mercoledì 24 novembre 2010

"LUCE DEL MONDO"... BUIO FRA I FEDELI...


di Francesco Colafemmina

Difendere il Papa è un nostro dovere di Cattolici, far finta di non aver capito le sue parole è pura ipocrisia.

Sul condom il Papa aveva le idee molto chiare quando ha rilasciato la sua intervista a Seewald, ed è ridicolo, oltre che preoccupante, che un coro di osanna si sia levato da una parte all'altra del mondo (cattolico e non). E' preoccupante che nessuno abbia avuto il coraggio di dire ciò che effettivamente è accaduto: il Papa ha supportato, con cautela, la teoria ABC ed ha ripetuto frasi che - solo qualche anno fa - trovavamo in bocca al Cardinal Daneels e a qualche ribelle sacerdote della Conferenza Episcopale Spagnola.

Mi riferisco ai due casi più simili ed emblematici in merito alla questione. Il primo caso riguarda le dichiarazioni rilasciate alla BBC nell'ottobre del 2003 dalla buonanima del Cardinal Alfonso Lopez Trujillo, allora Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il Cardinal Trujillo, suscitando naturalmente lo sdegno mondiale, osò affermare che il condom non poteva essere considerato un efficace mezzo per prevenire l'AIDS e che l'unico indirizzo preventivo della Chiesa Cattolica è costituito da: astinenza, castità e fedeltà matrimoniale.

Apriti cielo! Le cataratte mediatiche si aprirono e rovesciarono sul Cardinale fiumi e fiumi di stereotipate accuse rivolte alla Chiesa Cattolica: retrogradi, ignoranti, assassini (perché non prevenite il contagio in Africa) etc. etc.

Tuttavia le voci del dissenso non mancarono nel seno stesso del Collegio Cardinalizio e si incarnarono nelle parole del Cardinal Daneels, l'allora primate del Belgio, recentemente coinvolto nei casi di copertura di molti abusi pedofili perpetrati dal clero. Affermò in quell'occasione Daneels: "E' un' iniziativa deplorevole, non spetta a un cardinale parlare delle virtù di un prodotto. Non so se le sue valutazioni siano attendibili".


"Affermare che una persona che rifiuta di astenersi dal sesso casuale dovrebbe usare un profilattico non significa nè condonare il suo comportamento, nè condonare il profilattico in sé, così arguiscono alcuni teologi; significa solo incoraggiarla ad assumersi qualche responsabilità morale per le vite degli altri.
Il Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Bruxelles, lo ha detto in gennaio affermando: "se una persona infetta da HIV ha deciso di non rispettare l'astinenza, allora deve proteggere il suo partner e lo può fare - in questo caso - usando il profilattico." Fare altrimenti, ha aggiunto, "significherebbe violare il 5° comandamento" ossia non uccidere."

Queste parole del Cardinal Daneels, sono praticamente identiche - ripeto - identiche, a quelle che abbiamo sentito pronunciare recentemente da tutti i difensori della posizione espressa dal Papa a Seewald. L'unica differenza è costituita dal limite posto dal Papa: ossia solo per i prostituti maschi attivi (limite poi allargato a prostitute, e transessuali). Tuttavia proprio su quest'ultimo punto i difensori ad oltranza delle parole riportate nel libro intervista di Seewald, dovrebbero ricordare le parole del Vescovo Filippino, Mons. Oscar Cruz il quale, solo a febbraio di quest'anno, di fronte alla distribuzione di condom gratuiti da parte del governo agli "operatori sessuali" (prostituti e affini) ha proposto l'abolizione della prostituzione!

Le parole di Daneels suonarono allora come una sfida del progressismo alla Chiesa. Furono d'altra parte precedute da una lunga chiarificazione del Cardinal Trujillo che è ancora leggibile sul sito della Santa Sede, datata 1 dicembre 2003.

Tra le tante ragioni portate da Trujillo vi è la seguente: "La Chiesa Cattolica ha ripetutamente criticato i programmi che promuovono il condom come mezzo del tutto efficace e sufficiente per la prevenzione dell’AIDS. Le diverse Conferenze Episcopali in tutto il mondo hanno espresso la loro preoccupazione riguardo a questo problema. I Vescovi Cattolici del Sud Africa, del Botswana e dello Swaziland categoricamente considerano «la diffusione e la promozione indiscriminata dei condom come un’arma immorale e sbagliata nella nostra battaglia contro l’HIV/AIDS per le seguenti ragioni: l’uso del condom è contrario alla dignità umana; i condom tramutano il bellissimo atto di amore nella ricerca egoista del piacere, respingendo ogni responsabilità; i condom non garantiscono la protezione contro l’HIV/AIDS; i condom possono essere perfino uno dei motivi principali di diffusione dell’HIV/AIDS. A parte la possibilità che i condom possano essere difettosi o usati in modo sbagliato, essi contribuiscono al venir meno dell’autocontrollo e del rispetto reciproco»".

Aggiunge quindi il Cardinale una citazione del neo-Cardinale Elio Sgreccia: "Un altro moralista italiano, Elio Sgreccia, attualmente Vescovo e Vice Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha scritto che le campagne basate solo sulla libera distribuzione dei preservativi «possono diventare non soltanto fallaci, ma controproducenti e incoraggianti… nell’abuso della sessualità; in ogni caso risultano prive di contenuti veramente umani e di responsabilizzazione globale della condotta»".

Naturalmente il Papa nell'intervista a Seewald, non ha negato quanto sopra affermato da Trujillo, ma ha proposto il ricorso al condom quale "male minore" e lo ha identificato in ben due passaggi come "l'inizio di una moralizzazione": ossia se un prostituto/a o un trans mettono o fanno mettere il condom iniziano a convertirsi e a responsabilizzarsi... Parole difficili da comprendere perché piuttosto "ambigue". Dunque ecco tutti che cercano di conciliare l'inconciliabile: il condom non è una soluzione etica, ma in certi casi rappresenta l'avvio verso una moralizzazione!

Un altro caso clamoroso accadde nel 2005. Il 18 gennaio 2005 infatti, il Segretario della Conferenza Episcopale Spagnola, p. Juan Antonio Martìnez Camino (nominato poi vescovo da Papa Benedetto), incontrando il ministro della sanità Elena Salgado, affermò che "i preservativi hanno un ruolo nella prevenzione integrale e globale dell'AIDS" avallando inoltre la strategia ABC (Astinenza, Fedeltà, Preservativo). Ci fu grande agitazione nei Sacri Palazzi e l'uscita di Camino fu smentita, ritrattata, riportata entro i confini dell'etica cattolica. Ma il colpo fu comunque piuttosto duro.

Ora, a questo link potete trovare un elenco di altri casi di Cardinali e Vescovi che hanno tentato di incrinare la risposta del Cattolicesimo all'uso del condom, nell'ambito della prevenzione del virus HIV.

Sorvolo su tutte le uscite dell'antipapa Cardinal Martini, già dal 2006 impegnato nel sovvertimento delle posizioni cattoliche in tema di bioetica, e vengo a questi giorni ricchi di turbamento e confusione.

Oggi si è aggiunta un'altra nube al cielo cattolico già ingrigito dalla tempesta del condom, con la rivelazione che secondo il Papa "l'evoluzione ha generato la sessualità per la riproduzione". Sarà anche una frase estemporanea, detta con la precauzione di un "si potrebbe dire, volendosi esprimere in questi termini". Purtuttavia il Papa "ha voluto esprimersi" in questi termini e "ha potuto dire" che "l'evoluzione ha generato la sessualità". Non ha detto infatti: "se ci dovessimo esprimere secondo il lessico laicista e scientista, dovremmo dire che l'evoluzione avrebbe generato la sessualità"!

Detto questo qual è il senso delle mie riflessioni? Molto semplicemente che non ho letto neppure in un commento al volume "Luce del Mondo" parole ponderate e riflessioni anche critiche. Nonostante il Papa stesso abbia circoscritto in maniera esemplare il senso dell'infallibilità, ciononostante, tutti sembrano affrontare le dichiarazioni contenute ne "La luce del mondo" come se si trattasse di articolazioni, certo più domestiche e colloquiali, dell'infallibilità di Pietro.

Così tutti i commenti a "Luce del Mondo" vanno dall'untuosa adulazione papale alla causidica eviscerazione delle ragioni per cui il Papa non avrebbe cambiato di una virgola la morale cattolica in tema di uso del condom e prevenzione dell'HIV. Leggo entusiasmi di destra e di sinistra, critiche furibonde a quei quattro pruriginosi che si sono concentrati solo sul condom, esaltazioni del Papa da parte di Pannella e dell'ONU, ma non di Nichi Vendola, deluso dalle sue parole sull'omosessualità (tra un cambiamento e l'altro Vendola si aspettava anche questo...).

Ho letto di parole piuttosto forti del Papa su Williamson, un vescovo dal Pontefice considerato mai cattolico "nel senso proprio del termine", ma "passato direttamente dall'anglicanesimo a Lefebvre" proprio quando è il Papa stesso ad aver istituito l'ordinariato anglicano (persino per preti già sposati)! E leggo ancora che il Papa non gli avrebbe mai tolto la scomunica se avesse saputo del suo negazionismo (come se il negazionismo fosse diventato un vero e proprio "dogma di fede").

Che dire poi di queste parole del Papa: "Israele sa che il Vaticano appoggia Israele, appoggia l'ebraismo nel mondo, sa che noi riconosciamo gli ebrei come nostri padri e fratelli"?

Nessuno tuttavia ha espresso un giudizio più cauto, si è chiesto l'opportunità di questo genere di libri, nei quali il tono colloquiale misto all'autorevolezza del Papa, può generare corti circuiti presso i fedeli e autorizzare interpretazioni erronee, estreme, maliziose di ogni sua parola. Nessuno ha storto il naso e si è domandato il senso delle varie palinodie del Pontefice su una serie di temi, da Ratisbona al caso Williamson, e al condom... Anzi tutti hanno riconosciuto in queste palinodie, il valore di una profonda autocritica.

Nessuno insomma si è chiesto a cosa serva questo libro-intervista. A cosa serva per i cattolici e per i non cattolici. Le risposte potrebbero essere molto più interessanti di quanto immaginiamo...

Intanto posso solo testimoniare a tutti i lettori che fior di sacerdoti, docenti di teologia morale, cattolici irreprensibili e semplici uomini della strada vagano nella più totale confusione. Anzi, sono più semplicemente "sbigottiti" e si appellano alla Congregazione per la Dottrina della Fede (che stando ad indiscrezioni non avrebbe avuto nulla da eccepire in merito al contenuto del libro). Se nessuno fa nulla per confermare le loro granitiche certezze (ripeto - parliamo di cattolici seri, fedeli al Papa più di qualche Vescovo o Cardinale ribelle), minate da certe ambiguità di fondo del testo di quel libro-intervista, se nessuno si preoccupa di loro, ma di compiacere l'intero teatrino mediatico del quale inevitabilmente questo libro è diventato protagonista, cosa accadra?

Per ora non ci resta che pregare.

131 commenti:

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda la questione dell'evoluzione forse il Papa vuole sottintendere le rivelazioni fatte a Don Guido Bortoluzzi che ti consiglio di leggere senza cavillose prevenzioni:
http://www.genesibiblica.eu/

In Gesù e Maria
Valeriano

Francesco Colafemmina ha detto...

No, si riferisce a queste elucubrazioni di Ravasi, suo Cardinale e futuro Arcivescovo di Milano...

http://www.actupny.org/reports/vatican_nyc.html

DANTE PASTORELLI ha detto...

Condivido pienamente il tuo articolo, caro Francesco.
Della plaudente piaggeria laicistico-massonica e catto-progressista non mi meraviglio: il Papa si adegua al mondo ed alle sue richieste più profane, e non voglio andar oltre.
Amarezza suscita, però, non solo il silenzio ma anche e soprattutto l'ossequio di alcuni ambienti cosidddetti tradizionalisti - ed io ho sempre sentito stretta tale etichetta - che non comprendon la portata devastante di queste avventate dichiarazioni che scardinan la morale cattolica. Forse prevalgon sulle ragioni spirituali ragioni falsamente umanitarie o forse ci si vuole accreditar presso la Curia Romana o le Curie locali: si cerca, cioè, di non esser tacciati di tradizionalismo eversivo nemico
del Papa e della Chiesa. Preoccupazioni anch'esse umanamente forse comprensibili ove si sia alla ricerca di qualche appoggio magari al fine di render più facile la vita della S. Messa tradizionale, ma in prospettiva spirituale assolutamente negative.
Io, e lo affermo con cattolica fierezza, non chiamerò mai luce la tenebra o tenebra la luce anche a costo di ecclesiale isolamento, pur negli ambienti a me più vicini.
Neppur la Messa di S. Pio V in tutte le cattedrali vale la negazione della Verità. Anzi, proprio la Verità questo santo e venerando Rito ci obbliga a seguire, testimoniar ad alta voce e non tradir mai.

Amicus ha detto...

Caro Francesco,
grazie e complimenti per il coraggio nel proclamare la verità. Da parte nostra, sappiamo bene che la dottrina costante ed universale della Chiesa non può essere mutata da nessuno, neanche da un Papa o da un Concilio. Il problema sta nel fatto che la Chiesa è occupata da neomodernisti, oggi al potere. Sono fondamentalmente dei teilhardiani, ed il concetto stesso di evoluzione espresso da Benedetto XVI risale in ultima analisi proprio al panevoluzionista gnostico Teilhard de Chardin, 'maestro' del de Lubac e quindi vero 'padre' del Vaticano II con tutte le sue deleterie conseguenze: ultima delle quali è l'uscita di questo libro. Tuttavia, anche in questo disastro, c'è almeno un aspetto positivo: molti, almeno spero, si accorgeranno della verità di quanto aveva detto Papa Pio XII già nella sua prima condanna della 'nouvelle théologie'. Pio XII l'aveva condannata come una "nuova teologia che si evolve insieme con l'evolversi continuo di tutte le cose, srmper itura, numquam perventura", aggiungendo:"Se una tale opinione dovesse essere abbracciata, che ne sarebbe mai dell'immutabilità dei dogmi, che ne sarebbe dell'unità e della stabilità della fede?" (da L'Osservatore Romano, 19/9/1946). Ora, Benedetto XVI è un membro di spicco, fin dal Vaticano II, di questa corrente teologica già condannata. Io, dunque, non mi meraviglio troppo di ciò che sta accadendo, se non perché, casomai, c'è stata ora una brusca accelerazione di questa 'evoluzione dogmatica' paventata dal grande Papa Pacelli. Auxilium Christianorum, ora pro nobis!

Luisa ha detto...

Condivido il suo commento Francesco.
Il mio carente vocabolario italiano non mi permette di trovare la parola la più adeguata per descrivere i pensieri e sentimenti che mi traversano.
Sorpresa, ma forse non dovrei esserlo, sconcertata, frastornata e poi ho letto il suo "sbigottita"che penso calzi a pennello al mio stato d`animo.
Non capisco.
Padre Lombardi ieri ha spiegato che "c'e' un genere del Magistero, quello dei documenti, e un linguaggio colloquiale, volutamente semplice, quello di un'intervista. E questa volta il Papa, ha scelto di parlare a tutti, rispondere alle domande che chiunque vorrebbe fargli".
Tutti, dunque anche ai non cattolici?
Perchè il Magistero del Papa non riguarda forse TUTTI i cattolici? O ci sono cattolici dispensati dal rispettarlo?
Il tono colloquiale mi permette, anche se sono Papa, di essere più libero, anche a rischio di non esser capito? E di non esserlo su temi fondamentali?
Sarà meglio che cessi di interessarmi al polverone sucitato dalla presentazione del libro del Papa, ogni giorno scopro una frase che mi confonde, sarà meglio che aspetti la pubblicazione del libro in francese.

Luisa ha detto...

Su temi così importanti aspetto dal Papa che si esprimi con atti magisteriali.
Se il Papa ci avesse detto, che so durante un`udienza, o con documento specifico ad esempio :

" dopo aver consultato la commissione da me incaricata per lo studio dei problemi legati all`uso dei profilattici,dopo aver pregato, sono arrivato alla conclusione che l`uso del preservativo è permesso nei casi seguenti...1...2..3...",

avrei ben chiaro il Magistero della Chiesa, ciò che è lecito, permesso, tollerato, e ciò che non lo è.
Dire "in questo o quel caso" e dirlo in un libro-intervista, lascia veramente la porta aperta a tutte le interpretazioni che non mancheranno, dalla più restrittiva alla più larga.
Comunque il coro laudatorio che sale dai ranghi progressisti, quelli che in generale lo contestano, dovrebbe come minimo interpellare il Papa sulla recezione delle sue parole.

Mic ha detto...

Grazie Francesco, grazie Dante,
parole di chiarezza, non c'è dubbio...
devvero non ci resta che custodire la fede e pregare

Amicus ha detto...

@ Luisa: Attenzione, il Papa non può cambiare la dottrina costante della Chiesa, nemmeno con un atto solenne di magistero. La Chiesa ha già parlato in modo definitivo ed infallibile (anche nel campo della procreazione umana), e Benedetto XVI non può contraddire, né in toto né in parte, il Magistero perenne. Non lo può in senso morale, nel senso che non ne ha l'autorità da Dio.Se poi lo contraddice de facto, in quel caso il suo insegnamento è nullo, non ha alcun valore e, anzi, va rifiutato. Il Papa non è il padrone della dottrina cattolica, ma ne è il custode, ed è ad essa vincolato.

Gianpaolo1951 ha detto...

Inutile nasconderlo…, sono in crisi!...
In questi giorni ho cercato in tutti i modi di trovare un’attenuante che potesse in qualche modo giustificare l’accaduto…
Più il tempo passa e più viene messa a dura prova la mia granitica “FEDE” in Benedetto XVI!…
Dott. Colafemmina e Prof. Pastorelli avete entrambi ragione…, una sacrosanta ragione!!!
Ma in me albergano ancora dei forti dubbi e perplessità:…
E se il Santo Padre – andando contro alcune “certezze” del passato - stesse semplicemente annunciando una nuova e sconvolgente “verità” del XXI secolo, alla stessa stregua di quella rivelata nel ‘600 da Galileo Galilei?!?
Non dimentichiamoci che per la dottrina di quel tempo la terra era piatta e le tesi di Galilei puramente blasfeme ed eresiarche...
Mi fermo qui e attendo chiarimenti per bocca dello stesso Santo Padre!!!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Anche io attendo lumi direttamente dal Santo Padre, lumi che posson venir veritieri solo attraverso un magistero infallibile, sia ex-cathedra sia ordinario che ribadisca, e per questo infallibile, Verità sempre credute e professate dalla Chiesa.
Ma non sono in crisi. Non mi mette in crisi un libro del dr.Ratzinger.
Dirò di più: non mi metterà in crisi neppure un magistero pontificio che domani si opponga a quello tradizionale. Qui non si sta dibattendo su problemi di natura scientifica, qui siamo ad uno dei nodi della Verità cattolica in materia di morale. Tra un magistero perenne ed uno nuovo a quello opposto mi atterrò senz'esitazione alcuna al primo: in caso di contrasto tra antico e nuovo ci si deve attenere all'antico, sentenziava S. Vincenzo da Lerino se non ricordo male, perché in esso è la pienezza della Verità. Sofismi teologici e cervellotici evoluzionismi in cui i modernisti ed i loro tardi epigoni son maestri non m'incantano.

Anonimo ha detto...

Qui una soluzione (forse): http://www.facebook.com/topic.php?uid=2397004314&topic=18693

Gianpaolo1951 ha detto...

Prof. Pastorelli, mi inchino e mi adeguo alle Sue affermazioni!!!

Francesco Colafemmina ha detto...

Sì, tutto corretto, ma il Papa parla del prostituto che usa il preservativo e definisce il caso "inizio di una moralizzazione". Poi dice che il preservativo non è "per la chiesa una soluzione morale o reale", ma in questo o quel caso rappresenta l'avvio verso una "sessualità umana".

Queste due contraddizioni:

uso condom non morale per la Chiesa

ma anche

uso condom nel prostituto = avvio di moralizzazione
questo o quel caso=sessualità umana in fase di scoperta

Queste contraddizioni, ripeto, non le ha spiegate nessuno, perché - semplicemente - sono inspiegabili.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Solo davanti a Dio devi inchinarti e devi adeguarti soltanto alla Sua Legge quale ci è stata trasmessa dalla Chiesa nel suo magistero infallibile. I tempi questo richiedono: non c'è più spazio per colori intermedi.

Gianpaolo1951 ha detto...

Carissimo Dott. Colafemmina, purtroppo per me, il Suo ragionamento non fa una grinza!!!

Andrea ha detto...

Per Gianpaolo 1951 (23:26):
per quanto riguarda Galileo, le cose non stanno affatto così, caro Gianpaolo!
Più di un secolo prima, Colombo era partito verso Occidente per raggiungere la Cina, convinto (erroneamente) che essa fosse più vicina "girando dietro" al mondo.
La grandezza di Galileo, come ripete il prof.Zichichi, è quella di avere innescato il circolo virtuoso fra teorizzazione e SPERIMENTAZIONE.
E' questo che avrebbe dovuto salvarci dal vicolo cieco evoluzionistico: l'OSSERVAZIONE fiduciosa della realtà. Ma l'evoluzionismo si ripresenta perché, come dicevo ieri alle 10:21, sotto mentite spoglie scientifiche, è una visione alchemica del mondo.

Per tornare al Santo Padre, egli si chiede certamente: come può una società (quella britannica) che ha comunque una caratterizzazione cristiana e che si è mossa per eliminare il Nazismo che voleva "escludere Dio", produrre tanti mostri? E' pensabile che la "scienza britannica" degli ultimi secoli sia tutta da respingere? o se ne deve individuare un nucleo sano, eliminando gli eccessi?

Dal punto di vista storico-sociale, la risposta è semplice: l'Inghilterra ha incubato e fatto esplodere il panteismo, la Massoneria, l'eugenetica ecc. perché è stata animata da un feroce antipapismo, cioè antiromanità.
Mentre Galileo (o Marconi) non si sono mai sognati di far nascere una conoscenza esoterica, con cui dominare il mondo, gli ambienti britannici procedono proprio in tal modo.
Quando tali forze hanno occupato Roma, con l'ultima guerra, è successo il patatrac: la "gnosi" (pseudo-sapienza) dei vincitori ha cominciato a far strage nei ranghi dell'attuale Romanità universale, cioè nel Clero.

Anonimo ha detto...

Grazie Francesco per il tuo coraggio!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Purtroppo tra cosiddetti tradizioalisti laici e prelati per altri versi stimabili si va facendo strada la certezza (reale o per ossequio dovuto) che il Papa abbia espresso opinioni nel solco della Tradizione.
A quanto ho già detto in precedenza aggiungo un chiarimento.
Sappiamo che tra due mali non è mai lecito né giustificato, neppur per ottener un maggior bene individuale o collettivo, scegliere uno dei due che sembri il minore trattandosi di atti che comunque vìolano la legge morale. Leggo nel Dizionario di Teologia Morale di Roberti-Palazzini:
"Il problema proposto nella domanda 'se è lecito o obbligatorio scegliere di due mali il minore', suppone una cosa che in realtà non può esistere, cioè il caso perplesso, nel quale l'uomo sarebbe costretto a scegliere tra due atti peccaminosi, così che se non scelga l'uno, debba necessariamente scegliere l'altro. Un tale caso moralmente è impossibile. Perché l'uomo può sempre astenersi da qualsiasi atto positivo... l'uomo può sempre non fare se fare l'una o l'altra cosa sia sempre peccato; e questo non fare non è peccato in sé..."
Se poi da questo non fare deriva un danno, l'uomo non è responsabile perché le conseguenze non sono a lui addebitabili perché agire positivamente sarebbe stato peccato.
Questa è la dottrina morale cattolica sul minor male. Chi cerca di adeguarla, stravolgendola, ad uno stato di fatto - Aids - che sembra consentire il ricorrere al minor male, la nega e rigetta il Magistero perenne. E consigliar il minor male, cioè il preservativo, in questo caso è gravissima colpa per i motivi che in altri commenti ho specificato.
Si dice, inoltre, da parte dei cattolici sostenitori della liceità del condom come prevenzione dell'AIDS, che una prostituta o un prostituto (e perché no il cliente?) iniziano un cammino di responsabilizzazione e moralizzazione ricorrendo al profilattico. Ho sopra già espresso il mio parere: il consiglio dell'uso del profilatttico è un incentivo al peccato, alla corruzione dei giovani, alla deresponsabilizzazione nella falsa sicurezza di evitar contagi, allo scandalo.
Ma ora aggiungo: il prostituto o la prostituta che hanno rapporti protetti per qual motivo lo fanno? Per carità? per il bene degli altri? o per cautelare se stessi ed evitar di contagiarsi? o per evitare, in caso di trasmissione dell'AIDS ai clienti di gravi ritorsioni sino a rischiar la vita? o per poter continuare a lucrar esercitando una professione peccaminosa? a perpetuar, cioè, una vita disonesta e rovinosa per la società e per le anime?
In realtà il fine morale non esiste non solo in sé, nell'atto peccaminoso, ma neppure nell'intenzione del non contagio ch'è di natura strettamente egoistica.
Infine: ma a qual fine s'è sempre usato il profilattico? Per motivi morali? Cerchiamo di non esser ipocriti all'ennesima potenza.

Anonimo ha detto...

Gentile Francesco, sottopongo alla sua attenzione anche le parole che si trovano a pag. 206 laddove il Santo Padre dice: "Le prospettive della "Humanae vitae" restano valide, ma altra cosa è trovare strade umanamente percorribili".
Gradirei potesse aiutarmi a capire il senso di queste parole nel contesto. Grazie

Anonimo ha detto...

@ primo anonimo:
"rivelazioni" a Don Guido Bortoluzzi...
sinceramente le ritengo da rigettare in toto (soprattuto la teoria dell'"ibrido")... una delle cose più assurde che abbia mai letto, e con nessuna aderenza alla Sacra Scrittura.
Sul tema penso sia più credibile Crombette..
http://digilander.libero.it/crombette/index.htm

D'accordo su analisi e perplessità di Colafemmina.

m

Stefano78 ha detto...

Francesco, sai quanto ti stimi e apprezzi il tuo infaticabile impegno.

Ma ti prego, ascolta qualche consiglio che vorrei poter dare a te e anche ad altri amici della blogsfera tradizionale, con cui anche collaboro in altri luoghi.

Perchè è così difficile per noi essere meno reattivi? Più intelligenti? Cosa intendo dire? Perchè continuiamo a reagire di impulso, sebbene mossi anche spesso da motivi importanti? Come in questo caso?

Io credo che la domanda più importante tu l'abbia posta in apertura: c'era NECESSITA' di questo libro-intervista? La risposta, se vogliamo coinvolgere tutto l'ecumene cattolico è certamente NO! La necessità più immediata di questo libro non riguarda l'ecumene cattolico ma a chi realmente è diretto: il cosiddetto "mondo". Questo non deve far credere che è un libro mondano scritto per il mondo. E' in realtà un'intervista in cui il vicario di Cristo, nel suo aspetto certamente di dottore privato, USA le parole del "mondo" per veicolare gli insegnamenti della Chiesa in fede e morale.
Impossibile trovare in una intervista i tratti del magistero! E se quello che scrivi è vero, Francesco, è vero anche per chi come te (secondo me giustamente, ma poco importa) incentra proprio sul questa intervista le angosce di questi giorni! Se non è magistero, perchè renderlo uno "scandalo", come se lo fosse? Come se dal magistero si fosse detto chissà cosa di "nuovo" e contraddittorio?
La realtà CHIARA di quelle anticipazioni è che furono gestite in modo da colpire il Papa e il magistero a mezzo stampa scandalistica, ad opera del Giornale del VATICANO! E' QUESTO, più che l'intervista, che dovrebbe occupare le nostre riflessioni!

Anche perchè noi, al pari degli altri, abbiamo riflettuto SENZA LEGGERE IL LIBRO, e senza trovare il filo conduttore di questa intervista. Il ibro è uscito DOPO i nostri sconvolgimenti angosciati. Ora stanno solo proseguendo.

Francesco (e molto umilmente lo dico anche al buon D. Pastorelli). Il fatto che la situazione descritta dal Papa sia CHIARAMENTE di peccato mortale, e che il suo "inizio di moralizzazione" si riferisca al diminuire il numero di peccati mortali in essere (lo ricordo: V e VI nel caso senza condom; VI nel caso con il condom), è chiaro ad una attenta lettura. Che in teoria dovrebbe essere l'unica da noi praticata, in quanto cattolici e in quanto ragionevoli! Anche intellettualmente parlando, un libro può ben criticarsi dopo essere stato ben analizzato!

Lo stesso dicasi per il coinvoglimento dell' "evoluzione" nella formazione della sessualità. Il Papa sta cercando di "farsi comprendere dal mondo", usando i termini e le forme concettuali usate dal mondo. Usa quel "si potrebbe dire, volendosi esprimere in questi termini"...Termini conosciuti dal mondo, dico io.
(continua)

Stefano78 ha detto...

Certo, questo non genera chiarezza per TUTTI i cattolici, ed è questo che dovrebbe interrogarci più che l'intervista in sè.

Dove, vi chiedo, abbiato voi letto, vedendo l'angoscia e lo sconcerto che emerge ovunque, che il Papa abbia dichiarato LECITO l'uso del condom, anche in casi "eccezionali"! Ha parlato di un principio di "umanizzazione", di inizio di cambiamento, quando un uomo diminuisce il numero di peccati mortali, tra l'atro di gravità maggiore del peccato de sexto poichè l'omicidio è oggettivamente più grave della lussuria. L'esempio del Papa, inserito in casi-limite, è rimasto nei casi-limite. Tutti, sia gli sconcertati che i non sconcertati (a cui mi sento sicuramente più vicino) si sono fissati su questo tratto del libro, sui tratti della morale sessuale, più che ogni altra cosa!
A me personalmente, non ha sconvolto nulla delle questioni morali, sicuramente importanti ma SUBORDINATE alle questioni di Fede.
Sono rimasto più sorpreso, anche se neanche tanto visto il potere di cui gode nel mondo, riguardo le parole sullo STATO di Israele (forse il Papa ha pensato ai cattolici in Terra Santa cercando di non inasprire la loro vita?) ma più ancora sulla preghiera del venerdì Santo. Nella risposta il Santo Padre conferma la dottrina tradizionale ma aggiunge un concetto riguardo una presunta eccezione del mandato MISSIONARIO nei confronti degli ebrei...

Insomma, Francesco. Ti chiedo e vi chiedo di essere meno reattivi. Perchè se è vero che dei problemi vengono sollevati da fatti non comprensibili facilmente, come questa intervista, noi dovremmo cercare di aiutare nella comprensione (prima di tutto), e poi eventualmente mostrare i nostri dubbi e la nostra critica. Sempre in modo che anche questa critica possa essere compresa.

Il che non vuol dire diventare irenistici o calabraghisti, come qualcuno potrebbe pensare. Semplicemente significa ricordare l'nsegnamento del dottore delle Genti: "mi sono fatto tutto a tutti per guadagnarne il maggior numero".

Con stima.

Stefano

don giorgio de capitani ha detto...

Caro Francesco, smettila di difendere l'indifendibile. Non c'è sito super-ortodosso che non cerchi di arrampicarsi sui vetri. Sull'apertura al preservativo ho subito detto che è una ipocrisia. È ridicola ogni eccezione. Il preservativo in sé non è un male. Sul resto del libro, penso che tutto quadri con la concezione ottusa di questa Chiesa-struttura-religione che ha finito il suo ciclo. Devono cadere tutte le barriere. Il Cristianesimo, che non è una religione, aspetta di respirare Umanità. La Chiesa è l'Umanità che si rappacifica nei suoi alti valori che non appartengono di per sé a nessuna delle religioni. Il libro del Papa doveva essere un mea culpa con un gesto di coraggio: rimettere nelle mani dello Spirito la nuova Chiesa.

Mic ha detto...

Se la Chiesa respira Umanità e non il Suo Signore, è aperta allo "spirito del mondo" ed è questo che la anima...
e ciò qualunque sia la parola o il discorso altisonante che si imbastisca

Mic ha detto...

... ovviamente parlo della Chiesa visibile, perché quella UNA SANTA, Sposa del Suo Signore, dalla quale attingiamo ogni Grazia, resta Santa e immacolata al suo cospetto...

Anonimo ha detto...

Non ci sono dubbi che per il Santo Padre (che oltre ad esser stato scelto da Dio per rappresentalo e guidare la Sua Chiesa, non è il primo imbecille che passa per strada ...) il profilattico sia sempre illecito, ma nel caso di persone che comunque si comportano in modo immorale, il non proteggersi rischiando di contagiare il prossimo è ancora più illecito.

Cosa c'e' da criticare tanto ... non lo comprendo proprio.

Anonimo ha detto...

non c'è nessuna contraddizione nelle parole del Santo Padre, che ha detto chiaramente in quell'intervista che non parla ex-cathedra bensì con sincera e calda umanità di questioni non "da bar sport". Impegnando la sua intelligenza ma anche la millenaria sapienza della Chiesa, ferma nella difesa dell'essenziale ma profondamente realista nelle applicazioni pratiche, che tengono conto delle debolezze umane.

Questo, ovviamente, non comporta l'affermazione dei liceità dei comportamenti moralmente peccaminosi (è chiaro Don Capitani? nessuna rivoluzione sessuale nella Chiesa!)

Rispolveratevi un pò la dottrina del male minore o altrimenti vi scandalizzerete anche delle parole di S.Tommaso D'Aquino riguardo alla prostituzione!

Caterina63 ha detto...

caro Francesco Colafemmina,
io credo che si continua a fare un errore, quello di partire da un punto che il Papa NON ha affatto legittimato, ma che esiste di per sè, ed è il peccato, la prostituzione in questo caso....

Il Papa NON ha affatto sensibilizzato verso una scelta del male minore.... ma sottolineando un problema già reale e concreto, ha solo AGGIUNTO SEMMAI che oltre al peccato del prostituirsi, c'è anche quello DEL CONDANNARE A MORTE L'ALTRO se non si usano precauzioni...

Queste precauzioni, nel qual caso è il profilattico, NON RISOLVE IL PROBLEMA, sottolinea il Papa, E PUO' CONDURRE ALLA VERA MORALITA' E NON MORALIZZAZIONE DEL PROBLEMA che rimane la prostituizione che è e resta un peccato....

E' vero che con il pretesto del sistema ABC si tenta di far passare il profilattico, ma ben sappiamo che non è questa la dottrina della Chiesa e tanto meno il Papa ha voluto scardinarla...

la dottrina resta inattaccabile....... ma non basta più VIETARE IL PROFILATTICO o la contraccezione, infatti se ne fa enorme uso anche nella Chiesa fra i coniugi....E CONVIVENTI.... occorre andare oltre, RISCOPRIRE E RIVALUTARE LA SESSUALITA' AUTENTICA.... il profilattico non è il problema principale, semmai è all'apice di un problema dilagante.....

Dobbiamo cercare di leggere le parole del Papa NON dalle nostre opinioni e punti di vista, ma in base alla dottrina e questa NON è stata scalfita dalle sue parole.... ma se i progressisti le interpretano come apertura e i tradizionalisti come una eresia, non vi viene il dubbio che esiste una corretta interpretazione per correggere i progressisti e per far capire ai tradizionalisti che stanno esagerando con certe accuse?

Senza dubbio io stessa ho parlato di IMPRUDENZA da parte del Papa nel tentare di spiegare ciò con un linguaggio APERTO il che non cambia la dottrina, ma senza dubbio ne favorisce più interpretazioni che tuttavia non sono attribuibili ALLE INTENZIONI del Pontefice, ma piuttosto alle nostre opinioni...

Già l'argomento è difficile e complesso per i cattolici per il qual titolo comunque concordo: BUIO FRA I FEDELI.... :-(
ma pensiamo anche a quanto sia ben più delicato affrontarlo con chi rifiuta Cristo, rifiuta i Dieci Comandamenti....
Non basta solo VIETARE....e vietarne l'uso in questo caso, ma occorre entrare dentro il problema...

Anonimo ha detto...

Per favore, cerchiamo di essere più obiettivi. Ecco il risultato di una mancanza assoluta di prudenza nell'affermare determinate cose: andate a leggervi l'articolo del solito non-cattolico Vito Mancuso al quale fa eco in questi commenti nientemeno quello di un sacerdote a firma giorgio de capitani.
Mi dispiace, ma per la prima volta non sono daccordo con Raffaella, smettiamola di contrapporre progressisti e super ortodossi, basta leggere il libro per rimanere sbigottiti e ve lo dice uno che, molto umilmente, qualcosa di teologia, anche morale, l'ha studiata. Ce ne veniamo fuori, per salvare il non salvabile, con affermazioni sul tipo: ma il Papa non ha parlato da Papa (scusate il linguaggio terra-terra)....a si??!! E come ha parlato? Come vescovo di Roma, come ex cardinale, come prete. Ma non lo immaginava tutto il canaio che avrebbe sollevato? Un Papa parla da Papa anche se intervistato, non si può spegnere "la lampadina" quando gli fa comodo e riaccenderla quando parla da Papa. Ma che razza di ragionamenti sono? Resto spiazzato dalla lettura di questo libro, e non mi reputo nè un super ortodosso nè un progressista.
Per questo concordo con lei Dott. Francesco e con il prof Pastorelli.
Che mi bollino pure come imbecille! Quanto al don presente nei commenti, provo una gran pena per un prete che vuole schiacciare sotto i suoi piedi 2000 anni di storia del Cristianesimo, ma la Chiesa sopravviverà anche dinanzi a certe sortite dei poveri, confusi, persi ministri della Chiesa.
roberto

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caterì, le opinioni del dr. Ratzinger cozzan contro il magistero perenne e contro altri suoi interventi in tema.
O sbagliava prima o sbaglia ora. Tertium non datur.

Le strade umanamente percorribili son strade umane. Le strade indicate da Dio son ben altre. Non vi mando nel mondo ma contro il mondo. Da 50 anni quasi sembra che si sia stati mandati nel mondo per assecondarlo anche nelle turpitudini. Io resto fermamente obbediente al comando di Cristo.

DANTE PASTORELLI ha detto...

QUANTI ANONIMI!
I Don Abbondio, come dice il papa della sessualità, si evolvono.

Quanto a don Giorgio dico solo che il cancro della Chiesa son quelli come lui. E se esistono lo dobbiamo anche al perito conciliare dr. Ratzinger, che pensavamo si fosse in qualche modo ravveduto da cardinale e Papa.
Ma... NATURAM EXPELLES FURCA, TAMENUSQUE RECURRET.

Areki ha detto...

beCondivido totalmente l'articolo di Francesco Colafemmina...... e ringrazio per avermi aperto ancora di più gli occhi..... A questo punto mettiamoci a pregare: Gesù non abbandonerà la sua chiesa.
Mi pare che il libro intervista del Papa abbia questo difetto di fondo: lo spirito del Concilio Vaticano II che sta portando la Chiesa cattolica all'autodistruzione.....
Ma l'Immacolata ci aiuterà
don Bernardo

Anonimo ha detto...

Ineccepibile come sempre il la tua lettura della realtà...ecclesiale.
Con tutto il rispetto al ruolo del Romano Pontefice: avrebbe fatto meglio a stare zitto, a non rilasciare interviste (mai i papi della Chiesa Cattolica fino a Paolo VI mi risulta l'abbiano fatto) o almeno a sorvolare temi facilmente manovrabili dai figli delle tenebre, di cui il mondo e la Chiesa sono pieni.
Possibile lettura: visti certi temi trattati nell'intervista...contrastanti con alcuni propri atti pontifici...non sarebbe ipotizzabile una sinistra manovra, prima della pubblicazione, che abbia cambiato il senso e la portata delle parole del papa? Non dimentichiamo "ambiente vitale" in cui è nato il testo (una Germania ostile al suo figlio più illutre)...e poi la Segreteria di Stato...e poi qualche massone che vi ci lavora...
E' la prima lettura che mi è venuta in mente per salvare un papa grazie al quale abbiamo tutti avuto una speranza in più!

d. Luigi

don giorgio de capitani ha detto...

Signor anonimo (brutto dire "anonimo", ma in realtà lo sei, anonimo!), non confondere Cristianesimo con la chiesa come religione. Questa è una struttura soggetta al cambiamento dei tempi, se cambiamento significa progresso umano. Ma con chi sto parlando? Con un anonimo, senza volto, che vive tra le tombe funeree? Smettiamola di fare di questa Chiesa, quella di Cristo, un rudere dove vivono gli spettri! Prima o poi succederà il finimondo: la Chiesa certo, quella di Cristo,resisterà all'urto, ma crolleranno le strutture e si scioglieranno i vari preservativi con cui la religione ha preteso finora di sterilizzare la Profezia!

Anonimo ha detto...

nglolino delle "buone notizie": dal libro intervista al Papa una conferma alla tradizionale "teologia della sostituzione" ..con qualche pavidità, ma, di questi tempi, accontentiamoci...

"nella antica liturgia mi è sembrato necessario un cambiamento. Infatti, la formula era tale da ferire veramente gli ebrei e di certo non esprimeva in modo positivo la grande, profonda unità fra Vecchio e Nuovo Testamento. Per questo motivo ho pensato che nella liturgia antica fosse necessaria una modifica, in particolare, come ho detto, in riferimento al nostro rapporto con gli amici ebrei.

L'ho modificata in modo tale che vi fosse contenuta la nostra fede, ovvero che Cristo è salvezza per tutti. Che non esistono due vie di salvezza e che dunque Cristo è anche il Salvatore degli ebrei, e non solo dei pagani.

Ma anche in modo tale che non si pregasse direttamente per la conversione degli ebrei in senso missionario, ma perché il Signore affretti l'ora storica in cui noi tutti saremo uniti. Per questo gli argomenti utilizzati da una serie di teologi polemicamente contro di me sono avventati e non rendono giustizia a quanto fatto."

Paolo

Matteo ha detto...

Se c'è qualcuno che vuol difendere l'indifendibile queste sono le schiere di cattolici progressisti e tradizionalisti (almeno una parte di quest'ultimi) che plaudono al nuovo Benedetto che ha dismesso !finalmente! i panni del bigotto...
Incredibile come cane e gatto questa volta vadano d'accordo, anche se per motivi diversi. Gli uni per giungere quanto prima alla "chiesa umana" (?!?), gli altri per difendere a tutti i costi colui che ha permesso la Messa tridentina. Ora, che la Messa autentica sia uscita dalla vergognosa clandestinità va da sé che è una grandissima cosa, e che si debba essere grati al Papa, ma questo che c'azzecca col difenderne posizioni tanto ambigue da sembrare (ed essere) a chi c'ha un po' di senso critico veri e propri sbandamenti dal magistero???
E poi c'è chi dice di non essere troppo morbosi con sto preservativo, ché l'importante è l'affettività, la vera sessualità... in realtà fare così significherebbe implicitamente giustificare il preservativo, e poi si parla di prostituti, e che c'azzeccano questi con l'affettività???.
Ben venga il Papa che parla in un linguaggio "aperto" (?!?), che mi sta bene quando il Pontefice vuole spiegare aspetti complessi della Scrittura o del Magistero - del resto Ratzinger lo fa già in svariate occasioni. Ben venga che lo faccia anche per spiegare ulteriormente il magistero in questioni di sessualità, bioetica ecc. (anche se ciò che il magistero dice su questo mi pare già ben chiaro). Il fatto è un altro: il Papa ha detto cose che non rientrano nel magistero, ma ha riproposto idee distruttive di parte del clero mondano alla Martini e Ravasi ecc.!!! Francamente, più chiaro di così...

Matteo ha detto...

da Anonimo che si firma Paolo: "...Che non esistono due vie di salvezza e che dunque Cristo è anche il Salvatore degli ebrei, e non solo dei pagani.
Ma anche in modo tale che non si pregasse direttamente per la conversione degli ebrei in senso missionario, ma perché il Signore affretti l'ora storica in cui noi tutti saremo uniti"

Un bell'orrore teologico!
E questo sarebbe "l'angolino delle buone notizie"?????
Con questa affermazione il Papa ci dice che Cristo è l'unica via di salvezza, e dicendo questo ci risparmia dalla fatica missionaria di convertire gli ebrei (ma con musulmani, buddisti ecc. come ci si deve comportare??? - no forse questi si devono convertire, mica c'hanno alle spalle lo stato più "democratico dell'universo"), cioè dal mandato principe del Vangelo, quello di far conoscere la Verità, la Via e la Vita a tutto il mondo...
Eh sì, ora ce ne potremo stare tutti tranquilli, non litigheremo più con gli ebrei, anche loro ci vorranno bene, che quadretto idilliaco!
Questa sì che è una bella notizia!!!

Reginaldo ha detto...

Concordo con il gidizio di "m" in merito alle presunte "rivelazioni" di don Guido Bortoluzzi: teologicamente e razionalmente aberranti.

Caterina63 ha detto...

Caro Dante P.
sai bene che fin dal principio di questa storia non ho nascosto di parlar di IMPRUDENZA.... il Papa è stato imprudente, ma non ha cambiato la dottrina...

Noi stiamo vivendo i primi anni di una rivoluzione che si concluderà solo con l'avvento dell'Anticristo che probabilmente noi (io) non vedremo, sempre con il rammentarci delle parole "1000 anni sono come un giorno ecc..." oppure: quanto al giorno e all'ora nessuno lo sa....
ma che ci siamo avviati verso questi tempi lo dice proprio quell'altro monito del Cristo: GUARDATE AI SEGNI!
i segni sono tanti... i profeti anche se pensiamo alla Beata Emmerich, san Pio...La Salette, Fatima, ecc...

e lo dice anche la LEGGE SULL'ABORTO a causa della quale non potrà venire nulla di buono per il futuro perchè una società, ed uno Stato che condanna a morte la VITA, non ha futuro...
che vuoi che sia ora il problema del profilattico? esso si AGGIUNGE ma non è certo un elemento nuovo di questi TEMPI e di questi "segni"...

Cosa avrebbe dovuto dire il Papa?
LA VERITA'.... e siamo d'accordo, io stessa sono rimasta confusa alla prima lettura e non solo di quel brano....ma il Papa ha modificato la dottrina? NO!
ha solo addolcito la pillola inserendo nel contesto del profilattico non la sua rinuncia, ma il "male minore"....
è anticattolico? in teoria NO, ma purtroppo essendo la Chiesa piena di apostasia e di progressisti, purtroppo nell'interpretazione che ne deriva, può esserci anche un SI, ma questo non dipende DAL MAGISTERO DEL PONTEFICE, ma DALL'INTERPRETAZIONE che se ne vuole dare!

L'imprudenza è in questo "male minore" che seppur tollerato non è affatto giustificabile per un cattolico!

Infine non ho detto di non essere d'accordo con quanto riportato da Francesco, ho sottolineato semplicemente LA CONVENIENZA da parte nostra di interpretare i fatti da un punto di vista, a mio parere, più corretto, ossia, quello DOTTRINALE....
se incanaliamo quelle parole dentro la dottrina e la morale della Chiesa, non vi è eresia ne scollamento dalla dottrina, ma senza dubbio se ci soffermiamo al profilattico quale "male minore" è ovvio che si finisce per legittimarlo e far dire al Papa che lo ha legittimato, ma non è così...

Poi possiamo discutere all'infinito sulla inopportunità di questo modo di esprimersi, ma oramai la Chiesa ha cambiato rotta, dal Concilio la pastorale con la quale si possono usare modi di esprimersi moderni, di fatto è diventata quella che legittima le incomprensioni e le false interpretazioni facendole diventare una nuova dottrina, ma sappiamo che così non è...

ergo concordo, come ho detto, con il titolo: "luce del mondo....BUIO FRA I FEDELI" e aggiungerei: " trionfo di bandiere arcobaleno pacifiste per gli anticattolici...."

Anonimo ha detto...

matteo, la "buona notizia" è contenuta solo qui:

"Cristo è salvezza per tutti... non esistono due vie di salvezza e .. dunque Cristo è anche il Salvatore degli ebrei".

Immagino saprai che ultimamente si metteva in dubbio questa basilare verità. Se sei in mare aperto e la nave si è sfasciata, anche un pezzo di legno può servire alla salvezza.

Saltato questo paletto si torna all'ante-Cristo, ovvero all'Anti-Cristo. teniamocelo stretto.

Paolo

Anonimo ha detto...

Ringrazio Francesco e Dante per il loro operato a favore della Fede di sempre. Saluto anche le amiche e gli amici che fino a pochi giorni fa intevenivano sul blog di messainlatino.
Purtroppo è vero, la botta è stata dura: non siamo in crisi, ma il nostro cuore è spaccato. Questo libro è stato una coltellata alle spalle da chi non ti aspettavi.
E, Francesco, purtroppo l'atteggiamento papale ci fa rivedere con altri occhi la visita a San Giovanni Rotondo con annessa benedizione del tempio massonico.
Signore, aiutaci!
Camminante

Matteo ha detto...

Paolo, sono assolutamente d'accordo - e ci mancherebbe - che Cristo è la Salvezza di tutti, anche degli ebrei (ovviamente, di quelli ebrei che lo riconosceranno, sennò cosa è venuto a fare sulla terra il Figlio di Dio?). E' una bella notizia che il Papa l'abbia ribadito (peraltro non fu proprio Ratzinger l'autore della Dominus Jesus?), anche se mi pare una cosa ovvia, se detta da un Papa.
Purtroppo quel commento (anche qui: è stata imprudenza soltanto, o è ben di più, un venire incontro alle richieste degli ebrei di non pregare per loro? Propendo purtroppo per la seconda ipotesi), cioè quell'invito "a non pregare direttamente per la conversione degli ebrei in senso missionario" (una bella contorsione linguistica, ma mi pare che il significato sia chiaro), questa, purtroppo, non è una buona notizia.
E potrei continuare: in quale senso dovremmo quindi pregare per gli ebrei? Preferisco non aggiungere altro.
Saluti

positivo ha detto...

Ma come?Osannavate Benedetto XVI come l'eroe del tradizionalismo quando promulgò il Summorum Pontificum,ora lo condannate per quello che dice sul presernativo?Non è più un Papa tradizionalista?E' modernista?Siete volubuli!Due pesi e due misure!

Anzitutto cercate di capire bene quello che ha detto veramente il Papa perchè i Mass Media non dicono la verità.Poi ricordatevi che il Papa è un padre e la Chiesa una madre.

Mariae in Ecclesia ha detto...

@ Positivo: purtroppo in troppi incensano il Papa quando va a favore delle proprie personali idee ... e lo condannano quando va contro. Benedetto XVI è stato scelto da Dio, è guidato da Dio. Ha accolto l'accorato appello dei tradizionalisti concedendo loro il Summorum Pontificum, come ha approvato i Neocatecumenali, da la comnunione in ginocchio nelle celebrazioni pubbliche per far comprendere che lì c'e' Gesù, come non disdegna di dare la comunione nelle mani.

Ma chi ama gli estremi (da un lato all'altro ... incredibilemente d'accordo sul criticare il Santo Padre in questa occasione) e vede tutto o bianco o nero, non può vedere di buon occhio un Papa che si fa scoprire uomo come tutti.

Anonimo ha detto...

Condivido ogni singola parola. Grazie dott. Colafemmina
annamarilù

Andrea ha detto...

Per Mariae in Ecclesia: sei grande.

A proposito del Santo Padre (con dolore): l'UNICA questione veramente grave degli ultimi decenni nella Chiesa è il rapporto con gli attuali Ebrei. Il punto è uno solo: l'Antico Testamento sussiste dopo Cristo o no?
Direi che la Scrittura (ad es. Romani 9, 31-33), l'evidenza storica e il Magistero costante sono espliciti per la secona soluzione: NO - l'Antico Testamento è sì fondamentale, ma in quanto praeparatio evangelica (fin dal "Proto-Vangelo" contenuto in Gen 3).

In concreto, il campo del contendere è la Romanitas, cioè il ruolo universale di Roma. Le due concezioni che si fronteggiano (almeno dal 1960) nella Roma occupata dagli anglosassoni antipapisti, come dicevo alle 1:25, sono:

A- l'Impero di Roma, con caratteristiche di stupefacente civiltà, specie organizzativa e giuridica, fu voluto dalla Provvidenza.
Nella "pienezza dei tempi" i Ss.Pietro e Paolo vennero a Roma e, con il loro sangue, resero la capitale del mondo (in termini di civiltà) capitale della vera, nuova e definitiva Civiltà, basata sulla regola del "già e non ancora": benefica, dolce e liberante già qui, prefigurando la gloria della Gerusalemme Celeste.

B- Roma antica era "marcia", basata sull'ignoranza e sulla violenza. La "colpa" della crocefissione di Cristo fu di Pilato.
Non era civiltà prima, e non lo divenne con l'arrivo del Pescatore di Galilea e del Fariseo "pentito" (il civis romanus Saulo-Paolo). La Roma dei Papi fu "Medioevo", nel senso di oscurità, e poi corruzione.
L'unica via per una autentica "spiritualità" è quella del dispregio del reale e della civiltà cristiana CONCRETAMENTE ESISTENTE, per aspirare a un "Neo-Israele" da impiantare nei Paesi cristiani, e a Roma in particolare.

Dico solo:
1- che la vera "discendenza" di Abramo è Isacco, NON Giacobbe/Israele (Rom 9, 8).
2- che Papa Leone XIII, avendo lucidamente presente la questione già nella Roma occupata dai Piemontesi, scrisse "Immortale Dei"(1885) sulla concreta civiltà cristiana; "Custodi di quella Fede"(1892, IN INGLESE) sulla Massoneria; "Longinqua"(1895, IN INGLESE) sull'Americanismo.
3- che Papa Benedetto è, in quanto tedesco, in difficoltà psicologica di fronte agl'Inglesi e agli Ebrei.
4- che pregare perché Israele riconosca Cristo vuol dire pregare per la fine del mondo (vedi San Paolo), ma vuol dire anche non pregare perché il SINGOLO Ebreo aderisca a Cristo OGGI, nel breve tempo della sua vita terrena.
5- in definitiva, che si tratta di un'impostazione erronea da parte del Papa, influenzata senz'altro, come da Lui più volte dichiarato, da ciò che accadde sotto Hitler.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Mia buona Caterina, io lascio da parte le profezie e mi attengo a quanto insegnato dalla Chiesa. La prostituta pecca in quanto esercita indebitamente la pratica sessuale e la fa esercitare al cliente. Se fa usare al cliente il preservativo pecca perché elimina la possibilità di procreazione. Dunque, due peccati mortali: e tra due peccati mortali non si può scegliere il minore perché non c'è. Ho spiegato sopra il caso perplesso: la prostituta non deve necessariamente esser tale né necessariamente usare il profilattico: ha la scelta della vita onesta, dell'astenersi da una professione infame. Dunque in tal caso male minore non esiste.
Se poi il Papa o chi per lui, e qualche cardinale che non ha la forza di dir che il papa sbaglia, ma lo dicevano chiaramente a Martini e compagni di sventura, ritiene d'esser nel solco della Tradizione ci imponga questa novella verità con un documento segnato dalla sua apostolica autorità.
Ribadisco, il profilattico, lungi dall' esser un rimedio, è un gravissimo e formidabile incentivo al peccato.
Chi favorisce, direttamente o indirettamente, il peccato indicando la via più sicura dal punto di vista della salute fisica, dovrà render conto alla Chiesa e a Dio.
Non torno a far la distinzione tra prostituta e prostituto perché Lombardi ha detto che per il Papa è la stessa cosa. E poi ti rimando agli altri peccati che alla prostituzione con profilattico si accompagnano brevemente elencati nei miei interventi di cui sopra.

DANTE PASTORELLI ha detto...

La rinuncia alla missionarietà verso gli ebrei? Pernicioso errore: per il Papa che si opppone alla Sacra Tradizione e al comando di Cristo di render discepole tutte le genti proponendoci un insegnamento inaudito e falso; per gli ebrei di oggi e di domani - esclusi quelli dell'ultima ora - che non potranno salvarsi maledicendo o comunque rigettando Cristo. Se vi sembra poco!
Chissà come stan gongolando i sedevacantisti.
Io dico che, trattisi di motivi politici o psicologici per esser membro del popolo colpevole dell'olocausto,
la teologia di Benedetto XVI porta fuori strada. Se poi non è il dr. Ratzinger che parla, come qualcuno non vuol ammettere, ma il Papa, si deve pensare ad un'ostinata resistenza allo Spirito, alla persona del Papa che, comunque condizionata ma non "necessitata", si rifiuta di svolgere il dovere di Papa.

AREKI ha detto...

UNA BATTUTA PER RIFLETTERE:
In seguito alle dichiarazioni del Papa nel suo libro intervista una commissione di biblisti sta valutando l'opportunità di cambiare l'episodio dell'adultera che doveva essere lapidata "Chi è senza peccato scagli la prima pietra" alla fine Gesù congeda l'adultera con le parole: "Va e d'ora in poi non peccare più", si propone di sostituirle con le parole: "Va e d'ora in poi usa il preservativo..... per cominciare un cammino di moralizzazione....":

Francesco Colafemmina ha detto...

Così, a puro titolo informativo ci terrei a dire quanto segue:

con umiltà e carità, ma sempre in spirito di Verità credo sia legittimo oltre che proficuo discutere - con argomenti solidi pescati nel magistero e nella logica - in merito alle frasi ambigue o comunque evidentemente "nuove" tratte dal libro intervista del Papa.

Criticare o esprimere pareri discordanti in merito alle riflessioni del Papa non significa trasformarsi in suoi detrattori o disconoscere la sua autorità sulla Chiesa, significa invece interrogarsi, da cattolici romani, su alcuni argomenti fondamentali legati alla morale sessuale cattolica e ad altre questioni pertinenti l'organizzazione della Chiesa, il rapporto con gli ebrei, etc.

Ciò detto sarebbe troppo strumentale osannare un Papa perché "tradizionalista" e ribellarsi contro di lui per certune affermazioni francamente imbarazzanti.
Come sarebbe piuttosto preoccupante pensare ad un Papa tiranno incapace di comprendere il senso di critiche mai rivolte alla sua persona, ma a una certa articolazione del suo pensiero e all'opportunità mediatica della sua diffusione in maniera semplificata e priva di supporti dottrinali.

Luisa ha detto...

Purtroppo,caro Dante,l`autore del libro è Benedetto XVI, questo sta scritto sulla copertina,a differenza del Gesù di Nazaret firmato da Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.
Senza dubbio quelle su parole, come altre che suscitano discussione, non sono e non rientrano nel Magistero ma come tali sono percepite dalla massa, da chi è a digiuno di Dottrina, da chi in generale se ne infischia del Magistero della Chiesa, da chi sa e ora a briglie sciolte afferma che da tempo sul terreno tutti avevano aperto al condom.
E così si assiste alla soddisfazione di chi ha contestato il Papa anche duramente nel vederlo seguire le traccie dei vari card. progressisti, ne cito uno, Danneels.
Qualsiasi persona dotata di logica dovrebbe come minimo riflettere nel vedere l`entusiasmo di questi oppositori del Papa, leggere le lodi di Küng, Zöllitsch, dei vari vescovi progressisti francesi,è proccupante.
E chi si permette di dire il suo stupore e esprimere la sua incomprensione, non è un antipapista, un cattivo cattolico, ma un cattolico per chi le parole di un Papa pesano e contano, un cattolico che ascolta e riflette sulle parole di chi guida la Chiesa, un cattolico che parla a partire dalla sua coscienza formata dal Magistero della Chiesa.
È per questo che, per quel che mi riguarda,avendo l`abitudine di leggere e ascoltare il Papa, pur sapendo che quel libro non è Magistero, non riesco ad alzare le spalle e dirmi "tanto è solo la sua opinione", vedo l`impatto delle sue parole, vedo la novità, vedo i lupi rapaci rallegrarsi e lodare, e mi dico che c`è qualcosa che non quadra,che non va bene.
Ê per questo che spero e aspetto una chiarificazione del Papa.

PS: le parole del Papa che viaggiano ora di mente in mente, di bocca in bocca sono arrivate nelle Filippine, dove il presidente, cattolico, Aquino ha detto che il Papa approva la contraccezione.

Mariae in Ecclesia ha detto...

PS: le parole del Papa che viaggiano ora di mente in mente, di bocca in bocca sono arrivate nelle Filippine, dove il presidente, cattolico, Aquino ha detto che il Papa approva la contraccezione.

Questo succede perchè la gente invece di prendere il libro e leggere l'intero discorso del Santo Padre, va per sentito dire, cosa che sta avvenendo in tanti blog cattolici dove tutti si sentono in diritto di giudicare il Capo della Chiesa.

E i cattolici devono seguire il Santo Padre e i propri pastori, non i presidenti della repubblica.

Christus Spes Mea ha detto...

Francesco sei confortante, l'unico sito (per quel che ho visto) che non si è adeguato alle vergognose giustificazioni che gli altri hanno dato a questa faccenda ben poco edificante per la morale cattolica e devastante per le povere anime dei fedeli spaesati da 50 anni di teologia pastorale.

Luisa ha detto...

Mariae va a leggere la risposta che ti ho dato su Messa in latino!

DANTE PASTORELLI ha detto...

MARIAE non ha neppur lei letto tutto quel che ha detto il Papa, il quale ha dichiarato che il ricorso a documenti infallibili è rarissimo.
Dunque, noi che sappiamo come e quando il Papa impegna la sua autorità apostolica,(pronunciamenti ex-cathedra e magistero ordinario che ribadisca le verità sempre professate dalla Chiesa) non abbiamo nessun dovere di seguir il papa quando scrive libri in cui questa autorità non impegna e le cui opinioni, alla luce del perenne magistero, appaiano inaccettabili. E' chiaro che Mariae non comprende la distinzione tra il Pontefice che parla come dottore e pastore della Chiesa universale (cost. Pastor Aeternus del Vaticano I) e il dottore privato.
Dovremmo forse prender per verità il contenuto delle poesie di Giov. P. II (la maggior parte delle quali son decisamente brutte, almeno nella traduzione italiana)?

Anonimo ha detto...

U'anemabell.
E quanta scienziat cca n'ce stann.
Ma facite overo o pazziate.
Oì papa a parlato, e tant'abbasta!

Anonimo ha detto...

Andrea, hai ragione "l'UNICA questione veramente grave degli ultimi decenni nella Chiesa è il rapporto con gli attuali Ebrei"

e fai bene a dire "attuali", questi infatti aderiscono ad un ebraismo "Talmudico", niente a che vedere con l'ebraismo Mosaico. L'ebraismo Talmudico sta all'ebraismo Mosaico come i Mormoni o i Testimoni di Geova stanno al Cattolicesimo.

Paolo

Andrea ha detto...

Per Paolo (14:32): grazie.

Mio padre ripeteva, quando si toccava l'argomento, che gli Ebrei contemporanei si muovono e reagiscono non come una "religione" (sia pure difettosa), ma come un "gruppo etnico". In altre parole, ciò che importa è il sangue, non la fede.
Questo, ovviamente, è il pervertimento della realtà veterotestamentaria, in cui Dio scelse e portò avanti (nonostante i disastri e i tradimenti) una piccola stirpe come anticipazione del Popolo dei Redenti.
La "Figlia di Sion", Maria Immacolata (redenta in anticipo), fu poi Madre di Dio stesso, in un modo naturalissimo e sconvolgente al tempo stesso.

Per l'amico poeta napoletano:
facimm' overo! (io almeno ci provo).
E' sempre una delizia sentire risuonare, anche se telematicamente, la grande lingua delle canzoni.
'A Maronna v'accumpagne !!

Anonimo ha detto...

Andrea, purtroppo è vro.

Mariae in Ecclesia ha detto...

@ DANTE PASTORELLI : non venda a dirmi cosa significa l'infallibilità papale che conosco benissimo.

Quì non si tratta di parole da non mettere in discuossione o meno, si tratta di rispetto, per coLui che è stato scelto da Dio per guidare la Sua Chiesa e che ne sa più di tutti noi quì di teologia e cose di Dio.

E se in alcuni momenti le sue parole sembrano non condivisibili per le nostre opinioni personali e le nostre ristrette vedute, bè un pò di umiltà nel riconoscere che il Capo della Chiesa è lui e sa bene quello che fa ... non guasterebbe.

Detto questo vi lascio al vostro sport preferito ... accusare chi nella Chiesa non vi è simpatico, dando un bellissimo esempio di cristianità, non c'e' dubbio.

Anonimo ha detto...

Il progressismo
Cardinal Giuseppe Siri
da «Rivista Diocesana Genovese» - gennaio 1975
http://www.doncurzionitoglia.com/siri_e_il_progressismo.htm

m

Anonimo ha detto...

Card. Siri - progressimo - 1975

http://www.doncurzionitoglia.com/CardinalSiri_Il%20progressismo.pdf

(altro link non prende...)
m

Luisa ha detto...

@ DANTE PASTORELLI : non venda a dirmi cosa significa l'infallibilità papale che conosco benissimo.

Allora su ce lo dica, Mariae, siamo curiosi, che cosa è l`infallibilità papale?

"E se in alcuni momenti le sue parole sembrano non condivisibili per le nostre opinioni personali e le nostre ristrette vedute,..."

Non penso che chi si è epresso qui lo abbia fatto a partire dalle sue opinioni personali, che poi ci stanno comunque tutte perchè non stiamo parlando di Magistero, ma di un`opinione personale del Papa come Dottore privato, che ha detto che non teme di suscitare discussioni e di non essere capito, solo che se le nostre opinioni che partono comunque dal Magistero,e non penso che il Magistero sia ristretto, non hanno la benchè minima infleunza sulla vita dei cattolici, quelle del Papa, anche come Dottore privato, pesano e molto e sono immediatamente diffuse nel mondo, se e quando evidentemente interessano i media e le varie lobbyes.

Luisa ha detto...

Un Papa dovrebbe sempre a cuore di non suscitare dubbi o incomprensioni nelle menti dei fedeli, dovrebbe sempre avere allo spirito le ripercussioni che le sue parole avranno, è palese che le parole del Papa sono interpretate come una novità e una svolta che alcuni definiscono epocale, il Papa sapeva, pronuciandole, che stava modficando la sua posizione e che, per ragioni che non ci ha spiegato, stava raggiungendo le posizioni progressiste di chi lo aveva preceduto su quella via.  
Purtroppo basta vedere il cammino che quelle parole stanno percorrendo per rendersi conto che non erano chiare e si prestavano ad ogni sorta di strumentalizzazione e interpretazione.
Dirlo non è essere poco umili è osservare con amara lucidità e realismo l`impatto che stanno avendo e avranno quelle parole.
Spero sempre che il Papa, prima o poi, piuttosto prima che poi, ritornerà sull`argomento precisando in modo chiaro e definitivo la posizione della Chiesa, questo sì, questo no.

Areki ha detto...

Cari amici vi invito a leggere le riflessioni di Padre Scalese nel suo blog: "Senza peli sulla lingua" vi sono ottime riflessioni e seri argomenti in cui con rispetto e amore per il Santo Padre si dice che il Pontefice NON ha fatto bene a scrivere il libro intervista..... è una riflessione quella di P. Scalese che porta argomenti convincenti e che dovrebbero far riflettere quelli che vogliono difendere ad ogni costo non il Papa ma il Prof. Ratzinger.

Armando ha detto...

Ciao Francesco,
io non vedo contraddizione tra le due frasi sul preservativo.
Si parla di due cose diverse che hanno a che fare col preservativo, in una all'inizio come lotta contro l'Aids e ha detto che è fallace; dopo come strumento per una presa di coscienza che l'atto d'amore non è un qualcosa privo di responsabilità nemmeno se sei un prostituto omosessuale.
La tua frase "Perchè...dovrebbe essere ...e non tra marito e moglie" perchè stiamo (posto che non è un atto morale) parlando del grado più basso di condotta sessuale, per il marito e la moglie rapresenterebbe una regressione. Per quanto riguarda "l'evoluzione genera la sessualità", il Papa dice "si potrebbe dire esprimendosi in questi termini", ossia con un vocabolario che appartiene più alla scienza. Il Papa non fa scienza, ma sa qual'è la posizione degli scienziati e questa anche se tratta di evoluzione (ed è una questione che deve risolvere la scienza, senza pregiudizi evoluzionistici magari) non nega apriori (chi sostiene il contrario è uno scienziato che fa brutta teologia)l'intervento di un Dio programmatore.
Le altre frasi non le ho lette neanche estrapolate; penso però che l'atteggiamento di Williamson (adeso si farà difendere da un ex dirigente della gioventù vichinga...)abbia voluto vanificare (oltre alla ricerca storica seria) la revoca della scomunica ai Lefevriani.
ma tu l'hai letto già?
Armando

DANTE PASTORELLI ha detto...

MARIAE crede che con la sua aria da maestrina dalla penna rossa ci faccia paura. Lasciamola nelle sue illusioni: non sa che abbiamo affrontato nella lunga vita e nella Chiesa ostacoli ben più alti e difficili da sorpassar di lei. Quel ch'io ho affermato è quel che si legge nei testi di teologia morale di grandi autori. Io non m'invento dottrine, non sono un neocat.
Non sono in grado di esprimere un giudizio sulla preparazione in teologia morale del dr. Ratzinger, non ho letto nessun suo trattato, magari Mariae mi potrà indicare il più esaustivo, ma, senza andar troppo indietro dietro nel tempo, ricordo i trattati di seguaci di scuole diverse, secondo la linea teologico-filosofica-dommatica-biblica e quella casuistica. Tra i primi rammento Tillmann, Lanza-Palazzini, Guzzetti, tra i secondi Scavini,Cappello, Sebastiani, Iorio, Fanfani. Buona lettura e sereno apprendimento.
Io mi auguro che il Papa torni a pronunciarsi da Papa e non da dottore privato, se vuol che i cattolici prestino attenzione al suo magistero. Altrimenti saran costretti all'ozione tra un'opinione privata ed il magistero perenne, a danno dell'opinione privata.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Carissimo Francesco,
desidero ringraziarti con tutto il cuore per le due e passa ore che stasera hai voluto donare ad estimatori fiorentini, tra cui non potevo mancare. L'illustrazione dei fini del tuo libro sul tempio di S. Padre Pio, i tuoi chiarimenti sugli aspetti "dietrologici" e sul fermento massonico dell'insieme, sono stati acutamente argomentati e, quel che più importa, esposti con sofferta partecipazione personale.
Soprattutto ti ringrazio per quelle lacrime che han velato per qualche momento i tuoi occhi vivaci e ridenti quando hai toccato il tasto doloroso della mancanza di tensione al trascendente in tanta parte degli uomini di Chiesa.
Queste lacrime trattenute a stento, quel groppo alla gola, che s'è trasmesso anche a me e ad altri, più delle parole han palesato il tuo animo di cattolico che vive, soffre e non molla.
Grazie ancora per il coraggio che hai saputo infonderci. Chi, come me, ormai ha il futuro dietro le spalle, sa che potrà terminare il declino serenamente e con la consolazione di saper che il testimone per tanti anni portato a viso aperto passa nelle mani di giovani più colti, più entusiasti, più capaci di combattere la buona battaglia.
Ti abbraccio di lontano, ora che certamente sarai ancora in viaggio, con lo stesso paterno affetto con cui t'ho abbracciato di persona.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Nel commento delle 22.49 m'accordo d'aver lasciaoto un "dietro" che volevo cancellare, un' "ozione" da intenedersi "opzione".

Luisa ha detto...

Grazie Dante per la tua bella testimonianza e grazie di cuore a Francesco Colafemmina per la passione e l`impegno che mette in ciò che gli sta tanto a cuore, che ci sta tanto a cuore.

Stefano78 ha detto...

Quello che rattrista non è tanto la facoltà di critica, soprattutto al Dottore Privato Ratzinger, ma al MODO con cui questa critica a volte viene espressa.

Non mi riferisco a Francesco, in specifico, che esprime le sue perplessità sempre "in punta di piedi", o comunque non tralasciando tutti gli aspetti del suo dubbio in modo moderato e giusto.

Mi riferisco a tanti che SENTENZIANO sul Dottore Privato Ratzinger. Il SENTENZIARE non riguarda in specifico su CHI (Papa o garzoni che siano), riguarda il COME.

Io ho acquistato il Libro, e CONFERMO che chi si è "SCHIERATO" (cosa molto fastidiosa) sia da una parte che dall'altra (quindi non mi riferisco a chi NON HA CAPITO e pone domande, dubbi e inertezze!), ha commesso UN SOLENNE ERRORE!

Primo, perchè NON HA LETTO la materia della sua "critica"! Secondo perchè ha ATTACCATO, si pure un Dottore Privato che ha chiesto di essere Agostinianamente "contraddetto" non di essere AGGREDITO!
Mi perdonerete, ma io alcune AGGRESSIONI le ho viste! E le ho viste partendo da ciò che si è detto PRIMA di avere la materia del contendere sotto gli occhi! E questo prima che Cristiano è intellettualmente onesto: ovvero criticare ciò che si è constatato con i propri occhi!

Aggressioni al Dottore Privato, da parte di chi tra i "novatores" chiede "di più", sia riguardo il "nonabbastanzismo" (non è mai abbastanza!), sia da parte dei tradizionalisti che dei novatores!

Non è abbastanza quello che fa il Papa in favore del ripristino della Tradizione Cattolica che nessuno poteva e può "ignorare" o "superare". Non è abbastanza quello che fa il Papa, anzi è nulla, riguardo "le magnifiche sorti e progressive"!

Ma questo Papa è un RIFORMISTA! In realtà è come dovremmo essere tutti! Non crede impossibili le riforme, anzi le crede sempre utili A CONDIZIONE CHE NON SPOSTINO (come è avvenuto, per certi versi, purtroppo) di una virgola la Tradizione!

Ora io STO LEGGENDO IL LIBRO, ed ho letto (più volte) il brano sul profilattico.

Secondo la mia povera opinione NON SI E' CAPITO (voluto capire?) ASSOLUTAMENTE NULLA!
Il primo passo per comprendere un pochino meglio sarebbe la pubblicazione INTEGRALE della Domanda e della Risposta!
Chi di voi sa che il Papa inizia RIBADENDO LA SUA RISPOSTA DATA IN VIAGGIO PER L'AFRICA?
Se volete faccio la scnasione del brano e ve lo fornisco.

Stefano78 ha detto...

Altra domanda: chi di voi sa che si sta parlando di persone affette da HIV CONCLAMATO?

Quindi che si possono escludere tutti quei casi dubbi o incerti o "di comodo" nei quali far scivolare i "singoli casi" di cui si parla?

Chi di voi sa che il Papa, ribadisce, a domanda diretta riguardo la possibilità, dunque, il linea di principio di considerare il profilattico usabile in certi casi, IL NO della Chiesa

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro STEFANO, se rileggi il tuo commento in modo sereno ti accorgerai che è una serie di sentenze.
Io ribadisco la mia convinzione che la posizione del dottore privato Ratzinger sull'uso del condom (e lasciamo perder quella sulla conversione degli ebrei che, evidentemente, non han bisogno di preghiere e posson restar nell'errore e dannarsi) sia in contrasto col Magistero precedente.
So bene che parla di casi di necessità: ma in morale, ed ho riportato parole chiarissime tratte dal dizionario di teologia morale Roberti-Palazzini, questa necessità non si pone essendoci sempre la possibilità dell'alternativa di non porre un atto positivo.
Poi, caso per caso sarà il confessore a guidare il penitente, se tale è, sulla via diritta.

Luisa ha detto...

L`abbiamo letto quella frase, Stefano, io ho letto tutto quel passaggio in francese, sembra che la versione italiana sia molto carente,se il Papa parte dal suo viaggio in Africa, lamentando che all`epoca tutti si siano concentrati su quella frase, in seguito continua la sua riflessione e lo fa in quei termini che hanno permesso e permettono di dire che l il Papa ha introdotto una novità e fatto una svolta sul condom.
Perchè negarlo?
Non ti basta il coro entusiasta di chi in generale attacca e contesta il Papa?
E se costoro fanno dire al Papa ciò che non ha detto,dal momento che questa versione si sta diffondendo come se fosse Magistero,perchè il Papa non interviene dicendo a tutti STOP?
Perchè non lo fa dalla sua cattedra ristabilendo la verità e confermando l`insegnamento della Chiesa?
E se non interviene, dobbiamo dedurne che legittima i suoi interpreti e la prassi di chi sul terreno, da tempo, ha aperto all`uso del condom?

DANTE PASTORELLI ha detto...

PS. Quanto al "modo", se vogliam parlar di modo, per me resta molto preoccupante il fatto che un Pontefice affidi la valutazione di un problema morale di grande rilevanza che ha avuto ed avrà ripercussioni mondiali non solo sui media ma nelle coscienze di fedeli e non cattolici, con relative conseguenze sulla formazione specie dei giovani, ad un'intervista e non ad un documento magisteriale.

Stefano78 ha detto...

Dice D. Pastorelli

Caro STEFANO, se rileggi il tuo commento in modo sereno ti accorgerai che è una serie di sentenze.


No caro Dante. Il mio commento inanella una serie di CONSIDERAZIONI e ribadisce continuamente che trattasi di mie Opinioni, formate in coscienza dopo avere LETTO la materia del contendere.

Si fa molto parlare dell'"intelligenza critica" che non può essere giustamente obnubilata, in questo caso si tratta di analisi logica di discorsi su cui poi trarre proprie conclusioni.

Ho letto, lo ribadisco, per intero il capitolo che tratta del Problema dell'HIV (prima che del profilattico) è ho scorto un grande problema comunicativo da parte di noi tutti. Il discorso assume un altro aspetto letto nell'insieme, perchè la parzialità delle citazioni su cui orbitano le critiche di tutti non è solo accidentale. La comnprensione del brano necessita la completezza e il discorso sul "caso singolo" non si comprende se si omette di dire o di riportare come l'intervistatore ci fa arrivare il Papa e come il Papa ci arriva!

Ripeto, non mi impaurisco rispetto alla critica che si può fare al dottor Ratzinger, mi addoloro rispetto a ciò che MANCA a questa critica. E, caro Dante, il fatto che questa critica sia INIZIATA, veemente, PRIMA di avere il materiale su cui eventualmente criticare, è sicuramente qualcosa di oggettivo (lo scritto rimane, non crede?) non una semplice opinione personale.

Stefano78 ha detto...

Dice D. Pastorelli

Quanto al "modo", se vogliam parlar di modo, per me resta molto preoccupante il fatto che un Pontefice affidi la valutazione di un problema morale di grande rilevanza che ha avuto ed avrà ripercussioni mondiali non solo sui media ma nelle coscienze di fedeli e non cattolici, con relative conseguenze sulla formazione specie dei giovani, ad un'intervista e non ad un documento magisteriale.


Sono d'accrodo. Non tanto sul fatto di trattare questi temi, ma su trattarli per mezzo di un'intervista, che purtroppo viene recepita più del magistero!
In questo concordo con Padre Scalese sulla "necessità" di questo libro, che non credo ci sia.
Ma altro è attaccare concetti prima ancora di averli letti e ascoltando solo le "campane" di questo o quello.

Stefano78 ha detto...

Dice Luisa

in seguito continua la sua riflessione e lo fa in quei termini che hanno permesso e permettono di dire che l il Papa ha introdotto una novità e fatto una svolta sul condom.

Non sono d'accordo.

Se abbiamo letto quel capitolo, abbiamo letto anche come il Papa arriva a pralare di quel "caso singolo".

Ad esempio il Papa NON GIUDICA MORALE la soluzione ABC...! Al contrario di come io stesso avevo capito prima di leggere il testo! Non credo che questo sia "normale" per una critica! E soprattutto che critica!

Inoltre, la "fissazione" di trovare questa "benedetta" novità in quel discorso, rischia di far perdere completamente l'aderenza al discorso stesso, come lamenta il Papa nell'intervista quando dice all'intervistatore che fu infastidito dal fatto che i Media si sono concentrati (come OGGI!) sul profilattico SENZA evidenziare il nocciolo del suo discorso che è lo stesso letto nel libro attuale: il profilattico NON E' LA SOLUZIONE ma lo è l'"umanizzazione" e la "sacralizzazione" dell'atto sessuale.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Stefano, una domanda:

ma quando apri Fides et Forma leggi solo l'ultimo post o riesci a leggere anche quelli precedenti?

Perché se ti capitasse di guardare il terzultimo post ci troveresti l'intero passo dell'intervista relativo alla questione Africa e Condom, tratto dal capitolo 11 che il sottoscritto ha tradotto per primo in versione integrale in italiano servendosi del testo dell'edizione americana a cura dell'Ignatius Press.

L'ho fatto l'indomani della pubblicazione di alcuni stralci da parte dell'OR.

Quindi se anche gli altri commentatori esprimono opinioni in merito all'intero brano, lo fanno perché hanno avuto modo di leggerlo su questo sito.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Dante,

voglio ringraziarti di cuore per la tua presenza ieri e per le tue parole che mi fanno arrossire, ma nello stesso tempo sono testimonianza di quell'unione al centro, con Cristo, che ci rende vicini anche quando siamo lontani e ci fa percepire il cuore prima delle parole e della ragione.

Grazie per la tua testimonianza di una fede retta e robusta nella vita ma anche nella sapienza, perché se c'è una grande lacuna nel nostro mondo contemporaneo è proprio la grande ignoranza dell'enorme tesoro dottrinale, filosofico, teologico, della Chiesa. Tesoro che sembra essersi smarrito nel rinnovamento (anche accademico) del Vaticano II, ma che deve ancora parlare al cattolico confuso (tra un condom e l'altro) del 2010!

Stefano78 ha detto...

Dice Francesco

Caro Stefano, una domanda:

ma quando apri Fides et Forma leggi solo l'ultimo post o riesci a leggere anche quelli precedenti?


Francesco, io ho parlato anche di INTERO CAPITOLO per comprendere appieno il significato di quelle parole perchè sono il susseguirsi, come appunto fa un'intervista, di concetti concatenati.

Inoltre ho parlato anche di contesto "generale", non solo particolare di Fides et forma, e speravo che emergesse dal primo post che ho scritto, che forse anche tu non hai letto saltando ai miei ultimi.

Il mio dispiacere sta non nella critica ma nella sua "forza". Poi, ripeto, potrò anche sbagliarmi, ma a me è sembrato un po' ovunque un "correre" e trarre prime conclusioni, senza aver letto il libro, poichè le critiche sono iniziate PRIMA dell'uscita del libro. Quindi a meno di eccezioni, come si possa criticare qualcosa che non si è ancora letto è per me un mistero.

Francesco, ti parlo dopo aver letto il libro e sinceramente, avendo letto quel CAPITOLO, dove ci sia una "novità" mi riesce davvero difficile capirlo.

C'è una novità "espressiva" forse? Sì.. Una novità nel trattare i "casi singoli" come OPINIONE su un libro intervista (e sono d'accordo sull'opportunità o meno). Ma in quella risposta di "novità" rispetto al magistero non ne ho davvero viste, pur sforzandomi.
Senza tener conto, poi, che come tutti gisutamente dicono qui non si parla di magistero. Tutt'altro.

Come i lettori che concordano con le tue conclusioni e con quelle di altri, ci sono anche quelli come me che si permettono di dissentire esprimendo il proprio parere.

Quindi non vedo nulla di strano nè nell'uno nè nell'altro caso. Si è liberi di criticare e contro-criticare. O no?

Stefano78 ha detto...

Tra l'altro caro Francesco, credo tu mi comprenda quando dico che anche la stessa lettura del Libro (e questo era lo scopo dello scandalismo scatenato dall'OR) sia pesantemente CONDIZIONATA dalle anticipazioni e conseguenti prese di posizione, che non hanno affatto contirbuito alla serenità dell'analisi.

Ripeto: se qualcuno è in grado di spiegarmi dove ci sia stata una negazione del magistero da parte di queste OPINIONI del Dott. Ratzinger, mi farebbe una grossa cortesia. Anche perchè io non ho letto che il Papa GIUSTIFICA il peccato mortale (del V e VI comandamendo o solo del VI non importa)! Non ho letto che il Papa dichiara che un peccato è più "giustificato" dell'altro! Dove sta scritto, visto che questo è quello che emerge dai dibattiti?

Stefano78 ha detto...

Errata corrige: il mio chiedere la lettura integrale (vedendo anche lo svolgimento seguente dei miei messaggi) non si riferive evidentemente soltanto alla domanda in questione ma anche all'intero capitolo dell'argomento.

DANTE PASTORELLI ha detto...

STEFANO, io ho espresso il mio parere sul "modo" del dr. Ratzinger appena lette le frasi del papa riportate dall'Osservatore Romano,dunque, forse ancor prima di p. Scalese il cui blog peraltro non leggo, non per motivi di contenuti che saranno senz'altro rispettabili ma per motivi di tempo e vista.
E guarda che non me ne fo un vanto perché è quello che più d'ogni altra cosa balza alla mente e avrebbe dovuto metter in guardia tutti contro i pericoli che una recente ... "tradizione" di tal fatta comporta.
Quanto alle tue sentenze, confermo che sentenzi, persino col maiuscolo: CONFERMO, HA COMMESSO UN SOLENNE ERRORE, NON HA LETTO, NON SI E' CAPITO NULLA ecc. Non sono ipotesi, o perplessità ma giudizi netti ed assoluti.
Naturalmente sei libero di giudicare, né io ho qualcosa di obbiettare, figuriamoci. E se opinioni son le tue non capisco perché quelle altrui debban esser necessariamente sentenze perché contrarie alle tue!
Fra l'altro, e qui fo il mio caso personale, io non ho neppure contestato uno dei tuoi post. Ho espresso le mie opinioni (o, se rientro tra i sentenziatori, per te sentenze), solo ho risposto a chi mi chiamava in causa ed un affettuoso scambio di idee con Caterina che conosco ormai da tempo immemorabile.
Sull'argomento AIDS il filo conduttore era ben visibile già dalle anticipazioni dell'OR e dalle interpretazioni di p.Lombardi. Oltretutto non si tratta di idee nuove che abbian bisogno di una particolare esegesi.
Anch'io sto leggendo il libro, grazie al prestito d'un amico, e dovrò restituirlo fra poco senza averlo finito, ma lo comprerò lunedì pomeriggio. E da questa lettura, e non ne gioisco perché avrei preferito esser in errore, il mio convincimento n'esce rafforzato.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non capisco come l'uso del profilattico, che da quando è stato inventato, è sempre stato usato e per non aver figli e per andar a prostitute senza pericolo di contagio o è stato imposto dalle prostitute (o prostituti, dice Lombardi, il senso non cambia: se lo dice lui) a loro salvaguardia, possa diventar l'inizio del cammino per una responsabilizzazione e moralizzazione.
Io non ho mai sentito un ragazzo o un uomo far discorsi di questo genere mentre andava a cercar il piacere a pagamento. Pensava alla sua pelle e qualche volta più di qualcuno ce l'ha rimessa, anche nelle case chiuse, prima del fatidico 1958. E posso dire che anche i medici che venivan a parlar agli studenti delle scuole dove ho prestato servizio, solo a tal fine consigliavano l'uso del preservativo.
Non posso esporre il pensiero delle prostitute o dei prostituti perché non li ho frequentati. Ma pensare che si preoccupino del bene comune nello svolgimento di tal professione coloro che per loro scelta - e lo sottolineo -
si vendono a tutti, è un'opinione-battuta degna del card. D'Este quando chiedeva all'Ariosto che declamava l'Orlando Furioso: Messer Lodovico, ma dove avete trovato tante corbellerie?
Lasciamo da parte le utopie e guardiamo alla realtà effettuale. L'eventuale singolo caso che possa esser giudicato in qualche modo giustificato - e sarà dura vagliarlo in tal direzione - sarà vagliato dal confessore, ma non può esser indicato come di fatto esistente e programmabile.

Luisa ha detto...

Chi, come Stefano, si ostina, ostinamento lodevole se si vuole perchè tende a difendere il Papa, a rifiutare l`evidenza che il Papa ha compiuto un passo in avanti, o indietro, rispetto a ciò che aveva detto in precedenza, nega l`evidenza.
Mi dispiace, Stefano, ma è così.
Perchè sarebbe la tua lettura quella corretta?
Perchè Luigi Accattoli, uno dei relatori della conferenza di presentazione del libro, che dunque ha letto e studiato, la sera stessa a Mosaico, ha parlato di novità, di svolta?
Suvvia, poi siamo d`accordo che non sentivamo la necessità di un libro che suscitasse,in alcuni suoi passaggi e su temi così sensibii e importanti, confusione e libere interpretazioni.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro FRANCESCO, la mia sapienza, via... ormai sono un pressoché analfabeta di ritorno. Quel po' di dottrina e di buon senso che mi son rimasti li debbo alla sapienza altrui, a quella della Chiesa che m'ha formato, a quella di veri sapienti a cui posso ancora rivolgermi, con la fiducia che si deve alle sante guide spirituali, nei dubbi che le dottrine di moda mi suscitano, e da essi traggo luce e conforto per le mie posizioni che non son mutate rispetto alla mia giovinezza. In questo senso. e solo in questo ormai, potrei ancora definirmi... giovane!

Stefano78 ha detto...

Dice Dante

Quanto alle tue sentenze, confermo che sentenzi, persino col maiuscolo: CONFERMO, HA COMMESSO UN SOLENNE ERRORE, NON HA LETTO, NON SI E' CAPITO NULLA ecc. Non sono ipotesi, o perplessità ma giudizi netti ed assoluti.


Credo che dare Giudizi sia un esercizio normale della mente e della Coscienza. Che questi siano netti deonota una convinzione in chi li pronuncia. Che questi siano il risultato di una Considerazione maturata dopo una analisi è normale comprenderlo, CREDO, anche soltanto leggendo questo che è un CONFRONTO fra opinioni, ma l'ho evidenziato chiaramente quando ho scritto che questa è "LA MIA POVERA OPINIONE" (testuale).

Poi chi legge, può vederci quello che vuole, ma credo che io abbia chiarito da subito che trattasi di mie Opinioni maturate da una analisi sul libro. Analisi indubbiamente personale. Analisi sul libro e su ciò che lo ha preceduto e seguito.

Viceversa non ho ancora ricevuto la chiarificazione sul DOVE il santo padre abbia negato valore ai peccati dando ad uno una "giustificazione" e ad un altro no. Questo, credo, sia il nodo del dibattere.

Stefano78 ha detto...

Dice Luisa

Chi, come Stefano, si ostina, ostinamento lodevole se si vuole perchè tende a difendere il Papa, a rifiutare l`evidenza che il Papa ha compiuto un passo in avanti, o indietro, rispetto a ciò che aveva detto in precedenza, nega l`evidenza.
Mi dispiace, Stefano, ma è così.


Prima ancora di difendere iL Santo Padre, dinfendo ciò che la mia mente ha compreso.
Leggendo ho compreso altro rispetto a quanto affermate sia "lampante". Quindi, evidentemente, non ho gli strumenti logici per "arrivarci". Abbiate pazienza

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro STEFANO tu hai tutto il diritto di esprimere le tue opinioni e di pronunciare i giudizi che in coscienza ritieni opportuni.
Però non puoi definire sprezzantemente "sentenze" le opinioni altrui: non è corretto né accettabile.

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Stefano78, il mio cuore di cristiano cattolico seguace di Benedetto XVI mi porta da Lei, ma la mia ragione, purtroppo, mi trascina con forza dal Dott. Colafemmina, dal Prof. Pastorelli e dalla sempre lucidissima Luisa!...
Che fare?!?
Penso sia utile attendere un pronunciamento chiarificatore da parte del Santo Padre che spero arrivi quanto prima!!!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Giampaolo, voglio pensar che tu non creda che le nostre argomentazioni - intendo di Luisa, Francesco, mie ecc. e presumo di esprimer oltre al mio anche il loro pensiero dinnanzi alle tue parole - nascan da ostilità nei riguardi del Papa. Le nostre osservazioni escon da cuori feriti ma sempre vivi della speranza. Purtroppo molte nostre attese sono andate deluse in questi cinque anni. Non vedo un solo campo - ove si escluda l'esempio dell'amministrar la comunione in bocca ed il porr'il Crocifisso in mezzo all'altare - ove la situazione sia davvero migliorata rispetto al pontificato precedente.

DANTE PASTORELLI ha detto...

PS. Non ho citato il Motu Proprio, perché ne abbiam parlato positivamente almeno come inizio d'un cammino verso la piena liberalizzazione del Rito Antico.

Gianpaolo1951 ha detto...

Nella maniera più assoluta Prof. Pastorelli, ci mancherebbe!...
Posso ben immaginare il Suo stato d’animo e quanto siano dolorose e sofferte certe considerazioni!

Luisa ha detto...

Cuore ferito, sì , caro Dante, e i sentimenti sono, per quel che mi riguarda, direttamente proporzionali alla speranza, alla fiducia che confinava nella certezza che i frutti marci che avevo trovato al mio rientro, sarebbero stati esclusi, che le parti malate sarebbero state curate, al fine di evitare la continua contagione delle parti sane, invece non vedo correzioni, cure, ma al contrario in certi casi incoraggiamenti e perfino prescrizione della malattia, penso a chi, pur calpestando e sconvolgendo Dottrina e Liturgia, è inviato ad evangelizzare.
Il Magistero del Santo Padre è per me una fonte preziosa alla quale attingere, ha reso comprensibili e digesti dei concetti ai quali la mia mente opponeva una resistenza tenace, ma ci sono silenzi,parole e gesti che non ho capito, il mio sconcerto è in ugual misura alle speranze e attese, ne sono perfettamente consapevole, e questa consapevolezza fa male.
Poi non sappiamo tutto, non ho di certo la pretesa di capire tutto, non so quale sia il reale margine di manovra del Papa, so che può contare su pochi ma fidati collaboratori, abbiamo visto la ribellione in atto, conosciamo le contestazioni, abbiamo visto la mancata proclamazione del Santo Curato d`Ars, sapere tutto ciò e l`affetto per il Successore di Pietro non riescono a cancellare le incomprensioni, le perplessità, le domande che restano senza risposta.

Luisa ha detto...

Un carissimo saluto a Gianpaolo che ritrovo con grande piacere!

Gianpaolo1951 ha detto...

Grazie Luisa!
Anche a me fa piacere leggerLa in questo blog dove non alberga la maleducazione e soprattutto, dove certi personaggi che conosciamo bene..., non trovano spazio!!!

Andrea ha detto...

Per Stefanoo78:
alle tue belle considerazioni vorrei aggiungere, come già si accennava nei commenti al post precedente di Francesco, che l' "agguato" dell'OR voleva non solo influenzare la lettura del libro, ma anche rompere anticipatamente l'atmosfera di raccoglimento familiare che la "conversazione" del S.Padre può creare in ambito cattolico.
In questo senso non concordo con la valutazione di inopportunità fatta da padre Scalese e da altri: la "chiacchierata familiare" (originariamente in dialetto bavarese) voleva, secondo me, portare "accanto al caminetto", proprio nelle case cattoliche, il Padre di Famiglia (=Chiesa).
Questo Padre, che parla e pensa in termini rigorosi e teneri insieme, ha voluto farsi presente come uomo.

La giornata di domenica scorsa sarebbe dovuta essere di grande gioia: Cristo Re ("all'altezza di Dio, vedi Angelus) - nuovi Cardinali accanto al Successore di Pietro - il cuore del Padre in ogni casa. Qualcuno ha pensato: una famiglia unita gusta l'amore - uno stagno in cui è stato gettato un sasso è torbido e agitato !

Un caro saluto

Extra Ecclesiam nulla salus ha detto...

Ho letto il comunicato che la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha divulgato circa la questione di cui stiamo parlando. La trovo precisa,vera, teologicamente e tradizionalmente fondata.Questo è il link. http://unafides33.blogspot.com/

Note sulle dichiarazioni di Benedetto XVI
sull'utilizzo del profilattico

Gianpaolo1951 ha detto...

Qui c’è l’originale e anche tutto il resto!...
http://www.sanpiox.it/public/

Nadia ha detto...

Grazie infinite a Francesco Colafemmina per la sua integra fedeltà alla Verità che E' Cristo Signore, e che oggi, nell'avanzare del buio che avvolge l'intera Chiesa, addensandosi da oltre 40 anni, ancora ci chiede, come chiese ai suoi discepoli sgomenti per la durezza spesso esigente del Suo Vangelo, che non ammette compromessi con lo spirito del mondo:
"Volete andarvene anche voi?" e da ognuno di noi attende la libera risposta....
--------------------
per Stefano:
spiegami per favore, perchè il Papa non ha usato un linguaggio chiaro ed inequivocabile, secondo il SI' SI' NO NO.
Se lui sapeva benissimo di creare sconcerto e confusione, perchè l'ha fatto ?
Dimmi, Stefano, io non riesco a capire: qual è il fine buono di questo libro ? se NON HA affatto portato luce, (come dal titolo pretende di fare) ma buio nelle coscienze, è segno evidente che lo Spirito Santo non lo ha assistito per nulla, poichè il voler andare incontro ai bisogni (e QUALI bisogni) del mondo gli ha fatto voltare le spalle a Gesù Cristo che dice chiaramente ai peccatori:
"Va' e NON PECCARE PIU'",
(non: "va' e continua a peccare, stando attento ad evitare il peggio"....come ben sottolinea Areki).
Ma caro Stefano, stiamo davvero perdendo il lume della ragione, a seguito dell'apostasia galoppante, cominciata dai pastori, da quelli più alti, fin dal Concilio ?
E' evidente che qui il Papa con il suo parlare di realtà peccaminose, SENZA INDICARE DOVE sta la VERA soluzione -la Grazia di Dio, la Vita soprannaturale- non custodisce e non conferma la Fede dei poveri lettori,i milioni di pecore attonite e smarrite di fronte ai suoi inauditi cedimenti allo spirito del mondo: sta venendo a compromessi con quello spirito, che spinge gli uomini al peccato, e si mostra indulgente con la diffusa situazione di peccato in cui quegli sciagurati si adagiano ! Egli prescinde da ogni prospettiva spirituale, che tragga fuori l'uomo peccatore da quel fango: si mette semplicemente a disquisire sul + o - fango in cui possa sguazzare....ti rendi conto ?
ti pare che questo ci saremmo dovuti aspettare dai pastori di anime, e dal Supremo Pastore, Vicario del Divino Pastore che "guida ad acque tranquille, ad erbe verdeggianti",
a fonti di "acqua viva" e pura ?

Nadia ha detto...

Dunque ben a proposito ha citato Francesco le dichiarazioni di Daneels:
"se una persona infetta da HIV ha deciso di non rispettare l'astinenza, allora deve proteggere il suo partner e lo può fare - in questo caso - usando il profilattico." Fare altrimenti, ha aggiunto, "significherebbe violare il 5° comandamento" ossia non uccidere."
parole impregnate di somma ipocrisia, poichè ILLUDONO i peccatori che se si proteggono fanno una azione BUONA E LODEVOLE, cioè che mentre peccano gravemente, però possono in certa misura "rimediare" al loro grave peccato usando quell'oggetto "protettivo" e benefico (???), possono NEUTRALIZZARE O CONTROBILANCIARE il peccato mortale che stanno commettendo: come SE il peccato, la REALTA' di peccato mortale in cui il peccatore è immerso potesse ASSOLVERE SE STESSO, cancellare la propria perversità, come se il MALE POTESSE TRASFORMARSI IN BENE, nel proprio stesso ambito fangoso, mediante l'uso di un OGGETTO-strumento di peccato che compia un BENE e quindi salvi l'uomo dal MALE: come se NON ci fosse alcun bisogno di invocare il Signore e il suo perdono e la sua Grazia per salvarsi da QUEL MALE !....ti rendi conto Stefano, dell'empietà subdola (poco evidente alla prima lettura!) che trasuda dalle affermazioni di Daneels ?
ed è spaventoso, mi pare, che le parole del Papa si siano "accodate" con incredibile tranquilla somiglianza a quelle, suscitando l'acclamazione di tutto il mondo dei pensatori libertini, laicisti, materialisti, edonisti, amorali di ogni specie ! e seminando sgomento tra i fedeli inermi, che invece vedevano la Dottrina perenne della Chiesa, in campo morale, secondo la Verità eterna, ben custodita e confermata da quelle, qui riportate di mons. Sgreccia, quado rileva che i preservativi «possono diventare non soltanto fallaci, ma controproducenti e incoraggianti… nell’abuso della sessualità; in ogni caso risultano prive di contenuti veramente umani e di responsabilizzazione globale della condotta»"
Sono parole in totale disaccordo e contrapposizione a quelle del Papa, o è solo una mia fallace impressione ?
Tra affermazioni in così grave contrasto, noi fedeli sgomenti ci chiediamo: dov'è la Verità? dov'è il Magistero perenne e immutabile ?
DOV'E' IL SIGNORE ?

DANTE PASTORELLI ha detto...

Che dappertutto ci sian "agguati" orditi contro il Papa, dubito assai.
Che qualche traditore ci sia nella cerchia dei suoi collaboratori lo penso anch'io e non da ora (ma chi li ha scelti?), ma che dappertutto pullulino insidiosi nemici pronti a far sì che il Papa cada nelle loro reti, è una tesi che respingo.
Il Papa è stato per molti, forse tropppi, anni alla Congregazione per la dottrina della fede: eppure ha creato cardinali personaggi incredibili che non son certamente pronti a versar per la Chiesa il sangue che quella porpora simboleggia.
Sa bene che un libro da canminetto o da salotto familiare può contener frasi ambigue e diversamente interpretabili, per cui l'imprudenza di affidarsi a questo genere letterario per esprimer opinioni teologiche è indiscutibile. La materia, poi, così delicata e d'interesse mondiale, maggior prudenza ancora avrebbe dovuto suggerire.
Nessuno vieta al Papa di crear intorno a sé un clima familiare per evitar la solitudine che, capisco, è una pesante croce. Ma quando si affrontan temi difficili e discussi, indigesti alla mentalità contemporanea, sarebbe doveroso parlar con documenti magisteriali. La Chiesa ha bisogno di guida sicura sempre e soprattutto in periodi di degradazioene diffusa e di crisi dottrinale imperversante nella stessa gerarchia. Agisca, il Papa, a ristabilir la retta dottrina, la disciplina ecclesiastica, la santa liturgia. Le conversazioni familiari crean altri turbamenti e senz'altro errori: i semplici fedeli che si abbeverano alla stampa e che non leggon libri di teologia quale messaggio han ricevuto? La responsabilità è solo dei traditori e dei media?

antifumo ha detto...

....quando qualcuno -in tutto il web risonante del clamore provocato dal libro- si scandalizza di tutti coloro che -poveri imbecilli incolti fedeli- si sono scandalizzati delle ambigue parole del Papa, per nulla conformi alla chiarezza del Magistero di sempre, e su tutti i blog impegnati in angosciosi e motivati interrogativi, continua zelante a proclamare, bacchettando i poveri imbecilli (v. Introvigne) che non hanno capito la posizione magisteriale (?) del Papa, dicendo a gran voce:
"Rispetto, orsù ! abbiate rispetto, incolti !....plebaglia, smettete di protestare ! il papa ha parlato, e tanto vi basti ! silenzio...se non avete capito un'acca, peggio per voi !
RISPETTATE IL DOTTORE PRIVATO (?!)...non gli tirate la veste per sapere, per capire !
Non lo scocciate, non lo "aggredite" coi vostri miserabili lamenti di PECORE SBANDATE E DISPERSE....andate via, via ! cosa ci fate qui intorno al dottore privato, a togliergli respiro ? lasciatelo scrivere, smettetela di BELARE E CHIEDERE A GRAN VOCE spiegazioni di ciò che non è affatto chiaro !
VOI non le avrete, non ne avete diritto: chi capisce, bene, chi non capisce da solo, senza spiegazioni autorevoli e chiare, non è degno di chiamarsi cattolico: quelle frasi del Papa sono adatte solo a pochi enigmisti, che ne dedurranno il vero significato riposto, in continuità col Magistero perenne (?); gli altri, incapaci di capire AL VOLO, incapaci di sottigliezze e sofismi....si arrangino !
Il Magistero della Chiesa è adatto a pochi eletti, ad una ....ELITE !
andate via, lasciate in pace il dottor Papa, che ha scritto in qualità di PRIVATO !
---------
ma allora.....cari amici, chiedo a voi, eccelsi esegeti "illuminati" (se ve n'è qui alcuno che tal si ritiene) dei testi "privati" di un Papa :
PERCHE' MAI LO HA VOLUTO FAR PUBBLICARE, se era uno scritto "in qualità di "privato" dottore ?
(chi ci capisce è bravo....)
:(

Luisa ha detto...

Effettivamente penso che le parole del Papa, se hanno acceso l`entusiasmo di chi in generale lo contesta, hanno anche dovuto suscitare perplessità presso alcuni suoi fedeli collaboratori come il neo card.Sgreccia, ex-presidente della PAV, che a proposito dei preservativi dichiarava:

i preservativi «possono diventare non soltanto fallaci, ma controproducenti e incoraggianti… nell’abuso della sessualità; in ogni caso risultano prive di contenuti veramente umani e di responsabilizzazione globale della condotta»"

e che si trova, dopo le parole del Papa a dover dire, interrogato dall`ANSA durante le visite di cortesia post Concistoro, sull'uso del preservativo:

"va accertato che questo sia l'unico modo per salvare una vita" e per questo il Papa nell'affrontare questa questione "l'ha posta nel campo dell'eccezionalita"'. e ancora...il tema dell'uso del preservativo pone "una domanda che avrebbe bisogno di molto tempo per una risposta - ha detto Sgreccia -. Se Benedetto XVI ha posto una questione di eccezionalita' va accettata appunto questa eccezionalita'. E va verificato che questo e' l'unico modo per salvare la vita: questo aspetto va dimostrato".

Insomma, aspettiamo una parola chiara del Pontefice che non può essere quella affidata ad un libro con il rischio, consapevolmente assunto, di non essere capito.

Andrea ha detto...

Per Dante Pastorelli (8:45): sì,la responsabilità è dei traditori e dei media (in mano alla Massoneria per il 90%).
Ho precisato in altri interventi quali siano i "punti deboli" che scorgo nell'impostazione psicologica (più che culturale) del Santo Padre :
il senso di imbarazzata difficoltà di fronte agl'Inglesi (con i loro orrori antiumani e antiumanistici) e agli Ebrei (con la loro pretesa di vedere la Chiesa riconoscersi una "setta giudaica deviata").

Ma nella tormenta di questi giorni tutto ciò non c'entra - Essa è stata voluta e preparata a tavolino, partendo (tanto per cambiare) dal pansessualismo gnostico contemporaneo e dall' "épatez le bourgeois".

Aggiungo che nella sua esposizione c'è, purtroppo, "il velen dell'argomento" (per dirla con Dante): lei afferma che il Papa ha cercato un clima di famiglia per combattere la solitudine. Io dicevo invece, credo con verità, che Egli intendeva "scaldare" i NOSTRI focolari con la Sua presenza colloquiale.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Andrea, io mi sento scaldato nell'anima soltanto quando il Papa mi guida all'ovile sicuro con la parola di Cristo pronunciata da Vicario di Cristo, in modo tale ch'io l'accetti in totale obbedienza e serenità di coscienza. Se il clima di colloquio familiare del Pontefice che dà le pacche sulle spalle empie la mia mente di dubbi, domande, contrasti con quanto prima ricevuto dalla Chiesa, ne fo volentieri a meno: mi troverei vivere in una famiglia divisa.
Preferisco vivere in una famiglia patriarcale in cui la Parola sia quella e non altra.

Andrea ha detto...

Per Dante P. : approfitti però, malgrado le inquietudini, della dolcezza del Santo che abbiamo sul Soglio di Pietro. Glielo dico fraternamente, senza traccia di ironia.
Poi, come dicevo, questo non significa che ogni suo gesto sia perfetto.
Per quanto riguarda la disciplina, ho scritto (24 novembre h10:32) "Tutti a casa !"

Cordialmente

Stefano78 ha detto...

Per Nadia.

Lo ripeto. Il Discorso del Papa si svolge in una serie di domande e chi critica (non parlo di questo blog -se no Francesco dice che non leggo- che dopo un po' ha pubblicato domanda e risposta incriminata per intero, anche se non secondo la traduzione ufficiale italiana) dovrebbe leggere sia le domande che il senso logico delle risposte prima di criticare.

Ora, sempre secondo il mio limitato ragionare, ho visto un assolutamente avventato moto di critica, già bell'e montata, PRIMA che il ilbro uscisse! Chi ha voluto pubblicare qualche tradiuzione del brano incriminato ha dovuto fare da sè avvalendosi di edizioni estere, con tutti i problemi che ciò può provocare. Ma anche prima delle edizioni estere, la critica e l'indignazione erano montate! Subito dopo l'uscita dell'OR e delle disgraziate "anticipazioni"!
Vedere un rapporto di causa-effetto tra questa inopinata azione dell'OR e il battage che si è creato dopo, e che è proseguito secondo i canoni interpretativi della "vigilia", a prescindere se fossero corretti o meno, mi sembra abbastanza coerente. Ipotizzare, senza pensare ad un azzardo assurdo, che quello che è successo fosse proprio il fine di quelle naticipazioni scritte in forma SCANDALISTICA, senza farle precedere dalle domande del giornalista, come se il lettore vedesse un pensiero "unico" del Papa, e senza (come dovrebbe fare un bravo autore-redattore) le indicazioni che i brani erano MONCHI di altri elementi (di solito si mette un simbolo del genere [...]), non mi sembra troppo campato in aria.

Detto questo, cosa gravissima che quasi nessuno ha ritenuto opportuno evidenziare in modo adeguato alla gravità, si può entrare nel merito dell'opportunità di questa intervista, che anche io reputo non necessaria. Ma dal definirla non necessaria e definirla una iattura che concede dei "sì" al mondo a differenza di quello che chiede Gesù, ce ne corre. E parecchio. Sono stato accusato di essere un ottuso (questo era il senso) che chiude gli occhi all'evidenza.
Viceversa proprio l'evidenza di ciò che ho letto e analizzato, mi ha dato un'immagine del problema molto ma molto meno grave di come poi è stata evidenziata.

Lo ripeto: il Papa (e possiamo fare tutti i parallelismi che vogliamo con certi elementi eterodossi della Chiesa) non ha fatto alcuna "retromarcia" esprimendo la sua Opinione Privata. Nessuno mi risponde quando chiedo DOVE il Papa abbia giustificato un peccato piuttosto che un altro! Dove il Papa abbia giustificato il Preservativo e dove abbia messo in discussione i suoi predecessori, fino a Paolo VI.

Siccome è questo quello che si dice, allora questo dovrebbe emergere chiaramente dal brano, anzi dal Capitolo, in questione. Mentre invece nel Capitolo in questione il Papa ribadisce il No della Chiesa (del Vangelo) al profilattico. Quindi: dove sta l'accettazione del profilattico, anche in casi eccezionali, fatta dal Papa? E dove sta l'affermazione del Papa che "è preferibile" un male minore rispetto ad uno maggiore? Oppureà: dove passerebbe questo messaggio?

Il Papa ha svolto un ragionamento incalzante che l'ha portato ad un esempi che aveva intenzione di evidenziare esattamente quello che ha detto in Africa: il profilattico NON E' LA SOLUZIONE ma lo è una "moralizzazione" e una Umanizzazione sacrale della sessualità. Questo ha detto prima e dice ora. L'esempio che porta giustifica NON L'USO DEL PROFILATTICO ma l' "inizio di una moralizzazione", NON RELATIVA A QUESTO USO, ma che precede questo USO, in una persona con HIV CONCLAMATO che inizia a farsi venire probemi di coscienza, per iniziare a capire che NON TUTTO GLI E' PERMESSO. Il "caso singolo giustificabile" non è inerente al profilattico ma alla coscienza di chi inizia un percorso di moralizzazione dato dal rendersi conto che si sta in peccato mortale plurimo, più che dall'uso di questo "benedetto" profilattico!

pietra della strada ha detto...

mah...io non credo affatto che il decidere di usare il profilattico sia un inizio di ritorno alla moralità: ciò equivarebbe a potersi salvare da solo dalla strada di peccato, senza il ricorso alla Grazia Divina, in virtù di uno sforzo personale, razionale o istintivo che sia.
Il ricorso al profilattico rimane nell'ambito del più puro egoismo: la volontà di godere più comodamente (senza rischi) e appunto salvarsi la pelle ! ma prendere decisioni in vista del proprio EGO (salute o soddisfacimento fisico) NON E' E NON SARA' MAI SEGNO di un inizio di vita morale: come si fa a non vedere questa Verità, di ragione prima che di Fede, o a volerla offuscare nella propria e altrui coscienza, credendo di "sfumarla" in un discorso colloquiale e "concessivo", che è solo altamente scivoloso ?
Il terreno fangoso di per sè NON potrà mai pulirsi, o rendere i piedi puliti, se non interviene qualche forza esterna a quello che sta sguazzando nel fango, a TIRARLO VIA DI LI' e liberarlo dal fango, pulendolo e PORTANDOLO sulla strada pulita !
ma davvero aveva ragione Chesterton, quando in "Eretici" presagiva -già un secolo orsono- l'attuale oscuramento della ragione (perdita del Logos) con quelle parole:
"La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà.
Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle.
E' una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli.
Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro.
Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

---------
....e cominciamo ormai ad affannarci per dimostrare l'esistenza del sole....e che 2 + 2 fa 4 e solo 4 ! (poveri noi....)

Luisa ha detto...

Stefano, sembra proprio che non abbiamo letto gli stessi passaggi, tu non vedi ciò che salta agli occhi a me e a chi ha presentato quel libro ( e che ha dunque dovuto discuterne con chi di dovere) .
Ma anche se non condivido la tua analisi, rispetto l`impegno che metti per difenderla.
Comunque, e accettando che tu resterai della tua idea ed io della mia, è pur vero che sarebbe stato molto ma molto meglio se quei passaggi su un tema così delicato e che tocca la Dottrina morale della aChiesa, non figurassero in quel libro.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Andrea,
io riconosco come santi soltanto coloro che la Chiesa ha canonizzato, e, francamente, le canonizzazioni in vita le lascio volentieri ad altri. Dirò di più: certe beatificazioni mi lascian assai perplesso.
Da molti, troppi anni mi sento aduggiato da una valanga di santi e profeti in vita - Firenze, poi, quanti ne ha avuti e ne ha a iosa! anche don Milani, don Mazzi, don Santoro ecc. ecc. Ma lasciamo perdere.
Per ora consideriamo anche il Pontefice per quel che è e giudichiamolo, con rispetto ed amore - ma anche con amor di cuore ferito -, per il suo apporto alla glorificazione di Dio e della Chiesa e per le difese che sa approntar per i semplici fedeli aggrediti dai lupi voraci che non sono solo massoni e laicisti, ma ahimé, anche preti, vescovi e cardinali, come ben sappiamo. Tutti a casa: benissimo. Invece son tutti lì. Dobbiamo esser noi a prender in mano la scopa e il bastone?
Ho un ricordo dolcissimo di una carezza di Pio XII: ero in prima fila di fronte a Lui, a Castel Gandolfo, vincitore del premio Veritas, poco meno di 60 anni fa. Erano anni in cui, noi giovanissimi dell'ora irriconoscibile Azione Cattolica, cantavamo la nostra totale fedeltà alla Chiesa e al Papa: Bianco Padre che da Roma/ ci sei meta luce e guida; in ciascun di noi confida, su noi tutti puoi contar./ Siamo arditi della Fede,/ siamo araldi della Croce;/ a un tuo cenno alla tua voce, /un esercito all'altar!.
Eravamo consapevoli di quel che cantavamo, credevamo a quella promessa davanti a Dio, non eravamo adusi ad un Magistero "sì ma, tuttavia", assorbivamo come balsamo vivificante tutto quel che il Papa ci insegnava in modo chiaro e distinto, con voce forte e paterna insieme di Pastore e Maestro ineguagliabile, e per quella Verità eravamo pronti ad ogni battaglia e ad ogni sacrificio.
Quando mi parlan di Papa-boys mi vien da sorridere. Ricordo certe interviste a questi giovanottoni e ragazotte girovaghi al seguito d'un Papa stupendo ai loro occhi quando faceva la ola o qualche battuta, ma del quale respingevan l'insegnamento morale, eredità da non disperdere, forse l'unica veramente positiva di quel Pontificato.
Ma se serbo nell'anima il calor di quella carezza che ancor mi fa venir i brividi d'abbandono filiale, l'amore per quel Papa nasce dalla fede che in me ha saputo svegliare, far fiorire, coltivare, ravvivare, custodire anche oltre la Sua vita: fede incrollabile pur nella disgregazione dottrinale, morale, disciplinare, sociale attraverso cui è passata la mia giovinezza, la mia maturità ed ora la vecchiezza.
Lo stesso non posso dire, se non in particolari circostanze, dei Suoi successori.
Non son così ottuso da non capire che ogni Pontefice vive in un particolar momento storico, che ognuno ha il suo carattere, i suoi limiti e le sue personali opinioni. Ma il Pontefice deve sempre e soltanto parlar da Maestro e Pastore universale, Pastor bonus.
Altri avrà del papa un'altra visione: io ho questa ed a questa resterò fedele nei giorni che mi restan da vivere. Un Vicario di Cristo che non confonde la mente dei semplici, che non si presti a strumentalizzazioni, che non cerchi la facile popolarità, che cacci a pedate, se occorre, i collaboratori sleali, che vegli sui vescovi neghittosi o eretici, sui seminari in disfacimento, sugli ordini religiosi rotti ad ogni violazione della Verità e della morale; che custodisca ingtegro, senza alcuna diminuzione ed alterazione il Sacro Deposito secondo l'accorato appello di Paolo a Timoteo.
Fra un po' andrò ai vespri, a Gricigliano, nonostante la pioggia gelida, e lassù pregherò per tutti voi, a partir dal carissimo Francesco, ma soprattutto pro pontifice nostro: ut domunum Apostolicum et omnes ecclesiasticos ordines in sancta religione conservare digneris, te rogamus, Domine.
E'una preghiera che invito anche voi ad innalzare all'Altissimo.

PS. In ritardo credo d'aver capito che sei Andrea Tornielli. Mi scuso.
Ciao.

DANTE PASTORELLI ha detto...

CORREGGO: la fretta induce in errori.
Te rogamus, audi nos.

Andrea ha detto...

Per Stefano78: un consiglio: non scrivere Opinione con la maiuscola.
Ti rinnovo il mio grande apprezzamento.

Per Dante P.: non sono Andrea Tornielli.
A proposito dei suoi rilievi delle 16:05:
1- se Pucci Cipriani frequenta ancora Gricigliano, lo saluti con affetto
2- per la canonizzazione in vita, può vedere ciò che scrivevo il 23 alle 13:48
3- per il "Bianco Padre che da Roma...", può vedere la conclusione del mio commento del 25alle 1:25, in cui chiamo il Clero "i ranghi dell'attuale Romanità universale"
4- per la cacciata dei collaboratori sleali, abbiamo "detto la nostra": lasciamo fare a Lui !
5- per l'esprimersi del Papa sempre e soltanto in quanto Pastore Universale, non sono d'accordo. Invece concordo con lei e padre Scalese sull'opportunità dell'uso del plurale maiestatico (e della sedia gestatoria, come diceva Francesco tempo fa).

La saluto con viva cordialità, e anche con il rispetto dovuto all'età, che adesso approssimativamente conosco.

DANTE PASTORELLI ha detto...

M'era sorto quel dubbio circa la tua identità.
Mi chiedi di far troppe cose che non farò, per vari motivi, e comunque non credo che cambierebbero le mie opinioni. Nell'essenziale mi sembra che non siamo così distanti
Rispondo solo alla prima richiesta: NO. E non mi chiedere il perché.
Ciao

Amicus ha detto...

3) Adesso applichiamo il tutto alle parole del Papa.
Benedetto XVI vuole evitare un male maggiore (la morte per infezione da HIV), ma per evitare questo male maggiore consiglia direttamente “in questo o quel caso” un male ’minore’ (l’uso del condom) che, per quanto minore è pur sempre un peccato intrinsecamente grave, ossia mortale. Dunque non si pone affatto nel caso b) sopra descritto, poiché egli consiglia direttamente il condom, cioè il male come nel caso a), come mezzo necessario ad ottenere il bene maggiore..
Il suo ‘consiglio’ è perciò contro la morale cattolica, ed egli si è caricato in tal modo della responsabilità immensa del traviamento di innumerevoli fedeli, i quali, non conoscendo la dottrina cattolica riassunta sopra dal Roberti-Palazzini, resteranno ingannati.
Va sottolineato, inoltre, che anche il comunicato di Menzingen nota le gravissime parole di Benedetto XVI circa l’Humanae vitae, dove egli la presenta come un ideale per pochi eletti, ma non come una “strada praticabile” per la maggioranza dei fedeli, prospettando di conseguenza a tal fine la ricerca di strade diverse, ovviamente non più cattoliche.
[...]

Andrea ha detto...

Per Dante P. : esattamente, nell'essenziale non siamo molto distanti.
Dio ci aiuti tutti !

Cari saluti

meminisse ha detto...

Paolo VI nell'Humanæ vitæ (14):

"In verità, se è lecito, talvolta tollerare un minor male morale al fine di evitare un male maggiore o di promuovere un bene più grande,
non è lecito, neppur per ragioni gravissime, fare il male affinché ne venga il bene,
cioè fare oggetto di un atto positivo di volontà ciò che è intrinsecamente disordine e quindi indegno della persona umana, anche se nell`intento di salvaguardare o promuovere beni individuali, familiari o sociali”.

meminisse ha detto...

Quello che Benedetto XVI non ha detto e che i suoi predecessori hanno sempre detto

“ Nessuna ‘ indicazione ’o necessità può trasformare un’azione intrinsecamente immorale in un atto morale e lecito.”
( Pio XII, Allocuzione alle ostetriche del 29 ottobre 1951).
“Non vi può esser ragione alcuna, sia pur gravissima, che valga a rendere conforme a natura ed onesto ciò che è intrinsecamente contro natura.”
( Pio XI, Enciclica Casti Connubii)

tanto rumore per nulla ha detto...

Ma non vi sembra un po contraddittorio scrivere:"Oremus pro pontifice nostro..."e po attaccarlo così duramente?

DANTE PASTORELLI ha detto...

No, nessun contrasto, perché non lo attacchiamo ma mettiamo in luce contraddizioni e manchevolezze, ma come figli che voglion esser guidati sulla via della salvezza. Il Papa come persona e come dottore privato, e se ostinatamente resiste allo Spirito Santo, anche come Papa secondo tanti teologi, può errare - esclusi i casi in cui esplicitamente si pronuncia ex-cathedra o comunque in modo infallibile- e allora noi preghiamo per questo, perché si mantenga fedele alla Verità e pasca in essa il gregge affidatogli.
In uno dei miei interventi di ieri citavo la preghiera per il Papa contenuta nelle Litanie dei Santi:
ut domunum Apostolicum et omnes ecclesiasticos ordines in sancta religione conservare digneris, te rogamus, audi nos.
Dunque la Chiesa sa che il Papa, se non si sottomette docile all'azione dello Spirito Santo può errare e può portare alla perdizione i fedeli. La Chiesa da secoli prega così. Sbaglia, ha sempre sbagliato la Chiesa?

DANTE PASTORELLI ha detto...

A proposito della scomunica tolta ai vescovi lefebvriani, il Papa smentisce la sua precedente versione. In un primo momento affermava che s'era trattato di un atto di misericordia. Ora afferma che la scomunica era stata comminata non perché quei vescovi s'opponessero al Vaticano II ma perché erano stati consacrati senza mandato pontificio e, quindi, per un mancato riconoscimento del primato petrino. Avendo essi riconosciuto il primato petrino era logico e giusto liberarli da quel peso. Dunque atto di giustizia, non di misericordia.
Afferma, altresì che la scomunica era prevista dall'antico Codice di Diritto Canonico.
Non dice il Papa a quale Codice si riferisce. Certo non a quello del 1917 che prevedeva solo la sospensione a divinis per le consacrazioni episcopali illecite. La scomunica fu introdotta da Pio XII nel 1953 per arrestare la ribellione della chiesa patriottica cinese.
Il Papa paragona, erroneamente, la posizione di mons. Lefebvre e della sua Fraternità proprio alla chiesa cinese. Ma la chiesa cinese non riconosceva il primato del Papa ed ai vescovi venne trasmesso illecitamente e invalidamente il potere di giurisdizione, ed in questo è lo scisma: la creazione di una gerarchia parallela indipendente dal Papa.
Mons. Lefebvre non ha creato una gerarchia parallela, perché ha conferito il solo potere di ordine, senza quello di giurisdizione. Inoltre, se si va a leggere quanto ordinò ai nuovi vescovi, si vedrà bene ch'egli voleva esplicitamente ch'essi restassero attaccati alla Chiesa Romana, al Santo Padre, alla Sede di Pietro, anche se in un momento di smarrimento essi potevan sembrare non obbedienti.
Grandi teologi del passato confermano che lo scisma esiste solamente quando si crea una chiesa a sé stante, con gerarchia parallela. Ed in questo senso si pronunciarono a suo tempo, nell'88, i cardinali Cassidy e Castillo LLara, il quale ultimo era il Presidente del Pontificio Consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi. E ricordo che allo scisma, e tanto meno all'eresia, mai peraltro contestata, non credevano i cardinali Palazzini, Oddi, Stickler, Thiandoum ecc.
Si contradddice il Papa quando poi sostiene che, se avesse saputo del "negazionismo" (in realtà riduzionismo) di mons. Williamson,
non gli avrebbe tolto la scomunica. Ohibò! Ma esser riduzionisti significa negare il Primato di Pietro?
Altre cose via via verranno sottolineate.
Ma questo è già sufficiente, insieme a quanto s'è già scritto, a giudicar il libro di Benedetto XVI non solo inutile, ma spesso superficiale e pericoloso perché fuorviante.

Stefano78 ha detto...

Per Meminisse.

Continuo a brancolare nel buio.

Continuo a non capire, vi prego di aiutarmi, DOVE il Papa abbia negato o rivoluzionato i dettami magisteriali di altri suoi predecessori e soprattutto DOVE abbia definito LECITO un peccato mortale e dove lo abbia "giustificato", a scapito di un altro peccato ugualmente mortale.

Prendo alcuni passi dalla traduzione libera di Francesco:

"Ci può essere una fondamento nel caso di alcuni individui, come nel caso di prostituti maschi che usino il preservativo, quando questo può essere un primo passo nella direzione di una moralizzazione, una prima assunzione di responsabilità, sulla strada del recupero della consapevolezza che non tutto è consentito e che non si può fare ciò che si vuole. Ma non è davvero il modo di affrontare il male dell'infezione da HIV. Questo può basarsi solo su di una umanizzazione della sessualità."

Se ancora la presenza mentale mi aiuta, qui il Papa (vi invito a leggere anche la traduzione ufficiale) dice che il "fondamento" per l'uso del profilattico sta nell' INIZIO di quella famosissima (ormai) presa di cosicenza che "non tutto è permesso", che la coscienza INIZIA a risvegliarsi cominciando a rendersi conto della realtà di peccato plurimo in cui si trova. QUESTO, E NON L'USO DEL PROFILATTICO, è il "caso con fondamento", secondo il Papa! NON E' L'USO DEL PRESERVATIVO che diventa "LECITO" ma è di gravità MINORE il peccato di colui che inizia ad abbandonare il "deliberato consenso" a fare il male a se stesso e agli altri. Ed il preservativo entra in questo discorso solo incidentalmente, perchè il suo uso, SOLO NEL CASO IN CUI COSTITUISCE UNA REALE PRESA DI COSCIENZA CHE SI STA FACENDO IL MALE, è conseguenza ( E NON CAUSA )di quest'inizio di "senso di colpa".

Il Papa dice a chiare lettere:
"Ma non è davvero il modo di affrontare il male dell'infezione da HIV"

E si focalizza sulla reale soluzione del problema: umanizzazione del Sesso e sua "sacralizzazione", educazione alla'Amore vero.

Addirittura il Papa critica apertamente chi crede che il preservativo sia un elemento fondamentale per la lotta all'HIV, quando dice che è un modo invece per far pensare che si "può far quello che si vuole"! Esattamente il contrario che la sua opinione ha espresso, ribadendolo più avanti.

Quindi io continuo a chiedermi, senza avere risposta, dove sia la novità dottrinale in queste opinioni! Dove siano in contrasto con il magistero precedente, e dove siano un cedimento al "mondo".

Rimartrò con i miei dubbi..

Luisa ha detto...

Stefano, "on tourne en rond" come si dice da noi,il Papa apre, dice una cosa che non aveva mai detto prima , ma che altri prima di lui avevano detto, giustifica l`uso del condom, prendendo quell`esempio che tanto fa discutere, ma in realtà,lascia intendere che quell`uso è tollerato anche in altre situazioni.
Immaginare poi che un prostituto, che sia omosessuale o no, si metta il condom per un sussulto della sua coscienza, come un primo passo verso la moralizzazione, è molto poco credibile e anche sconcertante, il prostituto pensa solo a sè stesso, la sua attività è immorale, il suo atto è immorale, non è di certo il condom che conferirà un pò di moralità a ciò che è si per sè immorale.

sic ha detto...

egr. tanto rumore,
la Chiesa prega perchè il Pontefice custodisca la Dottrina perenne consegnata a Pietro da Nostro Signore, perchè si mantenga saldo nella Fede, combattendo la BUONA BATTAGLIA DI SAN PAOLO, e perchè confermi SEMPRE nella Fede DI SEMPRE, SECONDO QUEL DEPOSITUM FIDEI ETERNO E IMMUTABILE,
tutti i fedeli, lungo i secoli, senza mai cambiare uno iota nè alterare la Dottrina di Cristo, secondo il Divino Mandato del Signore stesso, che ha scelto il suo Vicario, a capo dei Dodici, visibile e venerabile in Pietro e nei suoi successori, affinchè guidassero il Gregge su pascoli buoni e santificanti, OVVERO secondo LA SUA VIA E VERITA' E VITA, fino alla fine del mondo;
ma non assecondando dottrine fai-da-te e ideologie umane cangianti ed "evolutive" come oggi si rischia, a seguito del favoloso CVII !
non le pare ?

Luisa ha detto...

Ilsignor "tanto rumore...." è il solito troll neocatecumenale.
Quello è solo uno dei suoi innumerevoli nick.

Anonimo ha detto...

Vedo con piacere che anche la FSSPX si allinea con l'opinione che il S. Padre non ha detto nulla di nuovo e smentisce i soliti 200 interventi di ultratradizionalisti nitogliani e criptosedevacantisti. Bene.
Aiutiamo il Papa!
http://blog.messainlatino.it/2010/11/per-la-fsspx-il-papa-sul-profilattico.html

Luisa ha detto...

Il teologo della Fraternità San Pio X ha in realtà un`analisi leggermente più sottile di quella riferita da anonimo.
Non penso che tutti coloro che hanno affermato che il Papa ha detto qualcosa di nuovo, che mai prima aveva detto, che altri prima di lui invece avevano detto e praticato..., che coloro che hanno applaudito alla svolta del Papa, siano dei cripto sedevacantisti!
Che insulto sarebbe per tutti quei cattolici adulti, cardinali, vescovi sacerdoti e laici.
Qualcuno può dirmi in quale suo testo Benedetto XVI dice ciò che ha detto a Seewald?

sic ha detto...

il sig. anonimo, come tanti confusi del resto, continua a mistificare fatti e parole, per confondere i lettori sprovveduti: arte da falsari.
In realtà la questione fondamentale è continuare -nonostante la nebbia relativista che grava sulla Chiesa e sulla società- a distinguere il Bene dal male, come la Chiesa aveva fatto in 1930 anni.
E il parere della FSSPX è il seguente, circa il valore di quel libro:
Il libro del Papa ha valore Magisteriale? "lo sanno anche i ragazzi del catechismo che il Papa parla attraverso gli atti canonici del Magistero e un libro non appartiene ad essi. Certo, bisogna essere rispettosi, ma un cattolico senza cadere in eresia, può dissentire da un libro del Papa per la semplice ragione che
non appartiene al Magistero".

(risposta del superiore FSSPX per l'Italia, don Davide Pagliarani, in un'intervista su "pontifex").
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ripetiamo (per chi fa finta di non capire la questione essenziale):
quel libro NON APPARTIENE AL MAGISTERO, dunque si può dissentire e si deve dissentire SE le opinioni si discostano dalla Dottrina perenne, quella di Cristo, trasmessa nei secoli inalterata.
In quelle affermazioni il Papa NON SI giova dell'infallibilità, NON la impegna: sono sue opinioni personali e OPINABILI quanto quelle di chiunque.
Purtroppo la sua autorevolezza decade tristemente quando si abbassa ad usare il linguaggio del mondo, permissivo e relativista riguardo al peccato mortale, che la mentalità mondana, laicista e materialista NON ammette e non riconosce, seguendo SOLO I BISOGNI DEL CORPO, non quelli dell'anima !

Luisa ha detto...

Sul male minore:

http://unafides33.blogspot.com/2010/11/il-male-minore.html

Luisa ha detto...

Ancora due link:

"Fuoco amico su Benedetto XVI. Per colpa di un preservativo

Le aperture del papa all'uso del profilattico provocano le vivaci reazioni di alcuni  ferventi "ratzingeriani". Tra essi il gesuita Joseph Fessio, suo editore in America, e autorevoli membri della Pontificia Accademia per la Vita. Ecco le loro critiche 

di Sandro Magister


http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1345793


E:

http://www.corriere.it/esteri/10_dicembre_01/lotta-aids-bruni-papa_9ae5b444-fd25-11df-a940-00144f02aabc.shtml  

Piaceranno al Papa le parole della Signora Sarkozy?
Se il Papa accompagna con il suo silenzio tutte queste interpretazioni dobbiamo dedurne che acconsente?