero tanto che non venga a mancare da parte dei Frati Cappuccini la ricerca di soluzioni che consentano a molti di poter ritornare a San Giovanni Rotondo.

Gianpaolo1951 ha detto...

Se è vero il vecchio proverbio secondo il quale “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”, allora i cari fraticelli di San Giovanni Rotondo devono essere stati colpiti da una rara forma di sordità più che acuta!!!

Anonimo ha detto...

Anche per me San Giovanni Rotondo non è e non sarà più quella di prima, la traslazione di San Pio presso la nuova Chiesa è stato un vero e proprio tradimento da parte dei frati ai numerosi devoti che avrebbero desiderato ritrovare per sempre Padre Pio nella Chiesa Santa Maria delle Grazie. Ancora una volta la Chiesa ha deliberatamente perseguitato Padre Pio...

Andrea ha detto...

Una piccola nota per l'anonimo delle 20:44 : quando san Pio era in vita, le persecuzioni venivano da settori razionalistici dell'alto Clero. Oggi, invece, i suoi confratelli (molti di loro) si sono trasformati da "buona gente" di spirito francescano e meridionale in affannati inseguitori delle mode post-moderne.

Anonimo ha detto...

All'anonimo elle 20.44 gli mando a dire che l'espressione: "Ancora una volta la Chiesa ha deliberatamente perseguitato Padre Pio..." è quanto di più azzeccata, per la motivazione data da Andrea e cioé:
"Oggi, invece, i suoi confratelli (molti di loro) si sono trasformati da "buona gente" di spirito francescano e meridionale in affannati inseguitori delle mode post-moderne".

Claudio ha detto...

Caro Francesco,
mi rallegro per la prossima uscita in seconda edizione del tuo libro sulla chiesa di San Pio,che ho letto ed apprezzato.Ma visto l'opportunità di questa nuova edizione anch'io ti inviterei a migliorare la qualità dele immagini,magari portandole a tutta pagina ed inserendo sempre degli ingrandimenti relativi ai particolari significativi.Questo per meglio comprendere le tue interessanti analisi.
Claudio

Anonimo ha detto...

Se il quadro generale è questo:
- Fabbricare una Depressione Globale per creare un Governo Mondiale
http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2010/11/la-crisi-e-unopportunita-fabbricare-una.html
- Lucis Trust: La Nuova Religione Mondiale
http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2010/01/lucis-trustla-nuova-religione-mondiale.html
- New Age - Nwo
http://www.youtube.com/watch?v=00DcQeB21OQ&feature=player_embedded
- Raffi - Rimini
http://www.grandeoriente.it/img/allocuzioni/pdf/GL2008-ita.pdf
...
qualcuno ai piani alti dovrebbe cominciare a ragionare sul fatto che i tempi si avvicinano e ricordarsi anche della profezia della Beata Emmerick sulla Chiesa

Ps mi scuso per i link (prima di cancellare il messaggio possono essere verificati... non penso meritino censura, comunque valuti Francesco) ma credo che rendano chiara la situazione molto meglio delle mie parole (soprattutto in uno spazio ridotto).
m