lunedì 29 novembre 2010

IL PAPA E L'EBRAISMO IN "LUCE DEL MONDO"



Formazione e importanza dei rapporti con l'ebraismo pp.122-123

La Sua elezione a 265esimo Capo della Chiesa universale fu accolta con particolare entusiasmo dalle organizzazioni ebraiche. Secondo Israel Singer - allora Presidente del Congresso Ebraico Mondiale - Joseph Ratzinger, quando era Prefetto della CDF, aveva gettato le fondamenta per una avvicinamento fra le due religioni e ha "cambiato in senso positivo la storia bimillenaria dei rapporti fra Ebraismo e Cristianesimo."
Lei è stato il primo Papa a invitare un Rabbino a parlare di fronte al Sinodo dei vescovi. Ha sospeso il processo di beatificazione di un sacerdote francese al quale erano stati attribuiti discorsi antisemiti. Ha visitato più sinagoghe di qualsiasi altro Papa. Il quotidiano "Suddeutshche Zeitung" scrisse allora: "Egli riconosce l'origine ebraica del Cristianesimo come mai nessun altro Papa prima di lui".
Inoltre, il Suo primo atto quale Successore di Pietro è stata una lettera alla comunità ebraica di Roma. Si trattò di un gesto simbolico che voleva essere indicativo di una nota dominante del Suo Pontificato?


Senza dubbio. Devo dire che sin dal primo giorno dei miei studi teologici mi è stata in qualche modo chiara la profonda unità fra Antica e Nuova Alleanza, tra le due parti della nostra Sacra Scrittura. Avevo compreso che avremmo potuto leggere il Nuovo Testamento soltanto insieme con ciò che lo ha preceduto, altrimenti non lo avremmo capito. Poi naturalmente quanto accaduto nel Terzo Reich ci ha colpito come tedeschi e tanto più ci ha spinto a guardare al popolo d'Israele con umiltà, vergogna e amore.
Nella mia formazione teologica queste cose si sono intrecciate ed hanno segnato il percorso del mio pensiero teologico. Dunque era chiaro per me - ed anche qui in assoluta continuità con Giovanni Paolo II - che nel mio annuncio della fede cristiana doveva essere centrale questo nuovo intrecciarsi, amorevole e comprensivo, di Israele e Chiesa, basato sul rispetto del modo di essere di ognuno e della rispettiva missione.

Il Suo predecessore definiva gli ebrei "nostri fratelli maggiori" mentre Lei parla di "Padri nella fede".

L'espressione "fratello maggiore", già utilizzata da Giovanni XXIII non è particolarmente bene accolta dagli ebrei perché nella tradizione ebraica il "fratello maggiore", ovvero Esaù, è anche il fratello abietto. La si può comunque utilizzare perché esprime qualcosa di importante. Ma è giusto che essi siano anche nostri "Padri nella fede". E forse quest'ultima espressione descrive con maggiore chiarezza il nostro rapporto.


La preghiera del Venerdì Santo pp. 154-155

D'altro canto, la decisione (di liberalizzare la Messa Antica) ha provocato una controversia relativa alla preghiera del Venerdì Santo per la conversione degli ebrei contenuta nella Messa Antica. Jacob Neusner, Rabbino di New York nonché storico, ha difeso questa preghiera spiegando che essa "rientra nella logica del monoteismo". Anche gli ebrei praticanti pregherebbero tre volte al dì affinché un giorno tutti i non ebrei invocheranno il nome di JHWHs.
Infine nel febbraio 2008, Lei ha riformulato il testo della preghiera. Può comprendere le argomentazioni dei suoi critici?

In primo luogo sono molto grato al signor Neusner per quello che ha detto perché è veramente utile. In secondo luogo, questa preghiera non riguarda la liturgia con il nuovo messale, ma soltanto le ristretta cerchia di coloro che utilizzano il messale antico. Quindi nulla si è modificato della liturgia in generale. Comunque, a quel punto, anche nella antica liturgia mi è sembrato necessario un cambiamento. Infatti, la formula era tale da ferire veramente gli ebrei e di certo non esprimeva in modo positivo, la grande, profonda unità fra Vecchio e Nuovo Testamento. Per questo motivo ho pensato che nella liturgia antica fosse necessaria una modifica, in particolare, come ho detto, in riferimento al nostro rapporto con gli amici ebrei. L'ho modificata in modo tale che vi fosse contenuta la nostra fede, ovvero che Cristo è salvezza per tutti. Che non esistono due vie di salvezza e che dunque Cristo è anche il Salvatore degli ebrei, non solo dei pagani. Ho inteso anche evitare che non si pregasse direttamente per la conversione degli ebrei in senso missionario, ma perché il Signore affetti l'ora storica in cui noi tutti saremo uniti. Per questo gli argomenti utilizzati da una serie di teologi contro di me sono avventati e non rendono giustizia a quanto fatto.


Viaggio in Terrasanta e missione comune con Israele pp.179-181

Il suo viaggio in Terra Santa era previsto per il mese di maggio del 2009, quindi in mezzo alla bufera provocata dal caso Williamson. Si guardava a quel viaggio con grande preoccupazione. Eppure, proprio come a suo tempo era accaduto con il viaggio in Turchia - che si era svolto mentre infuriavano le polemiche sul "Discorso di Ratisbona" - la visita in Terra Santa ebbe un esito sorprendente. L'ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Mordechay Lewy, affermò che grazie a quel viaggio i rapporti erano molto migliorati. E citò un versetto dal Libro dei Giudici: "Dal forte è uscito il dolce".

La tensione con Israele non era uguale a quella registrata in Germania, con Israele c'è sempre stato un rapporto di fiducia reciproca. Israele sa che il Vaticano appoggia Israele, appoggia l'ebraismo nel mondo, sa che noi riconosciamo gli ebrei come nostri padri e fratelli. Per me è stato molto commovente l'essere ricevuto con tanta cortesia dal Presidente Peres che è una grande personalità. Egli stesso porta un ricordo doloroso: suo padre fu imprigionato in una sinagoga che poi fu data alle fiamme. Mi ha incontrato con grande disponibilità, sapendo che lottiamo per valori comuni , per la pace e per la costruzione di un futuro nel quale l'esistenza di Israele ha un ruolo importante .
In generale l'ospitalità è stata squisita. Direi che forse ero troppo protetto. La protezione accordatami è stata imponente. Ma in Israele abbiamo potuto celebrare due grandi liturgie eucaristiche all'aperto, cosa che a Giovanni Paolo II non era stata possibile. La prima si è svolta a Gerusalemme, la seconda, molto commovente, a Nazaret, sul Monte del Precipizio. E' stata una manifestazione grande e visibile di fede cristiana nello Stato di Israele.
E poi naturalmente tocca sempre il cuore visitare i luoghi dell'Annuncio, quello della Natività, quello della Crocifissione, il Sepolcro. Lì ho potuto incontrare anche le altre comunità cristiane. Sono state tutte esperienze grandi e commoventi. Infine ho visitato anche la Giordania e i territori palestinesi, e ho instaurato un rapporto molto cordiale con il Re di Giordania e con tutta la Casa reale. Mi ha donato più di cento bottiglie di acqua del fiume Giordano da utilizzare per l'amministrazione dei battesimi.
Nei Territori Autonomi Palestinesi ho avuto un incontro che mi ha impressionato: ho incontrato bambini, i cui genitori sono prigionieri in Israele. Così abbiamo visto anche l'altro lato del dolore; emergendo così in generale un ampio panorama di dolore, da entrambe le parti.
Risulta dunque chiaro che con la violenza non si risolve nulla, che l'unica soluzione è la pace e che deve essere fatto tutto il possibile affinché entrambe le parti possano vivere insieme pacificamente in quella terra martoriata.



Sul caso Williamson pp.174-175

Se avesse saputo che fra quei vescovi (consacrati da Lefebvre ndr) ve ne era uno che negava l'esistenza delle camere a gas naziste, avrebbe firmato la revoca di scomunica?

No. Si sarebbe innanzitutto dovuto separare il caso Williamson dagli altri, ma purtroppo nessuno di noi ha guardato su internet e preso coscienza di chi si trattava.

Ma prima di revocare una scomunica non si dovrebbero passare alla lente di ingrandimento le persone e il loro cambiamento di vita, a maggior ragione se si tratta di una comunità che, a causa del suo isolamento, ha avuto uno sviluppo discutibile, sia dal punto di vista teologico, sia da quello politico ?

E' giusto affermare che Williamson è una figura particolare in quanto non è mai stato cattolico nel senso proprio del termine. Era anglicano e dagli anglicani è passato direttamente a Lefebvre. Significa che non ha mai vissuto in comunione con tutta la Chiesa universale, in comunione con il Papa.


44 commenti:

DANTE PASTORELLI ha detto...

Addirittura gli ebrei ci son "padri nella Fede".
Mah, al centro della nostra fede c'è Cristo. E si diventa figli di Dio secondo quanto dice S. Giovanni nel Prologo del suo Vangelo:
In propria venit, et sui eum non receperunt. Quotquot autem receperunt eum, dedit eis potestatem filios Dei fieri; his qui credunt in nomine eius, qui non ex sanguinibus, neque ex voluntate carnis, neque voluntate viri, sed a Deo nati sunt.
Più leggo e più mi convinco che il libro non avrebbe dovuto esser pubblicato.

Matteo ha detto...

Ho letto gli estratti del libro riportati nel precedente post, ed ora quello sugli ebrei.
Ritengo che il Papa faccia bene a far conoscere la Chiesa (e quindi il magistero petrino) al mondo, proprio in un momento di massimo discredito (gonfiato o no dai media, è chiaro che la crisi del dopo Concilio sta ormai straripando da tutti i lati) della Chiesa e della figura del Papa.
Un'altra cosa è parlare al mondo cambiando il magistero, questo è il punto. Certo, uno dirà, sono cose di poco conto (un profilattico ogni tanto a chi farà male?).
In realtà sono cose apparentemente piccole, ma che hanno una ricaduta disastrosa per la fede, cosa che è stata ben messa in luce in questo blog.
E poi leggere quanto ha detto sugli ebrei, beh, qui siamo alla frutta. Affermare che il Vaticano sostiene l'ebraismo nel mondo e lo Stato di Israele getta un'ombra inquietante su questo pontificato. Ridicolo è poi il contentino verso i palestinesi... (ho visitato "anche" famiglie palestinesi...)
Un paio di giorni fa su questo blog Paolo ha giustamente fatto notare che l'ebraismo moderno sta a quello antico come i testimoni di geova stanno al Cattolicesimo. Purtroppo questo non è noto a molti, pare anche al Papa.
Non si sa (o non si vuole sapere) che l'ebraismo moderno è fondato sul Talmud, insieme di precetti per la vita dell'ebreo pieno di espressioni non proprio lusinghiere, diciamo così, verso Cristo e i cristiani.
E poi, come fa il Papa, abbassare chino il capo di fronte a coloro che non riconoscono Cristo (per carità, ne hanno tutto il diritto!), chiamandoli addirittura "padri"!
Un'ultima cosa, ma come la mettiamo con il fatto che anche la Chiesa post-CVII prega per gli ebrei il Venerdì santo? Io, da quando sono bambino, alla celebrazione pomeridiana del Venerdì Santo prego per gli ebrei. Ovviamente non si parla di "perfidi", ma la preghiera mi pare abbastanza chiara nei suoi intenti. Non so, ho l'impressione che si voglia far passare l'idea per cui a pregare per gli ebrei sarebbero soltanto quei "cattivi" dei tradizionalisti, per i quali però è stata proposta una versione edulcorata.
Sulla preghiera che si recita (così credo: nella mia parrocchia della campagna veneta senz'altro) normalmente anche col messale di Paolo VI vorrei avere una conferma da qualcuno. Grazie.
Saluti

Matteo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Areki ha detto...

Sono totalmente daccordo con il Prof. Pastorelli.

P. S. Prevedendo la non utilità del testo dell'intervista non l'ho acquistato, né intendo farlo.

DANTE PASTORELLI ha detto...

C'è da chiedersi: perché si deve direttamente e con spirito missionario pregare per gli eretici, gli scismatici e gl'infedeli d'ogni genere? Non basterebbe pregare per affrettare l'ora storica in cui tutti saremo uniti?
Se fossi protestante o ortodosso mi sentirei offeso da questa mancanza di sensibilità, da questa diversità di trattamento...
A suo tempo ho scritto parecchio, anche in difesa del Papa, contro gli attacchi per le modifiche apportate alla preghiera del Venerdì Santo, proprio perché vi si ribadisce che Cristo resta la salvezza di tutti. Ma dinnanzi ad una simile spiegazione francamente si resta spiazzati.
Certo tanti teologi non capiscono proprio niente. Ma chi li forma? in quali università pontificie studiano? ed i professori da chi son chiamati in cattedra? e perché ve li si mantengono?

xyz ha detto...

Con tutto il rispetto e affetto per il Santo Padre e anche per il teologo Ratzinger, credo sia opportuno riflettere sul suo background tedesco, che comunque influisce e che spiega le critiche di ambito tradizionale; consiglio al dr. Colafemmina di leggere qui: http://certitudes.free.fr/nrc08/nrc08106.htm

Stefano78 ha detto...

Questi passaggi sono risultati poco chiari anche a me.

Sebbene abbia tenuto ben presente a chi fossero diretti, e che dovessero tener conto di mille fatti connessi (ad esempi l'esistenza delle minoranza cattoliche in Terra Santa!).

Il Papa dice la Verità, ma non senza "attenuanti".


Se Cristo infatti è il Salvatore di Tutti, ivi inclusi gli Ebrei, allora è logico pensare che Essi hanno necessità, come tutti, di convertirsi.

L'ambiguità nasce dal "metodo" per raggingere questa conversione, che il Papa dice non debba essere "direttamente" Missionario.

Il che fa pensare ad una "Missionarietà indiretta", che resta comunque da chiarire, anche se la si può immaginare.

Mi fa pensare ad un "metodo" non "eclatante", tutto da sperimentare però. E forse il nuovo dicastero per l'Evangelizzazione potrebbe valere anche a questo.

Ma certamente sono ipotesi e non risulta nettamente dal testo.

Sul caso Williamson sono d'accordo col Papa. Non perchè consideri il "Peccato di riduzione della Shoah" come un discrimine per essere definito o meno Cattolico, ma perchè il Vescovo in questione è caduto nel tranello teso apposta, mostrando che il malizioso aveva ragione, e si è dedicato a fatti che esulano dal suo ministero episcopale!

Il Vescovo deve pascere ANIME, non improvvisarsi studioso e fautore di ipotesi comunque discutibili! E soprattutto non condire queste ipotesi con Giudizi su Hitler ed il Nazismo che ne ignorino e ridimensionimo l'intrinseco (non estrinseco!) valore Satanico!

In questo senso, si poteva capire la permanenza dello stato di scomunica. Non tanto per le sue teorie, quanto per la "necessità" di queste teorie come Pastore d'Anime e della considerazioni nei riguardi di un ideale Satanico.

Francesco Colafemmina ha detto...

Williamson non è un neonazista. Williamson ha delle opinioni storiche.

Gli è stato chiesto da una minore tv svedese se ciò che lui affermò pubblicamente nel 1984 in Canada, in occasione della condanna di uno scienziato esperto di camere a gas negli USA, accusato di aver negato l'esistenza di camere a gas ad Aushwitz, fosse ancora da lui ritenuto valido.

E Williamson poco astuto, poco scaltro e forse troppo legato alle sue convinzioni, non ha avuto timore di dire ciò che pensava. Lo ha detto peraltro pensando che quel passo non sarebbe stato trasmesso.

Ciò detto, se Williamson va mantenuto fuori dalla comunione con la Chiesa, cosa dire dei tanti vescovi che in comunione con la Chiesa se la prendono col Papa, ignorano le sue direttive, sberleffano la sua sensibilità liturgica, maneggiano denaro, organizzano appalti truccati ecc. ecc.?

Che dire, ad esempio, di cerimonieri pontifici come Mons. Camaldo- alias Jessica - che continuano a partecipare alle celebrazioni pontificie - vedi giorno del Concistoro - pur avendo dichiarato davanti ad un giudice di aver ricevuto soldi a fondo perduto da investire nell'acquisto di una villa nell'agro laziale da dedicare ad una congrega massonica?


http://www.reportonline.it/2010021540974/cronaca/inchiesta-su-una-loggia-massonica-con-base-nella-sede-dell-udc-di-livorno.html


http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/10/05/17/balducci-vaticano-camaldo.html

Stefano78 ha detto...

Francesco.

Williamson ha fatto dichiarazioni ambigue su Nazismo e antisemtismo, in quella stessa famose iantervista, relativizzando la sua posizione sul razzismo antisemita, non rispondendo direttamente all'intervistatore dopo essere caduto nel tranello. Vedi questo filmato (tra l'altro prodotto da chi è a suo favore):

http://www.youtube.com/watch?v=ThoYoUQr5T0

In altri casi il Mons. si dipartì in giudizi "temerari" su fatti storici di cui non si discutono i "numeri" ma i fondamenti...

Ripeto, anche io sono appassionato di storia, anche io ho certi dubbi sull'esposizione di alcuni fatti storici (come li potremmo avere tutti), ma se sono Vescovo NON VEDO ALCUNA UTILITA' di farli oggetto nè di una intervista, nè della mia pastorale!

E non faccio certo fatica, da vescovo, a rispondere nettamente che il razzismo persecutore, sia esso antisemita o altro, è peccato mortale!

O mi sbaglio?

Riguardo quello che affermi su coloro che disobbediscono al Papa e che la schiera degli Scomunicati dovrebbe esser ben nutrita, non ci piove.

Ma questo non cambia il discorso.

Francesco Colafemmina ha detto...

Mah,

Williamson rispose perché richiesto di chiarire la propria posizione sul tema. A mio parere fece male.

Ciò detto, le sue posizioni non erano ambigue sull'antisemitismo. Diceva una cosa giusta, ossia che la verità è cosa buona, mentre l'antisemitismo è una cosa cattiva. Dunque cercare di indagare la storia e andare alla ricerca della verità non è una cosa cattiva.

Olocausto è un termine che non riconosceva, perché implica il concetto sacrificale e la premazia di quella strage sulle tante altre del secolo scorso (dal genocidio armeno alla tragedia dei gulag, etc.).

Ciò detto, se Williamson avesse negato il genocidio palestinese a Gaza e avesse detto che nella Shoah sono morti 6 milioni esatti di ebrei, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire.

Assumere l'antisemitismo nazista come un mero risultato di una ideologia perversa basata sulla razza significa eliminare i fondamenti storici e politici alla base di questa ideologia, ossia le ragioni strumentali, di dominio e di interesse che si sono sostanziate in una perversa ideologia razziale. Ma meglio non addentrarsi nella vicenda...

Daniele Sottosanti ha detto...

Mi trovo d'accordo al 100% con quanto asserisce il Prof. Dante Pastorelli.

In Jesu et Maria

Mic ha detto...

che ne dite di questa domanda. Non è capziosa e falsa, di conio spiccatamente modernista, che contribuisce ad alimentare la percezione distorta che 'il mondo' ha della FSSPX?

"Ma prima di revocare una scomunica non si dovrebbero passare alla lente di ingrandimento le persone e il loro cambiamento di vita, a maggior ragione se si tratta di una comunità che, a causa del suo isolamento, ha avuto uno sviluppo discutibile, sia dal punto di vista teologico, sia da quello politico ?"

il Papa ha semplicemente 'glissato' tornando su Williamson... e affermare che non ha mai vissuto in comunione con il Papa, quando ha sempre celebrato e celebra "una cum Petro" e, come tutta la Fraternità riconosce il primato petrino e custodisce l'integrità del Depositum fidei, a me sembra innanzitutto improprio, a prescindere da quel che ognuno possa pensare della dichiarazione di Williamson, che si continua a considerare -sempre impropriamente- negazionista ed antisemita

Non intendo difendere Williamson perché non è questo che mi interessa; ma aderisco alla obbiettiva 'lettura' della realtà fatta da Francesco

Quanto a Benedetto XVI ed ebrei, vi segnalo questo scritto

DANTE PASTORELLI ha detto...

Se mpns. Williamson non avrebbe dovuto esser sollevato dalla scomunica, per il suo "riduzionismo", perché si mantengon in piena comunione i vescovi mediorientali che notoriamente son tutt'altro che teneri con Israele e l'ebraismo in generale? E' stato forse scomunicato il Vescovo Hylarion che trasportava armi per i palestinesi? E mi limito a trattar dell'argomento in questione.
Giudizi storici e posizioni politiche anche errati e deplorevoli, ma che non intacchino le Verità di Fede, non son ragioni per scomuniche.
Il Papa farebbe bene a pensare all'unità di fede e disciplina nella Chiesa, e alla difesa della Santa Liturgia tanto massacrata in ogni chiesa da porre i fedeli ancora ben formati in una drammatica condizione di opzione tra una Messa valida celebrata da saceroti della Fraternità S. Pio X sospesi a divinis ed una celebrata in modo cialtronesco e clownesco, e spesso con canoni ed altre formule creative, della cui validità a buon diritto è lecito dubitare.
Quanto al problema della missionarietà non capisco - son di dura cervice - perché verso gli Ebrei dev'esser indiretta e e verso gli altri infedeli diretta? Anche se, a dir la verità, di attività missionaria nel più profondo senso della parola oggi se ne fa poca dappertutto.
I vescovi devon pascere il gregge e non occuparsi di storia e di politica? Ohibò, ma questo esempio non dovrebbe provenir proprio dai pontefici e dalla S. Sede? E dalle Confeenze Episcopali?

La verità vi farà liberi ha detto...

Mi chiedo come si conciliano queste paroel del Papa con i discorsi fatti da MIC sul suo blog nel quale criticavano il
"giudaismo" del Cammino come se fosse una vergogna sentirsi estremamente vicini ai fratelli ebrei.Perchè ci tenete tanto a sottolineare la differenza con loro?Vi danno tanto fastidio?

La verità vi farà liberi ha detto...

Perchè vi da tanto fastidio la vicinanza con gli ebrei?Eppure sono più le somiglianze che le differenze.Tutto dobbiamo agli ebrei anche il loro non riconoscere il Messia ci ha favorito.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Il solito troll neocat.
Cosa ci differenzia dagli Ebrei? Cristo.
Ma per gli eretici come te è solo un infinitesimale dettaglio.

Francesco Colafemmina ha detto...

Sì, non preoccuparti, in fondo anche Cristo, la Madonna, San Giuseppe, San Pietro, San Paolo, tutti gli Apostoli, Lazzaro, Maria di Cleofa, Maria di Magdala, tutti erano ebrei...

Il punto è: dobbiamo ringraziare gli ebrei anche per quanto contenuto nel Talmud (dove Cristo bolle in un calderone di cacca nell'inferno), dobbiamo smettere di convertirli perché Cristo ci ha detto di evangelizzare ovunque tranne che fra gli ebrei? Dobbiamo infine apprezzare sempre Israele anche quando sappiamo che intende scatenare l'odio e la guerra con l'Iran? Quando sappiamo che Israele ammazza palestinesi e libanesi innocenti per le sue necessità di "sopravvivenza"? Quando sappiamo che Israele non partecipa al Trattato di non proliferazione ed ha in seno circa 300 testate nucleari? E' questo il modo di cooperare per la pace?

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Francesco, perché non ci mandi almeno virtualmente in quel calderone infernale questo troll dai mille nick?

Anonimo ha detto...

Gent.mo Dott. Francesco, stimatissimo prof. Pastorelli, sono perfettamente daccordo con voi. Mi rammarico soltanto che un noto e meritevole blog dedicato alla messa antica, abbia bollato le vostre opinioni e le mie, o comunque molto simili, come provenienti da sedevacantisti prtaticanti o dormienti, ma comunque sedevacantisti.
Bene, il libro non esprime il magistero ufficiale, così gridano a squarcia gola quanti si sentono visceralmente legati al Santo Padre, ora pure i tradizionalisti si corregono e fanno più di un passo indietro: cosa sta succedendo? Possibile che non si abbia il coraggio e l'onestà di esprimere, anche via internet, le proprie impressioni, riscontri sul libro? Diciamolo: tanti tradizionalisti sono rimasti sbigottiti su ciò che afferma il Santo Padre nell'intervista, erano persuasi fermamente che il Santo Padre fosse, in qualche modo, dalla loro parte, ma adesso hanno paura ad ammetterlo e si nascondono dietro ad un dito. "Una cerchia ristretta" tali sono definiti quei fedeli che amano la messa antica, una cerchia ristretta. Possibile che il Santo Padre non sappia la crescita considerevole dei fedeli cattolici che preferiscono la messa antica? E di quelli che lottano contro l'ostinato divieto dei vescovi che non vogliono la messa antica? E cosa dire poi sulla comunione ricevuta sulle mani....
Era necessario rilasciare quella intervista ad un giornalista incline a soddisfare e a ben nutrire la già pessima ed apostata opinione pubblica tedesca?
Non so, proprio non so cosa dire di più. Di certo non mi reputo un sedevantista.
Roberto

Francesco Colafemmina ha detto...

Aggiungo per Dante:

naturalmente che Cristo fosse ebreo è una mia freddura... Cristo è Dio, dunque non può esistere un "Dio ebreo", ma questo non lo si comprende perché devono umanizzare e storicizzare il Figlio venuto sulla terra per salvare l'umanità.

Che poi il Cristo abbia compiuto l'ebraismo è un altro paio di maniche...

Sembra che quando parliamo dell'identità divina si rimanga sbigottiti dinanzi a tanto semplici constatazioni.

Anonimo ha detto...

Complimenti Francesco, ancora una volta hai dimostrato di essere l'unico tra i tanti tradizionalisti (alcuni veri, molti "geneticamente modificati" in senso neo-con) ad avere ben chiara l'idea di Verità.

Dio te ne renderà merito!

Paolo

DANTE PASTORELLI ha detto...

FRANCESCO - Perché questa precisazione rivolta proprio a me? Certo che Cristo è nato nel popolo d'Israele! Ci mancherebbe altro! Com'è certo che gli Ebrei che credettero nel Cristo venturo o credettero e credono nel Cristo venuto son i nostri padri e fratelli, anche maggiori. Non lo sono, invece, quelli attuali o di ieri o di secoli fa che Cristo rigettano o han rigettato.

ROBERTO - Non so chi ci abbia dato di sedevacantisti. Né Francesco né io lo siamo, anzi! Se qualche sprovveduto ha detto ciò ha parlato in istato di allucinazione o forse ha parlato in buona fede, pur sempre rimanendo uno sprovveduto, perché, almeno io, qui ed altrove, ho parlato del libro in questione come opera non del Papa ma del dottore privato, cioè del dr. o prof. Ratzinger. Ma in questa definizione non c'è assolutamente alcuna tendenza al sedevacantismo.
Benedetto XVI è vero Papa, è stato legittimamente eletto e legittimamente esercita la sua missione. Ed io lo amo per questo e per questo prego sempre, perché sappia mantener integra la sua e la nostra fede ed in questa pascere con oculatezza e prudenza, ed anche forza, il gregge.
Però un Papa che non parla ed insegna tramite documenti magisteriali, ma attraverso libri di memorie, di poesie o interviste al caminetto, e magari pubblica giovanili tesi o parti di tesi di dottorato di discutibile teologia, non si esprime nella sua funzione di Vicario di Cristo.
Sarebbe tragico se il libro in questione del nostro Papa dovessimo attribuirlo all'ispirazione dello Spirito Santo!
In ogni caso, io son sicuro dell mia fede cattolica, apostolica romana che niente e nessuno potrà scuotere dalle sue rocciose fondamenta.
Come son sicuro che ancor più incrollabile è quella di Francesco. Io, mentre parlava a Firenze alcuni giorni fa, ho sentito tutta la sua anima immensamente innamorata di Cristo.

Andrea ha detto...

Per chi vuole: ho espresso il mio modo di vedere la questione, in particolare ricollegandola all'attuale fase dei rapporti di forza internazionali, il giorno 25 alle 19:07.

Francesco Colafemmina ha detto...

Ahahah... questa è bella! Sedevacantista!

Ci mancava che ci dessero dei "sedevacantisti"!

Il più delle volte mi sembra che siano numerosi i cattolici che rinunciano ad azionare le sinapsi e a far muovere le cellule grigie.

Che poi ricorrano a queste "etichette" per comodità, deriva dalla ruggine che gli si dev'esser formata nel cervello.

Credo che il fosfato di zinco possa andar bene come antiruggine, altrimenti si può ricorrere alla logica aristotelica e ad un po' di Summa Theologiae...

Anonimo ha detto...

Quoto in toto Francesco e Dante.
Avessi io la vostra capacità discorsiva.
Grazie Francesco per le tue parole sul popolo palestinese. Il Signore te lo accrediti come giustizia.
Camminante

Mic ha detto...
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Luisa ha detto...

Scusate, sarà che ho problemi di vista o di inattenzione, ma la foto che hai messo Francesco è...terribile...non ho visto il Papa. l`ho visto solo oggi così piccolino accanto ai giganti ebrei.

Per quel che riguarda il blog Messa in latino e le accuse di sedevacantismo, di maschere che cadono, provengono dai soliti ignoti che scrivono su quel blog non si sa troppo perchè, da neocat inconfondibili, da cattolici che si sono scoperti più papisti del Papa, tutto fa brodo per tentare d screditare i cattolici che ricordano certe verità e la Verità .
È veramente stupefacente e paradossale quell`alleanza "contro natura"fra progressisti e tradizionalisti, senza dubbio con motivazioni e intenti palesamente diversi.

Mic ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mic ha detto...

Mi chiedo come si conciliano queste paroel del Papa con i discorsi fatti da MIC sul suo blog nel quale criticavano il "giudaismo" del Cammino come se fosse una vergogna sentirsi estremamente vicini ai fratelli ebrei.

non replico per un interlocutore del genere, ma per amore di verità per chi non ci conoscesse.

io (o altri sul nostro blog) non abbiamo mai criticato il "giudaismo" del cammino neocat...

Abbiamo invece messo in luce e documentato quanto il cammino inculchi uno pseudo-giudaismo di ritorno, che non guarda alle radici della nostra fede, ma di fatto giudaizza un altrettanto pseudo-cristianesimo predicato e praticato con insegnamenti e prassi propri, già imbastardito da elementi gnostici e luterani...

la giudaizzazione è operata attraverso:
-simboli perfino nel rito (tallit=scialle di preghiera sul leggio, channukkiàh=candelabro al posto della croce sulla mensa che non è un altare, danza finale)
- altri ammennicoli di uso comune: mezuza=astuccio contenente lo shemà ecc. ecc,
- insegnamenti e prassi di conio veterotestamentario, midrashim e cabalismi vari che qui non sto ad approfondire

per doverosa completezza c'è da aggiungere che gli statuti (ma non le catechesi cui fanno riferimento) sono stati approvati dal PCL; il che rende la nostra testimonianza particolarmente 'scomoda', ma non meno veritiera.

tutto qui (!)

Anonimo ha detto...

Luisa, approfitto della disponibilità di Francesco per inviarti un caro saluto. Continua così.
Camminante

Anonimo ha detto...

Senza dimenticare l'amica-web Mic!

Luisa ha detto...

Grazie, Camminante, contraccambio il saluto, senza dimenticare la cara Mic!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Da diversi giorni non apro il blog messainlatino dal quale mi sono allontanato, com'è capitato qualche altra volta, perché mi risulta assolutamente impossibile conviver con alcune persone che la redazione tollera, com'è suo diritto.
Non credo che accuse di sedevacantismo possan venir dalla Redazione del blog o da altri commentatori seri che non mancan di certo.
Quindi, un ulteriore motivo per restarmene da parte, sia pur con dispiacere, non lo nego, perché qualche cosa a quell'iniziativa credo d'aver dato.

Andrea ha detto...

Per alcuni giorni, probabilmente, non potrò connettermi a internet.

Un cordiale saluto a tutti

Luisa ha detto...

Caro Dante, la tua assenza da quel blog, al quale hai dato molto, alla serietà e qualità del quale hai contribuito in modo significativo, non solo è stata notata, ma anche "regrettée".

Musicus Philologus ha detto...

Sì, anch'io ho notato la Sua assenza da "Messa in latino". La prego, Professore, torni e intervenga nel dibattito con i Suoi interventi chiari ed illuminanti.

Cordialmente,
Musicus Philologus

Anonimo ha detto...

E' vero, caro Dante, se non torna lei gli interventi tendono a diventare eccessivamente modernizzanti, e mi dispiace dirlo, in qualche maniera avallati dalla redazione...
che lei sia il nostro piccolo kathecon?
Camminante

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ci son tante persone più preparate di me ed ancor ben fornite di quella pazienza che io avevo esaurito: ci vuol tempo perché si ricomponga, lontano dall'inutile chiasso.

Armando ha detto...

Certo che si sarebbe dovuto separare la questione di Williamson dalle altre, invece, se non per opportunità per un supplemento di indagine.
Per quanto riguarda gli ebrei hanno tutti i mezzi per conoscere Gesù, non sono insomma una tribù della Papuasia, e hanno anche l'Antico Testamento, i Patriarchi (patri nella fede). Per quanto riguarda la politica su Israele, dare fiducia (messa a dura prova dal Governo israeliano e non so quanto reciproca) non vuol dire complicità. Certo che bisogna poi dire tutta la verità (cose che magari in Vaticano non sanno), proprio noi laici, tipo: che armi hanno usato a Gaza?
http://palaestinafelix.blogspot.com/2010/12/chirurghi-operano-vittime-di-piombo.html

DANTE PASTORELLI ha detto...

Il Papa ha detto che ha tolto la scomunica perché il motivo per cui i vescovi della Fraternità S. Pio X v'eran incorsi era la negazione del primato di Pietro.
Ammettiamo che effettivamente quei vescovi avessero negato il primato di Pietro - ch'è tutto da verificare: la consacrazione di vescovi senza mandato pontificio non è di per sé scisma o negazione di un dogma - se lo hanno poi riconosciuto era un atto di giustizia revocare la scomunica.
Ora, ci si può chiedere: che senso ha ricondurre, da parte del Pontfice, il riduzionismo di Williamson al Primato di Pietro? Forse qualche Papa ha promulgato un nuovo dogma, un documento comunque vincolante per cui si è cattolici solo se si accetta la tesi dei 6 milioni di morti?
Ch'io sappia l'infallibilità al Papa è assicurata per altro.
Williamson avrà seguito tesi errate, va bene, ma si tratta di posizioni che niente hann'a che far con la Verità. E non capisco quale ulteriore indagine si dovesse fare. Per appurar cosa?
Se c'eran dubbi sulla sua fede cattolica sì, sarebbe stato non opportuno, ma doveroso. Ma visto che di questo non si trattava allora di ulteiori indagini non c'era proprio necessità.
Le argomentazioni di benedetto XVI in molti punti lascian davvero perplessi sul fine di certe dichiarazioni e dell'intero libro.

Armando ha detto...

Secondo me per vedere se c'era veramente volontà di rientrare; e magari dal comportamento di Williamson si deduce il contrario.

Anonimo ha detto...

"Il Lato Oscuro Di Roberto Saviano" 1 - 2
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=30276

DANTE PASTORELLI ha detto...

La volontà di riconciliazione si basa sulla chiarezza della dottrina e la disposizione all'ubbidienza negli ambiti in cui questa è richiesta. Il "riduzionismo" relativo alla shoa di quel vescovo non è negazione d'una verità di fede, semmai può essere sfruttato a fini propagandistici di parte per il suo contenuto storico. Allora lo si dica chiaramente.
Quello che si sta verificando in questo pontificato, che tanto m'aveva lasciato sperare almeno sul piano liturgico e disciplinare - molto meno sul pianto teologico-dottrinale - appare sempre più evidente: il dire e non dire, il vorrei ma non posso, ed il voler piacere al mondo. Per cui si ricorre al "riduzionismo", ad es., per quel che riguarda il Motu Proprio, forse per il dubbio d'aver osato troppo.

Anonimo ha detto...

Per me non basta la chiarezza dottrinale che per esempio hanno anche molti ortodossi, ma la volontà di essere in comunione con la chiesa.
A me non piace fare dietrologie politiche pero' molte posizioni sul Concilio Vaticano II riconducono tutto a un complesso di colpa nei confronti dell'ebraismo; e' chiaro che un anticonciliarista che e' pure revisionista tende ad avallare questi collegamenti precludendo ogni possibilità di dialogo con la Chiesa e sottintendendo che questa agisce esclusivamente (qualche considerazione pastorale a riguardo degli ebrei sara' stata di certo fatta) sotto la spinta di interessi contingenti e politici.
Tutto questo porta anche come reazione ad una politicizzazione della fede in senso contrario: da qui i contatti con revisionisti, la storia del nuovo avvocato. Quella scelta con quella intervista potrebbe essere una deviazione dalla retta strada di cui la Chiesa deve tenere conto.
Tra l'altro oltre a non fare un favore alla Verità confondendola con un atteggiamento ostile all'ebraismo, e molti suoi epigoni con Don Abramovic mi sembrano su questa linea; non fa un favore neanche alla ricerca della verità e all'approfondimento storico, ingabbiati dalle maglie, anche qui, della politica, anzi di un partitismo vero e proprio. In sintesi se la società tende a dogmatizzare la storia creando tribunali ad hoc, nel mezzo del relativismo imperante poi, dall'altra parte c'e il rischio di politicizzare i propri dogmi.
Armando
p.s. Io mantengo la fiducia del novizio con questo Papa, anche perché non ne abbiamo un altro