lunedì 22 novembre 2010

PERCHE' SULLA QUESTIONE DEL CONDOM NON MI SENTO UN IMBECILLE


di Francesco Colafemmina

Mentre ormai i media di mezzo mondo si affrettano ad annunciare il “cambio di rotta” di Papa Ratzinger e le sue benevole aperture all’uso del condom, aggiungendo, magari nel sottotitolo “solo in casi particolari”, la maggior parte dei fedeli cattolici è confusa e in preda ad una serie di domande finora rimaste senza risposta.

La prima domanda, la più importante, nasce dalla memoria di quelle affermazioni del Papa che tanto scandalo suscitarono fra i media nel marzo del 2009, in occasione del viaggio apostolico in Cameroun e Angola. Disse allora Benedetto XVI a un giornalista francese che gli domandava se la posizione della Chiesa in materia di lotta all’AIDS fosse irrealistica e inefficace: “Io direi il contrario. Perché la realtà più presente e più efficiente nella lotta contro l’Aids è proprio la Chiesa cattolica. Con i suoi movimenti, con le sue diverse realtà. Penso alla Comunità di Sant’Egidio che fa tanto, visibilmente e invisibilmente nella lotta; penso a Camilliani e a tutte le suore che sono a disposizione dei malati. Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con soldi, pur necessari, ma se non c’è l’anima, se gli africani non aiutano, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che al contrario aumentano il problema. La soluzione può essere solo duplice. La prima: umanizzazione della sessualità, cioè rinnovo spirituale umano che comporta nuovo modo di comportarsi l’un l’altro e secondo una vera amicizia soprattutto verso le persone sofferenti, e una disponibilità anche con sacrifici e rinunce personali per essere vicini ai sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano con sé veri e visibili progressi. Perciò direi, questa nostra duplice forza: è di rinnovare l’uomo interiormente e di dargli forza spirituali e umane per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, e questa capacità di soffrire con i sofferenti che rimane presente nelle situazioni di prova. Questa mi sembra la giusta risposta della Chiesa e così offre un contributo grandissimo e importante e ringraziamo tutti quelli lo fanno”.

Dunque nel marzo del 2009 i “preservativi” per il Papa “non superano il problema dell’AIDS, ma al contrario lo aumentano”.

In sostanza il Papa proponeva una “umanizzazione della sessualità”, ossia un percorso di recupero di una sessualità sana e non libertina o promiscua, incentivata dall’esistenza di uno strumento di prevenzione che consente di fare ciò che si vuole, senza aver neppure il timore del contagio. Questo in sintesi il senso del discorso del Papa di allora. Discorso che il Pontefice ha ribadito anche nell'intervista Seewald, tranne aggiungere questo passaggio:


"Papa: Ci può essere una fondamento nel caso di alcuni individui, come nel caso di prostituti maschi che usino il preservativo, quando questo può essere un primo passo nella direzione di una moralizzazione, una prima assunzione di responsabilità, sulla strada del recupero della consapevolezza che non tutto è consentito e che non si può fare ciò che si vuole. Ma non è davvero il modo di affrontare il male dell'infezione da HIV. Questo può basarsi solo su di una umanizzazione della sessualità.

Seewald: Sta dicendo, allora, che la Chiesa cattolica non è del tutto contraria in linea di principio all'uso dei preservativi?

Papa: La Chiesa ovviamente non lo considera come una soluzione reale o morale, ma, in questo o in quel caso, potrebbe essere ciononostante, nell'intento di ridurre il rischio di infezione, un primo passo di un movimento verso un modo diverso, un altro modo umano, di vivere la sessualità."

Dunque la prima domanda è: Cosa è cambiato da allora, perché se nel 2009 il “preservativo aumentava il problema dell’AIDS”, oggi dovrebbe costituire, pur “in questo o in quel caso” “un primo passo verso un modo umano di vivere la sessualità"?

La seconda domanda è legata al senso dell’esempio portato dal Pontefice nella sua intervista con Seewald: il prostituto maschio. In base a cosa un prostituto maschio che si presume peraltro attivo e omosessuale – e chiedo venia ai lettori se mi addentro in tali osceni dettagli – dovrebbe non dico ascoltare il consiglio “moralizzatore” del Pontefice, ma essere nella condizione morale di una "moralizzazione" nel momento stesso in cui compie un peccato mortale? Se infatti c’è una platea di persone per le quali il messaggio del Papa può avere un senso, questa platea è costituita da cattolici. E si presume anzitutto che un prostituto sodomita non sia cattolico, in secondo luogo che ogni prostituto maschio sia edotto sulle tremende conseguenze di un contagio, conseguenze che alla comunità omosessuale sono note da decenni, tanto da aver sbandierato ai 4 venti la necessità dell’uso del condom per la prevenzione e giammai la castità. Finora a propugnare l’idea della castità c’era soltanto la Chiesa Cattolica, e adesso?

La terza domanda è invece connessa a ciò di cui non si parla nell’intervista del Papa e che invece è stato sempre argomento dibattuto anche fra Cardinali e uomini di Chiesa negli ultimi anni: l’uso del preservativo all’interno di coppie sposate dove uno dei coniugi sia affetto da HIV. Perché mai dovrebbe essere un primo segno di moralizzazione l’uso del preservativo fra edonisti invertiti che si prostituiscono e si fanno sodomizzare (di questo ahimè stiamo parlando) e non la concessione dell’uso del condom fra un marito e una moglie che non possono vivere la sessualità senza rischiare il contagio? Con ciò non voglio sostenere la causa di coloro che sono a favore di quest’ultima ipotesi, bensì evidenziare l’enormità della differenza sul piano morale fra i due casi citati e il rapporto fra affettività e sessualità.

Come definire la concessione dell’uso del condom a un prostituto e non a una coppia di coniugi cattolici peraltro impossibilitati a procreare senza trasmettersi il virus tra di loro e all’eventuale concepito?

La quarta domanda la rivolgo senza alcuna presunzione, ma da semplice cattolico non adulto, ai grandi geni della comunicazione dell’Osservatore Romano: Che necessità c’era di pubblicare una anticipazione sul libro intervista del Papa, decontestualizzando il senso delle sue risposte, non citandole per intero, non citando le domande di Seewald, e soprattutto cambiando il termine “prostituto” in “prostituta”?

E aggiungo: Quanto dovremo attendere per un mea culpa, un passo indietro, insomma una presa d’atto dell’errore commesso?

La quinta domanda la rivolgo invece a tutti coloro per le mani dei quali è passato questo testo in Vaticano: Possibile che nessuno in Segreteria di Stato, alla LEV, nessun traduttore, nessun segretario, nessun “comunicatore” della Santa Sede si sia accorto del rischio di un fraintendimento, di una distorsione, insomma di una – legittima da un lato e maliziosa dall’altro - semplificazione mediatica, insito in quella risposta del Santo Padre?

Ciò detto, è evidente che siamo dinanzi ad una nuova strategia mediatica che prende di mira il Papa. Mentre prima il Papa, affermando che “il preservativo non è una soluzione all’AIDS, ma anzi aumenta il problema” si era attirato la rabbia mediatica e lobbistica mondiale, oggi affermando che “in questo o quel caso può rappresentare un primo passo verso un modo umano di vivere la sessualità” si è attirato la benevolenza e l’apprezzamento mediatico e lobbistico mondiale. Mentre ieri ci si affannava a ribadire che il Papa non aveva detto nulla di nuovo, ma affermato che la prevenzione dell’AIDS deve consistere “nell’educazione alla responsabilità delle persone nell’uso della sessualità e nel riaffermare il ruolo essenziale del matrimonio e della famiglia” (nota di padre Lombardi del 18 Marzo 2009), oggi se si affermasse che il Papa non ha aperto ai condom, ma ha fatto un esempio estemporaneo, si rischierebbe il linciaggio mediatico per l’intero establishment della Chiesa Cattolica.

D’altra parte nella frase che ha fatto scalpore, quella del “in questo o in quel caso” non sappiamo di quali casi si tratti, sappiamo solo che uno dei casi è quello di un prostituto maschio attivo (si presume omosessuale).

Sintetizzo per chi non abbia capito. Non si tratta di fare dell’ipocrita moralismo, né di evitare cinicamente di guardare alla devastante realtà della malattia. Si tratta piuttosto di quella necessità che ogni fedele cattolico e spessissimo qualche laico ha di guardare alla Chiesa come all’unico garante di una sessualità fondata sulla famiglia e volta alla riproduzione del genere umano, una sessualità che parta sempre dall’amore fra un uomo e una donna e dalla loro responsabilità. E quando si parla di “condom” sia pure in casi particolari, sia pure per pura prevenzione, si entra immediatamente in temi di morale sessuale, perché il movens è sessuale, la radice volitiva della copulazione (eterosessuale o omosessuale) è l’elemento cardine della questione. L’intenzione di chi mette il condom non è salvaguardare la salute del prossimo, ma usare il prossimo quale strumento di piacere.

Anche se il nostro mondo su questo tema ci presenta le più astruse aberrazioni, anche se il peccato de sexto è forse il più incontrollabile, il più comune, il più diffuso e quello che genera d’altro canto più ipocrisie e moralismi specie fra cattolici, non per questo siamo pronti ad accettare la pur minima crepa in quell’insieme di etica, antropologia e teologia che è costituito dalla ostracizzata e sempre vituperata morale sessuale della Chiesa.

Una minima fessura, sia pure involontaria e creata ad arte su tre quattro parole del Pontefice rischia di intaccare l’intero edificio. Rischia di confondere i fedeli, rischia di far pregustare al mondo una resa della Chiesa su questo tema che non vogliamo, non possiamo e non dobbiamo accettare.

Per tutte queste ragioni da cattolico piccolo piccolo, da peccatore, figliol prodigo, pubblicano, da ultimo mendicante la misericordia del Signore, ritengo che la Chiesa Cattolica debba al più presto fornire risposte forti e chiare su questi interrogativi. Il Papa sicuramente non ha detto ciò che i media gli han messo in bocca, pur tuttavia urge come non mai un definitivo chiarimento dottrinale che non dovrà temere la rabbia del mondo, ma affrontarla col coraggio della testimonianza che ogni cattolico custodisce nella sua fede.


N.B. il titolo del post è ispirato a questo commento di Massimo Introvigne, studioso e giornalista da me sommamente stimato, ma di cui non condivido parte delle riflessioni odierne.

AGGIORNAMENTO: Il Papa, interpellato ieri da padre Federico Lombardi sul riferimento all'uso del preservativo che fa nel libro-intervista "Luce del mondo", ha chiarito che non importa se sia "maschile o femminile, la cosa importante", ha riferito il portavoce vaticano, è che usare il preservativo in alcuni casi sia "il primo passo di responsabilità nel tenere conto della vita, evitare di dare un rischio grave all'altro, e questo per uomo, donna o transessuale è lo stesso".

Ancora più confusione! Profilattico sì per prostituti, prostitute e transessuali e non per coppie sposate con un coniuge affetto da HIV... tutto ciò è piuttosto strano... Ricordiamo le battaglie di Don Oreste Benzi contro questa dottrina della "riduzione del rischio", meritoriamente proseguite dall'Associazione Papa Giovanni XXIII!


41 commenti:

Andrea ha detto...

Due note, caro Francesco:

1- il Papa NON "CONCEDE" lo strumento vietato a una particolare (e pervertita) categoria, bensì fa un'esemplificazione (il "prostituto" che cerca di non diventare anche omicida) sul minor disprezzo della vita altrui.
Il punto della questione non è l'"oggetto" (certamente una "diavoleria"), ma la "mens" dell'agente.

2- la "necessità" di pubblicare in anticipo, truccandole, alcune parole del Papa era costituita (come dicevo il 22 alle 00:48 e come confermato da Davide alle 11:15) dalla volontà di ATTENTARE AL MAGISTERO PAPALE da parte di ambienti vaticani, dell' "Osservatore" in particolare.
La mentalità è semplice e brutale: "tutti" (cioè la stampa, una notevole parte del Clero, la prassi comune) ammettono e usano i "metodi artificiali" (negli anni '60-'70 era soprattutto in voga la "pillola"): quand'è che il Magistero "la finisce" e si adegua?
Ripeto, l'esperienza storica recente attesta che l'infernale triade divorzio-aborto-eutanasia (esplosione di gnosticismo anticristico) fu scatenata proprio dal lancio della "pillola" (USA, 1960). Subito dopo la donna delle società "avanzate" entrò nel giro mentale "Sono forse una coniglia? No, grazie alla "scienza" FARO' (ecco la vera "coniglia", nota mia) i figli quando mi andrà a genio".

Per concludere, non ci sarà alcuna smentita, perché il Papa non ha nulla da smentire e i "congiurati" intendono solo continuare a "congiurare".

Un abbraccio

Francesco Colafemmina ha detto...

Il Papa ha detto o non ha detto che "ci può essere un fondamento nel caso di prostituti maschi" e in non meglio specificati "questo o quel caso"?

L'interpretazione che tu offri di quel brano del papa non la condivido.

Un peccato mortale non può essere attutito da un senso di responsabilità. Perché l'atto che coincide col peccato mortale accade indipendentemente dall'uso o meno del condom.
Nel caso specifico, perché si verificasse il caso da te ipotizzato articolando il pensiero del Papa servirebbero i seguenti punti di partenza: un Prostituto attivo consapevole di essere affetto da HIV.
Costui nel compiere il peccato mortale avrebbe lo scrupolo di non contagiare il suo cliente. Ciononostante compirebbe peccato mortale. Perché questo peccato sia attutito serve la non volontarietà dell'atto. Quindi dovremmo aggiungere che questo prostituto è sottomesso a qualche padrone che sotto minaccia della vita lo costringe a prostituirsi.

Di tutto ciò il Papa non fa parola. E' una inferenza volta a rendere condivisibili le riflessioni del Papa.

Riporto un testo del 2006 tratto da Civiltà Cattolica:

L’ideale cristiano di sessualità è un insieme dinamico di libertà e di responsabilità integrata nella personalità ad ogni stadio della vita. Il suo nome tradizionale è castità: l’unità interiore vissuta di un essere corporeo e spirituale. Castità significa modulare e ordinare la propria sessualità al servizio dei rapporti e della comunione con gli altri, dell’amore e dell’amicizia. Lo scopo della castità è di rendere ognuno capace di amare nel modo personale specifico di ogni sesso, per essere pronto ad affrontare correttamente il matrimonio, il celibato religioso o lo stato di single. La castità è un compito molto personale che richiede tutta la vita, ma il significato della sessualità va talmente al di là del singolo individuo che la castità comprende anche uno sforzo culturale: “Esiste una interdipendenza tra il miglioramento personale e il progresso della società” (Gaudium et Spes, 25).

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/58722

DANTE PASTORELLI ha detto...

Un articolo molto profondo e lucido il tuo, carissimo Francesco, che mi ripaga pienamente delle amarezze provocatemi dagl'insulti di tanti ignoranti presuntuosi per aver difeso, sul per altri versi benemerito blog cattolico "messainlatino", con molta minor competenza, maggior fretta e con argomentazioni teologiche alla mia modesta portata, la dottrina morale sempre professata in materia dalla Chiesa Cattolica. S'è cercato persino di far passare uno scritto privato (un'infelice forma di comunicazione non ufficiale, a cui han fatto ricorso gli ultimi pontefici, che crea problemi enormi per gli errori che può contenere: un Papa deve sempre parlar con documenti ed atti magisteriali) come opera del Papa-Pietro, mentre è del dottore privato che è fallibilissimo.
Chi voglia rendersi conto della cospicua carenza e di conoscenze teologiche, anche a livello di Catechismo, e della stupidità dei contraddittori, e della confusione che fan tra carità e filantropismo laicistico-massonico, può andar a sfogliar le pagine cui mi riferisco.
Lì ho spiegato che il "minor male", cui s'attaccan i papolatri, non può darsi, dato che nei casi in questione esiste l'alternativa ch'è l'omissione di un atto positivo, e cioè l'astinenza, e perché la scelta di un peccato mortale, che sembra "minore", rispetto ad un altro resta gravissima colpa.
Mi duole sottolineare come questo Pontificato che tante speranze aveva suscitato, invece di chiuder le falle della barca di Pietro altre ne apra in mezzo ai marosi.
Un cenno al livello della comunicazione: quale messaggio è passato ai fedeli attraverso gli stralci pubblicati dall'Osservatore Romano e, quindi dalla stampa laica? Cos'han
compreso fedeli e nemici della Chiesa? Semplice a dirsi: dal Papa teologo (?) una svolta storica giacché ammette la liceità del profilattico in alcuni casi. E si sa che alcuni casi diventano tutti i casi.
Unanime mondiale plauso. Ma chi piace al mondo piace a Dio?
Un abbraccio, Francesco, ed un ringraziamento per la tua opera così attenta e formativa in tempi di miseria culturale.

Anonimo ha detto...

Cosa dire dei tanti commenti della gente, delle persone che incontro ogni giorno sulle "novità" papali riguardo al condom? Non hanno ancora nemmeno acquistato e letto il libro-intervista ma i media li hanno già informati a dovere, come ad esempio ieri sera durante la trasmissione di Fazio-Saviano (che potevano pure evitare di far intervenire la Bonino, così incline a difendere l'aborto...). Personalmente mi sento molto offeso dal prof.Introvigne, definire imbecille quanti riflettono e reagiscono alla sortita del Santo Padre, non mi pare cosa onesta e ancor più puntare il dito contro "quei tradizionalisti" lo trovo veramente irritante. Non ho nessuna intenzione di avversare il Santo Padre, ma mi sarei aspettato maggiore prudenza, dopo il caso Williamnson. Direte: e cosa c'entra costui? Non è stata forse la Santa Sede a lamentare una mancanza di notizie sulle posizioni di quel vescovo, posizioni che poi scatenarono un vespaio in tutto il mondo contro la decisione papale della revoca della scomunica? Ora, dopo l'uscita del libro-intervista, di cosa ci lamentiamo? Le parole scritte su tale libro sono così chiare che non hanno certo bisogno di un traduttore di lingue nè di comunicati posticci della sala stampa della Santa Sede. Vogliamo ora dare la colpa all'intervistatore che ha posto la domanda sull'uso del condom al Santo Padre? Non si potevano chiedere preventivamente e in anticipo all'intervistatore le domande che avrebbe posto a Benedetto XVI? Auspicherei maggiore prudenza con quei "lupi" temuti dal Santo Padre ma sarebbe più saggio se lui stesso evitasse di dar loro bocconi di carne prelibata.

sergio meligrana ha detto...

Credo si debba procedere per gradi:
1) L’unica sessualità ordinata è quella tra coniugi aperta alla vita, per cui la contraccezione, che falsa l’atto coniugale, è peccato mortale;
2) I rapporti omosessuali, in qualunque modo vengano posti, con o senza condom, sono peccato mortale;
3) La prostituzione di qualsiasi genere (etero o omo che sia) è peccato mortale;
4) L’uso o il non uso del condom, almeno nei rapporti mercenari tra uomini, non incide sulla peccaminosità dell’atto mercenario;
Per cui un omosessuale malato di HIV che non vuole contagiare il suo partner e usa il condom non rende meno immorale l’atto sessuale che compie ma certo è da considerare più responsabile di uno che sapendolo non se ne cura.
Si tratta allora di casi particolari che riguardano solo la gradazione dell’immoralità.
Inoltre non mi sembra che il papa affermi che l’uso del condom sia sempre “una prima assunzione di responsabilità” ma che lo possa essere quando l’uso nasca dalla preoccupazione di non diffondere il contagio.
Bisogna poi che il discorso venga legato a ciò che precede, in cui il Pontefice ribadisce che l’unica via di prevenzione organica non può che essere una sessualità vissuta rettamente.

DANTE PASTORELLI ha detto...

L’uso del profilattico nei rapporti sodomitici di un prostituto non può esser giustificato in una visione cattolica della vita, che non può guardar alle conseguenze su di un piano esclusivamente umano.
Il sodomita pecca già in partenza perché esclude la procreazione in un accoppiamento in “vase innaturali”. Peccato nell’intenzione e peccato nella consumazione. L’uso del preservativo, col fornir una peraltro fallace sicurezza di evitar contagi – ed accoppiarsi con questa falsa sicurezza è altro peccato in quanto il contagio è pur possibile come dimostrato da seri studi -, è un incentivo a continuar in questa “professione”, cioè a peccar più frequentemente; ad adescar clienti; a pervertir giovani con la prospettiva di facili guadagni; a generare scandalo. E sappiamo cosa dovrebbe far chi dà scandalo: la macina al collo.
Come il bene, così il male si diffonde e lacera la società da un punto di vista spirituale: “malum diffusivum sui”. E’ questa l’ottica, soprannaturale, in cui si deve porre il cattolico, ottica soprannaturale che naturalmente si riflette nella vita sociale.
Distoglier dal male con tutti i possibili deterrenti educativi e non fisicamente coercitivi, è il nostro dovere di cattolici. Ora, né alcuno di noi, né tanto meno il Papa può, come terza via positiva per eliminar il contagio, dopo la fedeltà e l’astinenza, indicar il preservativo. Il Papa smentisce se stesso, come dimostra Francesco nel suo articolo, l’Humanae vitae che esprime un magistero infallibile e l’intero magistero della Chiesa.
Il Papa prima di tutti noi dev’evitar insegnamenti equivoci: deve semplicemente ricordar qual è la Verità che non può adattarsi alle necessità contingenti.
Dunque insegni in totale fedeltà alla Tradizione. Poi gli uomini, dotati di libero arbitrio, faran le loro scelte buone o malvagie.

Christus Spes Mea ha detto...

Sono totalmente d'accordo con te Francesco e ti ringrazio per lo splendido e (una volta per tutte chiarificatore) dettagliato articolo che hai postato.
Appoggio in pieno anche la causa del Prof. Pastorelli lume, per me, con i suoi saggi interventi nel blog che lui ha citato prima.
Cari saluti.

sergio meligrana ha detto...

Il Papa non indica nessuna terza via, si limita a citare solo una presa di coscienza del pensiero laico sul fatto che fedeltà e astinenza sono i mezzi più sicuri per vincere la sfida dell'HIV senza scadere in una visione edonistica e disumanizzante della sessualità, e ribadisce, prima e dopo, quanto ha sempre detto, in linea col magistero precedente. Dimostrare comprensione per chi, in una situazione oggettiva di peccato, mostra una certa responsabilità in ordine alla vita altrui, non significa ne giustificare il peccato ne approvarlo. Non credo, inoltre, che, nel contesto di un intervista, vengano dati insegnamenti magisteriali, per i quali le forme sono altre .

DANTE PASTORELLI ha detto...

Infatti, io contesto questo costume infelice dei recenti Papi di parlar attraverso interviste, libri - comprese le tesi di dottorato bocciate per eresia - et similia, mentre dovrebbero parlar esclusivamente attraverso documenti magisteriali. Ma chi nel popolo di Dio sa far la distinzione tra il Papa e il dottore privato? L'autore del libro, in copertina, è Benedetto XVI, mica dr. Ratzinger.
Leggi le dichiarazioni del p. Lombardi; leggi le reazioni dei media. Chi ha sbagliato? Che i media ci marcino non c'è dubbio, ma che questo Papa voglia competer col predecessore delle ole nel piacer al mondo diventa giorno dopo giorno più evidente.
Se poi passiamo in rassegna le nomine cardinalizie ci chiediamo quali meriti abbiano i Marx, i Koch, i Romeo, i Ravasi ecc. ecc.
Si parla di Papa prigioniero, condizionato: ebbene s'è prigioniero si dimetta se non è in grado di liberarsi dei nemici interni; se poi è ricattato, mi chiedo: quali i motivi?

Luisa ha detto...

Ed ecco che cosa ha detto stamane Padre Lombardi:

"Ho chiesto al Papa se c'era problema serio di scelta nel maschile piuttosto che nel femminile", ha spiegato Lombardi nella conferenza stampa di presentazione del volume. "Lui mi ha detto di no".
Il punto - e per questo non vi ho fatto alcun riferimento nella nota di domenica - è il primo passo di responsabilità nel tenere conto del rischio della vita dell'altro con cui io sono in rapporto. Se si tratta di un uomo o di una donna o di un transessuale è lo stesso".
Il Papa "non è ingenuo, sapeva cosa era successo dopo le sue frasi nel viaggio in Africa, sapeva che ci si sarebbe rimessi a parlare di questo tema, e lui lo ha fatto. Ha avuto il coraggio di rispondere. Perché ritiene che la questione è seria per il mondo di oggi e lui ha dato il suo contributo all'umanizzazione della società e alla responsabilità che interessa tutti in tutte le condizioni, specialmente quelle di povertà".


Dunque chi pretendeva che non ci fosse un`apertura, che si stava interpretando male il pensiero del Papa, ha oggi la conferma, ci fidiamo di Padre Lombardi, che il Papa ha fatto dei passi indietro, altri diranno che ha fatto un salto in avanti, rispetto al suo viaggio in Africa, che ha comunque modificato il suo pensiero.
Anche senza analizzare il fondo del problema , nella forma della presentazione di questa "evoluzione" importante, ritengo che un libro intervista non sia il miglior canale.
È il Papa dalla sua cattedra che dovrebbe esprimersi.

Andrea ha detto...

No, caro Francesco (1:59): se osservi, il Papa dice che l'uso dell'oggetto incriminato (per iniziativa del mercenario consapevole di essere contagioso, maschio o femmina, a quanto risulta oggi) "costituirebbe...un primo passo sulla strada della consapevolezza che non si può fare ciò che si vuole". Tale consapevolezza (di ordine generale) POTREBBE portare anche ad aprirsi a "un modo umano di vivere la sessualità", ovviamente in modo non mercenario.

Certo che il prostituirsi, in ogni forma, resta peccato mortale: si dice solo che un grande peccatore de sexto che gerchi di non essere anche assassino (de quinto) è forse, Deo adiuvante, sulla strada di fuoriuscire dalla notte dell'anima.

Anziché restare turbato dalle parole di un Santo (a viste umane: vedremo in futuro il giudizio della Chiesa), è importante che tu metta a fuoco le zanne della torma dei "lupi", che, come dicevo, agiscono sempre più direttamente anche in Vaticano.
Per l'"Osservatore" non è né il primo né il secondo disastro.
Come sai meglio di me, gran parte del Clero (sarebbe interessante, anche se dolorosissimo, sapere quale percentuale, Paese per Paese) respinge la "Humanae Vitae" e "sorride con compatimento" ai richiami del Papa (dei Papi).

Un abbraccio

xyz ha detto...

Mi dispiace interrompere questa interessante discussione con un OT, riguardo all'altare di Gaudì.

Chiedo al prof. Colafemmina.
Nella prima foto dell'articolo, n fondo all'abside si intravede una specie di bassorilievo, oppure lo stipite di una porta, non meglio identificabile perchè coperto dalle incongrue dimensioni della Cattedra vescovile.
Sembra un elemento importante, lo si potrebbe conoscere meglio?

Anonimo ha detto...

Francesco, ti invito a dare un'occhiata al lavoro di Miguel Martinez su Introvigne (puoi patire da qui attraverso tutti i collegamenti http://www.kelebekler.com/cesnur/ita.htm), a considerare i suoi rapporti ambigui su Scientology, la sua contiguità con l'inquietante Tradizione Famiglia Proprietà (su cui consiglio "Spaghetticons, la deriva neo-conservatrice della destra cattolica italiana" di Luigi Cupertino ed. Segno), sulla sua appartenenza al Gruppo di Tebe, nonchè ad una (goliardica?) Società Vampirica ( http://www.cesnur.org/Dracula.htm )...

Paolo

DANTE PASTORELLI ha detto...

Paolo VI nell'Humanæ vitæ (14): "In verità, se è lecito, talvolta tollerare un minor male morale al fine di evitare un male maggiore o di promuovere un bene più grande, non è lecito, neppur per ragioni gravissime, fare il male affinché ne venga il bene, cioè fare oggetto di un atto positivo di volontà ciò che è intrinsecamente disordine e quindi indegno della persona umana, anche se nell`intento di salvaguardare o promuovere beni individuali, familiari o sociali”.
L'atto positivo è, nel nostro caso, l'uso del preservativo: va condannato essendoci l'alternativa doverosa della scelta dell'astinenza.

Dunque dal peccato non può nascere un bene, anche se ve ne sia l'intenzione.
Anche Andrea - che canonizza in vita il Papa - guarda al problema con ottica esclusivamente umana.
Comunque è chiaro che il Papa smentisce l'Humanae Vitae, sia pure con curiale cautela. Meno male che ha parlato come dottore privato: attendo che parli del problema in questi termini in un documento solenne o comunque normaitivo. Ma lo Spirito Santo gl'impedirà di promulgare insegnamenti erronei. Ove lo facesse rientrebbe nella categoria dei Papi che possono errar come Papi, che resistono allo Spirito Santo, alla loro funzione di Pietro, al dovere di Papi (officio Papae) di cui parlano i teologi dal Gaetano sino al card. Journet.

Anonimo ha detto...

Scusate il doppio messaggio, non so come sia successo...
Paolo

Luisa ha detto...

A Francesco Colafemmina, vorrei dire un grazie immenso per tutti i suoi interventi qui e altrove su questo sgradevolissimo episodio, chiamiamolo così, a Dante, vorrei dire che chi su Messa in Latino si permette di insultarla non gli arriva nemmeno alla caviglia, libera traduzione dal francese, sappiamo che sono su quel blog con soli intenti negativi e provocatori.
Comunque, personalmente subisco questo "revirement", questa evoluzione , perchè di evoluzione si tratta, e non siamo imbecilli se lo pensiamo e lo diciamo, con grande sconcerto sul fondo e sulla forma.

Luisa ha detto...

"Ha voluto rispondere anche a rischio di suscitare discussioni e non essere capito perfettamente"


Questo ha detto il Papa a Padre Lombardi.
Per le discussioni OK, ma se non capisco ciò che mi dice il mio Papa, se ciò che ci dice è soggetto ad incomprensioni e interpretazioni varie, io, piccolo fedele, che non ha lauree in teologia, che faccio?
Di chi mi fido? Non ho forse "diritto" ad un insegnamento chiaro e cristallino?
E se non capiscp o casisco male sono forse un`imbecille?

Luisa ha detto...

Mi correggo...

E se non capisco o capisco male sono forse un`imbecille?

Francesco Colafemmina ha detto...

Mi dispiace, ma ormai non c'è molto da dire...

Non ho semplicemente più parole...

Ed invito tutti coloro che cercano di cavare del bene dalle parole del Papa ad affidarsi al Santo Rosario.

Leggete questo studio e soffermatevi ad esempio su questo passaggio:

" Oggi sono presentati, come casi esemplari, quelli dell'Uganda e della Tailandia (21), dove gli sforzi internazionali e nazionali a favore dell'uso del profilattico avrebbero portato frutti. Nel caso della Tailandia, lo sforzo delle autorità sanitarie si è rivolto verso le prostitute e i loro clienti. Benefici a seguito dell'uso del preservativo per queste persone ve ne sono stati specialmente per quanto riguarda la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse (22). Non è chiaro, tuttavia, se la promozione del condom in questo paese ha avuto effetto sul corso generale dell'epidemia di HIV-AIDS (23). L'uso del profilattico in tale condizioni è effettivamente un «minor male», però non lo si può proporre come modello di umanizzazione e di sviluppo. "

Mic ha detto...

effettivamente non ci sono più parole... non resta che pregare

Grazie e te Francesco e a Dante, che sono felice di incontrare e anche di leggere qui senza 'disturbi', che non sembrano disturbare nessuno nell'altro contesto, molto meritorio, ma che rischia di scadere se non corre ai ripari

Stefano78 ha detto...

Sono completamente d'accordo con chi ha sottolineato una evidenza netta: l'attacco mediatico nato dall'INTERNO della Chiesa (OR, in questo caso ma anche in altri).

E' stato PALESE il metodo e altrettanto palese la VOLONTA'. Metodo usato normalmente dai giornali SCANDALISTICI e dal giornalismo di "frangia". Diverso solo il contesto e i modi meno "aggressivi", ma tutti orientati a creare un caso mediatico per orientare DOPO la lettura del Libro a prescindere dai contenuti e dai distinguo chiarificatori.

Secondo me, in ambito Cattolico, per Cattolico intendo l'unico possibile, ovvero quello Tradizionale, avremmo dovuto "regire" con maggiore intelligenza. Non risparmiandoci domande, ma magari evitando di TRARRE IMMEDIATE CONCLUSIONI, prima di aver letto INTERAMENTE il libro.

Entrando nello specifico, sappiamo il danno mediatico e religioso creato dall'OR in specifico e dalla comunicazione vaticana in seguito. C'è da chiedersi: qui prodest?

Il Papa che fa? Fa uscire un libro APPOSTA per creare casino e per allisciarsi la mondanità? Mi sembra un giudizio affretato anche per i più critici! Anche perchè dovrebbe fare i conti con la linea diritta, anche se forse poco potente (ma si ragiona con potenza?) dell'Insegnamento e dell'Opera di fede del Papa!

Ora, nel merito della questione "profilattico", registrando la morbosità anormale che i media hanno rigaurdo il sesso, diciamo che dal punto di vista della Fede il Papa, almeno a mio avviso di povero ignorante, non mette mano a nulla che sia stato definito solennemente dal Magistero, men che meno alla HV.

Si parla di peccato, ed è evidente. Si parla di due casi: uno in cui esistono DUE Peccati mortali al V e VI comandamento. Uno in cui esiste UN PECCATO MORTALE al VI comandamento. Si può parlare di "aperture ai condom"? Si può parlare di "giustificazioni"? E lo si può fare dalle parole del Papa, descrivendo una situazione come quella che, a spizzichi e bocconi, con il filtro dei morbosi ossessionati medie, è emersa? Secondo me NO!
Si può parlare di GRADO DIVERSO NEL PECCATO MORTALE? DI GRAVITA' OGGETTIVAMENTE DIVERSA? Secondo me sì.

Ora, tutto questo battage è stato creato ad arte. E il fine era proprio quello di creare scompiglio nelle file già esigue e vessate dei pochi cattolici rimasti! Vogliamo farli esultare?

Gianpaolo1951 ha detto...

Non so spiegare per quale strano motivo, ma questa faccenda mi ha fatto venire alla mente la parabola dell’Amministratore disonesto e di come l’ha interpretata Papa Benedetto XVI nel Settembre del 2007 a Velletri:

«… E' una parabola che provoca in noi una certa meraviglia perché si parla di un amministratore disonesto che viene lodato: a ben vedere il Signore ci riserva un serio e quanto mai salutare insegnamento. Come sempre Egli trae spunto da fatti di cronaca quotidiana: narra di un amministratore che sta sul punto di essere licenziato per disonesta gestione degli affari del suo padrone e, per assicurarsi il futuro, cerca con furbizia di accordarsi con i debitori. E' certamente un disonesto, ma astuto: il Vangelo non ce lo presenta come modello da seguire nella sua disonestà, ma come esempio da imitare per la sua previdente scaltrezza. La breve parabola si conclude infatti con queste parole: “Il padrone lodò quell'amministratore disonesto perché aveva agito con scaltrezza”…
Che cosa vuole dirci Gesù? Alla parabola del fattore infedele l'evangelista fa seguire una breve serie di detti e di ammonimenti circa il rapporto che dobbiamo avere con il denaro e i beni di questa terra. Sono piccole frasi che invitano ad una scelta che presuppone una decisione radicale, una costante tensione interiore. La vita è in verità sempre una scelta: tra onestà e disonestà, tra fedeltà e infedeltà, tra egoismo e altruismo, tra bene e male"…».

E se la chiave di lettura delle “contrastate” parole del Santo Padre stesse proprio in questa Parabola?!?

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non mi pare proprio.
E comunque, è possibile che il Papa non sappia usare un linguaggio che non si presti ad equivoci in materia così delicata e ricorra ad esemplificazioni sdrucciolevoli, ora prostituto, ora prostituta, ora tutt'e due tanto è lo stesso? Quando vuole è chiarissimo.

Gianpaolo1951 ha detto...

«La Chiesa ovviamente non lo considera come una soluzione reale o morale, ma, in questo o in quel caso, potrebbe essere ciononostante, nell'intento di ridurre il rischio di infezione, un primo passo di un movimento verso un modo diverso, un altro modo umano, di vivere la sessualità."»

Non voglio insistere oltre…, ma sempre con riferimento alla suddetta Parabola, se provassimo a sostituire l’immagine di “denaro sporco” con il “contraccettivo sporco” – il preservativo per l’appunto – non otterremmo forse lo stesso concetto espresso dal Santo Padre?!?

Matteo ha detto...

Gentile Francesco,
il suo post dimostra una lucidità nell'analisi della questione che purtroppo manca a molti cattolici odierni.
Mi permetto soltanto di aggiungere un paio di punti:
mi pare sia prassi che, quando ci sono interviste a personalità quali il Papa, l'intervistato riceva in anticipo le domande che gli verranno poste; e che la bozza del libro venga sottoposta all'intervistato prima della pubblicazione, in modo da poter intervenire per chiarire eventuali malintesi. Forse non funziona sempre così, ma dovrebbe, almeno per prudenza, specialmente se l'intervistato non è un pinco pallino qualsiasi, ma il Papa.
Detto questo, mi pare evidente che la dichiarazione del Papa (a prescindere dal fatto che abbia detto "prostituto" o "prostituta", Lombardi ha chiarito che non c'è differenza) corrispondano al suo pensiero. Non ci sono state smentite. Non sarà cambiato niente nel magistero, sono d'accordo, ma non si può pensare che dichiarazioni di questo tipo non possano creare un precedente non solo dannoso per il presente, causa di divisioni, incomprensioni e interpretazioni di qualunque tipo, ma pericolosissimo per il futuro. Se già una parte del clero ha da quarant'anni a questa parte "distribuito" condom ai suoi buoni parrocchiani, perché l'importante è "l'amore", allora adesso che il Papa ha detto che si può (non ha detto così, intendiamoci, ma molti lo fanno passare come tale, o come prossimo inevitabile passo), allora ben venga l'uso di quelle cose, magari solo per alcuni casi... e quali siano questi casi alla fine lo decide ciascuno per conto suo...
E poi chi lo sa che questo non sia un trampolino per il prossimo Papa, magari "progressista", per liberalizzare davvero la cosa?
Quello che dice il Papa, in qualunque situazione, non può dar adito a dubbi sulla validità del magistero, che è valido sempre e comunque, sennò vuol dire che qualcosa non va. E' un problema di contenuto, prima di tutto, oltre che di forma. Da Benedetto, sinceramente, non me lo sarei mai aspettato.
Saluti

DANTE PASTORELLI ha detto...

Matteo, ora cominceranno a dire che è prigioniero, che l'hanno obbligato a far certe dichiarazioni, che Filoni lo condiziona ecc. ecc.
Il Papa è libero e, se pur in un'intervista che non è magistero, apre all'immoralità, con le sue aperture s'assume una responsabilità enorme nella distruzione della morale cattolica con conseguenze inimmaginabili nella devastazione delle anime.

Andrea ha detto...

Per Stefano78 : grazie.

Solo un'aggiunta: il fine dell'attentato non era solo quello di orientare nell'immediato futuro la lettura del libro, ma anche quello di travolgere l'atmosfera di festa della fede ("il mio ministero, cari Fratelli, e DI CONSEGUENZA anche il vostro, consiste tutto nella fede. Gesù può costruire su di noi la sua Chiesa tanto quanto trova in noi di quella fede vera, pasquale..." ha detto il Papa ai nuovi cardinali, fra l'altro riaffermando l'ordine GERARCHICO fra sé ed essi) che avrebbe caratterizzato il Concistoro.
L'importante è che al popolo non arrivi l'immagine di una Chiesa salda, fiduciosa, luminosa !!

Concludendo, per testimoniare che non sottovaluto affatto le tendenze ereticali contemporanee, faccio presente che il foglietto (ufficiale, con imprimatur dell'Arcivescovo di Siena) della Messa di Cristo Re era intestato "Solennità di Nostro Signore Gesù Re dell'Universo" : il "Cristo" era andato a farsi friggere !

Luisa ha detto...

Ho appena seguito l`emissione di SAT 2000, Mosaico, con Accattoli, è evidente, per coloro che erano presenti, e per il card. Cottier, intervistato, che c`è stata una novità, la novità essendo ch il Papa dice ciò che già dicevano i card. Tettamanzi, Martini e Cottier stesso.
E hanno applaudito al mezzo scelto, cioè l'intervista , come un contatto diretto col pubblico, cattolico e non, una specie di sondaggio ,secondo Accattpli, che gil permetetrà in seguito di reagire...
Mah, doppio, triplo mah!

Luisa ha detto...

E sarò cocciuta, e senza dubbio un`imbecille, secondo i criteri di Introvigne, ma stimo che una svolta di quella importanza, perchè di svolta trattasi a questo punto evidente, doveva esserci data dal Papa, direttamente, con un atto magisteriale.

Andrea ha detto...

Cara Luisa, i casi sono due:

AUT il Papa si aggrega all'ampia pattuglia degli "illuminati" (fortemente presenti nel Clero, nella gestione del mondo -vedi contraccezione e aborto ONU- , nella propaganda a mezzo stampa)

AUT è sempre Quello di prima.

A ognuno la sua scelta. Le valutazioni che ho espresso, credo non assurde, dicono cosa io propongo. Qualcuno vuole rivedere il mio commento del 22 alle 0:48, in calce al post precedente di Francesco ?

Aggiungo solo:
1- che, amandolo con umiltà, non ritengo che ogni suo atto sia perfetto. Ho scritto esplicitamente che la creazione di mons.Ravasi a Cardinale è stata un errore.
2- che, senza dubbio alcuno, i Cardinali Cottier, Martini(soprattutto), Tettamanzi e altri sono "di simpatie ereticali": non spetta a me definire la loro esatta posizione rispetto alla Comunione della Chiesa.

Un'ultima nota: l'espressione "più papisti del Papa" non nasce oggi, e ha sempre designato persone che, partendo da un retto sentimento, hanno combinato guai.
Il Papa ha insistito domenica sul passaggio della fede di San Pietro dallo stato di imperfezione ("Tu sei il Cristo...Io ti salverò!") a quello di perfezione pasquale ("Tu sei il Cristo...salvami con la potenza della tua Croce!")

Francesco Colafemmina ha detto...

"E tuttavia il senso profondo della sessualità è un altro. Si potrebbe dire, volendosi esprimere in questi termini, che l’evoluzione ha generato la sessualità al fine della riproduzione. Questo vale anche dal punto di vista teologico. Il senso della sessualità è condurre l’uomo e la donna l’uno all’altra e con ciò assicurare all’umanità progenie, bambini, futuro»

L'evoluzione ha generato la sessualità???

Stefano78 ha detto...

Dice Andrea:

L'importante è che al popolo non arrivi l'immagine di una Chiesa salda, fiduciosa, luminosa !!


ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO. Chi tirale fila di queste abominevoli pugnalate, come capitato anche in passato (vedi vicenda Williamson), gode grandissimamente a mostrare le lacerazioni interne, ma gode ancora di più affinchè queste lacerazioni ANNIENTINO la parte (esigua) sana della Chiesa sotto l'oppressione del peso dei "potenti" (nel senso mondano) della Chiesa.

Stefano78 ha detto...

Dice Luisa.

...che c`è stata una novità, la novità essendo ch il Papa dice ciò che già dicevano i card. Tettamanzi, Martini e Cottier stesso.

Ma da quella "turba" di persone, cosa ci si aspetta? Ma se son quelli che alimentano proprio il casino, per sponsorizzare le loro ereticali bordate!!!

Luisa ha detto...

"L'evoluzione ha generato la sessualità???"
Scrive Francesco.

Posso aggiungere il mio punto interrogativo.
Sono frastornata.
A forza di darci questo libro a pezzettini la mia confusione aumenta.

Luisa ha detto...

Lo so Stefano,non lascia indifferenti vedere l`entusiasmo di tutti quei cattolici progressisti che ignorano, come minimo,il Magistero, quello vero, del Papa, che lo contestano, che disobbediscono senza nessun problema di coscienza.
Oggi sono addirittura commossi, sì commossi, come il teologo Sequieri, interrogato ieri a Mosaico, da questo Papa...eh sì sono commossi quando il Papa va nel loro senso.
Questa "élite" intellettuale, sta gongolando, applaude in coro il Papa che...finalmente...si è deciso a raggiungere le loro file.
Comunque la realtà è questa, a meno che il Papa stesso chiarisca il suo pensiero, e lo faccia dalla sua cattedra, ciò che oggi passa come messaggio è che il Papa approva l`uso del preservativo in certe situazioni, non meglio chiarificate.

Andrea ha detto...

Per Francesco (9:16):
questo è un altro tema, caro Francesco.
Qui possiamo dire due cose:

1- viene introdotto l'inciso di cautela: "volendosi esprimere in questo modo"
2- il Papa sta cercando di capirci qualcosa, cioè sta cercando di capire se l'evoluzionismo sia mera illazione o abbia qualche fondamento scientifico. Qualche tempo fa, in seguito a un incontro di "scienziati" in Vaticano, diceva (cito a memoria):
A- Dio è autore di ogni essere
B- Dio non solo crea "all'inizio", ma sostiene nell'essere ad ogni istante
C- solo l'uomo è "capax Dei", quindi la sua anima individuale dimostra chiaramente di essere creata immediatamente da Dio

Cosa penso io? che TUTTO l'evoluzionismo è satanismo. Totalmente infondato scientificamente, si scontra ad ogni passo contro le evidenze fattuali e teoriche, ma risorge per INSINUARE sempre la stessa cosa: il "Mondo" (infatti siamo oggi all'"evoluzionismo cosmologico"- vedi Gesuiti della Specola Vaticana) è divino, è "vivo" ("anima mundi"), si MANIFESTA in "FORME DI VITA" (non in esseri viventi, uno ben distinto dall'altro).
Con ostinazione demoniaca si inverte l'ordine naturale delle cose (ciascuno può dare solo ciò che ha - Omne Vivum e Vivo: legge della generazione) pur di affermare l'auto-perfezionamento (apoteosi: tendenza alla "SFERA DIVINA", che non esiste) di qualcosa che non esiste (un simile "Mondo Animato").

_ E Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò (Gen 1, 27)

Ultima cosa: ieri il dott. Gotti Tedeschi, durante una conferenza, accennava alla derivazione del darwinismo dal malthusianesimo (apprendo da Wikipedia che la famiglia di Malthus aveva contatti con Hume e Rousseau), e segnalava l'immenso pericolo rappresentato dalla propaganda animalistica di Veronesi (e di "Striscia la notizia", aggiungo io).
E' appena il caso di ricorda che questa vagonata di c..ate ci è stata rovesciata addosso direttamente dalle famose camionette americane del 1943-45, e dalla BBC.

Un abbraccio

Andrea ha detto...

Per Luisa (10:19): ma questo "passa come mesaggio", cara signora, perché i Giuda in Vaticano vogliono ciò.
Ricordiamoci che Cristo sapeva benissimo ciò che Giuda faceva e pensava, ma non lo cacciò - gli disse solo, più volte, "se non sei convinto della vita di Apostolo, è meglio che ti allontani...Io non forzo nessuno".
Nonostante Giuda, Cristo vinse la morte e noi possiamo essere in rapporto vitale con Lui.

Ciò non toglie che Gesuiti (Radio e Sala Stampa), Salesiani e buona parte dello staff dell' "Osservatore" vadano, secondo me, cacciati.
Tutti a casa !

Andrea ha detto...

Per Stefano 78 (9:37):
a proposito di congiura preparata per stendere un drappo funebre sulla "festa della fede" di domenica, ho sentito dalla TV (ero nell'altra stanza, non ho visto) che verso la fine della Messa in San Pietro hanno mostrato le immagini dei Cattolici massacrati nella Cattedrale di Baghdad.

Messaggi non espressi:
1- Cristo è Re, ma questo mondo è in mano al Demonio, e funziona in ben altro modo dal Vangelo
2- i grandi nemici sono i Musulmani (e non chi mandò in Croce Cristo con l'accusa di "farsi re")
3- E' VIETATO FAR FESTA PER L'ANTICIPO DI PARADISO RAPPRESENTATO DALLA CHIESA NEL MONDO: bisogna essere cupi e turbati (Giansenismo)
4- il Sangue di Cristo è "lontano", quello che gli uomini spargono oggi è "attuale"

Scusatemi di avervi presentato questo quadro satanico, ma purtroppo corrisponde ai fatti.

Buona giornata a tutti

DANTE PASTORELLI ha detto...

Il Papa, essendo espertissimo del nido di vipere che è buona parte della Curia, sa bene che esiston dei Giuda in Vaticano, per cui dovrebbe parlar in modo inequivocabile e soprattutto con documenti magisteriali. Chi ama il pericolo in esso perirà.

Per dar un valore di presunta difesa della vita all'uso del profilattico, naturalmente si stabilisce superficialmente il paragone con le cure ed i vaccini.
Le cure, intanto, cercan di guarir post factum il malato. Nessuno pianifica la degradazione morale pensando: tanto, ci son le cure.
Il vaccino previene e preserva dal contagio. E' immorale un vaccino anti AIDS? Certamente no. E' vero che, come il profilattico, può esser usato dai pervertiti per i loro schifosi giochini, ma esso serve anche a coloro che posson esser contagiati per trasfusione di sangue, per contatto accidentale con una siringa sporca di sangue infetto, per ferite mentre si opera un sieropositivo o qualcuno in stato di AIDS conclamato.
Insomma siamo su di un diverso piano morale. Il vaccino non è in sé diretto a favorire un piacere sicuro come lo è invece il preservativo che per motivi immorali è nato ed adoperato.
Se non si comprendono certe distinzioni, c'è poco da star freschi!

Anonimo ha detto...

OT (ma neppure troppo, nel senso che il cespite di questi venti di follia da qui proviene)

Per chi fosse interessato ad una disamina documentata e critica dei nessi tra darwinismo-malthusianesimo-capitalismo-newtonianesimo, ovvero i quattro gangli vitali dell'ideologia anglosassone (WASP), segnalo

http://www.culturewars.com/2011/Newton.htm

Lunghetto ma vale la fatica.

Saluti a tutti

Giampaolo

Anonimo ha detto...

Vedo con piacere che alcuni che riversavano su messainlatino i loro fluviali commenti li riversano ora sul povero e benemerito colafemmina. Finalmente su messainlatino potremmo leggere commenti più equilibrati. Auguri...